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Una panoramica del condizionamento operante e del rinforzo, due principi fondamentali del processo di apprendimento. Il condizionamento operante è un processo in cui il comportamento è appreso agendo sull'ambiente, mentre il rinforzo è una conseguenza che può rafforzare o indebolire il comportamento. I due tipi di rinforzo positivo e negativo, e le due tipi di punizione basata sulla presentazione e sulla rimozione. Inoltre, il documento discute del programma di rinforzi intermittenti e dei suoi tipi, a intervallo temporale e a base numerica, e dei loro effetti sulla persistenza del comportamento. Il documento conclude con una discussione sulla valutazione funzionale del comportamento e sull'autovalutazione degli studenti.
Tipologia: Appunti
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L’apprendimento è un processo attraverso il quale si ottiene un cambiamento nella conoscenza o nel comportamento di un individuo in seguito ad un’interazione con l’ambiente. Questo cambiamento può essere consapevole o inconsapevole, tendente al miglioramento o al peggioramento, ma per far sì che si parli di apprendimento è fondamentale che derivi dall’esperienza. In seguito a questa definizione, alcuni psicologi tendono ad enfatizzare i cambiamenti che avvengono a livello della conoscenza, altri ad enfatizzare i cambiamenti che avvengono a livello comportamentale. I cognitivisti parlano di potenziale di comportamento, che fa riferimento ad un cambiamento che avviene, dunque il potenziale c’è, ma che non si palesa in mancanza di una giusta situazione o motivazione. Inoltre, evidenziano l’apprendimento come un cambiamento che avviene internamente e che si manifesta con attività mentali non osservabili, ad esempio tramite il pensare o il risolvere problemi. I comportamentisti, invece, pongono enfasi sugli effetti esterni all’individuo in seguito ad un cambiamento nel comportamento. Una delle prime spiegazioni dell’apprendimento fu data dal filosofo Aristotele, tra il 400 e il 300 a.C. Egli affermò che le persone tendono ad associare le cose secondo tre principi: di somiglianza, di differenza e di contiguità. Quest’ultimo è risultato il principio più importante perché il più ricorrente nei processi di apprendimento, e fa riferimento alla tendenza dell’uomo di associare due eventi in seguito alla loro ripetuta compresenza. Dunque, se uno di questi due eventi dovesse presentarsi singolarmente, avremmo a che fare con uno “stimolo” che rievocherà l’altro evento connesso, ovvero la “risposta”. Questo principio, inoltre, si presenta anche in un altro processo di apprendimento conosciuto come “condizionamento classico”: l’associazione a nuovi stimoli di risposte emotive o fisiologiche automatiche, come la paura o la sudorazione, chiamate anche “rispondenti”. Il condizionamento classico fu scoperto intorno al 1920 dal medico russo Pavlov, in seguito ad esperimenti sui processi digestivi effettuati su cani. Tramite essi notò come degli stimoli, inizialmente neutri, fossero capaci di provocare nel cane una risposta fisiologica. In altre parole, questi esperimenti mostrarono come gli esseri umani e animali imparassero ad associare uno stimolo con un altro. In questi casi, lo stimolo neutro corrisponde al suono di un diapason (un campanello), la risposta corrisponde alla salivazione del cane. Inizialmente, la salivazione è la risposta incondizionata alla visione del cibo, ovvero dello stimolo incondizionato. Si tratta, ora, di riflessi, cioè di risposte involontarie, non apprese, automatiche. Dopo svariate volte che lo sperimentatore affianca la presenza del cibo al suono del diapason, anche il cane inizia ad associare quel suono all’arrivo imminente del cibo. Pertanto, quello stimolo neutro quale il suono del diapason diventa uno stimolo condizionato, perché diventato ora la causa della salivazione del cane, ovvero di una risposta non più incondizionata bensì condizionata. Pavlov si rese anche conto che, più breve era il tempo tra il suono e l'arrivo del cibo, più rapido era l'apprendimento del riflesso. Tuttavia, non tutto l’apprendimento umano è così automatico e involontario. Di fatto, le persone operano in modo attivo sull’ambiente, dunque sono coinvolte in un processo di apprendimento conosciuto come condizionamento operante, per cui il comportamento è appreso agendo sull’ambiente. La definizione di condizionamento operante risale alla metà del 1900 con Skinner, il quale parte dal condizionamento classico di Pavlov dichiarandolo non sufficiente per spiegare i comportamenti appresi: il condizionamento classico spiega solo in che modo le risposte esistenti possono combinarsi con nuovi stimoli, ma non spiega in che modo si acquisiscono nuovi comportamenti operanti. Il condizionamento operante vede il comportamento come
un elemento intermedio tra due tipologie di influenze ambientali: da una parte quelle influenze che lo precedono dette “antecedenti”, dall’altra parte quelle influenze che lo seguono dette “conseguenze”, dunque rispettando una sequenza “antecedente- comportamento-conseguenza”. Il comportamento operante può essere modificato da cambiamenti avvenuti nell’antecedente, nella conseguenza o in entrambi, e la conseguenza di un comportamento in atto è, allo stesso tempo, l’antecedente di una sequenza successiva. Le CONSEGUENZE determinano, in larga parte, se il comportamento dal quale derivano verrà in futuro ripetuto o no: se le conseguenze evidenziano la funzione di rafforzare il comportamento, abbiamo a che fare con un “rinforzo” che porterà quel comportamento a ripetersi in futuro, dunque ad aumentare la sua frequenza e la sua durata; se le conseguenze evidenziano la funzione di indebolimento del comportamento dal quale derivano, abbiamo a che fare con una “punizione” che tenderà a sopprimere in futuro quel comportamento. RINFORZO: comportamento - rinforzo (conseguenza) - ripetizione del comportamento (effetto). Le conseguenze di un comportamento possono assumere la funzione di rinforzo solo in relazione alla percezione dell’evento da parte dell’individuo coinvolto e dal significato che egli stesso attribuisce. Se, ad esempio, un alunno viene continuamento mandato in presidenza a causa della sua sgradevole condotta, può significare che tale evento funga per lui da rinforzo, con effetto la ripetizione di tale comportamento. Esistono due tipi di rinforzo:
di apprendimento efficaci consistono nella stimolazione degli alunni, con contenuti che partono dai loro interessi, e da prompt, cioè aiuti che rendono più probabile il verificarsi del comportamento desiderato. Affinché il prompt sia efficace è fondamentale che prima di esso si inneschi lo stimolo ambientale a cui l’alunno deve rispondere, e che si verifichi una riduzione graduale del ricorso al prompt per sollecitare la risposta autonoma allo stimolo e per favorire l’inserimento definitivo dell’abilità nel repertorio comportamentale della persona. Esistono molti modi per incoraggiare comportamenti corretti esistenti e per inserirne nuovi: