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Terremoti e maremoti, Appunti di Scienze della Terra

L'origine dei terremoti, le onde sismiche che si propagano e le scale utilizzate per misurare l'intensità e la magnitudo dei terremoti. Inoltre, viene spiegato il concetto di epicentro e ipocentro, la periodicità dei terremoti e la teoria del rimbalzo elastico. Infine, viene descritto il fenomeno dei maremoti e dei tsunami. utile per comprendere le basi della sismologia e delle onde sismiche.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 15/09/2022

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ninaaaa2323 🇮🇹

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TERREMOTI
I TERREMOTI si originano dal rilascio improvviso di energia che si è accumulata. Sono delle onde
meccaniche che si propagano dal punto in cui viene rilasciata questa energia. Sono causate da forze
ENDOGENE, cioè quelle che provengono dall’interno del pianeta per cui dai movimenti tettonici causati dai
MOTI CONVETTIVI del MANTELLO e che muovono le placche. Però la CROSTA TERRESTRE è rigida quindi si
può deformare ma fino a un certo punto, per cui più energia si accumula più è forte il TERREMOTO. Per
questo motivo i TERREMOTI sono fenomeni CICLICI e più tempo passa tra un terremoto e l’altro, più il
terremoto sarà forte. Analizzando la periodicità dei terremoti si può ipotizzare quando può arrivarne un
altro. La teoria del fatto che una roccia si modifica fino ad arrivare al punto di rottura chiamato FAGLIA,
viene chiamata TEORIA DEL RIMBALZO ELASTICO. L’accumularsi di energia all’interno delle rocce è possibile
perché le ROCCE hanno una certa FORZA DI ATTRITO. Quando viene liberata questa energia si originano
delle onde chiamate ONDE SISMICHE e lo strumento che viene utilizzato per misurarle si chiama
SISMOGRAFO. Di solito sono 2 SISMOGRAFI, uno che rileva i movimenti verticali e uno i movimenti
orizzontali del suono. In particolare le ONDE che possono essere rilevate con il SISMOGRAFO sono 3: le
ONDE P, dove P sta per PRIME e sono le prime a essere registrate, poi ci sono le ONDE S, seconde, e infine
le ONDE SUPERFICIALI. Queste 3 tipi di ONDE hanno dei movimenti diversi; le ONDE P vengono anche dette
ONDE LONGITUDINALI cioè comprimono e allargano e sono quelle più veloci; le ONDE S sono invece le
ONDE TRASVERSALI ovvero quelle classiche che vanno verso l’alto e verso il basso e sono più lente quindi si
percepiscono in un secondo momento. Le ONDE SUPERFICIALI (interessano solo la parte superficiale della
crosta terrestre quindi non si propagano in profondità) sono divisibili in 2 TIPI: le L chiamate anche ONDE DI
LOVE che producono uno scuotimento orizzontale della crosta, e le ONDE R che hanno una propagazione
come quelle delle onde marine. Quindi le ONDE SUPERFICIALI si propagano solo nella parte superficiale
della crosta terrestre, mentre invece le ONDE S e le ONDE P sono in grado di propagarsi in tutte le direzioni
per tutto il volume delle rocce e vengono chiamate ONDE DI VOLUME perché si propagano in tutto il
volume. La VELOCITA’ con cui si propagano le ONDE dipende dal MATERIALE che stanno attraversando,
quindi più la ROCCIA è rigida più veloce si propagherà l’ONDA. Le ONDE P possono trasmettersi sia
attraverso i solidi sia attraverso i liquidi, mentre le ONDE S possono attraversare solo i mezzi solidi. Il punto
all’interno della terra dove si origina il terremoto si chiama IPOCENTRO ed è il punto da cui appunto
partono le ONDE SISMICHE che si propagano in tutte le direzioni. La sua proiezione sulla superficie terrestre
è EPICENTRO che ci permette di identificare quali sono le zone più colpite. Importante dell’IPOCENTRO è la
PROFONDITA’ perché tanto più l’IPOCENTRO è profondo tanto meno pericoloso sarà il TERREMOTO perché
le ONDE SISMICHE devono attraversare molta crosta prima di arrivare in SUPERFICIE e quindi perderanno
parte di ENERGIA, più invece l’IPOCENTRO è vicino alla crosta più sarà forte perché le onde arriveranno
subito in superficie. L’ENERGIA DI UN TERREMOTO si misura tramite 2 SCALE che sono la SCALA RIKTER e la
SCALA MERCALLY. La SCALA MERCALLY è una scala che è stata elaborata da MERCALLY che era un geologo e
sismologo e misura l’INTENSITA’ dei TERREMOTI cioè misura la CAPACITA’ del terremoto di fare danni.
Quindi è una scala FISSA che ha 12 GRADI e ogni grado descrive i danni provocati dal terremoto.
L’INTENSITA’ di un terremoto varia da luogo a luogo, quindi vicino all’EPICENTRO avremo intensità
maggiore e man mano che ci si allontana avremo intensità minore. L’INTENSITA’ permette di creare delle
zone in cui il terremoto è percepito con la stessa intensità; quindi le linee immaginarie che racchiudono le
zone in cui il TERREMOTO è stato percepito con la stessa intensità si chiamano ISOSISME. L’INTENSITA’ di
un terremoto non dipende solo dal terremoto stesso ma dipende anche dalla zona. Invece la SCALA RIKTER
misura la MAGNITUDO; è una scala MATEMATICA che si basa sull’AMPIEZZA delle LINEE registrate dal
SISMOGRAFO. In particolare è una scala matematica di tipo ESPONENZIALE quindi ogni GRADO aumenta in
maniera esponenziale (grado 1 è 10 volte maggiore rispetto al grado 0, grado 2 è 100 volte più grande
rispetto al grado 1). La MAGNITUDO ci permette quindi di calcolare con precisione e oggettività la FORZA e
l’ENERGIA liberata in un terremoto; è una SCALA teoricamente INFINITA.
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TERREMOTI

I TERREMOTI si originano dal rilascio improvviso di energia che si è accumulata. Sono delle onde meccaniche che si propagano dal punto in cui viene rilasciata questa energia. Sono causate da forze ENDOGENE, cioè quelle che provengono dall’interno del pianeta per cui dai movimenti tettonici causati dai MOTI CONVETTIVI del MANTELLO e che muovono le placche. Però la CROSTA TERRESTRE è rigida quindi si può deformare ma fino a un certo punto, per cui più energia si accumula più è forte il TERREMOTO. Per questo motivo i TERREMOTI sono fenomeni CICLICI e più tempo passa tra un terremoto e l’altro, più il terremoto sarà forte. Analizzando la periodicità dei terremoti si può ipotizzare quando può arrivarne un altro. La teoria del fatto che una roccia si modifica fino ad arrivare al punto di rottura chiamato FAGLIA, viene chiamata TEORIA DEL RIMBALZO ELASTICO. L’accumularsi di energia all’interno delle rocce è possibile perché le ROCCE hanno una certa FORZA DI ATTRITO. Quando viene liberata questa energia si originano delle onde chiamate ONDE SISMICHE e lo strumento che viene utilizzato per misurarle si chiama SISMOGRAFO. Di solito sono 2 SISMOGRAFI, uno che rileva i movimenti verticali e uno i movimenti orizzontali del suono. In particolare le ONDE che possono essere rilevate con il SISMOGRAFO sono 3: le ONDE P, dove P sta per PRIME e sono le prime a essere registrate, poi ci sono le ONDE S, seconde, e infine le ONDE SUPERFICIALI. Queste 3 tipi di ONDE hanno dei movimenti diversi; le ONDE P vengono anche dette ONDE LONGITUDINALI cioè comprimono e allargano e sono quelle più veloci; le ONDE S sono invece le ONDE TRASVERSALI ovvero quelle classiche che vanno verso l’alto e verso il basso e sono più lente quindi si percepiscono in un secondo momento. Le ONDE SUPERFICIALI (interessano solo la parte superficiale della crosta terrestre quindi non si propagano in profondità) sono divisibili in 2 TIPI: le L chiamate anche ONDE DI LOVE che producono uno scuotimento orizzontale della crosta, e le ONDE R che hanno una propagazione come quelle delle onde marine. Quindi le ONDE SUPERFICIALI si propagano solo nella parte superficiale della crosta terrestre, mentre invece le ONDE S e le ONDE P sono in grado di propagarsi in tutte le direzioni per tutto il volume delle rocce e vengono chiamate ONDE DI VOLUME perché si propagano in tutto il volume. La VELOCITA’ con cui si propagano le ONDE dipende dal MATERIALE che stanno attraversando, quindi più la ROCCIA è rigida più veloce si propagherà l’ONDA. Le ONDE P possono trasmettersi sia attraverso i solidi sia attraverso i liquidi, mentre le ONDE S possono attraversare solo i mezzi solidi. Il punto all’interno della terra dove si origina il terremoto si chiama IPOCENTRO ed è il punto da cui appunto partono le ONDE SISMICHE che si propagano in tutte le direzioni. La sua proiezione sulla superficie terrestre è EPICENTRO che ci permette di identificare quali sono le zone più colpite. Importante dell’IPOCENTRO è la PROFONDITA’ perché tanto più l’IPOCENTRO è profondo tanto meno pericoloso sarà il TERREMOTO perché le ONDE SISMICHE devono attraversare molta crosta prima di arrivare in SUPERFICIE e quindi perderanno parte di ENERGIA, più invece l’IPOCENTRO è vicino alla crosta più sarà forte perché le onde arriveranno subito in superficie. L’ENERGIA DI UN TERREMOTO si misura tramite 2 SCALE che sono la SCALA RIKTER e la SCALA MERCALLY. La SCALA MERCALLY è una scala che è stata elaborata da MERCALLY che era un geologo e sismologo e misura l’INTENSITA’ dei TERREMOTI cioè misura la CAPACITA’ del terremoto di fare danni. Quindi è una scala FISSA che ha 12 GRADI e ogni grado descrive i danni provocati dal terremoto. L’INTENSITA’ di un terremoto varia da luogo a luogo, quindi vicino all’EPICENTRO avremo intensità maggiore e man mano che ci si allontana avremo intensità minore. L’INTENSITA’ permette di creare delle zone in cui il terremoto è percepito con la stessa intensità; quindi le linee immaginarie che racchiudono le zone in cui il TERREMOTO è stato percepito con la stessa intensità si chiamano ISOSISME. L’INTENSITA’ di un terremoto non dipende solo dal terremoto stesso ma dipende anche dalla zona. Invece la SCALA RIKTER misura la MAGNITUDO; è una scala MATEMATICA che si basa sull’AMPIEZZA delle LINEE registrate dal SISMOGRAFO. In particolare è una scala matematica di tipo ESPONENZIALE quindi ogni GRADO aumenta in maniera esponenziale (grado 1 è 10 volte maggiore rispetto al grado 0, grado 2 è 100 volte più grande rispetto al grado 1). La MAGNITUDO ci permette quindi di calcolare con precisione e oggettività la FORZA e l’ENERGIA liberata in un terremoto; è una SCALA teoricamente INFINITA.

MAREMOTI E TZSUNAMI

Un MAREMOTO è un terremoto che ha origine sotto la CROSTA OCEANICA e non sotto la CROSTA TERRESTRE. I MAREMOTI si originano esclusivamente negli OCEANI e si originano a causa delle ONDE SISMICHE, che saranno esclusivamente le ONDE P perché le ONDE S non si propagano nei liquidi, che si trasmettono anche all’acqua che sta sopra l’IPOCENTRO. Quindi il danno non lo fa in MARE APERTO perché in MARE APERTO rimangono BASSE perché la quantità di acqua in cui si propagano le ONDE è tanta; il problema arriva quando queste ONDE raggiungono la RIVA. Mentre le ONDE normali si originano col VENTO e interessano solo lo strato superficiale dell’acqua, queste ONDE interessano tutta la MASSA D’ACQUA e quindi l’ENERGIA è molto maggiore. Queste ONDE possono avere anche una velocità di 700Km, quindi si propagano anche velocemente e anche la LUNGHEZZA D’ONDA è molto più grande rispetto a quella normale; quindi quando l’ONDA di MAREMOTO raggiunge la RIVA il problema è che i FONDALI SI ABBASSANO quindi accade che il movimento della massa d’acqua, nella parte inferiore dove il FONDALE SI ABBASSA, viene frenato dall’ATTRITO dell’acqua col fondale quindi la PARTE INFERIORE dell’onde RALLENTA ma la PARTE SUPERIORE no perché non ha attrito col fondale. Per cui l’ACQUA si ritrae, si accumula nella parte superiore fino a formare il frangente che si scarica sulla COSTA. Lo TZSUNAMI sarà tanto più pericoloso quanto più i FONDALI si alzano rapidamente, cioè se c’è il fondale che si alza in maniera graduale allora l’energia viene scaricata in maniera graduale, ma se il fondale si alza improvvisamente allora tutta l’energia viene scaricata sulla costa. In più l’altro problema è che mentre tra le ONDE normali passano pochi secondi, la LUNGHEZZA D’ONDA dello TSZUNAMI è molto lunga quindi il PERIODO tra un’ONDA e un’altra è di diversi MINUTI.

RISCHIO SISMICO

Quando si parla di RISCHIO SISMICO, c’è una differenza tra PERICOLO e RISCHIO; il PERICOLO è la probabilità che si verifichi un evento mentre il RISCHIO è la probabilità che quell’evento crei dei danni. La CROSTA TERRESTRE è divisa in 7 placche che si allontanano e si scontrano a causa dei MOTI CONVETTIVI nel MANTELLO. Nei margini tra una placca e l’altra saranno i punti in cui ci saranno maggiormente degli eventi sismici o vulcanici. Il primo che parlò di PLACCHE fu WEGNER che parlò della teoria della deriva dei continenti. La CROSTA TERRESTRE è divisa in CROSTA CONTINENTALE e OCEANICA. La CROSTA OCEANICA è in continua formazione a causa delle DORSALI OCEANICHE, cioè in mezzo agli oceani abbiamo una continua espansione dei fondali oceanici perché negli oceani ci sono queste DORSALI OCEANICHE (atlantica e pacifica). Sono zone in cui le placche si stanno allontanando quindi allontanandosi fuoriesce il MAGMA dal MANTELLO e forma una nuova crosta oceanica. Se da una parte la crosta aumenta, ci dovrà essere un altro margine di placca dove diminuisce. Possiamo quindi avere due possibilità: o si scontra una placca con la crosta oceanica e una placca di crosta continentale, e in questo caso l’oceanica va in SUBDUZIONE cioè va sotto perché è meno spessa e man mano che va in profondità si fonde e si origina del nuovo MAGMA. I terremoti si concentrano lungo il PIANO DI SUBDUZIONE che si chiama PIANO DI BENIOS ed è il piano dove si concentrano gli IPOCENTRI dei terremoti; succederà quindi che ci sarà una zona con molto magma che creerà una pressione che porterà alla fuoriuscita del magma e quindi una probabilità di trovare vulcani. L’altra opzione sono due placche continentali che si scontrano, si accartocciano e danno origine alle MONTAGNE. Le PLACCHE possono allontanarsi, e in questo caso avremo dei MARGINI DI PLACCA DIVERGENTI, quando si scontrano saranno CONVERGENTI e infine i margini possono scorrere l’uno accanto all’altro e vengono chiamati TRASCORRENTI.