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Terremoti e sismologia, Appunti di Geologia e Geologia applicata

La sismologia, la branca della geofisica che studia i terremoti e la struttura interna della Terra. Si spiega il fenomeno del terremoto, la sua ciclicità e la suddivisione in base alla profondità della rottura delle rocce. Si descrivono i comportamenti plastico ed elastico dei materiali e la teoria del rimbalzo elastico. Si spiegano le onde sismiche e la scala Richter. Si parla anche del maremoto o tsunami.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 11/06/2022

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I TERREMOTI
La sismologia è la branca della geofisica che studia i terremoti e la struttura interna della Terra, che si basa
sulle onde sismiche.
Il terremoto o sisma è una vibrazione +/- forte della terra prodotta da una rapida liberazione di energia
meccanica a profondità diverse.
Il punto in cui si libera energia è chiamato ipocentro, da esso l’energia si propaga per onde sferiche.
Le onde sismiche sono onde generate dai terremoti stessi, siano essi eventi naturali oppure artificiali provocati
durante esplosioni.
I terremoti non sono fenomeni casuali ma ciclici, e si manifestano quasi esclusivamente entro certe fasce della
superficie terrestre, e si suddividono a seconda della profondità a cui si verifica la rottura delle
rocce:
- superficiali (fino a 70 km di profondità);
- medi (da 70 a 300 km);
profondi (da 300 fino a 700 km)
I terremoti più catastrofici sono spesso quelli più superficiali, che sono generati da faglie presenti da pochi
kilometri a poche decine di chilometri di profondità.
Il comportamento di un materiale è definito plastico se, all'applicazione di una forza, subisce una deformazione
permanente, che si mantiene anche quando la forza cessa di essere applicata.
Il comportamento di un materiale è definito elastico se, all'applicazione di una forza, subisce una deformazione
proporzionale alla forza applicata e se, cessata l'applicazione della forza, recupera la forma originaria. Questo
comportamento definito fragile, è proprio dei materiali che arrivano a rottura dopo una piccola deformazione
plastica o in assenza di questa,
Secondo la teoria del rimbalzo elastico, tuttora accettata, le rocce della crosta terrestre reagiscono
all'applicazione di una forza.
Quando un blocco crostale è sottoposto a sforzi, si comporta in modo elastico: anziché fratturarsi subito si
deforma lentamente, ma nel contempo accumula energia elastica. Continuando lo sforzo, l'energia accumulata
supera un punto critico, detto carico di rottura, e le rocce si spaccano improv-
visamente. L'energia elastica si libera all'istante sotto forma di calore e di intense vibrazioni che si propagano
in tutte le direzioni.
Il luogo nel sottosuolo dove ha origine un terremoto è detto ipocentro o fuoco. La proiezione dell'ipocentro
sulla superficie terrestre è detta epicentro.
Si possono propagare due tipi di onde indipendenti tra loro:
- le onde longitudinali si propagano per compressioni e dilatazioni successive, facendo vibrare le
particelle del corpo attraversato nella stessa direzione della propagazione;
- le onde trasversali si propagano facendo vibrare le particelle lungo piani perpendicolari alla direzione di
propagazione.
La velocità delle onde sismiche dipende dalla densità del materiale attraversato e dai coefficienti di elasticità
del materiale, diversi per ciascuno dei due tipi di onde.
- le onde longitudinali sono più veloci, sono registrate come onde prime o onde P, e si propagano
all'interno sia dei solidi sia dei fluidi;
- le onde trasversali, dette onde seconde o onde S, non si propagano nei fluidi.
- Un terzo gruppo di onde, che hanno la massima ampiezza, sono relativamente lente, si propagano
soltanto sulla superficie terrestre, allo stesso modo delle onde del mare, e sono dette onde lunghe o
onde L. Esse si originano all'epicentro, sono responsabili delle scosse che causano i maggiori danni, in
quanto provocano oscillazioni del terreno più ampie delle onde P e S.
Quando l'epicentro del terremoto si trova in mare si possono generare spaventosi maremoti.
Il maremoto, o tsunami, è un fenomeno che si manifesta attraverso colossali onde marine, alte più di venti
metri, che possono inondare e devastare regioni costiere anche molto vaste. Si tratta di onde molto lun-
ghe, spesso 100 km o più.
Per determinare l'energia rilasciata da un terremoto, i sismologi usano la scala Richter.
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I TERREMOTI

La sismologia è la branca della geofisica che studia i terremoti e la struttura interna della Terra, che si basa sulle onde sismiche. Il terremoto o sisma è una vibrazione +/- forte della terra prodotta da una rapida liberazione di energia meccanica a profondità diverse. Il punto in cui si libera energia è chiamato ipocentro, da esso l’energia si propaga per onde sferiche. Le onde sismiche sono onde generate dai terremoti stessi, siano essi eventi naturali oppure artificiali provocati durante esplosioni. I terremoti non sono fenomeni casuali ma ciclici, e si manifestano quasi esclusivamente entro certe fasce della superficie terrestre, e si suddividono a seconda della profondità a cui si verifica la rottura delle rocce:

  • superficiali (fino a 70 km di profondità);
  • medi (da 70 a 300 km); profondi (da 300 fino a 700 km) I terremoti più catastrofici sono spesso quelli più superficiali, che sono generati da faglie presenti da pochi kilometri a poche decine di chilometri di profondità. Il comportamento di un materiale è definito plastico se, all'applicazione di una forza, subisce una deformazione permanente, che si mantiene anche quando la forza cessa di essere applicata. Il comportamento di un materiale è definito elastico se, all'applicazione di una forza, subisce una deformazione proporzionale alla forza applicata e se, cessata l'applicazione della forza, recupera la forma originaria. Questo comportamento definito fragile, è proprio dei materiali che arrivano a rottura dopo una piccola deformazione plastica o in assenza di questa, Secondo la teoria del rimbalzo elastico, tuttora accettata, le rocce della crosta terrestre reagiscono all'applicazione di una forza. Quando un blocco crostale è sottoposto a sforzi, si comporta in modo elastico: anziché fratturarsi subito si deforma lentamente, ma nel contempo accumula energia elastica. Continuando lo sforzo, l'energia accumulata supera un punto critico, detto carico di rottura, e le rocce si spaccano improv- visamente. L'energia elastica si libera all'istante sotto forma di calore e di intense vibrazioni che si propagano in tutte le direzioni. Il luogo nel sottosuolo dove ha origine un terremoto è detto ipocentro o fuoco. La proiezione dell'ipocentro sulla superficie terrestre è detta epicentro. Si possono propagare due tipi di onde indipendenti tra loro:
    • le onde longitudinali si propagano per compressioni e dilatazioni successive, facendo vibrare le particelle del corpo attraversato nella stessa direzione della propagazione;
    • le onde trasversali si propagano facendo vibrare le particelle lungo piani perpendicolari alla direzione di propagazione. La velocità delle onde sismiche dipende dalla densità del materiale attraversato e dai coefficienti di elasticità del materiale, diversi per ciascuno dei due tipi di onde.
    • le onde longitudinali sono più veloci, sono registrate come onde prime o onde P, e si propagano all'interno sia dei solidi sia dei fluidi;
    • le onde trasversali, dette onde seconde o onde S, non si propagano nei fluidi.
    • Un terzo gruppo di onde, che hanno la massima ampiezza, sono relativamente lente, si propagano soltanto sulla superficie terrestre, allo stesso modo delle onde del mare, e sono dette onde lunghe o onde L. Esse si originano all'epicentro, sono responsabili delle scosse che causano i maggiori danni, in quanto provocano oscillazioni del terreno più ampie delle onde P e S. Quando l'epicentro del terremoto si trova in mare si possono generare spaventosi maremoti. Il maremoto, o tsunami, è un fenomeno che si manifesta attraverso colossali onde marine, alte più di venti metri, che possono inondare e devastare regioni costiere anche molto vaste. Si tratta di onde molto lun- ghe, spesso 100 km o più. Per determinare l'energia rilasciata da un terremoto, i sismologi usano la scala Richter.

Per magnitudo (M) si intende il logaritmo in base 10 del rapporto tra la massima ampiezza di un'onda sismica, espressa in um (micrometri), e la massima ampiezza di un terremoto di intensità standard. M = log10 (A/A0) L'intensità di un terremoto è misurata attualmente dalla scala MCS, prevede 12 gradi. L'intensità (I) di un terremoto è la misura degli effetti del sisma cioè dell'intensità dello scuotimento del terreno. Il grado di intensità di uno stesso terremoto varia da zona a zona, poiché a distanze diverse si producono effetti diversi. Le isosisme sono linee che delimitano aree in cui il sisma si è manifestato con uguale intensità.