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Terremoti: Cause, Effetti e Misurazioni, Appunti di Scienze della Terra

appunti del 5 anno di liceo relativi ai terremoti

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 07/11/2021

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TERREMOTI
Sono scosse del terreno. Le rocce all’interno del terreno sono sottoposte a continue forse di
compressione o di stiramento, accumulano l’energia potenziale, cioè nel momento in cui viene
superato un limite di resistenza di queste rocce, queste si spezzano e l’energia viene liberato sia
sotto forma di calore sia di onde elastiche (sismiche, che poi si propagano).
Si propagano come sfere concentriche a partire dal punto
in cui la roccia si è spezzata. Il primo punto è detto
IPOCENTRO (in cui la roccia si è spezzata). L’EPICENTRO è
il punto sulla superficie terrestre localizzato sulla verticale
dell’ipocentro. Queste vibrazioni del terreno possono
essere di tipo:
- Sussultorio
- Ondulatorio
- Rotatorio
Le scosse possono durare da pochi secondi a un minuto ma si succedono in modo irregolare, a
distanza di mesi o anche di anni.
2 scale per stabilire le forze dei terremoti:
-Scala Mercalli, prima ideata da Mercalli e prenderà poi il nome da altri scienziati che la
miglioreranno (scala MCS). Misura l’intensità dando un valore basandosi sugli effetti del
terremoto sull’ambiente. Dipende da 3 fattori: le
caratteristiche del sisma (numero onde,
profondità ipocentro ecc), le caratteristiche
geografiche e geologiche del luogo in cui avviene
il sisma (tipo di rocce ecc.) e presenza di
insediamenti umani sul territorio.
È importante perché è l’unico valore che
abbiamo riguardo ai terremoti precedenti,
inoltre sapere gli effetti di un terremoto su un
territorio ci permette di prevenire.
I terremoti possono essere misurati tramite degli strumenti detti SISMOGRAFI, i quali producono
un tracciato dei movimenti detto SISMOGRAMMA. C’è un pennino attaccato a una molla, il
pennino può muoversi insieme ai movimenti della terra, lasciando un tracciato sul rullo.
La scala Richter (scienziato che nel 1935 propone questa scala) misura la magnitudo dei terremoti.
Magnitudo è un numero che da un’indicazione dell’energia liberata dal terremoto. È una scala
logaritmica in base 10 (all’aumento di ogni grado aumenta esponenzialmente, di dieci volte
l’ampiezza delle onde sismiche) e indica l’ampiezza massima del movimento della Terra dovuto a
un terremoto con un epicentro localizzato a 100km dalla stazione di registrazione. Per misurare la
magnitudo si utilizzano i sismogrammi.
Se la magnitudo è minore di 3 il terremoto è lieve.
Se il valore è compreso tra 3 e 6 il terremoto provoca dei danni non troppo rilevanti.
Se la magnitudo è maggiore di 6 il terremoto è disastroso.
La magnitudo più alta è stata in Cile nel 1960: magnitudo 9.5
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TERREMOTI

Sono scosse del terreno. Le rocce all’interno del terreno sono sottoposte a continue forse di compressione o di stiramento, accumulano l’energia potenziale, cioè nel momento in cui viene superato un limite di resistenza di queste rocce, queste si spezzano e l’energia viene liberato sia sotto forma di calore sia di onde elastiche (sismiche, che poi si propagano). Si propagano come sfere concentriche a partire dal punto in cui la roccia si è spezzata. Il primo punto è detto IPOCENTRO (in cui la roccia si è spezzata). L’EPICENTRO è il punto sulla superficie terrestre localizzato sulla verticale dell’ipocentro. Queste vibrazioni del terreno possono essere di tipo:

  • Sussultorio
  • Ondulatorio
  • Rotatorio Le scosse possono durare da pochi secondi a un minuto ma si succedono in modo irregolare, a distanza di mesi o anche di anni. 2 scale per stabilire le forze dei terremoti:
  • Scala Mercalli , prima ideata da Mercalli e prenderà poi il nome da altri scienziati che la miglioreranno (scala MCS). Misura l’intensità dando un valore basandosi sugli effetti del terremoto sull’ambiente. Dipende da 3 fattori: le caratteristiche del sisma (numero onde, profondità ipocentro ecc), le caratteristiche geografiche e geologiche del luogo in cui avviene il sisma (tipo di rocce ecc.) e presenza di insediamenti umani sul territorio. È importante perché è l’unico valore che abbiamo riguardo ai terremoti precedenti, inoltre sapere gli effetti di un terremoto su un territorio ci permette di prevenire. I terremoti possono essere misurati tramite degli strumenti detti SISMOGRAFI, i quali producono un tracciato dei movimenti detto SISMOGRAMMA. C’è un pennino attaccato a una molla, il pennino può muoversi insieme ai movimenti della terra, lasciando un tracciato sul rullo. La scala Richter (scienziato che nel 1935 propone questa scala) misura la magnitudo dei terremoti. Magnitudo è un numero che da un’indicazione dell’energia liberata dal terremoto. È una scala logaritmica in base 10 (all’aumento di ogni grado aumenta esponenzialmente, di dieci volte l’ampiezza delle onde sismiche) e indica l’ampiezza massima del movimento della Terra dovuto a un terremoto con un epicentro localizzato a 100km dalla stazione di registrazione. Per misurare la magnitudo si utilizzano i sismogrammi. Se la magnitudo è minore di 3 il terremoto è lieve. Se il valore è compreso tra 3 e 6 il terremoto provoca dei danni non troppo rilevanti. Se la magnitudo è maggiore di 6 il terremoto è disastroso. La magnitudo più alta è stata in Cile nel 1960: magnitudo 9.

3 tipologie di terremoti: 1- TERREMOTI DI SPROFONDAMENTO E ASSESTAMENTO : ad esempio causati dal crollo della parete di una grotta, esplosione o frana. Si esauriscono in un unico episodio e interessano un’area limitata. 2- TERREMOTI VULCANICI : collegati all’attività vulcanica (movimento di magma o gas sotto la crosta terrestre). In genere hanno un epicentro abbastanza superficiale. 3- TERREMOTI TETTONICI: ci sono delle forze che agiscono all’interno della Terra che deformano le rocce. Queste rocce all’inizio si deformano fino al limite di resistenza della roccia. La roccia si spacca dunque nel punto più debole. Il punto in cui la roccia si spacca viene chiamata FAGLIA (frattura in cui la roccia si apre). Ci sono due blocchi di roccia che si muovono a seconda della forza a cui sono sottoposti, ci sono infatti 3 tipi di faglia: normale (forze distensive, si alza una parete della piano di faglia e forma un angolo ottuso ) , inversa (forze compressiva, si forma un angolo acuto) e trascorrente (i blocchi di roccia si spostano solo in modo orizzontale).

TEORIA DEL RIMBALZO ELASTICO

Ideata in seguito al terremoto del 1906 a San Francisco. Spiega che le rocce si comportano in modo elastico, cioè quando sono sottoposte a delle forze lentamente si deformano fino a che viene raggiunto un limite. Superato questo limite si ha la frattura della roccia nella parte più debole. Dove la roccia si rompe, nell’ipocentro si ha la propagazione della scossa, questo in modo tale che le rocce si assestino e raggiungano un nuovo equilibrio. Non è detto che le forze terminino in quel momento ma possono continuare, dunque le rocce vengono ancora sottoposte a scosse. Quindi si deformano lentamente e danno origine ad un nuovo terremoto. Quando avviene ciò il movimento è impercettibile, superato il limite e dunque quando si spezza la roccia il movimento è drastico. Non tutte le faglie sono sismiche, dipende dalla forza a cui sono sottoposte le rocce e dipende anche dalla composizione della roccia: alcune sono DUTTILI, si deformano facilmente, altre sono più fragili. Noi non siamo in grado di prevedere dove, quando e con quale intensità avverrà un terremoto. Le faglie attive vengono continuamente controllate però non possiamo stabilire il momento esatto in cui avverrà il terremoto e neanche la sua intensità. Possiamo solo calcolare la probabilità che avvenga un terremoto in un determinato luogo e il tempo che può intercorrere affinchè si accumuli l’energia necessaria per provocarlo. Questo calcolo possiamo farlo conoscendo

  • le proprietà della roccia del luogo
  • la lunghezza della faglia
  • la velocità di movimento dei blocchi.