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Una spiegazione dettagliata sulla trasformazione di una distribuzione unitaria in una distribuzione di frequenze assolute, relative e percentuali. Viene inoltre illustrato come calcolare le frequenze cumulate. Un estratto di appunti di statistica.
Tipologia: Appunti
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La scala di misura può cambiare nel processo di analisi. Bisogna sempre usare classi esaustive e non sovrapposte. Microdati : vengono rilevati su unità elementari. La fonte da cui si determinano le informazioni che vanno a popolare le colonne. Macrodati : si rileva su un insieme di individui. DISTRIBUZIONE la distribuzione unitaria è molto analitica in quanto vi troviamo tutte le informazioni ma spesso sono tabelle talmente ampie che non ci danno informazioni. Una semplificazione può essere effettuata con il calcolo delle frequenze assolute. Al prescindere dal numero delle unità la tabella delle frequenze ha sempre le stesse dimensioni. Ciò che cambia è il numero complessivo di unità conteggiato. [Es. tabella dalla distribuzione unitaria a quella di frequenza]. Le tabelle di frequenza assoluta implicano una perdita di informazione. Non è possibile passare da questo tipo di tabella a una distribuzione unitaria, non si hanno abbastanza informazioni per farlo. LA NOTAZIONE: uso di simboli per indicare la struttura di una tabella di frequenza. È un modo generale per indicare ciò che è contenuto in una tabella di frequenza. Quando costruiamo una distribuzione di frequenza da una distribuzione unitaria, la prima colonna è quella delle modalità del carattere. Il numero di righe e di modalità dipende dal carattere su cui sto lavorando. La seconda colonna è quella delle frequenze. Le nostre unità statistiche sono in una distribuzioni di frequenze aggregate. La somma delle unità statistiche per ogni modalità è uguale a n, ovvero il numero totale delle unità statistiche che ho nella distribuzione unitaria. TRASFORMARE DISTRIBUZIONE UNITARIA IN DISTRIBUZIONE DI FREQUENZE es. esercizio 2 Data la seguente distribuzione unitaria multipla, rilevata su un collettivo di clienti, calcolare le distribuzioni di frequenze assolute della variabile «Giudizio»: per prima cosa bisogna costruire una tabella. Inserisco le modalità ordinate e le unità. – un numero di righe uguale al numero di modalità della variabile più una riga per i totali di colonna – e due colonne, una per le modalità xi e una per le frequenze assolute ni. Contare per ogni modalità il numero di unità statistiche e riportare il conteggio nella colonna ni. Infine sommare le frequenze assolute ottenute e controllare che il totale corrisponda al numero dei casi n della distribuzione unitaria. Nella distribuzione di frequenza scompaiono le unità. Quello che individua la distribuzioni di frequenze sono i numeri e le quantità. Ordinare le modalità in senso ascendente. Ordinare le modalità e non le frequenze. Distribuzione di frequenza relativa e percentuale la frequenza relativa fi=ni/n, i è un valore che può andare da 1 a K, ni è la singola frequenza associata ad una modalità. La quantità assunta dalla modalità. Quando si calcolano le frequenze relative si devono prendere 4 decimali. I decimali non si troncano ma si arrotonda per eccesso la quarta cifra (L’arrotondamento si effettua per eccesso se la cifra decimale è almeno pari a 5; per difetto se è inferiore di 5). Si usano le percentuali per definire i dati. Si ottengono dividendo, per ogni modalità, la corrispondente Frequenza Assoluta ni per la Numerosità Totale del collettivo n. Sono sempre numeri compresi tra 0 e 1 la loro somma è sempre uguale a 1. La frequenza percentuale è quella relativa per 100, si indica con pi. Si ottiene semplicemente spostando la virgola. (pi=fi*100) sul totale degli intervistati 27,7 sono insoddisfatti. Si rapporta una singola modalità sul totale e poi moltiplicando per cento. L’uso delle percentuali serve per semplificare i dati e nel passaggio dalle frequenze perdiamo delle informazioni importanti. Se guardiamo solo le percentuali senza sapere su quante unità sono calcolate non sappiamo su quante persone sono calcolate. Questo è lo svantaggio della percentuale. Però sono utili perché possiamo confrontare collettivi che hanno una numerosità differente. Esercizio slide: Come si procede: 1. A partire dalla tabella di frequenze assolute aggiungere due colonne :
(relative o percentuali) associate alle modalità inferiori o uguali alla modalità per la quale si sta calcolando la frequenza cumulata. FORMULE FREQEUNZE CUMULATE: Frequenza Assoluta Cumulata della modalità xi: Ni= sommatoria di nh ovvero n1+n2+ni. Frequenza Relativa Cumulata della modalità xi: Fi= sommatoria di fh= f1+f2+fi. Frequenza Percentuale Cumulata della modalità xi: Pi= sommatoria di Ph= p1+p2+pi. Ovviamente in corrispondenza della modalità più grande xK si avrà Frequenza assoluta cumulata NK=n; Frequenza relativa cumulata FK=1; Frequenza percentuale cumulata PK=