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Cartoni animati per l'infanzia: qualità e realismo - Prof. Cappuccio, Dispense di Pedagogia Sperimentale

Sulla importanza dei cartoni animati per l'apprendimento di bambini e ragazzi, le loro capacità di creare un legame con i personaggi e la sincera partecipazione alle loro vicende. Viene inoltre discusso il codice di autoregolamentazione tv e minori e le fasce orarie di programmazione dei cartoni animati. Il documento elenca elementi da considerare nella valutazione di cartoons, come l'età dei protagonisti, la storia narrata e i valori veicolati.

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 28/04/2022

giorgia-trentarose
giorgia-trentarose 🇮🇹

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CAPITOLO III – Scegliere e valutare i cartoni animati.
La cultura della tv è spesso condannata dagli insegnanti con la concezione tradizionale della
didattica frontale e con la trasmissione diretta dell’informazione. Lo strumento tv di certo non deve
occupare il primo posto nella didattica, ma l’insegnante deve pensare a soluzioni che richiedono
competenze più avanzate e una sensibilità superiore rispetto al passato. La tv, se ben utilizzata, si
pone come strumento che coinvolge in modo diretto l’apprendimento dei bambini. L’obiettivo
primario della scuola deve essere quello di assegnare all’allievo un potere di critica.
3.1 Neurodidattica e cartoons
Il cervello umano può essere considerato la più geniale officina dell’apprendimento. Esso attiva,
impedisce, regola e misura il quando, il quanto, ed il come di tale complesso processo. La
conoscenza e la comprensione dei meccanismi neurofisiologici che governano l’apprendimento, è,
per i docenti, un sostegno alla loro interazione con la classe e nella loro pratica didattica. La
neurodidattica si basa sul principio per cui qualsiasi processo di apprendimento comporta un
cambiamento nel cervello e ha come obiettivo la creazione di strategie didattiche e metodologiche
sempre più idonei per la promozione delle competenze. L’obiettivo che la Neurodidattica si propone
è quello di promuovere una visione olistica dell’alunno.
Tra le attività neurali, che risultano maggiormente significative in ambito pedagogico-didattico, vi è
quella della visione. Vedere è conoscere. Conoscere corrisponde ad una visione legata al
movimento e il vedere coinvolge il contatto con qualcosa o qualcuno, il dialogare, il comunicare;
senza movimento non c’è comunicazione.
La maggior parte dei contenuti dei prodotti mediali come i cartoni animati vengono veicolati
attraverso l’immagine, che è diventata la forma di comunicazione più potente nella nostra società.
L’immagine comunica velocemente e direttamente, diversamente dalla scrittura, non ha bisogno di
un lungo apprendistato per essere compresa.
3.3 La tutela dello spettatore “ingenuo”
I cartoni animati possiedono una buona capacità di creare un intimo legame dei bambini e dei
ragazzi con i personaggi e una sincera partecipazione alle loro vicende personali favorendo
l’immedesimazione con essi sia quando i messaggi veicolati sono educativamente validi sia quando
non lo sono. Il cartone animato non è da considerare come un prodotto che serve esclusivamente a
distrarre i bambini. Animare vuole dire concedere una vita narrativa e rendere i ragazzi protagonisti
di una storia. Il cartone animato, in quanto prodotto televisivo, non riflette la realtà ma la filtra, la
interpreta, la ri-crea. I cartoni animati sanno attrarre i bambini più di altri programmi televisivi;
siccome per uno spettatore ingenuo (come il bambino) non è facile riconoscere le serie meno adatte
a lui, sono state adottate misure che lo tutelano.
Il codice di autoregolamentazione tv e minori, firmato il 29 novembre 2002, da tutte le emittenti
televisive italiane, sottolinea che “la funzione educativa, che compete innanzitutto alla famiglia,
deve essere agevolata dalla tv al fine di aiutare i minori a conoscere progressivamente la vita e ad
affrontarne i problemi”. Tutto questo per evitare il pericolo di una dipendenza del bambino dal
mezzo televisivo e per consentire una scelta consapevole dei programmi. Un altro elemento è
rappresentato dalle fasce orarie di programmazione dei cartoni da parte delle reti televisive. Il
“codice di autoregolamentazione tv e minori” individua le seguenti fasce orarie:
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CAPITOLO III – Scegliere e valutare i cartoni animati.

La cultura della tv è spesso condannata dagli insegnanti con la concezione tradizionale della didattica frontale e con la trasmissione diretta dell’informazione. Lo strumento tv di certo non deve occupare il primo posto nella didattica, ma l’insegnante deve pensare a soluzioni che richiedono competenze più avanzate e una sensibilità superiore rispetto al passato. La tv, se ben utilizzata, si pone come strumento che coinvolge in modo diretto l’apprendimento dei bambini. L’obiettivo primario della scuola deve essere quello di assegnare all’allievo un potere di critica. 3.1 Neurodidattica e cartoons Il cervello umano può essere considerato la più geniale officina dell’apprendimento. Esso attiva, impedisce, regola e misura il quando, il quanto, ed il come di tale complesso processo. La conoscenza e la comprensione dei meccanismi neurofisiologici che governano l’apprendimento, è, per i docenti, un sostegno alla loro interazione con la classe e nella loro pratica didattica. La neurodidattica si basa sul principio per cui qualsiasi processo di apprendimento comporta un cambiamento nel cervello e ha come obiettivo la creazione di strategie didattiche e metodologiche sempre più idonei per la promozione delle competenze. L’obiettivo che la Neurodidattica si propone è quello di promuovere una visione olistica dell’alunno. Tra le attività neurali, che risultano maggiormente significative in ambito pedagogico-didattico, vi è quella della visione. Vedere è conoscere. Conoscere corrisponde ad una visione legata al movimento e il vedere coinvolge il contatto con qualcosa o qualcuno, il dialogare, il comunicare; senza movimento non c’è comunicazione. La maggior parte dei contenuti dei prodotti mediali come i cartoni animati vengono veicolati attraverso l’immagine, che è diventata la forma di comunicazione più potente nella nostra società. L’immagine comunica velocemente e direttamente, diversamente dalla scrittura, non ha bisogno di un lungo apprendistato per essere compresa. 3.3 La tutela dello spettatore “ingenuo” I cartoni animati possiedono una buona capacità di creare un intimo legame dei bambini e dei ragazzi con i personaggi e una sincera partecipazione alle loro vicende personali favorendo l’immedesimazione con essi sia quando i messaggi veicolati sono educativamente validi sia quando non lo sono. Il cartone animato non è da considerare come un prodotto che serve esclusivamente a distrarre i bambini. Animare vuole dire concedere una vita narrativa e rendere i ragazzi protagonisti di una storia. Il cartone animato, in quanto prodotto televisivo, non riflette la realtà ma la filtra, la interpreta, la ri-crea. I cartoni animati sanno attrarre i bambini più di altri programmi televisivi; siccome per uno spettatore ingenuo (come il bambino) non è facile riconoscere le serie meno adatte a lui, sono state adottate misure che lo tutelano. Il codice di autoregolamentazione tv e minori, firmato il 29 novembre 2002, da tutte le emittenti televisive italiane, sottolinea che “ la funzione educativa, che compete innanzitutto alla famiglia, deve essere agevolata dalla tv al fine di aiutare i minori a conoscere progressivamente la vita e ad affrontarne i problemi ”. Tutto questo per evitare il pericolo di una dipendenza del bambino dal mezzo televisivo e per consentire una scelta consapevole dei programmi. Un altro elemento è rappresentato dalle fasce orarie di programmazione dei cartoni da parte delle reti televisive. Il “codice di autoregolamentazione tv e minori” individua le seguenti fasce orarie:

- la prima definitiva “per tutti” va dalle 7.00 alle 22.30 in cui è previsto i bollini verde, rosso e

giallo che indicano la maggiore o minore adeguatezza dei programmi al pubblico dei minorenni;

- fascia “protetta” dalle ore 16.00 alle ore 19.00;

- fascia oltre le 22.30 in cui viene riconosciuta una maggiore libertà alle reti televisive;

Dopo l’approvazione del codice del 2002, la Rai ha proposto reti digitali dove vengono messi in visione solo cartoni animati come ad esempio Rai Yoyo. Anche se la tv ha delle responsabilità morali nei confronti degli spettatori di tutte le età, e in particolare dei ragazzi, spetta agli educatori (genitori e docenti) svolgere un ruolo di filtro e di supporto per i ragazzi nella decodifica dei messaggi veicolati dalle trasmissione televisive, in vista dello sviluppo della capacità critica e di scelta adeguata dei programmi da parte loro. 3.4 Gli elementi di qualità dei cartoon per i bambini È possibile elencare alcuni elementi o aspetti da considerare al momento della valutazione di cartoons: l’età dei protagonisti: la necessità di rendere fedele lo spettatore, creando i presupposti per una sua immedesimazione nei personaggi, conduce i produttori a scegliere personaggi coetanei degli spettatori; storia narrata: se discende da una storia scritta per ragazzi, se è chiara, comprensibile, coinvolgente, intelligente, divertente. Le storie diventano un contenitore molto ricco di situazioni che provocano emozioni e sentimenti contrastanti. Sulla base della tematica affrontata all’interno della storia è possibile individuare tre tipologie fondamentali di cartoni: fantasia, scientifico-tecnologica e sportiva.

- Fantasia. I cartoni sono caratterizzati da un contesto irreale, ricco di elementi

magici. Un elemento costante dei cartoni è il gruppo, dal quale ognuno trae la propria sicurezza, con cui si identifica ed in funzione del quale vive.

- Scientifico-tecnologica. Tutte le vicende che sono alla base delle storie di queste

tipologie di cartoni sono caratterizzate dall’utilizzo di tecnologie avanzate e futuristiche.

- Sportiv a. Sono quei cartoni dove lo sport costituisce l’attività prevalente dei

protagonisti e dove la competizione è presente. I volti, le gambe, il pallone, il canestro, la rete sono disegnati in modo così stereotipato da trasmettere continuamente sensazioni di forza, di fatica, di sfinimento, di rabbia, ma soprattutto di sofferenza dei giocatori. I protagonisti giocano per vincere. emozioni che le immagini, la musica e il ritmo provocano.

rilevazione dei valori e delle rappresentazione della realtà , conteneva il titolo, la serie, i protagonisti, la storia e i possibili destinatari. Nella fase di scelta sei cartoni animati e di valutazion, atraverso la scheda, sono stati coinvolti 26 insegati di scuola dell’ infanzia della provincia di Palermo e di Caltanissetta. Nella prima fase di osservazione e valutazione, che si è svolta da settembre 2013 a febbraio 2014 sono statti visionati i calrtoni messi in onda dalle reti sul digitale terrestre. Le serie dei catoni osservati in questro periodo sono state 14. Per ogni serie di carttoni, abbiamo, quindi ,compilato, insieme agli insegnanti una scheda in cui sono stati indicati: il nome , il numero degli episodi, il tempo totale e l’articolazione in unita di analisi, l’origine della produzione, le osservazioni sui valori e le rappresentazioni della realtà veicolate. Dall’ osservazione dei vari episodi delle 14 serie di cartoni e Dalla compilazione delle schede ci siamo resi conto che le aree prese in considerazione non fornivano sufficienti elementi per valutare adeguatamente il cartone preso in esame. Ogni cartone animato infatti, presenta delle caratteristiche che lo differenziano dagli altri: alcuni hanno un ritmo più lento , altri più veloce, alcuni hanno per protagonisti animali parlanti, altri dei bambini, altri ancora personaggi creati dalla fantasia , comunque in ognuno sono presenti numerose informazioni che possono guidarci per la scelta del cartone più adatto ad ogni bambino. Le caratteristiche dei programmi tv che attirano maggiormente l’attenzione degli spettatori più piccoli sono : l’umorismo, la nobiltà dei personaggi, gli effetti sonori, la voce dei personaggi e l’animazione. Con la nuova scheda sono state prese in considerazione 60 serie di cartoni animati. Le schede di ogni cartone sono state compilate dopo avere seguito attentamente più episodi della serie e, per completare le voci riguardanti ”serie” e ”osservazioni e curiosità”, è stato necessario consultare riviste video cassette e qualche sito internet dedicato ai cartoni, in modo che ogni scheda fosse il più possibile competa e utile per effettuare un’adeguata valutazione del cartone. La seconda versione della scheda è stata utilizzata nei mesi di marzo aprile, maggio e giugno 2014, oltre che dai 26 docenti di scuola dell’ infanzia, individuati nella prima fase, anche da 154 studenti del corso di laurea in educazione di comunità dell’università di Palermo che frequentavano le lezio0ni di didattica generale. Le valutazioni effettuate dai docenti e dagli studenti, ci hanno fornito un ulteriore contributo per delineare i profili dei cartoni e per individuare quelli pedagogicamente più indicati per i bambini tra 2 e 6 anni. Alla fine della seconda fase della ricerca sono state prodotte 60 schede: una per ogni serie di cartoni esaminati. I cartoni vengono quasi sempre preceduti e/o seguiti da circa 15 spot pubblicitari. Ogni spot ha la durata da 25 a 40 secondi. Gli spot di solito pubblicizzano giocattoli e gadgets legati hai cartoni in visione in quel determinato periodo.