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Tesi master L 2 ecampus, Tesi di laurea di Linguistica

Tesi e campus sostenuta nel 2025 del master in L 2

Tipologia: Tesi di laurea

2024/2025

In vendita dal 26/04/2025

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UNIVERSITÀ ECAMPUS
MASTER/CORSO DI PERFEZIONAMENTO ANNUALE/BIENNALE
1500 Ore 60 CFU
“L’insegnamento dell’italiano agli stranieri L2”
***AUTONOMIA ED INTEGRAZIONE DELLO SPETTRO AUTISTICO***
IL RELATORE
Prof. Mancini Riccardo
LA CANDIDATA
Vinaccia Ornella
Matricola: 007683402
Anno Accademico
2024/2025
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UNIVERSITÀ ECAMPUS

MASTER/CORSO DI PERFEZIONAMENTO ANNUALE/BIENNALE

1500 Ore 60 CFU

“L’insegnamento dell’italiano agli stranieri L2”

AUTONOMIA ED INTEGRAZIONE DELLO SPETTRO AUTISTICO

IL RELATORE

Prof. Mancini Riccardo

LA CANDIDATA

Vinaccia Ornella

Matricola: 007683402

Anno Accademico

INDICE 5 7 2 14 17 ...................................................................... 21 22

  1. Capitolo: Autismo e società Introduzione ..........................................................................
  2. Capitolo: Cosa è l’autismo Conclusione… Bibliografia .............................................................................. Sitografia ................................................................................. 2.1 Integrazione scolastica ........................................................... 2.2 Integrazione lavorativa.................................. 1.1 Cause eventuali ................................................................. 1.2 Manifestazione-sintomi-diagnosi-terapia ..........

1 CAPITOLO Cosa è L’autismo L’autismo è un disturbo del neuro-sviluppo che si manifesta entro i tre anni di vita caratterizzandosi in difficoltà di interazione sociali, difficoltà del linguaggio, capacità ripetitiva sia comportamentale che immaginativa. Il primo che utilizzò il termine Autismo fu Eugen Blueler, nel 1912, che lo utilizzò per definire i sintomi associati alla scizzofrenia. “Del’’autismo si sa molto e non si sa nulla” ( Fulvio Hervas, 2018). Chi lo distinse dalle alte sindromi fu Asperger Hans, un pediatra viennese del 1900, che utilizzò il termine di “psicopatia autistica”, nella sua tesi di dottorato del 1944, il lavoro si basava sull’osservazione di una gran parte di persone affette da disturbi simili. Un altro contributo venne dato da Leo Kanner, uno psichiatra austriaco che nel 1943 partendo dall’osservazione di alcuni bambini, descrisse i sintomi e ciò che caratterizza questo disturbo per la prima volta, utilizzando questo termine coniato da Blueler. Importante fu quando Donald Triplett, del Mississipi, divenne un paziente del Dott. Kanner, fu il primo soggetto a cui venne diagnosticato il disturbo dello spettro autistico. Da famoso psichiatra infantili dell’epoca il Dottor Kanner, durante la valutazione fatta di persona di Donald Triplett osservando le caratteristiche comportamentali descrisse questa osservazione come “disturbi autistici da contatto affettivo”. Un altro termine utilizzato per denominare l’autismo è;: disturbo dello spettro autistico, concetto introdotto da Lorna Wing, psichiatra inglese e madre di una bambina autistica che partecipò alla ricerca sui disturbi dell’autismo

Il termine “spettro”, come concordanza con lo spettro dei colori, mette in risalto la concezione dimensionale dell’autismo proposta da Asperger, denota una variabilità che si può osservare fra le persone con autismo. La differenza fra persone con o senza autismo è la differenza di grado, non di qualità. L’autismo è diagnosticato, quando una serie di tratti , detti “tratti autistici” , è presente nella stessa persona e si manifesta in forma molto accentuata. ( Luca Surian 2005, p 12 ) Come definire in modo giusto il concetto di autismo? Si può definire disturbo? Disabilità? Patologia? Ancora oggi non si sa dare una definizione universale. Luca Surian, nel suo libro “ ìL’autismo conoscerlo ed affrontarlo” spiega la differenza nel parlare di disabilità e di disturbo. Il disturbo può essere eliminato la disabilità no. Quindi è più corretto associare l’autismo ad una disabilità piuttosto che ad un disturbo o una malattia da curare. Nel manuale “Disturbi dello spettro autistico” di Fred R. Volkmar, si comprende meglio le varie terminologie usate nel corso dei tempi. Le prime due edizioni viene utilizzato il termine autistico : individui con schizofrenia infantile. Nel 1980 si decise di porre un importante modifica in merito all’approccio che si era usato precedentemente perchè limitante.

Questi studi non possono essere generalizzati. “L’analisi dell’intero genoma e gli studi di citogenetica effettuati su famiglie con almeno due membri affetti da questa condizione, ha consentito di identificare un certo numero di geni più frequentemente associati con l’autismo, localizzati su cromosomi differenti come il 15, 16 , 22 e il cromosoma X. Ma essendo in continua evoluzione con si escludono il coinvolgimento di geni localizzati su cromosomi diversi.. Ad oggi, l’analisi genetica non è riuscita a provarne l’evidenza di un solo gene che causa l’autismo.”( 2 ) E’ possibile, come alcuni fattori come l’alimentazione prenatale o l’andamento della gravidanza, l’esposizione in ambienti inquinanti o tossici, infezioni contratte dalla madre... possano essere la causa scatenante combinati a geni “difettosi”. Il Dottor Waren affermò che alcune persone potrebbero avere un deficit immunitario. Come riportato dalla Fondazione onlus per L’autismo, le mutazioni del DNA son in parte ereditate dal padre. Così grazie a quest’ultima analisi, i ricercatori hanno spiegato come il DNA possa influire, in parte, sulla nascita dell’autismo nei soggetti maschili. Le madri, secondo quest’ultima analisi trasmettono ai propri figli le mutazioni che alterano le funzioni genetiche, delle quali i nascituri di sesso femminile sono protette, mentre i padri trasmettono le varianti delle porzioni regolatrice del DNA che causano i sintomi dell’autismo.

L’autismo si presenta intorno ai tre ani di vita: si manifesta con indifferenza e stranezza nei comportamenti, una difficoltà nel comunicare ed esprimersi, peculiarità di interessi, risate senza senso, il non partecipare ai giochi proposti, assenza di creatività, concentrazione e tendenza all’isolamento, mancanza del senso del pericolo, passività o iperattività. Questi sintomi possono rimanere anche in età adulta. Questi soggetti hanno una routine, dei rituali schemi comportamentali rigidi e ripetitivi. Si può dire che non hanno un sistema significatico di percezioni. Un altro elemento è l’asocialità, infatti faticano ad interpretare anche gli sguardi delle persone che li circondano. Non riescono a guardare alla direzione giusta in maniera automatica. Faticano a ricordare le faccie degli altri individui ma memorizzano molto bene i paesaggi. Tramite gesti comunicano, utilizzano le mani spesso per portare una persona verso l’oggetto del quale hanno bisogno. La comprensione in questi soggetti è stato oggetto di numerosi studi. Uno psichiatra londinese Peter Hobson fu il primo ad affermare che i bambini autistici possono non essere in grado di interpretare le emozioni. In numerosi casi l’espressione delle emozioni può essere differente, ma possono essere insegnate ai bambini autistici, anche se in modo più lento e difficile per loro. Un sintomo importante dell’autismo è il linguaggio nella comunicazione, soprattutto nell’uso della pragmatica. Non presenta un deficit del linguaggio ma lo usa differentemente. Il processo di acquisizione del linguaggio è favorito da un desiderio innato di comunicare.

Hanno Grandi abilità nel risolvere puzzle ed elaborare informazioni visuo-spaziali. Utilizzano il senso del tatto maggiormente e vuardano più alla forma geometrica che al disegno. Possiede inoltr, una rilevante memoria automatica ed ecoica. La diagnosi dell’autismo, viene eseguita nei primissimi anni di vita del bambino, tra i due e i quattro anni. Per il Dsm-5, la diagnosi richiede che vi sia una compromissione dell’iterazione sociale e della comunicazione reciproca, un repertorio di interessi e attività ristretto, l’insorgenza precoce e infine che vi sia un impatto negativo dei sintomi nel funzionamento quotidiano. La formulazione della diagnosi viene da uno psicologo, uno psichiatra e un neuropsichiatra infantile, con l’utilizzo di strumenti come per esempio lo screening, osservazione dei comportamenti, nonchè le informazioni riportate dai genitori, importanti sono le opinioni anche di insegnanti e pediatra. Alcuni bambini ricevono la diagnosi anche a due anni. Non è possibile riconoscere l’autismo fin dalla nascita a causa di marker biologici. L’autismo non scompare, ma si può migliorare. Alcuni dicono che si può evidenziare dalla grandezza del cranio, ma non può essere rilevata se non nella prima o seconda infanzia. Vi sono numerosi trattamenti ma non hanno conferme come le diete senza glutine e caseina, la somministrazione di sostanze probiotiche e antivirali, la terapia a base di chelanti e di integratori di B6, magnesio, omega 3 etc etc.. Non esiste una cura per l’autismo, ma sono utili delle strategie di intervento utili per l’inserimento nella società.

Non esistono cure farmacologiche, anzi queste possono causare gravi danni collaterali. E’ notevole l’aiuto e l’efficacia di alcni strumenti psicoeducativi come: Applied behavior analysis ( Aba) tra le più famose tecniche di intervento utilizzate, che sfruttano le capacità di apprendimento basate su processi di associazione, condizionamento, estinzione della risposta ed imitazione; L’Early start denver model (Esdm) un altro programma caratterizzato dallo svolgersi delle attività in un ambiente familiare ponendo attenzione sul raggiungimento di tappe evolutive che rispettano tutto il percorso dell’acquisizione delle competenze.; Treatment and education of autistic and related communication handicapped children (Teacch), è il più noto come una filosofia di intervento. Consiste nel supporto visivo insieme a quello verbale, con una maggior collaborazione con gli operatori genitori insegnanti; La comunicazione facilitata si basa su insegnamenti di comiìunicazione differenti come utilizzo del pc. Training di integrazione uditiva , ascoltare registrazioni con suoni modulati elettronicamente Patterning o metodo Delacato, con uso di canali sensoriali Musicoterapia approccio con ascolto e produzione di musica Pet-therapy e iuppoterapia, interazione fra bambino e animale.

Queste persone non riescono a capire i sentimenti e le emozioni, e ciò comporta una difficoltà relazionale. E’ di notevole importanza capire il modo in cui un bambino o un adulto autistico vede il mondo e come affronta la vita. Ciò consente di comprendere come aiutarlo al meglio e stargli vicino. La difficoltà delle interazioni sociali è dovuta alla percezione differente e dalla diversa interpretazione delle immagini sociali. Non riescono a vedere l’interezza del mondo, ma vengono percepiti in piccole parti, come un filtro. Come sintomi vediamo l’ipersensibilità agli stimoli, vivono in modo più sentito e profondo, ecco perchè spesso perdono il controllo. Ecco perchè si estranea, perchè è messo a disagio dalle immense quantità di informazioni ricevute, lotta per contenersi ecco perchè si estranea. Secondo la teoria del “cervello sociale” di Dunbar (1998), i fenomeni sociali sono frutto dei fenomeni biologici, ci sono alla base dei specifici processi a livello neurologico. Il relazionarsi agli altri è un fenomeno sociale.

Vediamo come con la legge 104/92 intende favorire l’integrazione di persone con disabilità nella società: “ garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella Scuola, nel lavoro e nella società” Previene e rimuove le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonchè la realizzazione dei diritti civili , politici e patrimoniali; Persegue il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e assicura i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonchè la tutela giuridica ed economica della persona handicappata; Predispone interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata ( Rocco diSanto, 2020, p 74-75) In Italia ci sono diverse associazioni per l’autismo. Il modello sociale ha rivoluzionato il concetto di disabilità dando una attenzione maggiore all’ambiente sociale. Questo modello nasce in Gran Bretannia nel 1981. Prima i bambini con anomalie celebrali o comportamentali venivano allontanati dalla società ricoverandoli in istituti, scomparivano dalla vista, con la deistituzionalizzazione verso gli anni Settanta si è aperta la possibilità di problematizzare la distinzione tra ritardo e malattia mentale.

Il bambino dovrebbe essere osservato, analizzato per capacità e difficoltà, per ridurre al minimo le situazioni di disagio. Il progetto di integrazione scolastica viene redatto dal competente Ente Locale, sul profilo di funzionamento con L’azienda sanitaria locale, e con i genitori. Il Piano Educativo Individualizzato è a carico della scuola, dove arriva la Diagnosi Funzionale della struttura sanitaria locale, e successivamente una stesura del profilo Dinamico Funzionale ( PDF) dei genitori , scuola e unità multidisciplinare. Il PDF viene man mano aggiornato alla conclusione di ogni scuola, descrivendo in modo analitico il funzionamento del bambino con autismo, rispettando i parametri descritti nella Diagnosi Funzionale ( Emanuela Ciruzzi, 2018, p230). Il PEI è un insieme di strategie, obiettivi e bisogni, contiene i “ dati sulla patologia dell’alunno; le potenzialità; gli obiettivi educativi e riabilitativi; le attività proposte per raggiungere tali obiettivi; i metodi più idonei; le disposizioni sulle tempistiche e sui luoghi dove effettuare gli interventi; il materiale didattico, multimediale, le risorse disponibili, mezzi e persone per mettere in atto il PEI. Nel suo percorso scolastico è essenziale che il bamnìbino abbia un contesto favorevole, adattando i materiali a disposizione, le attività scolastiche e gli apprendimenti a seconda delle sue peculiarità cognitive e di interesse.

Se durante il corso di apprendimento scolastico si verifica un comportamento problema, è importante capire perchè avvenga tale comportamento per poi agire di conseguenza. L’utilizzo del rinforzo durante l’apprendimento è molto utile, inizialmente può essere qualcosa di concreto poi nel tempo diventerà sempre più motivante. è di notevole importanza valorizzare le sue qualità per accrescere l’autostima e vedersi in modo più positivo. Emanuela Ciruzzi nel libro “Autismo. Un fenomeno sociale” (2018), afferma che possono esserci diversi tipi di aiuto che educatori possono dare all’alunno: ambientali e relazionali. Ci sono anche aiuti fisici, gestuali, indicazioni verbali, supervisioni. Ecco perchè la scuola ha una notevole importanza sia dal punto di vista sociale che relazionale. L’integrazione aiuta ad apprendere ee relazionarsi con gli altri, ma aiuta anche gli altri alunni a sensibilizzarsi.

potenziale: tecnico di laboratorio, metereologo, assistente di biblioteca, camminatore, tutor di laboratorio di fisica, magazziniere, ricercatore, segretario d’azienda, impiegato d’ufficio, manovale , postino, docente di chimica, tipografo, astronomo, commesso al supermercato o archivista.” ( Giovanni Magoni , 2018, p 252) Il progetto ISpecrtum è un’ottima strategia per preparare una persona autistica nel lavoro: prepara ad affrontare un lavoro attraverso la simulazione, un gioco digitale, basato di solito su tre diversi ambienti: ufficio, negozio, vivaio. Ciò permette di capire e sperimentare diversi ruoli sociali, riproducendo virtualmente un ambiente protetto in cui si gioca e si impara. ( GiovanniMagoni, 2018, p. 255)

Conclusioni Cosa sia L’autismo e come sia cambiata la concezione dello stesso nel tempo è emerso nella prima parte di questa tesi. Tempo addietro le disabilità si confondevano con le psicosi, schizofrenia, malattie mentali. Grazie ad Asperger si è avuta una distinzione delle sindromi e si incominciò a parlare di autismo, così da poter studiare e osservare meglio questa disabilità. Si sono viste come le diverse cause che portano allo sviluppo dell’autismo, soprattutto dal punto di vista genetico. confutando molte come per esempio causa correlata ai vaccini. Si è analizzato le vastità di sintomi che si presentano con questa sindrome, non solo quelli sfavorevoli, ma anche i punti di forza e le qualità. Si esamina come questi individui percepiscano il mondo che vi è intorno, e come abbiano un enorme difficoltà ad interpretare i gesti, gli sguardi e gli stati mentali delle persone attorno a loro. Ci sono sia carenze o anormalità, ma abbiamo soprattutto delle persone che interpretano la realtà in modo diverso, come se fossero no di un’altra nazione ma