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Tesina/Percorso multidisciplinare per l'esame maturità - Liceo Classico/ Scientifico e istituti professionali
Tipologia: Tesine di Maturità
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Il 28 giugno del 1914-a seguito dell’assassinio dell’Arciduca d’Austria,erede al trono,Francesco Ferdinando e della moglie Sophie Chotek,avvenuto a Sarajevo ad opera del nazionalista serbo Gavrilo Princip-l’equilibrio europeo si ruppe irrimediabilmente:era l’inizio di un rapido processo che avrebbe portato,nel breve volgere di un mese,a quel conflitto che comunemente viene chiamato”prima guerra mondiale”o”grande guerra”. Cause storico-politiche,economiche,militari,socio-culturali del conflitto.
Quando si parla di nazismo si usa spesso tale termine per riferirsi indifferentemente sia al ” movimento” nazista,sviluppatosi in Germania a cavallo fra gli anni Venti e Trenta,sia allo “Stato” nazista inteso come governo dispotico del Reich tedesco fra il gennaio 1933 ed il maggio 1945.Evidentemente ci sono stati molti elementi di continuità fra “movimento” e “Stato” nazisti,primo fra tutti la centralità della figura di Hitler.Egli sosteneva che i nazisti e la nazione tedesca erano destinati a dominare il mondo,per la superiorità della razza ariana a cui appartenevano.La guerra era lo strumento attraverso il quale raggiungere tale scopo.
Soffermandosi specificamente sul diritto esterno dello Stato e sulla storia del mondo,Hegel dichiara che non esiste un organismo superiore in grado di regolare i rapporti inter-statali e di risolvere i loro conflitti.In altri termini,non esiste alcun giudice o pretore che possa esaminare le pretese degli stati.Il solo giudice o arbitro è lo Spirito universale,cioè la Storia,la quale ha come suo momento strutturale la guerra.Hegel attribuisce alla guerra non solo un carattere di necessità ed inevitabilità ma anche un alto valore morale.Infatti come”il movimento dei venti preserva il mare dalla putredine,nella quale sarebbe ridotto da una quiete durevole”,così la guerra preserva i popoli dalla fossilizzazione alla quale li ridurrebbe una pace durevole o perpetua.
Il carteggio Einstein-Freud sulla guerra
Lettera di Einstein a Freud
Caputh (Postdam),30 luglio 1932 Caro signor Freud, la proposta,fattami dalla Società delle Nazioni e dal suo “Istituto internazionale di cooperazione intellettuale” di Parigi,di invitare una persona di mio gradimento a un franco scambio d’opinioni su un problema qualsiasi da me scelto,mi offre la benvenuta occasione di dialogare con Lei circa una domanda che appare,nella presente condizione del mondo,la più urgente fra tutte quelle che si pongono alla civiltà.La domanda è:”c’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?”
Nell’ambito del Comitato permanente delle lettere e delle arti della Società delle Nazioni si svolse nel 1932 uno scambio epistolare tra Einstein e Freud sul tema della guerra.Questa corrispondenza mette a fuoco le motivazioni che la psicanalisi freudiana individua come causa della guerra.
L’opera “Guernica”di Pablo Picasso,testimonia la partecipazione appassionata dell’artista alla sofferenza umana e il suo furente giudizio morale sulla violenza sanguinaria.La grande tela è stata ispirata da un terribile evento bellico:la distruzione indiscriminata,durante la guerra civile spagnola,della omonima cittadina basca ad opera di aerei tedeschi.La sua opera è una protesta sdegnata contro la violenza,contro la distruzione,contro la guerra in generale;può essere riferita al conflitto spagnolo,come a qualsiasi altro,precedente o futuro,antico o moderno.
Boccioni:da una fervida esaltazione a una profonda delusione nei confronti della guerra
Nel 1914,allo scoppio della prima guerra mondiale,Boccioni,con l’intero gruppo futurista si schiera decisamente dalla parte degli interventisti, organizzando manifestazioni a favore dell’entrata in guerra, vista come occasione di azione immediata.Il suo entusiasmo iniziale,a contatto con la realtà drammatica del fronte,si spegne però molto presto.Deluso anche dalla superficialità delle opere di certi futuristi dell’ultima ora,Boccioni recupera,nell’ultimo periodo della sua attività artistica,precedenti esperienze linguistiche, in particolare quella di Cézanne,nella
cui opera vede un esempio di rigore e concretezza formale.
Di che reggimento siete fratelli?
Parola tremante nella notte
Foglia appena nata
Nell’aria spasimante involontaria rivolta dell’uomo presente alla sua fragilità
Fratelli Il tono di questa poesia di Ungaretti è quello di una rivolta contro la guerra e l’odio da essa scatenato.E’ l’istintiva ribellione dell’uomo che,consapevole della sua fragilità,si sforza di fronteggiarla con la ricerca di una difficile fratellanza.
Si sta come
Bellum civile o Pharsalia di Lucano
Bella per Emathios plus quam civilia campos, iusque datum sceleri canimus, populumque potentem in sua victrici conversum viscera dextra, cognatasque aces, et rupto foedere regni certatum totis concussi viribus orbis in commune nefas, infestisque obvia signis signa, pares aquilas et pila minantia pilis. Quis furor, o cives, quae tanta licentia ferri gentibus invisis Latium praebere cruorem! Dell’ampia produzione lucanea ci è pervenuto soltanto il poema epico sulla guerra civile fra Cesare e Pompeo, che reca come titolo Bellum civile, ma che è noto anche con quello di Pharsalia,dove si svolse lo scontro definitivo tra i due avversari.Lucano mette in evidenza le brutture delle guerre civili e ad esse attribuisce tutte le responsabilità del naufragio della Repubblica.
Alcuni storici delle imprese di Annibale,volendoci esporre le cause per la quali scoppiò fra Romani e Cartaginesi la guerra suddetta,come prima pongono l’assedio di Sagunto da parte dei Cartaginesi,come seconda il loro passaggio,contro i patti stabiliti,del fiume chiamato dagli indigeni Ebro.Quanto a me,potrei riconoscere che questi furono i principi della guerra,ma assolutamente non ammetto che ne siano state le cause. Polibio nel terzo libro delle “Storie” cerca di rintracciare le cause delle vicende storiche e fa una distinzione fra la causa vera (αιτια) ,il pretesto ufficiale (προφασισ) e l’inizio (αρχη).