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Tesina terza media sulla moda, Appunti di Italiano

Tesina terza media sulla moda con aggiunta dell’obiettivo 9 dell’agenda 2030

Tipologia: Appunti

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Caricato il 06/10/2021

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milena-castillo-jimenez 🇮🇹

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7 giugno 2021
LA MODA
La nascita della moda!
Nasce l’abbigliamento e l’abbigliamento nasce per esigenza. Ci si inizia a coprire per ripararsi dal
freddo e dal caldo; il freddo della neve e del ghiaccio dell’inverno, ed il caldo torrido del deserto.!
Secondo il mio parere, la moda comincia da lì. Naturalmente non come la si concepisce oggi. La
moda non è solo abbigliamento, ma è costume, è un modo di vivere è società. Spesso
dall’esigenza nasce"una moda.!
Si può dire che il periodo storico in cui si vive determina un certo tipo di moda?!
Sono molti fattori ad influire sull’abbigliamento: la religione, il clima, la politica,"l’economia,
un"modo di essere, in fondo anche le"tribù dell’Africa che sono ancora primitive seguono una loro
moda. !
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LA MODA

La nascita della moda

Nasce l’abbigliamento e l’abbigliamento nasce per esigenza. Ci si inizia a coprire per ripararsi dal freddo e dal caldo; il freddo della neve e del ghiaccio dell’inverno, ed il caldo torrido del deserto. Secondo il mio parere, la moda comincia da lì. Naturalmente non come la si concepisce oggi. La moda non è solo abbigliamento, ma è costume, è un modo di vivere è società. Spesso dall’esigenza nasce una moda. Si può dire che il periodo storico in cui si vive determina un certo tipo di moda? Sono molti fattori ad influire sull’abbigliamento: la religione, il clima, la politica, l’economia, un modo di essere, in fondo anche le tribù dell’Africa che sono ancora primitive seguono una loro moda. 1

Coco Chanel

Gabrielle (dite Coco) Chanel est née en 1883 à Saumur. À 12 ans, Gabrielle perd sa mère et se retrouve dans un orphelinat. À l’âge de 20 ans, elle est engagée comme vendeuse dans un magasin de tissus. Forte de cette expérience, elle ouvre en 1910 son premier magasin de mode à Paris avant de fonder sa maison de couture en 1916. Elle crée des modèles d’une élégance toute simple s’inscrivant dans le mouvement de libération de la mode féminine: les premiers pantalons, la jupe plissée courte, la célèbre petite robe noire. Après une longue parenthèse due à la guerre, en 1954, à 71 ans, Mademoiselle Coco fait son retour sur la scène parisienne et présente sa collection. Le style Chanel s’impose, encore une fois, comme symbole de la femme libérée et séduisante. Coco Chanel décède en

  1. Parmi ses créations les plus célèbres, le parfum n°5 lancé en 1921, qui connait encore aujourd’hui un succès mondial. Cette année pour le 50ième anniversaire de sa mort le musée de la mode du palais Galleria de Paris a organisé une importante exposition. 2

la mode reflète

toujours l'époque

dans laquelle elle vit,

même si, quand les

temps sont triviaux,

on préfère l'oublier.

-COCO CHANEL

Nel 1962 Yves Saint Laurent apre la sua atelier di moda poco dopo presenta una collezione che riscuote forte successo e i suoi tailleur furono gli unici considerati in grado di competere con quelli di Coco Chanel. Nel 1963 esplose la moda del bikini inventato anni prima ma divenuto famoso dopo l’uscita del film beachwear party. Nel 1964 la stilista Mary Quant inventò la minigonna un capo rivoluzionario, trasformò le calze in collant e divennero popolari gli stivali in particolare i go-go- boots che arrivavano fino a metà polpaccio. Nel 1965 Saint Laurent riproduce i dipinti di Piet Mondrian in abiti erano caratterizzati da linee verticali e orizzontali che si intrecciavano esibendo i colori primari. In questo periodo ci fu una grande vendita di pantaloni tanto che anche Chanel gli introdusse nelle sue collezioni. I modelli sono svariati: a zampa d’elefante,a sigaretta, a vita bassa o larghi alla marinara, il materiale variava potevano essere di maglia, lurex, pelle e semi pelle. In particolare per le ragazze indossare i pantaloni significa poter aspirare al raggiungimento della libertà. Nel 1966 nasce il movimento hippy, detti anche figli dei fiori, è un movimento legato alla totale libertà di espressione, in ogni sua forma. Amavano vestirsi con abiti multicolori,

ognuno si veste come crede con gonne lunghe, tessuti stampati. Nel ’

si impongono il maxi cappotto, lungo fino ai piedi, da portare con la

minigonna e il look derivato dal film Il dottor Zivago , che abbina

maxicappotti con colbacchi di pelliccia; Saint Laurent lancia il nude

look proponendo un abito da sera di chiffon completamente

trasparente, tranne che all’altezza del pube, dove sono collocate

piume di struzzo. A partire dal 1968 nascono anche i primi

movimenti di donne che rivendicano parità di diritti, di posizione

sociale e liberalizzazione sessuale. In pieno clima di

contestazione, la moda propone lo stile gigolo, direttamente

ispirato al guardaroba maschile: pantaloni da uomo, giacche

aderenti, gilet, camicia e basco.

Dalla luna alla moda

La luna è il satellite della terra e l'unico corpo celeste che l'uomo abbia esplorato direttamente. L'esplorazione della luna ci ha mostrato un corpo roccioso, arido e senza vita con innumerevoli crateri, in parte di antica origine vulcanica e in parte dovuti a impatti di meteoriti. Sebbene la luna non emetta luce propria, di notte ci illumina e riflette la luce del sole che la colpisce. È un corpo celeste molto piccolo, a causa della sua debole gravità non può trattenere l'atmosfera circostante. A causa della mancanza di atmosfera, il calore accumulato durante la notte e il giorno si disperde rapidamente nello spazio, facendo scendere la temperatura fino a -150°C. Al contrario, di giorno, a causa della mancanza di protezione dell'atmosfera che filtra i raggi solari, la superficie della terra si riscalderà rapidamente, raggiungendo oltre i 100°C. La luna completa la sua orbita intorno alla terra in un'orbita ellittica in circa 27 giorni. Allo stesso tempo, ruota, per una rotazione completa, il tempo è lo stesso della rivoluzione. Pertanto, per chi la osserva dalla terra, la luna mostra sempre la stessa faccia, lo stesso emisfero. Questo può essere paragonato a un'auto che gira intorno a un'aiuola circolare: mostra sempre lo stesso lato dell'aiuola quando gira. Un altro risultato della pari durata di rotazione e rivoluzione è che la superficie della luna che vediamo mostra effetti di luce diversi a seconda della sua posizione rispetto al sole: i diversi aspetti della luna vista dalla terra corrispondono a quattro fasi lunari.

Il festival di Sanremo

Iniziato in silenzio nel 1951 in quasi settant'anni si è trasformato in una macchina commerciale perfetta. Tra scandali, polemiche e tanta musica. Qualcuno nel dopo guerra definì il Festival di Sanremo “la grande evasione”: la colonna sonora di un’Italia canterina che si affacciava alla modernità. Dalla prima edizione (1951) ha fatto molta strada, cambiato location, pubblico e soprattutto format. Fino a diventare un prodotto commerciale da migliaia di euro amato, odiato e sempre discusso. Eppure in origine nessuno lo prese davvero sul serio. La prima edizione si tenne nel Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo: il pubblico era seduto intorno a tavolini da vecchio café chantant e mentre i cantanti si esibivano, loro cenavano, tra l’andirivieni dei camerieri. A vincere la gara di allora fu Nilla Pizzi, che stracciò tutti con la canzone Grazie dei fiori. Sarà sempre lei, negli anni successivi, a far cantare gli italiani con Vola colomba , a fare una criptica critica sociale con Papaveri e papere - in cui alcuni videro una satira contro i potenti democristiani e a inneggiare alla speranza con Una donna prega. Nel 1953 poi, a due anni dal debutto, qualcosa cambiò: sparirono i tavolini della sala e si decise di far accedere gli ospiti solo se muniti di invito. I bagarini pare ne vendessero sottobanco alcuni all’esorbitante cifra di 10.000 lire (circa 130 euro di oggi). La stampa si interessò seriamente al fenomeno, a cui partecipavano sempre più concorrenti. Due anni dopo fu la volta infatti della prima diretta televisiva: non andò in onda tutta la trasmissione, ma la Rai si collegò con il Casinò Municipale di Sanremo alle 22:45, in "seconda serata", al termine del varietà Un due tre di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Il circuito mediatico era attivato. L'opinione pubblica parlava del Festival, si interessava dei suoi cantanti e soprattutto fischiettava le loro canzoni. Fino a quando Mr Volare (come Oltreoceano ribattezzarono Domenico Modugno) fece la canzone: dal palco del Festival nel 1958 intonò una delle melodie più celebri della storia della musica italiana Nel blu dipinto di blu (poi nota come “Volare” per via del celebre ritornello). Sembrava un redentore: cantava a braccia aperte e la sua melodia era liberatoria, ottimista, energizzante. Nel blu dipinto di blu fu un punto di rottura anche musicale: segnò l’inizio di una nuova era per la canzone italiana, influenzata dal rock e dallo swing.

A confermarlo, due anni dopo, fu l’arrivo sul palco di un giovane che si dimenava al grido di 24000 baci. Era Adriano Celentano e portava in scena la modernità: con lui arrivava il rock’n’roll e una nuova categoria sociale, fino a quel momento poco considerata, i giovani. Gli Anni ’ furono infatti dominati da una generazione che rivendicava nuove regole (anche a Sanremo), e tutti entreranno nel mito. C'era una ragazza di Busto Arsizio con i capelli cotonati, nel 1961: era Mina, con le sue Mille bolle blu. Un altro era un “diavolo”, classe 1941. Aveva un ciuffo alla Elvis e un nome americano che mascherava le sue origini umbre: Little Tony, alias Antonio Ciacci. Con lui c'era Lucio Dalla, che aveva appena fondato un gruppo in salsa bolognese: gli Idoli. E Luigi Tenco, che nel 1967 andò a Sanremo con la sua Ciao amore, ciao. L’esperienza fu tragica: dopo l'eliminazione si suicidò in una camera d’albergo di Sanremo. Gli Anni ’60 furono infatti dominati da una generazione che rivendicava nuove regole (anche a Sanremo), e tutti entreranno nel mito. C'era una ragazza di Busto Arsizio con i capelli cotonati, nel 1961: era Mina, con le sue Mille bolle blu. Un altro era un “diavolo”, classe 1941. Aveva un ciuffo alla Elvis e un nome americano che mascherava le sue origini umbre: Little Tony, alias Antonio Ciacci. Secondo me anche se è convinzione diffusa che a seguire il Festival sia un pubblico "tradizionale", magari anche un po' avanti con gli anni, quest'anno Sanremo fa registrare grandi numeri anche sul digitale e sui social network, con 2 milioni e mezzo di interazioni in ogni serata su Facebook, Instagram, e quasi mezzo milione di spettatori che seguono l’evento attraverso internet su RaiPlay. "Perché Sanremo è Sanremo".

L’industria della moda nel mondo

Nel 2019 l’industria dell’abbigliamento ha generato 2.500 miliardi di dollari di ricavi globali, il che ne fa uno dei settori economici più importanti al mondo, che tuttavia nel 2020 con il covid-19 è praticamente crollato. L’esportazione di materie prime dalla Cina ha cominciato a rallentare nel gennaio del 2020, e i successivi confinamenti al livello globale hanno imposto ai consumatori di restare a casa, costringendo i venditori al dettaglio ad abbassare le serrande, e portando alla cancellazione di ordini per miliardi di euro. Migliaia di fabbriche hanno rischiato la rovina, e molte di loro hanno chiuso in maniera temporanea o definitiva. In paesi come India, Bangladesh e Sri Lanka, decine di migliaia di lavoratori hanno perso il loro posto di lavoro e migliaia di altri si sono ammalati, mano a mano che il covid-19 si è diffuso nelle affollate linee di produzione. Laddove le persone hanno osato denunciare condizioni insalubri o ingiuste, spesso hanno dovuto fare i conti con licenziamenti o violenze. Nel sud del mondo da anni i lavoratori del settore dell’abbigliamento lottano per sopravvivere, sfruttati e mal pagati. Risparmiare denaro è stato quasi impossibile, perciò si sono trovati senza risorse quando è scoppiata la crisi del covid-19. I tessuti migliori vengono prodotti in paesi dove si trova una grande agricoltura di cotone, I principali paesi sono: Cina : Con circa 100, agricoltori che coltivano cotone, è il più grande paese produttore di cotone. La Cina ha aziende tessili che producono annualmente $ 73 miliardi di tessuti di cotone. La coltivazione richiede precipitazioni moderate. Per salvare la pianta dai parassiti, vi è un enorme uso di pesticidi e fertilizzanti. India : L'India è il secondo maggior produttore di cotone. Il cotone è stato utilizzato in India sin dalla civiltà della valle dell'Indo dove sono stati recuperati i fili di cotone. L'India produce 6, migliaia di tonnellate di cotone ogni anno. La ragione di una produzione così grande è il clima più favorevole nella parte settentrionale del paese. Stati Uniti : gli Stati Uniti d'America, che sono al terzo posto per maggior produttori di cotone, li raccolgono attraverso macchine moderne. Florida, Mississippi, California, Texas e Arizona sono i principali Stati produttori di cotone in America. La raccolta viene effettuata attraverso macchine in cui viene raccolta la capsula senza danneggiare la pianta.

L’Etiopia sta diventando la terra promessa del fast fashion cinese. Sono sempre più numerosi, infatti, gli hub produttivi che si stanno insediando nei territori del Corno d’Africa, dove, soprattutto le donne, confezionano capi di abbigliamento per una paga mensile di 25 dollari. Gli hub, di proprietà statale, sono già cinque, costruiti a partire dal 2014, ma entro il 2022 ne saranno aperti altri otto. Tra i più noti brand del fashion che si appoggiano a queste strutture anche Levi’s, Guess, H&M, Pvh con i suoi marchi Tommy Hilfiger e Calvin Klein. C’è anche un tocco di Italia tra le realtà pronte a cogliere questa opportunità, Calzedonia infatti aprirà a breve un proprio sito produttivo in loco.Dietro questo progetto di grande portata si intravede però lo spettro cinese, tanto che c’è chi lo definisce “ il grande esperimento di outsourcing di Pechino ”: i mega-hangar dell’hub Hawassa, ad esempio, sono stati costruiti, per 250 milioni di dollari (dati della Ethiopian Investment Commission), in nove mesi da un colosso edile cinese. Per chi decide di costruire nel territorio i propri stabilimenti produttivi ci sono poi interessanti incentivi fiscali come l’esenzione d’imposta sul reddito per cinque anni, la promessa di investimenti e la disponibilità di manodopera a basso costo , la stessa che caratterizzava i Paesi asiatici e che sta prendendo piede anche in Africa. Proprio dal Far East stanno, infatti, arrivando ingenti investimenti: tra il 2010 e il 2015 si sono registrati 10, miliardi di dollari di prestiti. Denaro che finisce in appalti destinati ad aziende quasi sempre cinesi, tutte legate alle mega-opere infrastrutturali che potrebbero modificare il volto dell’Etiopia, dalle dighe, alle nuove strade fino alla digitalizzazione. Forte sarà anche l’impatto occupazionale, entro il 2025 si prevedono due milioni di posti di lavoro. Lo sviluppo industriale del Paese potrebbe però scontrarsi con l’instabile situazione politica che minaccia lo scoppiare di una guerra civile a causa dell’irrisolto conflitto etnico che vede il potere nelle mani di una minoranza che, a detta delle Ong, tormenta la popolazione con arresti indiscriminati e abusi verso le minoranze.

Clothes Industry and Fair trade

If you look the labels of your clothes, you will see that even famous European and us brands are made in developing countries like: Sri Lanka, Senegal and Bangladesh. In these countries, clothes are made more cheaply and factories workers work long hours: often in dangerous condition, for low pay and often even if they are children. Fortunately, there is an alternative! It’s FAIR TRADE: it guarantees justice and respect for all workers, a fair pay, decent working conditions, money for community projects such schools and health centers, training and in general more opportunities for their families. The following are part of the Fairtrade system : -Three regional producer networks representing farmers and workers from Africa and the Middle East, Asia and the Pacific, Latin America and the Caribbean. -19 National Fairtrade Organizations and 8 Marketing Organizations that market and promote Fairtrade products in consumer countries. -Fairtrade International, the "umbrella" non- governmental organization that creates Fairtrade Standards and coordinates Fairtrade activities around the world. -FLOCERT, the leading independent certification body for Fairtrade, which inspects manufacturers and traders to ensure they comply with Fairtrade Standards.

L’evoluzione della moda nello sport

1900 : Le donne partecipano alle Olimpiadi, ma il loro abbigliamento è più adatto a un salotto buono che ai campi sportivi: le ragazze giocano a tennis e a golf indossando vestiti lunghi fino alle caviglie, con le maniche lunghe e il collo alto. Gli uomini, invece, sono liberi di indossare shorts e magliette di cotone. 1920 : La tennista Suzanne Lenglen fa parlare di sé non solo per la sua bravura, ma anche perché è la prima donna a presentarsi sul campo da gioco con una gonna sopra il polpaccio. 1936 : Dalle Olimpiadi di Berlino in poi, l’abbigliamento sportivo diventa più casual: jersey e tessuti traspiranti diventano la normalità, così come top, tute e canotte. Da qui in poi i vestiti pensati per lo sport diventano di moda e i brand iniziano a produrre abiti al tempo stesso funzionali e fashion. 1948 : Questo processo diventa ancora più evidente dopo la seconda guerra mondiale, quando le donne possono finalmente vestirsi in maniera comoda e le case di abbigliamento intervengono attivamente nel business sportivo. La Puma fornisce le scarpe da calcio agli atleti tedeschi, mentre gli italiani indossano delle maglie disegnate da Ottavio Missoni, che quell’anno partecipa alle Olimpiadi anche in qualità di atleta. 1972 : Le ginnaste si innamorano del body. Oggi è un capo d’abbigliamento sportivo come tutti gli altri, ma sono state le ginnaste delle Olimpiadi del 1972 a renderlo celebre. 2000 : Con l’arrivo del nuovo millennio, l’abbigliamento diventa sempre più tech e futuristico. L’atleta australiana Cathy Freeman indossa una tuta che avvolge tutto il suo corpo e che ottimizza al massimo le sue potenzialità. Olimpiadi del 2012 : le case di abbigliamento sportivo fanno a gara per produrre i tessuti più tecnologici e più adatti alle prestazioni sportive. Il settore sportivo diventa il punto di incontro perfetto fra abbigliamento e tecnologia.