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Storia Economica: Esercizi e Domande a Risposta Multipla, Esercizi di Storia Economica

raccolta dei test di fine capitolo

Tipologia: Esercizi

2018/2019

Caricato il 11/03/2019

uniuncorno
uniuncorno 🇮🇹

4.5

(33)

4 documenti

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STORIA ECONOMICA
LA STORIA ECONOMICA COME SCIENZA AUTO NOMA
1. La Storia Economica studia :
A Studia il succedersi degli avvenimenti economici senza considerare il contesto di riferimento
B Studia il succedersi degli avvenimenti economici e delle politiche economiche dei diversi paesi e delle diverse
aree geo-economiche mondiali nella loro evoluzione nel tempo e nello spazio
C Studia il succedersi degli avvenimenti storici escludendo le relazioni economiche internazionali
D Studia il succedersi degli avvenimenti economici in un dato contesto senza considerare l'evoluzione dello spazio e del tempo
2. La Storia Economica assume :
A Una propria metodologia che deriva dall'essere in grado di comporre e valutare diversi elementi a partire da un
approccio fortemente interdisciplinare
3. La Storia Economica aspira a una lettura integrata dei processi economici-
sociali attraverso : D Analisi di breve o di lungo periodo
4. L'interpretazione di breve periodo prende in considerazione :
A Una variazione congiunturale
5 Le interpretazioni di lungo periodo considerano:
C I mutamenti strutturali dei fattori della produzione
6 La Storia Economica si nutre:
B Della interdisciplinarietà del metodo e delle fonti
7. La storia economica nasce :
C Dall'applicazione del metodo induttivo all'economia politica, ovvero dal tentativo di analizzare i casi specici e le
esperienze storiche e a partire da queste denire le interpretazioni economiche di carattere generale
8. Storia Economica nasce:
A Con la diusione e l'espansione della rivoluzione industriale
9 Nella seconda metà del Novecento:
A Si diondono le teorie dello sviluppo
10 Nel corso degli anni Duemila:
B Gran parte della pubblicistica ha rivalutato i concetti di “sistema-paese” o “sviluppo di lungo periodo”, alla
base delle interpretazioni di ampio respiro degli storici economici
1. Il sistema economico può essere denito come :
A L'insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici, delle relazioni sociali ed economiche, storicamente
determinate, di cui gli individui si servono per corrispondere ai bisogni
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STORIA ECONOMICA

LA STORIA ECONOMICA COME SCIENZA AUTONOMA

  1. La Storia Economica studia : A Studia il succedersi degli avvenimenti economici senza considerare il contesto di riferimento B Studia il succedersi degli avvenimenti economici e delle politiche economiche dei diversi paesi e delle diverse aree geo-economiche mondiali nella loro evoluzione nel tempo e nello spazio C Studia il succedersi degli avvenimenti storici escludendo le relazioni economiche internazionali D Studia il succedersi degli avvenimenti economici in un dato contesto senza considerare l'evoluzione dello spazio e del tempo
  2. La Storia Economica assume : A Una propria metodologia che deriva dall'essere in grado di comporre e valutare diversi elementi a partire da un approccio fortemente interdisciplinare
  3. La Storia Economica aspira a una lettura integrata dei processi economici- sociali attraverso : D Analisi di breve o di lungo periodo
  4. L'interpretazione di breve periodo prende in considerazione : A Una variazione congiunturale

5 Le interpretazioni di lungo periodo considerano: C I mutamenti strutturali dei fattori della produzione

6 La Storia Economica si nutre: B Della interdisciplinarietà del metodo e delle fonti

  1. La storia economica nasce : C Dall'applicazione del metodo induttivo all'economia politica, ovvero dal tentativo di analizzare i casi specifici e le esperienze storiche e a partire da queste definire le interpretazioni economiche di carattere generale
  2. Storia Economica nasce: A Con la diffusione e l'espansione della rivoluzione industriale

9 Nella seconda metà del Novecento: A Si diffondono le teorie dello sviluppo

10 Nel corso degli anni Duemila: B Gran parte della pubblicistica ha rivalutato i concetti di “sistema-paese” o “sviluppo di lungo periodo”, alla base delle interpretazioni di ampio respiro degli storici economici

  1. Il sistema economico può essere definito come : A L'insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici, delle relazioni sociali ed economiche, storicamente determinate, di cui gli individui si servono per corrispondere ai bisogni
  1. La “determinazione” storica dei sistemi, : A Presuppone il loro essere frutto della complessità dei processi sociali di medio o lungo periodo.
  2. I bisogni possono essere suddivisi in: C Bisogni primari e secondari
  3. Le principali funzioni del sistema economico sono: A Produzione, distribuzione, consumo, scambio
  4. La renumerazione dei fattori della produzione: B Contribuisce a spiegare la funzione di distribuzione del sistema
  5. L'analisi dei rapporti di produzione rappresenta: D Una condizione necessaria (anche se non sufficiente) per capire il funzionamento del sistema e la sua evoluzione storica
  6. L'avvento del capitalismo industriale tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento : B Ha determinato oltre che un'ulteriore apertura dei commerci, anche una progressiva specializzazione e divisione del lavoro, così da rendere ancora più urgente l'esigenza dello scambio
  7. I mutamenti di un sistema economico possono essere di carattere : A Inter-sistemico e intra-sistemico
  8. e fasi di transizione tra sistemi economici possono essere di carattere : A Rivoluzionario o graduale
  9. Dopo la crisi del 1929, il capitalismo industriale : A Ha consociuto alcuni mutamenti che non hanno cambiato la natura del modello, ma ne hanno modificato in maniera rilevante una parte significativa del modo di funzionare
  10. Il sistema economico può essere definito come : A L'insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici, delle relazioni sociali ed economiche, storicamente determinate, di cui gli individui si servono per corrispondere ai bisogni
  11. I mutamenti di un sistema economico possono essere di carattere : A Inter-sistemico e intra-sistemico
  12. è possibile leggere i mutamenti di un sistema economico atraverso: B Lo studio incrociato delle funzioni del sistema, dei rapporti di produzione, dei fattori della produzione e della loro remunerazione
  13. L'economia mediovale:

5.Clement Juglar propone un'interpretazione : B Dei cicli economicia di breve durata (5/10 anni) basati sulle evoluzioni delle crisi commerciali e dalle fluttuazioni finanziarie legate all'espansione del credito e del tasso di interesse

6.Nikolai Kondrat'ev propone: A Una nuova interpretazione dei cicli basata su un'analisi di lungo periodo di 40/60 anni determinati da un incremento della quantità di oro e materie prime e da una crescita dei prezzi

7.Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: B E' l'innovazione tecnologica a consentire la crescita quantitativa e qualitativa della produzione

8.Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: D L'innovazione può presentarsi attraverso varie forme, come l'applicazione su scala industriale dell'invenzione scientifica o una modificazione delle modalità di gestione della produzione

9.Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: A La crisi economica può essere, molto schematicamente, interpretata come la conseguenza della progressiva estensione a tutto il sistema delle innovazioni e della riduzione del saggio di profitto dell'imprenditore-innovatore

  1. A ogni fase di espansione del ciclo corrisponde : B Un incremento delle risorse e l'affermazione di nuovi paradigmi tecnologici, spesso, ma non sempre, accompagnati da innovazioni anche nel modello energetico di sostegno
  2. A ogni fase di espansione del ciclo corrisponde : B Un incremento delle risorse e l'affermazione di nuovi paradigmi tecnologici, spesso, ma non sempre, accompagnati da innovazioni anche nel modello energetico di sostegno
  3. Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: D L'innovazione può presentarsi attraverso varie forme, come l'applicazione su scala industriale dell'invenzione scientifica o una modificazione delle modalità di gestione della produzione
  4. Il primo ciclo economico del capitalismo industriale :

A Si afferma in contemporanea con la rivoluzione industriale inglese.

  1. Nel secondo ciclo economico della prima rivoluzione industriale collocato tra il 1850 e il 1890: C La Fase “A” di espansione si struttura a partire dalla fine delle guerre europee del 1848 e dal contemporaneo processo di diffusione del capitalismo industriale sul continente.
  2. Nel ciclo economico della seconda rivoluzione industriale : A La Fase “A”, detta anche di espansione, si registra a partire dalla fine dell'Ottocento ed è basata su: nuova espansione coloniale europea; apertura internazionale dei commerci; scoperta di nuovi giacimenti di oro; sviluppo dell'industria pesante; utilizzo dell'elettricità e del petrolio
  3. La fase "B" di caduta del ciclo economico della seconda rivoluzione industriale:

B Si avvia con lo scoppio e le conseguenze della prima guerra mondiale e conosce un'accelerazione a seguito della crisi del 1929

  1. Il ciclo economico dell'«età dell'oro», compreso tra il 1945 e la fine degli anni Ottanta: D Segna la fase di massima espansione delle economie occidentali o, quanto meno, il periodo nel quale si registrano i maggiori tassi di crescita medi annui della ricchezza e del Pil
  2. Nel ciclo economico dell'«età dell'oro», la Fase “A” di espansione è strutturata: C Sulle implementazione delle innovazioni avviate durante la seconda rivoluzione industriale (elettricità, petrolio, industria chimica, meccanica, siderurgica, ecc…) ma si nutre di un contesto internazionale profondamente modificato
  3. La Fase "B" di caduta del ciclo economico dell'«età dell'oro»: A E' contraddistinta dalla cosiddetta crisi di stag-flazione, ovvero dalla contemporanea presenza di stagnazione produttiva e aumento dell'inflazione
  4. La fase "A" di espansione del ciclo della “terza rivoluzione industriale”: C Consente di registrare a partire dagli anni Novanta del XX secolo una crescita che coinvolge in misura differente i paesi tradizionalmente leader dello sviluppo
  5. La costruzione di una concezione dinamica dell'economia e dei processi di sviluppo : C Si afferma in particolare con l'avvio dell'industrializzazione e con la cesura storica determinata dalla “prima rivoluzione industriale”
  6. Le società pre-industriali : A Sono generalmente caratterizzate da una centralità del fattore “terra” per la riproduzione del sistema economico e da un diverso comportamento dei cicli economici rispetto all'epoca contemporanea.
  7. La costruzione di una concezione dinamica dell'economia : B E' basata, tra le altre cose, sullo stretto collegamento tra le “teorie dello sviluppo” e le “teorie della crisi” come parte dell'alternanza di fasi cicliche di crescita e caduta del sistema economico e come categorie utili a spiegarne i movimenti di fondo
  8. Secondo l'approccio di Marx allo studio dei processi di sviluppo: A Il materialismo storico e la “dinamica capitale/lavoro” sono alcuni degli elementi che consentono di indagare i meccanismi di funzionamento del capitalismo industriale
  9. La costruzione del pensiero marginalista : A Si basa su un approccio metodologico di tipo deduttivo-normativo, ovvero sulla ricerca di quelle norme teoriche di funzionamento del sistema di carattere universale che consentono di spiegare i meccanismi fattuali storicamente determinati

D Una sostenuta crescita in contemporanea con l'avvio del processo di industrializzazione; un incremento massimo del tasso negli anni del boom economico e della società dei consumi di massa; una decelerazione nel periodo della società dei servizi o del terziario avanzato

  1. L'aumento del tasso di accrescimento naturale della popolazione nella prima fase della transizione demografica : A Dipende dal crollo della mortalità (in particolare infantile) e del mantenimento costante dei livelli di natalità.
  2. La terza fase della transizione demografica, quella del terziario avanzato o della società dei servizi, è caratterizzata: B Da un progressivo riallineamento delle due curve dovuto alla forte diminuzione della natalità imposta dai mutamenti degli stili di vita e dell'organizzazione sociale
  3. Contemporaneamente all'avvio della prima rivoluzione industriale : B Non si registra alcun rottura nel modello demografico pre-industriale
  4. La presenza di un paradigma energetico : A Non presuppone il suo utilizzo assoluto o monopolistico; al contrario, nel corso della storia si sono ampiamente verificati modelli di organizzazione della produzione che prevedevano la compresenza di diverse forme energetiche, spesso tra loro complementari
    1. Il processo di sostituzione di un paradigma rispetto a un altro : C Avviene in misura graduale e richiede evidentemente un periodo di adattamento e di riconversione del sistema economico

3.Secondo alcuni storici, la particolare ricchezza di legno: D Avrebbe favorito un vantaggio competitivo degli europei in età moderna rispetto ad altre aree geo- economiche mondiali, pure in assenza di altri prerequisiti sistemici

4 Nell'Inghilterra del secondo Seicento e del Settecento comincia a determinarsi : A Il passaggio dall'uso estensivo del legno a quello del carbone

  1. Il circolo virtuoso deriva essenzialmente dall'essere il carbone: B Una risorsa energetica utile per diversi settori e una materia prima necessaria per completare alcuni processi industriali

6.Il binomio carbone/vapore diventa : A Il paradigma della prima rivoluzione industriale, aderendo alle caratteristiche dei settori chiave dell'industrializzazione britannica

7.Il binomio carbone/vapore : D E' accompagnato dalla permanenza e dalla complementarietà con gli altri sistemi energetici precedenti utilizzati nelle manifatture (il legno e l'energia idraulica su tutti).

  1. L'utilizzo dell'elettricità su scala industriale :

A Rivoluziona i tempi della fabbrica, non solo sotto il profilo del prolungamento dell'orario, ma anche eliminando le diseconomie e incrementando la produttività dei fattori

9.Il petrolio riesce ad affermarsi grazie: A Al contemporaneo processo di espansione dei nuovi settori industriali (chimica, automobilistica, aviazione, ecc..) che saranno trainanti nel corso del Novecento e sono strutturati sull'uso della materia

10.A partire dal 1973 che si modificano strutturalmente le condizioni di accesso al petrolio a causa: A Dell'aumento unilaterale del prezzo deciso dai paesi dell'OPEC

  1. Nelle società preindustriali : A è meno diffusa una canonizzazione o disciplina teorica del rapporto tra istituzioni ed economia, quanto meno sino all'età del mercantilismo e all'affermazione dello Stato moderno in Europa
  2. Con l'affermazione delle società industriali si modifica: D l'intensità del ruolo dello Stato e la costruzione di una teoria dello rapporto tra istituzioni ed economia,
  3. Con l'affermazione degli Stati-nazione tra il Cinquecento e il Seicento: A Si modifica anche il rapporto tra Stato ed economia e la necessità di offrire un supporto teorico a queste modificazioni
  4. Secondo Douglas North, Nobel nel 1990, : B La storia economica può essere letta come la successione dei mutamenti istituzionali e delle loro forme di interazione con lo sviluppo
  5. La schematizzazione del rapporto tra Stato ed economia è basata sui possibili paradigmi : A Lo Stato minimale; l'economia mista; lo Stato massimale
  6. (^) L'economia mista si diffonde in Europa in particolare: C Dopo la seconda guerra mondiale
  7. Il modello di Stato massimale : C è tipico delle società socialiste
  8. Le forme di intervento pubblico nell'economia possono essere : A Dirette e indirette
  9. In un regime virtuoso, la politica fiscale può sostenere lo sviluppo con : B Spesa pubblica utile a costruire le infrastrutture funzionali allo sviluppo, ad allocare investimenti pubblici in determinati settore, a sostenere la crescita di alcuni apparati tramite incentivi
  10. Nel rapporto tra stato ed economia, nella seconda metà dell'Ottocento comincia a definirsi quella divaricazione tra : A D Il “modello continentale" basato su una maggiore presenza
  1. L'evoluzione dei sistemi economici industriali nelle società contemporanee : D Porta a una sempre maggiore interazione e inferenza tra gli elementi dello sviluppo e i sistemi creditizi di supporto
  2. Nell'analisi di Alexander Gerschenkron sulle caratteristiche del processo di sviluppo dei cosiddetti second comers : A Il sistema bancario assume un ruolo fondamentale per consentire a molti dei paesi “ritardatari” di avviare il processo di industrializzazione
  3. Il cosiddetto rough parallelism tra sistemi finanziari e sviluppo economico proposto da Goldsmith dimostra: A C La presenza di una correlazione tra i due elementi per la quale la crescita di uno è seguita o accompagnata dall'evoluzione dell'altro
  4. L'analisi del Financial Internationals Ratio di Goldsmith evidenzia, tra le altre cose,: A Che le attività finanziarie tendono a crescere a un ritmo superiore a quello delle attività reali e che i sistemi economici tendono verso una specializzazione del credito e della finanza
  5. Analizzando il rapporto tra sistemi finanziari e sviluppo economico, Rondo Cameron ha sottolineato : B Che la correlazione tra crescita economica e sistema creditizio si manifesta in forme differenti a seconda dei diversi casi nazionali con effetti variabili a partire dalle diverse situazioni di partenza
  6. Le banche centrali contemporanee: D Dopo le pirme esperienze inglesi e svedesi, cominciano a diffondersi in maniera sistematica in Europa tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento
  7. Soprattutto a partire dagli anni Trenta, dopo la crisi del 1929, le moderne banche centrali le moderne banche centrali assumono sempre più funzioni di carattere macroeconomico, in uno stretto collegamento – quando non dipendenza diretta o indiretta, dallo Stato. Tra queste funzioni ricordiamo: B La regolamentazione tasso di sconto; la gestione delle riserve auree; gli interventi sui Titoli pubblici; il ruolo di prestatore di ultima istanza
  8. I modelli industriali market oriented, sono quelli: D Nei quali il finanziamento dei capitali industriali è legato soprattutto agli intermediari e alla raccolta dei capitali sul mercato
  9. I modelli industriali bank oriented, sono quelli: A Nei quali il finanziamento dei capitali industriali è legato soprattutto agli operatori bancari, pubblici o privati B Nei quali il finanziamento dei capitali industriali è legato soprattutto agli intermediari e alla raccolta dei capitali sul mercato C Nei quali non si registrano alleanze strutturali tra banca e industria D E' un fenomeno limitato alla Germania guglielmina I FATTI E LE INTERPRETAZIONI Cap 1
  10. Le origini della crisi del modello feudale risiedono: A Nei limiti stessi di quel sistema che non consente di incrementare oltre una certa misura i livelli di produttività, in particolare della terra, a causa della scarsa capacità di innovazione tecnologica
  1. L'ingresso del vecchio continente nella cosiddetta età moderna è caratterizzato da: B L'ascesa degli Stati moderni e le nuove scoperte geografiche
  2. Lo spostamento del baricentro economico dall'area del Mediterraneo all'Europa centro-occidentale: D Dipende dalle diverse capacità dei vari sistemi-Paese di sapere cogliere le opportunità presenti dal nuovo contesto
  3. Lo Stato moderno si afferma sul continente in concomitanza di tre elementi peculiari: A Assolutismo, dirigsmo, protezionismo
  4. Il colonialismo, la diffusione dello Stato moderno nazionale e la nuova stagione dei commerci mondiali portano: B A una complessiva ridefinizione degli equilibri geo-economici sia in Europa che a livello globale e consentono l'ingresso di diverse aree europee nel modello del capitalismo mercantile
  5. La lettura delle diverse forme assunte dalla prima espansione coloniale europea: A Può essere funzionale a comprendere perché alcuni Paesi riuscirono a maturare prima di altri processi di sviluppo capitalistico di tipo industriale
  6. In una prima fase, tra la fine del Quattrocento e la fine del Cinquecent: D Furono soprattutto Spagna e Portogallo a determinare i flussi coloniali
  7. Il colonialismo imperiale praticato da Spagna e Portogallo : B Consentì alla Spagna di accumulare beni preziosi che le permisero di incrementare i consumi ma non furono utilizzati per investimenti produttivi
  8. L'arrivo dei coloni europei nelle Americhe all'inizio del Cinquecento: A Fu accompagnato da un impatto drammatico sulla vita delle popolazioni autoctone a causa delle malattie, della riduzione in schiavitù e delle uccisioni perpetrate
  9. Il modello coloniale commerciale anglo-olandese si basa: C Sulla costruzione di un “ciclo integrato” tra colonia e madre patria in grado di favorire il passaggio verso il modello del cosiddetto capitalismo mercantile

CAPITOLO 2

  1. Lo spostamento del baricentro economico dall'area del Mediterraneo all'Europa centro-occidentale : D Dipende dalle diverse capacità dei vari sistemi-Paese di sapere cogliere le opportunità presenti dal nuovo contesto
  2. Lo Stato moderno si afferma sul continente in concomitanza di tre elementi peculiari: A Assolutismo, dirigsmo, protezionismo
  1. Il modello coloniale inglese si basava: C Sulla costruzione di un “ciclo integrato” tra colonia e madre patria in grado di favorire il passaggio verso il modello del cosiddetto capitalismo mercantile
  2. La particolarità della prima Rivoluzione Industriale risiedeva: A Nel suo essere stato un fenomeno principalmente inglese; solo a partire dagli anni Venti dell'Ottocento l'industrializzazione cominciò a diffondersi sul continente europeo
  3. Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: B La presenza di un sistema politico basato su una struttura monarchica proto-parlamentare, che valorizza il ruolo dei ceti emergenti
  4. Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: D La presenza di materie prime (carbone) sul territorio inglese o nelle colonie (cotone) a costi ridotti

9 Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: C La nascita di un sistema di piccole e medie banche di credito al commercio e all'industria diffuse sul territorio

10 Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era:

B L'accumulazionedel sapere artigiano traslata nelle prime manifatture

  1. La particolarità della prima Rivoluzione Industriale risiedev: A Nel suo essere stato un fenomeno principalmente inglese; solo a partire dagli anni Venti dell'Ottocento l'industrializzazione cominciò a diffondersi sul continente europeo
  2. Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: D La presenza di materie prime (carbone) sul territorio inglese o nelle colonie (cotone) a costi ridotti
  3. David Landes ha posto l'accento: A Sull'importanza dell'innovazione tecnologica quale elemento fondamentale per capire il processo di trasformazione della fine del XVIII secolo, soprattutto in virtù dei bassi costi di produzione che essa richiedeva nell'industria tessile
  4. Douglas North: B Ha individuato nei cambiamenti istituzionali e sociali (ad esempio lo sviluppo delle recinzioni e della proprietà privata) il contributo decisivo per lo sviluppo inglese di fine Settecento
  5. Il termine “Rivoluzione Industriale” deve essere utilizzato : A Per indicare gli effetti della rivoluzione francese del 1789 sugli equilibri europei

B Per indicare le cause del fenomeno che portarono all'affermazione del capitalismo industriale e a un passaggio d'epoca senza precedenti C Per indicare le conseguenze dell'affermazione del capitalismo industriale e il passaggio d'epoca senza precedenti da esso determinato D Per indicare l'importanza della rivoluzione inglese del 1689 per consentire l'ascesa del ceto borghese britannico

  1. Lo sviluppo del sistema manifatturiero : B Determina una cesura con la struttura produttiva artigianale tipica dell'età preindustriale
  2. Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: B La presenza di un sistema politico basato su una struttura monarchica proto-parlamentare, che valorizza il ruolo dei ceti emergenti
  3. La nascita della società industriale: D Determina una graduale, ma progressiva modificazione dei rapporti sociali e familiari rompendo gran parte delle tradizionali forme di relazioni presenti nelle società contadine
  4. La prima Rivoluzione Industriale inglese fu trainata inizialmente dallo sviluppo di due settori strategici: A Siderurgico e tessile
  5. L'utilizzo della macchina a vapore a scopi industriali si basava:

B Sul binomio "carbone-vapore"

  1. Il percorso di diffusione del modello industriale sul continente nel XIX secolo può essere definito: B Rapido, intenso, diversificato a seconda dei casi nazionali
  2. Il concetto di modernizzazione si sposa nel XIX secolo a quello di industrializzazione anche in virtù : A Della sua velocità e della sua irreversibilità
  3. A partire dagli anni Cinquanta del Novecento si intensificano le cosiddette “teorie dello sviluppo”: : A Ovvero quel ramo della storia economica e dell'economia politica che cerca di indagare le cause dei processi di industrializzazione dei paesi ricchi
  4. Secondo la teoria di Walt Rostow : D Ciascun Paese, per arrivare a un certo grado di modernizzazione industriale deve attraversare diversi stadi, tendenzialmente simili a prescindere dalle diverse realtà storico-sociali
  5. La teoria dell'imitazone con differenze rispetto al caso inglese: B Assume l'unitarietà del modello “capitalismo industriale”, composto cioè dalla centralità del fattore capitale e dai rapporti di produzione che da esso derivano, adattandolo, tuttavia, alla pluralità dei contesti storici differenti.
  1. Negli anni della seconda Rivoluzione Industriale, tra il 1870 e il 1913: A Si registra un nuovo rapporto tra scienza, industria e tecnologia
  2. La seconda Rivoluzione Industriale contribuisce a definire nel lungo periodo: B Un mutamento strutturale nei rapporti interni e internazionali e negli equilibri economici e militari
  3. (^) L'ascesa della potenza tedesca all'inizio del Novecento: D Porterà a mettere in discussione il primato inglese, tanto che alcuni studiosi leggono la prima guerra mondiale come la “naturale” (per l'epoca) conseguenza della lotta per il primato
  4. Alla base dei primi moti di rivolta dei coloni americani contro la corona inglese: A Vi era la politica di occupazione inglese, basata sulla volontà di mantenere in madre patria il monopolio industriale impedendo lo sviluppo autonomo delle colonie
  5. La fine della guerra di indipendenza americana B Si accompagna a un lungo periodo di espansione territoriale che prosegue per tutto il primo Ottocento, incrociando il secondo ciclo della prima Rivoluzione Industriale
  6. Durante la seconda Rivoluzione Industriale, tra il 1890 e il 1945: D Il Paese conoscerà il vero e proprio decollo economico, superando il livello di crescita degli altri Paesi industrializzati
  7. Già nella guerra d'indipendenza e nella Dichiarazione di Philadelphia del 1776, sono presenti alcuni elementi peculiari: C Democrazia, liberismo, opportunità, responsabilità sociale, partecipazione
  8. (^) Il primo articolo della costituzione americana : A Si apre con l'affermazione che ciascun individuo ha il diritto di perseguire la propria felicità
  9. Lo sviluppo del Paese nel primo sessantennio dell'Ottocento fu possibile grazei anche a : A Cominciarono ad affermarsi l'industria chimica e siderurgica
  10. Lo sviluppo del Paese nel primo sessantennio dell'Ottocento : B Fu possibile grazie anche a un'espansione demografica senza precedenti, grazie alla quale la popolazione passò da 4 a 31 milioni di abitanti
  11. La guerra civile americana tra il nord capitalista e il sud schiavista: A Fu anche uno scontro tra modelli di vita e tra sistemi economici
  12. Nel secondo ciclo economico della prima rivoluzione industriale collocato tra il 1850 e il 1890:

C La Fase di espansione si struttura a partire dal 1850 grazie alla scoperta di nuovi giacimenti in california e la rivoluzione dei trasporti

  1. I mutamenti assunti dal capitalismo industriale con la seconda Rivoluzione Industriale: A Interessano, tra le altre cose, il modo di produrre, il funzionamento del sistema, i rapporti di forza tra Paesi e gli equilibri internazionali
  2. Alla base dei moti di rivolta dei coloni americani contro la corona inglese: A Vi era la politica di occupazione inglese, basata sulla volontà di mantenere in madre patria il monopolio industriale impedendo lo sviluppo autonomo delle colonie
  3. La fine della guerra di indipendenza americana: B Si accompagna a un lungo periodo di espansione territoriale che prosegue per tutto il primo Ottocento, incrociando il secondo ciclo della prima Rivoluzione Industriale
  4. Nel secondo ciclo economico della prima rivoluzione industriale collocato tra il 1850 e il 1890: C La Fase di espansione si struttura a partire dal 1850 grazie alla scoperta di nuovi giacimenti in california e la rivoluzione dei trasporti
  5. I mutamenti assunti dal capitalismo industriale con la seconda Rivoluzione Industriale: A Interessano, tra le altre cose, il modo di produrre, il funzionamento del sistema, i rapporti di forza tra Paesi e gli equilibri internazionali
  6. La guerra civile americana tra il nord capitalista e il sud schiavista: A Fu anche uno scontro tra modelli di vita e tra sistemi economici
  7. La vittoria del nord nella guerra civile: B Consente l'affermazione di un modello capitalista liberale
  8. Il primo articolo della costituzione americana : A Si apre con l'affermazione che ciascun individuo ha il diritto di perseguire la propria felicità
  9. Tra le precondizioni dello sviluppo economico americano è possibile ricordare: A Il fatto di essere una società aperta, con alta mobilità verticale e orizzontale B L'avere ereditato el istituzioni europei di carattere baronale
  10. Gli Stati Uniti superarono la ricchezza britannica: B All'alba della prima guerra mondiale
  11. Tra i pirncipali settori che consentirono lo sviluppo industriale americano è possibile ricordare: A Alta produttività e alti salari
  1. La destra storica (1861-1876), per raggiungere il pareggio di bilancio: D Alza le tasse, inserendo l'odiosa tassa sul macinato, ovvero sul pane mangiato dai più poveri
  2. Le politiche economiche dei governi della destra storica (1861-1876) C Sono segnate da un non interventismo pubblico ed espongono alla concorrenza internazionale quei settori dell'industria e dell'agricoltura meridionale prima riparati dal protezionismo del Regno delle Due Sicilie
  3. Nel complesso tra la seconda metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta dell'Ottocento si registra : D Una prima crescita di alcuni settori industriali che porranno le basi per il take off giolittiano, insieme a una parziale modernizzazione del sistema creditizio
  4. Nel periodo della "sinistra storica" (1876-1896): A L'Italia comincia a guardare seriamente alla prospettiva di agganciare il centro del sistema economico industriale
  5. La crisi di fine secolo è il risultato di una pluralità di fattori, tra cui: D Di una crisi finanziaria, scoppiata in seguito alla fine della bolla speculativa degli anni Ottanta
  6. L'uscita dalla crisi di fine secolo passa: B Dalla riforma complessiva del sistema creditizio e finanziario negli anni Novanta
  7. Nel periodo giolittiano, il connubio banca/industria: A Sostiene lo sviluppo economico del paese
  8. Tra i fattori funzionali al take off giolittiano è possibile ricordare: B Il ruolo delle banche miste e l'alleanza con la grande industria
  9. Anche l'Italia, alla fine dell'Ottocento, assumerà alcune caratteristiche assunte dal capitalismo industriale con la seconda Rivoluzione Industriale che: A Interessano il modo di produrre, il funzionamento del sistema, i rapporti di forza tra Paesi e gli equilibri internazionali
  10. Nei decenni precedenti il decollo economico giolittiano : B Erano presenti importanti nuclei industriali; quello che mancava era la capacità di strutturarli e consolidarli
  1. Nel periodo della "destra storica" (1861-1876): C L'Italia ancora non guarda al centro del sistema economico industriale
  2. Le politiche economiche dei governi della destra storica (1861- C Sono segnate da un non interventismo pubblico ed espongono alla concorrenza internazionale quei settori dell'industria e dell'agricoltura meridionale prima riparati dal protezionismo del Regno delle Due Sicilie
  3. Nel periodo della "sinistra storica" (1876-1896): C L'Italia comincia a guardare seriamente alla prospettiva di agganciare il centro del sistema economico industriale
  4. Il take off giolittiano si concentra soprattutto : D Nel nord ovest e nel ttriangolo Milano-Genova-Torino
  5. (^) L'interpretazione di Gerschenkron e Fenoaltea della crescita industriale nel periodo liberale: A Accentuano la crescita degli anni Ottanta, come precondizione del successivo take off giolittiano
  6. Secondo Romeo: B Nel primo ventennio postunitario si è registrata un'accumulazione di capitali tramite l'agricoltura e le tasse poi reinvestiti nel take off giolittiano
  7. Il modello Cafagna-Bonelli: C Propone uno "sviluppo a onde" seguito dal take off giolittiano
  8. Secondo Emilio Sereni: A L'Unificazione politica imprime un'accelerazione allo sviluppo capitalistico con la creazione di un mercato interno, mentre permangono i residui feudali, il latifondo, dualismo nord-sud
  9. L'evoluzione dei sistemi economici industriali nelle società contemporanee:

B Porta a una sempre maggiore interazione e inferenza tra gli elementi dello sviluppo e i sistemi creditizi di supporto

  1. L'analisi del Financial Internationals Ratio di Goldsmith evidenzia, tra le altre cose D Che le attività finanziarie tendono a crescere a un ritmo superiore a quello delle attività reali e che i sistemi economici tendono verso una specializzazione del credito e della finanza
  2. Analizzando il rapporto tra sistemi finanziari e sviluppo economico, Rondo Cameron ha sottolineato : A Che la correlazione tra crescita economica e sistema creditizio si manifesta in forme differenti a seconda dei diversi casi nazionali con effetti variabili a partire dalle diverse situazioni di partenza