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STORIA ECONOMICA
LA STORIA ECONOMICA COME SCIENZA AUTONOMA
- La Storia Economica studia : A Studia il succedersi degli avvenimenti economici senza considerare il contesto di riferimento B Studia il succedersi degli avvenimenti economici e delle politiche economiche dei diversi paesi e delle diverse aree geo-economiche mondiali nella loro evoluzione nel tempo e nello spazio C Studia il succedersi degli avvenimenti storici escludendo le relazioni economiche internazionali D Studia il succedersi degli avvenimenti economici in un dato contesto senza considerare l'evoluzione dello spazio e del tempo
- La Storia Economica assume : A Una propria metodologia che deriva dall'essere in grado di comporre e valutare diversi elementi a partire da un approccio fortemente interdisciplinare
- La Storia Economica aspira a una lettura integrata dei processi economici- sociali attraverso : D Analisi di breve o di lungo periodo
- L'interpretazione di breve periodo prende in considerazione : A Una variazione congiunturale
5 Le interpretazioni di lungo periodo considerano: C I mutamenti strutturali dei fattori della produzione
6 La Storia Economica si nutre: B Della interdisciplinarietà del metodo e delle fonti
- La storia economica nasce : C Dall'applicazione del metodo induttivo all'economia politica, ovvero dal tentativo di analizzare i casi specifici e le esperienze storiche e a partire da queste definire le interpretazioni economiche di carattere generale
- Storia Economica nasce: A Con la diffusione e l'espansione della rivoluzione industriale
9 Nella seconda metà del Novecento: A Si diffondono le teorie dello sviluppo
10 Nel corso degli anni Duemila: B Gran parte della pubblicistica ha rivalutato i concetti di “sistema-paese” o “sviluppo di lungo periodo”, alla base delle interpretazioni di ampio respiro degli storici economici
- Il sistema economico può essere definito come : A L'insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici, delle relazioni sociali ed economiche, storicamente determinate, di cui gli individui si servono per corrispondere ai bisogni
- La “determinazione” storica dei sistemi, : A Presuppone il loro essere frutto della complessità dei processi sociali di medio o lungo periodo.
- I bisogni possono essere suddivisi in: C Bisogni primari e secondari
- Le principali funzioni del sistema economico sono: A Produzione, distribuzione, consumo, scambio
- La renumerazione dei fattori della produzione: B Contribuisce a spiegare la funzione di distribuzione del sistema
- L'analisi dei rapporti di produzione rappresenta: D Una condizione necessaria (anche se non sufficiente) per capire il funzionamento del sistema e la sua evoluzione storica
- L'avvento del capitalismo industriale tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento : B Ha determinato oltre che un'ulteriore apertura dei commerci, anche una progressiva specializzazione e divisione del lavoro, così da rendere ancora più urgente l'esigenza dello scambio
- I mutamenti di un sistema economico possono essere di carattere : A Inter-sistemico e intra-sistemico
- e fasi di transizione tra sistemi economici possono essere di carattere : A Rivoluzionario o graduale
- Dopo la crisi del 1929, il capitalismo industriale : A Ha consociuto alcuni mutamenti che non hanno cambiato la natura del modello, ma ne hanno modificato in maniera rilevante una parte significativa del modo di funzionare
- Il sistema economico può essere definito come : A L'insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici, delle relazioni sociali ed economiche, storicamente determinate, di cui gli individui si servono per corrispondere ai bisogni
- I mutamenti di un sistema economico possono essere di carattere : A Inter-sistemico e intra-sistemico
- è possibile leggere i mutamenti di un sistema economico atraverso: B Lo studio incrociato delle funzioni del sistema, dei rapporti di produzione, dei fattori della produzione e della loro remunerazione
- L'economia mediovale:
5.Clement Juglar propone un'interpretazione : B Dei cicli economicia di breve durata (5/10 anni) basati sulle evoluzioni delle crisi commerciali e dalle fluttuazioni finanziarie legate all'espansione del credito e del tasso di interesse
6.Nikolai Kondrat'ev propone: A Una nuova interpretazione dei cicli basata su un'analisi di lungo periodo di 40/60 anni determinati da un incremento della quantità di oro e materie prime e da una crescita dei prezzi
7.Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: B E' l'innovazione tecnologica a consentire la crescita quantitativa e qualitativa della produzione
8.Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: D L'innovazione può presentarsi attraverso varie forme, come l'applicazione su scala industriale dell'invenzione scientifica o una modificazione delle modalità di gestione della produzione
9.Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: A La crisi economica può essere, molto schematicamente, interpretata come la conseguenza della progressiva estensione a tutto il sistema delle innovazioni e della riduzione del saggio di profitto dell'imprenditore-innovatore
- A ogni fase di espansione del ciclo corrisponde : B Un incremento delle risorse e l'affermazione di nuovi paradigmi tecnologici, spesso, ma non sempre, accompagnati da innovazioni anche nel modello energetico di sostegno
- A ogni fase di espansione del ciclo corrisponde : B Un incremento delle risorse e l'affermazione di nuovi paradigmi tecnologici, spesso, ma non sempre, accompagnati da innovazioni anche nel modello energetico di sostegno
- Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter: D L'innovazione può presentarsi attraverso varie forme, come l'applicazione su scala industriale dell'invenzione scientifica o una modificazione delle modalità di gestione della produzione
- Il primo ciclo economico del capitalismo industriale :
A Si afferma in contemporanea con la rivoluzione industriale inglese.
- Nel secondo ciclo economico della prima rivoluzione industriale collocato tra il 1850 e il 1890: C La Fase “A” di espansione si struttura a partire dalla fine delle guerre europee del 1848 e dal contemporaneo processo di diffusione del capitalismo industriale sul continente.
- Nel ciclo economico della seconda rivoluzione industriale : A La Fase “A”, detta anche di espansione, si registra a partire dalla fine dell'Ottocento ed è basata su: nuova espansione coloniale europea; apertura internazionale dei commerci; scoperta di nuovi giacimenti di oro; sviluppo dell'industria pesante; utilizzo dell'elettricità e del petrolio
- La fase "B" di caduta del ciclo economico della seconda rivoluzione industriale:
B Si avvia con lo scoppio e le conseguenze della prima guerra mondiale e conosce un'accelerazione a seguito della crisi del 1929
- Il ciclo economico dell'«età dell'oro», compreso tra il 1945 e la fine degli anni Ottanta: D Segna la fase di massima espansione delle economie occidentali o, quanto meno, il periodo nel quale si registrano i maggiori tassi di crescita medi annui della ricchezza e del Pil
- Nel ciclo economico dell'«età dell'oro», la Fase “A” di espansione è strutturata: C Sulle implementazione delle innovazioni avviate durante la seconda rivoluzione industriale (elettricità, petrolio, industria chimica, meccanica, siderurgica, ecc…) ma si nutre di un contesto internazionale profondamente modificato
- La Fase "B" di caduta del ciclo economico dell'«età dell'oro»: A E' contraddistinta dalla cosiddetta crisi di stag-flazione, ovvero dalla contemporanea presenza di stagnazione produttiva e aumento dell'inflazione
- La fase "A" di espansione del ciclo della “terza rivoluzione industriale”: C Consente di registrare a partire dagli anni Novanta del XX secolo una crescita che coinvolge in misura differente i paesi tradizionalmente leader dello sviluppo
- La costruzione di una concezione dinamica dell'economia e dei processi di sviluppo : C Si afferma in particolare con l'avvio dell'industrializzazione e con la cesura storica determinata dalla “prima rivoluzione industriale”
- Le società pre-industriali : A Sono generalmente caratterizzate da una centralità del fattore “terra” per la riproduzione del sistema economico e da un diverso comportamento dei cicli economici rispetto all'epoca contemporanea.
- La costruzione di una concezione dinamica dell'economia : B E' basata, tra le altre cose, sullo stretto collegamento tra le “teorie dello sviluppo” e le “teorie della crisi” come parte dell'alternanza di fasi cicliche di crescita e caduta del sistema economico e come categorie utili a spiegarne i movimenti di fondo
- Secondo l'approccio di Marx allo studio dei processi di sviluppo: A Il materialismo storico e la “dinamica capitale/lavoro” sono alcuni degli elementi che consentono di indagare i meccanismi di funzionamento del capitalismo industriale
- La costruzione del pensiero marginalista : A Si basa su un approccio metodologico di tipo deduttivo-normativo, ovvero sulla ricerca di quelle norme teoriche di funzionamento del sistema di carattere universale che consentono di spiegare i meccanismi fattuali storicamente determinati
D Una sostenuta crescita in contemporanea con l'avvio del processo di industrializzazione; un incremento massimo del tasso negli anni del boom economico e della società dei consumi di massa; una decelerazione nel periodo della società dei servizi o del terziario avanzato
- L'aumento del tasso di accrescimento naturale della popolazione nella prima fase della transizione demografica : A Dipende dal crollo della mortalità (in particolare infantile) e del mantenimento costante dei livelli di natalità.
- La terza fase della transizione demografica, quella del terziario avanzato o della società dei servizi, è caratterizzata: B Da un progressivo riallineamento delle due curve dovuto alla forte diminuzione della natalità imposta dai mutamenti degli stili di vita e dell'organizzazione sociale
- Contemporaneamente all'avvio della prima rivoluzione industriale : B Non si registra alcun rottura nel modello demografico pre-industriale
- La presenza di un paradigma energetico : A Non presuppone il suo utilizzo assoluto o monopolistico; al contrario, nel corso della storia si sono ampiamente verificati modelli di organizzazione della produzione che prevedevano la compresenza di diverse forme energetiche, spesso tra loro complementari
- Il processo di sostituzione di un paradigma rispetto a un altro : C Avviene in misura graduale e richiede evidentemente un periodo di adattamento e di riconversione del sistema economico
3.Secondo alcuni storici, la particolare ricchezza di legno: D Avrebbe favorito un vantaggio competitivo degli europei in età moderna rispetto ad altre aree geo- economiche mondiali, pure in assenza di altri prerequisiti sistemici
4 Nell'Inghilterra del secondo Seicento e del Settecento comincia a determinarsi : A Il passaggio dall'uso estensivo del legno a quello del carbone
- Il circolo virtuoso deriva essenzialmente dall'essere il carbone: B Una risorsa energetica utile per diversi settori e una materia prima necessaria per completare alcuni processi industriali
6.Il binomio carbone/vapore diventa : A Il paradigma della prima rivoluzione industriale, aderendo alle caratteristiche dei settori chiave dell'industrializzazione britannica
7.Il binomio carbone/vapore : D E' accompagnato dalla permanenza e dalla complementarietà con gli altri sistemi energetici precedenti utilizzati nelle manifatture (il legno e l'energia idraulica su tutti).
- L'utilizzo dell'elettricità su scala industriale :
A Rivoluziona i tempi della fabbrica, non solo sotto il profilo del prolungamento dell'orario, ma anche eliminando le diseconomie e incrementando la produttività dei fattori
9.Il petrolio riesce ad affermarsi grazie: A Al contemporaneo processo di espansione dei nuovi settori industriali (chimica, automobilistica, aviazione, ecc..) che saranno trainanti nel corso del Novecento e sono strutturati sull'uso della materia
10.A partire dal 1973 che si modificano strutturalmente le condizioni di accesso al petrolio a causa: A Dell'aumento unilaterale del prezzo deciso dai paesi dell'OPEC
- Nelle società preindustriali : A è meno diffusa una canonizzazione o disciplina teorica del rapporto tra istituzioni ed economia, quanto meno sino all'età del mercantilismo e all'affermazione dello Stato moderno in Europa
- Con l'affermazione delle società industriali si modifica: D l'intensità del ruolo dello Stato e la costruzione di una teoria dello rapporto tra istituzioni ed economia,
- Con l'affermazione degli Stati-nazione tra il Cinquecento e il Seicento: A Si modifica anche il rapporto tra Stato ed economia e la necessità di offrire un supporto teorico a queste modificazioni
- Secondo Douglas North, Nobel nel 1990, : B La storia economica può essere letta come la successione dei mutamenti istituzionali e delle loro forme di interazione con lo sviluppo
- La schematizzazione del rapporto tra Stato ed economia è basata sui possibili paradigmi : A Lo Stato minimale; l'economia mista; lo Stato massimale
- (^) L'economia mista si diffonde in Europa in particolare: C Dopo la seconda guerra mondiale
- Il modello di Stato massimale : C è tipico delle società socialiste
- Le forme di intervento pubblico nell'economia possono essere : A Dirette e indirette
- In un regime virtuoso, la politica fiscale può sostenere lo sviluppo con : B Spesa pubblica utile a costruire le infrastrutture funzionali allo sviluppo, ad allocare investimenti pubblici in determinati settore, a sostenere la crescita di alcuni apparati tramite incentivi
- Nel rapporto tra stato ed economia, nella seconda metà dell'Ottocento comincia a definirsi quella divaricazione tra : A D Il “modello continentale" basato su una maggiore presenza
- L'evoluzione dei sistemi economici industriali nelle società contemporanee : D Porta a una sempre maggiore interazione e inferenza tra gli elementi dello sviluppo e i sistemi creditizi di supporto
- Nell'analisi di Alexander Gerschenkron sulle caratteristiche del processo di sviluppo dei cosiddetti second comers : A Il sistema bancario assume un ruolo fondamentale per consentire a molti dei paesi “ritardatari” di avviare il processo di industrializzazione
- Il cosiddetto rough parallelism tra sistemi finanziari e sviluppo economico proposto da Goldsmith dimostra: A C La presenza di una correlazione tra i due elementi per la quale la crescita di uno è seguita o accompagnata dall'evoluzione dell'altro
- L'analisi del Financial Internationals Ratio di Goldsmith evidenzia, tra le altre cose,: A Che le attività finanziarie tendono a crescere a un ritmo superiore a quello delle attività reali e che i sistemi economici tendono verso una specializzazione del credito e della finanza
- Analizzando il rapporto tra sistemi finanziari e sviluppo economico, Rondo Cameron ha sottolineato : B Che la correlazione tra crescita economica e sistema creditizio si manifesta in forme differenti a seconda dei diversi casi nazionali con effetti variabili a partire dalle diverse situazioni di partenza
- Le banche centrali contemporanee: D Dopo le pirme esperienze inglesi e svedesi, cominciano a diffondersi in maniera sistematica in Europa tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento
- Soprattutto a partire dagli anni Trenta, dopo la crisi del 1929, le moderne banche centrali le moderne banche centrali assumono sempre più funzioni di carattere macroeconomico, in uno stretto collegamento – quando non dipendenza diretta o indiretta, dallo Stato. Tra queste funzioni ricordiamo: B La regolamentazione tasso di sconto; la gestione delle riserve auree; gli interventi sui Titoli pubblici; il ruolo di prestatore di ultima istanza
- I modelli industriali market oriented, sono quelli: D Nei quali il finanziamento dei capitali industriali è legato soprattutto agli intermediari e alla raccolta dei capitali sul mercato
- I modelli industriali bank oriented, sono quelli: A Nei quali il finanziamento dei capitali industriali è legato soprattutto agli operatori bancari, pubblici o privati B Nei quali il finanziamento dei capitali industriali è legato soprattutto agli intermediari e alla raccolta dei capitali sul mercato C Nei quali non si registrano alleanze strutturali tra banca e industria D E' un fenomeno limitato alla Germania guglielmina I FATTI E LE INTERPRETAZIONI Cap 1
- Le origini della crisi del modello feudale risiedono: A Nei limiti stessi di quel sistema che non consente di incrementare oltre una certa misura i livelli di produttività, in particolare della terra, a causa della scarsa capacità di innovazione tecnologica
- L'ingresso del vecchio continente nella cosiddetta età moderna è caratterizzato da: B L'ascesa degli Stati moderni e le nuove scoperte geografiche
- Lo spostamento del baricentro economico dall'area del Mediterraneo all'Europa centro-occidentale: D Dipende dalle diverse capacità dei vari sistemi-Paese di sapere cogliere le opportunità presenti dal nuovo contesto
- Lo Stato moderno si afferma sul continente in concomitanza di tre elementi peculiari: A Assolutismo, dirigsmo, protezionismo
- Il colonialismo, la diffusione dello Stato moderno nazionale e la nuova stagione dei commerci mondiali portano: B A una complessiva ridefinizione degli equilibri geo-economici sia in Europa che a livello globale e consentono l'ingresso di diverse aree europee nel modello del capitalismo mercantile
- La lettura delle diverse forme assunte dalla prima espansione coloniale europea: A Può essere funzionale a comprendere perché alcuni Paesi riuscirono a maturare prima di altri processi di sviluppo capitalistico di tipo industriale
- In una prima fase, tra la fine del Quattrocento e la fine del Cinquecent: D Furono soprattutto Spagna e Portogallo a determinare i flussi coloniali
- Il colonialismo imperiale praticato da Spagna e Portogallo : B Consentì alla Spagna di accumulare beni preziosi che le permisero di incrementare i consumi ma non furono utilizzati per investimenti produttivi
- L'arrivo dei coloni europei nelle Americhe all'inizio del Cinquecento: A Fu accompagnato da un impatto drammatico sulla vita delle popolazioni autoctone a causa delle malattie, della riduzione in schiavitù e delle uccisioni perpetrate
- Il modello coloniale commerciale anglo-olandese si basa: C Sulla costruzione di un “ciclo integrato” tra colonia e madre patria in grado di favorire il passaggio verso il modello del cosiddetto capitalismo mercantile
CAPITOLO 2
- Lo spostamento del baricentro economico dall'area del Mediterraneo all'Europa centro-occidentale : D Dipende dalle diverse capacità dei vari sistemi-Paese di sapere cogliere le opportunità presenti dal nuovo contesto
- Lo Stato moderno si afferma sul continente in concomitanza di tre elementi peculiari: A Assolutismo, dirigsmo, protezionismo
- Il modello coloniale inglese si basava: C Sulla costruzione di un “ciclo integrato” tra colonia e madre patria in grado di favorire il passaggio verso il modello del cosiddetto capitalismo mercantile
- La particolarità della prima Rivoluzione Industriale risiedeva: A Nel suo essere stato un fenomeno principalmente inglese; solo a partire dagli anni Venti dell'Ottocento l'industrializzazione cominciò a diffondersi sul continente europeo
- Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: B La presenza di un sistema politico basato su una struttura monarchica proto-parlamentare, che valorizza il ruolo dei ceti emergenti
- Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: D La presenza di materie prime (carbone) sul territorio inglese o nelle colonie (cotone) a costi ridotti
9 Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: C La nascita di un sistema di piccole e medie banche di credito al commercio e all'industria diffuse sul territorio
10 Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era:
B L'accumulazionedel sapere artigiano traslata nelle prime manifatture
- La particolarità della prima Rivoluzione Industriale risiedev: A Nel suo essere stato un fenomeno principalmente inglese; solo a partire dagli anni Venti dell'Ottocento l'industrializzazione cominciò a diffondersi sul continente europeo
- Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: D La presenza di materie prime (carbone) sul territorio inglese o nelle colonie (cotone) a costi ridotti
- David Landes ha posto l'accento: A Sull'importanza dell'innovazione tecnologica quale elemento fondamentale per capire il processo di trasformazione della fine del XVIII secolo, soprattutto in virtù dei bassi costi di produzione che essa richiedeva nell'industria tessile
- Douglas North: B Ha individuato nei cambiamenti istituzionali e sociali (ad esempio lo sviluppo delle recinzioni e della proprietà privata) il contributo decisivo per lo sviluppo inglese di fine Settecento
- Il termine “Rivoluzione Industriale” deve essere utilizzato : A Per indicare gli effetti della rivoluzione francese del 1789 sugli equilibri europei
B Per indicare le cause del fenomeno che portarono all'affermazione del capitalismo industriale e a un passaggio d'epoca senza precedenti C Per indicare le conseguenze dell'affermazione del capitalismo industriale e il passaggio d'epoca senza precedenti da esso determinato D Per indicare l'importanza della rivoluzione inglese del 1689 per consentire l'ascesa del ceto borghese britannico
- Lo sviluppo del sistema manifatturiero : B Determina una cesura con la struttura produttiva artigianale tipica dell'età preindustriale
- Tra le precondizioni della prima Rivoluzione Industriale inglese c'era: B La presenza di un sistema politico basato su una struttura monarchica proto-parlamentare, che valorizza il ruolo dei ceti emergenti
- La nascita della società industriale: D Determina una graduale, ma progressiva modificazione dei rapporti sociali e familiari rompendo gran parte delle tradizionali forme di relazioni presenti nelle società contadine
- La prima Rivoluzione Industriale inglese fu trainata inizialmente dallo sviluppo di due settori strategici: A Siderurgico e tessile
- L'utilizzo della macchina a vapore a scopi industriali si basava:
B Sul binomio "carbone-vapore"
- Il percorso di diffusione del modello industriale sul continente nel XIX secolo può essere definito: B Rapido, intenso, diversificato a seconda dei casi nazionali
- Il concetto di modernizzazione si sposa nel XIX secolo a quello di industrializzazione anche in virtù : A Della sua velocità e della sua irreversibilità
- A partire dagli anni Cinquanta del Novecento si intensificano le cosiddette “teorie dello sviluppo”: : A Ovvero quel ramo della storia economica e dell'economia politica che cerca di indagare le cause dei processi di industrializzazione dei paesi ricchi
- Secondo la teoria di Walt Rostow : D Ciascun Paese, per arrivare a un certo grado di modernizzazione industriale deve attraversare diversi stadi, tendenzialmente simili a prescindere dalle diverse realtà storico-sociali
- La teoria dell'imitazone con differenze rispetto al caso inglese: B Assume l'unitarietà del modello “capitalismo industriale”, composto cioè dalla centralità del fattore capitale e dai rapporti di produzione che da esso derivano, adattandolo, tuttavia, alla pluralità dei contesti storici differenti.
- Negli anni della seconda Rivoluzione Industriale, tra il 1870 e il 1913: A Si registra un nuovo rapporto tra scienza, industria e tecnologia
- La seconda Rivoluzione Industriale contribuisce a definire nel lungo periodo: B Un mutamento strutturale nei rapporti interni e internazionali e negli equilibri economici e militari
- (^) L'ascesa della potenza tedesca all'inizio del Novecento: D Porterà a mettere in discussione il primato inglese, tanto che alcuni studiosi leggono la prima guerra mondiale come la “naturale” (per l'epoca) conseguenza della lotta per il primato
- Alla base dei primi moti di rivolta dei coloni americani contro la corona inglese: A Vi era la politica di occupazione inglese, basata sulla volontà di mantenere in madre patria il monopolio industriale impedendo lo sviluppo autonomo delle colonie
- La fine della guerra di indipendenza americana B Si accompagna a un lungo periodo di espansione territoriale che prosegue per tutto il primo Ottocento, incrociando il secondo ciclo della prima Rivoluzione Industriale
- Durante la seconda Rivoluzione Industriale, tra il 1890 e il 1945: D Il Paese conoscerà il vero e proprio decollo economico, superando il livello di crescita degli altri Paesi industrializzati
- Già nella guerra d'indipendenza e nella Dichiarazione di Philadelphia del 1776, sono presenti alcuni elementi peculiari: C Democrazia, liberismo, opportunità, responsabilità sociale, partecipazione
- (^) Il primo articolo della costituzione americana : A Si apre con l'affermazione che ciascun individuo ha il diritto di perseguire la propria felicità
- Lo sviluppo del Paese nel primo sessantennio dell'Ottocento fu possibile grazei anche a : A Cominciarono ad affermarsi l'industria chimica e siderurgica
- Lo sviluppo del Paese nel primo sessantennio dell'Ottocento : B Fu possibile grazie anche a un'espansione demografica senza precedenti, grazie alla quale la popolazione passò da 4 a 31 milioni di abitanti
- La guerra civile americana tra il nord capitalista e il sud schiavista: A Fu anche uno scontro tra modelli di vita e tra sistemi economici
- Nel secondo ciclo economico della prima rivoluzione industriale collocato tra il 1850 e il 1890:
C La Fase di espansione si struttura a partire dal 1850 grazie alla scoperta di nuovi giacimenti in california e la rivoluzione dei trasporti
- I mutamenti assunti dal capitalismo industriale con la seconda Rivoluzione Industriale: A Interessano, tra le altre cose, il modo di produrre, il funzionamento del sistema, i rapporti di forza tra Paesi e gli equilibri internazionali
- Alla base dei moti di rivolta dei coloni americani contro la corona inglese: A Vi era la politica di occupazione inglese, basata sulla volontà di mantenere in madre patria il monopolio industriale impedendo lo sviluppo autonomo delle colonie
- La fine della guerra di indipendenza americana: B Si accompagna a un lungo periodo di espansione territoriale che prosegue per tutto il primo Ottocento, incrociando il secondo ciclo della prima Rivoluzione Industriale
- Nel secondo ciclo economico della prima rivoluzione industriale collocato tra il 1850 e il 1890: C La Fase di espansione si struttura a partire dal 1850 grazie alla scoperta di nuovi giacimenti in california e la rivoluzione dei trasporti
- I mutamenti assunti dal capitalismo industriale con la seconda Rivoluzione Industriale: A Interessano, tra le altre cose, il modo di produrre, il funzionamento del sistema, i rapporti di forza tra Paesi e gli equilibri internazionali
- La guerra civile americana tra il nord capitalista e il sud schiavista: A Fu anche uno scontro tra modelli di vita e tra sistemi economici
- La vittoria del nord nella guerra civile: B Consente l'affermazione di un modello capitalista liberale
- Il primo articolo della costituzione americana : A Si apre con l'affermazione che ciascun individuo ha il diritto di perseguire la propria felicità
- Tra le precondizioni dello sviluppo economico americano è possibile ricordare: A Il fatto di essere una società aperta, con alta mobilità verticale e orizzontale B L'avere ereditato el istituzioni europei di carattere baronale
- Gli Stati Uniti superarono la ricchezza britannica: B All'alba della prima guerra mondiale
- Tra i pirncipali settori che consentirono lo sviluppo industriale americano è possibile ricordare: A Alta produttività e alti salari
- La destra storica (1861-1876), per raggiungere il pareggio di bilancio: D Alza le tasse, inserendo l'odiosa tassa sul macinato, ovvero sul pane mangiato dai più poveri
- Le politiche economiche dei governi della destra storica (1861-1876) C Sono segnate da un non interventismo pubblico ed espongono alla concorrenza internazionale quei settori dell'industria e dell'agricoltura meridionale prima riparati dal protezionismo del Regno delle Due Sicilie
- Nel complesso tra la seconda metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta dell'Ottocento si registra : D Una prima crescita di alcuni settori industriali che porranno le basi per il take off giolittiano, insieme a una parziale modernizzazione del sistema creditizio
- Nel periodo della "sinistra storica" (1876-1896): A L'Italia comincia a guardare seriamente alla prospettiva di agganciare il centro del sistema economico industriale
- La crisi di fine secolo è il risultato di una pluralità di fattori, tra cui: D Di una crisi finanziaria, scoppiata in seguito alla fine della bolla speculativa degli anni Ottanta
- L'uscita dalla crisi di fine secolo passa: B Dalla riforma complessiva del sistema creditizio e finanziario negli anni Novanta
- Nel periodo giolittiano, il connubio banca/industria: A Sostiene lo sviluppo economico del paese
- Tra i fattori funzionali al take off giolittiano è possibile ricordare: B Il ruolo delle banche miste e l'alleanza con la grande industria
- Anche l'Italia, alla fine dell'Ottocento, assumerà alcune caratteristiche assunte dal capitalismo industriale con la seconda Rivoluzione Industriale che: A Interessano il modo di produrre, il funzionamento del sistema, i rapporti di forza tra Paesi e gli equilibri internazionali
- Nei decenni precedenti il decollo economico giolittiano : B Erano presenti importanti nuclei industriali; quello che mancava era la capacità di strutturarli e consolidarli
- Nel periodo della "destra storica" (1861-1876): C L'Italia ancora non guarda al centro del sistema economico industriale
- Le politiche economiche dei governi della destra storica (1861- C Sono segnate da un non interventismo pubblico ed espongono alla concorrenza internazionale quei settori dell'industria e dell'agricoltura meridionale prima riparati dal protezionismo del Regno delle Due Sicilie
- Nel periodo della "sinistra storica" (1876-1896): C L'Italia comincia a guardare seriamente alla prospettiva di agganciare il centro del sistema economico industriale
- Il take off giolittiano si concentra soprattutto : D Nel nord ovest e nel ttriangolo Milano-Genova-Torino
- (^) L'interpretazione di Gerschenkron e Fenoaltea della crescita industriale nel periodo liberale: A Accentuano la crescita degli anni Ottanta, come precondizione del successivo take off giolittiano
- Secondo Romeo: B Nel primo ventennio postunitario si è registrata un'accumulazione di capitali tramite l'agricoltura e le tasse poi reinvestiti nel take off giolittiano
- Il modello Cafagna-Bonelli: C Propone uno "sviluppo a onde" seguito dal take off giolittiano
- Secondo Emilio Sereni: A L'Unificazione politica imprime un'accelerazione allo sviluppo capitalistico con la creazione di un mercato interno, mentre permangono i residui feudali, il latifondo, dualismo nord-sud
- L'evoluzione dei sistemi economici industriali nelle società contemporanee:
B Porta a una sempre maggiore interazione e inferenza tra gli elementi dello sviluppo e i sistemi creditizi di supporto
- L'analisi del Financial Internationals Ratio di Goldsmith evidenzia, tra le altre cose D Che le attività finanziarie tendono a crescere a un ritmo superiore a quello delle attività reali e che i sistemi economici tendono verso una specializzazione del credito e della finanza
- Analizzando il rapporto tra sistemi finanziari e sviluppo economico, Rondo Cameron ha sottolineato : A Che la correlazione tra crescita economica e sistema creditizio si manifesta in forme differenti a seconda dei diversi casi nazionali con effetti variabili a partire dalle diverse situazioni di partenza