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Test di Rorschach e rating scales, Schemi e mappe concettuali di Psicologia Clinica

sintesi sul test di rorschach e le varie scale di valutazione in psicologia clinica

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 13/10/2024

Longotosh
Longotosh 🇮🇹

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TEST DI RORSCHACH:
Il test è stato ideato dallo psichiatra svizzero Hermann Rorschach. Nasce come strumento di
indagine della relazione tra percezione e personalità.
MATERIALE E PRESENTAZIONE DELLO STRUMENTO:
Nella fase di somministrazione è necessaria una collaborazione attiva tra soggetto e clinico,
anche se, la presentazione del test, le domande e gli incoraggiamenti da porre sono
standardizzati. Una volta somministrate tutte e dieci le tavole del test, il clinico deve
comprendere insieme al paziente come e perché questo abbia fornito una certa risposta: questo
processo è noto come inchiesta.
Le componenti per siglare una risposta sono:
-la localizzazione: dove è stato visto l’oggetto;
-le determinanti: cosa lo faccia sembrare così;
-il contenuto: cosa sia l’oggetto;
-la frequenza statistica: indica con che frequenza la risposta data dall’esaminato è stata data da
un campione normativo standardizzato;
-le manifestazioni particolari: comprendono alcune caratteristiche delle interpretazioni del
soggetto che non si trovano nelle altre categorie.
IL SOMMARIO STRUTTURALE:
I dati raccolti nel corso della somministrazione del test vengono trasformati in indici espressi in
rapporti, percentuali e valori, che vengono riportati nel Sommario Strutturale.
Esistono 3 diverse categorie per interpretare i protocolli che rientrano nelle disfunzioni di
personalità:
1. Presenza di psicopatologia: si possono identificare disturbi del pensiero, disturbi depressivi e
disturbi dell’umore
2. Presenza di uno stato di crisi acuta: potrebbe dipendere da un aspetto situazionale
3. Stili di personalità persistenti: spesso risultano associati a tratti di personalità disadattivi.
TECNICHE PROIETTIVE TEMATICHE IN ETA’ ADULTA:
Il termine “tecniche proiettive tematiche” è usato per indicare un insieme di strumenti proiettivi
basati sul racconto di storie che si dierenziano da altri gruppi di test proiettivi, come quelli
strutturali (basati su macchie, es: Rorschach) o grafici (basati sul disegno). Tutti i test proiettivi
tematici si caratterizzano per il racconto di una storia a partire da una situazione-stimolo che può
essere costituita da una figura o da una frase lasciata in sospeso. Tali tecniche proiettive
tematiche orono la possibilità di ottenere informazioni relative a stati interni, bisogni
fondamentali ed emotivi e alla personalità di un soggetto mediante la risposta a stimoli poco
strutturati.
Tra questi test troviamo le tavole del T.A.T, le tavole dell’O.R.T: utili per valutare le relazioni
oggettuali del soggetto e la capacità di stabilire e di mantenere le relazioni interpersonali, oltre
che il livello di integrità dell’esame di realtà, l’immagine di sé e dell’altro, la complessità
psicologica del paziente e i meccanismi di difesa prevalenti.
Il sistema di scoring del TAT nasce con la griglia di lettura proposta da Murray, in cui si valuta il
contenuto delle storie a partire dai bisogni-pressioni da lui stesso elaborati e che fuoriescono
dalle risposte. In linea di massima nell’interpretazione si cercano il contenuto manifesto e il
contenuto latente per identificare eventuali problematiche.
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TEST DI RORSCHACH:

Il test è stato ideato dallo psichiatra svizzero Hermann Rorschach. Nasce come strumento di indagine della relazione tra percezione e personalità. MATERIALE E PRESENTAZIONE DELLO STRUMENTO: Nella fase di somministrazione è necessaria una collaborazione attiva tra soggetto e clinico, anche se, la presentazione del test, le domande e gli incoraggiamenti da porre sono standardizzati. Una volta somministrate tutte e dieci le tavole del test, il clinico deve comprendere insieme al paziente come e perché questo abbia fornito una certa risposta: questo processo è noto come inchiesta. Le componenti per siglare una risposta sono: -la localizzazione: dove è stato visto l’oggetto; -le determinanti: cosa lo faccia sembrare così; -il contenuto: cosa sia l’oggetto; -la frequenza statistica: indica con che frequenza la risposta data dall’esaminato è stata data da un campione normativo standardizzato; -le manifestazioni particolari: comprendono alcune caratteristiche delle interpretazioni del soggetto che non si trovano nelle altre categorie. IL SOMMARIO STRUTTURALE: I dati raccolti nel corso della somministrazione del test vengono trasformati in indici espressi in rapporti, percentuali e valori, che vengono riportati nel Sommario Strutturale. Esistono 3 diverse categorie per interpretare i protocolli che rientrano nelle disfunzioni di personalità:

  1. Presenza di psicopatologia: si possono identificare disturbi del pensiero, disturbi depressivi e disturbi dell’umore
  2. Presenza di uno stato di crisi acuta: potrebbe dipendere da un aspetto situazionale
  3. Stili di personalità persistenti: spesso risultano associati a tratti di personalità disadattivi.

TECNICHE PROIETTIVE TEMATICHE IN ETA’ ADULTA:

Il termine “tecniche proiettive tematiche” è usato per indicare un insieme di strumenti proiettivi basati sul racconto di storie che si differenziano da altri gruppi di test proiettivi, come quelli strutturali (basati su macchie, es: Rorschach) o grafici (basati sul disegno). Tutti i test proiettivi tematici si caratterizzano per il racconto di una storia a partire da una situazione-stimolo che può essere costituita da una figura o da una frase lasciata in sospeso. Tali tecniche proiettive tematiche offrono la possibilità di ottenere informazioni relative a stati interni, bisogni fondamentali ed emotivi e alla personalità di un soggetto mediante la risposta a stimoli poco strutturati. Tra questi test troviamo le tavole del T.A.T, le tavole dell’O.R.T: utili per valutare le relazioni oggettuali del soggetto e la capacità di stabilire e di mantenere le relazioni interpersonali, oltre che il livello di integrità dell’esame di realtà, l’immagine di sé e dell’altro, la complessità psicologica del paziente e i meccanismi di difesa prevalenti. Il sistema di scoring del TAT nasce con la griglia di lettura proposta da Murray, in cui si valuta il contenuto delle storie a partire dai bisogni-pressioni da lui stesso elaborati e che fuoriescono dalle risposte. In linea di massima nell’interpretazione si cercano il contenuto manifesto e il contenuto latente per identificare eventuali problematiche.

LE RATING SCALES:

LE SCALE DI VALUTAZIONE MULTIFATTORIALI:

Si propongono di esplorare lo stato psichico del paziente esaminato in modo da fornire un quadro completo del disturbo. Sono costituite da elenchi abbastanza lunghi di sintomi o comportamenti di cui si deve valutare la presenza/assenza o la gravità del disturbo. LE SCALE DI VALUTAZIONE UNIDIMENSIONALI: Valutano la gravità delle singole dimensioni, come ad esempio scale per la schizofrenia, per il disturbo dell’umore, per i disturbi alimentari, per l’ansia. LE SCALE PER LA VALUTAZIONE DELLA PERSONALITA’: Sono utili a valutare la patologia della personalità focalizzandosi su diversi aspetti del funzionamento della personalità. Tra gli strumenti ad ampio spettro troviamo il Minnesota Multiphasic Personality Inventory- (MMPI-2). Questo test si presenta con domande a cui rispondere “vero” o “falso” e indaga caratteristiche strutturali rilevanti della personalità permettendo l’individuazione della psicopatologia più comune e dei disturbi emozionali. Il questionario è costituito da differenti scale: -Scale di validità -Scale cliniche di base -Scale di contenuto -Scale supplementari LE SCALE DI VALIDITA’: Valutano tre diversi rischi per l’interpretabilità del protocollo: risposte date senza considerare il contenuto, esagerazione e minimizzazione dei sintomi. SCALE CLINICHE DI BASE: Servono per rilevare la presenza di alcuni disturbi psicologi specifici come ipocondria, depressione, ansia, isteria, deviazione psicopatica, paranoia, schizofrenia e introversione sociale. SCALE DI CONTENUTO: Valutano i comportamenti sintomatici interni, le tendenze aggressive rivolte all’esterno, l’autopercezione negativa e i problemi generali (come ansia, preoccupazione per la salute, bassa autostima ecc). SCALE SUPPLEMENTARI: Valutano costrutti di personalità generali, un malessere generalizzato, il discontrollo comportamentale, il ruolo di genere (scala di tossicodipendenza, di repressione, disadattamento universitario ecc). Per ottenere risultati utili è necessario che il soggetto comprenda il significato degli item e possa rispondere in modo adeguato. Inoltre, il questionario è indicato per persone adulte dai 18 anni compiuti e occorre considerare la condizione clinica del soggetto. I punteggi sono ricavati con l’uso di griglie o tramite un programma di scoring computerizzato.