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sintesi sul test di rorschach e le varie scale di valutazione in psicologia clinica
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il test è stato ideato dallo psichiatra svizzero Hermann Rorschach. Nasce come strumento di indagine della relazione tra percezione e personalità. MATERIALE E PRESENTAZIONE DELLO STRUMENTO: Nella fase di somministrazione è necessaria una collaborazione attiva tra soggetto e clinico, anche se, la presentazione del test, le domande e gli incoraggiamenti da porre sono standardizzati. Una volta somministrate tutte e dieci le tavole del test, il clinico deve comprendere insieme al paziente come e perché questo abbia fornito una certa risposta: questo processo è noto come inchiesta. Le componenti per siglare una risposta sono: -la localizzazione: dove è stato visto l’oggetto; -le determinanti: cosa lo faccia sembrare così; -il contenuto: cosa sia l’oggetto; -la frequenza statistica: indica con che frequenza la risposta data dall’esaminato è stata data da un campione normativo standardizzato; -le manifestazioni particolari: comprendono alcune caratteristiche delle interpretazioni del soggetto che non si trovano nelle altre categorie. IL SOMMARIO STRUTTURALE: I dati raccolti nel corso della somministrazione del test vengono trasformati in indici espressi in rapporti, percentuali e valori, che vengono riportati nel Sommario Strutturale. Esistono 3 diverse categorie per interpretare i protocolli che rientrano nelle disfunzioni di personalità:
Il termine “tecniche proiettive tematiche” è usato per indicare un insieme di strumenti proiettivi basati sul racconto di storie che si differenziano da altri gruppi di test proiettivi, come quelli strutturali (basati su macchie, es: Rorschach) o grafici (basati sul disegno). Tutti i test proiettivi tematici si caratterizzano per il racconto di una storia a partire da una situazione-stimolo che può essere costituita da una figura o da una frase lasciata in sospeso. Tali tecniche proiettive tematiche offrono la possibilità di ottenere informazioni relative a stati interni, bisogni fondamentali ed emotivi e alla personalità di un soggetto mediante la risposta a stimoli poco strutturati. Tra questi test troviamo le tavole del T.A.T, le tavole dell’O.R.T: utili per valutare le relazioni oggettuali del soggetto e la capacità di stabilire e di mantenere le relazioni interpersonali, oltre che il livello di integrità dell’esame di realtà, l’immagine di sé e dell’altro, la complessità psicologica del paziente e i meccanismi di difesa prevalenti. Il sistema di scoring del TAT nasce con la griglia di lettura proposta da Murray, in cui si valuta il contenuto delle storie a partire dai bisogni-pressioni da lui stesso elaborati e che fuoriescono dalle risposte. In linea di massima nell’interpretazione si cercano il contenuto manifesto e il contenuto latente per identificare eventuali problematiche.
Si propongono di esplorare lo stato psichico del paziente esaminato in modo da fornire un quadro completo del disturbo. Sono costituite da elenchi abbastanza lunghi di sintomi o comportamenti di cui si deve valutare la presenza/assenza o la gravità del disturbo. LE SCALE DI VALUTAZIONE UNIDIMENSIONALI: Valutano la gravità delle singole dimensioni, come ad esempio scale per la schizofrenia, per il disturbo dell’umore, per i disturbi alimentari, per l’ansia. LE SCALE PER LA VALUTAZIONE DELLA PERSONALITA’: Sono utili a valutare la patologia della personalità focalizzandosi su diversi aspetti del funzionamento della personalità. Tra gli strumenti ad ampio spettro troviamo il Minnesota Multiphasic Personality Inventory- (MMPI-2). Questo test si presenta con domande a cui rispondere “vero” o “falso” e indaga caratteristiche strutturali rilevanti della personalità permettendo l’individuazione della psicopatologia più comune e dei disturbi emozionali. Il questionario è costituito da differenti scale: -Scale di validità -Scale cliniche di base -Scale di contenuto -Scale supplementari LE SCALE DI VALIDITA’: Valutano tre diversi rischi per l’interpretabilità del protocollo: risposte date senza considerare il contenuto, esagerazione e minimizzazione dei sintomi. SCALE CLINICHE DI BASE: Servono per rilevare la presenza di alcuni disturbi psicologi specifici come ipocondria, depressione, ansia, isteria, deviazione psicopatica, paranoia, schizofrenia e introversione sociale. SCALE DI CONTENUTO: Valutano i comportamenti sintomatici interni, le tendenze aggressive rivolte all’esterno, l’autopercezione negativa e i problemi generali (come ansia, preoccupazione per la salute, bassa autostima ecc). SCALE SUPPLEMENTARI: Valutano costrutti di personalità generali, un malessere generalizzato, il discontrollo comportamentale, il ruolo di genere (scala di tossicodipendenza, di repressione, disadattamento universitario ecc). Per ottenere risultati utili è necessario che il soggetto comprenda il significato degli item e possa rispondere in modo adeguato. Inoltre, il questionario è indicato per persone adulte dai 18 anni compiuti e occorre considerare la condizione clinica del soggetto. I punteggi sono ricavati con l’uso di griglie o tramite un programma di scoring computerizzato.