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autovalutazione per test finale
Tipologia: Prove d'esame
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D) La mediazione interna consiste: Nella scelta operata dagli insegnanti, dei contenuti, dei materiali da preparare, dei compiti e della valutazione. D) I programmi di Gabelli si ispirano: Alla visione positivista. D) Un buon modello rappresentato in un mediatore iconico costituisce: Una forma semplificata di un processo. D) l’azione che caratterizza l’agire competente: Non è solo fisica ma anche intellettuale. D) ADDIE è: Un metamodello per guidare la progettazione. D) Il Feedeback intrinseco è fornito: Dalla situazione didattica. D) Guardare si differenzia dall’osservare perché: Si presenta come un’attività spontanea. D) L’osservazione è sempre: E comunque influenzata da aspetti soggettivi. D) Una Check list è: Un elenco di comportamenti preselezionati. D) Una difficoltà nell’uso delle griglie si riscontra quando: Sono associate a scale di valutazione. D) Secondo Cerri la progettazione: Supera i limiti tecnici e si arricchisce di significati in un approccio olistico. D) I nidi e i micronidi accolgono bambini dai: 3 ai 36 mesi d’età. D) Gli ambienti dei CAG: possono essere ampliamente calibrati sulle attività D) Il rifiuto della disabilità, può manifestarsi anche con: Aspettative troppo alte. D) L’obiettivo educativo del carcere è: La progettazione del sé individuale per renderlo adeguato alle regole sociali. D) L’aspetto comune che associa il bullo alla sua vittima è: La mancanza di una sana relazione con adulti capaci di aiutare lo sviluppo emotivo. D) L’educatore di strada diviene mediatore tra: La cultura delle istituzioni e la cultura dei gruppi. D) Il rischio che corre un educatore distrada è: Disattendere il proprio mandato educativo, privilegiando il solo stare insieme. D) Ogni dispositivo dovrebbe dare spazio: All’azione e riflessione sull’azione. D) L’indagine sull’ambiente sviluppa le prime competenze: Nell’analizzare e categorizzare per polarità e nell’operare discriminazioni. D) Il gioco di esercizio nei bambini cinsiste: Nella scoperta e ripetizine degli schemi d’azione.
D) La definizione di embrione spirituale della Montessori consiste: Un vivente che abbisogna di un ambiente stimolante, accoglient per crescere. D) Quando Montessori fa riferimento al period sensitivo intende: Al periodo in cu il bimbo è partivcolarmente facilitato nel cambiamento. D) L’attualità del metodo montessorino è soprattutto visibile: Nello sviluppo della competenza autoregolativa, autoeducazione. D) la partecipazione costituisce uno dei valori fondanti il modello del Reggio Approach e coinvolge: la scuola e la comunità in cui è inserita. D) oiettivo fondamentale dell’osservazione scientifica nella prima infanzia è: fare emergere domande dall’analisi del particolare. D) I dispositivi touchscreen presentano una maggiore facilità d’uso perché: riprendono schemi gesticolari parzialmente già conosciuti. D) una buona strategia per alimentare l’interdipendenza positiva tra bambini al nido è: favorire la comunità del progetto fino al completamento. D) il diario di bordo al nido ha maggiore efficacia se : co-costruito da diversi educatori che seguono i bambini. D) la documentazione dell’educatore: ha valenze plurime, educative, organizzative, funzionali. D) il rapporto tra età e modalità d’apprendimento in Comenio s rappresenta: nella scelta dei contenuto adeguati allo sviluppo dell’alunno, alla ricorsività dei contenuti. D) Comenio manifesta l’attenzione alla gradualità dell’apprendimento perché: valorizza l’aspetto esperienziale e del gioco che contraddistinguono l’età infantile. D) la postura insegnare offre un vantaggio: all’insegnante perché ripresentando periodicamente la lezione apprende ad insegnare. D) il mediatore attivo è: significativo per la sua potenzialità di coinvolgimento e motivazine del soggetto. D) l’edutainment si inspira alla prospettiva di : imparare divertendosi. D) i giochi narrativi sono importanti perché: supportano lo sviluppo dei concetti di tempo, sequenza ed intrigo. D) la simulazione in ambito professionale è usatasoprattutto per : far acquisire abilità e competenze per affrontare la situazione. D) la programmazione redatta dai docenti ad inizio anno, secondo la didattica per obiettivi, contiene: gli obiettivi per ogni classe. D) i dispositivi situazionali sono prevalentemente finalizzati: a far acquisire conoscenze:
D) il Bilancio delle Competenze è funzionale a : fare il punto delle competenze esistenti. D) il modello EAS è funzionale a progettare: una o più lezioni tra loro connesse da un tema. D) il microlearning si riferisce a : una modalità informale di costruzione della conoscenza. D) il video può essere uno stimolo da riproporre nel moento: anticipatorio e operatorio. D) tra le fasi della fase operativa vi è sicuramente la presenza: delle consegne da assegnare. D) nella fase ristrutturativa è opportuno usare: il metapla per recuperare ed organizzare le conoscienze. D) quando un formatore progetta una situazione di apprendimento collaborativo, si deve accertare che: il compito proposto richieda veramente una cllaborazione per essere affrontato. D) nell’osservazione descrittiva è compito dell’osservatore: restituire fedelmente ciò che osserva. D) un focus group servea rlevare: opinioni, credenze, costrutti personali. D) il report finale di un focus grou è solitamente: una descrizione o una narrazione. D) il sé, seondo la teoria di Bruner, può essere anche: il risultato del sé distribuito. D) il passaggio d auna logica per obiettivi ad una logica per competenze, impone che la stratgia sia: dinamica. D) secondo Bonaiuti, le principali categorie per distinguere strategie formative sono : centrate sull’insegnamento e sull’apprendimento. D) la ricostruzione della propria vita personale e professionale può aiutare a: ripercorrere i ruoli vissuti e le condizioni nelle quali si è appreso. D) la competenza digitale è compresa nelle: Hard Skill generiche. D) la proposta dell’educatore in veste di “investigatore” può sortire : diffidenza da parte del minore. D) i mediatori iconici e quelli analogici: possono essere integrati per ottenere un risultato più efficace. D) la progettazione educativa al nido si deve ispirare ai criteri di: continuità, flessibilit e partecipazione. D) il gruppoclasse può essere inteso come sfondo in quanto: ricco di connessioni, di occasioni per apprendere con processi autonomi. D) nelle tracce i bambini esprimono: i loro desideri e bisogni.
D) l’approccio dei “100 linguaggi” del Reggio Approach mostra similitudini con: la ricerca condotta da Gardner sulle intelligenze multiple. D) l’insgnante/educatore nel Reggio Approach è soprattutto capace di: accompagnare, con flessibilità e competenza lo sviluppo dei bambini. D) negli Orientamenti del 1991 si profilava un rischio rispetto all’uso delle tcnologie, ovvero: il possibile isolamento del bambino. D) Tisseron ha effettuato uno studio partiolare: sulla modalità e temporalità per proporre l’uso degli schemi. D) al nido è importante tracciare, attraverso evidenze: lo sviluppo della motricità del bambino. D) nel modello SECI di Nonaka e Tacheuchi la E sta per: esternalizzazione. D) per analisi della struttura Shon intende: lo studio del modo in cui i professionisti strutturano i problemi. D) la scelta dei temi concettuali: viene effettuata dal docent per costruire un’offerta formativa per il docente. D) la ricerca didattica ha subito significativi condizionamenti: dai saperi maturati dalla psicologia dell’apprendimento. D) il mediatore attivo deve essere realizzato: dopo aver attentamente rilevato le conoscenze già esistenti nei soggetti. D) nel triangolo educativo al posto dei saperi ci sono: i domini della qualità della vita. D) le anitnomie proposte da Baldacci sono: processo e prodotto, soggetto e oggetto. D) un buon osservatore: ha sempre chiaro l’obiettivo della propria attività conoscitiva. D) la durata dell’ossservazione: dipende dal focus dell’osservazione. D) la differenza tra modularità e frammentazione consiste: nell’autosufficenza del modello. D) un brainstorming valutativo ha la funzione di : individuare, tramite l’uso degli indicatori, quali siano le idee migliori. Le soft skill sono identificabili: per la loro traferibilità e collegamento con l’essere della persona. D) la motivazione si rende visibile quando un soggetto: inizia, dirige e completa la propria attività. D) l’educatore prende in carico il MSNA su mandato : del comune o dei servizi sociali. D) la giiustizia riparativa è un modello appositamente predisposto per: i minori in carcere.
D) il pattern è una seguenza di azione organizzata perché: è autoconcluisivo, osservabile e ricorrente nella pratica. D) il laboratorio è potenzialemente una grande occasione per: alimentare un acultura denocratica, accessibile a tutti. D) le fasi di backgroup nel focus group è funzionale: ad abituare i soggetti ad esprimere il proprio pensiero in rapporto agli altri. D) il brainstorming può non essere efficacie se: i artecipanti sono numerosi ed il tempo di attesa per intervenire è lungo. D) il gioco di ruolo può essere usato per: far emergere le dinamiche relazionali di ruolo in raporto ad altri. D) il roleplay prevede: sia un interazione di gruppo, sia la simulazione da parte del singolo. D9 le strategie formative si differenziano dal metodo perché: il metodo è una logica d’azione, le strategie l’azione stessa. D) la persistenza nell’ambito delle competenze autoregolative: la costanza con la quale un apersona conduce un compito. D) le sexioni primavera accolgono bambin dai: 24 ai 36 mesi d’età. D) la proposta educativa è potenzialmente efficace se: si colloca nella zona di sviluppo prossimale. D) si definisce partecipazione diretta con il centro diurno da parte della famiglia quando si ha: una partecipazione alle attività del centro. D) a livello di prevenzione di cyberbullismo è utile : attivare azioni di prevnzione sulla formazione di stereotipo culturali e sociali. D) l’approccio solo informativo è: difficilmente effiace se rimane l’unico canale di comunicazione. D) per la propria azione educativa l’educatore ha bisogno: di strumenti recuperabili e riadattabili in situazione. d) le RSA sono: Residenze Sanitarie Assistenziali.