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TEST INGRESSO CIME!!, Test d'ammissione di Sociologia

TEST INGRESSO CIME- TUTTO IL NECESSARIO

Tipologia: Test d'ammissione

2022/2023

In vendita dal 27/08/2024

annas-26
annas-26 🇮🇹

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TEST INGRESSO CIME - ECONOMIA
Un mercato è l’insieme di compratori e venditori di un determinato bene o sevizio la cui
interazione definisce il prezzo e la quantità venduta.!
Un mercato concorrenziale è un mercato in cui operano molti compratori e venditori, poiché le
decisioni di ciascuno di loro hanno un’influenza irrilevante (price-taker) sul prezzo di mercato.!
DOMANDA
La quantità domandata è la quantità di un bene che i compratori desiderano avere. !
La legge di domanda è il principio secondo il quale la quantità domandata di un bene diminuisce
all’aumentare del suo prezzo. !
La curva di domanda è la rappresentazione grafica della relazione tra prezzo e quantità. !
La domanda di mercato è la somma di tutte le domande e descrive la variazione della quantità
domandata al variare del suo prezzo.!
-L’espansione della domanda: si aumenta la quantità domandata, provocando uno
spostamento verso destra della curva di domanda.!
-La contrazione della domanda: si diminuisce la quantità domandata, provocando uno
spostamento verso sinistra della curva di domanda.!
I beni normali sono beni per la quale un aumento del reddito provoca un aumento della quantità
domandata.!
I beni inferiori sono beni per la quale una diminuzione del reddito provoca un aumento della
quantità domandata.!
I beni sostituti sono due beni per i quali l’aumento del prezzo dell’uno provoca un aumento della
domanda dell’altro. ES: burro e margarina.!
I beni complementari sono due beni per i quali l’aumento del prezzo dell’uno provoca una
diminuzione della domanda dell’altro. ES: alberi di natale e palle di natale.!
OFFERTA
La quantità di oerta è la quantità di un bene che i venditori desiderano e possono vendere.!
La legge dell’oerta è il principio secondo il quale la quantità oerta di un bene aumenta
all’aumentare del prezzo.!
La curva di oerta è la rappresentazione grafica della relazione tra il prezzo e la quantità oerta.!
L’oerta di mercato è la somma delle oerte e descrive come varia la quantità oerta al variare
del suo prezzo.!
-L’espansione dell’oerta: si aumenta la quantità oerta, provocando uno spostamento verso
destra della curva di oerta.!
-La contrazione dell’oerta: si diminuisce la quantità oerta, provocando uno spostamento
verso sinistra della curva di oerta.!
L’equilibrio (prezzo di equilibrio) è quando il prezzo di mercato ha raggiunto il livello per il quale
la quantità domandata è uguale alla quantità oerta.!
La quantità di equilibrio è la quantità domandata e oerta al prezzo di equilibrio.!
Si dice legge della domanda e dell’oerta quando il prezzo di ogni bene tende naturalmente ad
aggiustarsi portando in equilibrio la quantità domandata e la quantità oerta.!
L’eccedenza è quando la quantità oerta è maggiore della quantità domandata (ES: ho prodotto
tanti prodotti, c’è poca domanda, quindi per sbarazzarmene e venderli, abbasso il prezzo), quindi
si riduce il prezzo, così da aumentare la quantità domandata e diminuire la quantità oerta.!
La penuria è quando la quantità domandata è maggiore della quantità oerta, quindi si aumenta il
prezzo, così da portare ad una diminuzione della quantità domandata e aumento della quantità
oerta. ES: Louis Vuitton e le 100 borse.!
Uno spostamento delle curve è definito cambiamento.!
Un movimento delle curve è definito variazione della quantità oerta/domandata.!
La sospensione della produzione è la decisione del NON produrre nel BREVE termine.!
L’uscita dal mercato è la decisione di NON produrre più nel LUNGO periodo.!
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TEST INGRESSO CIME - ECONOMIA

Un mercato è l’insieme di compratori e venditori di un determinato bene o sevizio la cui interazione definisce il prezzo e la quantità venduta. Un mercato concorrenziale è un mercato in cui operano molti compratori e venditori, poiché le decisioni di ciascuno di loro hanno un’influenza irrilevante (price-taker) sul prezzo di mercato. DOMANDA La quantità domandata è la quantità di un bene che i compratori desiderano avere. La legge di domanda è il principio secondo il quale la quantità domandata di un bene diminuisce all’aumentare del suo prezzo. La curva di domanda è la rappresentazione grafica della relazione tra prezzo e quantità. La domanda di mercato è la somma di tutte le domande e descrive la variazione della quantità domandata al variare del suo prezzo.

- L’espansione della domanda: si aumenta la quantità domandata, provocando uno

spostamento verso destra della curva di domanda.

- La contrazione della domanda: si diminuisce la quantità domandata, provocando uno

spostamento verso sinistra della curva di domanda. I beni normali sono beni per la quale un aumento del reddito provoca un aumento della quantità domandata. I beni inferiori sono beni per la quale una diminuzione del reddito provoca un aumento della quantità domandata. I beni sostituti sono due beni per i quali l’aumento del prezzo dell’uno provoca un aumento della domanda dell’altro. ES: burro e margarina. I beni complementari sono due beni per i quali l’aumento del prezzo dell’uno provoca una diminuzione della domanda dell’altro. ES: alberi di natale e palle di natale. OFFERTA La quantità di offerta è la quantità di un bene che i venditori desiderano e possono vendere. La legge dell’offerta è il principio secondo il quale la quantità offerta di un bene aumenta all’aumentare del prezzo. La curva di offerta è la rappresentazione grafica della relazione tra il prezzo e la quantità offerta. L’ offerta di mercato è la somma delle offerte e descrive come varia la quantità offerta al variare del suo prezzo.

- L’espansione dell’offerta: si aumenta la quantità offerta, provocando uno spostamento verso

destra della curva di offerta.

- La contrazione dell’offerta: si diminuisce la quantità offerta, provocando uno spostamento

verso sinistra della curva di offerta. L’ equilibrio ( prezzo di equilibrio ) è quando il prezzo di mercato ha raggiunto il livello per il quale la quantità domandata è uguale alla quantità offerta. La quantità di equilibrio è la quantità domandata e offerta al prezzo di equilibrio. Si dice legge della domanda e dell’offerta quando il prezzo di ogni bene tende naturalmente ad aggiustarsi portando in equilibrio la quantità domandata e la quantità offerta. L’ eccedenza è quando la quantità offerta è maggiore della quantità domandata (ES: ho prodotto tanti prodotti, c’è poca domanda, quindi per sbarazzarmene e venderli, abbasso il prezzo), quindi si riduce il prezzo, così da aumentare la quantità domandata e diminuire la quantità offerta. La penuria è quando la quantità domandata è maggiore della quantità offerta, quindi si aumenta il prezzo, così da portare ad una diminuzione della quantità domandata e aumento della quantità offerta. ES: Louis Vuitton e le 100 borse. Uno spostamento delle curve è definito cambiamento. Un movimento delle curve è definito variazione della quantità offerta/domandata. La sospensione della produzione è la decisione del NON produrre nel BREVE termine. L’ uscita dal mercato è la decisione di NON produrre più nel LUNGO periodo.

ELASTICITA

L’ elasticità misura la reattività della quantità domandata o offerta, a variazione di una delle sue determinanti. Il ricavo totale è l’ammontare complessivamente incassato dai venditori di un bene, calcolato come prodotto del prezzo del bene per la quantità venduta. Il ricavo medio totale è il ricavo totale diviso la quantità prodotta. Il ricavo marginale è la variazione del ricavo totale generata da un aumento della quantità venduta. Il profitto economico è il ricavo totale meno il costo totale. (Costi espliciti + costi impliciti) Il profitto contabile è il ricavo totale meno i costi espliciti. L’ elasticità della domanda/offerta al prezzo è una misura della reattività della quantità domandata/offerta di un bene alle variazioni del suo prezzo. La domanda/offerta di un bene è ELASTICA se la quantità domandata reagisce NOTEVOLMENTE (male) a variazioni del prezzo. La domanda/offerta di un bene è ANELASTICA se la quantità domandata reagisce MODESTAMENTE (bene) a variazioni del prezzo. La domanda/offerta è a elasticità unitaria quando il valore dell’elasticità è uguale a uno e qualsiasi variazione del prezzo lascia inalterato il ricavo totale. L’ elasticità della domanda al reddito è una misura della reattività della quantità domandata di un bene alle variazioni del reddito dei consumatori. L’ elasticità incrociata della domanda al prezzo è una misura della reattività della quantità domandata di un bene alle variazioni del prezzo di un altro bene. ELASTICA ANELASTICA Domanda/offerta più elastica nel lungo periodo. Domanda/offerta più elastica nel breve periodo. Valore dell’elasticità > 1. Valore dell’elasticità < 1. Domanda/offerta perfettamente elastica quando il valore dell’elasticità è infinito. Curva di domanda/offerta orizzontale. Domanda/offerta perfettamente anelastica quando il valore dell’elasticità è 0. Curva di domanda/offerta verticale. Minore è la pendenza della curva di domanda/ offerta, maggiore è il valore dell’elasticità al prezzo. Maggiore è la pendenza della curva di domanda/ offerta, minore è il valore dell’elasticità al prezzo. L’aumento del prezzo induce una riduzione del ricavo totale. L’aumento del prezzo induce un aumento del ricavo totale. Il prezzo e il ricavo totale variano in direzioni opposte. Il prezzo e il ricavo totale variano nella stessa direzione. Se il prezzo è elevato e la quantità domandata/ offerta bassa, la curva è elastica. Se il prezzo è basso e la quantità domandata/ offerta elevata, la curva è anelastica.

CONCORRENZA

Un mercato concorrenziale è un mercato in cui operano compratori e venditori che acquistano e vendono prodotti sicché ciascuno di loro è price-taker. In caso contrario si generano poteri di mercato. Tre parole chiave dei mercati concorrenziali: TANTI VENDITORI E COMPRATORI BENI OFFERTI PERFETTI SOSTITUTI TRA LORO IMPRESE SONO LIBERE DI ENTRARE E USCIRE DAL MERCATO L’obiettivo delle imprese è la massimizzazione del profitto (ricavo totale - costo totale). Poiché l’impresa è price-taker il ricavo marginale è uguale al prezzo di mercato. I mercati si differenziano in: Monopolio Oligopolio Concorrenza monopolistica Concorrenza perfetta No concorrenza concorrenza concorrenza concorrenza Un soggetto venditore grande, tanti acquirenti Poche imprese grandi, tanti acquirenti Molte imprese, piccole e medie, molti acquirenti Tanti soggetti, infinite imprese piccole Potere completamente decisionale , ha potere di mercato Elevato potere di mercato Relativo potere di mercato Assenza di potere di mercato Decide il prezzo ( price- maker ) che gli garantisca il massimo profitto Interdipendenza , sono dunque influenzabili, quindi tengono conto delle altre imprese nel potere decisionale del prezzo Price-setter : fissa il prezzo in base al potere di mercato Price-taker : con un unico prezzo per tutti, non modificabile Forti barriere all’ingresso e uscita Alte barriere all’ingresso e uscita Assenti o deboli barriere in ingresso e in uscita Assenza di barriere in ingresso o uscita Unico prodotto uguale Prodotti differenziati o omogenei: tutti i produttori possono offrire lo stesso bene sostituibile oppure differenziano i loro prodotti Differenziazione dei prezzi e dei prodotti Prodotti omogenei , stesse caratteristiche per ogni bene Discriminazione di prezzo: fa prezzi diversi ad acquirenti diversi Tengono conto di strategie o accordi collusivi (teorie dei giochi), tenendo conto della reattività della domanda e concorrenza, per determinare il prezzo. Le imprese si confrontano oppure colludono, questo può portare ad un possibile monopolio Differenze in prodotti simili, mobilità dei fattori produttivi: le imprese si scambiano i fattori produttivi Trasparenza e perfetta informazione, facilità di mobilità dei fattori produttivi tra imprese, equilibrio della domanda TEORICO FORTE DIFFUSO IDEALE

ECONOMIA D’IMPRESA

L’impresa nel tempo si è evoluta, diventando sempre più complessa da gestire. Esiste quindi una dinamica EVOLUTIVA dell’impresa e dell’ambiente verso una crescente complessità. Impresa e settore si influenzano reciprocamente (dinamismo) che risulta in larga misura dal comportamento delle imprese stesse. Il processo terminale settoriale è uno strumento di analisi settoriale che legge l’impresa in ottica produttiva-tecnologica. Ogni impresa per produrre un servizio è caratterizzata da un CICLO PRODUTTIVO attraverso cui la materia prima viene progressivamente trasformata in un PRODOTTO FINITO. All’interno del processo terminale vanno inserite tutte le imprese che partecipano alla realizzazione del prodotto finito ( misura del grado d’integrazione verticale ). Se il processo terminale d’impresa 2 coincide con quello settoriale abbiamo un grande ALTO GRADO DI INTEGRAZIONE VERTICALE. Se abbiamo solo processo terminale d’impresa si ha un DECENTRAMENTO , poiché l’impresa non sfrutta un’economia esterna. L’ analisi settoriale serve a costruire contenitori specifici che stabiliscano un criterio univoco di riordino per definire quello che c’è attorno all’impresa e dev’essere funzionale agli scopi conoscitivi che all’impresa si attribuiscono:

  • (^) Fondato sulla domanda : tende a riunire in un unico settore tutte le imprese che producono una stessa marca e che soddisfino un solo bisogno. Nella società odierna i singoli bisogni non sono autonomi ma sostituibili tra loro: il rischio dunque è quello di focalizzare un’insieme di unità produttive eccessivamente numeroso e scarsamente significativo.
  • (^) Centrato sull’offerta^3 : delimita i confini settoriali in base alla similarità tecnologica dei processi produttivi ma il rischio è quello di andare verso un dinamismo tecnologico (settore ben definito che si sposta in un altro settore), ciascun prodotto risulta difficilmente riconducibile ad un solo settore e si tende ad inserire nello stesso settore imprese che in realtà sono troppo distanti.
  • (^) Criterio firm-centered (centrato sull’impresa): il settore rappresenta l’insieme delle imprese che una determinata aziende considera sue concorrenti, a considerazione della singola azienda.
  • (^) Criterio di Guerci : ricomprende in un’unica lista sia i fattori da prendere in considerazione sia i bisogni soddisfatti derivandone dei raggruppamenti di prodotto appartenenti ai più diversi rami d’industria in aree competitive caratterizzate dalla similitudine dei fattori. Il vantaggio è la sua flessibilità , che permette di considerare fattori diversi e più significativi.
  • (^) Modello di Volpato : definisce il settore come il luogo economico dato dall’intersezione di alcuni fondamentali fattori di omogeneità , come nel tipo di bisogno soddisfatto dai prodotti, nel tipo di tecnologia utilizzata nella produzione, nel tipo di materiali impiegati e nel tipo di struttura commerciale. Le imprese che presentano un’alta omogeneità in questi fattori si considerano appartenenti allo stesso settore.
  • (^) Arena competitiva di Porter : definisce il luogo economico quello in cui si scontrano più forze concorrenziali di natura diversa ma l’un con l’altra interagenti, abbattendo i confini settoriali, individuando 5 fattori concorrenziali , dimostrando che la concorrenza in un settore va ben oltre il comportamento degli attori consolidati. 1. Minacce di nuove entrate 2. Minacce di prodotti o servizi sostitutivi 3. Potere contrattuale dei fornitori 4. Potere contrattuale dei clienti 5. Diretti concorrenti
  • (^) Criterio di Abdell : propone la combinazione “clienti-funzioni-tecnologia” (ASA, intesa non come aggregato basato su una sola tecnologia principale ma l’insieme di più business basati in genere su una sola tecnologia). ASA e settore sono complementari. (^2) Se tutte le fasi del processo avvengono nella stessa impresa, il processo terminale si dice d’impresa. (^3) Eccezione del settore manifatturiero merceologico (che consente di individuare un aggregato di imprese che producono un bene indifferenziato utilizzando gli stessi materiali) e il settore economico manifatturiero, poiché si individua un insieme limitato d’imprese.

4 FASE 2: comprensione delle variabili che influenzano domanda e offerta settoriale, dunque si individua la teoria posta alla base dei meccanismi che generano il passaggio tra i vari stati. FASE 3: operare a una composizione in forma matriciale delle successioni dei vari stati di domanda e offerta con le strategie delle varie imprese che consente di effettuare un’analisi previsionale (vengono individuati i tempi nei quali avverranno i passaggi di stato). Processo terminale indaga l’aspetto tecnico produttivo di imprese con prodotto omogeneo (ciclo del prodotto). Il sistema settoriale sposta il focus dall’aspetto tecnico a quello strategico e estende l’analisi alle relazioni esistenti con gli operatori che svolgono lavorazioni esterne al processo terminale. La filiera di produzione è ciò che è intorno all’impresa. L’insieme degli stadi che separano la materia prima o un semi-lavorato da un prodotto finito. Comprende imprese appartenenti a più settori, non considera determinanti le forme di mercato, individua i poli di attrazione, le azioni e le reazioni dei vari decisori, sottolineando come i processi tecnologici, le interazioni tra mercati e le azioni dei soggetti economici costituiscono meccanismi di trasformazione strutturale. Quando il prodotto è destinato al mercato finale è frutto di un unico processo terminale e coincide con la filiera di produzione. Se il prodotto è frutto di più processi terminali, la filiera li comprende all’interno, assumendo una portata più ampia rispetto al processo terminale. NB: la filiera comprende imprese appartenenti a più settori e non considera determinanti le forme di mercato. Settore (manifatturiero merceologico) individua un aggregato d’imprese che producono gli stessi beni o beni altamente sostituibili tra loro accomunati dall’impiego degli stessi materiali e componenti, il processo terminale si realizza in corrispondenza di quello specifico settore. PIANIFICAZIONE STRATEGICA Si compone di due momenti di analisi complementari, uno interno e l’altro esterno all’impresa. -L’analisi interna riguarda la struttura organizzativa e le relative forme da utilizzare per aggredire o difendere l’ambiente. -L’analisi esterna (dinamica) individua fattori critici ambientali che creano minacce ed opportunità e descrive i possibili scenari futuri —> ridurre il livello di incertezza. Per fare questo e per fronteggiare i rischi ci sono gli scenari , schemi logici predittivi fondamentali all’andamento del settore basati sulla considerazione degli elementi strutturali ( costanti , predeterminanti o incerti ), che costituiscono degli schemi concettuali delle forze che modelleranno il futuro, all’interno dei quali possono essere prese le decisioni rilevanti per l’impresa e portano il management a riflettere. È una fase critica per la definizione della strategia aziendale. Ogni elemento della struttura del settore, esaminate le incertezze, possono essere classificate come:

  • Costante: probabilità di cambiamento ridotta
  • Predeterminanti: cambiamenti prevedibili
  • Incerti: cambiamenti imprevedibili
  • Crossing-border settoriale : fenomeno che investe alcune aree di mercato che, pur trovandosi in settori distinti, appartengono ad aree di filiera convergenti.^5 L’esigenza di soddisfare bisogni sempre più articolati spinge le imprese ad adottare strategie crossing-border, cioè stringe alleanze per dotarsi del know-how altrui necessario all’ingresso in altri business (relazioni inter-settoriali). Fattori critici di successo:
  • (^) Aumentata concorrenzialità e rallentamento dei tassi di crescita della domanda.
  • (^) Deregolamentazione (allargamento delle imprese senza ostacoli).
  • (^) Globalizzazione sistemica (soddisfazione di tanti bisogni).
  • (^) Pervasività dei processi di integrazione tecnologica (sviluppo scientifico).
  • (^) Dematerializzazione (insieme di componenti materiali e immateriali). Con riferimento all’intersettorialità, cioè al fenomeno dell'integrazione tra forze concorrenziali operanti in settori diversi, si può parlare di concorrenza allargata ; le imprese operanti in un (^4) Eventuali variazioni nella struttura dell’offerta possono attivare un nuovo ciclo di trasformazione delle fasi della domanda o alternarne la successione ricorrente. (^5) termine cross-border indica un insieme di relazioni di tipo imprenditoriale e settoriale, confinanti e interrelate, con specifico riferimento ai settori: bancario, assicurativo, della distribuzione al dettaglio e delle telecomunicazioni".

settore riescono ad influire anche sulla competizione che avviene in mercati differenti; si registra quindi un aumento delle interrelazione tra settori. Le interrelazioni possono essere relative: Produzione nel caso in cui in due settori le produzioni avvengano secondo processi, impianti, strutture fisiche comuni o collegate. La concorrenza si sviluppa sia in verticale (dentro il settore) sia in orizzontale (tra più settori). Tecnologie , riguardano il tipo di know-how usato nei diversi settori. Utilizzazione di materie prime sempre più comuni e comunanza di canali distributivi. Impresa senza confini come superamento dei modelli statici di analisi settoriale adottando modelli dinamici per gestire meglio la globalizzazione delle imprese sistemica, avendo convergenza imprenditoriale (reti ubiquibili e reversibili). EVOLUZIONE DEI PARADIGMI INDUSTRIALI Paradigma : ricerca di modelli, orientamenti di riferimento. È un contesto generale in cui le strategie prendono forma, influenza le scelte e definiscono problemi e soluzioni lecite. Ragionare per paradigmi comporta accogliere alcuni principi base: l’importanza del contesto storico e ambientale in cui le scelte economiche avvengono, concezione di presente come momento di transizione da un paradigma all’altro. Passaggio da un paradigma ad un altro avviene grazie ad un processo lento, nel quale il punto d'arrivo, cioè la macro-innovazione rappresentata dal nuovo paradigma, è il frutto di un disegno complessivo che collega nel tempo le innumerevoli micro-innovazioni, modificatrici di prodotti e di processi. Lo studio per paradigmi dell'evoluzione del sistema capitalistico ruota attorno a tre concetti accomunati, a livello terminologico, dalla parola “fordismo”:

  • (^) Pre - fordismo : sistema chiuso, antico sistema, semplice forma di organizzazione della produzione, mercantilismo artigiano, declino del sistema feudale e l’avvento della prima rivoluzione industriale (1300 - 1899), manifattura artigiana, capitalismo mercantile e figura del mercante capitalista, avvento botteghe con piccolo imprenditore indipendente (artigiano), assenza di una razionalità e struttura organizzativa e strategica come paradigma d’impresa. In una prima fase il mercante commissiona all’artigiano la lavorazione di un prodotto. In una fase successiva il mercante possiede gli strumenti e paga il lavoro dell’artigiano come un dipendente (capacità lavorativa dell’artigiano). Nascita della fabbrica e nascita del modello inglese inteso come modello d’impresa e capitalismo industriale che si afferma con la rivoluzione industriale in Gran Bretagna, in Europa arriva con il modello tedesco, attraverso il quale si affrontano e risolvono i problemi dello sviluppo industriale. Struttura organizzativa è semplice e non ci sono funzioni aziendali perché lo stesso imprenditore ha il controllo di tutta l’impresa, la tecnologia è incorporata in macchine isolate disgiunte tra loro e la trasformazione fisica delle risorse materiali avviene attraverso il lavoro MANUALE, manifattura e manipolativa. Non si stabilisce un contatto diretto tra le parti e i beni hanno informazione e conoscenza localizzata, informale e accumulato.
  • (^) Fordismo (fabbrica Taylorista) : sistema aperto, progresso tecnico, macchine articolate e pluralità di macchine collegate tra loro, vera fabbrica, in Europa stabilita dagli anni ’20 agli anni ’70, in USA da fine ‘800 fino al 1950. PRINCIPIO DI STANDARDIZZAZIONE attraverso il quale si facilita il processo di produzione che diventa più semplice, regolare e veloce, con fasi omogenee di lavorazione che richiedono un impegno e una preparazione sempre meno del lavoratore ma con un utilizzo maggiore delle macchine. Capitalismo intensivo organizzato e non più labour-intensive , ma pianificazione, organizzazione e coordinamento, large corporation cioè un gigantismo degli impianti pronto ad assorbire produzioni, grande fabbrica, ambiente stabile, prevedibile. Cambia la natura del ciclo produttivo, non è fatta di attrezzi ma di un vero e proprio ciclo: per via dell’interconnessione si ha una divisione del lavoro interna con routine organizzative. Come processo terminale d’impresa essa produce tutto (integrazione verticale, crescita, internalizzazione come strategia). Forma complessa, la figura del management è diversa da quella del proprietario imprenditore e diventa sistema, con stakeholders. Si forma un nucleo di sapere “firm-specific” (specifico dell’impresa), solo con il contatto diretto si possono trasferire le conoscenze specifiche da un membro all’altro della stessa organizzazione. Sistema cognitivo, con conoscenze interne sfruttano all’esterno per produrre valore economico. Si parla di economie di scala: grandezza dell’impresa MA COSTI FISSI ELEVATI.

INFORMATION RULES

Informazione è tutto ciò che può essere digitalizzato , ovvero rappresentato con una sequenza di bit. È legata ad attività economica ma è costoso, atipica, serve strategia dell’informazione. PREZZO DELL’INFORMAZIONE BASATA SUL VALORE che ne danno consumatori, in modo non uniforme. Il prezzo è fissato sul valore e non sui costi. Bisogna massimizzare il valore dell’informazione. Produrre informazione costa, riprodurla no. E lo possono copiare senza costo. ELEVATI COSTI FISSI E BASSI COSTI MARGINALI O VARIABILI. Da questa struttura dei costi discende la presentazione di sostanziali economie di scala: quanto più si produce, tanto minori sono i costi intermedi di produzione, costo unitario basso all’aumentare del volume di produzione, i costi fissi sono peculiari. La componente principale dei costi fissi è data dai costi irrecuperabili se dovesse essere interrotta la produzione a differenza di quelli non in rete. Di solito i costi irrecuperabili devono essere sostenuti all’inizio, prima di cominciare la produzione. Solitamente, nelle industrie tradizionali, per ridurre i costi marginali ci si concentra sui costi unitari di produzione, ma per i beni d’informazione, i costi unitari di produzione sono trascurabili e, al contrario, il controllo della catena produttiva sono di scarso aiuto per tagliare i costi. L’unica via per ridurre i costi rimane quella di aumentare il volume delle vendite. Una caratteristica positiva dei beni d’informazione è che un prodotto con le medesime informazioni può essere venduto più volte. Il caso dell’Enciclopedia Britannica evidenzia alcuni dei problemi che si incontrano quando si vuole definire il prezzo delle informazioni. Una delle caratteristiche fondamentali dei beni d’informazione è che il loro costo totale di produzione è fortemente influenzato dal costo della prima copia e diviene parte sempre più rilevante del costo totale a causa degli straordinari progressi che si sono avuti nella tecnologia dell’informazione e che hanno causato un abbattimento dei costi di distribuzione delle informazioni. L’INFORMAZIONE E’ UN PRODOTTO COSTOSO DA PRODURRE MA ECONOMICO DA RIPRODURRE COSTANTI E LIMITATI. In rete lo è addirittura SENZA COSTO. La presenza di bassi costi variabili nella produzione dei beni d’informazione offre grandi opportunità nella promozione. Mercato dell’informazione non può essere concorrenziale perché ogni impresa produce la propria informazione e la riproduce senza costi. Una volta che le imprese hanno sostenuto i costi irrecuperabili per realizzare la prima copia di un prodotto, le forze competitive del mercato spingono il prezzo al livello dei costi marginali, ovvero dei costi di produrre una copia addizionale. La concorrenza tra i venditori di informazione generica spinge il prezzo a 0. Dunque, c osti di marketing e promozione : consistenti, per attirare l’attenzione di potenziali clienti. La presenza di costi bassi variabili permette di offrire a basso costo dei campioni del prodotto per la promozione. Una volta sostenuti i costi irrecuperabili per realizzare la prima copia, le forze competitive del mercato spingeranno il prezzo al livello dei costi marginali. La concorrenza tra i venditori spinge il prezzo a zero (costi marginali pari a zero). Gli economisti definiscono quelli che si chiamano beni esperienza quei beni per i quali i consumatori possono giudicarne il valore solo dopo averli consumati. (Prodotti di lancio su mercato). L’informazione è un bene soggetto all’esperienza.Bisogna sviluppare strategie di marketing e politiche di prezzo. Il bene informazione è un prodotto nuovo ogni volta che viene consumato. Strategie di marketing: si fanno un nome prima e investono in reputazione. Strategie di marketing one to one. Esistono due possibili strutture di mercato dei beni di informazione:

  1. Mercato con un’impresa dominante: anche se non produce il prodotto migliore, gode di rispetto alle imprese rivali di un vantaggio di costo che le è garantito dalle sue dimensioni e dalle economie di scala nella produzione.
  2. Mercato con prodotti differenziati: stesso tipo di informazione, differenti varietà, la più comune.
  3. Le due tipologie possono anche combinarsi (ex: nei mercati di software i prodotti sono differenziati e le imprese controllano quote di mercato dominante).

La strategia da seguire dipende dal tipo di industria in cui si opera e si devono seguire i classici principi strategici:

  • (^) Differenziare il prodotto con il valore come plus :
    • Il nostro bene di informazione non deve mai divenire uguale a quello offerto dagli altri. Bisogna essere i soli a produrre una certa tipologia di bene, differenziando il più possibile il nostro prodotto dagli altri prodotti sul mercato. Per evitare che altri copino le nostre idee è possibile ricorrere alla tutela sui diritti della PI.
  • (^) Perseguire la leadership dei costi di produzione, se la struttura di mercato è quella dell’impresa dominante, allora la strategia da seguire deve puntare a sfruttare le economie di scala e di varietà e ad ottenere un vantaggio di costo rispetto alle rivali. Per avere successo è importante averla tanto nel prezzo quanto nel costo di produzione oppure riuscire a creare una specificità nella propria informazione in modo da poterla vendere sulla base del valore che i consumatori le assegnano. 7 Risulta una strategia vincente.
    • (^) Cercare di vendere di più, economie di scala, se si riesce a vendere una quantità di prodotto maggiore rispetto agli altri, i costi medi di produzione si abbassano e si potrà godere di un margine di profitto anche nei casi in cui le altre imprese sono in perdita, su ogni singola unità venduta. Per vincere la concorrenza è necessario garantirsi un vantaggio competitivo, vendendo di più, impedendo che gli altri facciano altrettanto (sfida pericolosa) 8. per attuarla bisogna essere abili nella distribuzione, marketing e controllo dei canali di vendita. Tuttavia, può non valere la pena acquisire una posizione dominante quando questa è stata ottenuta a seguito di una vigorosa battaglia nei prezzi. La via migliore per assicurarsi la leadership è quella di essere i primi sul mercato e di praticare la strategia di prezzo lungimirante. La differenziazione è difficile da realizzare o risulta difficile da raggiungere ma le imprese riescono comunque a raggiungere costi di produzione bassi, anche grazie alle economie di scala. Un’impresa leader nel mercato sarà anche leader dal punto di vista dei minori costi di produzione. Questa leadership si riesce a mantenere finché non entra nel mercato un’impresa con una struttura di costi più vantaggiosa. Per mantenere un profitto costante si può adottare una doppia strategia: non bisogna essere ingordi ma aggressivi per scoraggiare l’ingresso di altre imprese. Si adotta la strategia del prezzo-limite che consiste nel proporre il prodotto ad un prezzo minimo (costo diretto unitario), così da scoraggiare dei potenziali concorrenti a sostenere i costi irrecuperabili iniziali per avviare una produzione da concorrenti. Vendere oggi significa vincolare dei clienti alla nostra impresa, scoraggiando nel futuro che questi cambino impresa, rendendo quindi meno invitante l’investimento da parte di potenziali entranti. Se siete costretti a competere in un mercato concorrenziale, siate aggressivi ma non ingordi. Se vi trovate a competere con molte altre imprese nella vendita delle medesime informazioni, dovete cercare di conquistare quote di mercato per sfruttare le economie di scala e ridurre i costi di produzione. E necessario trovare il modo di aggiungere valore alle informazioni, attraverso una organizzazione superiore, una più efficace interfaccia verso l'utente o una maggiore puntualità dell’informazione.
    • (^) Personalizzare , orientare all’utente, il prodotto in modo da accrescere il valore che i clienti assegnano ad essi. Determinare i prezzi in modo tale da riuscire a catturare il più possibile di questo valore aggiunto. Per personalizzare il proprio prodotto è necessario avere informazioni dettagliate sui propri clienti, con internet è facile. Le informazioni sono essenziali. Per ottenere informazioni sugli utenti esistono:
      • Attraverso la registrazione di clienti e la gestione dei pagamenti (informazioni demografiche)
      • Attraverso la registrazione dei percorsi di ricerca che gli utenti effettuano in rete e dall’analisi dei siti visitati (gusti, interessi, comportamenti). Su Internet è facile personalizzare i prodotti che hanno un contenuto informativo e aumentarne il valore. Personalizzazione del prezzo, internet permette di gestire in modo più flessibile il prezzo senza preoccuparsi della concorrenza. Per differenziare prezzi e prodotti, si può ricorrere (^7) Anche se si ha la fortuna di dominare il mercato, e dunque di non doversi preoccupare più di tanto dei rivali, ci si deve sempre preoccupare del prezzo del bene che si offre e che deve essere fissato in modo da massimizzare il valore del prodotto. (^8) quando due o più impre. se praticano consistenti sconti di prezzo facendo affidamento sulle economie di scala che si ottengono una volta che si è guadagnata la leadership di mercato, il rischio di fallimento è molto elevato.

Gli economisti parlano di prodotto che esibisce esternalità di rete o effetti di rete , quando per il singolo acquirente, il valore del prodotto dipende dal numero di utenti che fanno uso dello stesso prodotto. Le tecnologie caratterizzate da consistenti effetti di rete tendono a esibire periodi molto lunghi di introduzione della tecnologia, seguiti da una crescita esplosiva —> feedback positivo dove al crescere del numero di utenti che si sono già dotati della nuova tecnologia, un numero sempre maggiore di altri utenti vengono attratti da questi. Prodotto con massima critica, raggiunge il mercato. Il feedback positivo rende le grandi reti ancora più grandi. Gli effetti di rete conducono alle economie di scala dal lato della domanda e innescano il feedback positivo. Possedere una migliore tecnologia non garantisce il successo e per innescare il feedback positivo è sempre necessario utilizzare adeguati strumenti di marketing come i prezzi di penetrazione. L'impresa che riesce a comprendere meglio le caratteristiche dei sistemi di informazione, e dei prodotti complementari di cui questi si compongono, si troverà nella migliore posizione per muoversi rapidamente e in modo aggressivo. Le aspettative dei consumatori sono un elemento cruciale, il prodotto che tutti si aspettano diventerà uno standard. Le aspettative che si auto alimentano sono un esempio di feedback positivo ed effetto locomotivo. Come conseguenza le imprese devono convincere i clienti del loro prodotto, che diventerà standard (management delle aspettative, rappresentato dagli annunci riguardanti l’imminente commercializzazione di un nuovo prodotto). L’ effetto di rete 9 può svilupparsi da un desiderio di standardizzazione, spinto dal desiderio di, per esempio, colleghi che si scambiano file tramite un software comune, venduto in licenza ad un elevato numero di utenti. Sia per l’importanza della massa critica e delle aspettative, che per l’effetto della velocità con cui avviene il progresso tecnologico, nell’industria dell’informazione la sequenza temporale (timing) con cui le scelte strategiche delle imprese si succedono, è rilevante più che in altri settori. Avere il supporto di utenti importanti e con una certa visibilità può innescare un effetto di trascinamento, utile per il raggiungimento della massa critica. Per renderlo un sistema più attraente può essere utile coinvolgere i fornitori di prodotti complementare e anche intavolare programmi di collaborazione con le imprese rivali per essere importanti. La strategia unilaterale in cui l’impresa opera da sola implica la concorrenza fra gli standard per la propria affermazione, al contrario, partecipare con altre imprese al processo formale di definizione dello standard , così come formare alleanze per promuovere una particolare versione della tecnologia, implica la concorrenza all’interno di uno standard. Gli standard puntano la competizione per un mercato in competizione all’’interno di un mercato. Nell’economia di rete una piena consapevolezza delle regole del gioco è assolutamente cruciale. Le caratteristiche dell’informazione vista come bene economico sono: Persistenza Sono presenti investimenti specifici ed irreversibili per crearla Le informazioni si possono accumulare (stoccaggio) Interconnessione (attraverso ricombinazioni le informazioni diventano interconnesse e possono produrre nuova conoscenza) Costose Economie di scala: essa può essere di produzione (riduzione costo medio di produzione) o consumo (utilità del bene aumenta all’aumento degli utilizzatori) (^9) Valore attribuito da un utente a un prodotto, che aumenta all’aumentare del numero degli utenti totali di quel prodotto.

TEST INGRESSO CIME - INFORMATICA

Un computer è composto da hardware, cioè la struttura fisica formata da parti meccanica, software, cioè la componente costituita dai programmi di base e applicativi, e firmware, cioè un programma integrato in chip-hardware con lo scopo di avviare il componente stesso e permettergli di interagire con gli altri componenti hardware. L’ algoritmo è una sequenza ordinata di passi per risolvere un problema. Un bit è una cifra binaria, con un bit si possono rappresentare due informazioni, se mettiamo insieme più bit possiamo rappresentare più informazioni (quanti bit servono per rappresentare X informazioni? Bisogna fare 2^nBit e ottenere come risultato un numero maggiore o uguale di X, dove nBit è un numero che noi immaginiamo). Un byte sono 8 bit, ed è l’unità di misura per indicare le dimensioni della memoria, utilizzando sequenza di byte si può rappresentare di tutto. Per rappresentare i caratteri si possono usare la codifica ASCII (usa 7/8 bit, 8 se ASCII-esteso e può rappresentare 256 caratteri), UNICODE (usa 16 bit) e UTF-8 (usa da 1 a 4 byte). Per rappresentare un immagine in bianco e nero, si divide l’immagine in pixel e si codifica ogni pixel con un bit: 0 se é bianco o 1 se è nero. Maggiori sono i pixel, maggiore sarà la risoluzione. Per rappresentare i colori è necessario usare più bit per rappresentare un singolo pixel. Lo standard di rappresentazione è l’RGB che usa 1 byte per ogni colore base (Red, Green e Blue, 256). La compressione immagini può essere senza perdita o con perdita, comporta perdita informazioni. La grafica bitmap è memorizzata come una griglia di pixel con colore associato. L’ingrandimento farà perdere risoluzione, a differenza della grafica vettoriale che è memorizzata come una sequenza di segnali con le coordinate. Formati grafici del web / tecniche di codifica:

- GIF: 2 a 256 caratteri, compressione senza perdita, ammette trasparenza ed ha un peso

minimo

- JPEG: il livello di compressione può essere molto alto e scelto. È adatto per le foto e non

ammette trasparenza

- PNG: consente esportazione 8, 16 e 32 bit. È supportato da browser, ha trasparenza e non

ha perdita di dati Un video sono immagini in movimento. Maggiore è il numero di fotogrammi, minore sarà l’effetto “scatto”. Per comprimere si possono usare le tecniche di codifica delle immagini. Se non ci sono differenze tra fotogrammi successivi, si possono ricordare solo le differenze e non registrare tutta l’immagine da capo. Un suono è un onda che descrive la variazione della pressione dell’aria nel tempo, si codificano le informazioni estratte. Architetture ed elaboratori per poter effettuare un calcolo, il computer ha bisogno di dati su cui operare e operazioni da eseguire (programma). Queste due informazioni si trovano nella memoria principale (RAM, Random Access Memory, volatile). Processore e memoria rappresentano il cuore del computer. La memoria secondaria è una memoria permanente, utilizzata per memorizzare i dati. Dispositivi di input, output e memoria secondaria (persistente) vengono chiamati periferiche. La RAM immagazzina i programmi che istruiscono il processore ed i dati, rappresentati come sequenze di bit. La memoria principale deve registrare sequenze di bit e recuperare sequenze di bit precedentemente registrate. Dato che per la memorizzazione usa due cariche elettriche, nonché 0 e 1, se io non salvo il mio file sul cloud, e mattia mi fa cadere una tazza di the sulla tastiera del mio computer, la memoria, dato che volatile, si perde. La memoria è divisa in celle da 1 byte, e le celle sono l’unità minima di lettura e scrittura. Il numero è l’indirizzo della cella e la dimensione della RAM esprime il numero di celle disponibili. Il

SISTEMI OPERATIVI

I calcolatori sono programmabili. Vengono costruire delle macchine virtuali, realizzate sopra la macchina hardware grazie al software, cioè un insieme di programmi che costituiscono il software di base. Per poter istruire un computer non è possibile effettuarlo in linguaggio macchina ma si utilizzano delle macro-istruzioni , cioè un insieme di istruzioni macchina che esegue un compito. Quando un programmatore vuole far eseguire un compito alla macchina, utilizzerà il nome della macro-istruzione e un compilatore tradurrà l’istruzione in linguaggio macchina. L’insieme delle macro-istruzioni definisce il comportamento della macchina virtuale, che aggregando le istruzioni saranno di livello sempre più alto. Maggiore è l’astrazione delle caratteristiche fisiche della macchina, maggiore sarà la facilità d’uso e la rapidità nell’istruire la macchina in compiti complessi. Il sistema operativo automatizza la gestione di molti compiti, contribuendo ad alzare il livello di astrazione. Esso gestisce l’elaboratore e le sue periferiche, crea un ambiente virtuale per facilitare l’interazione uomo-macchina. Il nucleo è composto da: File system, Gestione periferiche, Gestione dei processi in memoria e processori, Compilatore, Avvio elaboratore. Un processo si può trovare in tre stati diversi: esecuzione (dove vi è l’uso del processore), attesa (di un evento esterno), pronto (cioè in condizione di poter usare il processore). L’esecuzione può essere abbandonata in caso di terminazione, In stato di attesa, e dunque il processore viene liberato. Cambio esecuzione, dove il processo passa in stato pronto, per permettere al processore di eseguire un altro processo. Per PCBT si intende una tabella in cui vengono registrate tutte le informazioni sui processi attivi e bisogna mantenerne in memoria l’immagine del processo. Le politiche non-preemptive prevedono che il processo possa fermarsi solo se termina oppure è in attesa. FIFO (First In First Out): I processi vengono eseguiti nell’ordine in cui vengono sottomessi al sistema. SJF (Shortest Job FIrst): si seleziona il processo che richiede meno tempo. Le politiche preemptive prevedono che il sistema operativo possa bloccare un processo per mandarne in esecuzione un altro. SRTF (Shortest Remaining Time First): in esecuzione il processo più breve ma può essere interrotto. RR (Round-Robin): assegnato lo stesso tempo. Gestione dei processi in memoria e processori : Un programma per essere eseguito deve risiedere nella memoria principale. Per eseguire più processi bisogna suddividere memoria reale e virtuali in più partizioni. Sono presenti due tipologie di allocazione: contigua e non contigua, dove in quest’ultima viene utilizzata la tecnica della segmentazione, che divide i programmi e i dati in diverse parti. Le parti hanno dimensioni diverse, quindi il sistema operativo dovrà minimizzare la frammentazione. L’allocazione può essere fissa e variabile. Per swapping si intende lo scambio delle immagini dei processi nella memoria principale, nel momento dello switch di un processo dal processore. Per frame-table si intende la tabella dei blocchi che il sistema operativo tiene traccia, tra quelli liberi e quelli occupati. File system È la parte del sistema operativo che si occupa di gestire e strutturare le informazioni memorizzate su supporti permanenti. I dati sono organizzati gerarchicamente e logicamente in file. La directory permette di organizzare un insieme di file (cartella) con nome + estensione. Il pathname descrive il percorso che si deve compiere per raggiungere il file. La device-directory è una tabella che contiene un file-descriptor ed indica alcune informazioni. L’allocazione può essere contigua, linkata e indexata. Per defrag si intende il fine di ottimizzare la disposizione e recuperare spazi persi.

Architettura dell’informazione Per trovabilità si intende la qualità di un’informazione di essere rintracciabile ed identificabile, il grado di navigabilità e ricercabilità in maniera facile di un insieme di informazioni. L’informazione deve essere reperita dall’esterno (motore di ricerca,) interno al sistema (navigazione, ricerca) e dall’interno della singola unità informativa. Esistono diverse tipologie di comportamenti di ricerca, come ricerca dell’oggetto conosciuto, esplorativa, esaustiva. I metodi di ricerca degli utenti prevedono l’interrogazione di un motore di ricerca, la navigazione da pagina a pagina e la domanda. Lo schema di organizzazione individua le caratteristiche comuni e le utilizza per effettuare una suddivisione logica. Organizzare significa fare labeling. Possono essere schemi organizzativi esatti o ambigui. Per card-sorting si intende quella metodologia che prevede il coinvolgimento di utenti rappresentativi per capire come essi organizzano i concetti e i contenuti di un sito web. Agli utenti viene dato un mazzo di carte con titoli di un contenuto e viene chiesto loro di formare dei gruppi. La classificazione a faccette è una forma di classificazione multidimensionale che consente una ricerca dell’informazione partendo da punti di vista diversi. La struttura di organizzazione dell’'informazione definisce i tipi di relazione tra singoli contenuti e gruppi. La sequenza può essere ordinata, ipertesto e gerarchie. Per legge di Hick si intende la relazione tra il tempo di scelta e il numero di scelte possibili e al momento di effettuare una scelta, raggruppiamo una lista di operazioni in categorie, non considerandone solo una ma scartandone una parte. Per flessibilità si intende la capacità di un sistema di adattarsi a diversi obiettivi e strategie di ricerca, come personalizzare il percorso ottimizzando il tempo e ripercorrere tragitti. I sistemi di navigazione possono essere globale, locale, contestuale e supplementare. Per social navigation si intende i sistemi di navigazione bottom-up, dove sono gli utenti stessi a costruire. Quando si progettano siti web bisogna sempre fornire un contesto di orientamento, cioè far capire agli utenti in quale sito e posizione si trovano. Un algoritmo identifica e raccoglie tutti gli input degli utenti e propone risultati in base di recall (numero risultati trovati / numero elementi totali) e precision (numero risultati rilevati / numero elementi trovati). RETI Le reti sono utili per scambiare informazioni, condividere risorse, elaborazione distribuita. Il modello centralizzato prevede il collegamento di molti utenti ad un unico elaboratore potente, attraverso dei terminali, che possono condividere dati. Deprecato perché servivano computer più potenti. Per informatica distribuita si intende l’evoluzione del modello precedente e consiste nel collegare in rete gli elaboratori. È un modello flessibile ed economico. Ogni utente ha a disposizione una macchina su cui lavorare e condividere informazioni. Si possono collegare computer in varie parti del mondo grazie a Internet (cloud computing). Ua rete di elaboratori è formata da un insieme di nodi (dispositivi HW) ed archi (che collega i nodi tra di loro). Il tipo di collegamento determina la capacità di trasmissione. Gli archi possono essere: a doppino intrecciato, cavi coassiali, cavi in fibra ottica (difficili da installare), wireless (che utilizzano onde radio o raggi infrarossi per trasmettere dati). I dispositivi HW necessari sono il terminale wireless e l’access-point e la sicurezza viene gestita tramite il MAC-address, le chiavi e l’autenticazione.

Si parte dal 1969 con la nascita di ARPANET, passando al 1974 con la definizione di TCP/IP al 1991 con la nascita del WWW. Tutti i protocolli sotto si basano su architettura client-server Protocollo IP (Internet Protocol) è un protocollo a commutazione di pacchetto, non messaggi, non viene stabilita alcuna connessione, ogni pacchetto viene semplicemente inviato in rete e non viene mantenuta alcuna storia della comunicazione e non è presenta alcuna garanzia che i pacchetti arrivino a destinazione, non orientato alla connessione e non affidabile ma stabilisce regole di indirizzamento degli elaboratori in rete, definisce il formato dei pacchetti, stabilisce le regole di instradamento. L’indirizzo si compone di un indirizzo statico, dinamico, privato e pubblico. Ogni indirizzo presenta una subnet mask (parametro che definisce la dimensione della sottorete di un indirizzo IP). ESEMPIO: Indirizzo IP: 192.168.1.26 Subnet: 255.255.255. Per dividere tra parte di rete e parte di host si guardano i numeri dell’indirizzo IP che “corrispondono” ai “255” della subnet: tutti i numeri corrispondenti al 255 fanno parte della parte di rete, gli altri a quella di host, quindi: parte di rete: 192.168.1 e parte di host: 26 L’indirizzo di broadcast è l’indirizzo IP che permette di inviare un messaggio a tutti i computer della medesima sottorete. ICANN è l’organizzazione privata che rilascia gli indirizzi IP. Protocollo TCP è un protocollo a commutazione di circuito virtuale, che simula una comunicazione continua tra A e B, è orientato alla connessione ed è affidabile, il protocollo TCP invia una richiesta e se questa viene accettata si invia un segnale di accordo e da quel momento può iniziare la connessione. Il protocollo usa un sistema di conferma di ricezione, ma è anche probabile che alcuni messaggi non vengano ricevuti, a differenza del protocollo UDP, che non è affidabile poiché non prevede la conferma di ricezione, infatti è usato per le applicazioni in tempo reale. DNS (Domain Name System) si intendono quegli indirizzi logici in sostituzione agli indirizzi fisici, dove gli elaboratori sono raggruppati in domini e ad ognuno può essere assegnato un nome logico, unico all’interno del dominio (unito.it). Ogni nazione presenta un suo dominio ma sono presenti domini transnazionali, legati al tipo di attività svolta (.gov, .edu). I server possono essere: server di primo livello (principale, gestisce i dati del dominio e possiede le informazioni complete), server di secondo livello (copia del server primario) e server di cache (interroga altri server e tiene una copia delle richieste più frequenti) l’URL è formato da: protocollo che si vuole usare per la connessione (http) + indirizzo logico o iP del server + risorsa che si richiede Protocollo SMTP : utilizzato per posta elettronica (nome@nomedominio), prevede che i messaggi siano di tipo testuale ma esistite un’estensione chiamata MIME per l’invio di file multimediali. Protocollo FTP : creato per collegarsi a siti remoti e salvare dati e file, può essere con autenticazione o meno. Protocollo TELNET : consente di lavorare in modo remoto su un computer connesso (desktop remoto) Protocollo HTTP : alla base del funzionamento del WWW, gestisce l’interazione tra client e server web. Gli step sono: utente richiede una pagina presente su un server, il browser richiede una connessione TCP con il server, il server accetta la connessione, il browser e il server si scambiano messaggi. I browser attuali hanno memoria cache in cui sono memorizzate le ultime pagina caricate dall’utente, infatti quando l’utente richiede il caricamento di una pagina, il browser controlla prima la cache. Codici di stato HTTP:

2XX: successo (es: 200, ok) 3XX: reindirizzamento (es: 301: spostato) 4XX: errore del client (es: 404: risorsa non trovata) 5XX: errore del server (es: 503: server non disponibile) Il proxy server sono nodi speciali all’interno della rete e svolgono il ruolo di ponti nella connessione in rete e sarà lui a scaricare i dati richiesti dal client. I cookie sono file di testo che molti server producono e memorizzano sul calcolatore client. È obbligatorio richieder il consenso. I cookie salvati vengono inviati assieme alla richiesta HTTP in modo automatico. Modello ISO-OSI è un modello teorico di riferimento per definire la comunicazione multi-livello e ha una parta fisica (come si trasferiscono i messaggi), di collegamento (gestisce la ri- trasmissione), di network (riconosce e sceglie il cammino migliore), di trasporto (apre e chiude le connessioni, frammentando i messaggi, controllando il flusso e rilevando gli errori), di sessione e di presentazione (gestiscono la comunicazione) e di applicazione (definisce i protocolli applicativi). Modello TCP/IP è un modello, usato attualmente per il funzionamento di internet, per definire la comunicazione multi-livello, come l’ISO-OSI, da cui deriva. È formato da 4 livelli: data-link (unione tra livello fisico e di collegamento), network (usa il protocollo IP che si occupa della scelta del cammino migliore), trasporto (usa il protocollo TCP che si occupa di creare le connessioni, dividere i messaggi, controllando il flusso e rilevando gli errori) e applicativo (mette insieme i livelli di sessione, presentazione e applicazione). Esiste un’alternativa, l’ UDP/IP , uguale ma che usa il protocollo UDP invece del protocollo TCP al livello di trasporto. La intranet è una rete privata, limitata agli elaboratori interni all’azienda. La extranet è una rete virtuale con un insieme di servizi accessibili non solo all’interno dell’azienda ma a più aziende partner. Le caratteristiche della comunicazione sicura sono: la disponibilità al servizio, la privatezza (crittografia), l’autenticazione ed integrità e la non disconoscibilità. La firewall è una componente passiva di difesa di una rete che può svolgere funzioni di collegamento tra due reti, garantendo protezione. Una DMZ (zona demilitarizzata) contiene sistemi che devono essere isolati dalla rete interna ma che devono essere protetti dal firewall e raggiunti dall’esterno. Permette di fornire servizi all’esterno senza compromettere la sicurezza delle reti aziendali. La crittografia è una tecnica per nascondere informazioni e può essere simmetrica o asimmetrica. Simmetrica: utilizza la stessa chiave sia per il mittente che per il destinatario. Asimmetrica: prevede due chiavi diverse ma corrispondenti, una pubblica e una privata. Il mittente cifra il messaggio con la chiave pubblica del destinatario e il destinatario decifra con la sua privata. Il sistema a chiave pubblica RSA è un algoritmo più diffuso. Dato che la crittografia asimmetrica è più lenta di quella simmetrica, si cifra il messaggio in maniera simmetrica e si invia la chiave in maniera asimmetrica. La firma digitale viene apposta ai documenti digitali in modo da garantire l’integrita del messaggio e l’irrefurtabilità del mittente. La firma non garantisce autenticità del mittente e non si è certi quindi dell’associazione chiave pubblica-identità. Per avere garanzia di autenticità si utilizzano i certificati digitali. Il certificato comprende la chiave pubblica, la firma digitale e i dati anagrafici. Un’entità garante firma l’associazione chiave pubblica, identità, titolare. SI FIRMA SOLO CON LA CHIAVE PRIVATA. LA CHIAVE DELL’ALTRO E’ SEMPRE PUBBLICA. Il protocollo HTTPS si basa sulla cifratura simmetrica e asimmetrica e sui certificati. Ha vari livelli di sicurezza. Garantisce trasmissione sicura di informazioni da client a server e da server a client.