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Sintesi dei capitoli assegnati dal libro “The global smartphone”
Tipologia: Sintesi del corso
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I ricercatori hanno svolto una ricerca etnografica che consisteva nel vivere all’interno di diverse comunità per una durata di 16 mesi, allo scopo di esaminare l’uso dei dispositivi cellulari da parte degli utenti. La ricerca ha permesso loro di scoprire come ogni utente abbia trasformato il proprio smartphone, grazie alla sua durata che ha permesso di stabilire la fiducia necessaria tra ricercatori e partecipanti.
Il termine SMART è un acronimo che sta per “Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology”. Il termine fu coniato nel 199, quando la compagnia IBM ha iniziato a produrre dischi che potessero fornire all’utente avvisi di fallimento. Al giorno d’oggi invece “smart” è intesa come forma di intelligenza basata sulla capacità di apprendimento autonomo. La ricerca rivela che la capacità del telefono di imparare dal modo in cui viene utilizzato è una caratteristica meno significativa. Lo smartphone è un dispositivo in grado di essere trasformato dall’utente e che così facendo diventa uno strumento intimo e personale.
Al giorno d’oggi lo smartphone viene definito come “mini-computer” perché combina al suo interno la possibilità di fare chiamate, fotografie e tutto quello che fa un normale pc. Tuttavia questa definizione non è del tutto corretta in quanto il cellulare, per molti, è stato la prima fonte di accesso ad Internet.
La ricerca è anche un lavoro di antropologia comparata, che riconosce costantemente le differenze culturali. Nessuna popolazione, infatti, rappresenta l’utente naturale o normale di smartphone. Possono essere fatte delle generalizzazioni in base al genere o alla classe, ma ciascun individuo rappresenta molto di più rispetto ad una semplice categoria.
Nel progetto sono stati coinvolti 11 ricercatori che hanno condotto in totale 10 etnografie in 9 Stati diversi, tra febbraio 2018 e giugno 2019. Lo studio tiene conto di 3 aspetti primari: l’invecchiamento, la salute e gli smartphone. Alcuni dei ricercatori si sono occupati anche di insegnare l’uso dei cellulari a persone anziane.
Uno dei metodi impiegati era quello di esaminare ciascun telefono, controllando applicazioni per comprendere il loro impiego. Il rapporto di fiducia è rafforzato anche dalla garanzia dell’anonimato.
Il telefono cellulare si diffonde a partire dagli anni novanta, ma ha 3 momenti decisivi:
Nel caso dei telefoni spesso l’uso dei nuovi media sono impiegati per restaurare il rapporto tra famiglie separate, creando un’idea di vicinanza. Un esempio di questo è una delle partecipanti di Milano che grazie allo smartphone ha l’opportunità di connettersi con gli amici e i parenti in Alessandria, e sostiene di non vedere differenze effettive tra la socializzazione online e quella dal vivo.
Al giorno d’oggi la questione sui cellulari è accompagnata da discussioni morali. Le opinioni tendono ad essere generalmente più negative quando si discute del dispositivo in generale, e più positive quando si tratta di usi specifici o applicazioni. Inoltre quello che le persone dicono degli smartphone è decisamente influenzato da forze esterne come i governi, i media, le società commerciali e altre istituzioni. In particolare lo Stato è spesso visto come il principale autore di atti di sorveglianza che creano tra gli utenti un forte senso di ansia. In Cina, ad esempio, esiste un sistema di filtraggio a 3 strati chiamato “The Great Firewall”, il quale blocca siti web e servizi di social media, come facebook e twitter dal territorio cinese. Questo tipo di censura è incentivato da centinaia di polizzi del web e di monitoraggio, oltre che a diversi poster propagandistici. Gli stessi website operano nei loro stessi confronti attività di autocensura.
Un altro elemento che genera discussione sono i vecchi media che non vedono i nuovi media di buon occhio in quando competizione.
L’elemento finale è la forza commerciale. Spesso le campagne pubblicitarie fanno di tutto per assicurarsi l’interesse degli utenti più giovani e sono tuttavia sempre di meno le pubblicità indirizzate agli utenti più anziani.
Diversi utenti dichiarano che non pagherebbero mai per un’applicazione.Tuttavia il costo principale che tutti noi paghiamo è quello della privacy del consumatore, il quale accetta le limitazioni alla privacy senza pensarci troppo, consapevole che si tratta di un requisito necessario per accedere a determinate funzioni. Grazie a queste informazioni il mondo commerciale ha così in mano strumenti molto più efficienti di persuasione del pubblico.
I media spesso ritraggono negativamente l’uso dello smartphone. Uno dei casi che sfrutta a suo vantaggio sono le “fake news” che contribuiscono alla stigmatizzazione delle persone più anziane. I vecchi media sostengono di essere molto più affidabili, tuttavia si è diffusa anche tra le generazione più vecchie la pratica di fare “fact-checking”
Nonostante alcune discussioni bilanciate riguardo al tema, si tratta di un campo che tende ad avere dibattiti altamente polarizzati (tecnoentusiasti e tecno pessimisti).
Non essere in grado di comprare un cellulare è rilevante, specialmente perché si tratta per punto primario di accesso ad Internet. Poi ci sono anche i costi aggiuntivi legati allo spazio della memoria, che nei dispositivi più economici è nettamente ridotto, o accesso ai dati mobili. Il costo per l’accesso ad Internet è uno dei motivi per cui in alcune delle aree di studio i partecipanti non avevano un cellulare. I problemi di accesso possono riflettere anche aspetti di disabilità. Un esempio è una delle partecipanti in Israele che grazie ad un contributo fornito dallo Stato, ha potuto ricevere assistenza per l’uso del dispositivo in quanto non vedente.
Il termine posiziona lo smartphone in relazione ad altri schermi quali tablet, computer o smart-tv. “Social ecology” invece dimostra che il proprietario di un dispositivo non è un individuo isolato e uno smartphone può essere condiviso da più persone. Dall’altro lato è comune anche che un individuo possegga diversi tipi di dispositivo e scelga cosa usare in base alla grandezza dello schermo (ad esempio per guardare serie è preferibile usare schermi più grandi, ma tuttavia le persone non sono contrarie all’uso del cellulare per guardare video su youtube). I cellulari hanno anche il vantaggio di essere “portatili” e comodamente custoditi. E’ raro che un individuo in possesso di più dispositivi scelga di usare sempre solo uno di essi. La screen ecology non si limita solo ad una casa, ma anche a tutti i dispositivi che sono ad esempio in grado di tenere connessa una famiglia che vive separata.
Parlando di “Social Ecology”, i partecipanti hanno dichiarato che qualora condividessero il loro dispositivo possono riprenderselo se ritengono che venga utilizzato impropriamente. In alcuni casi, quando lo smartphone è visto come uno strumento per tenersi in contatto con la famiglia, il suo uso ricade sulla donna. E’ inoltre comune che le coppie usino i propri telefoni in modo intercambiabile. Uno studio ha rivelato che le coppie over 70, hanno meno applicazioni in comune, ma questo perché avendo accesso al dispositivo del compagno, non sentono la necessità di installare un applicazione due volte.
Entrambi questi termini evidenziano il perchè sia sbagliato limitare lo studio dello smartphone in relazione all’individuo come singolo. In conclusione, quando un cellulare viene condiviso, aiuta a costituire relazioni sia tra le coppie che con terzi. Utilizzando diversi schermi è possibile estendere il concetto di ambiente domestico al di fuori delle mura di casa. Inoltre questioni di costo e accesso non hanno ripercussioni solo economiche: una persona che dipende dai vicini per contattare i parenti si espone a insulti e umiliazione.