Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


The nordic languages, Vikør, Sintesi del corso di Lingue

Riassunto capitolo per capitolo di The Nordic Languages di Vikør

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 25/01/2020

lou-sic
lou-sic 🇮🇹

4.3

(3)

2 documenti

1 / 30

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
THE NORDIC LANGUAGES
1 THE NORDIC AREA
Definizione: nordico e scandinavo
-SCANDINAVIA: regione più limitata rispetto al concetto di “nordico”; essa comprende
tre stati: Danimarca, Norvegia e Svezia.
-PAESI NORDICI: è un concetto più ampio; comprende 5 stati, ovvero Danimarca,
Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda, e tre territori: Groenlandia, isole Faroe ( sotto la
sovranità della Danimarca) e le isole Åland ( sotto sovranità finlandese).
Caratteristiche comuni:
I paesi nordici non formano un entità politica unita ma spesso viene vista come un unità
poiché i popoli stessi si sentono molto uniti fra loro. A livello politico esistono in Nordic
Council e il Nordic Council of Ministers, che garantiscono la cooperazione fra i paesi
nordici. Anche le bandiere nazionali esprimono la loro unità: hanno tutte un motivo con
una croce in diverso colore (fanno eccezione Groenlandia e Sami).
Le caratteristiche comuni principali sono:
-economia solida, con un alto standard di vita
-sistema politico: democrazia parlamentare
-libertà di espressione e di organizzazione
-libertà di stampa
-Trade Union Movement
-sistema di educazione ben sviluppato
-sistema sanitario ben sviluppato
-sistema di sicurezza sociale adeguato
-omogeneità religiosa: chiesa luterana
-cultura occidentale (americanizzata)
-valori fondamentali comuni: libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà
Background storico:
-Le origini: i primi Scandinavi risalgono a prima dell’alba del cristianesimo. L’economia
era basata principalmente sulla pastorizia, la caccia e la pesca. Il commercio (e i
saccheggi) erano ancora attività marginali prima dell’epoca vichinga.
-… gli anni passarono: le popolazioni germaniche formarono piccoli domini o
“repubbliche” con assemblee locali che fungevano da autorità legislative e giuridiche. Si
formarono i principali tre regni Scandinavi: Danimarca Norvegia e Svezia.
-Epoca vichinga: (IX- X - XI sec d.C.) la Scandinavia comincia ad entrare nella storia
europea. I vichinghi erano clan di guerrieri e le dinastie più potenti riuscivano a
controllare grandi territori tramite le conquiste. Le bande di guerrieri si trasformarono
in veri e propri eserciti tanto che all’inizio del XI sec i danesi conquistarono la parte est
dell’Inghilterra diffondendovi la lingua e cultura danese. I contadini norvegesi invece si
insediarono in granparte nelle Orkneys, Shetland, Faroe, Islanda e Groenlandia.
1) Danimarca: era la regione più potente e con la popolazione densa. I vichinghi danesi
minacciavano l’impero dei Franchi e l’Inghilterra. Nel 911 fu conquistato il ducato di
Normandia da parte di Rollon, il progenitore dei duchi normanni che nel 1066
conquistarono l’Inghilterra, il sud Italia e la sicilia al contempo. I danesi tentarono
anche un espansione verso il nord: nel X sec Re Harald Blue-tooth conquistò l’intera
Danimarca e Norvegia e riuscì a cristianizzare i danesi. Suo nipote Canuto il Grande per
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e

Anteprima parziale del testo

Scarica The nordic languages, Vikør e più Sintesi del corso in PDF di Lingue solo su Docsity!

THE NORDIC LANGUAGES

1 THE NORDIC AREA

Definizione: nordico e scandinavo

- SCANDINAVIA: regione più limitata rispetto al concetto di “nordico”; essa comprende tre stati: Danimarca, Norvegia e Svezia. - PAESI NORDICI: è un concetto più ampio; comprende 5 stati, ovvero Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda, e tre territori: Groenlandia, isole Faroe ( sotto la sovranità della Danimarca) e le isole Åland ( sotto sovranità finlandese). Caratteristiche comuni: I paesi nordici non formano un entità politica unita ma spesso viene vista come un unità poiché i popoli stessi si sentono molto uniti fra loro. A livello politico esistono in Nordic Council e il Nordic Council of Ministers, che garantiscono la cooperazione fra i paesi nordici. Anche le bandiere nazionali esprimono la loro unità: hanno tutte un motivo con una croce in diverso colore (fanno eccezione Groenlandia e Sami). Le caratteristiche comuni principali sono: - economia solida, con un alto standard di vita - sistema politico: democrazia parlamentare - libertà di espressione e di organizzazione - libertà di stampa - Trade Union Movement - sistema di educazione ben sviluppato - sistema sanitario ben sviluppato - sistema di sicurezza sociale adeguato - omogeneità religiosa: chiesa luterana - cultura occidentale (americanizzata) - valori fondamentali comuni: libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà Background storico: - Le origini: i primi Scandinavi risalgono a prima dell’alba del cristianesimo. L’economia era basata principalmente sulla pastorizia, la caccia e la pesca. Il commercio (e i saccheggi) erano ancora attività marginali prima dell’epoca vichinga. - … gli anni passarono: le popolazioni germaniche formarono piccoli domini o “repubbliche” con assemblee locali che fungevano da autorità legislative e giuridiche. Si formarono i principali tre regni Scandinavi: Danimarca Norvegia e Svezia. - Epoca vichinga: (IX- X - XI sec d.C.) la Scandinavia comincia ad entrare nella storia europea. I vichinghi erano clan di guerrieri e le dinastie più potenti riuscivano a controllare grandi territori tramite le conquiste. Le bande di guerrieri si trasformarono in veri e propri eserciti tanto che all’inizio del XI sec i danesi conquistarono la parte est dell’Inghilterra diffondendovi la lingua e cultura danese. I contadini norvegesi invece si insediarono in granparte nelle Orkneys, Shetland, Faroe, Islanda e Groenlandia.

  1. Danimarca: era la regione più potente e con la popolazione densa. I vichinghi danesi minacciavano l’impero dei Franchi e l’Inghilterra. Nel 911 fu conquistato il ducato di Normandia da parte di Rollon, il progenitore dei duchi normanni che nel 1066 conquistarono l’Inghilterra, il sud Italia e la sicilia al contempo. I danesi tentarono anche un espansione verso il nord: nel X sec Re Harald Blue-tooth conquistò l’intera Danimarca e Norvegia e riuscì a cristianizzare i danesi. Suo nipote Canuto il Grande per

un periodo governò una sorta di impero del mare del nord che constava in Danimarca, Inghilterra e Norvegia. Presto si dissolse ma la superiorità scandinava rimaneva inattaccata grazie alle navi vichinghe e la debolezza dell’organizzazione feudale europea.

  1. Norvegia: grazie alle saghe islandesi sappiamo che si unì alla fine del IX sec ( ma riguardava principalmente le zone costiere ). Al nord la popolazione sàmi veniva sfruttata per la raccolta di pelliccie (sotto forma di tasse), che poii venivano poi vendute in Europa Occidentale. Norway , appunto, significa “strada verso il Nord” (intendendo la rotta commerciale), nome attribuitogli da inglesi e dai frisoni. Al contrarioo Danimarca e Svezia e Finlandia sono nomi derivati dal gruppo etnico della popolazione ( dani, svevi, finni). Il controllo della Norvegia era instabile ma il re Olav III di Norvegia (detto il Santo) fondò un regno di Norvegia indipendente e duraturo (introdusse il Cristianesimo). Anche la Norvegia aveva ambizioni espansionistiche: depredava Scozia, Irlanda e nord-est dell’Inghilterra; alcuni norvegesi si stanziarono sull’isola di Man, la isole Ebridi, Shetland, le Orchidi, le isole Faroe, Islanda e sud della Groenlandia.
  2. Isole Faroe: il nome significa “sheep island” , poiché vi si stabilirono i norvegesi nel IX secolo, probabilmente prima erano abitate da monaci celti (da qui il nome). Con Olav II di Norvegia le Faroe, dapprima repubblica indipendente, accettarono la sovranità della Norvegia.
  3. Islanda: i primi insediamenti risalgono al 870-930 ca e si dice che fosse stata così nominata dai primi visitatori che vi soggiornarono durante un inverno molto rigido. Anche l’Islanda creò una Repubblica indipendente con una assemblea ( qui il governo non esisteva) chiamata althing Nel XIII secolo accettarono la sovranità norvegese. Importantissima fu la letteratura islandese che ha permesso al giorno d’oggi di venire a conoscenza della gran parte delle cose che oggi sappiamo riguardo la Scandinavia.
  4. Groenlandia: nel X secolo fu popolata dagli islandesi e dai norvegesi, il primo a stabilirvisi fu Erik il Rosso. La Groenlandia fu colonizzata nella prima metà del XI secolo. Rimase indipendente sino al 1261, anno nel quale accettò la sovranità della Norvegia. La popolazione, gli Inuit, sembra siano immigrati da nord del Canada e la loro vita è basata sulla caccia alle foche e sulla pesca.
  5. Svezia: ha sempre tenuto gli occhi puntati verso est, sia durante l’epoca vichinga, sia negli anni a venire. Ben prima dell’epoca vichinga è sempre stato un regno potente, anche grazie alla sua espansione verso la Finlandia e la regione baltica. Nel IX secolo governava anche l’attuale Ucraina e grazie alla rotta commerciale entrò in contatto con l’Impero Bizantino e il mondo arabo. La Svezia fu cristianizzata dopo la Danimarca e la Norvegia, ovvero XII secolo, inoltre divenne uno stato con capitale a Stoccolma nello stesso secolo.
  6. Finlandia: era popolata dai finnici, essi non formavano un entità politica e gradualmente vennero inglobati dalla Svezia a partire dal XII secolo. La parte nord è popolata dai Sàmi.
  7. I sàmi sostanzialmente vivevano in questa “terra di nessuno” che era reclamata da ben tre stati: Norvegia, Svezia e Russia, perciò dovette pagare le tasse per tre stati contemporaneamente.

- XIV secolo: 3 regni maggiori: Norvegia ( includeva Faroe, Shetland, le Orchidi, Islanda e Groenlandia) Danimarca ( includeva la Schleswig, oggi sud della Svezia) Svezia ( includeva la Finlandia) La Danimarca era la più popolosa, la più urbanizzata e la più forte politicamente; la Norvegia era invece la più debole.

Inoltre la zona Sàmi rimane tuttora divisa fra Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia: la loro indipendenza, seppur emancipato come popolo, rimane fuori questione (hanno però rappresentanti in parlamento. II THE LANGUAGES Secondo il “Nordic Language Secretariat” le lingue rappresentate sono 8: Groenlandese, Islandese, Faroese, Norvegese, Danese, Svedese, Sàmi e Finlandese. Il norvegese, avendo due varietà, Bokmål e Nynorsk, si potrebbe contare per due. Il Sàmi ha una quantità notevole di varietà molto diverse fra loro, che spesso sono talmente diverse che due parlanti non riuscirebbero a capirsi fra loro. Il lingusta tedesco Heinz Kloss mostra che una lingua può essere riconosciuta tale basandosi su due differenti criteri:

  1. Criterio linguistico: se due lingue sono talmente diverse che è impossibile che due parlanti si capiscano tra loro, allora si può dire che siano due lingue differenti. Ma se sono diverse quel tanto da essere definite varietà di una stessa lingua allora sono chiamati dialetti di una lingua. (N.B.: secondo questo ragionamento allora le varietà di Sàmi sarebbero lingue diverse mentre svedese, norvegese e danese dovrebbero essere dialetti di una stessa lingua).
  2. Criterio sociologico: una varietà standardizzata che ha sia funzione sia scritta sia parlata in una comunità nazionale di parlanti, può essere definita una lingua. Ciò implica la definizione di dialetto come una “varietà non standardizzata di una lingua” Tramite questi criteri uniti possiamo affermare che le lingue nordiche sono un totale di 15: groenlandese, islandese, faroese, nynorsk, bokmål, danese, svedese, sette lingue sàmi e finlandese. Ci sono poi molte altre lingue minoritarie poiché tutti gli stati hanno immigrati sia europei sia non europei. Uno dei maggiori gruppi etno-linguistici sono i Gypsies. Raggruppiamo le varie lingue nordiche in tre gruppi principali:

- indoeuropee: scandinave (danese, norvegese e svedese), islandese, faroese - uraliche: finlandese, sàmi - eschimesi: groenlandese Lingue germaniche del nord Le lingue nordiche indoeuropee appartengono tutte alla famiglia del germanico. La famiglia germanica si divide in due sottofamiglie: - germanico ovest: inglese, tedesco, olandese e frisone - nord germanico: lingue scandinave, islandese e faroese ( questo libro si occupa di quest’ultime) Le lingue nord-germaniche hanno tutte un comune antenato: il proto-scandinavo (prima metà del I sec a.C.) Parte di questa lingua era l’alfabeto runico, molto sintetico e con un fenomeno di flessione morfologica molto sviluppato. È curioso il fatto che il linguaggio era considerevolmente uniforme nonostante la vastità del territorio. L’alfabeto runico sembra essere ispirato dagli alfabeti del sud Europa ( greco ed etrusco, forse romano); questo però dev’essere stato una creazione indipendente: le lettere hanno tutte una forma angolare, questo perché le incisioni venivano fatte sul legno. Con il passare degli anni si coninciò ad incidere su materiali più durevoli, proprio per questo le prime iscrizioni rinvenute sono

danesi e risalgono al II sec a.C. fatte probabilmente da qualcuno che era stato a contatto con la civiltà mediterranea (commercio). Il proto germanico era parlato nel sud della Scandinavia e tramite le migrazioni si diffuse anche nell’attuale Germania. Durante il VI- VII sec la lingua subì uno sconvolgimento che interessò tutti i dialetti: da questo momento si può chiamare Old Scandinavian ( “vecchio scandinavo”). Questo era abbastanza uniforme, ma in realtà era scinto in due varietà:

- West Scandinavian ( scandinavo ovest): anche detto Old Norse; includeva l’Old Norvegian e le lingue figlie islandese e faroese (ora estinte, Orkney e Shetland Norn). - East Scandinavian (scandinavo est): Old Swedish, Old Danish e Old Gutish (ora estinito e assimilato come un dialetto svedese nel 1645). Norvegese, danese e svedese andrebbero visti non come unità ma come gruppi di dialetti. Snorri Sturlson (1179-1241), storico islandese, include tutte le lingue del nord-germanico con il termine “Danish tongue”, questo forse perché i dani vivevano in stretto contatto con più culture rispetto al resto degli scandinavi. Un altro modelle di possibile sviluppo delle lungue nord germaniche e proposto da Torp (1982,1998). Egli sostiene che la divisione superficiale fra est e ovest dell’epoca vichinga, fu poi succeduta da un ulteriore divisione nord-sud che avvenne nel tardo medioevo, esssa sepparava la Danimarca da Svezia e Norvegia. Un ulteriore divisione ci fu più tardi, essa scisse le lingue nordiche insulari (islandese e faroese) e le lingue scandinave (danese, svedese e norvegese). Descizione linguistica della sotto famiglia nord-germanica, il suo sviluppo e le sue diramazioni Il periodo di passaggio dall’antico scandinavo al vecchio scandinavo si chiama syncope period (“periodo delle sincope”). In questo contesto sincope sta ad indicare la cancellazione delle vocali brevi non accentate. (Vedi esempio p.34, corno di Hlewgastir) Una delle conseguenze di questo fenomeno è la mutazione vocalica della Umlaut , questa mutazione è importante perché porto delle complicazioni nel sistema vocalico e morfologico. Per mutazione vocalica si intende che le vocali corte in parole con fine flessiva influenzano anche le vocali della radice. La mutazione più importante fu quella della /i/, ad esempio: fotiR >føtr “feet” (guarda come è scritto sul libro perché word non ha quei caratteri) Così le vocali /æ/ e /ø/ si sono sviluppate e così rimangono tuttora; questo cambiamento poteva avvenire anche solamente in alcune forme di una parola e non in altre, ad esempio: “man” “mouse” “pagan god” (più esempi p.36) sing. mann mus áss plu. menn myss æsir Il tedesco è stato più segnato dalla mutazione vocalica rispetto allo scandinavo, anche l’inglese ne porta le traccie (vedi i plurali “irregolari”). Sia la sincope si la mutazione vocalica hanno entrambe avuto luogo nel germanico, nonostante il risultato sia visibile in maniere diverse nelle diverse lingue coinvolte. Tipicamente scandinavi sono la perdita iniziale della /j/ e della /w/ (es. jara > år, young > ung, ecc..); anche la perdita, alcune volte, della /n/ in fine di parola flessa (es. “come”, kweman > koma).

bilinguismo si vede tuttora: frukost, språk , krig... sono moltissime le parole rimaste permanentemente. Molto importante fu anche l’adozione degli affissi derivazionali presi dal Basso tedesco: vedi la tabella p 43 Alcuni di essi sono ancora produttivi in scandinavia e continuano ad arrichhire il vocabolario anche oggi. L’influenza del basso tedesco probabilmente ha contribuito alla semplificazione dello scandinavo, anche perché spesso la comunicazione che avviene attraverso barriere linguistiche spesso necessita di semplificazione. Inoltre durante il XIX secolo nacquero in questi paesi paesi movimenti nazionalisti, essi miravano anche ad una purificazione linguistica che aiutò la stabilizzazione del vocabolario. Distinzione grafica delle vocali nel gruppo nord germanico: Danese, norvegese e faroese: // oppure /æ/ e /ø/ sono scritti æ e ø Svedese: /ä/ e /ö/ come in tedesco e il finlandese ( che ha preso in prestito i caratteri dallo svedese). Islandese: è un compromesso fra il resto utilizza /æ/ e /ö/. Il carattere /å/ originario della Svezia, è stato introdotto anche in danese e norvegese al posto del carattere aa. North Germanic Insular Nordic Scandinavian Icelandic Faroese North Scandinavia n South Scandinavia n Norwegian Swedish Danish Danese Periodizzazione del danese: Old Danish 800- Early Middle Danish 1100- Late Middle Danish 1350- Early Modern Danish 1525- Modern Danish 1700- …

Ciò riguarda per lo più la lingua scritta. Attorno al 1350 l’influenza del basso tedesco raggiunse il suo picco sul danese scritto. Nel 1525 ci fu una semplificazione morfologica e una rivoluzione fonologica, la lingua si stabilizzò ed iniziò un periodo di stabilizzazione. Attorno al 1700 ci fu un rinnovamento che portò al danese moderno. È strano come il danese fosse la lingua ufficiale della scandinavia ma allo stesso tempo dovesse convivere “in casa” con la prevalenza del latino e del tedesco. I primi testi danesi rinvenuti in caratteri romani sono testi giuridici (ciò che riguarda la legge deve essere comprensibile a tutti) che risalgono al XIII secolo. Dal XIV secolo leggende, cronache e letteratura religiosa cominciarono ad essere scritte in danese, ma non siamo ancora al livello di un danese standardizzato. Infatti la standardizzazione della lingua cominciò nel XVI secolo con: nel 1482 l’introduzione della stampa e la riforma luterana 1536 ebbero grande importanza. La bibbia fu pubblicata in danese per la prima volta nel 1550; altri testi importanti sono “Danish Law of King Christian V” (1683). Durante il XVII secolo le prime grammatiche di danese furono pubblicate, su esse si basavano le classi alte di Copenhagen. Al contempo il tedesco era però la lingua di prestigio delle corti e della nobiltà. Durante il XVII e il XVIII anche il francese cominciò ad occupare un ruolo importante. Ci furono poi dei movimenti che, sostenendo la purezza della lingua, banidvano francesismi e latinismi. Nel corso del XVIII secolo la predominanza del tedesco andò sbiadendo e prima del 1800 la standardizzazione del danese era ormai quasi completa. Il modello standard era comunque basato sulla parlata della upper-class di Copenhagen. Il danese è l’unica lingua ufficiale della Danimarca. Nelle Faroe e in Groenlandia è la seconda lingua ufficiale. In tutte le nazioni scandinave è insegnata obbligatoriamente dopo la scuola primaria. I gruppi di dialetti principali sono 3:

- Jutish parlato nello Jutland - il danese insulare nelle isole Funen e Zealand - danese dell’est parlato a Bornholm al sud della Svezia (scania), Halland e Blekinge (considerato anche svedese del sud) Caratteristica peculiare del danese è il sistema numerale che usa porre l’unità prima delle decine, per rendere il tutto più complesso è inoltre un sistema vigesimale (basato sulla ventina). I danesi stessi sanno che è abbastanza difficile per gli staranieri da comprendere, perciò per qaunto riguarda i soldi usano gli stessi numeri degli altri paesi nordici, ma non nella lingua parlata. Svedese: Periodizzazione dello svedese: Runic Swedish 800-1225 THE NORDIC LANGUAGES.pdf Classical Old Swedish 1225-1375 Klassisk fornsvenska.pdf Late Old Swedish 1375- Early Modern Swedish 1526- 1732 Modern Swedish 1732-.. Il periodo runico era così chiamato per l’utilizzo delle rune, che sino al tardo medioevo venivano utilizzate nella vita di tutti i giorni. Esse vennero poi sostituite dall’alfabeto romano

norvegese. Il danese era l’unica lingua scritta in Norvegia, questo sino la seconda metà del XIX secolo. I dialetti norvegesi erano comunemente usati ma la upperclass parlavano danese (con una pronuncia comunque foneticamente “scandinava”). Dopo la secessione norvegese dalla Danimarca nel 1814, la scandinavia era in un periodo di Romanticismo che portò ad una forte coesione fra il concetto di nazione e lingua, si discute dunque di come ossa la Norvegia ottenere la sua autonomia linguistica. Due furono le risposte:

- Nynorsk: Ivar Aasen, dopo numerose ricerche e studi dialettali, sviluppò una serie di norme riguardanti il un possibile norvegese standard scritto. - Bokmål: Knud Knudsen sviluppò una tipologia di lingua “dano-norvegese” che si basava sulle norme utilizzate dalla upperclass, quindi nel complesso un “danese norvegizzato”. L’opposizione fra queste due scuole di pensiero era chiara, fu resa più complessa più tardi nel 1880 quando ci furono difficoltà politiche che riguardavano il parlamentarismo e l’unione con la Svezia. Il nynorsk si diffuse principalmente nelle campagne, nel 1892 era possibile decidere di studiare il nynorsk nelle scuole e nel 1920 veniva insegnato anche nella norvegia ovest. Nelle zone più a sud che erano rimaste dano-norvegesi ci furono due riforme linguistiche (1907 e

  1. e queste riguardavano il norvegese bokmål. Il bokmål rimase comunque la varietà più diffusa per il norvegese scritto. Dato che le due varietà non differivano di poi così tanto, si pensò di tentare un unione tramite il Samnorsk, questa idea fu poi abbandonata negli anni 60 del novecento. Il nynorsk si guadagnò comunque l’uso come lingua dell’istruzione. Al giorno d’oggi le due varietà coesistono: il 95% dei norvegesi parlano una sola varietà fra le due come lingua primaria, i Samì sono la più importante minoranza. Al 15% dei bambini a scuola è insegnato il Nynorsk, mentre al resto è insegnato il bokmål. I dialetti sono divisi in sei gruppi principali: - Western - Central - Eastern - Trøndern - Northen I dialetti in Norvegia hanno molto più prestigio che nel resto della scandinavia. Islandese: Le radici della lingua islandese risiedono nell’Old Norse, importato sull’isola nel 900 d.C. quando i norvegesi si stabilirono sull’isola. Linguisticamente è strattamente correlato al dialetto sud ovest del Old Norwegian, questo si può intuire grazie ad una serie di mutazioni che si sono presentate nel dialetto sud ovest norvegese e anche nell’islandese; fra esse le più importanti: - il cambio delle lunghe /l:/ e /n:/ e i gruppi di consonanti (clusters) /rl/ e /rn/ > /dl/ e /dn/ es. verbo kalla “chiamare” Old Norse: /kal:a/ Isl./SWNorw: /kadla/ SvedMod.: /kal:a/ - lo sviluppo del gruppo consonantico /bl/ e /bn/ al posto del precedente /vl/ e /vn/ es. nafn “nome” Old Norse: /navn/

Isl./SWNorw: /nabn/ NorwBokmål:/navn/

- la dittongazione di /a/ : > /au/ es. “toe” (ingl.) Old Norse: /ta:/ Isl./SWNorw.: /tau/ Mod. Scandin.: /t :/ (tå) Durante il mediorevo il norvegese e l’islandese erano due dialetti di una sola lingua, gli storici delle lingue spesso li identificano sotto lo strsso termine: Scandinavo dell’ovest oppure Old Norse. Gli islandesi però da sempre rifiutano la concezione della loro lingua come una subordinata del norvegese. Infatti la lingua islandese è da sempre una delle più documentate poichè ha una notevole tradizione letteraria di qualità sin dai primi insediamenti. Oltretutto i re norvegesi avevano tradizionalmente bardi islandesi a corte. Gli islandesi ci tengono a mettere in evidenza la continuità fra la lingua antica e quella moderna. Al Contrario dei cambiamenti vocalici, il sistema consoantico è rimasto abbastanza fedele e conservativo: la “th”, come in inglese è rimasta anche in islandese. È particolare come l’accento in islandese cada sulla prima sillaba e in caso, la prefissazione non è accentata. I cambiamenti fonetici più importanti sono avvenuti fra il 1500 e il 1600 che segnano la divisione fra il vecchio e il moderno islandese. L’islandese non fu mai soppresso dalle autorità danesi, gli islandesi hanno sempre continualto a scrivere in islandese. In Islamda la stampa fu introdotta nel 1530 e poco dopo, in seguito alla riforma luterana, fu pubblicata la bibbia in islandese nel 1584. L’islandese e dil danese sono delle lingue talmente differenti che fra esse non vi è mai stata la possibilità di intelligibilità fra loro. Non fu necessario in Islanda un movimento linguiatico come in Norvegia, l’unico movimeto che prese piede a Reykjavík fu un movimento linguistico che mirava alla rimozione delle influenze dano-tedesche dalla lingua. Il national revival movement portò ad un forte rinnovamento anche nella lingua: fu purificata e modernizzata creando nuovi termini standardizzando lo spelling. Ben prima dell’indipendenza del paese, l’Islanda era già linguisticamente autonoma e basata sulla lingua tradizionale. L’Islanda è oggigiorno un esempio di nazione-stato completamente omogenea linguisticamente. Essa infatti non ha dialetti e il modo di scrivere è consevativo. L’aspetto dell’islandese scritto differisce principalmente dallo scandinavo per l’utilizo delle vocali accentate e dei caratteri speciali ð e þ. Sempre tradizionale è la struttura dei nomi: il nome viene accostato al patronimico. Quindi cambia di generazione i generazione. Faroese/finlandese/groendandese/romani e romanes (p.61/79): LEGGI III THE INTERNAL RELATIONS Per “relazioni interne” vogliamo intendere le posizioni sociolinguistiche, linguo-politiche e legali della lingua nel paese in cui è parlata e negli eventuali gruppi che la parlano. Lo svedese in Finlandia

straniera. Circa il 90% dei ragazzi parlanti finlandese scelgono appunto l’inglese come prima lingua straniera, mentre circa il 6% sceglie lo svedese. D’altro canto, i piccoli parlanti svedesi sceglono l’85% il finlandese come lingua straniera, solo il 15% sceglie invece l’inglese al posto del finlandese. Il finlandese in Svezia e Norvegia: Non sappiamo quanti finlandesi ci siano in Svezia (circa 450.000); sappiamo invece che il loro ricnoscimento come gruppo linguistico minoritario, non ha una posizione in Svezia nemmeno comparabile alla controparte in Finlandia. In principio i finlandesi in Svezia avevano un trattamento come una quasiasi delle minoranze linguistiche non-nordiche; nel 1999 il parlamento svedese riconosce il finlandese e altre quattro lingue come lingue minoritarie indigene. Da notare che i finlandesi sono più del 50% dei non parlanti svedesi in Svezia. La valle di Tornedal è la parte con percentuale più alta di parlanti finlandesi in Svezia, poiché si trova a nord al confine con la Finlandia e vi si sono staziati gli immigrati finlandesi recenti. Questa valle è stata divisa a metà fra Svezia e Finlandia quando quest’ultima fu ceduta alla Russia nel 1809. Le emigrazioni finlandesi verso la Svezia e la Norvegia sono cominciate nel XVI secolo, questi si stanziarono nelle zone boschive interne e nell’adiacente zona norvegese, oramai assimilati alla lingua svedese, della prova di ciò sono rimasti solo i cartelli stradali. Oggigiorno Tornedal rimane l’unica zona che parla finlandese. I finlandesi di Norvegia vengono anche chiamati kvener in Norvegese, essi hanno subito una forte discriminazione, forte tanto quanto i Sami; solo dopo la seconda guerra mondiale i sentimenti antifinnici andarono sbiadendo. Nonostante ciò nuove ondate migratorie portarono finlandesi sia in Svezia sia in Norvegia, conservando la propria lingua. Da notare come la psizione dei finlandesi sia più debole in Norvegia piuttosto che in Svezia. In Norvegia il massimo che possono ricevere i finlandesi è l’aiuto a tradurre e in alcune zone al nord è possibile studiare finlandese nelle scuole secondarie, per il resto non vi è nulla a livello di media e cose del genere. La controparte finlandese in Svezia, principalmente parliamo di Tornedal, è trattata meglio. A Tornedal la varietà di finlandese parlata lì è quella utilizzata per la prima istruzione, mentre il finlandese vero e proprio è utilizzato per l’istruzione solo a seguire. Questa lingua che si usa a Tornedal è chiamata Meänkieli “mia lingua”, in quanto è distinta dal finlandese ed è una delle cinque lingue riconosciute come minoritarie ( assieme al finlandese, sami, romani e Yiddish). Viene anche insegnato in lingua finlandese in alcune scuole secondarie e il finlandese è insegnato in cinque università svedesi. I finlandesi in Svezia hanno la possibilità di tenere viva la loro cultura. Hanno due giornali settimanali; in più hanno alcuni giornali e riviste svedesi che hanno inserzioni in finlandese e ci sono programmi finlandesi sia nelle radio sia nei canali televisivi svedesi. La comunicazione con le autorità deve però avvenire in svedese. Il parlamento dopo il dectreto del 1999 ha inoltre stabilito alcuni comuni al nord in cui verrà rinforzato l’utilizzo del finlandese (o meänkieli o sami), questi comuni sono: Kiruna, Gällivare, Haparanda, Övertorneå e Pajala nella contea di Norrbotten. Qui viene aumentata la competenza nelle lingue minoritarie per quanto riguarda la burocrazia. I servizi linguistici di cui godono i finlandesi di Svezia, nonostante siano coloro che fra le minoranze godono di miglior trattamento, non è comunque eguagliabile al trattamento degli svedesi in Finlandia. Questo principalmente perché i finlandesi in Svezia sono stati categorizzati come popolazione indigena, mentre gli svedesi in Finlandia sono ritenuti come immigrati recenti.

Detto ciò si può immaginare che i finlandesi di Svezia subiscano una maggior pressione da parte della cultura urbana svedese, perciò comunque è necessaria una competenza fluente o discretamente fluente di svedese per poter vivere propriamente nella società svedese. Sámi in Norvegia, Svezia e Finlandia: La popolazione Sámi è l’unica minoranza etnica e linguistica della Scandinavia cui manca il supporto di una nazione-stato dominata dalla loro lingua ( escludendo i Gypsies). I Sami vivono in quattro stati: Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Per la maggior parte della storia della Scandinavia, questa popolazione non ha mai goduto di alcun diritto linguistico. Solo al giorno d’oggi la situazione sta cambiando: parlamenti Sami sono stati stabiliti in Finlandia, Norvegia e in Svezia. Ci sono tre principali aree Sami:

  • Core area: include 5/6 comuni nella parte interna della Finnmark in Norvegia, due comuni nell’area adiacente in Finlandia e alcuni villaggi nella zona nord della Svezia. Circa l’80-90% della popolazione sami vive qui e il dialetto è il North Sami.
  • Coastal area: comprende i distretti dei fiordi al di furoi della Finnmark in Norvegia, qui vivono molti sami, principalmente pescatori e contadini. Sono chiamati i “Sea Sámi”, molti dei sami delle coste hanno abbandonato la loro lingua, ne sono rimasti veramente pochi che la parlano.
  • Reindeer-herding area: sono coloro che rappresentano la visione tradizionale dei sami con i nomadi che trainano la slitta verso l’entroterra in estate e verso la costa in inverno; questi costituiscono una parte piccolissima dei sami, una fra le più importanti però perché il traino della slitta in Norvegia e Svezia è rimasto monopolio dei Sami dal XVI secolo. - in Norvegia: nel XVII secolo la lingua sami era utilizzata dai missionari e dalla chiesa per l’istruzione del popolo Sami. Dalla seconda parte del XIX secolo le autorità norvegesi applicarono una politica di assimilamento; questo a causa del sentimento nazionaista che stava coinvolgendo tutto il Vecchio continente. Nel 1880 venne decretato dal gorverno norvegese che l’unca lingua di insegnamento sarebbe stata il norvegese mentre il sami e il finlandese sarebbero stati comunque utilizzati come lingue ausiliari. Nel 1902 fu deciso che in Finnmark le terre sarebbero potute essere affittate o comprate solamente da persone che sapessero parlare, scrivere e leggere nella lingua utilizzata nel luogo; legge abolita poi nel 1963. Dopo la Seconda Guerra Mondiale cominciò a diffondersi nuovamente l’idea che l’insegnamento fosse effettivamnte più efficace quando avveniva nella lingua madre del bambino: nel 1959 la lingua sami fu nuovamente consentita nell’insegnamento. Con il Primary School Act del 1969 i genitori dei bambini sami avevano il diritto di poter decidere di far insegnare in lingua sami al proprio bambino se fosse stato richiesto; nel 1990 fu aggirnato: 1) Ai bambini può essere insegnato in sami e dal settimo anno possono decidere da loro cosa preferiscono al riguardo. I bambini cui è insegnato in sami sono esenti dall’insegnamento in una delle due lingue norvegesi all’ottavo e al nono anno. 2) In base al comune i bambini possono decidere se eseguire tutti gli studi in sami e i parlanti norvegesi possono imparare anche il sami come materia. 3) L’istruzione sami può essere offerta anche a bambini con origini sami al di fuori del distretto dei sami. - in Svezia: anche qui l’utilizzo del sami è collegato alla chiesa. Anche qui come in Norvegia il sami non è mai stato proibito. Qui comunque nella zona nord prevale lo svedese come lingua di istruzione. Nel 1976 fu decretato che ognuna delle minornze potesse essere istruita nella sua lingua. Al nord della Svezia ci sono ancora scuole

“Nynorsk e Bokmål sono varietà equivalenti e devono essere trattate come lingue scritte equivalenti dai corpi del governo a livello nazionale, provinciale e municipale.” Ci sono 435 comuni in Norvegia, 117 delle quali hanno scelto il Nynorsk, 165 hanno optato per il Bokmål, il resto, 153 hanno deciso di rimanere neutrali. Con questo sappiamo che il Bokmål è più diffuso, anche nelle città maggiori come Oslo e altre che sono neutrali formalmente. Il Nynorsk ha due principali basi sociali: la cora area e le istituzioni culturali sparse in tutto il paese. Nella core area il Nynorsk è utilizzato come lingua scritta nella quotidianità, sia formale che informale. In quest’area sono presenti molti giornali in Nynorsk, uno giornaliero che è Sogn Dagblad. Sogn e Fjordane sono le uniche contee in cui la presenza del NN è diffusissima, il 95% dei bambini studiano questa lingua. La popolazione vive di agricoltura, energia idroelettrica, produzione di metalli e attività terziaria. La Norwegian Broadcasting Company manda in onda programmi in Nynorsk. La città di Bergen, seconda città norvegese, è dominata dal Bokmål ma la zona che sovraintende è dominata dal Nynorsk. La chiesa nella core area parla Nynorsk mentre nei corpi militari il Nynorsk occupa una posizione modesta. Norges mållag è uno dei maggiori movimenti Nynorsk, forte nella core area ma guidato da Oslo, si dice che esso sia la seconda base sociale del Nynorsk. Dal punto di vista cinematografico ci sono pochi film in Nynorsk la maggior parte dei quali tratti da romanzi scritti in quella lingua. Il Nynorsk è molto simile al Bokmål linguisticamente. Ogni norvegese che usa il Bokmål capisce anche il Nynorsk, ciò pero provoca delle problematiche a livello di autonomia per il Nynorsk. Da questa somiglianza fra loro il fatto che queste lingue siano riconosciute come diverse varietà è ancora molto discussa, nonostante siano state coltivate in maniera diversa come lingue. I tedeschi nella Schleswig in Danimarca La zona di confine fra Danimarca e Germania è da sempre stata interessata a conflitti politici, militari e linguistici. Tradizionalmente si parlava il South Jutish che era un dialetto danese, chiaramente differente dal danese standard e fortemente influenzato lessicalmente dal Basso Tesedco. Questa zona sin dal medioevo era sotto la pressione della Germania. La Schleswig ha sempre appartenuto alla Danimarca per tutto questo tempo, nonostante il fatto che essa fosse associata al Ducato di Holstain che parlava tedesco, che era semi indipendente ma subordinato al governo danese. In questa zona la lingua di prestigio era il tedesco, anche se il danese era usato in alcune circostanze come nell’amministrazione, nelle scuole e in chiesa. A questo punto ci furono due sviluppi: l’idea di nazionalismo linguistico e un conflitto politico e militare che travolse la Schleswig. La popolazione quindi si divise in pro-tedesco e pro- danese. Prima guerra dello Schleswig (1848-1850): ci fu un insurrezione a Holstein assieme a una dei pro-tedeschi nello Schlewig. La guerra fu vinta dalla Danimarca e resero obbligatorio l’utilizzo del danese a nella scuola di tutti i comuni annessi alla Schleswig. Seconda guerra Schleswig (1864): stavolta la Danimarca perse la Schleswig e fu costretta a cederla alla Prussia. La Prussia proibì l’utilizzo della lingua danese nei contesti pubblici e il suo insegnamento a scuola, suscitando però solo che sentimenti pro-danesi. In molti giovani però andavano in Danimarca per studiare il danese.

Durante la II Guerra Mondiale ci fu periodo di stallo ma quando termino fu organizzato un plebiscito nel 1920: la parte nord preferiva stare con la Danimarca mentre il sud con la Germania, il volere del popolo fu rispettato e furono delineati i nuovi confini, che da allora sono rimasti invariati. Nello Schleswig del sud nutrono ancora affetto nei confronti di del danese; anche nello Schleswig del nord i pro-tedesco occupano una posizione simile anche se il tedesco qui è più in uso come lingua di casa che il danese in Gremania. Nel 1955 in Germania fu decretato che ogni persona potesse definirsi come appartenente alla nazionalità tedesco/danese e alla cultura tedesco /danese. Danese e faroese nelle faroe (p.107):LEGGI Danese e groenlandese in Groenlandia (p.111):LEGGI IV THE INTER-NORDIC RELATIONS La comunicazione linguistica è suddivisa in due zone:

- la Scandinavia (inclusa la Finladia che parla Svedese) - la zona più esterna dove lingue molto diverse coesistono stiamo quindi parlando di comunià primaria e secondaria: - primaria: quella che parla scandinavo, la comunità è definita dal fatto che la lingua sia molto simile sia scritta che parlata. - secondaria: è così definita perché, a causa di motivazioni storiche, Danese e Svedese hanno una forte posizione come lingua secondaria nei paesi non-scandinavi, per questo motivo la maggior parte degli abitanti sanno parlare quelle lingue. Le lingue nordiche vicine nella scuola primaria e secondaria C’è una sorta di abitudine in Scandinavia che, oltre all’insegnamento nella lingua madre, sia necessario includere dell’istruzione nella lingua di un altro paese scandinavo. Ai bambini vengono presentati dei testi in lingua in modo da rendere l’idea di come dev’essere quel paese, soprattutto si insiste sulla comprensione passiva delle altre lingue. L’istruzione però è sempre fatta nella lingua madre. Agli occhi di molti allievi e anche di alcuni insegnanti, insegnare le lingue vicine sembra irrilevante perché sono ugualmente comprensibili; si orientano quindi più verso l’insegnamento della lingua americana piuttosto di una scandinava. Sussiste il problema del cercare di stimolare i bambini in una visione più nordica. Una delle lingue nordiche è obbligatoria come prima o seconda lingua straniera: il danese nelle Faroe, Islanda e Groenlandia; svedese in Finlandia. Lo svedese è introdotto come lingua straniera obbligatoria in Finlandia solo dopo il settimo anno. Si dice che ormai la conoscenza dello svedese in Finlandia sia andata calando ma i dati non supportano questa affermazione, nonostante ciò comunque la lingua svedese non è più ritenuta prestigiosa in questo paese. Cercare di motivare gli allievi è un problema in Finlandia tanto quanto in Islanda, avviene il contrario in Groenlandia e nelle Faroe. Il danese in Groenlandia e nelle Faroe è sempre dominante ed è vista come lingua della cultura, del progresso e della modernità. Nel caso della Finlandia e dell’Islanda invece acquaise lingue come il danese o lo svedese ai giovani sembra una perdita di tempo, qui vedono l’inglese come lingua dei contatti internazionali e della cultura, questo anche perché hanno pochi contatti con madrelingua danesi o svedesi. Solamente in Finlandia hanno stretti rapporti commerciali con la Svezia e

  1. Il primo studio al riguardo fu svolto da Einar Haugen nel 1952 per via telefonica. I risultati furono (guarda schema p.122):

- gli svedesi: comprendono senza difficoltà il norvegese ma comprendono poco il danese - i norvegesi: comprendono senza difficoltà gli svedesi e comprendono abbastanza il danese - i danesi: hanno difficoltà a distinguere il norvegese dallo svedese, più che altro faticano a capire lo svedese piuttosto che il norvegese

  1. Il secondo esperimento fu svolto da Øivind Maurud nel 1972, stavolta veniva effettivamente testata la capacità di comprensione della lingua scritta e della lingua parlata separatamente: - lingua scritta: i risultati sono decisamente buoni - lingua parlata: decisamente peggiori rispetto alla lingua scritta; gli svedesi sono i peggiori nella comprensione orale, una via di mezzo per quanto riguarda i danesi mentre i norvegesi sono i migliori (basandosi sul bokmål). Risultato complessivo: la lingua più difficile è il danese parlato, la nazione con il punteggio più basso di comprensione è la Svezia mentre la Norvegia ha ottenuto i risultati mogliori.
  2. Il terzo e più recente studio è stato eseguito da Ulla Börestam Uhlmann nel 1991, osservando una serie di 24 conferenze scandinave, concentrando il focus sia sulla comprensione sia la strategie di comunicazione per abbattere le barriere linguistiche. I risultati più evidenti: - i danesi facilmente confondono svedesi e parlanti svedesi di Finlandia - la regione di provenienza influisce molto con la comprensione della lingua vicina - la possibilità di ricezione di programmi dello stato vicino aumentano la possibilità di comprensione Gli ottimi risultati ottenuti dalla Norvegia possono essere spiegati in tale maniera. La Norvegia può essere vista come “intermedio” in relazione alla Svezia e alla Danimarca: foneticamente il norvegese è simile allo svedese, ma idiomaticamente, lessicalmente e ortograficamente più simile al danese (specialmente il bokmål). Oltretutto si può dire che i norvegesi sono più “abituati” alla variazione linguistica rispetto agli altri paesi presi in causa. Modelli di comprensione nella comunità secondaria Tre quarti dei finlandesi sono capaci di comprendere lo scandinavo molto bene. Gli islandesi invece tendono a vedere lo scandinavo come una singola unità con minime variazioni, per quetso hanno avuto risultati ottimi per quanto riguarda la compresione di (in ordine di risultati) danese, svedesi di Finladia, norvegese e svedese. C’è una notevole differenza fra le due tipologie di svedese (FS 68%, SS 42%). Gli islandesi stessi parlano danese ai meeting ma con un accento più nord scandinavo. Questa variante è ben capita quasi da tutti ma poco dai finlandesi. I faroesi hanno avuto i risultati in assoluto migliori, circa il 100% per tutte le varietà linguistiche eccetto il danese parlato dagli islandesi (75%). Le 6 strategie di comunicazione
  3. Adattamento limitato della propria parlata: parlare in maniera più lenta, pronunciare le parole in maniera più distinta e cercando di non utilizzare parole troppo compelesse. I danesi risultano essere i più in difficolta in questo
  1. Cambio sistematico nella propria parlata: in pochi hanno ammesso di cambiare la propria parlata in base a chi si trovano davanti. Sono infatti soprattutto i danesi a fare principalmente questo cambiamento. Ci sono molti “false friends” nelle lingue scandinave, i principali sono: anledning (D/N “opportunità” ≠ S “ragione”), må (D/N “may” ≠ S “must”), rar (D/S “nice” ≠ N “strange”), rolig (D/N “tranquillo” ≠ S “divertente”), semester (D/N “semester”, S “holiday”). Ci sono anche parole che differiscono completamente come: “ragazza” D pige, N jente, S flicka; giornale D/N avis, S tidning; “finestra” D vindue N vindu S fönster, ecc.. la differenza maggiore è il sistema numerico danese che al contrario degli altri è un sistema vigesimale basato sulle ventine, ma i danesi sanno che per gli altri è complesso perciò si sforzano ad usare quello degli altri.
  2. “Scandinavo comune”: quando ci si adatta alla lingua di coloro con cui si parla, sembra quasi che venga parlata una lingua artificiale, questa si può chiamarla “scandinavo comune” oppure scandinavo “semplice”. Molti lo trovano pratico, per altri invece è artificiale. In ogni caso siste una sorta di “scandinavo” istituzionalizzato, si può ricondurlo al danese che parlano gli islandesi o i faroesi: è scritto come il danese ma la pronuncia è quella nord-scandinava il che lo rende comprensibilie più o meno a tutti. La codificazione formale dello scandinavo è stata spesso discussa ma mai resa troppo seriamente.
  3. Utilizzare una lingua differentedalla propria: nelle conferenze studiate dal Haugen risulta che in genere non è sempre necessario cambiare la propria lingua per farsi capire, ma quando necessario la lingua che si tende a parlare è lo svedese. Probabilmente la scelta dello svedese dipende dal fatto che sia presente alle conferenze un gran numero di finlandesi e che comunque il danese in Svezia non è insegnato. Le alternative rimanenti sarebbero l’impiego di interpreti oppure l’utilizzo della lingua inglese.
  4. L’utilizzo di interpreti: pratica che comincia a essere comune dagli anni ’70 , lo scopo principale dell’utilizzo di interpreti era quello di permettere ai finlandesi di partecipare in egual modo rispetto gli scandinavi.
  5. Utilizzo dell’inglese: è l’unica lingua non-scandinava che pare funzionare. Nonostante ciò fra gli scandinavi è poco comune comunicare in inglese, fanno eccezione i giovani che sono più abituati all’utilizzo di questa lingua. La vera importanza dell’inglese però risiede nel permettere la comunicazione nella comunità nordica secondaria, soprattutto fra finlandesi e islandesi. Questo poiché è evidente che per islandesi, faroesi e finlandesi che parlano svedese è più semplice capire l’inglese rispetto allo scandinavo; mentre per svedesi, norvegesi e danesi è meno comprensibile l’inglese rispetto alle lingue scandinave dei vicini. In Finlandia vi è la convinzione che o lo svedese o l’inglese debbano diventare lingua franca nordica. È probabile che l’ipotesi dell’inglese come lingua franca nel caso in cui la cooperazione nordica si estenda anche ai nuovi paesi indipendenti come Lituania, Estonia e Lettonia; al contrario è improbabile che lo svedese possa funzionare come lingua franca in questo senso. Una politica di miglioramento Le aree più importanti di questa politica sono l’educazione, i media e la pianificazione del linguaggio, assieme alla promozione della mobilità inter-nordica e i contatti. Il Nordic Council e il Nordic Council of Ministers hanna lanciato numerose iniziative che miravano a promuovere la consapevolezza dell’identità linguistica e culturale, fra queste il Nordic Language Year (1980), l’ Action Program for Increased Inter-Nordic Language Comprehension (1981, settore dell’educazione).