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Lucrezio: vita, filosofia, De Rerum Natura, stile
Tipologia: Appunti
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TITO LUCREZIO CARO , è considerato uno dei più grandi GENI della
letteratura latina nonchè il secondo poeta importante dell’età di Cesare.
Abbiamo POCHE NOTIZIE sulla sua VITA poichè la sua fama è stata
messa in ombra dal successo degli autori più tardi; abbiamo perlopiù fonti
romanzate e quasi leggendarie.
Lucrezio nasce nel 98 a.C. e muore SUICIDA a causa di un FILTRO d’AMORE
che l’aveva fatto iMPAZZIRE all’età di 43 anni ( 55 a.C. ). Girolamo ci dice
anche che il poeta si dedica alla stesura di un poema che verrà poi
pubblicato da Cicerone. Generalmente, il commento del Santo fa
emergere una serie di dettagli ECCESSIVAMENTE DRAMMATICI che
evidenziano la volontà CRISTIANA di CONDANNARE l’EPICUREISMO.
occupò di COMMENTARE le opere di VIRGILIO, Lucrezio muore nello stesso
giorno in cui Virgilio indossa la TOGA DA UOMO, quindi circa nel 53 a.C. ,
facendo così anticipare la data di nascita al 96 a.C..
In uno dei suoi proemi (del de rerum natura) elogia VENERE come Dea
dell’ armonia cosmica , come si soleva fare nelle regioni partenopee: alcuni
ipotizzano quindi che nasca a POMPEI o in zone limitrofe.
Il tratto più geniale dell’operato di Lucrezio è l’aver TRASPOSTO in
POESIA una DOTTRINA FILOSOFICA , quella EPICUREA. Scrive infatti un
POEMA FILOSOFICO di impianto MATERIALISTA-EPICUREO in ESAMETRI :
il DE RERUM NATURA. È dedicato a MEMMIO ed è diviso in 6 LIBRI a
loro volta raggruppati in 3 DIADI ognuna delle quali è introdotta da un
PROEMIO di ELOGIO a Epicuro:
-la prima diade tratta della NATURA , in particolare degli atomi e del
vuoto.
-la seconda diade tratta dell’ UOMO , del suo animo, dei suoi pensieri, dei
suoi sentimenti e della MORTE.
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che non ne sono interessati, ABBELLENDOLA e arricchendola con FIGURE
RETORICHE.
Proprio come Cicerone, Lucrezio promuove la sua opera a SCOPO
EDUCATIVO.
La lingua latina NON ha il VOCABOLARIO NECESSARIO e sufficiente
per parlare di filosofia: infatti cerca di compensare questa mancanza
INVENTANDO un linguaggio filosofico latino.
Aveva tre possibilità: usare parole greche, tradurre letteralmente termini
greci, utilizzare PAROLE PREESISTENTI atine dando una nuova ACCEZIONE
FILOSOFICA. L’ultima è la strada che intraprende Lucrezio, riportando parole
greche con altre latine, inserendole nell’esametro. Crea inoltre NEOLOGISMI
AGGETTIVALI di derivazione greca
Lo STILE di Lucrezio è caratterizzato da un sostanziale UNILINGUISMO,
e un PLURISTILISMO. Il linguaggio e lo stile sono MEDI , propri di un testo
espositivo didascalico , ed è caratterizzato da un’abbondanza di FIGURE
RETORICHE , tecnicismi e aggettivi composti. Frequenti sono anche il DU
STIL , il RELATIV STIL , il PARTIZIPIAL STIL , la ricorrenza di EPITETI (garanti
del tenore INNOGRAFICO).
Il poema si CONCLUDE con una descrizione della peste che afflisse
Atene durante la guerra contro Sparta, contrapposta isonomicamente all’ode
a Venere. Riprendendo la descrizione di uno storico greco, DESCRIVE LA
MORTE dovuta alla PESTE.
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