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Tipologia: Sintesi del corso
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"Buongiorno Professore. Oggi vorrei parlarle di Martin Heidegger e della sua opera fondamentale Essere e tempo , pubblicata nel 1927. Questo testo rappresenta uno dei punti di svolta della filosofia del Novecento, ed è considerato il capolavoro dell’ontologia esistenziale.
L’opera si propone come un tentativo radicale di ripensare il problema dell’ essere , che secondo Heidegger è stato dimenticato dalla tradizione filosofica, da Platone in poi, e ridotto spesso a una questione logico-linguistica o a semplice presenza oggettiva."
Heidegger parte da una domanda antichissima e apparentemente semplice:
Che cos’è l’essere?
Secondo lui, la filosofia ha sempre parlato degli enti (cioè delle cose che sono), ma ha dimenticato di interrogarsi sull’ essere in quanto tale. Il compito di Essere e tempo è proprio quello di riaprire la domanda sull’essere ( Seinsfrage ), ma in modo nuovo.
Il punto di partenza dell’analisi è l’essere umano, che Heidegger chiama Dasein , cioè “ essere-nel-mondo ”.
Il Dasein è l’unico ente che si pone il problema del proprio essere. Non è un soggetto astratto, come nella tradizione cartesiana, ma un essere sempre già situato , in relazione, nel mondo , con un orizzonte temporale e storico.
Il tempo, per Heidegger, non è solo una dimensione fisica, ma è la struttura fondamentale dell’essere umano.
Il Dasein esiste sempre nel tempo: è gettato nel passato (non sceglie dove e quando nasce), progettato verso il futuro (fa scelte, ha possibilità), e immerso nel presente (vive concretamente il quotidiano). 👉 Questa struttura è chiamata cura ( Sorge ): essere umano significa avere cura del proprio essere e di ciò che ci circonda.
Uno dei momenti centrali di Essere e tempo è la riflessione sulla morte.
La morte non è solo un evento biologico, ma è la possibilità più propria, certa e insuperabile dell’essere umano. Heidegger dice che il Dasein è un essere-per-la-morte : solo nel confrontarsi con la propria finitezza, l’uomo può vivere in modo autentico.
L’esperienza dell’ angoscia ( Angst ) ci rivela questa finitezza: a differenza della paura (che ha un oggetto), l’angoscia è un sentimento indefinito che ci mette di fronte al nulla , cioè alla possibilità che tutto perda senso.
Heidegger distingue due modi di esistere:
👉 L’esistenza autentica nasce quindi dal confronto con la morte , dalla consapevolezza che la nostra vita è limitata
Inautentico : quando il Dasein si lascia vivere, si conforma al “si” impersonale ( das Man ), cioè vive secondo le aspettative della società, senza porsi domande. Autentico : quando il Dasein accetta la propria finitezza, fa proprie le sue scelte, e assume responsabilmente la propria esistenza.