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Torre Eiffel e seconda rivoluzione industriale, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

La costruzione della Torre Eiffel per l'esposizione universale di Parigi (analisi artistica e architettonica in cui emergono i materiali, la forma, il significato della torre per la città francese). Inoltre, si fa un breve excursus storico sulla seconda rivoluzione industriale in termini di cause, di sviluppo dell'industria e di come questo fattore abbia influenzato l'arte, ad esempio con la produzione di nuovi materiali.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 11/09/2023

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TOUR EIFFEL
A partire dall’invenzione della macchina a vapore nel 1776, iniziò un periodo di scoperte tecniche e
scientifiche che favorirono il progresso industriale. Proprio in questa data inizia la seconda
rivoluzione industriale. Il culmine di questa grandiosa corsa al progresso scientifico e all’evoluzione
della tecnologia, sostenuta dagli interessi dei grandi industriali capitalistici, si ebbe intorno agli
ultimi decenni del XIX secolo.
Anche la produzione di materiali da costruzione conobbe un enorme sviluppo. Grazie a nuovi
processi costruttivi e utilizzando nuove materie prime come il còke, gli impianti siderurgici
ottocenteschi furono in grado di produrre travi ed elementi di ferro di notevoli dimensioni e molto
resistenti ad agenti atmosferici e alte pressioni. Lentrata in produzione delle ghise, dell’acciaio e
del vetro rivoluziona il modo di costruire e anche le tipologie degli edifici.
La figura dell’architetto entra in crisi a causa della popolarità dei nuovi materiali di costruzione, a
favore della figura più moderna dell’ingegnere. Mentre il primo aveva una preparazione
prettamente artistica, il secondo ha una formazione tecnica, avendo studiato fisica, chimica e
costruzioni. Le leggi matematiche e fisiche, quindi, sostituiscono il gusto artistico soggettivo.
Uno dei campi nei quali l’architettura del ferro poté esprimersi fu quello delle grandi strutture che
cominciarono a caratterizzare il paesaggio con la loro spettacolarità, tanto da destare anche
l’interesse ei pittori. Tuttavia, il massimo interesse fu scatenato dai padiglioni espositivi, allestite in
concomitanza con le Grandi Esposizioni. Queste esposizioni universali iniziarono dal 1851 e si
susseguirono regolarmente in America e nelle capitali europee ed era necessario costruire in tempi
brevi dei grandi padiglioni, ampi abbastanza per contenere l’intera mostra (che poteva contenere
oggetti enormi come locomotive). Proprio in questo campo si utilizzarono enormemente i nuovi
materiali.
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TOUR EIFFEL

A partire dall’invenzione della macchina a vapore nel 1776, iniziò un periodo di scoperte tecniche e scientifiche che favorirono il progresso industriale. Proprio in questa data inizia la seconda rivoluzione industriale. Il culmine di questa grandiosa corsa al progresso scientifico e all’evoluzione della tecnologia, sostenuta dagli interessi dei grandi industriali capitalistici, si ebbe intorno agli ultimi decenni del XIX secolo. Anche la produzione di materiali da costruzione conobbe un enorme sviluppo. Grazie a nuovi processi costruttivi e utilizzando nuove materie prime come il còke, gli impianti siderurgici ottocenteschi furono in grado di produrre travi ed elementi di ferro di notevoli dimensioni e molto resistenti ad agenti atmosferici e alte pressioni. L’entrata in produzione delle ghise, dell’acciaio e del vetro rivoluziona il modo di costruire e anche le tipologie degli edifici. La figura dell’architetto entra in crisi a causa della popolarità dei nuovi materiali di costruzione, a favore della figura più moderna dell’ingegnere. Mentre il primo aveva una preparazione prettamente artistica, il secondo ha una formazione tecnica, avendo studiato fisica, chimica e costruzioni. Le leggi matematiche e fisiche, quindi, sostituiscono il gusto artistico soggettivo. Uno dei campi nei quali l’architettura del ferro poté esprimersi fu quello delle grandi strutture che cominciarono a caratterizzare il paesaggio con la loro spettacolarità, tanto da destare anche l’interesse ei pittori. Tuttavia, il massimo interesse fu scatenato dai padiglioni espositivi, allestite in concomitanza con le Grandi Esposizioni. Queste esposizioni universali iniziarono dal 1851 e si susseguirono regolarmente in America e nelle capitali europee ed era necessario costruire in tempi brevi dei grandi padiglioni, ampi abbastanza per contenere l’intera mostra (che poteva contenere oggetti enormi come locomotive). Proprio in questo campo si utilizzarono enormemente i nuovi materiali.

Proprio per l’Esposizione universale di Parigi del 1889, l’ingegnere Gustave-Alexandre Eiffel progettò la torre che reca il suo nome e che diventerà simbolo della capitale francese. Era inizialmente pensata come provvisoria, ma venne tenuta perché il suo scopo era quello di mostrare lo sviluppo industriale di Parigi e perché senza di essa, il panorama parigino sarebbe irrimediabilmente mutato. La sagoma della grandiosa realizzazione, con i suoi 300 metri di altezza (era l’edificio più alto della Terra all’epoca) non è determinata dal gusto estetico, ma da leggi matematiche. Essa, infatti, doveva contrastare l’azione del vento che, vista l’altezza, avrebbe altrimenti compromesso la stabilità dell’architettura. L’anteposizione della funzionalità all’estro artistico è stata rivoluzionaria perché fu una delle prime volte che questo fatto accadde. La Torre Eiffel si regge su quattro enormi piloni di forma reticolare disposti in modo arcuato, al fine di scaricare al meglio sulle fondazioni l’enorme peso della costruzione. A 57 metri dal suolo, in corrispondenza del primo ripiano, partono altri quattro piloni inclinati e sagomati che si raccordano nel secondo ripiano e proseguono nella punta della torre. Al terzo piano i piloni si raccordano in un unico traliccio verticale, anch’esso realizzato a struttura reticolare. L’effetto è di slanciatezza ed enorme verticalità, anche a causa dell’essenzialità dell’architettura.