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Trama "Libra", Don DeLillo, Sintesi del corso di Letterature comparate

Trama dettagliata, capitolo per capitolo, del romanzo "Libra", dell'autore Don DeLillo (1988).

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 30/04/2020

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LIBRA, DON DELILLO
1. Nel Bronx (p. 5-14)
La metropolitana viene descritta come un ambiente composito in cui si
mescolano individui provenienti da diversi contesti (portoricani, neri,
lavoratori, studenti, borseggiatori, ciechi, ubriachi, ecc.). Tutti viaggiano
“ammassati come profughi”. Il protagonista, Lee, non si concepisce come
parte di questa massa. Seduto nel primo vagone e con le mani premute
sul vetro, Lee viaggia per il gusto di viaggiare. La metropolitana, osserva,
contiene realtà più interessanti della stessa città in superficie (New York).
Ogni volta che prende la metropolitana, Lee viene pervaso da una
sensazione di potere: il fatto che il mezzo sembri viaggiare al limite, la
vista dei binari che scorrono velocissimi fuori dal finestrino, le scintille
bianco-azzurre dovute all’attrito delle ruote sui binari.
La scena si sposta in un seminterrato nel Bronx dove madre e figlio,
rispettivamente Marguerite e Lee, vivono assieme. Lee confessa alla
madre di aver marinato la scuola (“fare forca”) ma Marguerite pensa che
perdere un giorno ogni tanto non sia grave. A scuola i compagni lo
prendono in giro a causa della sua condizione di bambino senza padre.
Marguerite Claverie Oswald si è sposata tre volte. Il primo marito, John
Edward, l’ha abbandonata quando lei era incinta del primogenito,
omonimo John Edward. Il secondo marito, Robert E. Lee Oswald, era
morto in una giornata afosa (infarto). Dal secondo marito sono nati
Robert e Lee. Lee non era ancora nato quando il padre è morto.
Marguerite si è sposata una terza volta con Ekdahl, ma quest’ultimo la
tradiva.
L’infanzia di Lee è caratterizzata da una situazione familiare instabile e da
numerosi traslochi. I fratelli maggiori vengono affidati all’orfanotrofio
perché la madre single non riesce a prendersi cura di tutti e tre. Lee nasce
a New Orleans (Louisiana), si trasferisce poi a Dallas (Texas) e infine a
New York (Stato di New York) perché uno dei suoi fratelli maggiori è nella
Guardia Costiera ed è di stanza a Ellis Island.
Lee si reca allo zoo dove incontra due studenti della sua scuola. Il primo,
più grande viene chiamato Scalzo, mentre il secondo, più piccolo, è
conosciuto con il nome di strada Nicky Black. I due lo soprannominano
“Tex” (da Texas) e iniziano a prenderlo in giro per la sua origine
meridionale e per il suo accento (definito “biascicare”). Un uomo
all’uscita del cancello dello zoo ferma Lee per chiedergli il suo nome.
L’uomo, addetto alla frequenza scolastica, scorta Lee fino ad un’auto della
polizia.
Marguerite scopre attraverso una convocazione in tribunale che Lee non
va a scuola da un mese. Lee replica che a scuola non lo vogliono e a lui
non piace andarci. Marguerite difende il figlio di fronte al giudice. Lo
definisce un ragazzo intelligente, appassionato degli animali, della storia e
della geografia. Ciò che la madre non sa è che il figlio è dislessico e vuole
nascondere a tutti i costi la sua difficoltà nella lettura. Lee viene analizzato
da uno psicologo e da un assistente sociale. L’esito è che Lee sente tra sé
e le altre persone un velo che lo rende irraggiungibile, ma preferisce che il
velo resti intatto. Lee torna a scuola per il resto delle lezioni.
Il monoscopio è un’immagine televisiva fissa prodotta allo scopo di
verificare la qualità delle trasmissioni e delle apparecchiature televisive.
2. 17 aprile (p. 15-31)
Nicholas Branch è un capoanalista in pensione della CIA a cui è stato
affidato il compito di redigere la storia dell’assassinio di John Fitzgerald
Kennedy. È da ormai 15 anni che lavora a questo progetto. Quando
necessita di un qualsiasi documento non ha che da chiedere al Curatore.
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LIBRA, DON DELILLO

  1. Nel Bronx (p. 5-14) La metropolitana viene descritta come un ambiente composito in cui si mescolano individui provenienti da diversi contesti (portoricani, neri, lavoratori, studenti, borseggiatori, ciechi, ubriachi, ecc.). Tutti viaggiano “ammassati come profughi”. Il protagonista, Lee, non si concepisce come parte di questa massa. Seduto nel primo vagone e con le mani premute sul vetro, Lee viaggia per il gusto di viaggiare. La metropolitana, osserva, contiene realtà più interessanti della stessa città in superficie (New York). Ogni volta che prende la metropolitana, Lee viene pervaso da una sensazione di potere: il fatto che il mezzo sembri viaggiare al limite, la vista dei binari che scorrono velocissimi fuori dal finestrino, le scintille bianco-azzurre dovute all’attrito delle ruote sui binari. La scena si sposta in un seminterrato nel Bronx dove madre e figlio, rispettivamente Marguerite e Lee, vivono assieme. Lee confessa alla madre di aver marinato la scuola (“fare forca”) ma Marguerite pensa che perdere un giorno ogni tanto non sia grave. A scuola i compagni lo prendono in giro a causa della sua condizione di bambino senza padre. Marguerite Claverie Oswald si è sposata tre volte. Il primo marito, John Edward, l’ha abbandonata quando lei era incinta del primogenito, omonimo John Edward. Il secondo marito, Robert E. Lee Oswald, era morto in una giornata afosa (infarto). Dal secondo marito sono nati Robert e Lee. Lee non era ancora nato quando il padre è morto. Marguerite si è sposata una terza volta con Ekdahl, ma quest’ultimo la tradiva. L’infanzia di Lee è caratterizzata da una situazione familiare instabile e da numerosi traslochi. I fratelli maggiori vengono affidati all’orfanotrofio perché la madre single non riesce a prendersi cura di tutti e tre. Lee nasce a New Orleans (Louisiana), si trasferisce poi a Dallas (Texas) e infine a New York (Stato di New York) perché uno dei suoi fratelli maggiori è nella Guardia Costiera ed è di stanza a Ellis Island. Lee si reca allo zoo dove incontra due studenti della sua scuola. Il primo, più grande viene chiamato Scalzo, mentre il secondo, più piccolo, è conosciuto con il nome di strada Nicky Black. I due lo soprannominano “Tex” (da Texas) e iniziano a prenderlo in giro per la sua origine meridionale e per il suo accento (definito “biascicare”). Un uomo all’uscita del cancello dello zoo ferma Lee per chiedergli il suo nome. L’uomo, addetto alla frequenza scolastica, scorta Lee fino ad un’auto della polizia. Marguerite scopre attraverso una convocazione in tribunale che Lee non va a scuola da un mese. Lee replica che a scuola non lo vogliono e a lui non piace andarci. Marguerite difende il figlio di fronte al giudice. Lo definisce un ragazzo intelligente, appassionato degli animali, della storia e della geografia. Ciò che la madre non sa è che il figlio è dislessico e vuole nascondere a tutti i costi la sua difficoltà nella lettura. Lee viene analizzato da uno psicologo e da un assistente sociale. L’esito è che Lee sente tra sé e le altre persone un velo che lo rende irraggiungibile, ma preferisce che il velo resti intatto. Lee torna a scuola per il resto delle lezioni. Il monoscopio è un’immagine televisiva fissa prodotta allo scopo di verificare la qualità delle trasmissioni e delle apparecchiature televisive.
    1. 17 aprile (p. 15-31) Nicholas Branch è un capoanalista in pensione della CIA a cui è stato affidato il compito di redigere la storia dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. È da ormai 15 anni che lavora a questo progetto. Quando necessita di un qualsiasi documento non ha che da chiedere al Curatore.

La scena si sposta in una tipica cucina americana dove un uomo di nome Walter Everett Junior, detto Win, sta facendo colazione. Riflette sul significato dei segreti. Egli ritiene naturale che i depositari di segreti tendano ad attrarsi reciprocamente, non per desiderio di svelarsi quello che sanno, ma perché hanno bisogno della compagnia dei simili, degli altrettanto gravati – un prender fiato rispetto all’altra vita, alla bizzarra realtà di vivere con persone che non serbano segreti per mestiere o dovere, o per qualcosa di indissolubilmente legato alla propria esistenza. La moglie, Mary Frances, cerca di distrarlo. Win e Mary hanno una figlia di 6 anni, Suzanne. Gli uomini dei servizi segreti solitamente vanno in pensione in età meno avanzata rispetto alla media ma il congedo di Win non è stato volontario. La motivazione emersa dai test svolti dagli psichiatri è stata “esaurimento motivazionale”. È stato ricollocato in un’università femminile, la Texas Woman’s University, dove insegna storia ed economia ed ha il compito di reclutare soggetti idonei a diventare agenti di primo livello. Nell’ufficio di Win, situato nell’Old Main Building, Win si dà appuntamento con un suo ex collega, Laurence Parmenter, detto Larry. Win e Larry avevano fatto parte di un gruppo chiamato SE Detailed, una delle componenti di un comitato a quattro livelli costituito per risolvere la questione di Cuba castrista.

  1. Senior Study Effort
  2. SE Augmented
  3. SE Detailed
  4. Leader 4 Ogni livello del comitato era destinato a proteggere il livello superiore. Win era l’unico a far parte sia del SE Detailed sia del Leader 4. Gli uomini del suo livello stavano meditando la morte di Fidel Castro attraverso una serie di stratagemmi come sigari o penne avvelenati, micro-bombe piazzate nei sigari, ecc. stavano inoltre complottando con la criminalità organizzata per infiltrare sicari, avvelenatori, cecchini nell’Avana. Tutti sapevano che JFK avrebbe gradito Castro morto, ma non era consentito rivelargli che il suo desiderio era il problema che si erano prefissi di risolvere. La Casa Bianca doveva essere il vertice della disinformazione. Il sistema fungeva da scudo delle responsabilità. A seguito del fallimento dell’invasione della Baia dei Porci (17-19 aprile 1961), un nuovo comitato è subentrato a quello vecchio. Lo SE Detailed e il Leader 4 sono stati sciolti e agli ex membri vengono assegnati incarichi sporadici. Alcuni di questi ex membri continuano tuttavia a vedersi. Giustappunto, Win e Larry si incontrano con un altro ex membro del Leader 4, T. J. Mackey, detto anche T-Jay. L'invasione della baia dei Porci fu il fallito tentativo di rovesciare il regime di Fidel Castro, messo in atto da un gruppo di esuli cubani anticastristi, addestrati dalla CIA, che progettavano di conquistare Cuba a partire dall'invasione della parte sud-ovest dell'isola. Durante questo incontro, voluto da Win, questo afferma che il motivo per cui la missione è fallita è stata la smania dell’azione a tutti i costi, in particolare, vi erano pressioni affinché gli esuli armati fino ai denti situati in Florida tornassero a Cuba. Win afferma la necessità di un evento elettrizzante, che sciocchi la popolazione e che faccia rinascere il dissidio con Castro. Propone quindi un attentato al presidente. Il suo piano include una serie di indizi che portino sia alla provocazione americana, sia alla risposta cubana. L’obiettivo non è quello di uccidere realmente il presidente. Larry decide di riflettere attentamente a questa proposta. Anche lui vuole rimettere le mani su Cuba perché ha degli interessi economici laggiù.

mandati alla sedia elettrica con prove false allo scopo di far sembrare tutti i comunisti dei traditori. Lee afferma che la Russia non sia come dicono. Il padre dei fratelli Sproul ascolta per qualche minuto la loro conversazione, dopodiché accompagna Lee alla porta e i due non si salutano neanche. Il caso Rosenberg è una vicenda che, negli anni della Guerra Fredda, coinvolse i coniugi Julius ed Ethel Rosenberg e colpì profondamente l'opinione pubblica mondiale, quando i due furono processati, giudicati colpevoli e condannati a morte come spie dell'Unione Sovietica. Lee tiene i libri marxisti in camera sua. Permette ai compagni di classe di leggere i titoli dei libri, “soltanto per vedere le smorfie sulle loro facce da sciocchi”, ma a sua madre non li mostra mai. I libri sono privati, come una cosa che trovi e nascondi, un oggetto prezioso. Lee decide di iscriversi alla prima cellula comunista che fosse stato in grado di trovare. Nel frattempo, legge il manuale dei Marines di suo fratello per prepararsi al giorno in cui si sarebbe arruolato. Robert Sproul viene a sapere di un fucile in vendita: una Marlin calibro 22 a otturatore rotante. Si recano in una stanza d’hotel dove incontrano il capitano David Ferrie. Il fucile risulta avere il percussore rotto perciò Robert cambia idea e se ne va mentre Lee decide di restare e comprarlo. “ Nessuno sapeva quello che lui sapeva. Nessuno lo conosceva davvero .”  traspare solitudine ma anche un senso di superiorità.

  1. 26 aprile (p. 49-76) Win sta lavorando per creare una figura del killer. Un volto più visibile degli altri su cui si concentrassero le indagini, a cui dare la caccia, da arrestare. Gli altri invece, tre o quattro attentatori, sarebbero spariti nel nulla. Mackey è alla ricerca degli uomini che facciano al caso loro. Tra tutte le città in cui collocare l’attentato, Miami è la più adatta perché in questa città vivono e cospirano centinaia di fazioni esuli. Parallelamente a questa cospirazione di enorme portata della quale Win è a capo, quest’uomo vive anche una vita normalissima. Aiuta la moglie a scaricare la spesa dall’auto. Lo step finale del piano di Win è quello di rivelare alla popolazione le trame della CIA per assassinare Fidel Castro (alcune delle quali sono una sua idea). JFK voleva la morte di Castro e le cospirazioni per ucciderlo erano state approvate ai massimi livelli. Questa è la lezione morale che Win Everett vuole far passare. Larry Parmenter si incontra al ristorante con un uomo chiamato George de Mohrenschildt. George è filocastrista ma sta lavorando contro gli interessi di Castro. Quest’ultimo afferma di avere un sospetto su chi abbia tentato di uccidere il generale Walker. Il sospettato è un ex marine di nome Lee, di 22/23 anni. Parmenter recupera un fascicolo riguardo Lee e scopre che ha passato un periodo del servizio militare in una base in Giappone, Atsugi. Lì svolgeva il compito di operatore radar e aveva accesso a tutti i dati sui voli. Queste informazioni potrebbero, o no, essere state passate ai Russi. Nel 1959 infatti Lee diserta e si rifugia in Unione Sovietica dove inizia a lavorare in una fabbrica, a Minsk. Si sposa con una ragazza russa. Rimane in Russia per 2-3 anni, ma rimane deluso dalla vita lì e torna negli Stati Uniti, a Dallas. È il soggetto perfetto per il loro piano. Con l’inganno hanno intenzione di fargli credere di lavorare per la sinistra, pro-Castro, pro-sovietici, e di spingerlo all’assassinio del presidente. Nicholas Branch ha a sua disposizione un fascicolo contenente l’elenco dei testimoni, informatori, investigatori, tutti gli individui legati a Lee H. Oswald, ora morti. Ha anche una lista di tutti gli individui legati a Jack Ruby, tutti morti. Il Curatore gli invia di continuo documenti e libri

contenenti nuove teorie. La verità è che non ha scritto molto, ha una marea di appunti ma di prosa vera e propria ce n’è poca. È impossibile smettere di raccogliere dati, il materiale continua ad affluire e Branch deve studiare tutto. Nessun membro della CIA ha chiesto di vedere il lavoro in corso. Branch ignora chi sia a conoscenza del fatto che stia scrivendo la storia segreta dell’assassinio di JFK. Mackey si reca presso l’agenzia investigativa di Guy Banister. Ha bisogno di uomini, armi e un pilota. Il pilota che gli viene offerto è David Ferrie. Ferrie è malato di cancro. L’atteggiamento diplomatico di JFK non è visto di buon occhio da molte persone, in particolare gli anticastristi. Apparentemente Kennedy sta cercando di patteggiare con i sovietici e intende lasciare Cuba comunista. Tutte le persone cacciate dal loro lavoro nel governo o nei servizi segreti si sentono prive di uno scopo e la vita normale appare loro noiosa. Delphine Roberts è la segretaria di Banister: una tipica americana di mezza età proveniente da un ambiente agiato. Delphine afferma di svolgere questo lavoro per poter dare un contributo al Paese, ma in realtà è l’amante di Banister. Il lavoro che viene affidato a Mackey dal governo è quello di istruire le reclute all’uso delle armi leggere in un campo conosciuto come la “Fattoria”: un centro segreto di addestramento che la CIA tiene nella Virginia sudorientale, noto al mondo esterno col nome di Camp Peary.

  1. Ad Atsugi (p. 77-111) Un aereo spia chiamato U-2 plana lentamente. Tutti si fermano ad osservarlo, compreso Lee, in piedi vicino alla cupola del radar. Anche Heindel e Reitmeyer, anch’essi marines, osservano affascinati l’aereo. Lee viene chiamato “Ozzie il Coniglio” perché ha l’abitudine di increspare le labbra, ha le fossette sulle guance e per la velocità nel darsela a gambe quando scoppia trambusto. Lee è alto 1,75 m, ha gli occhi azzurri e pesa circa 61 kg. Di lì a poco avrebbe compiuto 18 anni. Le sue valutazioni di condotta e di profitto sono discontinue. Lee continua a frequentare la biblioteca locale. Nessuno sa quanta fatica faccia a leggere le più semplici frasi in inglese. Scrivere gli risulta ancora più difficile. Questo è un segreto che non avrebbe mai rivelato a nessuno. In un giorno di congedo Lee decide di prendere il treno e di recarsi a Tokyo. Il suo compagno Reitmeyer gli ha organizzato un appuntamento con una prostituta, Mitsuko. Lee si reca nel punto di incontro prestabilito e trova Mitsuko, la quale lo accompagna in una sala di pachinko, un gioco d’azzardo di cui è dipendente. Dopo 2 ore, i due si spostano in una stanza privata dove la ragazza inizia a spogliarsi. Lee non riesce a realizzare di star perdendo la verginità. Vede per la prima volta il corpo nudo di una donna. Prova una sorta di rispetto referenziale nei confronti della figura femminile. Fa l’amore con lei e nel mentre vede se stesso farlo, come se una parte di lui fosse fuori dalla scena. Il weekend seguente è di servizio ma alla prima occasione Lee torna a Tokyo. Dopo un incontro con Mitsuko, fa la conoscenza di un uomo, Konno con il quale inizia a parlare di politica. Durante i turni di guardia Lee coinvolge gli ufficiali in discussioni, facendo loro domande su varie questioni mondiali. Ben presto si rende conto di saperne più di loro. Gli ufficiali più giovani sono quelli peggio informati e vengono identificati da Lee come i “classici mocciosi viziati”. Continua a recarsi a Tokyo per incontrarsi con Konno e discutere di politica. Secondo Konno, per conquistare il socialismo occorre prima instaurare un capitalismo nella sua forma più spietata, poi distruggerlo per gradi. A volte arriva Mitsuko e allora lei e Lee fanno l’amore. Altre

Una guardia decide di prendersela con Lee ed un altro prigioniero, Diciannove. Non gli permette di superare la linea bianca per accedere all’orinatoio. Gli pone una serie di domande, prese dal manuale dei marines. Lee è ansioso di essere interpellato perché sa rispondere a tutte le domande. Prova un certo senso di appagamento. Ciononostante, viene picchiato. Alla fine, Lee si fa la pipì addosso. Lee e Bobby discutono tra loro, sussurrando. Lee paragona questa realtà a quella descritta da George Orwell nel libro 1984. Il presidente Eisenhower, conosciuto come Ike, è il Grande Fratello. Lee sostiene che il manuale dei marines insegna ad essere uno strumento del sistema: è il perfetto vademecum del capitalista. Bobby dà fuoco al letto una seconda volta. Come in trance, dice di averlo fatto per disinfestarlo dai pidocchi. Lee viene trasferito nella zona recintata. In questa zona il segreto è mantenersi in certi limiti, evitare il contatto d’occhi, gli spintoni accidentali, certi tipi di gesti: qualunque cosa possa far pensare a una personalità nascosta nel robot radiocomandato. Lee viene finalmente rilasciato. Reitmeyer e altri commilitoni gli chiedono come si stava dentro. Lee sorride compiaciuto, dicendo che è stato come bere un bicchiere d’acqua, un buon addestramento che infonde spirito competitivo. Si reca a Tokyo dove Konno gli ha fissato un appuntamento con una donna, la dottoressa Braunfels, insegnante privata di russo e tedesco. Lee le spiega immediatamente il suo piano. Intende imparare il russo, disertare, lasciare per sempre gli Stati Uniti e vivere il Russia. Dice di non poter vivere in America, di non poter lavorare per un sistema che disprezza (capitalismo). Lee vuole partecipare alla lotta politica. la dottoressa ribatte alle sue argomentazioni. Gli chiede di abbandonare momentaneamente il progetto di diserzione e concentrarsi sul recupero di informazioni utili. Lee si chiede se non lo stiano solo “spremendo come un limone” (usarlo e gettarlo via). Al Queen Bee Lee aspetta che Tammy, una sua amante, finisca il turno. Passano la notte insieme. Qualche tempo dopo, Lee si accorge di aver contratto lo scolo, una malattia venerea. Col passare del tempo, Lee rivela alcune informazioni alla dottoressa ma decide di tenerne altre per sé. È consapevole di non essere nella posizione di raccogliere determinate posizioni. Infatti, a causa dei reati commessi, ora si occupa di incarichi marginali (turni di guardia, corvée in cucina, ecc.), non ha più accesso ai radar e soprattutto non ha più l’autorizzazione a muoversi liberamente.

  1. 20 maggio (p. 112-125) Laurence Parmenter si reca alla Fattoria, dove lo attende Mackey. Nell’Agenzia i nomi dei luoghi e delle operazioni costituiscono un vocabolario speciale che forma continuamente un livello più profondo. Camp Peary è la Fattoria; la Fattoria è l’ISOLAMENTO; probabilmente a ISOLAMENTO corrisponde un nome più segreto. Parmenter aggiorna Mackey sulla situazione. Dice che Oswald, sua moglie e la figlia se ne sono andati da Dallas e nessuno sa dove siano. George de Mohrenschildt è un canale di comunicazione ma si trova ad Haiti. Politicamente Lee è il soggetto perfetto. Discutono anche del fatto che se l’attentato deve sembrare realistico, è necessario che arrivino diverse pallottole. Qualche ora dopo, Mackey è di nuovo nella sua roulotte. Arrivano due uomini, uno chiamato Raymo e uno Frank Vàsquez. Mackey vuole coinvolgerli entrambi nell’operazione. Entrambi hanno partecipato all’Invasione della Baia dei Porci ed entrambi provano ancora rabbia al ricordo. Mackey dà loro alcune informazioni generiche sull’operazione. Non fa i nomi di Parmenter e di Everett, non svela il loro obiettivo e

nemmeno il luogo. Decide di aspettare per rivelare i dettagli. Altra cosa che decide di non dire è che avrebbero dovuto mancare il bersaglio. Parmenter e sua moglie, Beryl, abitano in una casa modesta, scelta intenzionalmente perché anonima. la moglie è una donna molto affascinante. La coppia viene definita “strana” dalla gente. Dal momento in cui la CIA, il 1° gennaio 1959, aveva intercettato un comunicato in cui si annunciava che il tiranno Batista era fuggito e che il dottor Fidel Castro era a capo della rivoluzione cubana, da quel giorno a 4 anni e mezzo dopo, Larry è sempre stato coinvolto nei vari complotti per riprendere Cuba. Qualche ora prima, lo stesso giorno, un giovane entra nell’ufficio di Guy Banister, a New Orleans. Desidera compilare un modulo di assunzione per lavorare come raccoglitore di informazioni, ossia un agente sotto copertura. Afferma di aver prestato servizio nei marines e di avere familiarità con la mentalità comunista in quanto ha vissuto all’estero.

  1. A Fort Worth (p. 126-128) La madre difende il figlio davanti al giudice. Dice che ogni mese Lee le spediva un assegno. Quando Marguerite ha un incidente, il figlio chiede un congedo per motivi familiari e va da lei. Rimane per 3 giorni, dopodiché dice alla madre che andrà a lavorare su una nave mercantile e le manderà a casa i soldi. In seguito, Marguerite riceve una lettera dal figlio in cui le dice di aver preso una nave per l’Europa. Non parla di navi mercantili. Nella lettera aggiunge che non ha potuto dirle la verità perché pensava non avrebbe capito. Durante il viaggio per l’Europa (16 giorni) Lee parla il meno possibile con gli altri passeggeri. Dice loro di star andando a scuola in Svizzera ma non aggiunge nessun dettaglio. Lee ha continuato i suoi studi di russo. Inoltre, dal momento che gli serviva una motivazione valida per recarsi all’estero, ha messo in atto un piano. Alla biblioteca della base aveva trovato un elenco di college esteri, l’aveva passato in rassegna alla ricerca di scuole poco note e con sede in una determinata posizione e infine aveva fatto domanda di iscrizione. È stato accettato all’Albert Schweitzer College, Churwalden, Svizzera.
    1. 19 giugno (p. 129-141) Nel suo officio nell’Old Main Building, Win è al telefono con Parmenter. Quest’ultimo gli riporta tutte le informazioni passate da Mackey. Oswald, dopo aver lasciato Dallas ed essere scomparso, ricompare a New Orleans, si presenta all’ufficio di Guy Banister e chiede di lavorare per lui come agente sotto copertura. Al momento ha un ufficio, esattamente sopra a quello di Banister, in cui sta organizzando il quartier generale del comitato Play Fair for Cuba. Inoltre, gira per strada distribuendo volantini pro-Castro. Oswald viene chiamato “il soggetto”, nome in codice, così come il presidente viene chiamato “Lancer”. Win chiede a Parmenter di fargli avere un campione calligrafico del soggetto. Nel frattempo, Win sta elaborando una serie di finte prove che fungeranno da prova della provocazione da parte degli americani nei confronti dei cubani. 1. Idea un falso promemoria del vicedirettore ad alcuni membri del Senior Study Effort che riguarda l’assassinio di leader stranieri. 2. Inserisce un testo in codice in un giornale di esuli. Il testo sarebbe stato trovato tra gli effetti personali del soggetto dopo aver fallito all’attentato. 3. Lavora ad un progetto riguardante scarabocchi, numeri di telefono, abbreviazioni di nomi, scritti su carta usata dalla Divisione Servizi Tecnici. Questi appunti rimandano alla casa di un leader degli esuli a Miami, ad un motel noto per essere gestito dalla mala, ad uno yacht ormeggiato al molo di Miami, residenza del caposezione della CIA. Il compito di Parmenter è quello di far pervenire questo materiale

nessuno vuole perdere 10 minuti per capire chi sia. Si definisce “uno zero nel sistema”, espressione che usa spesso. Per la prima volta riflette sul pericolo in cui si è messo lasciando gli USA. Alle 19 del 21 ottobre decide di farla finita. Mette il polso nell’acqua fredda per renderlo insensibile, dopodiché prende una lametta e si recide il polso. Pone il polso nell’acqua calda della vasca per facilitare l’uscita del sangue. Prova un senso di sonnolenza. Lui ha fatto tutto il possibile, ora decide di lasciare agli altri il destino della propria vita. Viene trasportato in ambulanza in ospedale dove viene medicato. Dopo le dimissioni si reca all’ufficio visti. Ripete la sua richiesta di diventare cittadino dell’URSS. Gli rispondono che ci sarebbe voluto tempo. Si trasferisce in un nuovo albergo. Passa 3 giorni in solitudine: il primo dei silenzi in cui si trova immerso nei 2 anni e mezzo che trascorre in Unione Sovietica. Il 31 ottobre decide di recarsi in Ambasciata americana. Dichiara al console di voler rinunciare per sempre alla cittadinanza americana. Aggiunge che, in quanto ex marine, rivelerà informazioni segrete all’Unione Sovietica. Spera che attraverso questa dimostrazione di fiducia i sovietici lo accoglieranno. Nei giorni seguenti, Lee passa le sue giornate a studiare il russo (8 ore al giorno). Consuma tutti i pasti in camera e non ha contatti. Nel frattempo, le sue finanze calano e teme verrà sfrattato. Un giorno, prima delle 7 del mattino, due uomini appartenenti al Comitato per la Sicurezza di Stato si presentano nella sua camera. Uno dei due, di nome Kirilenko, detto Alek, inizia a porgli una serie di domande. Lo interrogano sulla sua famiglia, sul perché si sia tagliato il polso, sul perché abbia detti all’ambasciata di voler rivelare i segreti militari americani e cosa pensa dei russi. Alla fine, Lee è convinto di potersi fidare di quest’uomo. Sale in auto con Kirilenko e lo portano in una stanza dove danno a Lee dei questionari da compilare: uno sulla sua storia personale, uno sulle ragioni per cui disertava e uno sul suo servizio militare. Lee passa la giornata a compilarli spasmodicamente. La sera, Lee confida a Kirilenko che un giorno vorrebbe scrivere dei racconti sulla vita americana contemporanea. La mattina seguente lo interrogano su Atsugi. Lee racconta ogni dettaglio e quando non sa la risposta se la inventa o cerca di raggirarla. Gli secca ammettere di non sapere ogni cosa. I giorni seguenti lo interrogano sulla sua esperienza nei marines, sull’U-2 e su Atsugi, infine arrivano al MACS-9, il reparto radar in California. Lee riferisce ad Alek di aver sentito parlare di un programma di false diserzioni a cura del servizio segreto della Marina. Infiltrano agenti nel blocco dell’Est, uomini che si fingono vittime del sistema americano, desiderosi di adottare un nuovo stile di vita. Lee decide di non rivelare alcune cose ad Alek. Vuole prima vedere come si evolve la loro amicizia. Un’altra cosa che Lee non rivela è che siccome nessuno lo contattava per il programma di false diserzioni, aveva deciso di sostenere un esame di russo per attirare l’attenzione su di lui. In tutte le prove la valutazione è stata insufficiente. Lee viene visitato da un medico e da un’infermiera. Dopodiché viene prelevato da dagli uomini e portato in un appartamento dove viene interrogato mentre è collegato ad una macchina. Rimane nell’appartamento per 3 giorni. Lo sottopongono a test di intelligenza, attitudinali, della personalità, di inglese, di matematica e di forme e disegni.

Kirilenko sta riflettendo su Lee H. Oswald. Gli è simpatico e vede la sua determinazione (si è tagliato le vene per rimanere in Russia). D’altra parte, è un idealista, quindi un individuo imprevedibile. Gli uomini che disertano per scopi materiali sono più facili da manovrare. Si domanda come il governo americano abbia potuto ignorare i segnali filocomunisti presenti in Oswald mentre era nell’esercito e si domanda se non stiano sfruttando le sue simpatie politiche per scoprire il possibile sull’URSS. Si chiede se possa essere utile alla Madre Russia. In quanto specialista di radar non torna molto utile, ma ipotizza un suo addestramento da zero. I risultati dei test sono arrivati ed ha ottenuto l’insufficienza in quasi tutto. Il soggetto tende all’instabilità emotiva, ha un comportamento eccentrico e soffre di una forma di dislessia. Il risultato del poligrafo è caotico ma questo non è un fattore determinante. Secondo questi risultati, la scelta più ovvia sarebbe quella di mandarlo a casa, ma Alek riceve continue pressioni affinché effettui un certo numero di reclutamenti. Ciò di cui Alek è molto scettico è l’U-2, non crede sia possibile che un aereo raggiunga tali altitudini e si domanda se la dislessia di Lee non riguardi anche i numeri. Ciò che i test confermano è che Lee non ha la stoffa dell’agente. Ma ad Alek sta simpatico e lo avrebbe aiutato. Decide di trovargli una sistemazione decorosa, un lavoro ben pagato, e spera che col tempo ottenga la cittadinanza sovietica. Decide di tenerlo comunque sotto osservazione. Lee prende un treno e raggiunge la città di Minsk.

  1. 2 luglio (p. 161-178) David Ferrie si reca a Wading Point, alla residenza di campagna di Carmine Latta. Ferrie lavorava per la Eastern Airlines ma lo avevano licenziato per immoralità e per aver vantato una formazione medica che non possedeva. Carmine Latta è un uomo che incute referenza. Ha il controllo di numerosi mercati: slot machine, prostituzione, traffico di stupefacenti. Ha un giro di affari che si aggira sul miliardo di dollari all’anno. Il terzo uomo nella stanza è Tony Astorina, noto come Tony Push, austista, guardia del corpo e occasionale corriere. Robert Kennedy (o Bobby Kennedy), fratello di JFK e ministro della giustizia è il chiodo fisso di Carmine. I due parlano di argomenti delicati in presenza di Ferrie perché quest’ultimo aveva già lavorato per Carmine, e sapeva quindi molto delle sue proprietà e operazioni. Perché Carmine Latta odia Robert Kennedy in maniera tanto personale? Per circa un anno, a partire dal 1961, l’FBI lo ha seguito ovunque. Lui, i suoi familiari, amici, colleghi, conoscenti, tutti venivano tenuti sotto controllo giorno e notte. Questa decisione era stata presa da Robert Kennedy. Tony Astorina consegna a Ferrie un sacco di tela pieno di denaro. Si tratta di un omaggio di Carmine alla causa. Guy Banister si sarebbe premurato di far sapere ai leader in esilio chi procurasse i soldi per le armi. Raymo, soprannome di Ramòn Benitez, esce con il suo cane pastore e si dirige verso Calle Ocho, punto di incontro con Wayne Elko. I due entrano in casa di Frank Vàsquez e pranzano. Nel corso del pranzo non gli viene rivelato nulla ma Wayne capisce che più la conversazione è futile, più è probabile che c’è qualcosa di serio in ballo. Win Everett è seduto nel suo ufficio e riflette sulle informazioni fornite da Mackey. Allo scopo di recuperare un campione calligrafico, Mackey ha forzato la serratura dell’appartamento di Lee. Ciò che vi ha trovato mette Win a disagio: gli provoca un senso di panico facendogli vedere il personaggio che aveva inventato senza sapere che fosse già presente nel mondo. Sapevano già delle armi, così come dei volantini. Sparpagliata in giro per l’appartamento vi sono libri e opuscoli in russo, un diario scritto a mano dal titolo “Diario Storico”, una serie di documenti con nomi falsi.

Marguerite ha deciso di recarsi a Washington D.C. per chiarire una volta per tutte dove sia suo figlio. Ha provato numerose volte a mettersi in contatto con persone che potessero risponderle (tramite lettere, telefonate). Finalmente, riesce a parlare al telefono con un uomo del Dipartimento di Stato. Marguerite dice a quest’uomo che suo figlio è disperso in Russia. Tema gli sia successo qualcosa e vuole che il governo americano lo aiuti. Ormai è da oltre 1 anno che non ha notizie di suo figlio. Marina Prusakova adora sentir parlare inglese. Conosce Lee e trova moltissime similarità tra loro: entrambi orfani (lui le dice che entrambi i suoi genitori sono morti) e “diversi”. Si innamorano. Marina pensa sia segno del destino. Dopo solo 6 settimane dal loro primo incontro, decidono di sposarsi. Lui non le permette di lavargli i vestiti del lavoro: si vergogna della sporcizia e del sudore e non gli piace considerarsi un semplice operaio. Marina non sa davvero chi sia Lee. Le sembra di vederlo sempre da una certa distanza. Il giorno del matrimonio scopre che Lee ha soli 21 anni e non 24 come le aveva detto. Qualche settimana dopo scopre che non è orfano di madre. Alcuni ragazzi della fabbrica dicono a Marina che tutto sommato è un bravo ragazzo, ma è riservato, solitario, scarsamente partecipe. Marina si domanda cosa scriva Lee tutto il giorno su quei taccuini. Lui le spiega che sta scrivendo le sue impressioni sulla Russia. Lee le chiede di scoprire il più possibile sul grado di suo zio, Il’ja, il suo stipendio, le sue mansioni, ecc. La sua richiesta di studiare all’università dell’Amicizia viene respinta. Lee scrive all’ambasciata americana di Mosca per riavere il passaporto. Si accorge che nel suo appartamento è presente un apparecchio di cui non si spiega la funzione. Inoltre, continua a vedere un’auto con la scritta “scuola guida” passare nella sua via (sulla macchina non c’è mai un allievo). Pensa che lo stiano osservando perché lo credono un falso disertore mandato dal servizio segreto della Marina. È sicuro che qualcuno intercetti la sua posta perché subito dopo la lettera dell’ambasciata americana il sussidio mensile della Croce Rossa sparisce di colpo. Il suo amico Erich lo presenta ad alcuni studenti cubani ed è contento di parlare con loro. Lee convince Erich a insegnargli il tedesco. Marina gli annuncia di essere incinta e Lee pensa che per la prima volta la sua vita ha un senso. Le promette di prendersi cura di lei. Le parla dell’America e dei negozi incredibilmente forniti per qualsiasi cosa serva ad un bambino. Marina fuma mentre è incinta. Lee le dice che non fa bene al bambino ma lei afferma di fumare poco. Stanno richiedendo i visti per entrare negli USA ma la burocrazia è molto lenta. Quella notte sentono dei rimbombi: la statua di Stalin. Il capo del personale comunica a Lee che il suo rendimento è insoddisfacente, non mostra spirito di iniziativa e reagisce con suscettibilità alle osservazioni. Riceve una lettera da sua madre nella quale gli comunica che i marines lo hanno congedato con disonore. Lee scrive al fratello per sapere se a suo parere il governo prenderà misure giudiziarie a suo riguardo. Scrive anche all’ambasciata degli USA per chiedere un prestito in modo che lui e la sua famiglia possano pagarsi il viaggio di ritorno negli USA. Lee riflette se sia una buona idea scrivere al ministro di essere un falso disertore. Vuole cercare di riparare ai danni arrecati a se stesso e la sua famiglia ma d’altra parte la sua posta viene continuamente intercettata.

Il 15 febbraio 1962, alle 10 del mattino, nasce June Marina Oswald. Lo scrive subito a Robert. I burocrati impongono ai neogenitori di modificare il secondo nome della bambina: June Lee Oswald. Lee continua a scrivere. Vuole spiegare a tutti i costi ai posteri il perché delle proprie azioni: le paure e le aspirazioni di un uomo che vuole vedere di persona il socialismo. Mentre scrive immagina le persone che lo leggeranno. Spera comprendano la sua fatica per scrivere ogni singola frase (dislessia). Anche nella premura di riempire le pagine, Lee fa attenzione ad omettere alcuni elementi che potrebbero essere utilizzati contro di lui per impedirgli di rientrare negli USA. In una certa misura il diario è falso. Lee compone “Il Kollettivo”, un saggio sulla vita in Russia, a Minsk, la ferrea disciplina alla fabbrica. Compila una serie di statistiche sui prezzi dei generi alimentari, sulle usanze, ecc. Non trascura la questione del controllo esercitato dal Partito Comunista su ogni aspetto della vita sociale. Scrive “La nuova era”, una breve cronaca della demolizione del monumento di Stalin a Minsk. Alla partenza da Minsk, Marina piange, ma nota anche un uomo che li osserva. Percorrono un tratto in treno prima di imbarcarsi e attraversare l’oceano. Nelle prime ore del mattino del 13 giugno vedono finalmente Manhattan. L’obiettivo è raggiungere il Texas.

  1. 15 luglio (p. 205-213) Norfolk è una città in cui le reclute della Fattoria vengono ad esercitarsi. Mackey non è qui per sovraintendere un’irruzione e valutare la tecnica dei ragazzi. Questa è la terza volta che Mackey si reca in questa stanza per incontrare Lu Wan, una giovane prostituta proveniente da Formosa. Mackey rispetta le prostitute: sono veloci di intuito e a volte ha la sensazione he sappiano cose di lui che nemmeno lui sa. Ciò che aleggia su ogni segreto è la delazione, ossia la denuncia segreta, anonima, di un reato. presto o tardi qualcuno arriva al punto in cui vuole svelare ciò che sa. Mackey non si fida né di Parmenter, né di Vàsquez, né di Ferrie. Il primo a spiccare il salto è stato Everett. Lui, per primo, ha avuto l’idea di assassinare Castro, ma l’idea gli è parsa impraticabile e rozza. Quindi, ha escogitato una contromisura più logica: il loro nuovo obiettivo è JFK. Mackey ha rispetto e considerazione di Everett. Everett non vuole colpire Kennedy, richiede, invece, una precisione chirurgica nell’evitarlo. Il secondo salto lo ha spiccato Mackey dopo aver ascoltato il piano di Everett. Il piano di Everett si perde nei tecnicismi, diventa troppo aggrovigliato. Per Mackey, questo va portato alle “ultime conseguenze” (assassinare JFK) e prova compassione per il presidente. Attraverso vai stadi, Mackey è diventato un uomo senza fissa dimora. Sta per compiere 80 anni sperduto nel mondo e senza niente a testimoniare il tempo passato e i rischi corsi. Win è in camera di sua figlia e la ascolta leggere. Win segue ogni parola della bambina con gli occhi che brillano. Più tardi è al pianoterra e riflette sul fatto che si sta distanziando troppo dagli altri. C’è una tendenza nelle trame ad evolvere in direzione della morte ed ha il presentimento che la trama si sarebbe spinta al limite (morte di JFK). Non c’è ancora una data per il viaggio del presidente a Miami ma non c’è alcun dubbio che lo farà secondo Parmenter. Mary Frances chiede al marito se non nota nulla di strano nella figlia, Suzanne. Ultimamente la vede ombrosa, introversa. È sempre insieme a Missy Tyler (sua amica). Le due si nascondono negli angoli e sussurrano. Mary Frances ha la sensazione che la evitino, che si nascondano da lei. Quando la sentono arrivare si zittiscono. Win dice di non aver notate niente.

La violenza domestica continua e peggiora. Alle persone che notano i lividi Marina risponde che la colpisce piano ma lei ha la pelle chiara e i lividi si vedono molto. Marina sta imparando l’inglese attraverso delle lettere che un anziano della comunità russa le invia. Le scrive delle semplici frasi in russo che lei deve tradurre in inglese e rispedirgli perché le corregga. Marina è convinta che imparando l’inglese il rapporto con il marito andrà meglio. Lo percepisce sempre distante, assente, persino quando la picchia. Lei continua a giustificarlo ed è convinta che siano destinati a stare assieme. Lee si reca alla Republic National Bank, a Dallas, dove si incontra con George. Quest’ultimo gli restituisce i suoi appunti, con una copia del materiale battuto a macchina. Gli dice che ben presto gli verrà offerto un lavoro adatto a lui a Dallas e nel frattempo lo invita a stare a casa sua. Aggiunge che casa sua dista solo 3km da quella del generale Walker (mima una pistola con la mano). George se ne va e lascia il posto a Mr Collings. Quest’ultimo gli fa notare le omissioni presenti nei suoi appunti: Lee non parla mai in quasi 3 anni di soggiorno in Russia del KGB. Lee mente ma Collings cerca di fargli capire che a loro non ti interessa la sua scelta di disertare (che comprendono), ciò che conta è la sua volontà di collaborare ora. Se accetta di collaborare, gli viene promesso un lavoro.

  1. 12 agosto (p. 235-251) Brenda Jean Sensibaugh, conosciuta come Baby LeGrand, è seduta nello spogliatoio del Carousel Club, locale di spogliarelliste. Chiacchiera con una ragazza di nome Lynette Batistone. Lynette ha bisogno di soldi e Brenda le suggerisce di chiederli a Jack Ruby, il proprietario del club. Jack Ruby è un uomo di 52 anni, panciuto e indebitato fino al collo. Nel suo ufficio arriva un uomo di 60 anni di nome Jack Karlinsky. È un consulente finanziario. Jack Ruby ha bisogno di un prestito di 40 mila dollari. Il tasso di interesse è di 1000 dollari alla settimana. Karlinsky gli suggerisce di chiedere un prestito a qualcun altro (amici, parenti) perché non riuscirebbe a pagare un tasso d’interesse del genere. Alla fine, Jack Ruby gli dice che è disposto ad accettare un accordo con un tasso di interesse di 500 dollari alla settimana. Insiste sul riferire al creditore che lui è amico di Tony Astorina. Brenda è sul palco a eseguire il proprio show. Intanto scruta le sagome delle persone sotto le luci colorate. Avrebbe voluto fare l’agente immobiliare. Finito lo show, torna negli spogliatoi, dove si trova Lynette. In sala scoppia trambusto, si sentono voci e il rumore di una bottiglia che si rompe. Brenda va a dare un’occhiata. Jack sta cercando di buttare giù dalle scale un tizio che ha palpato una cameriera e un altro gruppo di persone sta cercando di calmarlo. Beryl e Larry stanno cenando. Beryl nota che suo marito sembra scontento. Larry inizia a parlare di Cuba. Il compito dei servizi segreti è di risolvere le ossessioni di un paese. Cuba è un’ossessione. Si tratta di una minaccia diversa da quella della Russia, una minaccia psicologica. Beryl non riesce a capire perché gli americani pensino che Cuba gli appartenga. La questione non riguarda il possesso. È questione di un sistema che funzionava benissimo, di un paese che si stava sviluppando. Gli eccessi del regime batista potevano tranquillamente essere risolti senza una rivoluzione e senza passare dal lato comunista. La situazione professionale sta migliorando. Forse verrà spostato all’Ufficio Finanza, a Buenos Aires. Per Larry, è generoso da parte della CIA concedergli questa seconda possibilità. L’agenzia è sempre disposta a considerare un uomo sotto una nuova luce. Squilla il telefono ed è Everett. L’arrivo di JFK a Miami pare sia previsto a metà novembre. Mackey appare irraggiungibile. Larry ha già provato a contattarlo e non riuscendoci ha provato a informarsi su dove potesse

essere. Pare sia sparito spontaneamente. Mentre Everett teme che si sia tirato fuori, Parmenter rimane fiducioso.

  1. A Dallas (p. 252-271) Lee si trova in una lavanderia in attesa che i suoi vestiti asciughino. Vive separato da sua moglie Marina e June. Il guardiano notturno, un uomo nero, passa per annunciare che il negozio chiude. Quell’uomo è Bobby Dupard, l’ex compagno di cella del carcere di Atsugi. I due si squadrano per qualche momento prima di riconoscersi. Non parlano del Giappone. Bobby vive con la sorella e i suoi figli a West Dallas. Sua madre è morta e suo padre vive da qualche parte nel ghetto. Bobby lavora alla lavanderia e frequenta un corso di disegno alla Crozier Technical School. Lee gli spiega di star vivendo in clandestinità. Ha lasciato il lavoro. Ora lavora per Mr Collings ma non si fida di lui e lo sta evitando. Su ogni modulo che gli capita di compilare usa falsi indirizzi. Bobby gli parla del Sud. Le riprese televisive della rabbia segregazionista, le folle di neri in marcia che vengono presi a pugni, a sassate. Bobby crede che l’intero sistema contribuisca all’umiliazione dell’uomo nero. Parlano fino alle 2 di notte. Il giorno dopo, Lee va a trovarlo dopo la lezione di disegno. Hanno un’idea: piantare una pallottola in testa al generale Ted Walker. Marina e June tornano a vivere con Lee. Lee è felice di vederla. Lei spera ancora che lui le insegni l’inglese. Lee e Marina si trasferiscono in un altro appartamento formato da due camere più una stanza grande quanto un armadio che Lee decide di convertire a studio. Lee inizia a studiare l’orario dei bus che passano vicino a casa di Walker. A gennaio ordina una pistola e a marzo un fucile. Entrambi gli arrivano ad aprile. Sull’ordine utilizza il nome di A. J. Hidell. Si iscrive ad un corso di dattilografia che si tiene nello stesso istituto dove Bobby studia disegno. Le lettere sulla tastiera gli appaiono come cinese. Cerca di trovare una logica nella disposizione delle lettere. George gli aveva detto che se avesse imparato a scrivere a macchina, avrebbe trovato un lavoro migliore. È il 1963. Lee e Bobby discutono di strategia in attesa delle armi. Il giornale annuncia che Walker parte per un giro di conferenze. Non torna fino ad aprile. Lee e Bobby decidono di attuare il loro piano il 17 aprile, il giorno del secondo anniversario della Baia dei Porci. Lee si occupa di sparare, mentre Bobby deve recuperare un’auto. Lee lavora in una camera oscura insieme ad un altro apprendista di nome Dale Fritzke. I due si confrontano su ciò che sono riusciti a vedere sui tavoli di lavoro: elenchi di nomi di posti per il servizio cartografico dell’esercito. Lee inizia a fotografare la casa di Walker. Crea dei documenti falsi per poter tirare le armi quando sarebbero arrivate. Lee chiede a Marina di fargli una foto: Lee è vestito di nero, armato e mette in mostra delle riviste comuniste. Dice di voler fare questa foto per la figlia June. Lee e Bobby si danno appuntamento all’angolo di una stazione di servizio. Bobby ha recuperato un Ford beige. Il piano è che Bobby aspetti in auto, parcheggiato nel parcheggio di una chiesa, mentre Lee entra in azione. Prima di agire, Lee realizza di aver sbagliato giorno: non è il 17 come previsto, ma il 10 aprile. Ted Walker è seduto nel suo studio e sta compilando il modulo delle tasse. Sente uno scoppio e inizialmente pensa sia stato un petardo. Poco dopo, si accorge che nel muro c’è un buco grande quanto mezzo dollaro. Recupera la sua pistola e chiama la polizia. Si accorge che nel braccio destro ha delle schegge del proiettile. Si siede sulla poltrona e inizia a rimuoverle con una pinzetta in attesa della polizia.

Stainback. Lee Oswald usa una dozzina di nomi, tra cui O. H. Lee e D. F. Drictal. Il vero nome di Aleksej Kirilenko è Sergej Broda. Il vero nome di Theodore J. Mackey è Joseph Michael Horniak.

  1. A New Orleans (p. 285-316) Lee ha cercato il cognome Oswald sull’elenco telefonico per rintracciare i parenti persi. Così ha scoperto che il padre è morto ed è andato a visitare la tua tomba. Nel frattempo, ha cercato lavoro mentendo in tutte le domande di impiego. Lee, Marina e June si sono trasferiti di nuovo. La loro casa è infestata da scarafaggi. Non hanno abbastanza soldi da permettersi il servizio della spazzatura, di conseguenza 3 volte a settimana Lee getta la loro spazzatura nel bidone di uno dei vicini. Trova un lavoro: è pagato 1 euro e 50 all’ora per ingrassare le macchine del caffè. La biblioteca principale ha spostato sede. Lee si reca nella nuova sede e si piazza davanti alla biblioteca con un cartello al collo che recita “Viva Fidel”. Inizia a distribuire volantini di Fair Play for Cuba. Dopo qualche minuto, i federali gli sono addosso. Un uomo dell’FBI, l’agente Bateman, gli chiede di andare a parlare privatamente. Quest’uomo gli offre un accordo: lasciarlo vivere serenamente, libero di portare avanti le sue attività politiche, in cambio di cooperazione da parte di Lee. Il fanatismo anticastrista ha passato il limite, dice Bateman. Un gruppo chiamato Alpha 66 continua ad attaccare navi sovietiche nei porti cubani. Queste azioni mettono in imbarazzo il governo. L’FBI ha il compito di raccogliere informazioni contro questi gruppi. L’agente Bateman chiede a Lee di infiltrarsi in un’agenzia investigativa presente in città, diretta da un ex dell’FBI, Guy Banister. In teoria, l’FBI e Banister collaborano scambiandosi informazioni, ma nella pratica, l’FBI vuole un infiltrato al suo interno. Banister recluta studenti che si infiltrano per controllare l’attività dei filocomunisti. Lee ha l’età giusta per essere uno studente, ha familiarità con la politica e conosce bene Cuba. Lee suggerisce di infiltrarsi dicendo a Banister di voler creare un’organizzazione, una sezione periferica di Fair Play for Cuba (la cui sede principale è a New York). In questo modo Lee avrebbe contatti con filocastristi, raccoglierebbe nomi e indirizzi. L’FBI gli fornirà 200 dollari al mese in cambio di informazioni. Lunedì, durante la pausa, Lee si reca in agenzia e chiede i moduli per essere assunto. Scrive al comitato Fair Play for Cuba chiedendo il loro statuto. Prima di ricevere risposta va da un tipografo e si fa stampare mille volantini con scritto “Giù le mani da Cuba!”. Quando riporta il modulo di assunzione compilato all’agenzia, incontra il capitano Ferrie, l’uomo da cui aveva comprato un’arma 7 anni prima. Il comitato Fair Play for Cuba lo scoraggia dall’aprire una sezione periferica. Lee tuttavia non si scoraggia. Conserva la corrispondenza: al momento opportuno sarebbe stato in grado di fornire alle autorità cubane una prova della sua amicizia alla rivoluzione. Apre la sezione senza l’appoggio di New York. Ferrie accompagna Lee a far visita ad un uomo che vive in una scuderia, un certo Clay Shaw. Shaw gl chiede quando sia il suo compleanno. Lee risponde il 18 ottobre. È del segno della Bilancia (Libra). Quelli della Bilancia, dice Shaw, alcuni sono positivi, padroni di sé, equilibrati, saggi, responsabili e rispettati da tutti. Altri invece sono negativi, piuttosto instabili, impulsivi e influenzabili. Dopodichè Ferrie porta Lee nel suo appartamento. Inizia a parlare della propria malattia. Si chiama “ alopecia universalis ”. La causa è misteriosa e la cura sconosciuta. Anziché nasconderla, Ferrie la addobba. Ferrie ha due teorie sulla causa. Quando hanno iniziato a cadergli i capelli, ha pensato che l’apocalisse fosse vicina, ossia al caduta della Bomba sulla Louisiana. La seconda teoria riguarda le alte altitudini: l’esposizione alle alte altitudini provocherebbe la caduta dei capelli. Lee gli chiede se ha mai pilotato un U-2. Ferrie non gli risponde. In compenso, chiede a Lee perché

voglia lavorare sotto copertura per il movimento anticastrista quando è evidente che è un partigiano di Castro. Lee non risponde. Ferrie sa la verità ma gli lascia fare il doppio gioco. La segretaria di Banister crede che il suo nome sia Leon. Ferrie comincia a chiamarlo Leon. Anche Trotsky faceva Leon di nome. Ferrie rivela a Lee di essere a conoscenza del fatto che sia stato proprio Lee a compiere l’attentato alla vita del generale Walker. Gli rivela inoltre che Banister stava indagando su di lui e lo avevano perso di vista dopo Dallas. Ferrie pensa che Kennedy e Castro siano costantemente in contatto. Lettere ed approcci amichevoli. Lee legge sul giornale Militant che a Città del Messico avrebbe potuto ottenere un visto per Cuba. Laggiù pensa di poter lavorare per la rivoluzione come consigliere militare. Banister gli ha lasciato un piccolo ufficio al piano superiore dell’edificio, n. 544. Il garage di Crescent City ha stipulato con il governo degli USA un contratto per la custodia e manutenzione di un certo numero di veicoli a disposizione delle agenzie locali. È qui che Lee si incontra con l’agente Bateman. Lee racconta a Bateman ciò che ha scoperto e Bateman consegna a Lee una busta bianca contenente denaro. Lee chiede a Bateman il numero di matricolar che gli hanno assegnato come confidente: S-172. Lee fa richiesta di un passaporto. Il passaporto di Lee arriva il giorno dopo la sua richiesta. Entra nello stanzino di casa sua, dove archivia tutti i suoi appunti e capisce immediatamente che qualcosa è stato toccato. Non pensa sia stata Marina in quanto lei ha il divieto di entrarci. Marina si domanda se Lee manderà lei e June in Russia o se andranno tutti insieme a Cuba. Lee continua a chiederle di scrivere all’ambasciata sovietica per chiedere i visti e le spese di viaggio per lei e June. Lee sta male. Di notte trema e gli sanguina il naso. Lee non si lava per giorni e ordina a Marina di non rammendare più i suoi vestiti. Sembra voglia mostrare gli effetti negativi del sistema nel quale vivono. Marina è di nuovo incinta, come la First Lady, Mrs Kennedy. Nessun medico l’ha ancora visitata. Si recano al Charity Hospital dove la donna all’ingresso spiega loro che quello è un ospedale di stato e i pazienti hanno diritto a cure gratuite solo se risiedono in Louisiana da un determinato periodo. Lee segue un medico lungo un corridoio, poi un altro. Li supplica e li minaccia ma vengono respinti. Bateman gli parla di un gruppo chiamato Associazione Studentesca Cubana, la cui sede è un negozio di abbigliamento. Lee si reca nel negozio e parla con un uomo di nome Carlos. Gli spiega di volersi unire a loro ma Carlos non è entusiasta di spiegargli come contribuire. Hanno paura degli infiltrati. Qualche giorno più tardi, Carlos trova Lee in strada a distribuire volantini pro-castro. Carlos gli si avvicina con aria minacciosa e fa per picchiarlo. Interviene la polizia. Lee chiede di vedere l’agente Bateman dell’FBI. Mezz’ora dopo, Bateman si presenta ma dice di non poterlo aiutare senza compromettere la copertura. Lee avvisa Marina che il bambino di Mrs Kennedy è morto: un maschietto prematuro con problemi respiratori. Marina piange per il bambino e per sé. Lee si reca in tribunale. Nota immediatamente che l’aula è divisa tra posti a sedere per i bianchi e per i neri. Si siede nel bel mezzo della zona per i neri. Quando il giudice giunge al suo caso, si dichiara colpevole e paga una multa di 10 dollari. Il giorno dopo si reca in radio. Bill Stuckey, conduttore del Latin Listening Post , presenta Lee come il segretario della sezione di New Orleans del comitato Fair Play for Cuba. Lee parla per 37 minuti. Sottolinea il diritto di autodeterminazione di Cuba e riprende il concetto di democrazia, ossia il diritto di appartenere ad una minoranza e di non essere soppressi. Finita l’intervista, Stuckey manda il nastro della registrazione all’FBI.