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La lingua come storia: approcci didattici per insegnare la lingua, Appunti di Linguistica

Una trascrizione di una lezione su come insegnare la lingua come una storia, con punti cardinali basati sui incontri e le esperienze. Il lettore diventa un lettore filologo, e la lingua appartiene a due mondi: il sistema e la vivacità creativa del discorso. Il testo deve essere esplorato attraverso tre piani: quello narratologico, semiotico e ermeneutico. Attività didattiche sono proposte per ogni piano.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 13/04/2020

Annantoniamaria
Annantoniamaria 🇮🇹

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TRASCRIZIONE SECONDA VIDEOLEZIONE
Materiale curato da L. Pantaleo
Insegnare LINGUA significa sempre dar forma ad una storia e i punti cardinali di questa
storia sono gli incontri, le esperienze fatte e ogni esperienza di lettura è un vero incontro.
Su questa base esperienziale può nascere in modo potente la curiosità linguistica. il lettore
pian piano impara a vedere la lingua nella lettura, a collegare tutte le sue avventure di
conoscenza ad essa e a trarre forza attraverso le sollecitazioni che riceve dal testo.
Insomma vedere la lingua significa chiedersi subito come funziona. Ecco allora che il
lettore diventa un lettore filologo.
La lingua appartiene a due mondi da una parte c'è il sistema, la struttura, dall'altra la vivacità
creativa del discorso. Nella didattica vanno tenuti conto entrambi i mondi.
Pragmatica E grammatica si alimentano reciprocamente. Tra le parole si crea un vero e
proprio negoziato così come tra la regola che le unisce e l'iniziativa della Libertà che forza la
regola da parte del lettore/scrittore.
All'interno di questo movimento si costruisce il quadro di senso che tiene in sé anche la
tecne
e che non riduce la lingua a semplice regole. È importante la dinamica rispetto alla
rigidità.
Entrare nel testo vuol dire muoversi su almeno tre i versi piani:
1. Il piano della storia cioè il piano narratologico
2. il piano della lingua cioè il piano semiotico
3. il piano del senso cioè quello strettamente ermeneutico.
Dal punto di vista didattico le potremmo immaginare come tre lenti di ingrandimento
diverse.
La lente rossa per il piano della storia: il piano narratologico dove viene introdotto
metaforicamente la rappresentazione quasi teatrale del testo e dove il lettore veste i panni
dello spettatore di un grande spettacolo.
In questo spettacolo si sommano le voci di tutti i personaggi che affiancano la voce del
narratore. Una prima attività didattica da poter fare è quella di far emergere queste voci
anche attraverso il disegno per i più piccoli ad esempio attraverso la domanda: Facciamo
un disegno in cui si vedono tutte le voci della storia?
Attraverso questa lente potremo ricreare la traccia sintetica del racconto letto. Saremo
davanti a un riassunto plurindividuale e la comprensione che la narrazione non è mai
conclusa nelle parole scritte ma che sorge nell'incontro tra testo e lettore.
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Scarica La lingua come storia: approcci didattici per insegnare la lingua e più Appunti in PDF di Linguistica solo su Docsity!

TRASCRIZIONE SECONDA VIDEOLEZIONE

Materiale curato da L. Pantaleo

Insegnare LINGUA significa sempre dar forma ad una storia e i punti cardinali di questa storia sono gli incontri, le esperienze fatte e ogni esperienza di lettura è un vero incontro.

Su questa base esperienziale può nascere in modo potente la curiosità linguistica. il lettore pian piano impara a vedere la lingua nella lettura, a collegare tutte le sue avventure di conoscenza ad essa e a trarre forza attraverso le sollecitazioni che riceve dal testo. Insomma vedere la lingua significa chiedersi subito come funziona. Ecco allora che il lettore diventa un lettore filologo.

La lingua appartiene a due mondi da una parte c'è il sistema, la struttura, dall'altra la vivacità creativa del discorso. Nella didattica vanno tenuti conto entrambi i mondi. Pragmatica E grammatica si alimentano reciprocamente. Tra le parole si crea un vero e proprio negoziato così come tra la regola che le unisce e l'iniziativa della Libertà che forza la regola da parte del lettore/scrittore. All'interno di questo movimento si costruisce il quadro di senso che tiene in sé anche la tecne e che non riduce la lingua a semplice regole. È importante la dinamica rispetto alla rigidità.

Entrare nel testo vuol dire muoversi su almeno tre i versi piani:

  1. Il piano della storia cioè il piano narratologico
  2. il piano della lingua cioè il piano semiotico
  3. il piano del senso cioè quello strettamente ermeneutico.

Dal punto di vista didattico le potremmo immaginare come tre lenti di ingrandimento diverse.

La lente rossa per il piano della storia : il piano narratologico dove viene introdotto metaforicamente la rappresentazione quasi teatrale del testo e dove il lettore veste i panni dello spettatore di un grande spettacolo. In questo spettacolo si sommano le voci di tutti i personaggi che affiancano la voce del narratore. Una prima attività didattica da poter fare è quella di far emergere queste voci anche attraverso il disegno per i più piccoli ad esempio attraverso la domanda: Facciamo un disegno in cui si vedono tutte le voci della storia? Attraverso questa lente potremo ricreare la traccia sintetica del racconto letto. Saremo davanti a un riassunto plurindividuale e la comprensione che la narrazione non è mai conclusa nelle parole scritte ma che sorge nell'incontro tra testo e lettore.

La lente azzurra per esplorare il piano della lingua cioè le sue potenzialità di significazione o almeno di alcune parole all'interno del testo. Parole che rappresentano porzioni di significati attorno a cui ruota la narrazione stessa. Un esempio di attività in questo senso potrebbe essere l'uso del dizionario etimologico per andare a trovare il significato originario di alcuni termini o lavorare su un possibile ventaglio di significati diversi rispetto ad una parola mettendo insieme e raccogliendo tutte le ipotesi che i bambini stessi possono fare.

Ad esempio la parola sentire potrebbe stimolare la realizzazione di frasi come: ● Sento freddo. ● Ho sentito Luca chiamare la mamma. ● Sento la solitudine. ● Sento il suono del mare. ● Quando sento queste cose mi vengono i brividi. ● Sento la tua tristezza. ● Volevo sentire se dormivi. ● Ora mi sentirai! ● Vorrei sentire il tuo parere. ● Sentiamo un po'! ● Sentire non è Ascoltare. ● Eccetera

In ognuno di questi casi “sentire” ha un significato e un senso assolutamente diverso che apre ad uno uso e gestione all’interno della frase, e non solo dal punto di vista grammaticale, sempre diverso. Questo è un lavoro fondamentale da fare con i bambini perché permette loro di ragionare profondamente sul senso delle parole e su ciò che questo comporta quando si scrive una frase, un testo o quando si legge poiché il testo non è la somma delle parole e la parola è più del suo ruolo nel testo.

Ragionare sulle parole permette così di aprire nuovi sentieri di significazione e apre, allo stesso tempo, una sorta di continuità tra il reale e il profondo di ciascun bambino senza correre il rischio di frammentare o di frazionare l'esperienza nello stesso bambino tra una visione formale della lingua e una informale. È importante che bambini ripetano e riutilizzino le scoperte che vanno facendo e, seppur faticoso, questo tipo di lavoro permette di rielaborare e di creare autenticamente la propria comprensione e la propria scrittura.

La lente verde fa esplorare il piano del senso: per Frasnedi il significato è una stella per cui alcuni raggi partendo da una parola-stella finiscono con illuminare le altre in un gioco di rimandi continuo. In un testo ci sono parole che più di altre hanno questa luce, parole che hanno la luce di una stella, parole da cui possono partire tutta una serie di vettori di senso, parole chiavi che sottolineano da una parte lo spazio di comprensione e dall'altra hanno il compito di dare significato e significazione al tutto.

BIBLIOGRAFIA - SITOGRAFIA

F. Frasnedi, La lingua per un maestro, Franco Angeli, 2009

F. Frasnedi, Dalla scrittura alla scrittura, Bruno Mondadori, 1985

F. Frasnedi, La lingua in laboratorio, Tecnodid, 2005

F. Frasnedi, Leggere per scrivere, Editori Riuniti, 1992

E. Morin, La testa ben fatta, Raffaello Cortina Editore, 1999

M. Prandi, Le regole e le scelte, UTET, 2006

http://memoesperienze.comune.modena.it/lingua/index.html (ultima consultazione

http://prandi.apnetwork.it/?pagina=p&id=3 (ultima consultazione 07/03/2020)

http://www.storiadellalinguaitaliana.it/content/convegno-asli-scuola-grammatica-e-testu

alit%C3%A0 (ultima consultazione 07/03/2020)

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