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trascrizioni informatica Ambrosetti, Sbobinature di Sistemi Informatici

trascrizioni prime lezioni informatica Ambrosetti

Tipologia: Sbobinature

2020/2021

Caricato il 16/03/2022

Asia124
Asia124 🇮🇹

3.6

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INFORMATICA
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Io mi chiamo Nadia Ambrosetti. Registrerò le lezioni così chi non dovesse sostenere l’esame subito avrà
questo materiale. Per contattarmi sapete l’indirizzo e-mail e possiamo organizzarci per il ricevimento. Io
sono laureata in Informatica e ho anche un dottorato di ricerca ma nasco come docente di lettere. Mi sono
laureata in italiano e Latino ma poi mi sono appassionata all’Informatica. Quindi se ogni tanto faccio qualche
incursione nel mondo letterario spero non vi dispiaccia. Ho cercato anche di toccare degli argomenti
informatici che sono gemelli siamesi con la linguistica; quindi, ad esempio tutti i sistemi non solo di
messaggistica ma anche di riconoscimento vocale, senza esagerare con le tecnicità perché non avete una
formazione tecnica, quindi, è inutile tormentarvi con informazioni di questo genere. Però è importante per
voi sapere questa materia da dove viene, come si usa, chi l’ha pensata, come funziona e i suoi principi
fondamentali. Come, ad esempio, perché Google Translate ogni tanto funziona e ogni tanto no, funziona
meglio Google Translate o Microsoft Translate, perché le traduzioni funzionano meglio in inglese e non con
il tedesco.
INFORMAZIONI GENERALI:
ORGANIZZAZIONE DEL CORSO:
Le 5 competenze digitali del quadro europeo sono le competenze di cittadinanza un po’ empowered, cioè che
hanno qualcosina in più visto che siete studenti di un corso di laurea avanzato. In ciascuno delle 5
competenze digitali ci sono riassunti un po’ i contenuti del corso.
1. alfabetizzazione su informazioni e dati: a. gestione dell’informazione; b. basi di dati (proveremo ad aprire
Access per capire un po’ come funzionano le basi di dati che permeano quasi tutta la nostra vita in qualunque
cosa noi facciamo); c. foglio di calcolo e funzioni avanzate di un foglio di calcolo.
2. comunicazione e collaborazione: a. elaborazione testi ed elaborazione testi avanzata (come si fa una
bibliografia utilizzando Word? Questo serve per evitare di non fare tutto l’elenco delle fonti che sono state
consultate durante la stesura del0la tesi finale; campi, …); b. Elaborazione del linguaggio naturale; la
traduzione automatica; c. IA (Intelligenza Artificiale): da Eliza ad Alexa; alcuni cenni di robotica.
3. creazione di contenuti digitali: a. Image editing (imparare a fare il trucco nelle foto, capire come
funzionano le immagini e da cosa dipende la qualità di esse); b. Advanced presentation (Power Point); c. Il
linguaggio del web: HTML e Interattività sul web: HTML5 + JS (ormai si generano automaticamente però è
giusto capire su che cosa si basa il web visto che è una realtà indispensabile per noi); d. Data visualization
(modi di rappresentare i dati in modo accattivante e creativo).
4. sicurezza: a. Internet e reti (quali sono le varie reti, per esempio quando pago con il cellulare che rete
uso?); b. Uso dei motori di ricerca & IT Security; c. Crittografia, Blockchain & IoT (Internet delle cose
secondo cui ad esempio mentre sono a lezione posso avviare la mia lavatrice a casa).
5. risolvere problemi (questo lo vedremo oggi perché l’ordine che c’è qua non è l’ordine delle cose che
vedremo oggi): a. Architettura di un elaboratore (tradizionale e quantico; mobile) quindi com’è fatta una
macchina; b. Sistemi operativi per dispositivi fissi e mobili; c. Problem solving (ragioniamo su quali sono le
tecniche per risolvere un problema perché l’informatica nasce per la risoluzione dei problemi per suo
statuto); d. Cenni di programmazione e coding (questi li faremo un po’ giocando con dei tool).
Materiali e info aggiornate sul corso – Ariel – Teams sono i nostri due strumenti.
ESAME:
Test su Moodle con una ventina di risposte a scelta multipla con quattro o cinque risposte una sola è
corretta e di solito io non metto penalità 1 domanda a risposta aperta molto generica di cui farò degli
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INFORMATICA

Io mi chiamo Nadia Ambrosetti. Registrerò le lezioni così chi non dovesse sostenere l’esame subito avrà questo materiale. Per contattarmi sapete l’indirizzo e-mail e possiamo organizzarci per il ricevimento. Io sono laureata in Informatica e ho anche un dottorato di ricerca ma nasco come docente di lettere. Mi sono laureata in italiano e Latino ma poi mi sono appassionata all’Informatica. Quindi se ogni tanto faccio qualche incursione nel mondo letterario spero non vi dispiaccia. Ho cercato anche di toccare degli argomenti informatici che sono gemelli siamesi con la linguistica; quindi, ad esempio tutti i sistemi non solo di messaggistica ma anche di riconoscimento vocale, senza esagerare con le tecnicità perché non avete una formazione tecnica, quindi, è inutile tormentarvi con informazioni di questo genere. Però è importante per voi sapere questa materia da dove viene, come si usa, chi l’ha pensata, come funziona e i suoi principi fondamentali. Come, ad esempio, perché Google Translate ogni tanto funziona e ogni tanto no, funziona meglio Google Translate o Microsoft Translate, perché le traduzioni funzionano meglio in inglese e non con il tedesco. INFORMAZIONI GENERALI: ORGANIZZAZIONE DEL CORSO: Le 5 competenze digitali del quadro europeo sono le competenze di cittadinanza un po’ empowered, cioè che hanno qualcosina in più visto che siete studenti di un corso di laurea avanzato. In ciascuno delle 5 competenze digitali ci sono riassunti un po’ i contenuti del corso.

  1. alfabetizzazione su informazioni e dati: a. gestione dell’informazione; b. basi di dati (proveremo ad aprire Access per capire un po’ come funzionano le basi di dati che permeano quasi tutta la nostra vita in qualunque cosa noi facciamo); c. foglio di calcolo e funzioni avanzate di un foglio di calcolo.
  2. comunicazione e collaborazione: a. elaborazione testi ed elaborazione testi avanzata (come si fa una bibliografia utilizzando Word? Questo serve per evitare di non fare tutto l’elenco delle fonti che sono state consultate durante la stesura del0la tesi finale; campi, …); b. Elaborazione del linguaggio naturale; la traduzione automatica; c. IA (Intelligenza Artificiale): da Eliza ad Alexa; alcuni cenni di robotica.
  3. creazione di contenuti digitali: a. Image editing (imparare a fare il trucco nelle foto, capire come funzionano le immagini e da cosa dipende la qualità di esse); b. Advanced presentation (Power Point); c. Il linguaggio del web: HTML e Interattività sul web: HTML5 + JS (ormai si generano automaticamente però è giusto capire su che cosa si basa il web visto che è una realtà indispensabile per noi); d. Data visualization (modi di rappresentare i dati in modo accattivante e creativo).
  4. sicurezza: a. Internet e reti (quali sono le varie reti, per esempio quando pago con il cellulare che rete uso?); b. Uso dei motori di ricerca & IT Security; c. Crittografia, Blockchain & IoT (Internet delle cose secondo cui ad esempio mentre sono a lezione posso avviare la mia lavatrice a casa).
  5. risolvere problemi (questo lo vedremo oggi perché l’ordine che c’è qua non è l’ordine delle cose che vedremo oggi): a. Architettura di un elaboratore (tradizionale e quantico; mobile) quindi com’è fatta una macchina; b. Sistemi operativi per dispositivi fissi e mobili; c. Problem solving (ragioniamo su quali sono le tecniche per risolvere un problema perché l’informatica nasce per la risoluzione dei problemi per suo statuto); d. Cenni di programmazione e coding (questi li faremo un po’ giocando con dei tool). Materiali e info aggiornate sul corso – Ariel – Teams sono i nostri due strumenti. ESAME: Test su Moodle con – una ventina di risposte a scelta multipla con quattro o cinque risposte una sola è corretta e di solito io non metto penalità – 1 domanda a risposta aperta molto generica di cui farò degli

esempi alla fine delle lezioni ad esempio “che consigli mi date per comprare un computer?” oppure “Mi occupo di questa attività quindi che computer dovrei comprare?” accetto quindi consigli sensati come ad esempio se fossi un grafico ho bisogno di una macchina che abbia una scheda grafica altamente performante, se invece sviluppo contenuti per il web farò più attenzione all’implementazione di un server locale puntando più sul processore e meno sulla grafica, ecc… TEST:

  • https://europa.eu/europass/digitalskills/screen/home?l ang=it Domanda: quindi non ci sono libri da comprare? Risposta: no, solo le slides. ELABORATORI: questi oggetti che noi usiamo hanno ormai le forme più varie, come i cellulari, laptop, tablet. Perché li possiamo considerare tutti computer? Perché questi oggetti “computano” cioè calcolano, mettono insieme dei dati o li elaborano cioè fanno un lavoro; a partire da qualcosa tirano fuori qualcosa da qualcos’altro.
  • Computer -> deriva dal latino computare (calcolare). In realtà il “compotus” era una tecnica di calcolo molto usata nel Medioevo perché serviva a calcolare le feste mobili, come la Pasqua, che richiedevano un calcolo astronomico che si chiamava “compotus” che è un termine del latino medioevale.
  • Calcolatore -> dal latino calculus (sassolino). I sassolini, infatti, venivano utilizzati per rappresentare le unità, le decine come si fa con i regoli alle elementari, visto che fare i conti in passato era molto difficile soprattutto ai tempi dei greci e dei latini. Se si addizionano due numeri questa operazione si chiama somma perché in latino “summus” vuol dire “alto, il più alto, quello che sta più in alto” perché la somma si faceva dal basso in alto quindi il risultato era l’ultimo in cima.
  • Elaboratore -> dal latino elaborare (eseguire con cura e con fatica). Il computer anche se fa fatica non ce lo fa pesare perché la sua velocità di calcolo è molto più elevata della nostra e quindi si ha l’impressione che i calcoli vengano risolti in tempo reale ma non è mai così perché ci mette sempre qualche milionesimo di secondo per darci il risultato. Tutti questi oggetti sono elaboratori. Siete mai stati dentro un elaboratore? Sicuramente sì gli ascensori con una tastiera elettronica che gestisce più piani e più ascensori sono dei computer, così come lo è la lavatrice che contiene un cip che le permette di fare determinate azioni. Due passi verso l’aritmetica e la fisica quantistica… CHE COSA ELABORANO GLI ELABORATORI? Elaborano solo zeri e uni. Lo 0 e 1 sono cifre binarie. BInary digiT: che diventa BIT nella contrazione che si usa solitamente
  • Cifra del sistema numerico binario, basato sui due soli simboli 0 e 1, che rappresentano i due stati "aperto" e "chiuso" di un interruttore o circuito, o passa corrente o non ci passa. È la rappresentazione numerica di uno stato fisico. Non c’è la corrente 0. C’è la corrente 1.
  • Il BIT è anche l’unità di misura della quantità d'informazione.
  • Ai fini della programmazione, non si trattano ad uno ad uno ma si raggruppano sequenze di bit in multipli:
  • il più noto è il byte (chiamato anche ottetto), ossia 8 bit, che costituisce l'unità di misura più utilizzata in

Computer quantici o quantistici tutto quello che abbiamo detto finora riguarda tutte le macchine che si hanno a disposizione normalmente, è improbabile che si abbia a casa un computer quantistico perché deve stare ad una temperatura di -273°. In genere questi computer sono usati da grosse aziende come Google, non da utenti comuni. Queste macchine sono state pensate per aiutarci a rendere più rapidi i calcoli perché invece di avere il problema di prima dello spazio, si possono fare invece più calcoli contemporaneamente quindi non usare un solo zero e un solo uno ma usare una combinazione lineare di questo zero e di questo uno.

  • Il QUBIT indica il bit quantistico (unità di informazione quantistica). Quindi si possono fare i calcoli molto più rapidamente. Questa tecnologia permette di risolvere dei problemi che sembrano insolubili o teoremi che sembrano indimostrabili perché valuta molte più possibilità. È un bit anche lui ma non costituito solo da un valore ma dalla somma di due valori, lo 0 cioè la zeta a cappuccetto che sta sopra e la -zeta che è 1. Quindi non ci sono solo due valori ma tutti i punti sulla sfera sono a disposizione.
  • un qubit può essere rappresentato come punto sulla superficie di una sfera di raggio unitario. (La prof fa riferimento al designo nella slide) immaginate che quel puntino sia un elettrone che gira intorno al suo nucleo, gli elettroni hanno una serie di dati che li definiscono come l’energia, lo spin; il qubit può portarsi dietro molte più informazioni. ELABORAZIONE QUANTISTICA:
  • I qubit sono gli elementi base dell'informazione quantistica codificati dallo stato quantistico in cui si trova una particella subatomica (o un atomo).
  • Lo spin (rotazione della particella intorno al proprio asse), per esempio, ha due stati che possono rappresentare informazioni binarie.
  • Dal momento che le particelle suddette possono esistere anche in una sovrapposizione di stati, esse ampliano le possibilità di codifica delle informazioni, permettendo così di trattare problemi estremamente complessi (fisici, economici, …). Ho un certo spid e un certo livello di energia quindi quella particella, quel punto si può portare dietro moltissimi dati e posso quindi calcolare molto di più rispetto a prima. È come se ho un amico che sa parlare inglese, francese, spagnolo e tedesco rispetto ad un amico che parla solo l’italiano.
  • I computer quantistici oggi realizzati sono pochissimi (IBM, Google, …) e sono utilizzabili solo da remoto per utenti comuni. Viene anche offerta la possibilità di accedere alla computazione quantica cioè degli utenti comuni capaci di programmare la richiesta e si prova a fare la propria computazione. Sono però dei calcoli probabilistici siamo sicuri che 1+1 fa 2 ma quanto fa quasi 1+quasi 1? Siamo più vicini al quasi 2, all’1. o all’1? Questo scarto è stato minimizzato sempre di più col passare del tempo. Qualche settimana fa c’è stato l’annuncio che sono state fatte delle computazioni con un valore di probabilità oltre il 95% quindi lì siamo molto vicini al 2 quindi al 100%. E se tra un po’ ci arriviamo vuol dire che anche la computazione quantica esce dal molto probabile alla certezza, quindi, diventa ancora più utile questo tipo di computazione. GLI ELABORATORI ELETTRONICI: DEFINIZIONE: • Un elaboratore è un sistema, ossia un insieme costituito da componenti che interagiscono collaborativamente, per produrre un certo comportamento. QUALI CONTENUTI:
  • Studiare l’architettura di un sistema significa:
  • individuarne i componenti;
  • comprendere i principi generali di funzionamento di ciascuno di essi;
  • comprendere le reciproche interazioni quindi comprenderli come sistema. HARDWARE E SOFTWARE:
  • hardware – la struttura fisica del calcolatore, costituita da componenti elettronici ed elettromeccanici;
  • software – l’insieme dei programmi che consentono all’hardware di svolgere dei compiti utili
  • Si distingue in sw: software di base (tra cui il sistema operativo) senza il quale la macchina non si accende neanche; software applicativo come, ad esempio, Office che però è un qualcosa in più che non ha a che fare con il funzionamento della macchina. In genere l’utente si interfaccia con il software applicativo, il quale parla con il software di base che a sua volta parla con l’hardware. Non si può parlare direttamente con l’hardware anche se ci sono persone che aprono i computer, aggiungono o tolgono la RAM, tolgono il disco fisso, quindi, fanno operazioni per modificare le prestazioni della macchina.  ORGANIZZAZIONE A LIVELLI:
  • Hardware e software sono organizzati a livelli (o strati).
  • Ogni livello usa i servizi offerti dal livello sottostante.
  • Il livello software di base, utilizza il livello hardware. COME HANNO FATTO AD IMMAGINARSI IL COMPUTER? Guardate, il primo che si è immaginato ancora teoricamente il computer (stiamo parlando degli anni intorno alla Seconda guerra mondiale, quindi a metà del secolo scorso) si è immaginato una macchina che avesse un'unità centrale che fa i controlli, insomma quello che fa un po’ tutto. Oggi lo chiamiamo ‘microchip’ naturalmente perché più piccolo è meglio è per noi no? Poi, una memoria si deve ricordare i dati però, cioè anche se provate a immaginare voi di fare un conto a memoria dovete almeno ricordarvi le cose principali come gli addendi, i fattori, il primo termine e secondo termine di una sottrazione. Nel computer ci sono in realtà tre tipi di memoria: -Una è la memoria di massa cioè quella dove memorizziamo i nostri files -Una memoria invece che è una memoria volatile (la cosiddetta RAM ). Vi sarà capitato che si spegne il computer senza salvare i dati che vengono successivamente persi, ecco, in quel momento erano solo in una memoria di questo tipo cioè volatile e non li avete trasferiti e salvati in una memoria a lungo termine. -Però per la CPU , per l'elaborazione diciamo essenziale, non serve una memoria di massa cioè la memoria permanente, basta che ci sia una memoria in cui stanno proprio le funzioni indispensabili di base (la ROM ) e un'altra memoria che posso occupare con i dati di lavorazione (esempio di prima degli addendi). Poi abbiamo delle interfacce per inserire questi dati, quindi, qualunque oggetto che mi permetta di mandare i dati dentro il computer (che potrebbe essere anche la voce che viene riconosciuta: ad esempio dati segnale, dati vocale che vengono trasformati in un numero) e infine ci deve essere qualcuno che mette in collegamento tutta sta roba e questo qualcuno si chiama BUS , cioè tutti quei pacchetti di fili grigi unitissimi (se avete mai visto l'interno di un computer ve ne sarete accorti) che collegano varie periferiche, allora quella quello è un bus che serve per il trasferimento dei dati. Il codice del programma è memorizzato insieme ai dati, tanto è vero che se capita qualcuno che si danneggia il disco fisso magari non parte più, neanche il sistema operativo o magari non parte più neanche l'applicativo che gli serviva tanto. Non soltanto i dati sono compromessi ma talvolta è compromesso anche l'applicativo stesso quindi questo signore qui (il signore che si è immaginato il computer) se l'è immaginata così; naturalmente non è riuscito a costruirla subito c'è voluto un po’ di tempo perché qualcuno la costruisse però

computer sta facendo la scansione antivirus e voi non ve ne siete resi conto fino a quel momento, perché fino a quel momento non avete fatto una particolare richiesta di risorse, ma lui in silenzio stava facendo la sua scansione antivirus perché era l'orario predefinito e quindi procedeva nel momento in cui voi chiedevate tante risorse. Un po’ come una persona, immaginatevi che sto parlando con voi, entra uno e fa una domanda e allora io devo smettere di parlare con voi per rispondere a lui e poi saluto lui e torno a parlare a voi. Un computer fa uguale, se non ha abbastanza risorse si comporta così, in qualche caso però il computer è talmente veloce che noi non ci accorgiamo, quindi, lui in realtà sta gestendo per esempio la scansione antivirus ma riesce a mostrarvi contemporaneamente anche l'immagine. In realtà lui se la gioca un po’ su tutti e due i fronti; quindi, un po’ lavora all'immagine e un po’ lavora alla scansione antivirus ma è così veloce nel buttare lì un po’ di attenzione da tutte e due le parti che noi non percepiamo questo ritardo, cioè leggero ritardo ma è così poco che per noi praticamente non conta. Ci possono essere registri specifici o generici quindi ci sono diversi registri ma questo non vi basta semplicemente che sappiate che esistono dei registri; infatti, ecco i nostri tre omini quando arriva una richiesta. Immaginate un lavoratore che vuole far sapere che ha lavorato, quindi ho fatto un'operazione aumento, ho fatto un'azione: da zero passiamo a uno, da 12 passiamo a 13… e quindi andiamo avanti, andiamo a leggere l'istruzione successiva, poi il tipo di istruzione corrente, se mi serve quello che è già in memoria andiamo a cercarlo, lo carichiamo e poi eseguiamo la nostra istruzione. Cosa vuol dire se mi serve qualcosa che era già in memoria? E immaginate, io voglio fare 11+33, 11 l'ho già preso l'ho già messo in memoria ma adesso vado a prendermi 33, adesso mi devo riprendere l'undici ok? Quindi questo 33 deve essere associato all’11. Passo tutto a quello che fa i conti, e quello (bravo in matematica) fa i conti e poi torniamo al punto uno. La CPU fa dei cicli, credo abbiate sentito dire che i compiti della CPU sono esattamente questi: eseguire continuamente, continuamente e continuamente per milioni di volte esattamente queste operazioni. Prendo, eseguo, controllo sul mistero, qualcos'altro fatto che devo fare, vado oltre i dati; questa è soltanto una ripetizione di grafica di quello che abbiamo detto prima: i dati sono nei registri  li passo a chi sa fare i conti chi sa fare i conti li esegue e quindi butta fuori. In realtà nella memoria della CPU ci sono una cella che contiene il primo addendo, una cella che contiene secondo addendo e una cella che contiene il risultato ok? Ovviamente a me interessa il risultato, mi interessano più gli altri due una volta che li ho chiesti e voglio sapere quanto fa un numero più un altro numero o come si fa poi a gestire tutto questo flusso: ancora una volta con gli zeri. Perché immagino che quando andate a comprare un computer qualcuno vi abbia detto ‘ma questa è una dittatura 64 bit’ per esempio. Visto che stiamo parlando di architettura nel sentito dire se andate a guardare nelle caratteristiche della vostra macchina su nel pannello di controllo, mi viene detto che tipo di architettura utilizzate perché a volte potete installare alcuni programmi oppure non potete installarle. In generale chi ha il 64, può installare anche programmi per un'architettura 32 ma non viceversa, e perché non viceversa? Perché l'architettura ci dice quanta vita abbiamo a disposizione e allora se sono 64 capisce da solo che ce ne stanno anche solo 32 viceversa, se ne ho solo 32 cosa rischio? Overflow. Naturalmente lo dicevamo, quindi mi parli in bit la dimensione nativa della parola, la parola è quella che ho, ‘Word’ che dir si voglia, naturalmente, è questa misura dell’architettura; quindi, è un'architettura con una parola di 64 bit. Magari non l'avete sentito dire così ma vi garantisco che è una terminologia utilizzata quindi poi si utilizzano nipple byte, ora non li utilizziamo più perché naturalmente abbiamo delle macchine molto più potenti anche una persona comune. Una macchina molto più potente ha 64 bit (cioè la dimensione dei dati trattabili); quindi, 64 bit non riguarda il computer quantistico, questo riguarda solo le macchine che utilizziamo normalmente. Un computer quantistico viaggia per conto suo. Adesso sappiamo quanti dati ci possiamo mettere dentro ogni volta.

  • Ma quanto dura una volta? Che cos'è una volta allora? Quella è la frequenza con cui si eseguono i cicli che abbiamo detto prima. Prima abbiamo descritto il ciclo, adesso diciamo che ogni ciclo viene eseguito quando

dice un certo orologio interno, cioè un clock. Questo magari l'avete sentito dire che si ‘overclocca’ una macchina, l'avete sentito dire cioè si accelera molto, questo sì ovviamente certo è bellissimo non ho osservato in giro, anche con una Ferrari vado in giro a tavoletta bellissimo, andare in giro molto veloce. Allora immaginiamo di farlo in pista così non c'è il problema dei limiti di velocità, però se vado in giro a tavoletta farò poca strada ma c’è il rischio di bruciarlo il motore della macchina se la tengo al massimo regime. La stessa cosa succede al computer, se io overclocco una macchina (cioè chiedo a questa macchina di girare molto veloce) può darsi che non regga, non è pensata naturalmente per essere overcloccata, nessuno pensa mai di andare sotto naturalmente, non conviene. Qualche volta si può ritoccare un pochino ma ritoccare troppo ripeto può essere un problema no? Puoi rischiare di danneggiare la macchina, la velocità di elaborazione del microprocessore dipende dalla frequenza cioè quante volte viene eseguito il ciclo (quindi 304 100 MHz, milioni di cicli al secondo) ok? Quindi quel ciclo la che noi abbiamo visto a rallentatore, ancora più piano in realtà viene eseguito con una velocità altissima e naturalmente oggi parliamo dei giga hertz ok? Quindi vuol dire molti milioni di giri al secondo che se overclocchiamo diventano ancora di più ma naturalmente coi rischi che abbiamo detto perché ho un problema di overclock. Il computer quantistico deve andare a -273 quasi -283 perché non si può fare proprio bene, nel senso che rischia la confusione della macchina, scalda tantissimo. Cioè la temperatura non può essere tenuta nel range accettabile tant'è vero che se mai avete aperto lo scatolotto del computer ci trovate su sopra il microchip, ci trovate incollato un ventilatore proprio perché deve essere tenuto a una temperatura accettabile quindi non può scaldare troppo, se scalda troppo lo sapete anche voi, vi accorgete con qualche dispositivo che se scalda troppo c'è qualcosa che non funziona e anche il computer quantistico deve essere tenuto a una temperatura estremamente bassa quindi. -Come dicevamo, prima quindi qualcuno ha chiesto ma allora per l'altra memoria? Eccola qua, è quella che sta nell'hard disk. Se avete una macchina con l'hard disk allo stato solido probabilmente vi butta secondi no? Premete il tasto e in un attimo potete già lavorare; se avete 1 hard disk che non ha questa caratteristica, per esempio, ci vuole qualche istante più. Beh, non è che potete andare fuori a cena con gli amici per aspettare però qualche istante ci vuole insomma e quindi cosa succede? Il programma viene caricato nella mamma (CPU); immaginate il nostro work di paginate ad esempio PowerPoint (quello che volete voi, qualsiasi programma) e a questo punto ecco la CPU che interviene e lavora ancora. Il programma come dicevamo prima naturalmente non è detto che ci sia un solo programma nella RAM, perché potrei aver aperto Word e poi apro Photoshop perché voglio inserire un'immagine, voglio modificarla prima di inserirla dentro il mio file Word… quindi, contemporaneamente apro due programmi e tutta sta roba stava lì in esecuzione e faccio le diverse operazioni, e poi naturalmente ci sono un sacco di altre cose che il computer sta facendo a mia insaputa che non vuoi, però magari sta gestendo altri servizi per esempio la connettività Internet o per esempio, l'antivirus. Come dicevamo prima ci sono tutta un'altra serie di servizi, se ogni tanto andate a curiosare cosa sta facendo troverete un elenco sterminato di operazioni che sono in corso, sono in esecuzione e voi non sapevate, ma è giusto così, non è che vi viene a raccontare tutto no? O meglio viene a raccontare le cose necessarie. Per raccontare che sto caricando la batteria egli ha proposto ‘sto caricando la batteria’, diventa anche un po’ seccante no? Questo che ogni minuto mi racconta che sta caricando la batteria quindi la mamma come dicevamo forse l'avete anche vista qualche volta Sono delle specie di pettini che si innestano nelle schede memoria accesso casuale. -Cosa vuol dire casuale? Non è che vi dà dei dati a caso, quelli che piacciono a lei ma significa che non siete obbligati a un eccesso sequenziale. Forse li avete visti al cinema i computer che utilizzavano i nastri magnetici, quello era un bel fastidio, semmai avete bisogno le audiocassette magari qualcuna di qualche bisnonno l'avete trovata in giro, se uno avesse voluto ascoltare una canzone cosa avrebbe dovuto fare? Doveva far scorrere il nastro fino al punto in cui cominciava la canzone. Oggi se utilizziamo qualunque sistema se voglio quella canzone lì parte immediatamente la canzone e questo è un accesso casuale, cioè vado esattamente dove interessa a me, comincio esattamente dove interessa a me e non sono obbligato a scorrere tutti i dati fino al punto esatto che mi interessa; quindi, le informazioni che sono nella RAM (che

Sto predisponendo un quiz di autovalutazione (una volta si potevano creare su Ariel, adesso si deve creare un sito moodle).Così potrete capire innanzitutto che tipo di domande verranno fatte e allenarvi a vedere domande simili a quelle che possono capitare al momento dell’esame. Se ci sono problemi possiamo parlare e troviamo una soluzione a qualsiasi cosa. Dispositivi di input: ogni volta che viene creato un qualche segnale digitale che viene inviato a una qualche macchina è un dispositivo di input, quindi qualunque tipo di tastiera di un dispositivo digitale, qualunque tipo di macchina che acquisisce, scanner, macchina fotografica, persino la bilancia su cui vado a registrare il mio peso (ci sono bilance che hanno l’app integrata che memorizza quali sono i vostri progressi e regressi sul fronte del controllo del peso, ecc.) Tutti questi dispositivi servono a mandare dati che saranno convertiti in informazioni (es. valore del peso di una persona è un numero, diventa informazione nel momento in cui lo associamo al fatto che peso, non è una temperatura Fahrenheit ad esempio). Il numero in sé è un dato, assume significato e quindi diventa informazione. Quindi sarà il peso, piuttosto che una frequenza radio, piuttosto che un altro tipo di valore, avrà un’altra caratteristica, rappresenterà un’informazione diversa. Qui abbiamo tante possibilità diverse, compreso lo scanner del lettore delle casse, registra che quel prodotto è uscito dal magazzino e quindi mi viene attribuito il prezzo del prodotto nello scontrino che verrà elaborato alla fine della mia spesa. Quindi fa due cose questa lettura. Dispositivi di output sono un po’ meno ma ne abbiamo tanti ormai in realtà: schermi di qualunque genere, stampanti, suono/audio, proiezione di qualcosa, un suono che mi arriva attraverso le cuffie anziché attraverso l’altoparlante, gli occhialini che mi permettono di visualizzare qualcosa di diverso (occhialini in 3D), stampante professionale, quella per fare la stampa in 3D. È facile vederle, vederle in azione è difficile perché sono dei dispositivi abbastanza costosi (non pensate cifre economiche ma circa 500 euro si spendono per dispositivi di questo genere, quindi non è che non sia alla portata di nessuno però non tutti ce l’hanno in casa perché è un oggetto parecchio ingombrante). E infine i plotter: dispositivo che utilizzano i tecnici, quindi per esempio gli ingegneri, gli architetti, i geometri, perché stampano dei progetti interi e hanno bisogno che ci sia un livello di dettaglio molto alto e anche il foglio è molto grande (non è il solito foglio A4/A3 che siamo abituati a usare in stampa, ma in genere sono dei nastri, c’è un rullo di carta che viene utilizzato per la stampa completa). Anche questi sono dispositivi di output. Per ora non abbiamo interfacce con il cervello quindi non può ancora essere che il computer butta in output direttamente al nostro cervello. Cosa succede se ho poco spazio? Se voglio creare un dispositivo che non ha forti vincoli dal punto di vista dello spazio e del peso perché se un oggetto è molto piccolo ma pesantissimo non sarà praticissimo da portare in giro. Deve essere un oggetto che io posso portarmi in mobilità : continua a darmi le stesse prestazioni anche se io me ne vado in giro (es. calcolatrice me la posso portare dove mi pare e continua a fare i conti). Se avessi bisogno di una connessione a internet questo dispositivo deve garantirmi che mi connetterà alla rete. Utilizzare naturalmente risorse inferiori (immaginate lo schermo che è più piccolo e la risoluzione è diversa da quella di uno schermo più grande). Queste risorse devono essere anche ottimizzate : ho poche risorse ma le uso benissimo, non si spreca nulla, perché voglio il meglio possibile.

L’idea è quella di compattare tutto quello che nel computer sta (scheda madre, scheda video, scheda audio e gli altri elementi a completamento di quello che sta sulla scheda madre) tutti compressi su una sola scheda e viene un dispositivo poco più grande di un pacchetto di sigarette. Un oggetto veramente molto comodo da portare in giro ma manca lo schermo e un eventuale dispositivo di input (almeno una tastiera). Basta attaccare fisicamente gli altri oggetti e il computer è perfettamente funzionante. Ultima versione di Raspberry, uno dei tanti dispositivi possibili che viene molto utilizzato soprattutto con la sensoristica (lo si fa parlare coi droni, con tutti quegli oggetti chiamati sensori (che ad esempio misurano la temperatura e se la temperatura diventa troppo alta ‘apri la finestra’), potrebbero esserci dei sensori e dei dispositivi che mi permettono da remoto di gestire la casa e dire se la temperatura supera la soglia di 28 ‘apri la finestra’. Quindi c’è ovviamente un oggetto meccanico che viene attivato e muove la mia finestra (gira la maniglia, apre a vasistas, ecc.) Sono piccoli sistemi utilissimi per fare anche cose di questo genere. Perchè ci serve un computer quantistico: perché spesso abbiamo bisogno di computare, calcolare, elaborare una grandissima quantità di dati (non è che i computer di oggi non sono in grado di farlo ma lo fanno molto lentamente, sarebbe meglio se riuscissimo a farlo con più rapidità, velocità e portiamo a casa i risultati molto prima). Immaginate di avere un computer lentissimo, chiedete una somma, vi risponde tra 30 secondi, è accettabile, ma se ogni azione la fa dopo 30 secondi, o se state scrivendo in un documento word e una lettera vi appare 2/3 secondi dopo che l’avete digitata non va bene). Computazione molto raffinata, però avere la possibilità di computare una grandissima quantità di dati in tempi molto stretti e rapidi sarà un grandissimo vantaggio. es. per quanto riguarda la rappresentazione delle molecole, la simulazione di composti, di materiali. Quindi proviamo un materiale in questo modo, che caratteristiche presenta. Invece di andare in laboratorio e rifare il materiale, simulo al computer cosa potrebbe accadere. Si simulano così anche degli scenari di borsa. Una delle applicazioni che al momento è tra le più utilizzate è quella nella finanza così si possono computare con estrema rapidità tutti gli effetti di determinate decisioni, scelte. Questo è di grande utilità così si evita di gettare nel panico i risparmiatori. Muoversi con maggiore consapevolezza di ciò che sta accadendo è molto utile per prendere una decisione. La rappresentazione dei diversi computer che sono a disposizione oggi sono estremamente costosi perché è necessario il frigorifero che tiene ad una temperatura estremamente bassa, vicino allo 0 assoluto perché ha bisogno di essere raffreddata. Se le macchine si scaldano troppo a un certo punto non funzionano più bene. Questo vale per tutte le macchine ma in particolare per i computer. Se si rompe la ventola il computer brucia, si fonde, il chip si fonde e non funziona più nulla. Ci sono altri link se siete curiosi di andare a vedere qualcosa del genere, forse il più interessante è quello di IBM: basta registrarsi creando un account per poter provare a programmare Python direttamente sul computer quantico di IBM (lanciare i suoi programmi, vedere se funzionano, come e quanto, è a disposizione di un utente che lo sappia utilizzare e che sappia cosa scrivere, sappia utilizzare questo linguaggio di programmazione. Non avete bisogno di autorizzazioni per fare login. Quindi il computer quantico o quantistico ha un impiego che può arrivare anche alle persone comuni (con competenze di natura di programmazione) però non è riservato soltanto ai grandi laboratori delle più famose università ma è aperto a tutti. Questo è un modello Open Source: (es. Python è un linguaggio open source) significa che tutto il mondo può leggere quel codice. Altro software definito “proprietario” (es. Windows o Microsoft office): non si può accedere al codice di Windows o Word perché è un segreto dell’azienda la quale vende il suo prodotto e non vuole che qualcuno vada a sbirciarci dentro.

stampante. Converte ciò che io ho realizzato sul mio computer in un segnale che abbia senso per la stampante e quindi la stampante fa quello che serve. Struttura La struttura tipica di un sistema operativo è una sorta di cipolla: Abbiamo nella

  • zona più bassa: dimensione fisica (hardware)
  • sopra: gestione della CPU (prende i dati, li elabora, li riscrive, li manda indietro, ecc.)
  • gestione della memoria (abbiamo descritto il nostro ciclo e abbiamo detto che vengono presi dei dati dal disco fisso, scritti nella memoria della CPU, elaborati opportunamente e poi restituiti). Chi si occupa di dare e cedere queste risorse è il nostro sistema operativo.
  • gestione Input/Output e tutto ciò che viene mandato e ciò che esce (es. si può scrivere sulla tastiera mentre sto stampando oppure posso digitare mentre ascolto un brano musicale. Il computer sta facendo output del suono e riceve un input che è la mia digitazione sulla tastiera). Noi abbiamo l’impressione che le due cose vadano contemporaneamente ma l’attenzione della CPU è una sola e rimbalza da uno all’altro senza che noi ce ne accorgiamo di queste diverse elaborazioni. Molto spesso il brano musicale viene preparato in una zona di memoria in modo tale che la CPU non deve fare più niente. La CPU bafferizza, si scrive in una zona della memoria ad esempio il brano musicale così può dedicare la sua attenzione a noi che stiamo digitando, non ci può prevedere a noi perché non sa che cosa scriveremo quindi non può bafferizzare niente, ma quel brano è bafferizzato e quindi me lo restituisce con tutta calma. È un po’ la stessa cosa se magari guardate qualche brano in streaming. Anche se dovesse cadere la connessione a internet, spesso per qualche minuto continuate a vedere perché è bafferizzato, già messo in memoria parte del film che volete guardare. La gestione file system File system è la cosa più banale: quando accediamo al nostro computer andiamo a cercare dei file. I file sono collocati in varie posizioni all’interno del computer. Queste posizioni in genere sono delle cartelle che sono più o meno vicine ala root del sistema (al nome principale dei vari dischi es. C: per il disco fisso) e ce li andiamo a cercare lì. Questa alberatura si chiama file system. Poi c’è un interprete dei comandi , qualcosa che spiega alla macchina qual è il il significato dei comandi che noi diamo e quindi questo dipende anche dall’hardware di input che abbiamo (se abbiamo un touch piuttosto che un mouse saranno due cose diverse). Una volta esisteva anche la trackball, una specie di mouse al contrario con una pallina sopra e la muovevate per far venire un po’ meno la sindrome del tunnel carpale poi è sparita dal commercio. Il sistema operativo eroga servizi , esempi del tipo di servizi:
  • Caricamento di un programma in memoria (fate doppio click sull’icona di un programma, chi fa il lavoro in quel momento è il sistema operativo. Qualche volta vi è capitato che vi viene richiesto di eseguire come amministratore perché il sistema operativo fa pure quel controllo lì. Questo software può essere eseguito da un utente qualsiasi o solo da chi ha certi privilegi? In quel caso allora dovete farlo come amministratore e vi chiede un codice, una password, però ve lo lascia fare. Se io provassi a fare certe operazioni su questa macchina che è dell’università e non mia personale probabilmente mi vengono inibite perché non posso fare certe operazioni perché le può fare solo il personale tecnico autorizzato.
  • Esecuzione e terminazione dei programmi scelti dall’utente. Posso chiuderli, quando chiudo un programma ci mette un istante perché deve chiudere il programma, svuotare la memoria e fare una serie di operazioni.
  • Operazione di input/output
  • Gestione del file system: organizzazione gerarchica dei file (quando aprite Esplora risorse siete davanti al vostro file system)
  • Creazione, lettura/scrittura, copia e cancellazione. Quando faccio copia e incolla di un file lo sposto da una cartella a un’altra senza aprirlo con il programma. Il sistema operativo rimappa la posizione del file.
  • Gestione degli errori: s i vede in definitiva il nostro sistema operativo che “intercetta” (tra virgolette perchè è la traduzione dall’inglese) e gestisce gli errori che si possono verificare durante l’esecuzione di un programma. Oggi questo problema non ce l’abbiamo quasi più. Spazio sul disco esaurito è abbastanza raro. In passato era molto più frequente perché avevamo dischi con capacità molto più piccola, inferiore. Oggi ogni tanto ci sono i software che avvertono ‘hai solo 100GB’, oppure mi avverte ‘la cartuccia della stampante si sta esaurendo’. Oggi abbiamo addirittura i servizi che ti dicono ‘te la compro?’. So già dove la vendono, se vuoi te la prenoto così domani ce l’hai o nel pomeriggio ti arriva. Si aggiungono servizi ulteriori. Intercetta tutti i messaggi di errore, malfunzionamento, problemi che possono venire da un qualche elemento del computer e quindi mi segnala che le cose non vanno bene. Quando vi escono i famosi messaggi con numeri, x e y, sono i messaggi di memoria e la RAM ha qualche problema che dipende dalla situazione specifica (potrebbe esserci stato qualche problema di tensione o abbiamo sovraccaricato la memoria e quindi a un certo punto fa un po’ fatica a tenere dietro al nostro lavoro.
  • Gestione delle risorse tra utenti e programmi. Perché noi in questo momento stiamo ancora pensando al computer come ai dispositivi che abbiamo davanti ma non è detto che il computer sia questo. Potrebbe anche essere un grande computer a cui accedono più persone. C’è un client che mi permette di accedere e come accedo io accedono decine di persone. Nel laboratorio che c’è in via Passione per esempio ci sono 50 computer ma su quei computer non è installato quasi nulla se non un piccolo client che permette di loggarsi nel sistema e vedere tutto il software che serve e ce l’hanno lì davanti però le macchine che fanno girare quel software sono in via Celoria, sono altrove. Quindi potrei vedermi assegnato una certa risorsa per un certo tempo o un certo spazio. Quella risorsa viene divisa fra tanti utenti. Se vi dicono che avete il profilo dell’università, vi loggate sulla macchina con il vostro profilo, vi dicono che potete salvare file di una certa capacità. Siete limitati nello spazio di memoria.
  • Gestione degli account. Ormai ciascuno di noi ha un computer per conto suo però nulla vieta che voi creiate più di un utente per la stessa macchina, più persone possono utilizzare la stessa macchina e ciascuna potrà avere accesso a risorse diverse. Se a questo computer a cui mi sono loggata io si loggasse un tecnico ed entra con le sue credenziali può fare molto di più di quello che faccio io che sono un utente qualsiasi. Il tecnico sarà un power user, qualcuno che si vede riconosciuti più poteri di intervenire sulla macchina, magari può installare o disinstallare qualche programma.
  • Protezione: deve proteggere la macchina. Controlla non solo la memoria dei programmi ma anche quel pezzo di disco fisso (che si chiama partizione) in cui è stato memorizzato il sistema operativo. Se vi è mai capitato di installare da 0 un sistema operativo (Windows o qualunque altro) la prima cosa che la macchina vi chiede è ‘fammi una partizione per salvare il sistema operativo’. Così salvo tutto lì, separiamo i dati e così rischiamo meno che ci siano pasticci perché non si possono sovrapporre le due parti. Sembra che io abbia due dischi fissi invece sono due partizioni dello stesso disco. Abbiamo detto che c’è una sorta di cipolla che vede una parte più bassa (vicino all’hardware) e si chiama Kernel (indica il cuore del sistema operativo). Lì è dove si accede a tutte le funzionalità del calcolatore ma noi non controlliamo il Kernel, si controlla da solo. Invece lo user mode per cui interviene l’utente è quella con cui normalmente interagiamo. Un utente normale può parlare più a fondo con il sistema operativo. I sistemi operativi di oggi hanno questa interfaccia visuale, ancora più accattivante, c’è uno studio anche della usabilità e dell’accessibilità dell’interfaccia che il secolo scorso neanche si sognava, è molto più bella adesso e meglio progettata. Però sostanzialmente il ricorso all’interfaccia visuale fa sì che l’utente si comporti con ciò che contiene la macchina un po’ come si comporterebbe con gli oggetti del mondo reale. Quello che io vedo quando avvio il computer è il desktop, la mia scrivania sulla quale appoggio fogli (file) e ho i cassetti (file sysyem). Tutto sommato quello che mi viene

file oppure di dare un altro nome, o ancora, lasciano lo stesso nome ma aggiungono a quest'ultimo un numero progressivo alla fine del nome del file, in questo modo avremo tutto salvato e i nomi sono sempre unici e diversi, permettendo quindi di mantenere entrambi i file, poi sarà l'utente a decidere quale dei due file volesse. Esempi di nomi di file in Windows:

  • Nota-txt (file di testo)
  • Tesi.doc (file Word)
  • Window.exe (file eseguibile, i file che hanno come estensione questo exe sono file eseguibili, che fanno delle cose, non si limitano quindi a custodire dei dati ma fanno delle cose). I file exe potrebbero anche essere un virus, di solito un documento non viene mai mandato in questa forma perchè potrebbe essere stato infettato da un virus. Il sistema operativo spesso ci dice di prestare attenzione quando si sta per eseguire un file exe, oppure dei file exel che presentano nell'estenzione anche una ""m"", vuol dire che contengono delle macro, che sono molto simili al file exe e quindi eseguono delle operazioni sul file e che potrebbero incidere anche sul contenuto del mio computer, quindi un altro sistema di sicurezza presente dentro office ci dice di prestare attenzione a questi tipo di file che hanno le macro e che arrivano da internet, perchè potrebbero essere potenzialmente pericolosi. I nomi dei file devono essere tutti diversi quindi all'interno della stessa cartella, in realtà il nome del file include tutto il suo percorso, se io ad un file con un certo percorso, cioè con l'elenco di tutte le cartelle a partire da C fino al mio file, se la metto in un'altra cartella il nome del file è uguale ma il pezzo precedente è diverso, contiene almeno una differenza per cui il percorso del file è diverso, all'interno della stessa cartella però non è possibile. Se noi scarichiamo dei file da internet finiscono quasi sempre in una cartella download e quindi è il sistema che si occupa di mettere un numero progressivo, anche allo stesso file scaricato più volte il sistema attacca un numero progressivo. Le directory Non è possibile buttare dentro il disco tutti i file disordinatamente altrimenti sarebbe impossibile trovarli all'interno del drive, quindi vengono organizzati all'interno di cartelle e quindi i moderni sistemi operativi permettono di fare questo ma permettono di fare questo perchè è consentito anche un accesso casuale ad un certo punto del contenuto del disco fisso, è la RAM che permette questo accesso casuale, casuale signifca nel punto in cui voglio io cominciare la lettura, visualizzazione o ascolto del file. In passato questo non avveniva perchè in passato in genere i dati venivano memorizzati su un nastro magnetico e quindi c'era un dato prima e uno dopo, non era possibile avere un'alberatura come invece abbiamo nel nostro file system. Quindi il passaggio a questo tipo di organizzazione è stato molto rilevante, perchè ci ha permesso di costruire un sistema di questo genere in cui i miei dati sono accessibili sempre perfettamente, seguendo l'albero opportuno è possibile raggiungere il mio file. Una directory è sostanzialmente un contenitore di file con un nome. Ad esempio, se stiamo scrivendo la tesi, avremo molto probabilmente una cartella (directory) chiamata "Tesi". Struttura gerarchica La struttura è naturalmente gerarchica, ormai il disco di sistema è il disco C, una volta vi erano la A e la B che però erano destinate ai floppy, oggi i floppy sono stati soppiantati per cui non ci sono più macchina con il lettore floppy. Oramai non ci sono neppure più i lettori CD che generalmente erano un D o E, quindi avevano una sorta di nomenclatura standard, oggi non ha più molto senso, il disco

che oramai utilizziamo è sempre il disco C, la A e la B in passato erano assegnati a memorie rimovibili per questo oggi si parte dalla lettera C. Il disco C è diviso in tante cartelle, una molt importante in quasi tutti i sistemi operativi è la "cartella users", perchè all'interno di queste cartelle ci sono i contenuti che riguardano ciascun utente. Se avessimo un sistema multi-utente, quindi che al computer avessero accesso più persone, ci saranno più caratelle "users" che contengono elementi diversi di personalizzazione (sfondo del desktop, collegamento a spotify), per cui quando una persona fa l'accesso ha tutto ciò che desidera sul proprio desktop e l'altra persona simmetricamente ha tutti i suoi elementi perfettamente personalizzati. Poi ci sono i programmi, poi c'è windows o altri servizi. Il filesystem è l'insieme di tutta questa roba, tutte le directory (cartelle), l'albero e tutti i file contenuti al proprio interno. I computer conservano questi files sul disco C fino a quando l'utente non decide di cancellarli o fino a quando non si da un errore di sistema tale per cui il disco venga compromesso, anche se è molto raro o un guasto al dispositivo che non permette più al disco di funzionare. Per evitare che ci siano dei danni molto gravi al contenuto del disco, i dati sul disco non sono memorizzati uno dietro l'altro. Se non potessimo andare a guardare il disco fisso e vedere i file, non vedremmo i file distribuiti omogeneamente: i dati vengono memorizzati a fette di torta, ossia un pezzetto, poi si salta e un altro pezzetto e cosi via, questo perchè in questo modo è possibile limitare i danni, se un pezzetto viene perso se ne perde solo uno, questo prende il nome di interliving. Windows In tutte le versioni di Windows i vari dispositivi di memorizzazione di massa vengono indicati con delle lettere seguite da due punti. Esempio:  A: rappresentava il floppy disk  B: rappresentava il secondo drive per il floppy  C: rappresenta il disco rigido  D: rappresenta

  • un eventuale secondo disco rigido
  • una partizione del primo
  • il lettore/masterizzatore CD/DVD
  • una memoria di massa esterna (una chiavetta o disco esterno) Tutti i dispositivi di memorizzazione hanno il proprio filesystem, anche una chiavetta possiede il proprio filesystem con una propria alberatura, le cartelle ecc. La directory alla radice della struttura ad albero del filesystem prende il nome di directory radice o semplicemente radice (root directory) e si indica con il ''. Per cui 'C:' rappresenta la directory radice del disco C: e questo vale anche per i dischi D: o E: per cui si replica il filesystem anche qui. In tutti i sistemi operativi ci sono percorsi relativi e percorsi assoluti. Immaginate nel mondo reale quando una persona chiede come si fa ad arrivare in piazza Duomo, per cui vi spiegano rapidamente come fare a prendere la metro, di scendere alla fermata Duomo e siete arrivati, questo è un percorso relativo, perchè ci viene indicato di uscire di lì, di andare a sinistra, di raggiungere la porta principale ecc, se io dessi le stesse istruzioni a qualcuno che sta alla stazione di Lambrate, si perderebbe. Questo quindi è un percorso relativo perchè vale relativamente alla posizione in cui mi trovo. Un percorso assoluto sarebbe quello in cui una persona mi dice che per andare in piazza Duomo ti consiglia di trovare una fermata della Metro rossa, della linea 1, cercare quale treno ti porta a Duomo, di prenderlo e scendere a Duomo, per cui in qualunque parte di Milano io mi trovi, so che devo cercare la M1, quindi sono istruzioni che valgono indipendentemente dalla posizione in cui mi trovo, ovunque io sia so che devo seguire queste istruzioni. Un percorso assoluto è quindi un percorso che mi vale sempre, è il percorso completo del mio file.

più ammicchevole. I computer non sono stati subito amati, oggi sono estremamente pervasivi ma ci sono persone che ancora oggi sono un po' ostili perché ritengono che ci condiziona un po' troppo la vita. In passato, c'era una sorta di ostilità e difficoltà per cominciare ad utilizzarlo e quindi renderlo un po' più simile alla vita quotidiana era una buona idea per facilitare le cose, pensate ai dispositivi touch quanto ha cambiato la nostra percezione nell'interazione con queste macchine, con il dito possiamo fare quasi tutto ciò che vogliamo, quasi tutto può essere riprodotto attraverso un'operazione che il più naturale possibile. Quando ci serve qualcosa allunghiamo la mano e la prendiamo, qui è sostanzialmente lo stesso tipo di azione spontanea e naturale. Muovere un mouse per ottenere le cose è qualcosa che abbiamo imparato ma non è istintivo dell'essere umano, normalmente non facciamo così. L'interfaccia grafica ci permette appunto di disporre i diversi oggetti che hanno una forma che si chiama “icona” che ci permette di identificare anche visivamente, per esempio, il tipo di file. Sul desktop troviamo una presentazione e anche se io non apro questo file so già che si tratta di una presentazione perché c'è una piccola icona che mi indica che si tratta di un powerpoint e in più c'è anche una piccola anteprima per cui io so quale è la prima immagine che vedrei se dovessi aprire il file. Le componenti dell'interfaccia in genere sono lo sfondo del desktop, in basso c'è un pulsante “start” che una volta aveva proprio la dicitura “start”, adesso è semplicemente una finestra con la quale posso accedere a tutto il menù. In basso ho dei programmi che probabilmente sono quelli che vengono utilizzati più frequentemente e sono già pronti, in modo tale che sia facilissimo per avviarlo. Nella parte a destra ci sono un po' di servizi di vario genere, come la sicurezza, gestione dell'audio, connessione di rete. In generale è possibile fare anche delle operazioni con il menù contestuale, cliccando il tasto destro che permette di aprire delle nuove finestre che permettono di interagire e fare qualcosa, per esempio, sono sul desktop, clicco il tasto destro e potrei creare direttamente un file sul desktop, che sia un'immagine, un file di word, un documento di testo o file di exel. Tra le operazione con i file e le directory possiamo creare ex-novo, copiare, salvare, tagliare e incollare, posso creare dei collegamenti (un link), un oggetto rappresentato da un'icona che ci permette di aprire un file che non sta qui ma sta da qualche altra parte, potrebbe essere anche un programma. Esplora risorse è questa icona qui in basso che mi permette di entrare e vedere tutto il mio filesystem e di andare a cerare da tutte le parte tutti i vari programmi e i vari files che mi possono servire. Ci sono un po' di scorciatoie da tastiera che oggi vengono utilizzate abbastanza poco perché il touch ci ha un po' fregati, nel senso che con il touch le scorciatoie sono pochissime, una delle poche sono il tap singolo o il doppio tap o tenere premuto, quindi creare delle scorciatoie diventa difficile, mentre con il computer ce ne sono di più (Ctrl +C, Ctrl + X), queste scorciatoie da tastiera permettono di fare delle operazioni. MacOS E' il sistema operativo per il computer MacIntosh di Apple, hanno dato un grandissimo contributo allo sviluppo di interfacce visuali più moderne, un design modulare che permette l'aggiunta di tanti servizi ulteriori e nuove funzionalità ai sistemi operativi. La base è UNIX quindi la stessa di LINUX sostanzialmente. Linux invece è un altro sistema operativo molto diffuso anche, per esempio, per i server, se acquistate uno spazio web per creare un sito facilmente la domanda che viene fatta è quella di

scegliere tra un server Microsoft o Linux. Se utilizzate Linux non si è obbligati ad utilizzare soltanto questo, è il sistema operativo del server ma è possibile caricare quel che si vuole. Linux è stato inventato da uno studente, Linus Torvalds, che ha modificato UNIX e poi l'ha distribuito in questa forma oper source, quindi non software proprietario. Linux è una dicitura generica, ne esistono tante distribuzioni, mentre per Windows ci sono gli aggiornamenti e non ci sono più versioni, per Linux ci sono le cosiddette distribuzioni, che sono delle versioni leggermente diverse della base linux (https://www.linux.it/distro/ per andare a curiosare le varie versioni, questo sistema suggerisce a seconda di quello che bisogna fare la versione più adatta. Per sperimentare https://www.tutorialspont.com/unix_terminal_online.php è un commaline di Linux virtuale, è un emulatore, gli chiede di eseguire e sulla destra compare il risultato dell'esecuzione, digitando “date” che è il comando che chiede la data nella prima riga lui butta fuori una stringa che gli ha detto qualcuno e sotto, avendo chiesto la data, correttamente ci dice che è Venerdi 18.02 e sono le 16.57 e 41 secondo quando ha fatto la sua richiesta. Il desktop di Ubuntu non è particolarmente diverso, anche qui c'è la metafora della scrivania, ovviamente il software è diverso, non è possibile istallare Microsoft Office perché non esiste la versione per Linux però è possibile istallare Open Office che ha dei programmi equivalenti a quelli di Office. Esiste naturalmente un altro player su questo mercato che è Google, che ha sviluppato il suo ChromeOs, al momento può essere installato solo sui Chromebook ed è un sistema operativo tutto basato su Chromium che è un sistema operativo tutto sviluppato da Google. Se abbiamo un dispositivo mobile nulla di questo accade, avremo un sistema Android, IOS; esistono anche dei sistemi di Ubuntu che ammette anche per alcuni cellulari, sono sistemi operativi che sono pensati per le macchine che hanno tutto sul chip, con minore esigenza di risorse ma ovviamente perfettamente compatibili con i sistemi equivalenti. Se mentre lavoriamo al computer Mac e arriva una telefonata, quest'ultima arriva anche sul computer perché i due sistemi si parlano. Android è arrivato alla sua versione 12, stiamo andando sempre oltre ma le grosse novità sono principalmente sull'interfaccia grafica e l'ottimizzazione delle risorse, perché il grosso problema è la batteria per cui bisogna cercare di sprecare meno energia possibile per garantire una durata della batteria per il maggior numero di ore possibile, perché per quei dispositivi lì è cruciale poterli utilizzare tutto il giorno, se questo non succede quella macchina lì non fa per me. Quindi questa è la direzione verso cui i sistemi operativi stanno andando.