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Riassunto libro “itinerari di studio su ue,legalità, crisi dello stato. Capitolo 2. Contiene anche l’interpretazione della tesi della professoressa
Tipologia: Appunti
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Il passaggio dalla sicurezza collettiva alla sicurezza cooperativa ha segnato una trasformazione significativa nelle relazioni internazionali, in particolare con la fine della Guerra Fredda e la nascita di un nuovo ordine mondiale. Questo cambiamento è stato alimentato dalla necessità di affrontare nuove minacce e sfide alla sicurezza globale, come il terrorismo, il crimine organizzato e i conflitti interni, che richiedevano un approccio più flessibile e basato sulla collaborazione. Sicurezza collettiva: La sicurezza collettiva è un concetto sviluppato principalmente dopo la Prima Guerra Mondiale con la nascita della Società delle Nazioni e, successivamente, delle Nazioni Unite. Si basa sull'idea che tutti gli Stati partecipanti accettino di agire collettivamente per prevenire e rispondere alle aggressioni, in modo che la sicurezza di uno Stato dipenda dalla sicurezza di tutti. In altre parole, un attacco a uno Stato membro è considerato un attacco a tutti, il che giustifica una risposta comune. Questo concetto ha dominato durante la Guerra Fredda, quando la sicurezza era percepita in termini di blocchi contrapposti: NATO e Patto di Varsavia, in una logica di deterrenza reciproca. Sicurezza cooperativa: Con la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione del Patto di Varsavia, si è verificato un graduale passaggio alla sicurezza cooperativa. Questo nuovo concetto si fonda su una cooperazione tra Stati, organizzazioni internazionali e attori non statali per affrontare insieme minacce comuni, indipendentemente dall'appartenenza a blocchi o alleanze formali. La sicurezza cooperativa enfatizza il dialogo, la diplomazia e la prevenzione dei conflitti, cercando soluzioni condivise a problemi di sicurezza globale. La NATO e il passaggio alla sicurezza cooperativa: Il concetto di sicurezza cooperativa ha trovato espressione concreta nella NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord). Dopo la fine della Guerra Fredda, la NATO ha adattato la sua missione da una difesa collettiva contro una minaccia specifica (il blocco sovietico) a un'alleanza più flessibile che promuove la cooperazione con Paesi partner e altre organizzazioni internazionali. Questo è stato evidente con l'allargamento della NATO verso est e con le missioni di stabilizzazione e mantenimento della pace in aree come i Balcani, l'Afghanistan e il Medio Oriente. La NATO ha iniziato a includere una rete di partnership con Paesi non membri, promuovendo un modello di sicurezza più inclusivo e cooperativo. Questo ha contribuito a creare un ambiente di sicurezza più stabile in Europa e nel mondo, basato sulla cooperazione multilaterale piuttosto che sul confronto rigido tra blocchi. In sintesi, il passaggio dalla sicurezza collettiva a quella cooperativa è stato guidato dall'evoluzione del contesto internazionale post-Guerra Fredda e ha visto l'emergere di un approccio più inclusivo e collaborativo nella gestione delle minacce globali, con la NATO che ne è uno degli attori principali. CRITICHE ALLA GUERRA GIUSTA: Alcuni critici sostengono che la giustificazione morale della guerra giusta sia usata come copertura per fini politici o economici. Le operazioni NATO vengono talvolta percepite come influenzate dagli interessi strategici degli Stati Uniti e di altri membri potenti dell'alleanza, piuttosto che da un sincero impegno per la protezione dei diritti umani o la stabilizzazione internazionale. Questo è particolarmente vero per le operazioni in aree ricche di risorse naturali o strategicamente importanti.
Un altro argomento comune è quello del doppio standard. La NATO è stata accusata di intervenire militarmente solo in situazioni che servono gli interessi delle potenze occidentali, ignorando altre crisi umanitarie dove non c'è un vantaggio strategico evidente. Ad esempio, alcuni sottolineano che la NATO non sia intervenuta con la stessa forza in situazioni di crisi in Africa o in Medio Oriente, se non laddove vi erano interessi diretti. COME VIENE FINANZIATA LA NATO: La NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord) è finanziata dai contributi degli Stati membri, e non esiste un singolo Paese che finanzi l'intera alleanza. Tuttavia, gli Stati Uniti sono il contributore più importante e sostanziale.