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Traumatologia: panieri e quiz, Panieri di Traumatologia

Un panieri di domande aperte sulla traumatologia dell'apparato locomotore, con risposte dettagliate. Vengono affrontati argomenti come i legamenti della caviglia, le lesioni da sovraccarico, la guarigione muscolare, la sindrome miofasciale e il crampo muscolare. Vengono descritte le cause, le tipologie e i fattori di rischio di queste patologie, fornendo informazioni utili per la prevenzione e la cura. Il documento può essere utile come appunti o sintesi del corso per gli studenti di Scienze delle attività sportive e motorie.

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 03/10/2023

G.Pellegrino
G.Pellegrino 🇮🇹

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TRAUMATOLOGIA
Prof PICERNO
QUIZ + APERTE
Cdl: Scienze delle attività sportive e motorie
PANIERE COMPLETO
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TRAUMATOLOGIA

Prof PICERNO

QUIZ + APERTE

Cdl: Scienze delle attività sportive e motorie

PANIERE COMPLETO

PANIERE DOMANDE APRTE DI TRAUMATOLOGIA DELL’APPARATO LOCOMOTORE A quali movimenti del piede resistono i legamenti del compartimento mediale e laterale della caviglia? La caviglia presenta un complesso sistema di legamenti: i legamenti mediali, che sono in tutto 4, e i legamenti laterali, che sono in tutto 3. Queste strutture, assieme al sinergismo perone- tibia- talo, permettono al piede di compiere due movimenti opposti: dorsiflessione e plantarflessione. Le strutture legamentose del compartimento mediale (come i tendini dei muscoli tibiale posteriore, flessore lungo dell’alluce, ...) resistono all'eversione e alla rotazione esterna, le strutture del compartimento laterale, invece, resistono all'inversione e alla rotazione interna. Vi sono poi altre strutture laterali (retinacolo superiore ed inferiore dei peronieri) che donano ulteriore stabilità alla caviglia resistendo all’inversione. Che rapporto c'è tra fattori determinanti e fattori di rischio nelle lesioni da sovraccarico?: Le lesioni da sovraccarico sono patologie causate da sollecitazioni eccessive ripetute sui vari distretti dell’apparato muscolo scheletrico. Sono dovute a fattori predisponenti ed a fattori determinanti che possono essere esogeni o estrinseci, cioè fattori esterni all’organismo ed endogeni o intrinseci, cioè propri dell’organismo. Se i due fattor coesistono si parla di causa multifattoriale. Sono fattori esogeni superfici da gioco, equipaggiamento sportivo, condizioni atmosferiche e errori di allenamento. I fattori endogeni si dividono in non modificabili: alterazioni congenite del sistema muscolo-scheletrico, età e sesso; modificabili con l’esercizio fisico: peso corporeo, scarso riscaldamento prima dell’attività, squilibrio neuromuscolare, insufficiente mobilità articolare, errata esecuzione del gesto tecnico. Le più esposte ed interessate a lesioni croniche da sovraccarico sono i tendini (a cui spesso sono associate infiammazioni delle borse, dato che molte di queste si interpongono tra tendine e osso), seguiti dalle lesioni ed erosioni cartilaginee, lesioni muscolari (che per la maggior parte sono lesioni acute cronicizzate) e, infine, fratture da stress. Descrivere gli effetti delle proprietà viscoelastiche dei legamenti sulla curva tesione-lunghezza Elencare le fasi principali del processo di guarigione di un muscolo dopo lesione acuta e in quali di queste lo stretching e la mobilizzazione lievi dell'arto ha un Effetto positivo. Che ruolo hanno i muscoli peronieri nella stabilità della caviglia? Funzioni. La loro funzione prevede contrazione, flessione, abduzione e rotazione laterale del piede. la principale funzione dei tendini peronieri è quella di stabilizzare il piede e la caviglia proteggendo i legamenti da stiramenti e rotture. Le lesioni dei tendini peronieri possono essere acute o croniche. I muscoli peronieri sono stabilizzatori attivi della caviglia nel compartimento laterale, in particolare i tendini del peroniero lungo e breve con la loro

sinergia ad un ballo di coppia poiché come se non c’è ritmo tra due ballerini ci si pesta i piedi, così se non c’è ritmo tra scapola ed omero i tendini della cuffia dei rotatori vengono pestati. Cos'è la sindrome retto-adduttoria, quali tipologie di atleti interessa e quali sono le cause di insorgenza? È una lesione muscolo-tendinea da sovraccarico cronico o ad un evento traumatico, che presenta dolore nella regione pubica provocata da una tendinopatia inserzionale dei muscoli adduttori dell’anca che si inseriscono sull’osso pubico. Gli sport con la più alta incidenza di questa sindrome sono: calcio (cambi di direzione o sovraccarico da scivolata), atleti che svolgono attività sul ghiaccio come pattinaggio e hockey (movimento di spinta in fuori dell’arto che provoca stress agli adduttori). Cos'è lo screw home mechanism e quali sono i fattori che lo determinano. È un’involontaria rotazione interna che avviene durante gli ultimi 30° di estensione del ginocchio e nei primi 30° di flessione del femore sul piatto tibiale. Questa rotazione di 10° consente la completa estensione del ginocchio bloccando i condili femorali sul piatto tibiale (le superfici articolari si “incastrano”); questo blocco, detto knee locking, dona auto- stabilità al ginocchio esteso. Viceversa, per sbloccare il ginocchio il muscolo popliteo agisce attivamente ruotando esternamente il femore. Questa rotazione è data da 3 fattori: la forma del condilo femorale mediale che guida il femore in rot. interna; la tensione passiva del legamento crociato anteriore e la direzione della trazione del quadricipite. Cos'è l'osteite pubica, quali tipologie di atleti interessa e quali sono le cause di insorgenza? È una condizione infiammatoria che coinvolge prettamente la sinfisi pubica, la struttura osteo- cartilaginea che unisce a guisa di cerniera le due branche ossee pubiche, la "cerniera" che sigilla il bacino anteriormente e che rappresenta altresì il punto di inserzione di molti muscoli della coscia. Questa specifica condizione clinica è molto comune tra gli atleti sottoposti a balzi, cambi di direzione, scatti, e notoriamente gli sport con maggiore incidenza di tale patologia sono il calcio, i maratoneti, i giocatori di hockey. Le cause dell’insorgenza possono essere: incongruità della sinfisi pubica, bascullamento del bacino, instabilità della sinfisi pubica, alterazioni biomeccaniche specifiche delle inserzioni tendinee dell'atleta sono tutti fattori che predispongono al rischio, che aumenta a fronte di carichi atletici importanti ripetuti nel tempo. Definizione anca a scatto, tipologie e cause: Anca a scatto, conosciuta anche come sindrome dell'anca a scatto o coxa saltans è la particolare condizione in presenza della quale l'anca, al momento del movimento, compie una sorta di scatto rumoroso. Nella maggior parte dei casi, l'anca a scatto è la conseguenza di un'eccessiva tensione dei muscoli che contribuiscono alla mobilità della stessa articolazione dell'anca; più raramente, è il risultato di una lesione intra- articolare di natura traumatica. Nella maggior parte dei casi, l'anca a scatto è il risultato di una tensione dei muscoli e/o dei tendini che hanno rapporti di vicinanza con le porzioni ossee dell'articolazione dell'anca e che contribuiscono alla mobilità di quest'ultima; per esempio, a causare questa particolare condizione potrebbe essere la tensione del muscolo ileopsoas o della bandelletta

ileotibiale, un tendine comune a due muscoli importanti per i movimenti dell'anca. Più raramente, l'anca a scatto è dovuta a lesioni intra-articolari (cioè interne all'articolazione) di natura traumatica; in queste circostanze, la condizione è seria, molto più di quando la causa è una semplice tensione muscolo-tendinea. 4 tipologie di anca a scatto: interna (o mediale), Esterna (o laterale), Posteriore e Intra-articolare. A distinguere queste tre forme di anca a scatto è, sostanzialmente, la causa della condizione. Definizione e cause della contrattura: La contrattura muscolare è una lesione muscolare provocata dalla contrazione involontaria e improvvisa di uno o più muscoli. Rappresenta un atto di difesa del nostro corpo, messo in atto quando il tessuto muscolare viene sollecitato con un carico

muscolo gracile, trapezio. Definizione, meccanismo lesivo e stabilità della frattura di Chance: La frattura di Chance, o frattura da cintura, separa completamente la metà superiore da quella inferiore di una vertebra del tratto toracico e si verifica spesso in seguito ad incidenti da mezzo di trasporto. Questo avviene a causa di una improvvisa decelerazione, sul rachide avviene un momento flessorio brusco con fulcro su una vertebra toracica, ne risulta l’applicazione di una sollecitazione di tipo distrattivo/tensile a partire dal versante posteriore dei processi spinosi propagandosi poi in avanti con frattura da schiacciamento del corpo vertebrale. Coinvolgendo tutte e tre le colonne, secondo la suddivisione di Dennis, si parla di lesione instabile.

Descrivere in che modo i legamenti crociati guidano i condili sul piatto tibiale durante flessoestensione del ginocchio. L’articolazione femoro - tibiale non è completamente congruente in quanto le superfici dei condili femorali sono molto convesse mentre le due fosse articolari tibiali sono quasi piane. Questo fa sì che le superfici articolari non siano perfettamente conformi in tutte le posizioni relative e l’area di contatto sia limitata e variabile durante il moto. I menischi sono fissati al piatto tibiale con i loro corni anteriori e posteriori mediante i legamenti menisco-tibiali. Questi legamenti sono poco tesi per permettere ai menischi di muoversi per seguire i condili femorali durante la flesso-estensione e la rotazione interna/esterna del ginocchio. I due corni anteriori dei due menischi sono tenuti uniti dal legamento trasverso. Inoltre, ai menischi arrivano anche estensioni tendinee del tendine rotuleo in posizione anteriore, del tendine del semimembranoso posteriormente, e del popliteo che si attacca al corno posteriore del menisco laterale. Grazie a queste estensioni tendinee i muscoli stabilizzano in maniera attiva la posizione dei menischi durante il movimento di flesso-estensione del ginocchio. Descrivere la meccanica di estensione del ginocchio in catena cinetica chiusa: L’estensione del ginocchio in catena cinetica chiusa avviene grazie all’iniziale rotolamento puro nei primi 25° di movimento. Durante l’estensione del ginocchio, i condili femorali ruotano anteriormente e scivolano posteriormente sul piatto tibiale; negli ultimi 30° avviene un’involontaria rotazione interna del femore chiamata “screw - home mechanism” che porta il ginocchio in bloccaggio in estensione; rotolamento e scivolamento dei condili femorali durante la flesso- estensione del ginocchio sono guidati dai legamenti crociati. Descrivere la meccanica di flessione del ginocchio in catena cinetica chiusa: In catena cinetica chiusa la flessione del ginocchio avviene con tibia fissa. La flesso-estensione è determinata da una combinazione di un movimento di rotolamento e scivolamento dei condili femorali sul piatto tibiale. Nei primi 25° di flessione avviene un rotolamento puro, in seguito i condili femorali ruotano posteriormente e scivolano anteriormente sul piatto tibiale con una simultanea rotazione esterna del femore, Rotolamento e scivolamento dei condili femorali durante la flesso-estensione del ginocchio sono guidati dai legamenti crociati. Dopo ricostruzione del crociato anteriore, perché e in che modo bisogna potenziare il quadricipite? Bisogna potenziare il quadricipite, perché dopo il periodo di immobilizzazione il quadricipite ha perso tono muscolare, a causa da prelievo dal tendine rotuleo (in caso in cui il LCA sia stato ricostruito così). il quadricipite un antagonista del LCA nel senso che la sua contrazione provoca la traslazione anteriore della tibia, per evitare di stressare il neo-ricostruito LCA gli esercizi di condizionamento del quadricipite andrebbero eseguiti senza sovraccaricare il ginocchio attraverso contrazioni isometriche, contrazioni del quadricipite/flessori sia fuori che sotto carico, esercizi attivi evitando di arrivare oltre i 45° di estensione contro resistenza, applicando il carico sulla regione prossimale della tibia. Gli esercizi a catena cinetica chiusa sono validi e sicuri perché causano una minima traslazione anteriore della tibia, si consigliano squat fino ad un massimo di flessione di 45°. Al diminuire del dolore la mobilità

Elencare e descrivere brevemente i meccanismi di lussazione anteriore acuta dell'articolazione gleno-omerale: Meccanismo di “colpo diretto”: caduta sulla spalla latero-posteriormente con braccio addotto, produce una forza che spinge l’omero in avanti. Meccanismo “ABER” sulla mano con braccio addotto e extra-ruotato spinge la testa omerale ANTERO SUPERIORMENTE causa più frequente di lussazione). Meccanismo di “meta” caduta durante corsa a braccia estese in avanti e spalla in iperflessione, la testa dell’omero si disloca anteriormente. Meccanismo di “Placcaggio” il corpo dell’avversario che si oppone al movimento in avanti del placcatore, fa leva sul braccio che apre in manie associata a caduta negli anziani. Elencare e descrivere i fattori in base ai quali viene classificata la gravità di una contusione: La classificazione delle contusioni che si usa è quella di Reid, che è in base alla quantità di fibre interrotte. Le contusioni muscolari vengono classificate in base al ROM (range of movement - escursione articolare) residuo dell’articolazione mossa dal muscolo coinvolto nel trauma: nella lieve è consentita oltre la metà d ell’intera escursione articolare; nella moderata è consentita meno della metà ma comunque più di 1/ dell’intera escursione articolare; nella severa è concesso un arco di movimento inferiore ad 1/3 dell’intera escursione articolare. Più il livello di lesione è grave e più sarà grave il livello di stravaso ematico (ecchimosi e ematoma) di fibre muscolari danneggiate e di forza muscolare persa. La contusione avviene solitamente in quelle discipline nelle quali si realizza un contatto fisico con l'avversario, ma anche in discipline individuali in cui il soggetto sbatte contro attrezzature. Il danno sarà maggiore quanto meno contratto era il muscolo al momento dell’impatto, perché il muscolo contratto assorbe meglio l’impatto evitando che i fasci più profondi si schiaccino contro l’osso sottostante. Elencare e descrivere le tipologie di tutori: I tutori ortopedici sono soluzioni che migliorano la stabilità articolare, riducono e prevengono dolori nei soggetti che hanno subito infortuni, fratture, distorsioni, traumi vari o anche durante le normali attività sportive quotidiane. A seconda dell’utilizzo vi sono varie tipologie di tutori: preventivi (per prevenire appunto infortuni in caso di articolazioni instabili o di sport particolarmente a rischio) con lo scopo di distribuire il carico lontano dall’articolazione e quindi ridurre il carico sui legamenti; riabilitativi (utilizzati in fase post- operatoria); funzionali (utilizzati in post riabilitazione) donano la sensazione di sostegno a muscoli e legamenti. Elencare e motivare quali sono gli elementi per un corretto sollevamento di un carico da terra: , Per prevenire il rischio di lesioni da sollevamento di un carico si attuano 4 soluzioni: 1. diminuire il più possibile il braccio della forza del carico da sollevare, avvicinando il carico al fulcro; 2. utilizzare la contrazione degli addominali, perché la pressione elevata è contenitiva per le ernie e alleggerisce la colonna vertebrale di parte del carico; 3. mantenere il più possibile le curve fisiologiche della colonna vertebrale; 4. cercare di non estendere il rachide, cioè cercare di non far lavorare gli estensori del rachide, sollevando il carico usando gli estensori del ginocchio (quadricipite) e i flessori dell’anca.

Elencare gli elementi che costituiscono l'unità funzionale spinale e le loro rispettive funzioni: È costituita da due vertebre adiacenti: - Disco interposto (per sopportare le forze in compressione);

  • Strutture capsulolegamentose (funzione di ammortizzamento passivo); Abbiamo due pilastri: - Anteriore, che ha una funzione di sostegno (carico);
  • Posteriore, ha una funzione dinamica (mobilità). La capsula articolare è un disco intervertebrale che svolge la funzione di ammortizzatore diretto passivo e i legamenti e i muscoli intrinseci ammortizzano in modo passivo i primi ed in modo attivo i secondi. Le articolazioni interapofisarie sono il centro di rotazione attorno al quale avvengono la flessoestensione, la rotazione e l’inclinazione tra le vertebre, per questo sono poco adatte a sopportare carichi in compressione, ma sopportano insieme ai legamenti, la torsione e lo slittamento. Invece i dischi vertebrali sopportano meglio la compressione. Il punto debole del

prima avviene per un traumatismo esterno, mentre la seconda avviene per una lesione delle fibre in assenza di un meccanismo traumatico. La contusione può portare o meno ad una rottura delle fibre muscolari, la distrazione di per sé è già una rottura delle fibre muscolari. Le caratteristiche in comune la presenza di un ematoma dovuta alla rottura dei capillari e la sintomatologia dolorosa. Elencare tipi di meccanismi lesivi distorsivi della caviglia e le relative principali strutture legamentose che si lesionano: I legamenti sono robusti nastri fibrosi che legano le ossa tra di loro e fissano le articolazioni mobili; hanno la funzione di stabilizzare, ma anche un ruolo propriocettivo. Sono strutture molto resistenti, ma poco elastiche e quindi se sottoposti a stiramenti rapidi

determinati da forze che superano la massima resistenza tensile delle loro fibre, possono stirarsi, strapparsi e rompersi. Nella caviglia i legamenti che più frequentemente si lesionano a causa di una distorsione sono quelli del compartimento laterale in quanto le distorsioni in inversione/supinazione del piede sono più frequenti e più violente di quelle in eversione. Un trauma distorsivo della caviglia può avvenire su 3 compartimenti: compartimento laterale (in supinazione del piede con lesione del leg. fibuloastragalico anteriore, ed in inversione del piede con lesione del leg. fibulocalcaneare); compartimento mediale (in eversione del piede riguardando il leg. deltoideo); compartimento anteriore (in torsione della gamba a rotazione esterna con piede fisso al suolo con lesione del leg. fibulotibiale anteriore e della membrana interossea, con associata frattura obliqua della fibula, dove il meccanismo traumatico non è un trauma distorsivo, ma la torsione della gamba con piede fisso al suolo. Elencare tutte le strutture passive e attive che resistono alla eversione del piede: A stabilizzare la caviglia sono, come per le altre articolazioni, fattori passivi (superfici articolari e strutture capsulo-legamentose) e attivi (muscoli). Le strutture passive sono: i tendini della caviglia del compartimento mediale (tendini dei muscoli tibiale posteriore, lungo delle dita, e flessore lungo dell’alluce) e le strutture legamentose del compartimento mediale (leg. tibioastragalico anteriore e posteriore, leg. tibioscafoideo e leg. tibiocalcaneare). Il legamento interosseo, invece, considerato il suo decorso obliquo, si presenta con parte delle fibre tese durante l'inversione e altre tese all'eversione, quindi resiste sia ad eversione che inversione del calcagno. In che modo un crociato anteriore lesionato può mettere a rischio l'integrità dei menischi? La lesione del legamento crociato anteriore può avvenire quando il ginocchio è sottoposto ad una rotazione forzata o ad una violenta iperestensione, le quali provocano lesioni combinate che coinvolgono sia il legamento posteriore sia almeno uno dei legamenti laterali. Queste lesioni combinate sono dette “triadi infelici”. Le triadi infelici, cioè la rottura combinata di: LCM + LCA + corno posteriore menisco mediale (triade mediale) e LCL + LCA + corno posteriore menisco laterale (triade laterale). Alla rottura legamentosa si può combinare la rottura dei menischi mediale e laterale rispettivamente se il trauma è in valgismo con rotazione esterna o in varismo con rotazione interna della tibia. Se vi è una lesione a carico del crociato anteriore, viene meno l’effetto di scivolamento dei condili femorali. Non allungandosi il leg. crociato anteriore, provoca il tirare all’indietro dei condili femorali, per cui durante la flesso-estensione del ginocchio si provoca degenerazione dei menischi dovuta ad un non preciso meccanismo di rotolamento e scivolamento dei condili femorali. In cosa consiste il peel back mechanism? il suo ruolo nel produrre ed estendere la lesione SLAP posteriore di tipo II e il suo effetto sulla riabilitazione di riparazione SLAP. Morgan e Burkhart nel 1998 proposero la teoria per cui la ripetitività del gesto determini una torsione del tendine del capo lungo del bicipite, con uno stress a livello del l’ancora inserzionale e del labbro glenoideo posteriore. Il “peel - back”, meccanismo così denominato, applica un progressivo sovraccarico di forze tensili a livello della porzione posteriore dell’ancora bicipitale, determinando una lesione

movimento di flessione scivola entrando in frizione con il condilo femorale, con il ginocchio flesso a 30 gradi, così da diventare un flessore del ginocchio; quindi a ginocchio esteso il tendine allocherà davanti all’epicondilo, a ginocchio flesso il tendine si troverà dietro all’epicondilo. Perché la lesione del PAPE difficilmente viene diagnostica e riparata viene difficilmente diagnosticata in quanto avviene quasi sempre in concomitanza di altre lesioni e quindi è più facile diagnosticare le lesioni più evidenti rispetto alle lesioni a carico di PAPE e PAPI. La diagnosi avviene solo in seguito a test specifici di lassità, tramite risonanza magnetica e la ricostruzione del meccanismo traumatico da parte del paziente. La diagnosi precoce di una lesione del PAPE è di fondamentale importanza, perché, se restano lesionate, la ricostruzione dei crociati ha poche possibilità di successo, in quanto può rimanere l’instabilità rotatoria e compromettere la ricostruzione dei crociati. Una lesione del PAPE non diagnosticata e quindi non trattata, può portare a deformità come ginocchio recurvato e problematiche nella deambulazione come l’extensor thrust. Una diagnosi precisa si può fare solo dall’unione di questi tre fattori: ricostruzione del meccanismo traumatico da parte del paziente, risonanza magnetica e test di lassità. Inoltre, la riparazione del PAPE è praticata quasi ed esclusivamente su atleti professionisti e difficilmente su persone comuni in quanto l’operazione deve avvenire necessariamente a cielo aperto, e non per artroscopia. Perché la morsa crurale ha bisogno di legamenti che la stabilizzano? La morsa crurale è una articolazione costituita dal malleolo laterale e mediale (perone e tibia). Questa articolazione è modellata come una cerniera ad un grado di libertà che permette primariamente movimenti sul piano laterale di flesso-estensione della caviglia o flessione dorsale e flessione plantare del piede; l'asse di rotazione passa per i malleoli mediale e laterale ed è obliquo per cui la flesso-estensione della caviglia risulta costituita anche da piccole componenti rotatorie sui piani frontale e orizzontale. Dunque, una lesione di questi legamenti porterebbe uno slargamento della pinza tibio- peroneale con conseguenti instabilità dell’articolazione tibio - astragalica in tutti i suoi movimenti. Perché uno stiramento si tratta con massaggio decontratturante? Il massaggio decontratturante è un tipo di massaggio che agisce in profondità sui tessuti connettivi e muscolari, con il preciso scopo di sciogliere contratture e, più in generale, tensioni della muscolatura. Il massaggio, nel caso dello stiramento, agisce producendo il riscaldamento e la decontrazione dei muscoli, migliora l’estensibilità muscolare e tendinea, riattiva la circolazione del sangue e facilita quella linfatica, scioglie i cristalli di acido lattico e riduce notevolmente il dolore. Lo stiramento rientra nelle lesioni muscolari indirette, dopo lo stiramento la contrattura è un azione riflessa dovuta al fatto che la lesione comporta una rottura del reticolo endoplasmatico e una conseguente uscita degli ioni di calcio. L'aumento di questi ioni provoca, nelle 24\48 ore successive una contrazione riflessa delle miofibrille all'interno e nei dintorni della zona della lesione. È importante che il massaggio decontratturante venga effettuato lontano dalla zona della lesione e non dove si avverte il dolore.

Qual è la differenza tra una frattura di Colles e quella di Smith? La frattura della radio-carpica distale è sicuramente la più comune, seguita a ruota dalle fratture dello scafoide. A seconda del meccanismo di impatto viene chiamata di Colles o di Smith. La prima è quella tipica che avviene in seguito ad un impatto frontale verso terra con i palmi orientati al suolo per proteggere il viso dall' urto. La seconda invece è meno frequente e si verifica quando cadiamo male... ( in realtà non si cade mai bene) e non riusciamo a mettere in atto l' istintiva strategia di protezione di porre i palmi in avanti e quindi l' impatto avviene sul dorso della mano. Questa lesione ha una certa frequenza tra i giocatori di calcio, pallamano, rugby, fantini e sciatori di discesa. La deformità "a forchetta" del polso è tipica della frattura di Colles ed è dovuta al fatto che i frammenti fratturati del radio distale sono spostati indietro rispetto all' avambraccio mentre in quella di Smith avviene il contrario.

Quali sono i fattori legati alla geometria del femore prossimale responsabili della stabilità dell'anca e come si ripercuote la loro alterazione su di questa? Nella testa del femore è presente un sistema trabecolare che si organizza geometricamente in funzione delle forze che deve sopportare. fattori legati alla geometria del femore prossimale sono 2: sul piano trasversale osserviamo l’angolo di anteroversione del collo del femore, e sul piano frontale l’angolo di inclinazione (shaft angle). L’anteroversione provoca paramorfismi o dislocazione dell’anca in caso di accrescimento osseo nei primi anni di vita, e osteoartriti in età adulta. Un alterato shaft angle e insufficienza dei muscoli abduttori provoca una caduta della pelvi sul lato non in appoggio in posizione ortostatica, il cosiddetto segno di Tendelenburg. Ciò si ripercuote anche sulla corsa con

il pelvic drop che si manifesta durante l’appoggio monopodalico, e a cui si associano altre alterazioni come il ginocchio valgo. Quali sono i metodi di stabilizzazione di una spalla a seconda degli scenari e alla tipologia di instabilità: Si possono distinguere varie tipologie di instabilità della spalla: 1 - instabilità traumatica unidirezionale (T.U.B.S.) che è conseguente ad una lussazione e necessita di un trattamento chirurgico per ridare stabilità all’articolazione; 2 - instabilità minore, a sua volta distinta in instabilità microtraumatica acquisita (A.I.O.S.) causata da microtraumi ripetuti accumulati durante attività e instabilità minore traumatica (A.M.S.I.) che deriva da periodi di lunga immobilizzazione o da stati ormonali; 3- instabilità atraumatica multidirezionale (A.M.B.R.I.) che non è conseguente a nessun trauma acuto ma è causata da lassità legamentosa, la quale di solito prevede un trattamento conservativo mediante riabilitazione e solamente nei casi in cui il trattamento conservativo non ha successo, si ricorre all’intervento chirurgico che consiste in un “lifting” della capsula lassa. Quali sono i muscoli attuatori del ritmo scapolo-omerale? L’abduzione dipende da una perfetta coordinazione muscolare tra muscolo deltoide e cuffia dei rotatori: il deltoide innalza l’omero, ma la grande tuberosità omerale si scontra con l’arco acromiale schiacciando il legamento coraco ‐ acromiale; la cuffia dei rotatori (composto dal muscolo sovraspinato), quindi, tiene fissata la testa dell’omero alla glena, la fa ruotare esternamente portando dietro la grande tuberosità permettendo il proseguimento del movimento. Paolo Evangelisti paragona questa sinergia ad un ballo di coppia poiché come se non c’è ritmo tra due ballerini ci si pesta i piedi, così se non c’è ritmo tra scapola ed omero i tendini della cuffia dei rotatori vengono pestati. Quali sono le lesioni associate ad una lussazione anteriore di spalla? Lesione associata a lussazione anteriore da meccanismo di meta, la lesione è principalmente a carico degli extrarotatori della cuffia che sono allungati dalla dislocazione in avanti (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo); Lesione associata a caduta con meccanismo di Placcaggio (violenta iperflessione del braccio); Lesione associata a lussazione da caduta a bassa intensità (rottura tendine muscolo sovraspinoso); Lesione associata a lussazione posteriore; Lesione associata a sollevamento di carichi pesanti, in questo caso i muscoli della cuffia dei rotatori svolgono una importante funzione, tenere la testa centrata e stabile nella glena, generando elevati livelli di tensione muscolare. Quali sono le principali sindromi da sovraccarico a carico di polso e mano? le patologie più frequentemente associate alla patologia da sovraccarico biomeccanico dell'arto superiore sono: tendinite della spalla, epicondilite, tendiniti di mano-polso, sindrome del tunnel carpale, borsiti, dito a scatto. Nello specifico Le principali sindromi da sovraccarico di polso e mano sono: Neuropatie dello sportivo; Sindrome del tunnel Carpale; Paralisi del ciclista; Paralisi del Bowler; Sindrome da impingement dorsale del polso; Malattia di De Quervain. Quali sono, come si dividono e da cosa sono caratterizzati i fattori alla base delle lesioni da sport: Le lesioni muscolari sono molto frequenti nello sport