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Turismo responsabile: che cos'è, come si fa
Tipologia: Sintesi del corso
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1. Storia dell’idea di turismo responsabile Anni Sessanta -> i Paesi occidentali godono degli effetti del boom economico: l’automobile prendeva il posto del treno e partivano i primi voli transoceanici. Con la prima minigonna e la ribalta del bikini nasce la moda della tintarella, la palle chiara lascia il passo all’abbronzatura ora status symbol di chi può permettersi la vacanza al mare. Le ferie retribuite e l’aumento del reddito fanno crescere il numero di chi può permettersi una vacanza (4S -> il turismo di massa si riversa sulle spiagge). Nasce il primo Club Méditerranée, i villaggi-vacanza offrono sogni preconfezionati, in cui non è previsto uno spazio per la scoperta e l’incontro con i residenti. L’ONU proclama il 1967 “Anno del turismo”. Nel 1970, in Germania, prime critiche del turismo da voci religiose con la prima Consultazione internazionale sul turismo. Nel 1975, in Malesia, viene presentato il primo codice etico per turisti. Formazione di movimenti, organizzazioni per combattere il turismo sessuale e dare vita a un turismo responsabile. Gli anni del consolidamento Prende forma il concetto di sviluppo sostenibile teorizzato nel 1987 dalla Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo (Relazione Brundtland). Uno sviluppo si può dire sostenibile quando assicura l’integrità dell’ecosistema sul quale agisce, ne conserva le biodiversità, cioè le diverse forme di vita e ha la possibilità di durare nel tempo. Nello stesso anno l’OMT introduce il principio della sostenibilità nella gestione turistica: si parla per la prima volta di un turismo sostenibile che “va incontro ai bisogni dei turisti e delle aree ospitanti, e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”. Le risorse ambientali devono essere protette; le comunità locali devono beneficiare del turismo non solo in termini di reddito ma anche in termini di qualità della vita; i visitatori devono vivere un’esperienza di qualità. La sostenibilità deve investire tutte le sfaccettature del turismo. Nel 1995, a Lanzarote, si tiene la Conferenza mondiale sul turismo sostenibile promossa da OMT, ONU e UNEP che approvano la Carta del turismo sostenibile. I primi passi in Italia In Italia l’interesse verso il problema ambientale e turistico si attiva negli anni Novanta: nel 1990 viene creato il Comitato Etico Internazionale Turismo e Ambiente con la redazione della Carta Etica del Turismo. Secondo tale documento i turisti sono tenuti a comportarsi come ospiti nei Paesi visitati. Nel 1993 escono le “Linee guida per attività di ecoturismo per tour operator a cura del WWF. Nel 1998 nasce l’Associazione Italiana Turismo Responsabile che forma la Carte d’identità per viaggi sostenibili. Sviluppi recenti(pag.18) 2. Questione terminologica Turismo sostenibile : dovrebbe applicare i principi dello sviluppo sostenibile; “uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. “Ogni forma di attività turistica che rispetta e preserva a lungo termine le risorse naturali, culturali e sociali e che contribuisce in modo positivo e equo allo sviluppo economico e al benessere degli individui che vivono e lavorano in questi spazi”. Ecoturismo : turismo basato sul rispetto dei luoghi di visita. “Ecotourism is responsible travel to natural areas that conserves the environment and improves the wellness being of local people”. Turismo rurale : è una forma di fruizione turistica basata sulla collaborazione con la natura e sull’atenzione per tutti gli spetti distintivi che caratterizzano le comunità locali e che si concretizzano nel patrimonio artistico, nell’artigianato, nella tradizione enogastronomica e nella cultura locale delle aree rurali. Turismo responsabile : il turista responsabile è quel viaggiatore che si interessa alla ricadute del proprio comportamento e agisce di conseguenza. Il turismo è responsabile se “attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture; riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra l’industria del turismo, comunità locale e i viaggiatori”. Beneficio reciproco. Turismo sociale : è il più antico turismo alternativo a quello di massa. Turismo che favorisce l’incontro e la socializzazione. Proo-poor Tourism : combattere la povertà attraverso il turismo. Programma Sustainable Tourism for Eliminating Poverty 2002 OMT.
Turismo equo solidale : si ispira ai principi del commercio equosolidale, chi partecipa a un viaggio di questo tipo sa che il denaro sarà distribuito equamente tra i membri della comunità ospitante e che parte del prezzo pagato andrà a finanziare un progetto di cooperazione dello sviluppo o solidarietà internazionale. Turismo di comunità : “Community tourism is a form of tourism which aims to include and benefit local communities, particularly indigenous peoples and villagers in the rural South. Turismo accessibile : attenzione posta ai viaggiatori con esigenze particolari (anziani, disabili). Lo scopo è rendere il turismo un’esperienza accessibile a tutti. Turismo etico : turista che rispetta la cultura ospitante, in modo da non adottare comportamenti in qualche modo offensivi. In conclusione, si potrebbero riassumere tutti questi approcci con la regola delle 3E (Economy, Ethics, Envitoment) secondo la quale economia, etica e ambiente devono avere pari considerazioni e rispetto.
3. Principi e regole del turismo responsabile Principi di giustizia sociale ed economica, rispetto per l’ambiente e per le culture sono i cardini su cui si basa il turismo responsabile. L’OMT considera questo turismo un mezzo per contribuire a elevare dalla povertà le destinazioni vittime di leakage. Certificazioni e CSR, Responsabilità sociale dell’impresa La certificazione è un processo volontario tramite il quale si fa valutare se un prodotto o un servizio rispetta determinati requisiti: in caso affermativo, il risultato è il conferimento di un logo o di un marchio riconosciuto dal marcato. La certificazione del turismo detto responsabile dovrebbe prendere in considerazione i seguenti aspetti: aspetti di sicurezza-igiene-salute; qualità dei servizi; sostenibilità economica, sociale e ambientale. CSR, Corporate Social Responsibility : il concetto di Responsabilità sociale d’impresa si riferisce all’integrazione di principi etici all’interno della strategia economica. Per un operatore del settore turistico significa avere una gestione trasparente, incorporare valori etici nella propria attività, educare alla responsabilità i viaggiatori, beneficiare le comunità ospitanti, porre attenzione ai diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Eco-etichette e marchi di turismo sostenibile - Legambiente turismo - Bandiera arancione - EcoWorldHotel - Certificato ICEA Eco Bio turismo - EMAS, eco-management and audit scheme - Ecolabel - Bandiera blu - Bio-hotel - Green key - Q-calidad turistica - ATR - ATES - KATE - VISIT - ECOCERT - Green globe 4. Preparare il viaggio Nel 2008, Vademecum del turista responsabile: regole di galateo da viaggio, consigli di bon ton per i viaggiatori, suggerimenti per potersi relazionare nel migliore dei modi alla culture incontrate. Il viaggiatore responsabile fai-da-te deve arrivare preparato nella destinazione. (Portare con sé un dizionario, un frasario). Questo tipo di turista deve informarsi sulle assicurazioni di viaggio, prestare cura alla scelta di alloggi, trasporti in loco, tour operator o guide turistiche locali, attività sportive o di svago per essere sicuri che le scelte fatte rispondono a criteri di equità, sostenibilità, responsabilità anche sociale. La principale differenza tra un viaggio autonomo e uno organizzato sta nella presenza di un accompagnatore. Organizzazione e informazioni preliminari e Che cosa (non) mettere in valigia Informarsi sul Paese di destinazione; scegliere operatori turistici, compagnie aree e alberghi che si impegnino nei confronti delle comunità ospitanti e dell’ambiente; prendere contatti con la gente del posto che si andrà a visitare già prima della partenza. Less is more. Documenti e medicinali. Evitare sfoggiare ricchezza. 5. Modalità di viaggio Viaggiare responsabili significa viaggiare lentamente. Una buona regola è quella di scegliere periodi di bassa stagione: evitando i mesi di maggiore affluenza turistica così si riduce l’impatto ambientale negativo. Per
In Friuli Venezia Giulia, l’albergo diffuso è un modello innovativo di ospitalità turistica e un progetto di sviluppo territoriale in cui il paese stesso è un albergo, non con stanze che si affacciano sui corridoi ma con case che si affacciano sulle stradine dei borghi, con una struttura centralizzata per l’accoglienza. Gli alloggi costituiscono un patrimonio edilizio di pregio: case antiche, abbandonate o disabitate, vecchi fienili o casolari perfettamente ristrutturati mantenendo il più possibile le caratteristiche originarie ma introducendo allo stesso tempo tutti i comfort. Spesso si offrono convenzioni con ristoranti, piscine, strutture wellness e centri sportivi. La prima idea di Albergo Diffuso ha origine in Carnia, a seguito del terremoto del 1976. (ex. Albergo Diffuso di Lauco) Comunità Ospitali Comunità Ospitale progetto dei Borghi Autentici d’Italia. Lo scopo del progetto è quello di far diventare i borghi destinazioni turistiche e culturali. Destinazioni che siano in grado di promuovere e assicurare due fondamentali risultati: sostenibilità e responsabilità. Strategia dell’accoglienza: far sentire il viaggiatore parte integrante della comunità. Turismo di comunità tra artisti e briganti In Emilia troviamo un esempio di turismo di comunità in un villaggio montano nell’Alto Appennino. Luogo pieno di memorie, crocevia di culture da tempi lontanissimi, paese di artisti e briganti. Oggi I Briganti di Cerreto, cooperativa di turismo responsabile, accoglie viaggiatori e turisti e li accompagna alla scoperta del villaggio, delle sue storie, dei suoi prodotti. Dove biologico e turistico si incontrano Marchio ECO BIO Turismo è un marchio che valorizza le strutture turistiche che offrono ospitalità e propongono attività nel rispetto delle risorse naturali, culturali e sociali del nostro Paese attraverso l’agricoltura biologica, la tutela degli ecosistemi e la conservazione della biodiversità. Sono attualmente 110 gli agriturismi certificati eco e bio. Mare, fiumi e laghi: pescaturismo e ittiturismo Attività di pescaturismo si svolgono a bordo delle imbarcazioni da pesca artigianali: volto alla diffusione della cultura del mare e del patrimonio di conoscenze e saperi legato ai mestieri e alle tradizioni marinare. L’ittiturismo integra l’offerta con una serie di servizi a terra: centrato sull’ospitalità nelle abitazioni degli antichi borghi pescherecci e su un’offerta gastronomica a base di specialità marine, include tutte quelle attività, ricettive e culturali, finalizzate alla corretta fruizione delle risorse della pesca e degli ecosistemi acquatici.
Santuario Pelagos: alla ricerca delle balene
Whale watch: possibilità di osservare i cetacei nel loro ambiente naturale.
8. Fare Turismo responsabile Il mondo del turismo è in continua evoluzione: affermarsi delle offerte last minutes e advanced booking, nuove politiche tariffarie e commerciali delle compagnie aree, sviluppo delle catene di agenzie di viaggio dettaglianti, il successo delle OLTA, agenzie online. Il web 2.0 offre l’interattività con i turisti che valutano liberamente i servizi ricevuti dagli alberghi, dai ristoranti, delle compagnie aree e mettono online i loro giudizi. Si registra la crescente attenzione verso i temi della sostenibilità sia ambientale che economica e sociale, e anche culturale, da parte delle istituzioni pubbliche, l’Unione Europea, i suoi stati membri, l’ONU e le sue agenzie, l’Organizzazione Mondiale del Turismo. Green washing, opportunismo, marketing Ci troviamo di fronte a un cambio di attenzione e di sensibilità di fronte ai problemi dell’etica nel turismo; si tratta di una presa di coscienza positiva. Ormai le politiche della Commissione Europea e degli Stati membri, pongono l’accento sul rispetto dell’ambiente e delle popolazioni locali; dichiararsi “responsabili” è diventato trendy, l’opinione pubblica pare apprezzare i valori etici, dunque la conversione al turismo responsabile è opportuna, anche se è solo apparente e proclamata (-> green washing). Fra gli obiettivi dell’AITR vi è la diffusione dei valori, dei principi e delle regole del turismo responsabile, che può essere praticata attraverso il dialogo con l’industria turistica convenzionale, con l’obiettivo di “contaminarla”, cioè di verificare la possibilità che la programmazione di viaggi e la gestione delle strutture ricettive assumano e mettano in pratica i principi del turismo responsabile. La maggiore associazione italiana dei tour operator, ASTOI, ha creato al proprio interno un gruppo di lavoro sulla sostenibilità, che guarda anche agli aspetti della responsabilità. Si delineano così politiche aziendali molto più attente alle problematiche della sostenibilità e della responsabilità. (Attenzione all’opportunissimo)
Il mediatore culturale “La guida” è una nuova figura professionale, non contemplata nell’esercizio tradizionale. Assomma in sé le funzioni del logista e del mediatore culturale. Il logista si occupa degli aspetti organizzativi di un viaggio. Il mediatore culturale mette i visitatori in contatto costante con la realtà locale. Deve fungere da ponte tra le culture, e possedere l’autorevolezza per gestire le situazioni “aperte” che si creano. Servono spessore culturale e una formazione adeguata, possedere un know-how di base della destinazione. La folclorizzazione Il fenomeno della folclorizzazione e della banalizzazione della culturale locale è purtroppo molto diffusi nek turismo; è il caso delle feste tradizionali, che vengono accorciate o spostate nel calendario a beneficio dei turisti, perdendo così interamente il loro significato storico e religioso. Il fenomeno è conosciuto anche in Italia: per esempio quando il gondoliere veneziano canta (male) una canzone napoletana ai turisti straniere che spesso hanno una scarsa padronanza della geografia del nostro Paese e confondono luoghi, storia e tradizioni. L’autenticità è un valore per il turismo responsabile e il ruolo del mediatore culturale è decisivo per fornire chiavi interpretative allo spettatore. (Prezzo – quota di solidarietà – boss locale) Studiare turismo responsabile Negli ultimi anni diversi soci di AITR si sono impegnati a offrire corsi e laboratori ai vari istituti di istruzione, con lo scopo di avvicinare le nuove generazioni al viaggio consapevole.