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Umanesimo e Montaigne appunti, Dispense di Filosofia

Concezione rinascimentale dell'uomo, l'uomo e Dio, l'uomo e la libertà, il rifiuto medievale e l'esaltazione della vita, la scoperta della prospettiva storica, il naturalismo rinascimentale, la laicizzazione e l'autonomizzazione del sapere, il Rinascimento tra Medioevo e mondo moderno, Rinascimento e civiltà moderna, Montaigne

Tipologia: Dispense

2020/2021

In vendita dal 27/07/2022

giuliapiro
giuliapiro 🇮🇹

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o Riconoscere!l’alterità!e!l’individualità!del!passato;!
o Ricercare!i!caratteri!e!le!condizioni!che!determinano!tale!individualità;!
o Conoscere!l’originalità!del!passato!di!fronte!al!presente!e!dell’originalità!del!presente!di!
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muove!verso!il!futuro.!Il!Rinascimento!ritiene!quindi!una!supremazia!dei!moderni!sugli!antichi,!
simili!i!primi!ai!nani!sulle! spalle! dei! giganti.! Da! ciò! anche! l’idea! baconiana! della! verità! come!
figlia!del!tempo!e!del!continuo!progresso!della!specie!umana.!
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UMANESIMO

La concezione rinascimentale dell’uomo: Il nucleo dell’antropologia rinascimentale risiede nell’affermazione “l’uomo è artefice della propria sorte”, ovvero che la dignità dell’uomo risiede nel forgiare sé medesimo e il proprio destino nel mondo. Pico della Mirandola, nell’orazione De hominis dignitate , presenta l’uomo come “libero e sovrano artefice di sé stesso”, cioè come un essere che ha la capacità di progettare sé stesso. La frattura con il Medioevo risulta evidente: se prima l’uomo si considerava parte di un ordine cosmico, ora ritiene di dover costruire e conquistare da sé il proprio posto nel mondo. L’uomo e Dio: I rinascimentali si trovano in una posizione filosofica che si differenzia dal futuro umanesimo ateo ma anche dalle forme più estreme della religiosità medievale. Loro, infatti, riconoscono Dio, ma ciò non esclude che lo spirito rinascimentale sia prevalentemente “antropocentrico”: l’uomo appare al centro e Dio alla periferia. L’uomo e la libertà: I rinascimentali appaiono consapevoli del fatto che gli individui sono condizionati da forze reali, casuali e soprannaturali che pur non annullando la libertà dell’individuo, la circoscrivono. Il rifiuto dell’ascetismo medievale e l’esaltazione della vita: L’uomo viene definito come microcosmo nel macrocosmo, che sta ad indicare che l’uomo è la sintesi vivente del tutto e il centro del mondo. Vi è un elogio di ciò che è utile e della vita attiva nei confronti di quella speculativa. Connessi a questo elogio della vita sono la celebrazione della gioia e del piacere e il ritorno alla concezione della felicità come realizzazione armonica e completa delle possibilità umane. La scoperta della prospettiva storica Nell’Umanesimo si realizza l’esigenza di riconoscere la dimensione storica degli eventi, totalmente (ignorata nel Medioevo. Mentre nel Medioevo ogni figura o dottrina era priva del suo contesto spazio-temporale, nell’Umanesimo si realizza per la prima volta l’atteggiamento della prospettiva storica, ossia del distacco dell’oggetto storico rispetto il presente storiografico. L’importanza di questa prospettiva consiste nel: o Riconoscere l’alterità e l’individualità del passato; o Ricercare i caratteri e le condizioni che determinano tale individualità; o Conoscere l’originalità del passato di fronte al presente e dell’originalità del presente di fronte al passato. In particolare questa prospettiva fa maturare l’idea di continuità dello sviluppo umano, ovvero l’embrionale concetto della civiltà come di una linea che dal passato, attraverso il presente, muove verso il futuro. Il Rinascimento ritiene quindi una supremazia dei moderni sugli antichi, simili i primi ai nani sulle spalle dei giganti. Da ciò anche l’idea baconiana della verità come figlia del tempo e del continuo progresso della specie umana.

Il naturalismo rinascimentale Parlando di naturalismo rinascimentale si vuole sottolineare che: o L’uomo è un essere naturale che ha nella natura la sua patria; o La natura è una realtà piena costituita da un immenso serbatoio di forze vitali, di cui l’uomo è partecipe e in cui si incarna la potenza di Dio; o L’uomo ha sia l’interesse sia la capacità di studiare la natura. Questo naturalismo rappresenta uno dei presupposti teorici che stanno alla base della nascita della scienza moderna. La laicizzazione e l’autonomizzazione del sapere Uno dei risultati più importanti della cultura del Rinascimento è la nuova concezione del sapere e delle varie discipline. Il Medioevo aveva realizzato un’enciclopedia del sapere di tipo piramidale, con la teologia in cima in quanto “regina” delle scienze. Le varie discipline erano concepite come “ancelle della teologia”, tese a dimostrare la verità della fede nei diversi campi di studio. Nel Rinascimento si assiste invece a una tendenziale laicizzazione del sapere, in virtù della quale le varie discipline ed attività umane cominciano a rivendicare ciascuna la propria libertà operativa. Viene quindi rifiutata l’enciclopedia del sapere di tipo teologico. Questo processo di laicizzazione si deve alla mentalità degli intellettuali che, non essendo più ecclesiastici, sono portati a riconoscere l’autonomia delle varie attività umane. Questo comunque non implica il carattere anticristiano della cultura rinascimentale. Il Rinascimento tra Medioevo e mondo moderno: Medioevo e Rinascimento Il problema delle relazioni tra Medioevo e Rinascimento resta un nodo centrale del dibattito storiografico. o Prima interpretazione: individua una frattura completa tra le due età; ha trovato la voce più autorevole in Jacob Burckhardt, il quale ha tradotto tale contrapposizione nella celebre tesi di un Medioevo trascendentista, teocentrico e universalista, opposto a un Rinascimento immanentista, antropocentrico e individualista. o Seconda interpretazione: teoria della continuità, il cui massimo rappresentante è stato Konrad Burdach, che a insistito sui nessi tra le due civiltà, individuando la genesi della rinascita nelle esigenze di rinnovamento religioso presenti, ad esempio, nell'evangelismo di San Francesco. o Terza interpretazione: Eugenio Garin sosteneva una specie di conciliazione critica delle due tesi precedenti, affermando la tipicità irriducibile del Rinascimento e, al tempo stesso, la continuità di esso con il Medioevo e arrivando a quella formula “dell’originalità della continuità”. Rinascimento e civiltà moderna I teorici della frattura tra i due periodi hanno visto nel Rinascimento l’inizio dell’età moderna, ma questa idea è stata rifiutata dai teorici della continuità, che considerano il Rinascimento come figlio della civiltà cristiana medievale. Gli studiosi odierni tendono a far cominciare l’età moderna con la rivoluzione scientifica, mentre il Rinascimento viene considerato come un’età di transizione tra Medioevo e mondo moderno, ossia come un periodo di sintesi tra il vecchio e il nuovo.