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Appunti di letteratura italiana del terzo anno di liceo. Periodo: Umanesimo (con cenni al Preumanesimo) e Rinascimento. Concetti: antropocentrismo, edonismo, naturalismo, classicismo (qualitativo e quantitativo); mecenatismo. Autori e testi: De hominis dignitate (Pico della Mirandola) ; Trionfo di Bacco e Arianna (Lorenzo de Medici).
Tipologia: Appunti
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Periodo compreso tra la fine del 300 e la metà del 500, più precisamente tra il 1380 e il 1545 (inizio concilio di Trento) oppure 1559 ( pace di Cateau cambrésis) con uno spartiacque centrale nel 1492 anno della scoperta dell'America e della morte di Lorenzo de Medici. Suddiviso in due fasi principali:
Le categorie di Umanesimo e Rinascimento sono molto dibattute per la loro scansione storica e per il loro riconoscimento letterario.
La parola viene utilizzata per la prima volta soltanto nell’ottocento da studiosi tedeschi, mentre il sostantivo umanista è attestato. Umanista indicava il cultore delle humanae litterae cioè tutte le discipline inerenti all’uomo, ben distinte dalle divinae litterae cioè le discipline che riguardano Dio. Si sposta quindi l’attenzione dal divino all’uomo. Pilastri fondamentali del periodo sono : ● centralità e valorizzazione dell ’uomo ; ● riscoperta della cultura greco-latina, dei classici che pongono al centro l’uomo. PREUMANESIMO Nonostante sia un epoca nuova ci sono dei precursori in quello che viene definito l’autunno del Medioevo: ● Petrarca si dedica allo studio dei classici amandoli profondamente, cercando i classici perduti e prediligendo la scrittura latina. In più ha una componente umanistica nel suo dissidio interiore , infatti la misura in cui ama Laura si àncora alla dimensione terrena e umana. ● Boccaccio pone l’amore come una questione terrena e discute sul tema della virtù.
Il concetto e la parola si devono ad uno studioso svizzero (Burckhardt) che nel 1860 pubblica un saggio con l’omonimo titolo. La parola rinascenza però viene usata anche nel
mondo del tempo per indicare una rinascita negli studi classici e della civiltà dopo i “secoli bui” del Medioevo. La visione buia e negativa del Medioevo (età di mezzo tra due luci: l’epoca classica e il Rinascimento) è un preconcetto cinquecentesco che verrà poi ripreso nell’ottocento. TRATTI DISTINTIVI DELLA CULTURA Si guarda alla realtà, al passato e alla condizione dell’intellettuale con occhi diversi, si parla di antropocentrismo, edonismo, naturalismo, classicismo e mecenatismo. ANTROPOCENTRISMO Spirito antropocentrico : antropos = uomo , l’uomo è al centro dell’attenzione. Nel Medioevo invece la concezione era Teocentrica. Ciò non significa che la cultura umanistico-rinascimentale sia atea ma cambia la prospettiva, cambia il rapporto tra uomo e dio : visione conciliata con la fede poiché il valore dell’uomo è un dono di Dio. Il tema della dignità dell’uomo è trattato da vari autori, de più importanti: ● De dignitate et excellentia hominis di Giannozzo Manetti (1450) ● De hominis dignitate Pico della Mirandola (1486), considerato manifesto dell’Umanesimo
Ha fama di una memoria prodigiosa: si dice che riuscisse a recitare a memoria tutta la divina commedia e riuscisse anche a dirla al contrario. Mirandola è una cittadina in provincia di Modena , di cui Pico era signore. Proveniva da una famiglia di conti e signori, uomo quindi aristocratico che in gioventù va a studiare nelle università più rinomate e che ha interessi estremamente vari. Conosce almeno sei lingue: greco, latino, aramaico, ecc. ed è appassionato anche di filosofia e alchimia. Nel 1485/86 il giovane promuove un congresso filosofico universale con lo scopo di riunire a Roma i più dotti del tempo per discutere e giungere ad una sintesi del sapere. Prepara quindi le 900 tesi e le pubblica (proposizioni su cui avrebbe basato il congresso, frasi che avrebbero iniziato i dibattiti, alcune ritenute eretiche), poi scrive anche la prolusione (discorso che pensava di esporre in introduzione al congresso). Vive per lungo tempo a Firenze frequentando l’accademia platonica ed è anche ospite dei Medici, poi è costretto a scappare in Francia. — Mentre il Medioevo è aristotelico, l’Umanesimo-Rinascimento è platonico. Concezione umana dell’ homo faber fortunae suae cioè l’uomo è artefice del suo destino in quanto ha il libero arbitrio di determinarsi e scolpire la sua forma (per questo diventano di grande importanza gli artisti come pittori e scultori che sono liberi di plasmare una realtà a proprio piacimento). L’uomo è un microcosmo che al suo interno riflette il macrocosmo. Per Massimo Cacciari nella visione dell’Umanesimo c’è una tragicità data dall’indeterminatezza: la possibilità di scegliere è drammatica e parecchio complicata. L’uomo ha un privilegio che implica responsabilità.
È il tratto distintivo del Rinascimento legato strettamente alle Signorie italiane : nuove forme di governo che vedono un accentramento del potere nelle mani di un Signore. In realtà si erano già affermate alla fine del 200 ma si consolidano nel periodo rinascimentale: nascono dalla crisi del comune che vede istituzioni elettive dilaniate da scontri interni, alcune volte sono gli stessi comuni a chiedere al signore di imporsi altri invece lo fanno da sé. Per mecenatismo intendiamo la volontà del Signore di circondarsi di artisti e intellettuali in modo da accrescere la propria fama e il proprio sfarzo. In epoca augustea Mecenate fu un collaboratore di Augusto, ministro della cultura che promosse, finanziò e sostenne la poesia; nel rinascimento per antonomasia mecenate è colui che commissiona opere fornendo protezione agli artisti. Il mecenatismo è proprio questo fenomeno di finanziamento delle arti da parte di Signori che ha lo scopo di mostrare lo splendore della sua corte. L’interesse è reciproco perché mentre la corte accresce il proprio splendore, l’artista vede il proprio ruolo crescere ma non tutti vengono riconosciuti per il proprio valore. Rispetto all’età comunale l’intellettuale cortigiano è subalterno al signore e quindi non può deliberare autonomamente (es. Poliziano).
La signoria si afferma tardivamente, soltanto con Cosimo il Vecchio appartenente ad una ricca famiglia di banchieri e mercanti, i Medici. Suo nipote Lorenzo de Medici , soprannominato il Magnifico , sarà il maggiore mecenate del tempo. Riceve una grande e raffinata educazione da Luigi Pulci e Marsilio Ficino. Afferma il suo potere a Firenze con grandi abilità diplomatiche e diventa “ l’ago della bilancia ” tra gli stati italiani, garantendo un largo periodo di pace e stabilità. LORENZO DE MEDICI Lo ricordiamo come uomo di lettere : scrive sia in prosa che in versi. La sua opera più conosciuta sono i Canti Carnascialeschi , che comprendono il Trionfo di Bacco e Arianna in origine un canto destinato alle sfilate dei carri di carnevale (1490) (possibile che la tradizione dei carri mascherati sia stata inventata da Lorenzo), finanziati dai Medici, con lo scopo di dimostrare lo splendore di Firenze. TRIONFO DI BACCO E ARIANNA Per Trionfo si intende carro. Componimento in cui si descrive un carro su cui troviamo una serie di personaggi tra cui Bacco e Arianna. Nasce come testo performativo cioè destinato per essere cantato e rappresentato con una messa in scena. All’interno del testo troviamo: