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Umanesimo e Rinascimento, Appunti di Italiano

Appunti di letteratura italiana del terzo anno di liceo. Periodo: Umanesimo (con cenni al Preumanesimo) e Rinascimento. Concetti: antropocentrismo, edonismo, naturalismo, classicismo (qualitativo e quantitativo); mecenatismo. Autori e testi: De hominis dignitate (Pico della Mirandola) ; Trionfo di Bacco e Arianna (Lorenzo de Medici).

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 12/06/2026

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UMANESIMO E RINASCIMENTO
Periodo compreso tra la fine del 300 e la metà del 500, più precisamente tra il 1380 e il 1545
(inizio concilio di Trento) oppure 1559( pace di Cateau cambrésis) con uno spartiacque
centrale nel 1492 anno della scoperta dell'America e della morte di Lorenzo de Medici.
Suddiviso in due fasi principali:
-umanesimo 1380-1492
-rinascimento 1492-1545/1559
È un momento di svolta in cui avviene il passaggio dal Medioevo alla modernità: gli eventi
storici sono di tale entità da definire un passaggio d’epoca.
Dal punto di vista degli aspetti culturali e artistici questa epoca è fonte di splendore
straordinario diventando una sorta di “età dell’oro”, che vede l'Italia come culla del
movimento.
Dibattito storiografico
Le categorie di Umanesimo e Rinascimento sono molto dibattute per la loro scansione
storica e per il loro riconoscimento letterario.
-Umanesimo: premessa ideologica del rinascimento
-Rinascimento: sviluppo e consolidamento della nuova civiltà
UMANESIMO
La parola viene utilizzata per la prima volta soltanto nell’ottocento da studiosi tedeschi,
mentre il sostantivo umanista è attestato. Umanista indicava il cultore delle humanae
litterae cioè tutte le discipline inerenti all’uomo, ben distinte dalle divinae litterae cioè le
discipline che riguardano Dio. Si sposta quindi l’attenzione dal divino all’uomo.
Pilastri fondamentali del periodo sono :
centralità e valorizzazione dell’uomo;
riscoperta della cultura greco-latina, dei classici che pongono al centro l’uomo.
PREUMANESIMO
Nonostante sia un epoca nuova ci sono dei precursori in quello che viene definito l’autunno
del Medioevo:
Petrarca si dedica allo studio dei classici amandoli profondamente, cercando i
classici perduti e prediligendo la scrittura latina. In più ha una componente
umanistica nel suo dissidio interiore, infatti la misura in cui ama Laura si àncora alla
dimensione terrena e umana.
Boccaccio pone l’amore come una questione terrena e discute sul tema della virtù.
RINASCIMENTO
Il concetto e la parola si devono ad uno studioso svizzero (Burckhardt) che nel 1860
pubblica un saggio con l’omonimo titolo. La parola rinascenza però viene usata anche nel
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UMANESIMO E RINASCIMENTO

Periodo compreso tra la fine del 300 e la metà del 500, più precisamente tra il 1380 e il 1545 (inizio concilio di Trento) oppure 1559 ( pace di Cateau cambrésis) con uno spartiacque centrale nel 1492 anno della scoperta dell'America e della morte di Lorenzo de Medici. Suddiviso in due fasi principali:

  • umanesimo 1380-
  • rinascimento 1492-1545/ È un momento di svolta in cui avviene il passaggio dal Medioevo alla modernità: gli eventi storici sono di tale entità da definire un passaggio d’epoca. Dal punto di vista degli aspetti culturali e artistici questa epoca è fonte di splendore straordinario diventando una sorta di “ età dell’oro ”, che vede l'Italia come culla del movimento.

Dibattito storiografico

Le categorie di Umanesimo e Rinascimento sono molto dibattute per la loro scansione storica e per il loro riconoscimento letterario.

  • Umanesimo : premessa ideologica del rinascimento
  • Rinascimento : sviluppo e consolidamento della nuova civiltà

UMANESIMO

La parola viene utilizzata per la prima volta soltanto nell’ottocento da studiosi tedeschi, mentre il sostantivo umanista è attestato. Umanista indicava il cultore delle humanae litterae cioè tutte le discipline inerenti all’uomo, ben distinte dalle divinae litterae cioè le discipline che riguardano Dio. Si sposta quindi l’attenzione dal divino all’uomo. Pilastri fondamentali del periodo sono : ● centralità e valorizzazione dell ’uomo ; ● riscoperta della cultura greco-latina, dei classici che pongono al centro l’uomo. PREUMANESIMO Nonostante sia un epoca nuova ci sono dei precursori in quello che viene definito l’autunno del Medioevo: ● Petrarca si dedica allo studio dei classici amandoli profondamente, cercando i classici perduti e prediligendo la scrittura latina. In più ha una componente umanistica nel suo dissidio interiore , infatti la misura in cui ama Laura si àncora alla dimensione terrena e umana. ● Boccaccio pone l’amore come una questione terrena e discute sul tema della virtù.

RINASCIMENTO

Il concetto e la parola si devono ad uno studioso svizzero (Burckhardt) che nel 1860 pubblica un saggio con l’omonimo titolo. La parola rinascenza però viene usata anche nel

mondo del tempo per indicare una rinascita negli studi classici e della civiltà dopo i “secoli bui” del Medioevo. La visione buia e negativa del Medioevo (età di mezzo tra due luci: l’epoca classica e il Rinascimento) è un preconcetto cinquecentesco che verrà poi ripreso nell’ottocento. TRATTI DISTINTIVI DELLA CULTURA Si guarda alla realtà, al passato e alla condizione dell’intellettuale con occhi diversi, si parla di antropocentrismo, edonismo, naturalismo, classicismo e mecenatismo. ANTROPOCENTRISMO Spirito antropocentrico : antropos = uomo , l’uomo è al centro dell’attenzione. Nel Medioevo invece la concezione era Teocentrica. Ciò non significa che la cultura umanistico-rinascimentale sia atea ma cambia la prospettiva, cambia il rapporto tra uomo e dio : visione conciliata con la fede poiché il valore dell’uomo è un dono di Dio. Il tema della dignità dell’uomo è trattato da vari autori, de più importanti: ● De dignitate et excellentia hominis di Giannozzo Manetti (1450) ● De hominis dignitate Pico della Mirandola (1486), considerato manifesto dell’Umanesimo

PICO DELLA MIRANDOLA

Ha fama di una memoria prodigiosa: si dice che riuscisse a recitare a memoria tutta la divina commedia e riuscisse anche a dirla al contrario. Mirandola è una cittadina in provincia di Modena , di cui Pico era signore. Proveniva da una famiglia di conti e signori, uomo quindi aristocratico che in gioventù va a studiare nelle università più rinomate e che ha interessi estremamente vari. Conosce almeno sei lingue: greco, latino, aramaico, ecc. ed è appassionato anche di filosofia e alchimia. Nel 1485/86 il giovane promuove un congresso filosofico universale con lo scopo di riunire a Roma i più dotti del tempo per discutere e giungere ad una sintesi del sapere. Prepara quindi le 900 tesi e le pubblica (proposizioni su cui avrebbe basato il congresso, frasi che avrebbero iniziato i dibattiti, alcune ritenute eretiche), poi scrive anche la prolusione (discorso che pensava di esporre in introduzione al congresso). Vive per lungo tempo a Firenze frequentando l’accademia platonica ed è anche ospite dei Medici, poi è costretto a scappare in Francia. — Mentre il Medioevo è aristotelico, l’Umanesimo-Rinascimento è platonico. Concezione umana dell’ homo faber fortunae suae cioè l’uomo è artefice del suo destino in quanto ha il libero arbitrio di determinarsi e scolpire la sua forma (per questo diventano di grande importanza gli artisti come pittori e scultori che sono liberi di plasmare una realtà a proprio piacimento). L’uomo è un microcosmo che al suo interno riflette il macrocosmo. Per Massimo Cacciari nella visione dell’Umanesimo c’è una tragicità data dall’indeterminatezza: la possibilità di scegliere è drammatica e parecchio complicata. L’uomo ha un privilegio che implica responsabilità.

  • la collazione : confronto parola per parola fra vari manoscritti di una stessa opera (copia e incolla)
  • la congettura : ipotesi della correzione
  • il confronto con la tradizione indiretta : traduzioni dell’opera, citazioni, plagi, ecc. Il filologo Lorenzo Valla scrive sulla Donazione di Costantino , donazione di terre allo stato della chiesa (atto che legittimava il potere temporale esercitato dalla chiesa), e dimostra la sua falsità analizzandone il latino e la sua evoluzione. In questo modo dimostra che alcune scelte sintattiche e lessicali non possono essere del quarto secolo ma solo successive. Si formula un modello classico di riferimento a cui segue il principio di imitazione a due scopi: ● far rivivere i valori dell’humanitas ● cogliere l’essenza e far rinascere il presente L’imitazione è attiva e creativa perché il presente è distaccato dal passato ma ne è comunque una derivazione. La cultura medievale viene considerata buia e stolta dato che non riprende i modelli classici del passato che vengono considerati una sorta di età dell’oro. La riscoperta dei classici porta il latino come lingua della cultura ma nel 1441 Leon Battista Alberti indice una gara poetica, un certame coronario, in lingua volgare che riscatta il volgare. MECENATISMO

LE SIGNORIE

È il tratto distintivo del Rinascimento legato strettamente alle Signorie italiane : nuove forme di governo che vedono un accentramento del potere nelle mani di un Signore. In realtà si erano già affermate alla fine del 200 ma si consolidano nel periodo rinascimentale: nascono dalla crisi del comune che vede istituzioni elettive dilaniate da scontri interni, alcune volte sono gli stessi comuni a chiedere al signore di imporsi altri invece lo fanno da sé. Per mecenatismo intendiamo la volontà del Signore di circondarsi di artisti e intellettuali in modo da accrescere la propria fama e il proprio sfarzo. In epoca augustea Mecenate fu un collaboratore di Augusto, ministro della cultura che promosse, finanziò e sostenne la poesia; nel rinascimento per antonomasia mecenate è colui che commissiona opere fornendo protezione agli artisti. Il mecenatismo è proprio questo fenomeno di finanziamento delle arti da parte di Signori che ha lo scopo di mostrare lo splendore della sua corte. L’interesse è reciproco perché mentre la corte accresce il proprio splendore, l’artista vede il proprio ruolo crescere ma non tutti vengono riconosciuti per il proprio valore. Rispetto all’età comunale l’intellettuale cortigiano è subalterno al signore e quindi non può deliberare autonomamente (es. Poliziano).

FIRENZE e i MEDICI

La signoria si afferma tardivamente, soltanto con Cosimo il Vecchio appartenente ad una ricca famiglia di banchieri e mercanti, i Medici. Suo nipote Lorenzo de Medici , soprannominato il Magnifico , sarà il maggiore mecenate del tempo. Riceve una grande e raffinata educazione da Luigi Pulci e Marsilio Ficino. Afferma il suo potere a Firenze con grandi abilità diplomatiche e diventa “ l’ago della bilancia ” tra gli stati italiani, garantendo un largo periodo di pace e stabilità. LORENZO DE MEDICI Lo ricordiamo come uomo di lettere : scrive sia in prosa che in versi. La sua opera più conosciuta sono i Canti Carnascialeschi , che comprendono il Trionfo di Bacco e Arianna in origine un canto destinato alle sfilate dei carri di carnevale (1490) (possibile che la tradizione dei carri mascherati sia stata inventata da Lorenzo), finanziati dai Medici, con lo scopo di dimostrare lo splendore di Firenze. TRIONFO DI BACCO E ARIANNA Per Trionfo si intende carro. Componimento in cui si descrive un carro su cui troviamo una serie di personaggi tra cui Bacco e Arianna. Nasce come testo performativo cioè destinato per essere cantato e rappresentato con una messa in scena. All’interno del testo troviamo:

  • i deittici , pronomi dimostrativi (questo…questo…questo…) in anafora che indicano i personaggi della scenografia
  • una spiccata cantabilità e musicalità create dalla forma metrica scelta di quartine di ottonari Dal punto di vista metrico è una ballata con sette stanze di ottonari e un ritornello divenuto così celebre che si conosce fino ad oggi. Celebrazione del piacere :
  • amore inteso come terreno e carnale, cioè eros sensuale ed erotico;
  • festa come momento di convivialità;
  • ebrezza Nella celebrazione della gioia troviamo l’unico personaggio negativo che sembra ammonire il lettore: re Mida impersonifica l’avidità e Lorenzo ci vuole dire che l’oro concede ricchezza ma non felicità Fusione tra elementi colti e popolareggianti : riferimenti mitologici come le divinità citate e il tema oraziano del carpe diem sono classici; gli elementi popolareschi sono la struttura metrica , la sintassi paratattica, il lessico semplice. Esse si incontrano nel tema del carnevalesco e della festa. Testo chiaroscurale: fugacità e caducità del tempo contrapposto al carpe diem.