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Umanesimo e rinascimento Nascita di una nuova concezione à gli uomini cominciano a concepire sé stessi non più a partire dal rapporto con qualcosa di più grande di sé, ma a partire dalla propria natura di uomini (natura umana sempre intesa come natura creata, dipendente da Dio, questo costituisce un presupposto ovvio). Tentativo dell’uomo di affermare sé stesso, la sua individualità, attraverso la sua riuscita in un particolare ambito della vita. Il singolo io non ha più il compito di contribuire con la sua parte all’edificazione di un ideale comune e di un intero popolo, ma distaccarsi da ciò che è comune per emergere come distinto ed eccelso. La grandezza dell’uomo non dipende più dalla sua appartenenza a qualcosa di grande ma dall’affermazione della propria grandezza in termini di riuscita. Gli uomini finiscono per distaccarsi dalla dimensione trascendente, a cui magari torneranno solamente dopo questa vita mortale. à Dio signore del passato e del futuro; uomo signore del presente. Superamento dell’agostinismo culturale. Tradizione platonica bizantina Nel ‘400 si assiste a una diffusa intensa rinascita del platonismo à invasione del platonismo nella filosofia rinascimentale favorita da alcuni eventi particolari: nei primi anni del 400 diversi dotti bizantini furono invitati dagli umanisti italiani perché insegnassero la loro lingua greca; per un concilio tra chiesa cattolica e ortodossa giunse in Italia un gruppo di teologi e filosofi da Costantinopoli; dopo la conquista turca di Costantinopoli le scuole filosofiche bizantine si sciolsero diffondendosi in Europa. Tradizione platonica presto interpretata secondo nuove prospettive. Niccolò Cusano Fu una delle personalità più significative del ‘400 non solo come filosofo e teologo, ma anche come protagonista diretto delle vicende ecclesiastiche e politiche dell’epoca. Tentò infatti di riconciliare chiesa d’Oriente e d’Occidente, il concilio fu l’occasione per l’Europa occidentale di entrare a contatto con la cultura classica: molti studiosi orientali si recano o si trasferiscono in Europa portando con sé testi classici e/o insegnando il greco.
Importante perché fu uno dei primi a dedicare ampio spazio nella sua filosofia al problema della conoscenza à Primo filosofo moderno secondo Cassirer, che crede che l’oggetto della filosofia moderna sia la conoscenza, mentre quello della filosofia antica sia l’essere e Dio.
Filosofia antica à teologia/ontologia;
Filosofia moderna à gnoseologia.
La conoscenza secondo Cusano L’intelletto umano è per natura portato a ricercare la verità, ma quest’ultima, in quanto infinita, eccede le capacità limitate della mente umana. La conoscenza non potrà mai annullare la differenza e sproporzione tra il finito e l’infinito à questo non lo porta all’atteggiamento scettico dell’impossibilità di conoscere la verità.
- Cusano sostiene che l’uomo può conoscere qualcosa di nuovo paragonandolo a qualcosa che ha già visto, noto à ogni conoscenza è comparativa.
- Un intelletto finito non può raggiungere con precisione la verità delle cose, infinita, procedendo mediante similitudini. Nelle cose di cui facciamo esperienza, lo strumento con cui conosciamo è sempre perfezionabile, la misura e il misurato resteranno sempre differenti à conoscenza sempre approssimativa, sempre perfezionabile. L’intelletto umano, se portato all’infinito, raggiunge quello divino.
- Poligono inscritto (conoscenza umana) nel cerchio (Dio) à il poligono quanti più angoli avrà tanto più risulterà simile al cerchio, ma non sarà mai uguale adesso, anche moltiplicando all’infinito i propri angoli à più si amplia la conoscenza, più ci sono lati, ma non coincideranno mai.
- Tale cammino di approssimazione infinita all’infinita verità non può compiersi nella mente umana, dove le cose restano inevitabilmente distinte tra loro, secondo il principio di non contraddizione à tale cammino si compie solo raggiungendo un principio di unificazione della realtà realizzando una coincidenza degli opposti , ma questo può avvenire soltanto in Dio. Esempio di coincidenza che Cusano stesso presenta: tra ciò che è massimamente grande e ciò che è massimamente piccolo. Essi si oppongono solo in relazione alla quantità di grande e piccolo, ma se si elimina tale relazione, parlando in assoluto rimane soltanto la nozione di massimo.
- Dio contiene in sé tutte le cose: egli è dunque la complicatio , la coincidenza, la concentrazione del molteplice nell’unità, così come l’unità numerica ha già in sé tutti i numeri che ne deriveranno e il punto ha già in sé tutte le figure geometriche che si dispiegheranno nello spazio.
- L’universo manifesta e riflette l’unità e infinità divine in modo plurale e finito: è il dispiegarsi, il distinguersi, l’esplicarsi ( explicatio ) dell’unità di Dio nella dimensione del molteplice e del tempo.
- Nell’universo, Dio è concentrato e ristretto nel molteplice: la realtà divina si determina, si spazializza, si contrae ( contractio ) nelle forme della pluralità. Universo come explicatio
- Tra i due poli (Dio e l’universo) si dà un rapporto di comunicazione e di compenetrazione: Dio si diffonde nel mondo, pur non risolvendosi in esso e restandone il fondamento trascendente; mentre l’universo, a sua volta, si configura come immagine del principio divino , in cui ogni ente è un microcosmo che riproduce e rispecchia l’essere dell’intero universo.
- Se l’universo è esplicazione e manifestazione di Dio, esso dovrà essere a sua volta non circoscritto da limiti. Tuttavia, Cusano istituisce una differenza fra l’infinità di Dio e l’infinità dell’universo: Þ Dio à infinito in atto, e dunque la sua infinità va intesa come assenza di ogni limite alla sua perfezione; Þ Universo à non è infinito in atto e pienamente dispiegato, perché altrimenti coinciderebbe con Dio. Nel caso dell’universo, si tratta allora di un infinito (o meglio, di un indefinito, di un interminatum ) che consiste nell’indeterminazione, nella mancanza di precisione e di punti di riferimento. Lorenzo Valla Alla base dell’intero pensiero di Valla si trova il costante richiamo al principio del piacere epicureo. Egli si impegna in una confutazione sull’etica stoica (distacco dal godimento e raggiungimento dell’imperturbabilità). Valla afferma che la vita dell’uomo sia orientata e mossa dalla ricerca e dalla fruizione del godimento, e in quest’ultimo consiste la sua felicità. Quest’ideale viene applicato anche al cristianesimo, il quale secondo Valla non invita a rinunciare ai piaceri terreni, se non per condurre a dei piaceri più elevati, quelli celesti. La ricerca del piacere non si
arresta al soddisfacimento fornito dalla natura ma può giungere al piacere divino che coincide con la carità cristiana. Marsilio Ficino Fu un filosofo platonico e mago ermetico, umanista e traduttore, emblema del Rinascimento italiano ed europeo. Alla sua opera si deve l’inizio dell’Accademia platonica Fiorentina. La grande impresa di traduzione di interpretazione ha permesso la fruizione di opere sino ad allora sconosciute all’Occidente latino e ha contribuito all’entrata del neoplatonismo nella cultura filosofica dell’epoca moderna. L’ideale di Ficino consiste nel raggiungere una perfetta unificazione della filosofia platonica con la teologia cristiana , che, più che un obiettivo, ritiene sia un’unità originaria da riportare in luce. Ficino distingue cinque livelli dell’essere: o Dio , il principio primo di tutto l’universo; o Angeli , esseri spirituali privi di materia; o Anima , essere che partecipa sia all’ordine spirituale che quello corporeo; o Qualità , forme dei corpi; o Corpo. I primi due gradi della realtà, il mondo intelligibile, così come gli ultimi due, il mondo sensibile,
resterebbero assolutamente distanti e separati tra di loro se non ci fosse l’anima à termine medio di
congiunzione , ha una duplice azione: congiunge le due sfere con la conoscenza, traduzione del materiale nello spirituale e viceversa con l’azione.
- Per Ficino ciò che tiene unito tutto l’universo è l’ amore , con cui Dio ha creato il mondo e l’amore che spinge il mondo e gli uomini a unirsi con Dio.
- In Ficino troviamo il tema della magia à esistenza di uno spirito , sostanza materiale sottilissima che permette la comunicazione tra di loro di tutti gli esseri ma anche tra gli esseri e l’anima, lo studio del suo influsso sulle vicende terrene, sui singoli materiali e sugli eventi astrali à compito del filosofo-mago che si serve anche dell’astrologia. Pico della Mirandola Scrive un’razione di nome De dignitate hominis in cui propone 900 tesi filosofiche per essere dibattute.
quantitativamente e ha come oggetto i rapporti meccanici tra corpi nello spazio à nasce una nuova concezione di scienza, che adesso diventa la fisica meccanica. La rivoluzione avviene all’inizio nel campo dell’ astronomia , quando con Copernico la Terra non viene più pensata al centro del cosmo e al suo posto subentra il Sole à scardinando il rapporto tradizionale tra il mondo celeste e quello terrestre, se cambia la concezione dell’universo, cambia anche quella dell’uomo. La nuova scienza nasce spesso in esplicita contrapposizione ai metodi e contenuti della filosofia aristotelica. Niccolò Copernico Gli inizi della scienza moderna possono essere identificati con la rivoluzione copernicana à egli inverte il modo in cui da secoli si concepiva il cosmo e il posto della terra al suo interno (contrariamente alla teoria elaborata da Tolomeo in accordo con i principi della fisica aristotelica) à quello attorno a cui girano tutti i pianeti e le stelle non è più la Terra ma il Sole; la Terra diviene un pianeta come gli altri, ossia un corpo celeste in movimento. Passaggio dal geocentrismo all’eliocentrismo à costituisce una frattura non solo a livello astronomico, ma anche a livello di concezione culturale à gli uomini, dall’essere al centro del cosmo, si ritrovano ad essere gli abitanti di un corpo celeste tra gli altri. Per giungere alla sua teoria, Copernico segue due tracce strettamente connesse tra loro: quella matematica e quella storica.
- Per quanto riguarda la prima prospettiva, il sistema tolemaico gli sembrava troppo complesso per poter spiegare adeguatamente tutti i problemi riguardanti i movimenti celesti, perché in esso emergevano problemi di calcolo che in base alla sua impostazione di fondo non potevano essere risolti.
- Nel sistema tolemaico per spiegare il fatto che i pianeti a volte risultavano vicini a noi e a volte sembravano allontanarsi dalla terra si ammettevano due tipi di movimenti, entrambi circolari: il movimento secondo cui ogni pianeta si muove in modo uniforme lungo un’orbita circolare, l’ epiciclo ; e quello secondo cui il centro dell’epiciclo si muove lungo un’altra orbita circolare, il
deferente , attorno alla terra. Ma sommando questi due movimenti non si riesce mai ad avere come centro esatto la Terra
- Copernico comincia a leggere le opere degli astronomi antichi per vedere se ci fossero altre teorie diverse da quella tolemaica per spiegare il movimento dei cieli (tratto tipico del Rinascimento à il ritorno alle fonti testuali antiche come via obbligata per una riforma del sapere). Le antiche ipotesi che assegnavano un moto anche alla Terra si incontrano con i calcoli moderni: se si pone il Sole come centro immobile attorno a cui ruotano tutti i pianeti, tutto si spiega più facilmente à il moto del Sole e quello delle stelle sono apparenti perché dipendono in realtà dalla rotazione della Terra intorno a sé stessa (in un giorno) e attorno al Sole (in un anno). Ma Copernico conserva la concezione di un universo chiuso e finito fatto di sfere solide che trascinano con sé i pianeti incastonati. Tuttavia, la teoria rivoluzionaria creò subito sospetto e ostilità non solo negli ambienti accademici legati alla filosofia aristotelica, ma anche negli ambienti teologici, preoccupati per il fatto che seguendo la nuova immagine astronomica si sarebbe dovuta contraddire in alcuni passi la Bibbia. Ma lo stesso Copernico, cattolico, non intendeva mettere in discussione la Bibbia con la sua teoria. Nel 1616 il tribunale dell’inquisizione vieta la lettura delle opere di Copernico à l’immagine vera dell’universo doveva essere quella della Bibbia. Tycho Brahe Le sue osservazioni astronomiche, che furono compiute ad occhio nudo, sono risultate di una precisione impressionante, per aver consentito la catalogazione di numerose stelle e l’esatta misurazione delle traiettorie di sei comete. Studiando il percorso compiuto dalle comete Tycho si convinse della debolezza teorica della cosmologia aristotelico-tolemaica.
- Nelle sue opere compie una critica di alcune dottrine tipiche del vecchio sistema , come la solidità delle sfere celesti à osservando il passaggio di una cometa si accorge che la sua traiettoria aveva un’ampiezza tale da dover necessariamente attraversare diverse sfere celesti; se dunque corpi celesti come le comete possono attraversare liberamente più sfere celesti, non c’è più motivo di credere nella solidità di queste ultime.
Scienza del ‘600 à scienza moderna. Bacon e Galileo rappresentano, insieme a Copernico, Brahe e Keplero, le figure che hanno determinato maggiormente il processo di idee che denominiamo rivoluzione scientifica. Vengono progressivamente eliminate tutte le certezze e i pilastri della logica e della filosofia naturale aristotelica, a favore di un metodo e di una scienza che mette al primo posto l’esperienza. Quando parliamo di scienza moderna intendiamo quella matematizzata di Galileo, in cui la realtà viene ridotta ai suoi aspetti quantitativi, misurabili e calcolabili. Francis Bacon Intensa carriera politica, ricoprendo alte cariche dello stato britannico; mente si dedica al suo interesse per la filosofia e per la scienza, pubblica diversi scritti. Accusato di corruzione, viene privato di ogni carica politica e del posto di parlamento, inizialmente detenuto, viene poi perdonato dal re Giacomo I; dopodiché si dedica completamente agli studi e all’elaborazione della Nuova Atlantide , la sua opera più celebre, racconto di uno stato immaginario dove governa la scienza. Critica alla tradizione e il nuovo sistema del sapere
- Il progetto di Bacon consiste in un programma di rifondazione del sapere che mira ad estendere la potenza e il dominio del genere umano su tutte le cose, la sua importanza sta nel fatto che propone una nuova scienza come dominio della natura. Scienza come tentativo di decifrare la struttura delle cose, uomo visto come ministro e interprete della natura.
- Rifondare il sapere, per Bacon significa realizzare un nuovo metodo alla luce dei limiti e degli errori dei metodi fino ad allora in uso, come quello aristotelico fondato sul sillogismo e l’esperienza elementare, singola e disordinata à sillogismo inadeguato a conoscere i principi delle scienze; induzione aristotelica (passaggio dai particolari empirici ai concetti universali) à sterile, perché ha la pretesa di risalire alla causa universale di un fenomeno naturale basandosi solo su pochi dati e singole esperienze.
- Nella sua opera, il Nuovo organo (formato da aforismi), Bacon si propone di superare e sostituirsi all’ Organon di Aristotele à elaborazione di un metodo di base per la nuova scienza. Il metodo
aristotelico non viene ritenuto adatto, perché parte da un esame troppo sommario dei casi particolari e salta subito alle conclusioni à teoria dell’induzione grossolana e precipitosa (grave errore di tutta la filosofia della natura degli antichi), Bacon si trova in disaccordo perché ritiene che debba essere dettagliata, particolare, perché la realtà è complessa, bisogna raccogliere enormi quantità di dati e classificarli con precisione.
- La teoria dell’induzione di Bacone non valorizza la matematica, non ritiene che abbia un ruolo importante della natura (per questo motiva questa teoria non ha avuto seguaci, tutti seguivano invece Galileo). Galileo si ispira alla fisica, Bacone si ispira alla chimica e alla biologia.
- Bacone propone una scienza che può creare nuovi enti con caratteristiche utili (si ispira alla magia per quanto riguarda gli obiettivi, ma per mezzo di un procedimento razionale chiaro e da risultati empirici rigorosamente controllabili). Metodo baconiano Bisogna scoprire gli errori profondamente radicati nella nostra mente, alcuni li eliminiamo, altri non possiamo eliminarli, ma ne prendiamo coscienza. Il metodo di Bacon si divide in due parti: 1. Pars destruens Idola à elenco di vari errori connaturati nella nostra mente. 2. Pars costruens Tabulae à raccolta di esperienze in tre tavole da cui possiamo risalire all’universale/essenza. Pars destruens: gli idola
- Idola tribus (tribù) à errori naturali, che hanno origine nella natura stessa della mente e che appartengono a tutti gli uomini in quanto uomini, sono quelli causati dai limiti degli organi di senso oppure l’applicazione del finalismo o la tendenza a semplificare.
- Idola specus (caverna) à sono dovuti alla caverna, intesa come l’ambiente naturale e sociale in cui siamo nati e cresciuti, sono quindi idola che variano a seconda dei singoli uomini.
- Idola fori (foro) à dovuti alla comunicazione, al linguaggio, definito da Bacon grossolano e ci conduce nell’errore, equivoci, fraintendimento e ambiguità.
Galileo osserva la luna e le sue fasi, scopre la presenza di monti e valli, arrivando a ipotizzare la presenza di acqua su di essa à scoperta del carattere corruttibile della superficie lunare à ipotesi della doppia fisica di Aristotele messa in crisi (esistenza dell’etere, elemento che non presenta mutamento e corruzione): anche la Luna ha imperfezioni come la Terra e vale lo stesso anche per il Sole, dove si scoprono dei mutamenti, ossia le macchie solari, dunque Sole e Luna sono soggetti al divenire e non sono composti di etere. Metodo aristotelico Le regole del metodo scientifico vengono formalizzate per la prima volta con Aristotele, che teorizza il metodo sillogistico ( ogni M è P, ogni S è M, dunque ogni S è P ), si tratta di un metodo induttivo per cui se accettiamo le premesse non possiamo rifiutare la conclusione. Aristotele tratta del metodo negli Analitici, due trattati:
- Analitici I à parla del sillogismo in generale, affinché il sillogismo sia vero non devono essere necessariamente vere le premesse, ma si devono accettare.
- Analitici II à parla del sillogismo scientifico (in cui le premesse sono vere). Metodo aristotelico inadeguato, Galileo vuole stabilire un metodo induttivo che permette di conseguire conoscenze realmente universali (che non possono essere smentite dall’esperienza). Metodo galileiano I problemi della filosofia moderna sono il metodo del conoscere e il fondamento del conoscere, Galileo si concentra sul metodo. Metodo deduttivo à la legge universale viene prima perché determina tutti i casi particolari, una legge scientifica non può essere tratta dall’esperienza, soggetta a mutamento.
- Galileo sa che esiste la natura e lo spirito (il pensiero), ma ci deve essere qualcosa che ordina la natura, una struttura conoscibile, una sorta di terza realtà oltre a quella naturale e il pensiero à la matematica , struttura razionale che ordina la natura e lo spirito la conosce. Si tratta di una conoscenza incontrovertibile (unico strumento assoluto con cui possiamo conoscere); la struttura matematica si interseca nella natura e si conosce con lo spirito (pensiero).
- La scienza moderna si occupa dell’aspetto quantitativo (tutto ciò che è misurabile, quantificabile) perché solo ciò che è misurabile può essere ricondotto a numero e quindi matematica, non opinabile.
- Esperienza à che deve essere:
- Diretta (dobbiamo farla noi);
- Controllabile;
- Ripetibile ;
- “diffalcare gli impedimenti della materia” ossia deve eliminare quei fattori/circostanze particolari che non rendono generalizzabile l’esperienza, al fine di avere un’esperienza depurata dai particolari.
- Ipotesi à al termine dell’esperienza avviene la formulazione di un’ipotesi matematica del comportamento degli oggetti (estrapolazione matematica, con cui estrapolo dall’osservazione solo ciò che è quantificabile). Universo scritto in caratteri matematici
- Esperimento à per verificare l’ipotesi, fabbrico un’esperienza artificiale, riproducendo artificialmente un determinato fenomeno.
- Legge. Le due architravi del metodo galileiano sono la matematica e l’esperienza. Per esempio, nello studio della caduta dei gravi e moto naturalmente accelerato, Galileo costruisce appositamente nel suo laboratorio un dispositivo, il piano inclinato, lungo il quale fa rotolare una pallina di bronzo, in tal modo crea le condizioni favorevoli per poter controllare sperimentalmente l’osservazione e giunge a formulare una legge generale sul moto naturalmente accelerato. Separazione filosofia e scienza Galileo ha instaurato un nuovo tipo di sapere: la scienza nel senso moderno del termine, la scienza come tipo di sapere distinto dalla filosofia. Con Galileo avviene una separazione tra filosofia e scienza; egli pensa che:
- Scienza à ha un significato tecnico , si occupa solo di una parte, il resto si esclude e una volta che so predire il comportamento di un corpo, posso sfruttare questa informazione nella totalità del