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Umanesimo e Rinascimento, Appunti di Italiano

Il passaggio dai Comuni alle Signorie, il mecenatismo, l'amore per i classici, l'aspetto linguistico e il poema epico cavalleresco durante l'Umanesimo e il Rinascimento. Si parla di come l'Umanesimo abbia portato all'autonomia dell'uomo, all'antropocentrismo e all'edonismo. Si evidenzia l'importanza dei Cantari come fonte per Pulci, Boiardo e Ariosto. Si descrive anche l'evoluzione del volgare e la rivalutazione del corpo.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 01/05/2023

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RINASCIMENTO (400)
Già alla fine del Duecento si era verificato il passaggio dai Comuni -> Signorie : cittadini
stanchi delle lotte tra fazioni avevano deciso di affidare il potere nelle mani di un solo uomo
che portasse ad una condizione di pace e stabilità, ma anche gli stessi aristocratici avevano
approfittato di ciò per impadronirsi del potere.
da Governo Repubblicano -> dominio di uno solo.
Solo Firenze rimase un comune fino al 1435, ma le istituzioni repubblicane erano comunque
solo apparenza. Cosimo dei Medici prenderà il potere fino a Lorenzo il Magnifico che era un
mecenate (protettore di intellettuali), ma anche intellettuale lui stesso.
Mecenatismo = nell’ambito della Signoria il signore si circonda di intellettuali e li protegge,
ma in cambio gli intellettuali dovevano dare pregio alla Signoria e dovevano creare
consenso attorno al regime. Mecenatismo deriva da mecenate che era un consigliere
all’epoca di Augusto, aveva radunato attorno a sé intellettuali che in cambio di protezione
dovevano creare consensi attorno al regime di Augusto.
COSA SI VERIFICA? Si torna a mostrare interesse per i classici e precursori di ciò furono
proprio Petrarca e Boccaccio.
L’AMORE PER I CLASSICI
Nel Medioevo :
nel Medioevo c’era una visione del mondo teocentrica in cui l’uomo era guidato da Dio e non
aveva libero arbitrio (poteva allontanarsi ma diventava un peccatore).
La Trascendenza imponeva invece che il fine dell’uomo dovesse essere quello di avere
salvezza e non beni materiali.
Nell’ Umanesimo :
L’uomo è autonomo, non c’è più teocentrismo , antropocentrismo e non c’è più
trascendenza, ma edonismo (godimento dei piaceri terreni).
Questa concezione la troviamo nei classici dove c’è il contesto di uomo Pater suae fortunae.
I classici hanno raggiunto un limite di perfezione che non si può superare, si può solo imitare
-> questa imitazione è però attiva e creativa, non passiva.
N . B . Dante aveva già anticipato l’amore per i classici, ma con un approccio diverso.
Nell'umanesimo si parla di
-ampliamento quantitativo della conoscenza = nel Medioevo le opere che
esprimevano una visione del mondo diversa rispetto a quella medievale venivano
escluse (come il De rerum natura) e le opere erano tutte in latino. -> mentre
nell’Umanesimo quelle opere vengono riprese, Petrarca stesso quando si dirige nelle
biblioteche vuole riportare alla luce tutte quelle opere che potevano contrastare il
Medioevo (come le Epistole di Cicerone ad Attico); inizia anche a studiare e
interessarsi alla cultura greca e non solo latina.
-mutamento quantitativo = nel Medioevo i classici erano interpretati allegoricamente
(come il viaggio di Enea oppure Il savio gentil che tutto seppe ovvero Virgilio
allegoria della ragione). -> nell’Umanesimo si inizia ad utilizzare la filologia e
collazione e il primo fu Petrarca.
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RINASCIMENTO (400)

Già alla fine del Duecento si era verificato il passaggio dai Comuni -> Signorie : cittadini stanchi delle lotte tra fazioni avevano deciso di affidare il potere nelle mani di un solo uomo che portasse ad una condizione di pace e stabilità, ma anche gli stessi aristocratici avevano approfittato di ciò per impadronirsi del potere. da Governo Repubblicano -> dominio di uno solo. Solo Firenze rimase un comune fino al 1435, ma le istituzioni repubblicane erano comunque solo apparenza. Cosimo dei Medici prenderà il potere fino a Lorenzo il Magnifico che era un mecenate (protettore di intellettuali), ma anche intellettuale lui stesso. Mecenatismo = nell’ambito della Signoria il signore si circonda di intellettuali e li protegge, ma in cambio gli intellettuali dovevano dare pregio alla Signoria e dovevano creare consenso attorno al regime. Mecenatismo deriva da mecenate che era un consigliere all’epoca di Augusto, aveva radunato attorno a sé intellettuali che in cambio di protezione dovevano creare consensi attorno al regime di Augusto. COSA SI VERIFICA? Si torna a mostrare interesse per i classici e precursori di ciò furono proprio Petrarca e Boccaccio. L’AMORE PER I CLASSICI Nel Medioevo : nel Medioevo c’era una visione del mondo teocentrica in cui l’uomo era guidato da Dio e non aveva libero arbitrio (poteva allontanarsi ma diventava un peccatore). La Trascendenza imponeva invece che il fine dell’uomo dovesse essere quello di avere salvezza e non beni materiali. Nell’ Umanesimo : L’uomo è autonomo, non c’è più teocentrismo , antropocentrismo e non c’è più trascendenza, ma edonismo (godimento dei piaceri terreni). Questa concezione la troviamo nei classici dove c’è il contesto di uomo Pater suae fortunae. I classici hanno raggiunto un limite di perfezione che non si può superare, si può solo imitare -> questa imitazione è però attiva e creativa, non passiva. N. B. Dante aveva già anticipato l’amore per i classici, ma con un approccio diverso. Nell'umanesimo si parla di

  • ampliamento quantitativo della conoscenza = nel Medioevo le opere che esprimevano una visione del mondo diversa rispetto a quella medievale venivano escluse (come il De rerum natura ) e le opere erano tutte in latino. -> mentre nell’Umanesimo quelle opere vengono riprese, Petrarca stesso quando si dirige nelle biblioteche vuole riportare alla luce tutte quelle opere che potevano contrastare il Medioevo (come le Epistole di Cicerone ad Attico ); inizia anche a studiare e interessarsi alla cultura greca e non solo latina.
  • mutamento quantitativo = nel Medioevo i classici erano interpretati allegoricamente (come il viaggio di Enea oppure Il savio gentil che tutto seppe ovvero Virgilio allegoria della ragione). -> nell’Umanesimo si inizia ad utilizzare la filologia e collazione e il primo fu Petrarca.

Nell’epoca medievale si pensava che la cultura dovesse avere come scopo la salvezza dell’uomo : quindi tra le discipline la principale era la teologia. Nell’umanesimo l’obiettivo della cultura era far accrescere spiritualmente l’uomo : quindi le discipline principali erano le humanae litterae (discipline letterarie che distinguono l’uomo dai bruti). Ma si dà importanza anche all’aspetto fisico : ( nel Medioevo si pensava che il corpo fosse il responsabile del male del mondo questo con Iacopone), adesso c’è una rivalutazione del corpo che inizia ad assumere importanza e cura (si pensa che tra spiritualità e corpo ci dovesse essere armonia -> kalokagathia ). ASPETTO LINGUISTICO Nel Medioevo (con Dante) si ebbe lo sviluppo del volgare, nell’Umanesimo si divise in due parti:

  • primo 400 : si tornò al latino classico che era puro (Cicerone per la prosa e Cecilio e Orazio per la poesia ) (non medievale che era ritenuto corrotto).
  • seconda metà del 400 : il volgare diventa una lingua pari al latino -> il volgare che si afferma di più è il volgare toscano, c’è la tendenza ad uniformarsi al toscano, ma le caratteristiche dell’autore, come Boiardo, continuano a essere presenti rendendolo impuro. Mentre adesso il fiorentino è una lingua non pura, con Pietro Bembo si affermerà la lingua Fiorentina pura del 300, Petrarca come riferimento nella poesia e Boccaccio per la prosa. POEMA EPICO CAVALLERESCO le bas i: il poema epico si afferma in Italia ma ha le radici in Francia (dove troviamo la lingua d’oil è quella d’oc)
  • Francia del nord: dove nascono le Chanson de Geste e il romanzo cortese cavalleresco -> dalla Francia del nord arrivano in Italia dove nascono i CANTARI : ● realizzati dai giullari che si rivolgevano a un pubblico fondamentalmente incolto (come “l’ Orlando” ) ● in essi troviamo ciclo carolingio (bellico) + ciclo bretone (amore)+ elemento comico. PERCHÉ QUESTI CANTARI SONO IMPORTANTI? perché sono la fonte a cui attingeranno Pulci, Boiardo e Ariosto che però rivolgeranno le loro opere non a un pubblico incolto, ma nelle corti. 1)PULCI (“ IL MORGANTE”) entra da giovane nella corte di Lorenzo il magnifico (non era di famiglia ricca) dove viene apprezzato, ma cominciano a diffondersi tendenze neoplatoniche e gli atteggiamenti anticonformisti di Pulci iniziano ad essere respinti (soprattutto dopo una diatriba che Pulci ebbe sul tema dell'immortalità dell’anima).

Noi ci soffermiamo sulla ballata che dice “com’è bella la giovinezza che passa senza fermarsi, chi vuole essere felice lo sia perché del domani non c’è certezza” : è un invito a godere dei piaceri della terra che vengono corrotti dal tempo e bisogna goderne prima che passino (edonismo) , dall’altra parte c’è la nota pessimistica del tempo che passa e rovina questi piaceri e del domani di cui non c’è certezza. QUALI SONO LE RADICI CULTURALI A CUI SI ISPIRA?

  • meditazione religiosa -> (come Petrarca con l’umanesimo Cristiano) e questo tema religioso lo rispecchia nel tempo che passa e distrugge le cose terrene (fa quindi un riferimento al cristianesimo) - Carpe diem “cogli l’attimo” -> bisogna godere di tutto quello che si ha oggi perché non c’è certezza del futuro (anche Orazio lo diceva). RINASCIMENTO (500) si continua a ritenere che dovesse essere utilizzato il volgare, ma si tende a voler codificare il volgare (individuare modelli e regole, proprio come il latino). TEORIA DI PIETRO BEMBO : nelle “ Prose della volgar lingua” propone un fiorentino letterario del 300.
  • Petrarca (per la poesia) -> perché la sua lingua con unilinguismo e principi di selezione si sposava molto bene con il principio di ordine e armonia (Dante infatti usa plurilinguismo e viene bandito); questa scelta è dovuta anche alla facilità nell’imitare Petrarca.
  • Boccaccio (per la prosa) -> è più vicino a Dante (tende al plurilinguismo però più equilibrato); non si tende a riprendere tutte le novelle del Boccaccio, ma il Boccaccio della cornice e delle novelle tragiche in cui usa più uniformità linguistica. Il fatto che fossero stati scelti dei modelli ben precisi, ci fa capire che il principio di imitazione (che prima era solo per il latino) adesso viene applicato anche al volgare. MA ADESSO COM’È L’IMITAZIONE? non è più libera e applicata al latino come nell’umanesimo, è rigida e applicata al fiorentino.