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Il passaggio dai Comuni alle Signorie, il mecenatismo, l'amore per i classici, l'aspetto linguistico e il poema epico cavalleresco durante l'Umanesimo e il Rinascimento. Si parla di come l'Umanesimo abbia portato all'autonomia dell'uomo, all'antropocentrismo e all'edonismo. Si evidenzia l'importanza dei Cantari come fonte per Pulci, Boiardo e Ariosto. Si descrive anche l'evoluzione del volgare e la rivalutazione del corpo.
Tipologia: Appunti
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Già alla fine del Duecento si era verificato il passaggio dai Comuni -> Signorie : cittadini stanchi delle lotte tra fazioni avevano deciso di affidare il potere nelle mani di un solo uomo che portasse ad una condizione di pace e stabilità, ma anche gli stessi aristocratici avevano approfittato di ciò per impadronirsi del potere. da Governo Repubblicano -> dominio di uno solo. Solo Firenze rimase un comune fino al 1435, ma le istituzioni repubblicane erano comunque solo apparenza. Cosimo dei Medici prenderà il potere fino a Lorenzo il Magnifico che era un mecenate (protettore di intellettuali), ma anche intellettuale lui stesso. Mecenatismo = nell’ambito della Signoria il signore si circonda di intellettuali e li protegge, ma in cambio gli intellettuali dovevano dare pregio alla Signoria e dovevano creare consenso attorno al regime. Mecenatismo deriva da mecenate che era un consigliere all’epoca di Augusto, aveva radunato attorno a sé intellettuali che in cambio di protezione dovevano creare consensi attorno al regime di Augusto. COSA SI VERIFICA? Si torna a mostrare interesse per i classici e precursori di ciò furono proprio Petrarca e Boccaccio. L’AMORE PER I CLASSICI Nel Medioevo : nel Medioevo c’era una visione del mondo teocentrica in cui l’uomo era guidato da Dio e non aveva libero arbitrio (poteva allontanarsi ma diventava un peccatore). La Trascendenza imponeva invece che il fine dell’uomo dovesse essere quello di avere salvezza e non beni materiali. Nell’ Umanesimo : L’uomo è autonomo, non c’è più teocentrismo , antropocentrismo e non c’è più trascendenza, ma edonismo (godimento dei piaceri terreni). Questa concezione la troviamo nei classici dove c’è il contesto di uomo Pater suae fortunae. I classici hanno raggiunto un limite di perfezione che non si può superare, si può solo imitare -> questa imitazione è però attiva e creativa, non passiva. N. B. Dante aveva già anticipato l’amore per i classici, ma con un approccio diverso. Nell'umanesimo si parla di
Nell’epoca medievale si pensava che la cultura dovesse avere come scopo la salvezza dell’uomo : quindi tra le discipline la principale era la teologia. Nell’umanesimo l’obiettivo della cultura era far accrescere spiritualmente l’uomo : quindi le discipline principali erano le humanae litterae (discipline letterarie che distinguono l’uomo dai bruti). Ma si dà importanza anche all’aspetto fisico : ( nel Medioevo si pensava che il corpo fosse il responsabile del male del mondo questo con Iacopone), adesso c’è una rivalutazione del corpo che inizia ad assumere importanza e cura (si pensa che tra spiritualità e corpo ci dovesse essere armonia -> kalokagathia ). ASPETTO LINGUISTICO Nel Medioevo (con Dante) si ebbe lo sviluppo del volgare, nell’Umanesimo si divise in due parti:
Noi ci soffermiamo sulla ballata che dice “com’è bella la giovinezza che passa senza fermarsi, chi vuole essere felice lo sia perché del domani non c’è certezza” : è un invito a godere dei piaceri della terra che vengono corrotti dal tempo e bisogna goderne prima che passino (edonismo) , dall’altra parte c’è la nota pessimistica del tempo che passa e rovina questi piaceri e del domani di cui non c’è certezza. QUALI SONO LE RADICI CULTURALI A CUI SI ISPIRA?