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L'Umanesimo: Storia, Cultura e Letteratura, Dispense di Italiano

Descrizione tematica dell'Umanesimo, periodizzazione del Quattrocento, Angelo Poliziano, Luigi Pulci ed il "Morgante", "Orlando Innamorato", Ludovico Ariosto e "Orlando Furioso".

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 05/07/2023

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Umanesimo Rinascimento (1380-1545 circa)
Solitamente per il periodo dalla fine del 14° secolo al 1492 si usa la parola Umanesimo, per il periodo successivo
fino al 1527 (sacco di Roma) Rinascimento e per quello finale Manierismo (la data finale è quella del 1545 Concilio
di Trento). Sono datazioni date indicative, poiché si sta parlando di fenomeni culturali.
La cultura espressa dalla parola Umanesimo è la medesima della civiltà del Rinascimento.
Umanesimo: deriva dall’espressione “STUDIA HUMANITATIS” = insieme del sapere filosofico-letterario necessario a
formare un uomo sul piano morale e intellettuale.
- HUMANITAS: condizione umana animata dal desiderio di conoscenza che distingue l’uomo dagli animali.
Rinascimento: parola usata nel 16° secolo per indicare la rinascita dopo l’età di mezzo 476 dC - 1492 (Medioevo =
mille anni di buio), in cui la cultura si era spenta e da cui gli umanisti prendono le distanze. Termine usato poi nel
1700 dagli illuministi.
Umanesimo
Nel periodo giungono a realizzazione elementi nuovi o già presenti nel 14° sec:
-Individualismo.
-Laicizzazione della cultura: non solo i chierici fanno la cultura: Boccaccio mostra un mondo di valori laici.
-Ripresa della cultura latina e greca: Petrarca eBoccaccio recuperano molti testi latini e greci.
-Valorizzazione degli aspetti naturali della vita, come il corpo.
l’uomo è importante.
Nei confronti del passato la cultura umanistica sottolinea la percezione del distacco o di una distanza, ignoti alla
cultura medievale, dal passato classico, che è considerato nella sua autonomia, come diverso dal presente.
Nonostante questa frattura, gli umanisti amano il mondo classico.
I classici:
-per Dante, indicano la via della fede.
-per gli umanisti, propongono valori di per sé.
La culla dell’Umanesimo è l’Italia (Res Publica Litterarum), ma è un fenomeno sovranazionale, che mira a costituire
una comunità internazionale di dotti che parlano latino e che hanno gli stessi valori. Si sviluppa anche in Ungheria, in
Polonia, non solo nell’Europa occidentale.
Erasmo da Rotterdam è la personalità più importante nei primi anni del 1500.
Scrisse un’edizione critica dei vangeli: il fatto di applicare la filologia su un testo sacro, indica un cambiamento di
mentalità.
Periodizzazione: il Quattrocento
Fine 14° - metà 15°: fase dell’Umanesimo latino, perché la lingua latina diventa dominante e prevalgono lo studio
dei classici e della filologia. Produzione in latino immensa: trattati, testi, poesie…alcuni dotti scrivono anche in greco.
Impongono il latino come lingua della cultura per tanti anni.
Umanesimo volgare: periodo successivo che termina solitamente con la morte del Magnifico e la scoperta
dell’America (1492). Ricomincia l’uso del volgare nella produzione letteraria alta, pur continuando quello del latino.
Ricordare che a Firenze nascono Dante, Boccaccio ed è figlio di fiorentini Petrarca.
Alla corte di Lorenzo il Magnifico si produce in volgare in modo raffinato, con gli autori Angelo Poliziano e Girolamo
Savonarola.
2 episodi dimostrano l’inizio di questa produzione volgare:
1) Certame coronario 1441, è una gara in versi, il cui premio era una corona d’alloro, voluta da Leon Battista Alberti
(scrittore e architetto). L’esito è poco felice, perché non si assegna il premio, i giudici infatti non reputano nessuno
all’altezza, ma la raccolta è indizio di un rinnovato interesse per il volgare.
2) Raccolta aragonese, è un’antologia di poesia in volgare (poeti siciliani, Dante…) voluta da Lorenzo il Magnifico per il
re d’Aragona e di Napoli. La prefazione, in cui si dice che il volgare è parimenti degno del latino, è scritta dal grande
umanista/poeta latino e volgare del 1400: Angelo da Montepulciano/Poliziano,
Eventi importantissimi per lo sviluppo culturale e storico:
- Metà 1400, invenzione della stampa a caratteri mobili: si tratta di una rivoluzione per la costruzione dei testi +
stampe, velocità, pubblico (uso di libercoli).
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Umanesimo – Rinascimento (1380-1545 circa)

  • Solitamente per il periodo dalla fine del 14° secolo al 1492 si usa la parola Umanesimo , per il periodo successivo fino al 1527 (sacco di Roma) Rinascimento e per quello finale Manierismo (la data finale è quella del 1545 Concilio di Trento). Sono datazioni date indicative, poiché si sta parlando di fenomeni culturali. La cultura espressa dalla parola Umanesimo è la medesima della civiltà del Rinascimento.
  • Umanesimo: deriva dall’espressione “STUDIA HUMANITATIS” = insieme del sapere filosofico-letterario necessario a formare un uomo sul piano morale e intellettuale.
  • HUMANITAS: condizione umana animata dal desiderio di conoscenza che distingue l’uomo dagli animali.
  • Rinascimento: parola usata nel 16° secolo per indicare la rinascita dopo l’età di mezzo 476 dC - 1492 (Medioevo = mille anni di buio), in cui la cultura si era spenta e da cui gli umanisti prendono le distanze. Termine usato poi nel 1700 dagli illuministi. Umanesimo
  • Nel periodo giungono a realizzazione elementi nuovi o già presenti nel 14° sec: - Individualismo. - Laicizzazione della cultura: non solo i chierici fanno la cultura: Boccaccio mostra un mondo di valori laici. - Ripresa della cultura latina e greca: Petrarca e Boccaccio recuperano molti testi latini e greci. - Valorizzazione degli aspetti naturali della vita, come il corpo. → l’uomo è importante.
  • Nei confronti del passato la cultura umanistica sottolinea la percezione del distacco o di una distanza, ignoti alla cultura medievale, dal passato classico , che è considerato nella sua autonomia, come diverso dal presente. Nonostante questa frattura, gli umanisti amano il mondo classico. - I classici: - per Dante, indicano la via della fede. - per gli umanisti, propongono valori di per sé.
  • La culla dell’Umanesimo è l’Italia ( Res Publica Litterarum), ma è un fenomeno sovranazionale , che mira a costituire una comunità internazionale di dotti che parlano latino e che hanno gli stessi valori. Si sviluppa anche in Ungheria, in Polonia, non solo nell’Europa occidentale.
  • Erasmo da Rotterdam è la personalità più importante nei primi anni del 1500. Scrisse un’ edizione critica dei vangeli : il fatto di applicare la filologia su un testo sacro, indica un cambiamento di mentalità. Periodizzazione: il Quattrocento
  • Fine 14° - metà 15°: fase dell’ Umanesimo latino , perché la lingua latina diventa dominante e prevalgono lo studio dei classici e della filologia. Produzione in latino immensa: trattati, testi, poesie…alcuni dotti scrivono anche in greco. Impongono il latino come lingua della cultura per tanti anni.
  • Umanesimo volgare : periodo successivo che termina solitamente con la morte del Magnifico e la scoperta dell’America (1492). Ricomincia l’uso del volgare nella produzione letteraria alta, pur continuando quello del latino. Ricordare che a Firenze nascono Dante, Boccaccio ed è figlio di fiorentini Petrarca. Alla corte di Lorenzo il Magnifico si produce in volgare in modo raffinato, con gli autori Angelo Poliziano e Girolamo Savonarola. 2 episodi dimostrano l’inizio di questa produzione volgare:
  1. Certame coronario 1441, è una gara in versi, il cui premio era una corona d’alloro, voluta da Leon Battista Alberti (scrittore e architetto). L’esito è poco felice, perché non si assegna il premio, i giudici infatti non reputano nessuno all’altezza, ma la raccolta è indizio di un rinnovato interesse per il volgare.
  2. Raccolta aragonese, è un’antologia di poesia in volgare (poeti siciliani, Dante…) voluta da Lorenzo il Magnifico per il re d’Aragona e di Napoli. La prefazione, in cui si dice che il volgare è parimenti degno del latino, è scritta dal grande umanista/poeta latino e volgare del 1400: Angelo da Montepulciano/Poliziano,
  • Eventi importantissimi per lo sviluppo culturale e storico:
  • Metà 1400, invenzione della stampa a caratteri mobili: si tratta di una rivoluzione per la costruzione dei testi → + stampe, velocità, pubblico (uso di libercoli).
  • 1453 caduta di Costantinopoli: la città aveva chiesto aiuti alla Chiesa di Roma contro i turchi ottomani, quindi in Europa circolavano dotti greci, provenienti da Bisanzio, con cui uomini occidentali venivano a contatto e da cui imparavano il greco → mondo latino + cultura greca.
  • 1453 fine della guerra dei Cent’anni: 1494 discesa di Carlo VIII (imperatore tedesco) in Italia ed inizio delle guerre nella penisola, che diventa campo di conquista per le potenze europee fino al 1530: “ Carlo VIII prese l’Italia con un gesso” (conquista facile). Per gli uomini del tempo ciò segnava la fine dell’età dell’oro. Le corti, però, resistono. Il rapporto con il mondo classico: la filologia = studio scientifico della parola.
  • Si fa intensa la ricerca di codici antichi , iniziata già nel Trecento (vedi Petrarca e Boccaccio), dimenticati nelle biblioteche ecclesiastiche.
  • La filologia amplia quantitativamente il numero di opere già note e permette un uso qualitativo nuovo di questi.
  • A questo si aggiunge l’ interesse per la lingua greca che agli inizi del 1400 comincia ad essere conosciuta dai nostri umanisti. Con il cadere di Costantinopoli e la fuga in Occidente di dotti (con relativi codici) la conoscenza del mondo classico si amplia grazie alla possibilità di leggere in originale testi greci
  • La filologia (disciplina che mira alla trascrizione e definizione dei testi antichi nella loro versione originaria) mostra il metodo per avere edizioni di testi esatti e rispettosi dell’ideologia originaria degli autori. Contrasta con la prassi dei copisti medievali di parafrasare, chiosare, ampliare i testi classici e di adattarli alla cultura cristiana. Mostra la coscienza storica della diversità tra età classica, medioevo, umanesimo. Una nuova visione del mondo
  • Ciascuno è artefice del proprio destino, p. 35 : al centro dell’universo sta l’uomo con la sua libertà e le sue infinite possibilità. Egli è visto come un microcosmo che riflette in sé l’armonia del macrocosmo, cioè dell’universo/natura, con cui stabilisce un rapporto armonico → antropocentrismo: “ l’uomo misura di tutte le cose ”.
  • Non è una visione pagana, di solito convive con la fede. Dio infatti ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, lo ha fatto dunque libero e creatore , perciò decide se essere tale o bruto (= animale).
  • L’uomo agisce nel mondo ed è composto di corpo e anima : rivalutazione e valorizzazione del corpo (anche nudo) e della natura, essi sono dati da Dio, dunque sono cose buone e meritevoli di lodi.
  • Acquista importanza un atteggiamento conoscitivo più libero e spregiudicato: difatti la filologia usa un metodo scientifico e razionale. Lorenzo Valla, uno storico del periodo, si pone in una dimensione critica e analizza la donazione di Costantino, scoprendola un falso storico e con essa l’attuale potere temporale della Chiesa.
  • Nella quotidianità, però, i cambiamenti saranno più lenti. I luoghi della cultura umanistica: la corte del signore
  • Le università restano il luogo per gli studi, ma l’arte vive fuori. La corte diventa il centro principale dell’elaborazione della cultura e gli intellettuali sono solitamente dei cortigiani.
  • Gli intellettuali cortigiani diventano specialisti della cultura (Petrarca); la libertà diventa una condizione privata, legata alla possibilità di dedicarsi agli studi, e va ricercata con spostamenti di corte in corte. La libertà non ha più valore politico.
  • L’intellettuale a corte è anche costretto a compiere mansioni e lavori subordinati per conto del principe, quindi deve tenere conto del volere del committente (deve occuparsi di amministrazione, educare i figli del principe, scrivere opere encomiastiche, allestire feste o cerimonie…).
  • Fenomeno del mecenatismo : - Milano (Visconti, metà 1400 Sforza), - Ferrara (Estensi fino 1600), - Mantova (Gonzaga), - Urbino (Montefeltro), - Roma (Pontefice che commissiona chiese, dipinti…), - Napoli (Aragonesi),
  • A Venezia e Firenze (fino al 1435, quando i Medici cominciano a controllare la vita cittadina) l’intellettuale non diventa un cortigiano e rimane cittadino, partecipa dunque alla vita politica. Fenomeno dell ’Umanesimo civile: gli intellettuali spendono la loro cultura lavorando in politica. Tra gli esponenti fiorentini, Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini.

innamorare di questa. La storia d’amore procede bene, ma lui muore pugnalato in chiesa nel 1478 → caducità delle cose che questi poeti cantavano, proseguendo anche lo stile di Petrarca nel riprendere il LOCUS AMOENUS. ● I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino : elogio alla rosa, che è splendida, ma appassisce in fretta → metafora della giovinezza. ● Fabula di Orfe o, ovvero commedia pastorale, è il primo testo in volgare che ha una rappresentazione destinata al teatro. La cultura umanistica fa rinascere il teatro , in crisi da secoli. Si recuperano le commedie di Plauto e di Terenzio, poi si traducono producendo altri testi autonomi. ● Ariosto dell’ Orlando Furioso scrive anche delle commedie originali. Firenze: il poema cavalleresco, il Morgante

  • Tradizione borghese e popolare: la corte dei Medici ha origine da una famiglia di ricchi mercanti diventati banchieri/usurai.
  • Luigi Pulci, amico del Magnifico, su richiesta di sua madre Lucrezia Tornabuoni, scrive il Morgante : poema epico parodia (genere carolingio) di quel mondo, risvolto comico della tradizione epica.
  • Poema in 28 cantari/canti: esce in due momenti, 1478 e 1483.
    • Il nome è dato dal gigante Morgante, Orlando è stufo di stare alla corte carolingia perché vecchio e si fa sempre ingannare dai Maganzesi. Se ne va e trova un monastero tormentato da tre giganti, qui incontra Morgante e lo converte. Questo incontra poi un mezzo gigante Margutte (stanco di crescere si è fermato a metà). Fanno disastri in giro perché hanno un’incredibile fame: grandi bevute e mangiate → valori del Morgante. La seconda parte del poema ha un tono più serio: il diavolo filosofo pacifista , Astarotte nome dantesco, aiuta Rinaldo a raggiungere a volo Roncisvalle. Morgante viene punto da un granchio al piede e con tanta sofferenza da parte sua decide di morire. Margutte vede una scimmia che esce dai suoi stivali e inizia a morire dal ridere. Orlando invece combattendo a Roncisvalle muore.
    • Riduzione borghese dell’epica carolingia: mescolanza di stili, di temi epici e di situazioni quotidiane. C’è un gusto per i temi del mangiare, dell’avventura a danno di osti e la simpatia per i bricconi (temi del carnevale). Ci sono anche elementi rinascimentali come la tolleranza religiosa.
    • Sul piano linguistico ci sono inserzioni del parlato, di termini plebei: espressioni che non si trovano in altre produzioni → difficoltà nella lettura del testo attualmente, pur popolare e quindi presumibilmente comprensibile dai non colti. Il “credo” gastronomico di Margutte p.96 Luigi Pulci Parodia del Credo cattolico, dicendo che crede nel cappone. Non si interessano nemmeno di conoscere la religione musulmana. Il “tegame” di Roncisvalle p. La situazione pare quella di uno spezzatino: visione macabra e grottesca. Ferrara: Orlando Innamorato
  • Qui lavorano Ariosto e Tasso: fine 1400 e 1500.
  • Gli Estensi prima del 1000 erano già nobili: alta e antica nobiltà ottoniana e tradizione feudale. Vengono da Este, da cui sono stati mandati via. Amano epica cavalleresca.
  • La corte di Ferrara favorisce la diffusione della materia cavalleresca, ha una biblioteca specializzata in questo genere.
  • Si dà spazio ai temi della cortesia , della nobiltà di sangue e d’animo con l’amore. Non si fanno parodie.
  • Lingua ibrida , ricca di elementi padani e tecnica dell’entrelacement = intreccio. La tecnica, usata anche oggi, vede la presa di un personaggio, che si segue fino ad un punto intrigante, per poi lasciarlo lì, prendendone un altro e facendo lo stesso → tiene in sospeso gli spettatori della piazza/lettore.
  • Dall’ Orlando Furioso che combatte per Dio e il suo sovrano, all’ Orlando Innamorato , scritto da Matteo Maria Boiardo, feudatario (=uomo d’armi) degli Estensi e funzionario di corte, che ha una formazione umanistica. Scrive un enorme poema in 3 libri, il cui 3° è incompiuto, per un totale di 69 canti. Nel 1483 escono i primi due libri. Si interrompe l’ultima ottava dicendo che Boiardo non ha molta voglia di poetare perché stanno arrivando i Galli a conquistare = Carlo VIII. Il linguaggio risente del luogo padano.

Orlando innamorato: continua

  • Utilizza le ottave (quelle di Boccaccio).
    • Immette nella materia carolingia (Orlando Furioso) una forte componente arturiana.
    • Sottolinea la superiorità del mondo cavalleresco bretone su quello carolingio per lo spazio dato al tema dell’amore, alla magia. Orlando e Agricane aspettano la luce del sole e Orlando inizia a parlare di temi culturali. Agricane dice che non è adatto parlarne con lui perché guerriero, ma Orlando risponde che in realtà porta lustro anche al cavaliere → attenzione cultura insieme a quelli epici guerrieri…
  • Nostalgia per il mondo medievale di cui alcuni valori (la gentilezza, la cortesia) si ritengono attuali. Ad essi si aggiungono i valori della cultura e della conoscenza.
  • Notare il titolo: Orlando, il tradizionale paladino eroe perfetto FIDES vassallo-feudatario e fedele-dio, qui diventa innamorato e non è più perfetto perché combatte per amore, non per la fede.
  • Il poema venne tradotto in italiano alto, ma svalutato dall’Orlando di Ariosto.
  • Mondo cavalleresco trattato con poca altezza e riguardo, perché deve dilettare il pubblico e basta.
  • Boiardo inventa personagg i che torneranno nel Furioso di Ariosto: Angelica , la femminilità come bellezza fisica universale, Ruggiero, il fondatore della casata estense… Ruggiero: legato a lui il tema encomiastico, infatti fondatore casata estense. Combatte con i pagani, ma non sa di essere per nascita cristiano. Allevato dal mago Atlante che sa che morirà in battaglia. Lo tiene lontano dalla battaglia in vari luoghi. Gualdera Cristiana Bradamante è la sua compagna.
  • Tema encomiastico : si celebra la casata del signore della corte. Esordio del poema p. Schifanoia, nome del palazzo “schif/va la noia”, qui il potente si rilassava. Gli Estensi ne avevano molti. Tipico inizio delle opere: invocatio e propositio = argumentum. Turpino: mitico scrittore di Chanson de Geste, lo nomina per far vedere che l’autore proviene da quella tradizione. Angelica alla corte di Carlo Magno p. Tutto comincia con l’arrivo di Angelica = pagana, figlia imperatore dei Catai, al campo di Carlo Magno, vorrebbe catturare gli eroi cristiani per danneggiare il re. L’inganno viene scoperto e fugge, perciò i paladini e guerrieri saraceni la inseguono innamorati, fuggono da Parigi. Gli eroi non combattono più per la fede, sia cristiani che saraceni, tutti hanno di mira Angelica. Rinaldo beve alla fontana dell’odio e non vuole più sapere di lei, ma Angelica beve da quella dell’amore e lo insegue. Pentecoste, Carlo Magno ospita anche i saraceni a corte. ● tema della ricerca ampliato: i personaggi cercano qualcosa. ● geografia astratta e favolosa di questi poemi: l’importante è l’azione e la situazione, legate all’amore. Orlando inizia a tremare, è pallido, occhi bassi e prova vergogna di se stesso: amore, si punisce perché peccato. Duca Naimo: anziano saggio della corte, addirittura lui si innamora. Il mago Malagise scopre l’inganno di Angelica per svantaggiare i paladini di Carlo Magno, che poi se ne torna in Catai. Ludovico Ariosto 1474-
  • Attività politico amministrativa nella Ferrara degli Estensi : Ariosto è prima al servizio del cardinale Ippolito (1517) e poi del duca Alfonso.
  • Critico con il modello di intellettuale cortigiano.
  • Diventa capo della Garfagnana, tra Lucca e Parma.
  • Nel 1525 può tornare a Ferrara e compra una casetta: aveva preso gli ordini minori, ma stava in segreto con Alessandra Minucci. Opere da ricordare 1517- Satira: “ Satura tota nostra est ” modello latino: genere letterario comico per il lessico quotidiano. Ariosto scrive le Satire , 7 componimenti in terzine dantesche, scritte come lettere sulla vita di corte (periodo buio e lui molto critico).
  • Primizie agli dei “satura …” piena di elementi = varietà di argomenti. Aggressività molto presente, meno se è per un signore importante.
  • Riferimenti a fatti concreti autobiografici
  • Bisogno di concretezza
  • Ariosto potenzia al massimo l’intreccio, trama complicata.
  • FURIO = dare di matto. Orlando non è più innamorato, ma è pazzo.
  • Fonti : epica classica (Virgilio), canzoni di gesta, romanzo cortese. Si presenta come gionta al poema del Boiardo, che aveva una patina troppo padana. Quello non aveva avuto una grande revisione linguistica e ci si domandava in che lingua si dovesse per la produzione alta → non molto famoso.
  • La storia è quasi del tutto fantastica: la battaglia di Roncisvalle è esistita, ma è tutto volto a giustificare le crociate contro i musulmani.
  • 3 filoni narrativi : guerra cristiani mussulmani al tempo di Carlo Magno (è il tema che fa da sfondo e esprime valori collettivi); amore di Orlando per Angelica (il titolo, continua il Boiardo), amore di Ruggiero e Bradamante (tema encomiastico). L’amore è un valore individuale. La quête funzione dinamica
  • Ci sono numerose inchieste: chi cerca una donna o un uomo, chi un elmo, chi un cavallo, chi un’armatura…
  • Produce un incessante movimento : la fuga di Angelica , all’inizio del poema, agisce da forza centrifuga , che allontana i paladini e i saraceni dal campo di battaglia → diaspora paladini.
  • Orlando incontra un saraceno che sta cercando l’elmo di Argalia, fratello di Angelica. Era stato ucciso e il suo fantasma era nello stagno e lo cerca lì. Il fantasma gli dice di cercare quello di Orlando, che è molto più bello, dice.
  • Poi insieme cercano Angelica e un cavallo…
  • Bradamante cerca Ruggiero, tenuto lontano dal mago Atlante…
  • La trama è intricatissima: tecnica dell’ entrelacement , si sospende continuamente una vicenda, se ne introduce un’altra, a volte un’altra ancora…
  • Lo spazio è caratterizzato da una geografia fantastica; luogo caratteristico è la selva , dove gli individui si perdono. E’ emblema di una realtà labirintica, il caos del mondo umano: Il movimento è orizzontale , senza verticalità (vedi Divina Commedia)
  • Il tempo : le vicende si spezzano, si riprendono. Sembra che gli avvenimenti avvengano in simultaneità o in dimensioni che al lettore sfuggano. Temi
  • Dominante è l’ amore , presentato in numerosissimi aspetti
  • Dominio della fortuna , mutevole e imprevedibile. Spesso sottratta al controllo della ragione
  • Lode del signore committente: amori di Ruggiero e Bradamante, che faranno nascere la casata degli Estensi
  • La magia e il meraviglioso
  • Ironia distanziante del narratore , che si presenta come onnisciente, perfetto regista dell’azione, demiurgo che ordina, ma non crea dal nulla: infatti l’opera si alimenta continuamente di letteratura precedente
  • Anche il narratore però, a volte diventa personaggio , si colloca sullo stesso piano di Orlando
  • Aspirazione all ’armonia in un universo laico
  • In alcuni punti critica della vita di corte Proemio p. ● Invocatio: “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto.” Ariosto ripropone i versi di Dante nel Purgatorio. ● La donna amata (Alessandra Venucci) è l’invocazione , che lo lasci in pace per un po’ per essere razionale e cantare, perché lei lo ha fatto impazzire per amore → la pazzia è tipica degli uomini. Il tema dell’amore è importante, ma la dedica alla donna e non alla Madonna abbassa un po’ il tono. ● Ferrara ha una parte medievale e una “la giunta erculea”, strade ampie da un progetto rinascimentale di una bella città. Duca Ercole la fa costruire. Primo canto p. ● Riferimenti geografici precisi, ma fantastici. ● Intervento del narratore per riflettere e criticare, ma abbassa il tono drammatico. ● Luogo comune: fanciulla che corre in una selva spaventata. = intreccio potenziato

Il palazzo di Atlante p. ● Qui finiscono gli eroi che il mago Atlante attira con incantesimi: fa in modo che trovino ciò che cercano, ma in realtà non esiste il palazzo e questo viene distrutto dall’anello magico di Angelica. La pazzia di Orlando p. ● Orlando impazzisce per amore: quando non trova l’oggetto del desiderio impazzisce. ● Angelica ha tutto il mondo a sdegno e non ritiene nessuno di lei degno, è calcolatrice e manipolatrice. Lei incontra l’amore di un umile soldato pagano (Medoro), un fante, che ha fatto un gesto nobile per il suo signore. Esperta di arti magiche, anche curative e cura l’uomo con grande affetto, innamorandosi di lui → brutto scherzo di Amore , avrebbe potuto avere uomini più importanti. I due si sposano in una casupola. Umanesimo = HUMANAE LITTERAE - STUDIA HUMANITATIS: espressione di Cicerone con cui si indicano gli studi degni di un uomo. Rinascimento = metafora del RINASCERE: prima bisogna essere “morti”, ovvero l’epoca precedente, che si avvia sempre di più alla caduta dell’impero romano d’Oriente. Il Rinascimento è pressoché come l’Umanesimo e finisce nel 1530, poi c’è il Manierismo in cui si riprende il tema classicista, ma uscendo dalla norma. Nel Quattrocento si inizia a sentire lo stacco con il mondo classico // Dante non lo percepiva poiché intendeva quella cultura come una preparazione a quella cristiana. All’inizio del 1500 si parla del tempo precedente, del Medioevo, come mille anni di buio, mentre i primi 30 anni del 1500 sono il massimo splendore del Rinascimento. Date schema p.4-5 dalla fine del Trecento = XIV 1453:

  1. finisce la Guerra dei Cent’anni: emerge la potenza degli stati nazionali (Francia e Inghilterra) e la pressione a danno di stati piccoli italiani. Il re francese per motivi dinastici può reclamare il ducato milanese e il regno napoletano. - Machiavelli sente che è devastante il periodo, sente che è un potere troppo forte per gli staterelli. - Guicciardini dice che è finita la pace e il periodo d’oro, mentre ne inizia uno complicato.
  2. cade Costantinopoli in mano dei Turchi: da quel mondo greco arrivano molti manoscritti in greco, già presenti all’inizio del Quattrocento perché alcuni umanisti vanno ad imparare la lingua. I bizantini fuggono da Costantinopoli e vanno nelle corti italiane, dove erano molto apprezzati.
  3. invenzione della stampa a caratteri mobili: moltiplica i testi scritti, ma i libri sono ancora costosi e fino alla fine del Trecento si copiano. Fine 1400: Carlo VIII in italia. 1527: Sacco di Roma. L’imperatore tedesco Carlo V manda i Lanzichenecchi protestanti a devastare Roma perché in crisi con il papa. Ciò significa l’inizio della dominazione spagnola in italia 1517 Riforma di Lutero: sconvolgente perché mette in discussione l’unità cristiana che partiva dalla Polonia e andava alla Francia. Nel 1517 le tesi luterane, nel 1545 il Concilio di Trento, nel 1559 l’Indice dei libri proibiti (la Bibbia molto proibita, soprattutto tradurla diversamente), la Controriforma cattolica limita il libero pensiero e diffonde una posizione ortodossa, sopprimendo chi ha una dottrina altra a quella cattolica. Pietro Bembo, cardinale veneziano studioso, e altri i grandi nomi della cultura, non hanno più a che vedere con la scelta religiosa: prima del Concilio di Trento un vescovo non doveva risiedere nella sua diocesi, quindi molti intraprendevano quella strada per essere mantenuti così da poter studiare. Invece si decide che il vescovo debba risiedere nella diocesi di cui è a capo e non possa muoversi. La cultura italiana viene studiata in Europa, si leggono autori e si studia l’italiano. La cultura umanista non è propria della penisola italiana, ma tocca tutta Europa: Erasmo da Rotterdam fa un’edizione critica del Nuovo Testamento all’inizio del 1500 e non viene condannato eretico, Tommaso Moro è ucciso da Enrico VIII. L’umanesimo vede i dotti molto in relazione per confrontarsi: RES PUBLICA LITTERARUM di Petrarca.

Si apprezza la bellezza del creato: abbondanza di dipinti di corpi nudi, recupero della fisicità e della bellezza del creato. Idea già cantata da san Francesco nel 1200. p.43 Venere è una dea pagana e la sua nudità non desta nessuna vergogna. Neoplatonismo e nascita della scienza I filosofi cristiani conciliano la tradizione pagana di Platone e quella cristiana di Agostino, che è neoplatonico. La filosofia platonica è legata all’Accademia di Firenze:

  • Marsilio Ficino, prete e filosofo. Religione e filosofia insieme.
  • Il Magnifico fa tradurre a Marsilio i testi platonici dal greco al latino in chiave cristiana.
  • Petrarca seguace di Platone. L’età ha una visione introspettiva dell'uomo, ma si interessa anche al mondo esterno (alchimisti, magia). Un polacco astronomo, Copernico, studia il cosmo e capisce che è diverso dalla Bibbia. Pubblica la sua opera quando è vecchio, muore lo stesso anno così non è processato. Galileo Galilei abiurerà, altrimenti rogo, ma lo segue. Scrive verso il 1540 la teoria eliocentrica. p.38 Scrittura e lingua L’Umanesimo produce in latino, in pochi conoscono il greco: Machiavelli e Ariosto non lo sanno, Poliziano amico di Lorenzo de Medici ha la possibilità di studiare il greco e scrive in entrambe le lingue + volgare. Nella prima metà del 1400 si scrive in latino. Petrarca dice che il vogare è lingua da donnette e che la Commedia in latino sarebbe stata meglio: con lui inizia l’idea che il latino debba essere lingua della scrittura. L’umanesimo ama la cultura latina.
  1. Plurimo: Poliziano e altri usano la MELLIFICATIO, come le api, che prendono da più fiori. Lo scrittore deve farsi una cultura da più modelli e poi scrivere da sé.
  2. Unico: scrivere da un solo autore. Per il latino comprende (grammatica ciceroniana e cesariana per le scuole) alcuni artisti. Firenze ha grandi scrittori volgari ed è la culla del volgare italiano con il certame coronario di poesia, indetto da Leon Battista Alberti e con la passione del Magnifico + Poliziano per la produzione volgare. Nel 1470 Raccolta aragonese al re di Napoli. Dalla seconda metà del 1400 si scrive in volgare: le corti di Milano, Napoli, Urbino, Firenze sono molto diverse. Gli intellettuali si spostano da una all’altra e parlano la lingua cortigiana-mista: il vicentino Clissino, il più illustre è il Castiglione autore del Cortegiano , l’unico a porre il problema della lingua parlata, Machiavelli dice di usare il fiorentino, mentre Tolomei il toscano parlato.
  • Che volgare si parla a corte? Volgare standardizzato rispetto alla zona.
  • Quale lingua usare quando uno scrive? De Vulgari Eloquentia: illustre, cardinale, aulico e curiale. Si sente in tutta Italia e lo usano i migliori scrittori. Il modello unico volgare è vincente ed è appoggiato dal Bembo, che con il Dialogo degli Asolani e con Prose della volgar lingua finisce la questione: per la prosa modello boccacciano delle novelle illustri e per la poesia modello petrarchiano, che resiste fino al 1800. Aspetto pedagogico dell’umanesimo Per formare un uomo che recuperi i valori classici, si dà spazio all’educazione di esso. Si rivaluta il corpo, oltre allo studio: Guarino Veronese a Verona e Ferrara, Vittorino Da Feltre dai Gonzaga=Mantova. Formazione del corpo con la danza, punizioni corporali non troppo pesanti. Sviluppo pedagogico presente durante la Controriforma: l'ordine dei Gesuiti ha come scopo quello di formare le menti dei giovani. Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine: “datemi i primi 18 anni di un uomo, il resto tenetelo". In questo periodo si conoscono altri testi latini e greci, che erano sconosciuti all’età precedente: nell’Italia del 1300 la cultura più diffusa era la latina, tranne poche aree meridionali bizantine. Nel 1400 l’Umanesimo si apre alla cultura greca: approccio diverso quantitativamente (conoscono più testi di entrambe le lingue) e qualitativamente migliore per la filologia e il metodo scientifico. Poemi epici Il cavaliere perde importanza concretamente perché si usa la polvere da sparo, ma nelle corti italiane torna in voga il mito della cavalleria, dalle chanson de geste in lingua d’oil (ciclo carolingio) ai romanzi cortesi in lingua d’oil (miti bretoni, Re Artù). C’è anche una tradizione popolare con testi in volgare e qui emerge la figura di Luigi Pulci, considerato eretico, finché

non arrivano i neoplatonici a corte del Magnifico. Egli scrive Morgante : parodia del poema epico, perché Morgante il gigante e Margutte il mezzo gigante, che non aveva più voglia di crescere, sono figure legate al tema della pancia, del bere, picchiare osti, ruberie. La loro morte è pure una parodia ironica poiché uno morso da un granchiolino ha troppo dolore e muore, l’altro vede una scimmia che si è messa nei suoi stivali e si mette a ridere morendo dalle risate. Invece è eroica la morte di Orlando e i paladini a Roncisvalle.

  • il credo di Margutte: parodia del credo cristiano, testo dissacrante con valori materiali. Ferrara: gli Este, vecchia nobiltà feudale che esisteva al tempo di Ottone, sono uomini d’arme e condottieri. Il tema cavalleresco è testimoniato da molti manoscritti nella loro biblioteca = molto apprezzato. Il Boiardo alla fine del 1400 scrive Orlando Innamorato , un mito legato al tema dell’amore. Orlando è tradizionalmente il paladino che combatte per la fede e per il suo signore nella chanson de geste, ma ora è colpito da Amore e non combatte più per quei valori, solo per amore. Ampio poema di 60 canti, Boiardo però si ferma ad un’ottava ricordando che sta cambiando la situazione in Italia “non ho più voglia di cantare, perché ora ci sono i galli (=Carlo VIII)”. Qui presenta personaggi che saranno ripresi nel Furioso dell’Ariosto, che intende continuare la storia del Boiardo. Boiardo affronta la materia esaltando i valori della cavalleria perché ci vede i valori umanistici. In un dialogo di Orlando con Agricane afferma che tra i valori che un cavaliere deve avere, oltre all’abilità nel combattere, c’è anche quello della cultura e dell’amore: il cavaliere del Boiardo è un cortigiano il cui aspetto culturale l’ha formato. Adatta la figura antica del cavaliere ai valori del tempo: bellezza del corpo, amore e cortesia dei cavalieri. Usa una tecnica che poi Ariosto usa all’esasperazione: l’intreccio. Già usata da scrittori d’oil, perché destinato all’oralità: i Canterini, artisti di strada, recitavano in pubblico le storie di questi paladini e la volta dopo riproponevano la storia richiamando l’attenzione del pubblico. Testi come l’Orlando Furioso erano letti alle persone. Ariosto Padre comandante delle Rocche estensi, primogenito di 10 fratelli, quando il padre muore deve mantenere la famiglia ed entra al servizio 1503-1517 del cardinale Ippolito d’Este. Rottura con lui quando diventa vescovo di Budapest, non c’era ancora l’obbligo del Concilio di Trento, ma almeno insediarsi. Ariosto non se la sente di seguirlo: periodo difficile in cui scrive le Satire. Satira : componimento di vari argomenti, tra cui autobiografia, colpisce i costumi e vizi umani, attacco ad personam, stile colloquiale e quotidiano, andamento che presuppone un interlocutore. Inserite storielle chiamate apologhi: dice perché non ha seguito il cardinale, dà consigli, satira a Pietro Bembo, descrive la sua vita di corte dicendo che ora è al servizio del duca Alfonso. Satira ripresa come modello di Orazio: anomalia nel 1500, perché i modelli poetici sono Orazio lirico, non satirico di endecasillabi e terzine. Prime commedie regolari: primi componimenti in lingua italiana con parti interamente scritte. Inventore della commedia e appassionato di autori latini, prima le traduce poi inizia a scriverle. L’ambientazione della palliata era il mondo greco, ma presto ne fa 5 a sfondo ferrarese. Scrive in endecasillabe sciolti = verso della tragedia e commedia nel 1500 (non legato da rime). 1600 non ama Ariosto, preferivano Tasso. Orlando Furioso Testo costruito per intrattenere, ma di livello alto, tono medio con intervento dell’autore per sdrammatizzare. Poema epico che continua quello del Boiardo: Angelica riportata alla corte carolingia, l’indomani la battaglia contro saraceni e la decisione di Carlo che sarà la moglie del combattente più valoroso. 1532 ultima edizione (ne fa 3) ha una patina toscana // si discosta dalle regole dei Boiardo. Proemio: ottave di endecasillabi Dedica 1516 prima edizione al cardinale Ippolito. Argomento: donne, cavalieri,...guerra contro i Mori è lo sfondo e la corte di Carlo Magno combatte contro di loro. 1^ presenta lo sfondo, 2^ spiega il titolo: l’autore si mette sullo stesso piano di Orlando. Invocazione alla divinità sostituita dalla preghiera alla propria donna. Situazione costante in tutto il poema: amore ci rende tutti pazzi, matti. Dedica alla generosa prole di Ercole d’Este: cardinale Ippolito, l’unico regalo che può fare a lui è la poesia e gliela dona tutta. Poi lode degli Estensi. Primo canto Angelica fugge dal campo cristiano a cavallo. ● Forza centrifuga: il primo canto presenta la dispersione degli eroi che dovrebbero stare nel campo di battaglia. Alla fine ritornano e diminuisce la forza (nella Gerusalemme Liberata c’è sempre un centro ricordato, ed è Gerusalemme). I paladini non hanno un posto fisso e l’intreccio è plurimo. ● I personaggi si muovono nel bosco, nel castello, palazzo, l’isola, luoghi di incantesimi: passano normalmente