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Umanesimo, Rinascimento e Machiavelli, Appunti di Italiano

Umanesimo, Rinascimento e Machiavelli

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 07/07/2022

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UMANESIMO
Lore: Umanesimo è un concetto già anticipato da Petrarca e Boccaccio, attenzione
maggiore su caratteristiche anticipate da loro, il 400 chiamato umanesimo e il 500
rinascimento - alcuni sovrappongono i 2 periodi - TERMINE UMANESIMO: coniato da
storiografo moderno (nel 400 : humanae litterae) e al centro c’è l’uomo.
Si abbandona concezione medievale di DIO, la sua presenza è meno opprimente :
TEOCENTRISMO e si passa ad ANTROPOCENTRISMO - uomo visto come in grado di
poter domare il Mondo, poter costruire un mondo perfetto basato sulla bellezza e
sull’armonia - cambio della prospettiva e invece di basare il sapere sulla teologia come nel
medioevo, si fa riferimento alla filosofia - l’uomo è artefice del proprio destino : nasce anche
la prospettiva da un punto di vista artistico- e questa visione porta anche a vedere in modo
differente le opere classiche , recuperate e riportate alla luce, lette in modo da ricollocarle al
periodo in cui sono state scritte - nel medioevo lo si faceva solo in senso allegorico,
LUCREZIO non veniva letto perché si rifaceva ad epicureismo , carattere epicureo.
ELEMENTO ANTICIPATO DA PETRARCA = FILOLOGIA RICOSTRUZIONE storica e
linguistica di un testo, individuando gli errori dei copisti- -- da LORENZO VALLA donazione
costantino falsa e papi vi avevano fondato potere temporale per un millennio circa.
Destino: HOMO FABER FORTUNAE SUAE
Si riacq. capolavori: DE RERUM NATURA - si rifonda studio del greco e del latino classico -
produzione ARTISTICA- x letteratura e x arti figurative : Brunelleschi - Piero della Francesca
- Michelangelo che sono importanti per tutta la modernità e si legge complessità dell’uomo e
del mondo - periodo per eccellenza italiano - cultura che si sviluppa proprio in italia e Firenze
è quella con più opere.
Fenomeno Mecenatismo: ministro della Cultura sotto augusto (mecenate) che cura aspetto
culturale del principato augusteo e si aiuta a creare opere di pari passo con impero, Medici a
firenze…….
Importante perché intanto corte è dominata da signori e si passa da situazione dei comuni,
signorie e principati a dominazione di famiglie che trasmettono per via ereditaria a corti che
fanno riferimento a famiglia, gara tra corti per abbellire culturalmente e da punto di vista
bellico e artistico - nel 1435 sotto COSIMO DE MEDICI - 1454 pace di lodi che determina
politica dell’equilibrio portata avanti da, nel 1469 LORENZO DE MEDICI fino al 92 e segna
fine equilibro e scoperta america : FINE MEDIOEVO
Nel 500 nella prima metà intellettuali e artisti provvedevano opere e opere le opere letterarie
ma anche FUNZIONARIO di corte- nella seconda metà sono pagati dal signore x fare opere.
UMANISTI si basano su modello “per scrivere” e scelgono CICERONE come modello
linguistico per eccellenza- POLIZIANO (angelo ambrogini) sostiene che bisogna usare non
un solo modello ma “docta varietas” ovvero una varietà di modelli dotti
Egli chiamato così perchè nato a pulciano 1454 - 1494 - IL SIGNORE LORENZO si contorna
di artisti in modo che il modello non sia unico ma variegato - riferimento a cicerone per
prose. - in una prima fase si intende recuperare il latino ma si apre anche discussione su
quale sarà il volgare
x MACHIAVELLI : volgare che faccia riferimento alla lingua parlata, al Fiorentino, lingua viva
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UMANESIMO

Lore: Umanesimo è un concetto già anticipato da Petrarca e Boccaccio, attenzione maggiore su caratteristiche anticipate da loro, il 400 chiamato umanesimo e il 500 rinascimento - alcuni sovrappongono i 2 periodi - TERMINE UMANESIMO: coniato da storiografo moderno (nel 400 : humanae litterae) e al centro c’è l’uomo. Si abbandona concezione medievale di DIO, la sua presenza è meno opprimente : TEOCENTRISMO e si passa ad ANTROPOCENTRISMO - uomo visto come in grado di poter domare il Mondo, poter costruire un mondo perfetto basato sulla bellezza e sull’armonia - cambio della prospettiva e invece di basare il sapere sulla teologia come nel medioevo, si fa riferimento alla filosofia - l’uomo è artefice del proprio destino : nasce anche la prospettiva da un punto di vista artistico- e questa visione porta anche a vedere in modo differente le opere classiche , recuperate e riportate alla luce, lette in modo da ricollocarle al periodo in cui sono state scritte - nel medioevo lo si faceva solo in senso allegorico, LUCREZIO non veniva letto perché si rifaceva ad epicureismo , carattere epicureo. ELEMENTO ANTICIPATO DA PETRARCA = FILOLOGIA RICOSTRUZIONE storica e linguistica di un testo, individuando gli errori dei copisti- -- da LORENZO VALLA donazione costantino falsa e papi vi avevano fondato potere temporale per un millennio circa. Destino: HOMO FABER FORTUNAE SUAE Si riacq. capolavori: DE RERUM NATURA - si rifonda studio del greco e del latino classico - produzione ARTISTICA- x letteratura e x arti figurative : Brunelleschi - Piero della Francesca

  • Michelangelo che sono importanti per tutta la modernità e si legge complessità dell’uomo e del mondo - periodo per eccellenza italiano - cultura che si sviluppa proprio in italia e Firenze è quella con più opere. Fenomeno Mecenatismo: ministro della Cultura sotto augusto (mecenate) che cura aspetto culturale del principato augusteo e si aiuta a creare opere di pari passo con impero, Medici a firenze……. Importante perché intanto corte è dominata da signori e si passa da situazione dei comuni, signorie e principati a dominazione di famiglie che trasmettono per via ereditaria a corti che fanno riferimento a famiglia, gara tra corti per abbellire culturalmente e da punto di vista bellico e artistico - nel 1435 sotto COSIMO DE MEDICI - 1454 pace di lodi che determina politica dell’equilibrio portata avanti da, nel 1469 LORENZO DE MEDICI fino al 92 e segna fine equilibro e scoperta america : FINE MEDIOEVO Nel 500 nella prima metà intellettuali e artisti provvedevano opere e opere le opere letterarie ma anche FUNZIONARIO di corte- nella seconda metà sono pagati dal signore x fare opere. UMANISTI si basano su modello “per scrivere” e scelgono CICERONE come modello linguistico per eccellenza- POLIZIANO (angelo ambrogini) sostiene che bisogna usare non un solo modello ma “docta varietas” ovvero una varietà di modelli dotti Egli chiamato così perchè nato a pulciano 1454 - 1494 - IL SIGNORE LORENZO si contorna di artisti in modo che il modello non sia unico ma variegato - riferimento a cicerone per prose. - in una prima fase si intende recuperare il latino ma si apre anche discussione su quale sarà il volgare x MACHIAVELLI : volgare che faccia riferimento alla lingua parlata, al Fiorentino, lingua viva

x BALDASSAR CASTIGLIONE; lingua cortigiana, infatti scriverà trattato chiamato IL CORTIGIANO x PIETRO BEMBO: quello delle 3 corone (Dante- Petrarca - Boccaccio) Petrarca per POESIA - Boccaccio per prosa - e Dante no perchè usava plurilinguismo al contrario di petrarca. ATTEGGIAMENTO EDONISTICO: Cercare di godersi la bellezza della vita. L’INTELLET. CORTIGIANO : non possono scrivere niente che vada contro il signore (politica) A VENEZIA c’è una delle più famose stamperie del 500 e contribuisce a diffusione della cultura- ci sono nuovi generi di prosa latina: EPISTOLE, DIALOGHI E TRATTATI - POESIA VOLGARE COMPRENDE: Mitologia, burlesco, lirica, encomiastica e trattato volgare (sacra rappresentazione) - nel medioevo non c’era commedia ma nasce favola pastorale nel 400 e 500 nelle corti con ARIOSTO - Boccaccio sarà spunto x commedia Profe: Età umanistica Vita di corte→ cavalleria etc ma non come XII e XIII secolo Signore vittorioso Mecenatismo→ Mecenate (ottaviano augusto)→ cultura grande mezzo per comunicare Corte→ centro cultura, ambiente chiuso, cultura affidata a pochi (poteri signorili, poteri assoluti) Accademia→ Firenze, Napoli No lingua unitaria→ Prima dei Promessi Sposi NO Università→ poche persone riescono ‘400→ umanisti Petrarca→ grande biblioteca, ricostruisce manoscritti→ecco come gli umanisti diffondono la cultura. Umanesimo→ via di mezzo da classica a rinascita Teocentrismo→Dio al centro Antropocentrismo→ l’uomo al centro→ consapevolezza che l’uomo può essere importantissimo per il suo futuro Homo faber fortunae suae Credevano in Dio, ma si potevano scrivere anche testi laici Cogli l’attimo→ consapevoli delle proprie capacità Antropocentrismo→ l’uomo ha fiducia in sé e nelle sue capacità. Classici e imitazione (creativa, interpretativa es. canzone) → riscoperta testi antichi (letti, interpretati, riscritti etc.)→quelli non adatti al cristianesimo erano censurati→così si lascia andare questa cosa del medioevo e vengono studiati tutti. Umanesimo→humanitas, armonia fra spirito e corpo→Scipioni→dopo guerre puniche costituito “scuola” studi legati a tutti gli aspetti dell’uomo. Umanesimo civile→ attraverso i classici consente di strutturare una società utile. Edonismo umanistico =Rivalutazione dell’individuo che porta a considerare che ci sono momenti di gioia (ma non superficialità) e di dolore e conviene concentrarsi sui momenti di gioia.→Orazio: cogli le piccole cose, non grandi gioie. Diventa un fenomeno sociale, appartiene alla corte (locus amoenus)

3 I principali centri di elaborazione della cultura sono Padova, Venezia, Milano, Mantova, Ferrara, Firenze, Roma e Napoli.

RINASCIMENTO

Le strutture politiche, economiche e sociali Le vicende politiche italiane Quando morì Lorenzo il Magnifico (1492)si ruppe la politica dell’equilibrio. Iniziò il periodo di conquista nella penisola italica da parte delle grandi nazioni europee (Francia, Spagna e Austria). Nel 1494, il re di Francia Carlo VIII scese in Italia impadronendosi di Milano, arrivò a Firenze, che gli fu consegnata da Piero de’ Medici e infine, superata Roma conquistò Napoli. Nel 1500 il Ducato di Milano finì sotto il dominio del re francese Luigi XII e la Spagna si insediò nell’Italia Meridionale Nel 1527, il re di Spagna Carlo V con le sue truppe mercenarie, i lanzichenecchi, incendiarono e saccheggiarono Roma. Nel 1530 Carlo V venne incoronato imperatore e re d’Italia da papa Clemente VII. Lo Stato della Chiesa, Firenze, Venezia e il predominio spagnolo. Il figlio di Alessandro V, Cesare Borgia (il Valentino) aveva il sogno di uno Stato forte nell’Italia Centrale, ma quando il padre morì il suo progetto naufragò. Dopo la consegna della città di Firenze a Carlo VIII da parte di Piero de’ Medici si ebbe un’insurrezione popolare e alla proclamazione di una repubblica democratica, ma essa termina con la scomunica e condanna a morte di Girolamo Savonarola. frate domenicano diventato guida della repubblica. Nel 1512 i Medici rientrano in città e rimangono fino al 1527, quando venne proclamata una seconda repubblica. Venezia invece mantiene le istituzioni repubblicane e la sua autonomia è legata all’attività mercantile, inoltre era un importante baluardo di difesa contro la ricorrente minaccia turca. Nel 1559 la situazione si stabilizzò. La Spagna consolidò e estese il suo predominio in Italia. Economia e società Società delle corti: aristocrazia e ricca borghesia, ce cerca di convertire le proprie ricchezze in terre e acquisto di beni immobili. Economia prevalentemente parassitaria, non compensata dall’incremento di attività produttive.→“Rifeudalizzazione dei rapporti sociali”

Recessione economica colpì soprattutto la povera gente. Nord Europa nascita capitalismo moderno. L’investimento del denaro nell'acquisto di macchine, attrezzi e materie prime determina una migliore e più razionale organizzazione della produzione, che consente una moltiplicazione vertiginosa dei profitti. Le scoperte geografiche contribuiscono ad incrementare l’economia. Non in Italia, nel resto d’Europa→Riforma Protestante. Le idee e la visione del mondo Umanesimo, RInascimento e Manierismo: problemi di periodizzazione Letteratura del cinquecento divisa in due momenti: Rinascimento, conclusione processo culturale avviato con l’Umanesimo; Manierismo anticipa sensibilità secentesca e barocco. La fioritura culturale del Rinascimento Concetto di “rinascita” uno dei cardini dell’umanesimo, sottolinea distaccamento dalla mentalità dell’età medievale. “Classicismo” dell’Umanesimo, ispirato alla cultura degli antichi, per riviverne lo splendore. Principio dell’”Imitazione”, che adegua le nuove forme letterarie a quelle della classicità greca e latina. Il Rinascimento, perciò, porta al compimento del processo già avviato dall’Umanesimo, utilizzando a loro volta il principio di imitazione dei classici e usandolo nella letteratura volgare. Il termine Rinascimento non implica solo la rifioritura delle arti e della letteratura, ma anche la convinzione di essere agli eredi di una somma altissima i valori. Delle caratteristiche del Rinascimento sono classicismo formale, il sentimento della bellezza intesa come equilibrio spirituale e ordine intellettuale, la ricerca delle proporzioni. Rifioritura letteraria del primo cinquecento entra nella dimensione della classicità, intesa come raggiungimento di una misura superiore di stile. I modelli 300 a scrivere anche Boccaccio importante è il prestigio, capace di indirizzare e guidare le stesse scelte del futuro. Il classicismo rinascimentale obbedisce anche alle regole aristoteliche che definiscono il funzionamento di generi letterari. Questi criteri sono dovuti anche alla svolta storico-culturale Data dalla conclusione del concilio di Trento, con la controriforma: il ritorno all’ordine coincide sia letteratura che in politica. Le regole saranno poi considerate come limiti sempre più restrittive vincolanti. La “per certi stica“ diventa un indice di atteggiamento dogmatico, Che riporta antiche tendenze autoritarie e determina lo sprigionarsi di forze contrastanti. Platonismo e aristotelismo La letteratura rinascimentale può essere divisa in due linee distinte: una idealistica, come nella trattatistica spiritualizzante e nella lirica di petrarchista; una naturalistica, di tipo pragmatico e antisublime (Machiavelli). Sul piano filosofico si mescolano tendenze di tipo platonico e aristotelico, infatti erano alternative filosofiche ugualmente valide anche per la visione del mondo cristiano. L’irrazionale e l’anticlassicismo Armonia ed equilibrio delle forme sono caratteristiche tipiche della produzione rinascimentale. Ci sono però elementi dissonanti. Per esempio Machiavelli mostra una spregiudicatezza realistica e uno scetticismo che contraddicono la visione rasserenante pacificata delle cose. Sono presenti anche componente di tipo negativo irrazionale, precarietà dell’esistenza.

L’orgoglio di una tradizione repubblicana fa sì che gli intellettuali si schierino favore del fiorentino parlato, rifiutando il fiorentino letterario proposto da Bembo. La letteratura fiorentina spesso caratteristiche spiccatamente municipali, scelte stilistiche e tematiche di tipo minore, generi comici farseschi: la novella, la poesia satirica e burlesca, i canti carnascialeschi, il teatro. Inoltre la scarsa presenza del petrarchismo fa sì che si affermi la poesia didascalica. Venezia 500 abbiamo il veneziano Pietro Bembo. Egli rilanciò il neoplatonismo e propose la norma del fiorentino letterario questo perché Venezia non aveva una tradizione autonoma da difendere e poteva quindi utilizzare i risultati più alti raggiungi la cultura nazionale. La Repubblica veneziana si distinse per la mancanza della corte e la conservazione delle antiche istituzioni, resta però un organismo politico chiuso, oligarchico e aristocratico. La cultura perciò risulta profondamente levi elitaria, ma la mancanza di un regime assoluto consente maggiore tolleranza e libertà. Questo influisce sulla produzione letteraria. C’è inoltre una precoce affermarsi della strada questo fornisce a Venezia una modernità e in altri centri italiani non c’è. Roma e i centri minori Roma un importante ruolo di crocevia di incontri e di scambi culturali. La corte fu esaltata soprattutto da alcuni pontefici. Grandi artisti del tempo lasciarono testimonianze indelebili nei palazzi vaticani. Inoltre i maggiori scrittori soggiornarono per un periodo nella capitale pontificia, ricevendo stimoli dalla sua intensa vita culturale. C’erano anche le piccole corti che contribuivano a questa promozione culturale come ad esempio la corte di Urbino o quella di Ferrara, degli Estensi, dove proseguì la tradizione del poema cavalleresco. Il ruolo centrale della corte La corte viene considerata misura di civiltà, dove si elaborano caratteristiche della letteratura e dell’arte e moda di comportamento e ideologie. Sistema di valori treccia quelli dell’edonismo, ricerca di un piacere raffinato e sublime fatto di grazia e di armonia. Si rafforza inoltre il mecenatismo (spiegazione) Questo però oltre il prestigio che porta agli intellettuali e anche la loro fonte di bolletta, per la precarietà delle relazioni dei piccoli principi che possono togliere la loro protezione e per l’ambito chiuso e ristretto. La presenza Dell’intellettuale perde la funzione attiva e diventa una dimensione sempre più decorativa e celebrativa. Le accademie e le università Le accademie inizialmente erano un posto per il libero incontro di personalità intellettuali che avevano un ruolo centrale già dall’umanesimo per lo scambio la circolazione intellettuale, la nuova cultura. Essa però ricevettero la protezione di signori ragioni di prestigio e bisogno di controllare da vicino l’azione degli intellettuali, adattandole alle necessità del potere. Questo appoggio rende le istituzioni dei veri e propri organismi ufficiali, con rigide norme e un preciso cerimoniale. Le accademie e quindi tendono alla codificazione alla conservazione della cultura, non sperimentano. Anche esse diventano una risposta esigenza sempre più decorative. Un esempio potrebbe essere l’Accademia degli umidi, Firenze 1540. Con l’intromissione di Cosimo primo è stato trasformato in un’istituzione ufficiale (l’Accademia fiorentina) e si inizia anche insegnare come università.

Anche le università infatti erano sempre più sottoposte al controllo del potere. Trasformazione del pubblico e figure intellettuali Il pubblico Principalmente l’opera letteraria nasce nella corte, perciò il suo pubblico di riferimento sono il principe i cortigiani. Perciò la letteratura arriva all’aristocrazia e alla ricca borghesia distaccandosi sempre più radicalmente dalle masse popolari dice di inferiori della popolazione analfabeti. Introduzione alla stampa permette la diffusione di testi letterari e quindi un’ampia circolazione ore tiratura introducendo il concetto di pubblico in senso moderno. Le opere non sono più per altri intellettuali o per essere lette di fronte a un uditorio, ma raggiungono direttamente al lettore attraverso il libro. L’editoria di mercato La letteratura perciò non ho +1 carattere specialistico, ma diventa un fatto mondano e di costume. Inizia perciò ad essere vista come un investimento economico che può modificare la collocazione sociale dello scrittore. Per essere una fonte di guadagno però bisogna avere una particolare attenzione nei confronti del pubblico. Nasce così l’editoria di mercato. Ci sono vari autore di scritti anticonformistici e bizzarri, per venire incontro alle esigenze e alle richieste del pubblico. Si deve infatti soddisfare i gusti diversi da quelli a cultura ufficiale della corte, si affermano tendenze con concezioni irriverenti e antidogmatica, ad esempio l’anticlassicismo. Si individua un duplice movimento: la capacità di promuovere la crescita culturale e la sensibilità estetica del pubblico; L’esigenza di venire incontro ai gusti e alle attese del lettore a scopo di profitto. Ad esempio la poesia petrarchista diventa un fenomeno alla moda, non corrisponde soltanto una politica precisa.

cose della Magna, magna in Germania, nel 1512, tra luglio e settembre del 1510 vada Luigi XII per fare mediatore in un conflitto con papa Giulio II, ne ricava un ritratto delle cose di Francia, 1511 scontro tra Francia e la lega Santa con battaglia di Ravenna nel 1512 francesi sconfiggono spagnoli Ma poi sconfitti dai svizzeri e truppe fiorentine battute da milizia del Pontefice Repubblica cade, medici tornano a Firenze Machiavelli licenziato da tutti i suoi incarichi Dopo essere stato escluso dalla vita politica Si aggiunse anche fatto che nel febbraio 1513 fu sospettato di aver preso parte una congiura antimedicea viene torturato è tenuto in prigione per 15 gio rni e liberate In occasione dell'ascesa al pontificato di Giovanni De Medici, Leone Decimo, si ritira in una sorta di esilio forzato nel suo Podere dell'albergaccio a San Casciano, si dedica agli studi tenendo però i contatti con la vita politica attraverso la corrispondenza con Francesco vettori , Ambasciatore a Roma, in questo periodo scrive il principe nel 1513 e inizia i discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, L'amarezza trova anche sfogo in la commedia chiamata La mandragola nel 1518 , la lontananza dalla vita politica attiva era intollerabile Quindi circa in avvicinamento ai medici per ottenere qualche incarico, il principe fu dedicato nel 1516 a Lorenzo di piero dei Medic i a cui il Papa aveva affidato il governo di Firenze Tuttavia lo scrittore perso le speranze poiché i medici continuano a guardarlo con diffidenza, si avvicina un gruppo di intellettuali aristocratici ammiratori della Roma repubblicana ovvero zanobi buondelmonti e Cosimo Rucellai a cui dedicò i discorsi nel 1519 quando muore Lorenzo il governo della città assunto da Cardinale Giulio De Medici più favorevole a Machiavelli che vide così rinasce nella speranza di un rientro, il cardinale i dall'incarico distendere una storia di Firenze con adeguato compenso, nel 1521 stampa i dialoghi dell'Arte della guerra dedicati al cardinale Giulia e nello stesso anno inviato a Carpi per un incarico di poca importanza dove strinse amicizia con Francesco Guicciardini, nel 1 523 Giulio De Medici divenne papa a sua volta con il nome di Clemente VII a cui Machiavelli dedica le istorie fiorentine, riottiene vari incarichi di carattere militare e diplomatico in Emilia e in Romagna con Guicciardini e nel 1527 medici venderlo di nuovo scacciati e si stabilizza Repubblica, viene guardato con sospetto e ostilità per il suo riavvicinamento ai medici, delusione fu amara, si ammalò all'improvviso e morì il 21 giugno del 1527. CORPUS DELLA SUA OPERA 1512-1518 1512 ANNO IMPORTANTE machiavelli scrive la sua opera più importante “il principe” e scrive anche “I discorsi” (Si ispira a Tito livio ( nasce nel 59 a.C sotto augusto scrive la storia di roma scrive “Ad urbe condita”= dalla fondazione della città ) per i discorsi) livio perché è uno storico ma soprattutto perché è repubblicano e accetta come inevitabile il potere di un principe per quel momento storico. Machiavelli non scrive la storia si serve della storia per cercare di leggere e riprogettare il presente, vuole dare soluzioni e comportamenti da seguire per andare oltre una situazione rovinosa e parte dal presupposto che la natura dell’uomo è senza possibilità di dubbio è irrimediabilmente corrotta = per machiavelli il male è eterno e immutabile. La natura dell’uomo è corrotta. Machiavelli ricerca il progresso, trova delle soluzioni perché l’uomo non sia lasciato alla sua bestialità—- soluzioni legate all’indagine di quello che è la realtà effettuale. Lui rivisita due elementi = la virtù e la fortuna (boccaccio-decameron) tutto ciò è inteso in senso laico - virtù legata alle capacità dell’uomo. Questi due elementi per machiavelli stanno sempre vicini, lo vediamo nel principe , breve saggio di scienza della politica- parla delle caratteristiche che un principe deve avere per guidare bene lo stato (deve avere virtù e deve essere fortunato) fortuna nel senso che devono esserci delle situazioni sfruttabili. Se manca uno dei due elementi il principe non potrà mantenere il principato. VIRTÙ = capacità di

sapere leggere le situazioni, saper dividere la sua morale dalla politica (non è un discorso assoluto) ovvero deve saper prendere decisioni che siano utili per lo stato anche se vanno contro la sua morale personale. Pag 382. c’è la dedica -Pag 385. Machiavelli nel principe è molto chiaro, riesce a dare una struttura che tiene conto di tutte le variabili per arrivare alla sua conclusione. il primo elemento che lui mette in piedi è come si acquistano e quali sono i generi di principati (o ereditari o sono nuovi cioè conquistati ma possono essere anche misti e si acquistano o con le proprie armi o con le armi altrui o per fortuna o per virtù) IL METODO DEDUTTIVO- es. Dio esiste e da lì deducono tanti altri concetti. (Dante lavora così) invece machiavelli non parte da premesse metafisiche o principi trascendenti si muove solo sul piano della realtà immanente, le osservazioni si susseguono a catena sullo stesso piano (piano della realtà). Egli non vuole riprodurre la storia ma imparare dalla storia. La concezione naturalistica dell’uomo e il principio di imitazione Machiavelli si accosta alla storia con una concezione tipicamente naturalistica. Egli è convinto che l'uomo sia un fenomeno della natura i suoi comportamenti non varino nel tempo, studiando il comportamento umano attraverso le fonti storiche, secondo lui, è poi possibile giungere a vere e proprie leggi di validità universale applicabili a ogni situazione. Perciò nelle sue trattazioni ci sono vari esempi tratti dalla storia antica: Infatti il comportamento umano non cambia e gli uomini camminano sempre per vie battute da altri, questo è il principio tipicamente rinascimentale dell'imitazione. gli uomini quindi prendono sempre grandi esempi a modello e cercano di riprodurli punto la visione naturalistica fa scaturire la fiducia di Machiavelli in una teoria razionale dell'agire politico. L’EPISTOLARIO Le lettere familiari Sono indirizzate ad amici e conoscenti, non scritte per la pubblicazione, sono un colloquio autentico è libero con i destinatari. in esse sono presenti una serie di riflessioni, scopi di umore o racconti in tono beffardo collocato in una precisa tradizione, quella Borghese Fiorentina, comica e burlesca punto tra il 1513 il 1515 tiene uno scambio epistolare con Francesco Vittorio nelle sue lettere riflette sulla politica ma racconta anche della propria vita quotidiana. tra le lettere vengono inclusi anche i ghiribizzi al Soderini, un abbozzo mai finito punto in esso sono contenuti I punti fondamentali del pensiero di Machiavelli: riscontrare il modo di procedere con i tempi, La variabilità della fortuna, la conoscenza della realtà attraverso l'esperienza diretta o libri e non si abbi nelle cose a vedere il fine non il mezzo. Lettera al Vettori Lettera scritta dalla sua casa di campagna, l’Albergaccio, durante il suo esilio. Destinata al suo amico, ambasciatore fiorentino nella Santa Sede, Francesco Vettori. Nella lettera l’autore inizia esprimendo i suoi dubbi e dicendo che temeva di aver smarrito la sua grazia, amicizia (smarrisce=solo per un periodo di tempo)(rig 2) poi gli racconta le sue giornate(rig 15) gli dice di aver scritto il principe (rig 57) e esprime il suo desiderio di dedicarlo a Giuliano (rig 61) considerazioni sui Medici (rigg 78-79) La lettera descrive la vita di Machiavelli nella tenuta dell’Albergaccio, dove è stato esiliato. È indirizzata a Francesco Vettori, amico e ambasciatore fiorentino a Roma ed è una risposta alla lettera di Vettori datata 23 novembre, in cui l’amico lo informava delle proprie giornate alla corte di Leone X, divise tra ozio, banchetti e attività pratiche.

sospetto a causa del suo riavvicinamento alla Signoria dei Medici. Morì il 21 giugno del 1527 dopo essersi ammalato all’improvviso. Durante il periodo dell’esilio forzato si dedicò alla scrittura e tenne un fitto scambio epistolare con un suo amico, ambasciatore fiorentino presso la Santa Sede, Francesco Vettori. In una di queste lettere gli dice di aver scritto “uno opuscolo” De principatibus e spiega che in esso ragiona, per quanto gli è possibile, sui vari tipi di principato, su come si conquistano, su come si mantiene il potere su di essi e su come si perdono. Inoltre aggiunge che l’ha dedicato a Giuliano de’ Medici. PRINCIPE T3 Cap I “Quanti siano i generi di principati e in che modo si acquistino” Nel testo Machiavelli dimostra il procedimento "dilemmatico" del suo ragionamento, che tende a individuare due opposte alternative che poi vengono prese in esame: dopo la prima distinzione tra repubbliche e principati, questi ultimi vengono divisi tra ereditari e nuovi, e quelli nuovi possono esserlo in tutto o in parte, a seconda che siano stati creati dal nulla o aggiunti al dominio di un sovrano già al potere. I principati di nuova acquisizione possono poi essere già avvezzi al dominio di un monarca, oppure essere abituati alla libertà (nel qual caso ci saranno maggiori difficoltà per mantenervi l'ordine), inoltre possono essere conquistati con armi proprie o altrui, con virtù o fortuna. Particolare interesse suscita in Machiavelli proprio la natura dei principati nuovi, in cui "consistono le difficultà" (come viene spiegato nel cap. III) in quanto il nuovo principe, che abbia creato lo Stato dal nulla come Francesco Sforza o lo abbia aggiunto ai suoi propri domini, deve comunque vincere la diffidenza dei nuovi sudditi, introdurre nuove leggi e istituzioni politiche, prevenire ulteriori ribellioni che potrebbero scalzarlo dalla sua posizione. È evidente che tale interesse è rivolto anche alla particolare situazione di Firenze, dove i Medici erano da poco tornati al potere dopo aver rovesciato la Repubblica nel 1512 ed erano alla testa di un "principato nuovo", meritevole di quelle attenzioni suggerite da Machiavelli nella sua trattazione (non va scordato che il Principe era stato proprio pensato come "manuale" politico rivolto ai Medici). T4 Cap VI “I principati nuovi che si acquistano con armi proprie e con la virtù” Machiavelli nel capitolo VI del Principe spiega il suo punto di vista riguardo ai principati nuovi acquisiti con virtù e armi proprie, come anticipato nel titolo. Spiega che gli uomini camminano sempre lungo le vie battute dagli altri e procedono per imitazione,ma non possono eguagliare il valore dei loro modelli;perciò un uomo saggio deve sempre seguire le strade battute dai grandi uomini e imitare i più eccellenti affinché,se anche la loro abilità non arriva alla loro altezza,gli assomigli almeno in qualche cosa. Poi fa un esempio aggiungendo che il saggio,dunque,agirà come i più accorti arcieri,i quali dopo aver giudicato il proprio bersaglio troppo lontano e conoscendo i limiti del proprio arco,mirano molto più in alto di esso,ma non per raggiungere con la loro freccia tanta altezza ,ma affinché quest'ultima gli permetta di colpire il suo bersaglio. Prosegue considerando che Mosè,Ciro,Romolo,Teseo,diventarono principi grazie alle loro capacità e non per fortuna.Esaminando le loro azioni e la loro vita, continua l’autore, possiamo dire che egli ricevettero dalle fortuna nient'altro che l'occasione di introdurre la forma di governo che a loro parve più opportuna.

Secondo Machiavelli coloro che diventano principi con propria virtù,conquisteranno il principato con difficoltà,ma con facilità riusciranno a mantenerlo.Le difficoltà che sorgeranno saranno causate dai nuovi ordinamenti che il principe cercherà di introdurre: infatti,egli riceverà una profonda avversione da tutti coloro i quali ,dai vecchi ordinamenti avevano un utile;mentre un lieve appoggio da tutti coloro che dalle nuove istituzioni trarrebbero giovamento. Il Principe deve essere in grado di agire da solo imponendosi con la forza e senza contare sull'appoggio degli altri,altrimenti andrebbe in rovina. Ecco perché tutti i profeti armati vinsero e tutti i profeti disarmati andarono in rovina.Infatti Mosè,Ciro,Teseo se fossero stati disarmati non avrebbero potuto far osservare i loro ordinamenti,come accadde a Girolamo Savonarola,il quale non possedeva i mezzi capaci di tener fermi coloro che gli avevano creduto ,né di far credere agli increduli. Esempio di grande importanza è Gerone Siracusano,il quale diventò principe di Siracusa e la fortuna gli fornì soltanto l'occasione:fece grande fatica nel conquistare ma poca nel conservare. -La scelta degli esempi rivela una certa approssimazione da parte dell'autore, che mescola personaggi tratti dal mito e dalla storia (Mosè, protagonista del libro biblico dell'Esodo, è subito declassato a "mero esecutore" della volontà divina), tuttavia i modelli sono accomunati dal fatto di essere stati grandi condottieri e di aver riscattato il loro popolo dalla schiavitù di popoli stranieri, come nel caso di Israele in Egitto o dei Persiani oppressi dai Medi, mentre Teseo (il mitico duca d'Atene) liberò la sua città dalla soggezione a Creta e Romolo sconfisse l'usurpatore Amulio ad Alba Longa, fondando poi la città di Roma. -Hanno avuto fortuna, si è presentata loro un’occasione e grazie alla virtù hanno saputo coglierla e trarre vantaggio da essa. Se Mosè non avesse trovato il popolo schiavo in Egitto non sarebbe riuscito a trarne vantaggio, riuscì a ottenere la fiducia del popolo perché era appunto schiavo. Romolo fu cacciato da Alba Longa, ma proprio per questo riuscì a fondare la città di Roma. Inoltre nella riga 38 dice che quando si presenta l’occasione il principe nuovo deve, attraverso la virtù, trarne vantaggio. Aggiunge anche che i principi che fanno fatica nell’acquisire il proprio potere avranno più facilità nel mantenerlo. T5 Cap VII “I principati nuovi che si acquistano con le armi altrui e la fortuna” (NON DIRE LE DATE)Nel capitolo VII sono presi in considerazione i principati nuovi che si acquistano grazie alle armi e alla fortuna di altri. Nei primi tre paragrafi del capitolo Machiavelli svolge alcune considerazioni generali su coloro che diventano principi per fortuna. Questi per mantenere lo stato che hanno conquistato con la fortuna e le armi di altri devono essere dotati di grande virtù per poter conservare il principato. Invece coloro che diventano principi per virtù fanno molta fatica a conquistare il potere ma poi lo conservano con facilità come Francesco Sforza duca di Milano. Cesare Borgia viene proposto come il modello del principe che acquista lo stato grazie alle armi e alla fortuna di altri. Negli undici paragrafi successivi del capitolo più lungo del Principe Machiavelli ripercorre la vicenda della creazione dello stato di Cesare Borgia, più noto come duca Valentino. Tra il 1499 e il 1503 egli conquistò diverse città in Romagna e nelle Marche. Nella conquista del suo stato Cesare Borgia si servì dell’aiuto del padre Alessandro VI e delle truppe francesi di Luigi XII. Ma seppe poi, anche se per un periodo molto breve, mantenere e rendere più potente il suo stato grazie alla sua astuzia e crudeltà. Famosi sono gli episodi dell’uccisione del governatore della Romagna Ramiro de Lorqua, condannato a morte per le estorsioni e rapine commesse ai danni dei sudditi di Romagna, e l’inganno di Senigallia nel dicembre del 1502, con cui il Borgia si sbarazzò uccidendoli dei suoi nemici, Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da

condanna implicita della tirannide e della monarchia assoluta, altrove ribadita nel trattato). L'astuzia si manifesta soprattutto nella capacità di venir meno agli impegni presi e nel non mantenere la parola data, quando ciò è necessario per conservare lo Stato, e secondo Machiavelli la storia antica e moderna è piena di principi abili a sconfessare quando dichiarato con estrema disinvoltura. Il capitolo è interessante anche perché Machiavelli ribadisce la necessità per il principe di curare la propria immagine pubblica ed evitare quei comportamenti che possano screditarlo agli occhi del popolo. Il sovrano non deve necessariamente avere tutte le buone qualità che ci si aspetta da lui, ma deve "parere di averle", e soprattutto deve sembrare pio e religioso in quanto ciò è utilissimo a conquistare il favore popolare. Egli deve apparire pietoso, fedele, umano, leale, religioso, ma essere pronto a fare il contrario quando la convenienza politica e la stringente necessità lo obblighi a mutare la sua azione. L'autore cita quale esempio di principe che ha sempre ingannato il prossimo papa Alessandro VI Borgia. Parafrasi da analisi attiva: E bisogna ben capire questo: che un principe, e in particolare un principe che ha raggiunto da poco il potere, non può praticare tutte quelle virtù per le quali gli uomini sono considerati buoni, giacché spesso gli è necessario, per conservare il potere, agire contro la lealtà, contro la carità, contro l’umanità, contro la religione. Bisogna quindi che egli abbia un animo disposto a volgersi dove lo spingono i venti della fortuna e i mutamenti delle cose e, come ho detto prima, che non si allontani dal bene, potendo, ma sappia entrare nel male, se vi è costretto.