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UOMO E NATURA MACRO AREA, Prove svolte di Maturità di Lingue e letterature classiche

UOMO E NATURA MACRO AREA ESAME DI MATURITA

Tipologia: Prove svolte di Maturità

2019/2020

Caricato il 03/12/2020

kloni-meleqi
kloni-meleqi 🇮🇹

4.6

(18)

35 documenti

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Uomo e natura
Italiano leopardi
Giacomo Leopardi fin da adolescente inizia a maturare un proprio pensiero,
decisamente pessimista, riguardo alle sorti umane. il giovane Leopardi ebbe un
infanzia infelice, dovuta sia a una mancanza di affetto da parte dei genitori e
causa di una malattia polmonare che lo costrinsero a una vita lontana dal
mondo esterno e dai suoi coetanei, elaborerà un suo pensiero decisamente
critico verso la Natura .
Tre sono i periodi, o fasi, che caratterizzano il suo pensiero: il pessimismo
individuale , pessimismo storico e il pessimismo cosmico
PESSIMISMO INDIVIDUALE
Periodo relativo alla sua adeloscenza, durante la quale leopardi pensava che la
vita fosse malvaggia con lui , avevo problemi fisici , sentiva una mancanza
d’affetto da parte dei genitori e non provava interesse per il suo paese. In
questo periodo Leopardi pensava che ad essere infelice era solo lui
PESSIMISMO STORICO
quando Leopardi si trasferì a Roma vide una società triste, così pensò che non
era solo lui ad essere infelice.
Capì che l’infelicità non dipendeva dalla persona, ma dipendeva dalla storia
leopardi riflette sulle cause dell'infelicità umana, afferma che l'uomo per sua
natura aspira ad un piacere illimitato e a di conseguenza vi è la nascita di un
senso di perenne insoddisfazione e infelicità, che causa un vuoto incolmabile
nell'anima.
L'umanità, secondo la concezione leopardiana, originariamente viveva in uno
stato di grazia a contatto con la natura: tale stato di grazia era dovuto alle
illusioni, procurate all'uomo dalla natura, la quale infatti, è vista da Leopardi
come una madre benigna.
La crescita della civiltà, lo sviluppo della razionalità e il progresso hanno man
mano distrutto le illusioni, rivelando il vero volto delle cose, cioè che tutto è
destinato a perire.
nel mondo moderno la capacità di sognare viene soffocata dalla ragione.
PESSIMISMO STORICO
tale concezione della natura come madre benigna entrò in crisi. Al punto che
Leopardi arrivò ad attribuire alla natura la piena responsabilità del male: essa
veniva ora vista come una forza meccanica distruttrice. L'infelicità ora non è
più solo l'impossibilità di raggiungere il piacere, ma è connaturata a ogni
aspetto dell'esistenza dell'uomo. A differenza degli altri organismi viventi,
l'uomo possiede la consapevolezza di sé, che gli rivela la sua condizione di
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Uomo e natura Italiano leopardi Giacomo Leopardi fin da adolescente inizia a maturare un proprio pensiero, decisamente pessimista, riguardo alle sorti umane. il giovane Leopardi ebbe un infanzia infelice, dovuta sia a una mancanza di affetto da parte dei genitori e causa di una malattia polmonare che lo costrinsero a una vita lontana dal mondo esterno e dai suoi coetanei, elaborerà un suo pensiero decisamente critico verso la Natura. Tre sono i periodi, o fasi, che caratterizzano il suo pensiero: il pessimismo individuale , pessimismo storico e il pessimismo cosmico PESSIMISMO INDIVIDUALE Periodo relativo alla sua adeloscenza, durante la quale leopardi pensava che la vita fosse malvaggia con lui , avevo problemi fisici , sentiva una mancanza d’affetto da parte dei genitori e non provava interesse per il suo paese. In questo periodo Leopardi pensava che ad essere infelice era solo lui PESSIMISMO STORICO quando Leopardi si trasferì a Roma vide una società triste, così pensò che non era solo lui ad essere infelice. Capì che l’infelicità non dipendeva dalla persona, ma dipendeva dalla storia leopardi riflette sulle cause dell'infelicità umana, afferma che l'uomo per sua natura aspira ad un piacere illimitato e a di conseguenza vi è la nascita di un senso di perenne insoddisfazione e infelicità, che causa un vuoto incolmabile nell'anima. L'umanità, secondo la concezione leopardiana, originariamente viveva in uno stato di grazia a contatto con la natura: tale stato di grazia era dovuto alle illusioni, procurate all'uomo dalla natura, la quale infatti, è vista da Leopardi come una madre benigna. La crescita della civiltà, lo sviluppo della razionalità e il progresso hanno man mano distrutto le illusioni, rivelando il vero volto delle cose, cioè che tutto è destinato a perire. nel mondo moderno la capacità di sognare viene soffocata dalla ragione. PESSIMISMO STORICO tale concezione della natura come madre benigna entrò in crisi. Al punto che Leopardi arrivò ad attribuire alla natura la piena responsabilità del male: essa veniva ora vista come una forza meccanica distruttrice. L'infelicità ora non è più solo l'impossibilità di raggiungere il piacere, ma è connaturata a ogni aspetto dell'esistenza dell'uomo. A differenza degli altri organismi viventi, l'uomo possiede la consapevolezza di sé, che gli rivela la sua condizione di

creatura nata per la sofferenza e per la morte. ora è la ragione a rendere l'uomo pienamente consapevole del proprio stato esistenziale. Storia dell’arte il romanticismo è un movimento complesso di fine ‘700-inizio ‘800 nato in Germania e diffusosi in tutta Europa con varie tendenze a seconda di ogni paese. Il romanticismo propone una visione della natura del tutto nuova e diversa dalle precedenti.La natura è la manifestazione dell’infinito,principio del tutto,che l’uomo desidera ardentemente la natura è una madre divina e benevola.Ma può mostrarsi melanconica e tempestosa (come nella concezione leopardiana) L’artista è il mediatore tra finito e infinito rappresenta ciò che l’uomo comune non coglie:immagini e colori sfumati,assenza di contorni,atmosfera misteriosa e mare spesso in burrasca Friedrich è stato il maggior esponente del Romanticismo Tedesco. esprime al livello più alto il concetto romantico di natura La natura fu la sua fonte d’aspirazione principale , ritrasse tipici paesaggi nordici , boschi di querce e scogliere frastagliate Ma anziché insistere sulla rappresentazione oggettiva del paesaggio , preferi trovare il significato allegorico del paesaggio ,percepito come manifestazione del divino , la sua intepretazione è del tutto orginale e soggettiva Celebre è l’opera viandante sul mar di nebbia Al centro del dipinto vi è un uomo di spalle, vestito in abiti borghesi, probabilmente la personificazione dell’artista. in alto nel cielo vi sono delle striature bianche delle nubi , che fungono da contraltare alla nebbia sottostante , in primo piano lo spuntone roccioso emerge, mentre sullo sfondo , le montagne risultano azzuarete , per la lontanzanza. Il personaggio contempla solitario lo straordinario spettacolo di un paesaggio immerso nella nebbia. il protagonista è girato di spalle, con lo sguardo rivolto all’infinito, verso l’ignoto. Abbandonato nella contemplazione della vastità del paesaggio, egli sembra acquisire la consapevolezza della sua nullità, dell’essere infinitesimamente piccolo al cospetto dell’assoluto. L’artista invita ad immedesimare chi guarda nell’opera ,grazie ad una sapiente tecnica , lo sguardo dell’osservatore corrisponde a quello del personaggio nell’opera.

Purtroppo però, nel 1929, gli Stati Uniti vennero colpiti da una grave crisi finanziaria dovuta al crollo della Borsa di Wall Street causata da una crisi di sovrapproduzione dovuta ad un eccesso di offerta rispetto alla domanda. Gli Stati Uniti chiesero nuovamente ai Tedeschi di restituirgli il prestito per riprendersi dalla crisi. La Germania fu costretta a restituire il prestito concesso e ricadde di nuovo in grave crisi. Questo provocò un forte malcontento che favorì l’ascesa al potere di Adolf Hitler e quindi al Nazismo Inglese Melville Moby Dick è il massimo capolavoro dello scrittore americano Herman Melville. Racconta la storia della baleniera Pequod, guidata del terribile capitano Achab che si lancia alla caccia della mostruosa Balena Bianca, Moby Dick. Lo scontro finale con l'animale trascinerà l'equipaggio verso una morte inutile e inevitabile. La storia è narrata da Ismael, unico sopravvissuto al naufragio. Inizialmente, il libro fu un insuccesso. Venne rivalutato solo tempo dopo. l'odio di Achab verso la balena è antico e deriva da un precedente scontro in cui il Capitano perse una gamba. La lotta di Achab è quella dell'uomo contro la Natura, alla ricerca di un Male impersonificato. Non c'è ragionamento che possa dissuadere il Capitano dalla sua caccia folle: l'uomo è completamente preda di una rabbia cieca e irrazionale. La balena Bianca porta con sé un carico di leggende e aneddoti, che la rendono un mostro infernale e temibile La lotta del Capitano Achab contro la Balena Bianca è quella dell'uomo verso i propri limiti Il simbolismo che si annida nel bianco mostruoso della balena: «Il bianco è un colore particolare perché racchiude diversi significati: da una parte rappresenta la virtù, l’innocenza, la grazia, il divino, ma in Moby Dick rappresenta una sensazione di vuoto, di nulla, di morte. Per questo, come descrive perfettamente Melville, il bianco racchiude nello stesso tempo una sorta di fascino e di terrore»

Inglese moby dick is the greatest masterpiece of the American writer Herman Melville. It tells the story of the whaler Pequod, led by the terrible captain Ahab who sets out to hunt the White Whale, Moby Dick. The final clash with the animal will drag the crew towards a useless and inevitable death. The story is told by Ismael, the only survivor of the shipwreck. Initially, the book was a failure. Only time was reassessed after. Ahab's hatred of the whale is ancient and derives from a previous clash in which the Captain lost his leg. Ahab's struggle is that of man against Nature, in search of an impersonated Evil. There is no reasoning that can dissuade the Captain from his insane hunt: man is completely prey to blind and irrational anger. The White whale brings with it a load of legends and anecdotes, which make it a hellish and fearsome monster The struggle of Captain Ahab against the White Whale is that of man towards his limits The symbolism that lurks in the monstrous white of the whale: "White is a particular color because it contains different meanings: on the one hand it represents virtue, innocence, grace, divine, but in Moby Dick it represents a feeling of emptiness, nothing, death. For this reason, as Melville perfectly describes, white contains at the same time a sort of charm and terror