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Una introduzione alle proprietà del prodotto scalare tra due vettori in tre dimensioni, incluse le regole di distribuzione e la relazione con la norma di un vettore. Inoltre, viene illustrata la relazione tra il prodotto scalare e la distanza tra due vettori.
Tipologia: Dispense
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Siano 𝐴 = (𝑎 1 , 𝑎 2 , 𝑎 3 ) e 𝐵 = (𝑏 1 , 𝑏 2 , 𝑏 3 ) due vettori dello spazio. Il prodotto scalare fra 𝐴 e 𝐵 (denotato con 𝐴 ∙ 𝐵) è definito come 𝐴 ∙ 𝐵 = (𝑎 1 𝑏 1 + 𝑎 2 𝑏 2 + 𝑎 3 𝑏 3 ).
In due dimensioni si pone 𝐴 ∙ 𝐵 = (𝑎 1 𝑏 1 + 𝑎 2 𝑏 2 ). Esempio. Siano 𝐴 = (3, 4, −1) e 𝐵 = (2, 1, 5), allora 𝐴 ∙ 𝐵 = 6 + 4 − 5 = 5.
= 𝐴 ∙ 𝐵 + 𝐴 ∙ 𝐶 q.e.d.
La norma ( o modulo, lunghezza) del vettore A è il
numero reale
𝐴 := 𝐴 ∙ 𝐴
(talvolta si usa la notazione |𝐴| invece di 𝐴 e anche
𝐴^2 per 𝐴 ∙ 𝐴)
Se 𝐴 = (𝑎 1 , 𝑎 2 , 𝑎 3 ), si ha
𝐴 = 𝑎 12 + 𝑎 22 + 𝑎 32
La norma del vettore 𝐴 = 𝑂𝐴 è semplicemente la lunghezza del vettore in R^3 (risp. in R^2 )
Chiamiamo versore del vettore 𝐴 ≠ 𝟎 il vettore di modulo 1 che ha la stessa direzione e lo stesso verso di 𝐴.
vers(𝐴) :=
𝐴 𝐴
Esempio. Dato il vettore 𝐴 = 1, 2, −4. Trovare il suo versore.
vers(𝐴) =
(1, 2, −4) 21 = (^
1 21 ,^
2 21 ,^
− 21 )^.
Le seguenti uguaglianze seguono dalle proprietà 𝑃𝑆 1 ) e 𝑃𝑆 2 ) :
(𝐴 + 𝐵)^2 = 𝐴^2 + 2 𝐴 ∙ 𝐵 + 𝐵^2 () (𝐴 − 𝐵)^2 = 𝐴^2 − 2 𝐴 ∙ 𝐵 + 𝐵^2 = (𝐵 − 𝐴)^2 (*) (𝐴 + 𝐵) ⋅ 𝐴 + 𝐵 = 𝐴 ⋅ 𝐴 + 𝐴 ⋅ 𝐵 + 𝐵 ⋅ 𝐴 + 𝐵 ⋅ 𝐵 = 𝐴^2 + 2𝐴 ⋅ 𝐵 + 𝐵^2. Il prodotto scalare permette a decidere quando due vettori sono ortogonali (perpendicolari).
Teorema. Due vettori non nulli 𝐴 e 𝐵 sono ortogonali se e solo se 𝐴 ∙ 𝐵 = 0.
Diremo che due vettori 𝐴𝐵 e 𝐶𝐷 sono ortogonali se i loro vettori equivalenti sono ortogonali.
Come si evidenzia dalle due figure sopra, i due vettori 𝐴 e 𝐵 sono ortogonali se e solo se
𝐴 + 𝐵 = 𝐵 − 𝐴 ⟺ 𝐴 + 𝐵 2 = 𝐵 − 𝐴 2 ⟺ (𝐴 + 𝐵)^2 = (𝐵 − 𝐴)^2_._
Dalle identità (), (*) segue
𝐴^2 + 2 𝐴 ∙ 𝐵 + 𝐵^2 = 𝐴^2 − 2 𝐴 ∙ 𝐵 + 𝐵^2
e quindi
4 𝐴 ∙ 𝐵 = 0 ⟺ 𝐴 ∙ 𝐵 = 0. q.e.d.
Esempio. Siano 𝐴 = (1, 3, 1), 𝐵 = 2, 5, 3 , 𝐶 = (3, 2, 1) tre punti. Provare che il triangolo ABC è rettangolo in A.
Dobbiamo provare che i vettori 𝐴𝐵 e 𝐴𝐶 sono ortogonali oppure (𝐵 − 𝐴) ∙ 𝐶 − 𝐴 = 0. Abbiamo (𝐵 − 𝐴) ∙ 𝐶 − 𝐴 = 1, 2, 2 ∙ 2, −1, 0 = 0.
Teorema. Se 𝜗 è l’angolo fra i vettori 𝐴 e 𝐵 , allora
cos 𝜗 = 𝐴 ∙ 𝐵 /( 𝐴 𝐵 )
Dimostrazione. È sufficiente mostrare l’affermazione per angoli 𝜗 acuti. Per angoli ottusi la dimostrazione si svolge in maniera analoga. Sia 𝑃 la proiezione ortogonale del vettore B sulla retta individuata da 𝐴 e sia 𝑄 il vettore tale che
𝐵 = 𝑄 + 𝑃 () Moltiplicando scalarmente l’equazione () per 𝐴 si ha
𝐴 ∙ 𝐵 = 𝐴 ∙ (𝑄 + 𝑃) (**)
La scomposizione del vettore 𝐵 attraverso i vettori 𝑄 e 𝑃.
𝑘 𝐴 = cos 𝜗 𝐵 ⟺
𝑘 = 𝐵 / 𝐴 cos 𝜗 (⧠)
Dalle equazioni (△△) e (⧠) risulta
𝐴 ∙ 𝐵/ 𝐴 2 = 𝐵 / 𝐴 cos 𝜗 e quindi
cos 𝜗 = 𝐴 ∙ 𝐵 /( 𝐴 𝐵 ). q.e.d.
Per vettori applicati 𝐴𝐵 e 𝐶𝐷 poniamo
cos 𝜗 =
Applicando la formula del coseno di un angolo tra due vettori si ottiene
cos(𝐿𝑀𝑁) =
Quindi 𝐿𝑀𝑁 misura 60° (ovvero 𝜋 3 radianti).
Si noti che l’altezza del triangolo è 23 e quindi
cos 30∘^ = 𝑆𝑇𝑏 = 23