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5 superiore liceo scientifico
Tipologia: Appunti
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Così piccoli da non poter essere osservati con le lente di un microscopio ottico. Anche i virus più grandi hanno dimensioni al di sotto dei nm. Dopo la scoperta di Wendell-> cellula o no? Sono costituiti da un rivestimento proteico che racchiude molecole di acidi nucleici; alcuni possiedono una struttura di rivestimento esterno di natura lipidica, non possiedono però macchinari molecolari per duplicare il proprio genoma o per svolgere attività metaboliche. Per riprodursi devono entrare dentro cellule-> parassiti obbligati.
Alcuni virus hanno un DNA a singolo filamento, altri un genoma a doppio o singolo filamento di RNA-> virus a DNA/RNA-> genoma contenuto in una singola molecola di acido nucleico. Dimensione: il più piccolo virus solo quattro geni, i più grandi hanno un genoma contenente da
Virus= virione. Rivestimento proteico che racchiude genoma: capside-> cilindrico o poliedrico a seconda del virus. Il capside è composto da tante subunità proteiche ripetute, capsomeri. Ciascun capside è formata da un ristretto numero di proteine diverse; insieme del capside e del genoma virale-> nucleocapside. Virus elicoidali: migliaia di capsomeri, di un solo tipo di proteina formano una struttura elicoidale. Adenovirus: infettano l'apparato respiratorio degli animali, 252 proteine identiche assemblate in un capside poliedrico-> virus poliedrici. Pericapside/involucro virale: membrana lipidica come rivestimento-> viene acquisita durante l'uscita del nucleo capside dalla cellula; contiene fosfolipidi e proteine di membrana della cellula infettata. Strutture più complesse: batteriofagi o faggi-> coda proteica da cui si stendono le fibre che infettano l’ospite.
I virus per duplicarsi si introducono all'interno di cellule, sfruttando le strutture molecolari necessarie per duplicazione, la trascrizione e la traduzione del proprio genoma. Ciascun virus può infettare un numero limitato di organismi e certi tessuti cellulari e non altri-> sistema di riconoscimento specifico che coinvolge il legame tra le proteine del capside virale e determinate proteine di membrana di una cellula ospite. I virus che infettano o meno più specie diverse sono specifici per un tipo di cellula.
della cellula ospite o inserisce il proprio genoma nel citoplasma cellulare, utilizzando meccanismi diversi a seconda dei virus. Una volta che il genoma virale entrato nella cellula le proteine virali prendono il comando della cellula, sfruttando le materie prime e i macchinari molecolari cellulari per duplicarsi. Dirigono la sintesi del genoma virale usando i nucleotidi gli enzimi della cellula. Nello stesso tempo avvio non la sintesi delle proteine del capside avvalendosi di ribosomi, tRNA, ATP e amminoacidi nel citoplasma cellulare. Virus a DNA utilizzando la DNA polimerasi della cellula ospite per la creazione del genoma; virus a RNA per copiare il proprio RNA virale utilizzano delle specifiche RNA polimerasi. La produzione di acidi nucleici virali di proteine dei capsomeri portano a nuovi virus. Virus semplici: terminano il loro ciclo vitale con la liberazione di centinaia di nuovi virus fuori dalla cellula, uccidendolo danneggiandola. Sintomi in seguito all'infezione virale sono legati a questa fase. Una volta usciti dalla cellula i virus si dirigono alla ricerca di nuove cellule da infettare.
- ciclo litico: riproduzione immediata del virus e la rottura della cellula ospite, con conseguente liberazione dei virus che si sono formati al suo interno. All'inizio del ciclo il fago si attacca alla cellula e ne ha il proprio DNA nel batterio; il DNA del fago trasforma la cellula in una fabbrica che produce particelle virali, Infine la cellula subisce la lisi e libera all'esterno i prodotti virali.
- ciclo lisogeno: il DNA del fago si integra nel cromosoma batterico-> DNA= profago. Qui la maggior parte dei suoi geni è inattiva. Ogni volta che la cellula di e. Coli si divide: duplica il DNA del fago insieme al suo E le trasmetto la copia le cellule figlie. Il ciclo esogeno permette virus di propagarsi senza uccidere le cellule ospiti. I profagi-> rimango nelle cellule batteriche per sempre o in particolari condizioni possono separarsi dal cromosoma batterico ed entrare nel ciclo litico-> questo passaggio rappresenta una strategia di sopravvivenza del fago può rimanere quiescente quando la cellula ospite in fase di crescita per poi riattivarsi ed entrare in un ciclo litico quando smette di dividersi o è danneggiata. I pochi geni del profago attivi all'interno del batterio lisogeno-> malattie negli animali.
I virus non sono tutti uguali, ma presentano strutture specializzate a seconda dei loro ospiti. I virus che infettano le cellule animali hanno un pericapside esterno da cui emergono spine formate da glicoproteine per entrare nella cellula ospite. Il materiale genetico è variabile: doppio o singolo di DNA/RNA. Virus che infettano gli animali: genoma costituito da RNA. L'infezione dipende dal virus: nell'herpesvirus, Lesioni cutanee, bersaglio finale al nucleo delle cellule nervose dell'area colpita: una volta nel nucleo il virus può rimanerci a lungo senza provocare danni o sintomi. In seguito, determinati eventi possono indurre la riattivazione del virus-> nuovi virus che escono dalla cellula e infettano quelle vicine.
Mammiferi ricombinanti: Alcuni scienziati hanno cominciato a valutare la possibilità di ottenere proteine su vasta scala servendosi di organismi animali. Usando la tecnologia del DNA ricombinante, è possibile aggiungere un gene codificante per una proteina umana al genoma di una piccola o di una capra, in modo che il prodotto genico desiderato sia secreto nel latte. Gli animali modificati però sono difficile da ottenere. Generalmente si inietta il DNA desiderato all'interno di un elevato numero di embrioni, che vengono in seguito implantati in una madre surrogata. Può accadere che nascano dagli embrioni uno o due animali ricombinanti, ma la probabilità che ciò accada è generalmente molto bassa. Una volta prodotto l'organismo animale geneticamente modificato, per ottenere più esemplari, la via più facile è la clonazione. Le tecniche utilizzate per inserire un DNA estraneo all'interno delle cellule variano a seconda del tipo di organismo che si desidera modificare; generalmente nei mammiferi le cellule devono essere isolate dagli organismi riposte in specifici mezzi di coltura-> poi sottoposte a trattamenti che permettono l'introduzione di DNA al loro interno (trasfezione). Elettroporazione trattamento che prevede piccole scosse elettriche induce la formazione di piccoli buchi nella membrana cellulare per far entrare il DNA. Le cellule del mammiferi tendono a eliminare questo tipo di DNA estraneo-> bisogna, quindi, renderlo indispensabile (es. inserimento di un gene che conferisce la resistenza alla sostanza tossica per le cellule in modo che solo le cellule con il plasmide possano sopravvivere). Tecnologia del DNA ricombinante-> molto utilizzata nell'ambito farmaceutico/medico. Insulina umana ottenuta dai batteri= primo farmaco prodotto grazie alla tecnologia del DNA ricombinante. Prima venivano utilizzati bovini e maiali come fonte di insulina ma pericolosi effetti collaterali. Produzione di HGH (ormone della crescita) necessaria per cura di bambini con forma di nanismo ma non efficace quello animale quindi-> estrazione da cadaveri prima dell'utilizzo di E.coli Vaccini Alcuni sono mutazioni di agenti patogeni (batteri o virus), altri derivati. Sono sostanze in grado di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici per difendersi da un determinato agente patogeno, senza indurre la malattia. Spesso unico sistema per evitare la malattia. Per produrli, utilizzo di un mutante innocuo del patogeno, con uno o più geni alterati, capace di moltiplicarsi e innescare una forte risposta immunitaria.