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Vita e Letteratura di Virginia Woolf, Sbobinature di Letteratura

Analisi della vita e delle opere della scrittrice Virginia Woolf

Tipologia: Sbobinature

2022/2023

In vendita dal 01/07/2024

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Virginia Woolf, una donna estremamente sensibile e troppo avanti per i suoi tempi, è
stata una delle donne più brillanti del suo tempo, lei rigetta e modifica quello che era
lo stereotipo vittoriano, era una femminista convinta e sicuramente una donna che
ha cercato di affermare un nuovo ideale femminile, un nuovo concetto di sessualità.
Nasce a Londra nel 1882 (James Joyce) e cresce in un ambiente estremamente
intellettuale: il padre era un critico letterario, un uomo dispotico con cui non andava
d’accordo, avevano sicuramente un rapporto conflittuale, e come la madre avevano
uno spessore intellettuale elevato, quando perde la madre aveva 13 anni e
manifesta la prima di una serie di crisi emotive, che le renderanno difficile la
permanenza sulla terra. Viene cresciuta in maniera diversa dai suoi fratelli, perché
c’era una grande differenza tra educazione delle donne e degli uomini, studia in
parte in maniera autonoma e si dedica a questa sua propensione alla scrittura
soprattutto alla morte del padre 1904. Si trasferisce con la sorella a Bloomsbury, la
parte di Londra da dove prende il nome il circolo intellettuale che lei stessa fonderà,
che raccoglieva intellettuali, autori e pensatori del Modernismo, proprio qui conosce
suo marito, Leonard Woolf, che sarò in grado di capire questa grandissima donna.
Questo circolo poneva al centro del proprio interesse intellettuale alcuni punti
fondamentali:
-soggettività → che porta ad un’alienazione dell’individuo stesso, che
è quindi al centro di tutta l’opera
Virginia è sempre stata legata al movimento estetico che viene assai valorizzato
-affettività → molto canonizzata → divinizzata
-onestà intellettuale → su cui si fonda il pensiero di Virginia Woolf, del
suo essere libera pensatrice
Con il marito nel 1917 fonda la casa editrice Hogarth Press che darà la possibilità
alle opere che abbracciavano le caratteristiche del modernismo (anticonformista) di
essere pubblicate e trovare un loro pubblico, tra le varie opere quella di Virginia
stessa, La signora Dalloway 1925, un’opera prettamente modernista.
1927 → pubblica Gita al Faro, dove il mare è un elemento tanto caro alla
letteratura (Anna Maria Ortese con Napoli). Il mare ritorna spesso nelle
sue opere, dove affronta il mare sempre in maniera diversa.
Per il resto della sua vita si è dedicata anima e corpo alla scrittura, il motivo della sua
esistenza, tratta l’interiorità che voleva analizzare nel profondo, attraverso tecniche
narrative nuove come ad esempio il monologo interiore: un modo di restituire sulla
carta una narrazione introspettiva attraverso il discorso libero e il pensiero diretto
libero, un fluire della coscienza, proprio come Joyce, ma mentre Joyce era molto
analitico, procede per analisi pensava in modo riflessivo e dettagliato, Virginia voleva
restituire interiorità attraverso un processo di scavo, creazione di tunnel interiori
(Joyce definisce lo stile di Virginia rozzo e pretenzioso).
La sua scrittura ruota attorno a dei temi fondamentali:
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Virginia Woolf, una donna estremamente sensibile e troppo avanti per i suoi tempi, è stata una delle donne più brillanti del suo tempo, lei rigetta e modifica quello che era lo stereotipo vittoriano, era una femminista convinta e sicuramente una donna che ha cercato di affermare un nuovo ideale femminile, un nuovo concetto di sessualità. Nasce a Londra nel 1882 (James Joyce) e cresce in un ambiente estremamente intellettuale: il padre era un critico letterario, un uomo dispotico con cui non andava d’accordo, avevano sicuramente un rapporto conflittuale, e come la madre avevano uno spessore intellettuale elevato, quando perde la madre aveva 13 anni e manifesta la prima di una serie di crisi emotive, che le renderanno difficile la permanenza sulla terra. Viene cresciuta in maniera diversa dai suoi fratelli, perché c’era una grande differenza tra educazione delle donne e degli uomini, studia in parte in maniera autonoma e si dedica a questa sua propensione alla scrittura soprattutto alla morte del padre 1904. Si trasferisce con la sorella a Bloomsbury, la parte di Londra da dove prende il nome il circolo intellettuale che lei stessa fonderà, che raccoglieva intellettuali, autori e pensatori del Modernismo, proprio qui conosce suo marito, Leonard Woolf, che sarò in grado di capire questa grandissima donna. Questo circolo poneva al centro del proprio interesse intellettuale alcuni punti fondamentali:

  • soggettività → che porta ad un’alienazione dell’individuo stesso, che è quindi al centro di tutta l’opera Virginia è sempre stata legata al movimento estetico che viene assai valorizzato
  • affettività → molto canonizzata → divinizzata
  • onestà intellettuale → su cui si fonda il pensiero di Virginia Woolf, del suo essere libera pensatrice Con il marito nel 1917 fonda la casa editrice Hogarth Press che darà la possibilità alle opere che abbracciavano le caratteristiche del modernismo (anticonformista) di essere pubblicate e trovare un loro pubblico, tra le varie opere quella di Virginia stessa, La signora Dalloway 1925, un’opera prettamente modernista. 1927 → pubblica Gita al Faro, dove il mare è un elemento tanto caro alla letteratura (Anna Maria Ortese con Napoli). Il mare ritorna spesso nelle sue opere, dove affronta il mare sempre in maniera diversa. Per il resto della sua vita si è dedicata anima e corpo alla scrittura, il motivo della sua esistenza, tratta l’interiorità che voleva analizzare nel profondo, attraverso tecniche narrative nuove come ad esempio il monologo interiore: un modo di restituire sulla carta una narrazione introspettiva attraverso il discorso libero e il pensiero diretto libero, un fluire della coscienza, proprio come Joyce, ma mentre Joyce era molto analitico, procede per analisi pensava in modo riflessivo e dettagliato, Virginia voleva restituire interiorità attraverso un processo di scavo, creazione di tunnel interiori (Joyce definisce lo stile di Virginia rozzo e pretenzioso). La sua scrittura ruota attorno a dei temi fondamentali:
  • IO: analisi dell’IO
  • Attenzione al tempo: uno degli elementi più importanti della sua narrazione, come ad esempio simboli che si ripetono nelle sue opere come scandire le ore, le meridiane, il senso dell’invecchiamento, la lezione che possiamo prendere da lei è di vivere ogni attimo con consapevolezza
  • Momenti di essere in cui ci rendiamo conto di stare vivendo e facciano scelte importanti e momenti di non essere, momenti in cui la nostra vita è segnata dalle nostre abitudini e non ci rendiamo conto di stare vivendo, una solita routine
  • Riflessione sulla dimensione dell’arte e che ruolo ha verso chi la crea e che effetto ha sulla società Le sue opere iniziali sono più lineari come La crociera o Monday & Tuesday, sono più tradizionali, in particolare La crociera, molto singolare ed intima, dove lei ha difficoltà ad aprirsi ad un'intimità fisica, perché era molto sensibile, tanto che ebbe un’ennesima crisi emotiva. Scopre poi lo sperimentalismo La Stanza di Jacob, una specie di esercitazione che poi si concretizza in quello da molti considerato il suo primo romanzo importante La signora Dalloway 1925. Una stanza tutta per sé parla della necessità per la donna di essere indipendente: quella stanza che è uno spazio proprio della donna ma anche uno spazio emotivo e simbolico entro cui esprimere il suo pensiero e sé stessa. Si tratta di un testo che raccoglie 2 conferenze tenute da Virginia Woolf in due college inglesi: era stata invitata a parlare alle studentesse del rapporto fra le donne e la letteratura, ma si sofferma molto sulla condizione delle donne rispetto alla letteratura: le condizioni nelle quali le donne erano state cresciute ed educate e le differenze fra l’educazione maschile e femminile avevano fatto sì che alle donne non fossero stati dati gli stessi diritti di acquisizione del sapere e di libertà intellettuale che erano concessi agli uomini. Il fatto che una donna non potesse avere una stanza tutta per sé, uno studio tutto per sé, diventa la rappresentazione di quella privazione di uno spazio espressivo a cui non hanno avuto accesso. 1931: Conferenza che tiene tratta uno temi centrali: la necessità di uccidere “ l’angelo di casa ” che non era altro che lo stereotipo a cui la donna era costretta, succube, che si sacrifica, che non ha niente e vive nell’ombra per dire che è il momento di superare questo concetto della donna che vive dietro le quinte della famiglia, dove viene sottomessa. La sua vita si conclude in maniera drammatica, negli ultimi mesi della sua vita era ossessionata dall’idea di diventare matta e i suoi diari sono testimonianze potenti, dove percepisce questo profondo malessere e paura, era molto vulnerabile, si sentiva inadeguata, è un continuo domandarsi se fosse stata in grado di diventare una brava scrittrice. Il suo stato mentale era alquanto compromesso, muore suicida nel 1941 riempiendosi le tasche di sassi gettandosi nel fiume e ancora una volta ha