Riassunto libro
“Vita” Vittorio Alfieri
PARTE PRIMA
INTRODUZIONE:
- Ci spiega il motivo per cui ha deciso di mettere per iscritto la sua vita
1. Farsi conoscere da qui pochi che hanno letto e apprezzato le sue opere (sopravvivenza della propria memoria)
e quindi l’amore verso sé stessi,
2. Voler evitare che dopo la sua morte uno scrittore qualunque raccolga la sia vita in un volumetto qualsiasi con
il solo scopo di trovare consensi nel mercato editoriale *SOCIOLOGIA DEL MERCATO EDITORIALE
- Il suo obiettivo è scrivere della sua vita con la maggiore onestà possibile, ma qualora non riuscisse ad essere
effettivamente sincero ometterà determinati avvenimenti per non essere ridotto a mentitore.
- Lui stesso autorizza il lettore ad andare oltre, ossia a saltare parti di testo laddove diventi troppo prolisso,
soprattutto nella parte della vecchiaia dove la ragione a volte può venir meno.
EPOCA PRIMA – PUERIZIA: abbraccia nove anni di vegetazione.
Capitolo primo; Nascita e parenti
(1749)
- Ci dà i suoi natali e ci descrive in breve la sua discendenza paterna
- Accenni al rapporto con la sorella e la madre
Capitolo secondo; Reminiscenze dell’infanzia
(1752: 3 anni)
- il primo ricordo è dello zio che gli dava i confetti
(1754: 5 anni)
- Si ammala di dissenteria e si trasferiscono nella casa del patrigno
- il fratellastro più grande viene mandato nel collegio dei Gesuiti
- Prima sensazione di malessere (per la sorella) di cui Alfieri ha memoria: lui la descrive come un dolore vero e
proprio che noi oggi chiameremo trauma della separazione.
(1755:6 anni)
- soffre per la lontananza dalla sorella
- Prima testimonianza della sua tendenza allo studio: viene affidato ad un precettore, don Ivaldi che gli insegna
a leggere, scrivere e far di conto; se non per Cornelio Nepote e Fedro era un precettore piuttosto ignorante.
(poi cambierà insegnate)
Capitolo terzo; Primi sintomi di un carattere appassionato
- Non va più a trovare la sorella e dunque ne soffre; pian piano supera la cosa poiché frequenta la chiesa del
Carmine dove ci sono i fraticelli, che essendo molto giovani, nel volto gli ricordano la sorella.
- Episodio in cui sostituisce nel vocabolario di greco e latino la parola frate con padre.
(1756=7 o 8 anni)
- Essendo un giorno malinconico prova a mangiare dell'erba del giardino di casa si pensando fosse cicuta.
Ovviamente sarà scoperto e punito.
Capitolo quarto; Sviluppo dell’indole indicato da vari fattarelli
(tra i 7 o 8 anni)
- Punizione esemplare della reticella.
- Veniva portato a messa facendogli indossare la reticella. La prima volta alla chiesa del Carmine la seconda
volta alla chiesa di San Martino
- La vergogna di talmente tanta che ci stette male e la punizione non venne più applicata.
- Aveva comunque un carattere particolare poiché venne punito quando, la nonna essendo in visita da loro,
chiese cosa volesse per regalo e lui disse nulla con fare arrogante e venne dunque punito.
Capitolo quinto; Ultima storietta puerile
- Passa l'estate con il fratellastro, il marchese di Cacherano, con il quale avrà un piccolo incidente in casa
(sbatte la testa sul camino facendo gli esercizi alla prussiana).
- Conoscenza per la prima volta dell’invidia, poiché il fratellastro essendo più adulta riceveva più attenzioni, e
di come essa possa sfociare in due direzioni: o nell’odio e nel mettersi in competizione con gli altri.
- L’invidia era verso il suo fratellastro Marchese di Cacherano, il quale essendo più grande di lui era nel
collegio dei Gesuiti e più avanti negli studi.
- L’anno dopo il fratellastro si ammalò di Tisi e venne riportato a casa dove morì poco tempo dopo ma Alfieri
non lo vide più nemmeno prima della morte.