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Descrizione e definizione del welfare state, modelli e attuazioni del welfare, welfare e malattia mentale, welfare aspetti e problemi, crisi degli ambiti del welfare (istruzione, previdenza sociale, sanitario), crisi dei 3 ambiti e motivazioni, nascita del terzo settore e i suoi soggetti (cooperative sociali, associazioni di volontariato, banche del tempo, gruppi di mutuo aiuto, fondazioni pro sociali). Lotta alla povertà. Normalità e patologia differenza e analisi di: - ansia patologica - depressione - mania - disturbi della personalità (antisociale della personalità, borderline, narcisistico, dipendente di personalità, psicotici)
Tipologia: Appunti
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Letteralmente viene definito come uno stato di benessere o stato sociale ; comprende tutte quelle azioni che lo stato mette in atto per prendersi cura del cittadino (questo è possibile grazie a interventi mirati che servono a garantire al cittadino delle condizioni di vita dignitose). Lo stato di benessere deve garantire al cittadino i bisogni primari (piramide di Maslow ) in qualsiasi campo: da quello educativo a quello sanitario ed economico. Il welfare vuole sviluppare degli interventi per ridurre il disagio sociale Es. garantisce a tutti l’assistenza sanitaria, fornisce a prezzi contenuti o gratuitamente alcuni servizi essenziali alla persona che dispone di un reddito basso (es. per i trasporti pubblici), gli studenti frequentano gratuitamente la scuola dell’obbligo (fino ai 16 anni). Possono usufruire di borse di studio, per accedere ad istituti superiori-universitari (se si esce con una media alta). Lo stato di benessere si prende carico anche dei lavoratori (es. indennità di malattia: se il soggetto si ammala viene comunque retribuito; congedo obbligatorio di maternità e non è valido solo per le madri, ma anche per il padre); esiste anche l’intervento per quanto riguarda la medicina (come vaccini e medicine per garantire la sanità). —> sono tutte leggi che lo stato mette in atto per salvaguardare il benessere della persona.
Lo stato di benessere nasce nei paesi occidentali nella seconda metà del 20° secolo: caratterizzato da un rapporto tra lo stato e la società civile. Lo stato di benessere garantisce la sua finalità e sviluppa i suoi obbiettivi attraverso dei provvedimenti, come:
La condizione in cui opera il welfare non è stata sempre la stessa, per un periodo duraturo di tempo per la tutela dei bisogni dei cittadini non interveniva lo stato, ma intervenivano le associazioni caritatevoli ; chiamate anche solidaristiche. Addirittura intervenivano i membri della stessa famiglia, in particolare la donna che si faceva a carico dei soggetti più fragili (dei diversamente abili, i bambini, gli anziani…). Lo stato in tutto questo interveniva nelle situazioni di disagio in modo blando, uno di questi interventi è stato fatto per la prima volta in Inghilterra ed è chiamata la legislazione dei poveri (poor’s law) ; è stata emanata a più riprese in Gran Bretagna tra 18 e 19 secolo e prevedeva delle forme di beneficenza per poveri e anziani. Questa beneficienza non la erogava direttamente lo stato, ma veniva erogata dalle parrocchie. Dalla seconda rivoluzione industriale… Con la seconda rivoluzione industriale (avvenuta negli ultimi 30 anni dell’800), vi è un miglioramento dell’intervento dello stato nella vita sociale. Grandi masse di lavoratori dalle campagne si ammassano nelle città, ma questi non vivevano una condizione florida da un punto di vista economico e sociale. Essi sono troppi e questo rende difficile l’intervento della chiesa. La chiesa interveniva solo negli ambienti rurali, nelle piccole realtà, mentre in una grande città non è possibile che si attuino interventi in modo proficuo. Le risorse umane sono poche mentre le persone sono troppe. Le donne ( angelo del focolare ) non possono più aiutare i più poveri, perché esse cominciano a lavorare e non ci sono più le tradizionali forme di solidarietà familiare e il mutuo soccorso. Nel contesto dell’industrializzazione emergono nuovi problemi , molto più spinosi rispetto al sistema educativo e del mutuo soccorso; e ne consegue un cambiamento della visione della società:
La 104 deve essere richiesta tramite un procedimento complesso: c’è una commissione che valuta la gravità della disabilità, (commissione formata dal medico, psicologo e dall’assistente sociale). La visita consiste in delle domande per verificare se esiste davvero la disabilità.
Il welfare deve soddisfare i bisogni fondamentali del cittadino, per questo si occupa anche di soddisfare il bisogno delle cure da un punto di vista psichico. La malattia mentale è una sindrome o modalità comportamentale o psicologica, clinicamente significativa, associata a un malessere o a una menomazione, da considerarsi manifestazione di una disfunzione comportamentale, psicologica o biologica della persona. Freud è stato il fondatore della psicanalisi e sosteneva che la normalità in senso stretto non esiste, in quanto la normalità era relativa alla società e alla cultura di appartenenza di un soggetto. Ciò che era considerato normale in una cultura e in un certo contesto socio culturale non lo è in un altro. Freud è stato il primo a occuparsi di curare una sofferenza psichica profonda e lo fa attraverso diversi metodi; tra le quali: l’ipnosi (oggi usata nei casi strettamente necessari), il metodo del colloquio, la libera associazione, i questionari, i test, l’interpretazione dei sogni… Soprattutto il colloquio, l’interpretazione dei sogni e l’ipnosi sono i metodi maggiormente usati per portare a livello di coscienza un sentimento represso nell’inconscio. La sofferenza psichica non viene vista come qualcosa di negativo, per Freud la sofferenza psichica era la conseguenza delle psicosi. Viene esercitata una differenziazione tra: LA PSICOSI: riguarda i disturbi psichiatrici rari che riguardano la psiche che si manifestano attraverso delle anomalie psichiche. Si verifica la perdita del rapporto del soggetto con la realtà. Questo porta ad una destrutturazione della personalità. Il soggetto può avere dei deliri, delle allucinazioni, tutto questo si riflette sul suo modo di essere e di agire. LA NEVROSI: determina un disordine mentale di natura prevalentemente psicologica, derivato da un conflitto inconscio tra l'individuo e l'ambiente. Sono dei disturbi psichici definiti come abbastanza comuni; generano una sofferenza abbastanza intensa nell’individuo; ma a differenza della psicosi non compromettono il rapporto con la realtà; il soggetto non vede la realtà in modo distorto. Freud in uno dei suoi primi scritti cura un caso di psicosi di Anna O. La sofferenza psichica La sofferenza psichica è necessaria per la costruzione e lo sviluppo di un individuo maturo. Non è detto che tutti coloro che hanno una sofferenza psichica e mentale debba essere per forza classificata come una nevrosi o psicosi. La sofferenza psichica può portare ad un risvolto positivo, a una spinta ad andare avanti e a superare il momento negativo. La sofferenza psichica deriva da un disturbo mentale ed entra nel campo della patologia; non è facile distinguere ciò che è normale da ciò è patologico. È difficile distinguere la normalità dalla pazzia, ma purtroppo le patologie psichiche esistono e devono essere curate. Dunque il welfare ha istituito dei presidi gratuiti che permettono la cura di queste malattie. Prima si chiamavano istituti psichiatrici, oggi vengono denominati come istituti per la cura mentale; che mirano al reinserimento della persona nella società. Nei manicomi invece la cura era la stessa per ogni persona, le medicine e la cura non era differenziata in base alla malattia mentale, non c’era attenzione all’individuo. Con Basaglia questo cambia.
All’interno dei centri di salute mentale dopo essere guarita puoi uscire, vieni seguito da un equipe specializzata (come lo psicologo, lo psichiatra, il nutrizionista, l’educatore…), viene messo al centro del processo la persona come singolo. Le cure sono mirate e di norma vengono prescritti gli psicofarmaci con un dosaggio non casuale - dipende dal peso della persona. Nei centri per la salute mentale non entrano solo gli adulti, esiste la neuropsichiatria infantile (fino ai 18 anni). Prima con i manicomi non vi era distinzione nemmeno rispetto all’eta anagrafica. WELFARE STATE: ASPETTI E PROBLEMI pagina 470 Il Welfare non ha avuto successo per molti anni e ha prodotto grandi cambiamenti all’interno del sistema sociale:
Queste forme di tutela sono state introdotte grazie la crisi del Welfare in quanto lo Stato sociale non è più stato in grado di mantenere il benessere dei cittadini. È stato alla fine degli anni 80-90 in Italia si stava bene, esisteva la classe media che si era rafforzata ed inseguito è entrata in crisi per ragioni di carattere economico, sociale, politico…
Entrano in crisi gli ambiti del welfare ossia: l’istruzione, la previdenza sociale e la sanità:
Secondo la teoria del welfare dovrebbe essere obbligatoria (in modo diverso a seconda dei diversi paesi). (Es. in Italia vige l’obbligo fino ai 16 anni). L’istruzione deve produrre sia lavoratori qualificati (attraverso scuole tecniche), che servono a far funzionare l’apparato industriale. Ma serve sopratutto per creare cittadini. Il welfare definisce l’istruzione come uno strumento di emancipazione sociale : che porta i cittadini ad essere consapevoli dei propri diritti e doveri. Di norma i paesi che hanno uno sviluppo economico maggiormente ampio e hanno risentito in misura minore i periodi di crisi sviluppate nel 1900, sono i paesi che hanno un livello di istruzione più alto. Questi paesi hanno modelli di istruzione migliori, partendo dalle scuole primarie fino all’università. Al contrario tutti quei paesi che non hanno livelli di istruzione elevati, non porteranno mai i propri cittadini a sviluppare capacità innovative, competitive (o organizzative) a livello economico. Es. in Africa prima di costruire le industrie formano le persone, perché non sono abituate a lavorare; dunque è necessaria una loro formazione preliminare. L’istruzione: si tratta del conferimento o l’acquisizione dei dati relativi a una preparazione tecnica o culturale, mediante un insegnamento più o meno organico. È un punto cardine di una società, e da essa parte il sistema sociale, economico e produttivo…
La previdenza sociale è compresa nelle politiche sociali e contempla diverse forme di tutela ed assistenza dei lavoratori che si traducono nell’erogazione di prestazioni di somme di denaro o altre utilità. Predisposte in relazione a situazioni di bisogno in cui i lavoratori stessi o i loro famigliari possono venire a trovarsi in seguito al verificarsi di determinati eventi riconducibili o meno allo svolgimento dell’attività lavorativa e finalizzate a garantire la continuità del reddito. Tali eventi comportano prevalentemente l’interruzione dell’attività lavorativa, interruzione che può avere carattere temporaneo, come nel caso della malattia o dell’infortunio, oppure permanente. In Italia questa previdenza sociale è obbligatoria e pubblica, è una forma che riguarda i lavori indipendenti ed è finanziata dai datori di lavoro. Le pensioni rappresentano la parte principale di questa previdenza sociale (vi sono pensioni di invalidità, vecchiaia). Le pensioni di anzianità consistono nell’aver lavorato un tempo minimo. Per andare in pensione servono almeno 41 anni di contributi versati (qualunque sia l'età del richiedente) o 35 anni di contributi se il richiedente ha almeno 58 anni Le pensioni sono finanziate secondo due criteri:
Es. insegnanti precari a fine giugno viene dato il tra perché non si sa se verranno riassunti l’anno dopo. NASPI In Italia esistono dal primo gennaio 2012, due modi su cui si basa il sistema pensionistico:
In Italia, Inghilterra, Irlanda vi è un sistema sanitario nazionale , attraverso cui con un’organizzazione capillare sul territorio nazionale i servizi sono erogati dalle Aziende sanitarie locali, dalle Aziende ospedaliere e da strutture che si prendono carico del mantenimento e il recupero della salute fisica e psichica di tutti i cittadini. I cittadini dovrebbero avere accesso illimitato alle cure pubbliche (pagando solo il ticket). In Italia però i tempi di attesa sono lunghi e accade che spesso i cittadini si affidano a enti provati. Finché si tratta di esami di routine i costi non sono elevati (e possono essere detratti con la dichiarazione del reddito). Negli Stati Uniti vi è un sistema sanitario privato, chi non ha un’assicurazione non riceve le cure. Esistono due eccezioni: per i poveri e per gli anziani. Il presidente Obama, ha riformato in parte il sistema sanitario: volendolo avvicinare al modello europeo. Questa riforma non ha avuto i risultati sperati. In Italia e in Occidente, il diritto alla salute è legato al valore non negoziabile della vita umana (la vita non ha un valore economico), ma l’assistenza sanitaria presenta delle grandi fratture da un a parte da un punto di vista della cura e dall’alta parte non viene sottoposto ai sistemi di controllo. Accade così che alcuni reparti vengano chiusi e altri dovrebbero essere modernizzati (queste mancanze non ci sono in quella privata). Le migliori strutture sanitario si trovano al nord (cardiologia migliore a Bergamo), mentre al sud queste mancanze sono accentuate. CRISI DEI TRE AMBITI E MOTIVAZIONI
Il terzo settore collabora in modo molto forte con le istituzioni statali, ma ha un’entità indipendente, le organizzazioni del terzo settore sono le ONLUS le quali non hanno scopo di lucro. Per mantenersi queste associazioni svolgono delle attività predisposte da loro stesse (Caritas). Il carattere innovativo del terzo settore : vuole soddisfare i bisogni materiali dei soggetti che comprendono anche i bisogni relazionari, di appartenenza e di identità (bisogni fondamentali dell’uomo). I soggetti del terzo settore non hanno scopo di lucro, hanno una natura giudica privata e una funzione collettiva. I SOGGETTI DEL TERZO SETTORE (pagina 2010) Le istituzioni che fanno parte del terzo settore:
Fino a qualche decennio fa, negli anni 90, le organizzazioni del terzo settore erano marginali e non venivano riconosciute. Dagli anni 90 hanno assunto rilevanza nel settore e panorama sociale ed economico. Il terzo settore è cresciuto nel momento in cui ha iniziato ad assolvere delle funzioni socio assistenziali; ha iniziato a svolgere quelle funzioni trascurate dal settore pubblico: funzioni culturali, sportive, attività ricreative, assistenziali… Alla fine del 1900, c’è stato uno squilibrio tra le esigenze dei cittadini e l’offerta dei servizi data dallo stato, che era insufficiente. Il terzo settore si è posto al vertice degli interessi: basati sul benessere, sull'evoluzione della comunità, sull’assistenzialismo individuale, sul recupero. Il terzo settore opera su molti campi per sviluppare l’interesse generale. Tutte queste organizzazioni sono obbligate a redigere il bilancio di esercizio: sono obbligate a dichiarare i redditi che hanno acquisito in modo che lo stato si assicuri che non abbiano acquisito degli utili e che tutto il guadagno sia stato speso per attività di tipo sociale. Questi enti ultimamente hanno iniziato ad operare nel campo dello viluppo sostenibile, si sono rivolti alla lotta contro la povertà, allo sviluppo del potenziale umano, alla valorizzazione della biodiversità e alla collaborazione tra le istituzioni e lo stato. LOTTA ALLA POVERTÀ Il terzo settore interviene con il sostentamento alimentare (es. il banco alimentare, banco farmaceutico, le mense gestite da enti religiosi, la mensa dei poveri, oppure gestite da associazioni laiche). Altre soluzioni sono la creazione dei dormitori per i senza tetto, vi sono dormitori maschili e femminili, ed è una prevenzione per situazioni di disagio per i senzatetto. L’unico limite imposto è che i letti sono limitati e aprono a una certa ora altre alla quale non si può accedere. All’interno di una realtà sociale molto spesso come la nostra l’opera del terzo settore e di questi enti risulta inefficiente: le richieste sono eccessivamente superiori a quanto si riesce ad offrire. Questo con riferimento anche per la struttura sanitaria o dell’istruzione scolastica. Il terzo settore si occupa anche di dare una dignità alle prostituite: viene impomato del personale specializzato che si avvicina a loro. Si vuole portare all’emancipazione sociale, economico queste donne che vivono una condizione di disagio. Sanità: la sanità privata ha costi elevanti mentre quella pubblica prevede dei tempi di attesa lunghissimi. Il terzo settore ha creato delle strutture di benessere: i consultori. Il terzo settore si occupa anche della carenza d’acqua, attraverso la sensibilizzazione dei governi, ma la carenza di acqua porta a una condizione negativa anche nei paesi sviluppati. Si occupa anche dei gestione dei rifugi, urgenze in ambito urbano, ad esempio il terzo settore si occupa della gestione degli spazi. (Orti urbani: spazi di terreno affittati dallo stato a enti provati, a singoli individui in cui ti è permesso coltivare). Sviluppo sostenibile: monopattini o uso delle biciclette o car sharing.
Tra questa, la teoria psicanalitica sostiene che le reazioni d’ansia sono dovute al fallimento dei meccanismi di difesa. C’è uno scontro tra quello che io voglio fare e quello che posso fare, c’è uno scontro tra l’es (principio piacere), l’io (principio della realtà) e il super io (norma morali). Secondo questa teoria l’es e il super io si scontrano sempre in quanto l’individuo è sempre in lotta tra quello che vuole fare e ciò che la realtà gli dice di fare. Principio del piacere, rappresenta la ricerca istintiva del piacere e la spinta per evitare il dolore, al fine di soddisfare le esigenze biologiche e psicologiche. L’io funge da mediatore per far star bene il soggetto da un punto di vista psichico. Quando le frustrazioni esterne sono troppo forti da permettere una vita equilibrata, intervengono i meccanismi di difesa dall’ansia. Essi sono automatici, inconsci e involontari:
Questa situazione di squilibrio si manifestano soprattutto nelle persone depresse : in cui vi è uno squilibrio permanente dei sentimenti; nel corso della giornata passano da un tono di umore ad un altro. Attraverso la depressione una persona è profondamente e quasi del tutto concentrata sulle proprie mancanze e frustrazioni. Il mondo esterno non è che un riflesso di quello interno, e appare minaccioso e rifiutante. Le persone depresse hanno delle caratteristiche evidenti:
È una manifestazione esagerata dell’affettività. Si tratta di soggetti con un’autostima esagerata e una percezione distorta della realtà (pensano di non fallire mai). I sintomi caratterizzanti sono:
Questo disturbo si rifà al mito di Narciso: innamorato del suo riflesso nel fiume e nell’intento di abbracciare la propria immagine o accarezzare il proprio volto riflesso cade in acqua e affoga. Questo disturbo si manifesta prevalentemente nei maschi.
prendere nessuna decisione in modo autonomo (un famigliare prende tutte le decisioni al posto suo: chi frequentare, dove andare a scuola…). Queste persone hanno paura che gli altri non approvino le loro scelte e per paura di essere criticati o giudicati non esprimono la loro opinione e non si assumono le loro responsabilità; hanno un’autostima molto bassa, sono remissivi, quando si interrompe una relazione ne cercano un’altra pur di non rimanere da soli (anche se sbagliata o tossica). Questo disturbo può derivare da un rapporto educativo iper-protettivo con al madre in età infantile. In passato questi disturbi venivano considerati come disturbi mentali e curati attraverso le medesime cure. Oggi esistono degli psicofarmaci specifici per ogni disturbo. Inoltre prima che il soggetto venga sottoposto ai farmaci segue l’iter terapeutico (psicologo, colloquio, test…) e dopo che il disturbo è stato diagnosticato il soggetto viene indirizzato verso lo specialista, lo psichiatra.