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Welfare state e il terzo settore, Appunti di Scienze Umane

Descrizione e definizione del welfare state, modelli e attuazioni del welfare, welfare e malattia mentale, welfare aspetti e problemi, crisi degli ambiti del welfare (istruzione, previdenza sociale, sanitario), crisi dei 3 ambiti e motivazioni, nascita del terzo settore e i suoi soggetti (cooperative sociali, associazioni di volontariato, banche del tempo, gruppi di mutuo aiuto, fondazioni pro sociali). Lotta alla povertà. Normalità e patologia differenza e analisi di: - ansia patologica - depressione - mania - disturbi della personalità (antisociale della personalità, borderline, narcisistico, dipendente di personalità, psicotici)

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 06/08/2023

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APPUNTI WELFARE STATE + schede !
Letteralmente viene definito come uno stato di
benessere o stato sociale; comprende tutte quelle
azioni che lo stato mette in atto per prendersi cura
del cittadino (questo è possibile grazie a interventi
mirati che servono a garantire al cittadino delle
condizioni di vita dignitose).!
Lo stato di benessere deve garantire al cittadino i
bisogni primari (piramide di Maslow) in qualsiasi
campo: da quello educativo a quello sanitario ed
economico.!
Il welfare vuole sviluppare degli interventi per ridurre il
disagio sociale !
Es. garantisce a tutti l’assistenza sanitaria, fornisce a prezzi contenuti o gratuitamente alcuni servizi
essenziali alla persona che dispone di un reddito basso (es. per i trasporti pubblici), gli studenti
frequentano gratuitamente la scuola dell’obbligo (fino ai 16 anni).
Possono usufruire di borse di studio, per accedere ad istituti superiori-universitari (se si esce con
una media alta).
Lo stato di benessere si prende carico anche dei lavoratori (es. indennità di malattia: se il soggetto
si ammala viene comunque retribuito; congedo obbligatorio di maternità e non è valido solo per le
madri, ma anche per il padre); esiste anche l’intervento per quanto riguarda la medicina (come
vaccini e medicine per garantire la sanità). !
—> sono tutte leggi che lo stato mette in atto per salvaguardare il benessere della persona. !
Dove nasce
Lo stato di benessere nasce nei paesi occidentali nella seconda metà del 20° secolo:
caratterizzato da un rapporto tra lo stato e la società civile. !
Lo stato di benessere garantisce la sua finalità e sviluppa i suoi obbiettivi attraverso dei
provvedimenti, come:!
L’erogazione di contributi in denaro, sopratutto nella fasi di vita in cui le persone non possono
lavorare (provvede al loro sostentamento, attraverso il reddito di cittadinanza).!
Istituzione di servizi specifici, sopratutto in campo educativo (le scuole gratuite, gli asili, le
ludoteca e la formazione delle biblioteche…); le scuole private paritarie sono state equiparate
alla scuole statali (paghi attraverso l’ISE).!
Concede benefici fiscali; permette di detrarre dalla propria dichiarazione dei redditi le spese
mediche sostenute durante l’anno precedente - per assistere un familiare disabile - permette
anche di chiedere in banca il mutuo per acquistare un’abitazione…!
LIBERTÀ DI E DA
Il WELFARE è lo stato di benessere, lo stato permette il soddisfacimento dei diritti e promulga e fa
rispettare i diritti civili e i diritti sociali. !
C’è stato un politologo italiano chiamato Norberto Morbio (1909) egli opera una distinzione tra lo
stato liberale e sociale:!
Libertà da: nello stato liberale si tutelano i diritti civili, questo stato garantisce una libertà
negativa (libertà da), la libertà da è quel tipo di libertà al quale ci appelliamo quando non
vogliamo essere ostacolati da nulla (dallo stato, dai cittadini in quanto sono un individuo libero).!
Libertà di: invece è propria dello stato sociale, è quello stato che riconosce i diritti sociali,
promuove la libertà positiva, significa che lo stato si impegna per permettere a tutti i cittadini di
avere tutte quelle libertà necessarie per poter realizzare tutte le aspirazioni e soddisfare i
bisogni. !
La libertà tutelata dal welfare state è la libertà di, ossia la libertà positiva; e comprende la libertà:
di istruirsi, ricevere una retribuzione equa… Questi diritti vengono sviluppati attraverso dei servizi
che il welfare state finanza attraverso l’imposizione di tasse, di imposte: tributi. !
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APPUNTI WELFARE STATE + schede

Letteralmente viene definito come uno stato di benessere o stato sociale ; comprende tutte quelle azioni che lo stato mette in atto per prendersi cura del cittadino (questo è possibile grazie a interventi mirati che servono a garantire al cittadino delle condizioni di vita dignitose). Lo stato di benessere deve garantire al cittadino i bisogni primari (piramide di Maslow ) in qualsiasi campo: da quello educativo a quello sanitario ed economico. Il welfare vuole sviluppare degli interventi per ridurre il disagio sociale Es. garantisce a tutti l’assistenza sanitaria, fornisce a prezzi contenuti o gratuitamente alcuni servizi essenziali alla persona che dispone di un reddito basso (es. per i trasporti pubblici), gli studenti frequentano gratuitamente la scuola dell’obbligo (fino ai 16 anni). Possono usufruire di borse di studio, per accedere ad istituti superiori-universitari (se si esce con una media alta). Lo stato di benessere si prende carico anche dei lavoratori (es. indennità di malattia: se il soggetto si ammala viene comunque retribuito; congedo obbligatorio di maternità e non è valido solo per le madri, ma anche per il padre); esiste anche l’intervento per quanto riguarda la medicina (come vaccini e medicine per garantire la sanità). —> sono tutte leggi che lo stato mette in atto per salvaguardare il benessere della persona.

Dove nasce

Lo stato di benessere nasce nei paesi occidentali nella seconda metà del 20° secolo: caratterizzato da un rapporto tra lo stato e la società civile. Lo stato di benessere garantisce la sua finalità e sviluppa i suoi obbiettivi attraverso dei provvedimenti, come:

  • L’ erogazione di contributi in denaro, sopratutto nella fasi di vita in cui le persone non possono lavorare (provvede al loro sostentamento, attraverso il reddito di cittadinanza).
  • Istituzione di servizi specifici , sopratutto in campo educativo (le scuole gratuite, gli asili, le ludoteca e la formazione delle biblioteche…); le scuole private paritarie sono state equiparate alla scuole statali (paghi attraverso l’ISE).
  • Concede benefici fiscali ; permette di detrarre dalla propria dichiarazione dei redditi le spese mediche sostenute durante l’anno precedente - per assistere un familiare disabile - permette anche di chiedere in banca il mutuo per acquistare un’abitazione… LIBERTÀ DI E DA Il WELFARE è lo stato di benessere, lo stato permette il soddisfacimento dei diritti e promulga e fa rispettare i diritti civili e i diritti sociali. C’è stato un politologo italiano chiamato Norberto Morbio (1909) egli opera una distinzione tra lo stato liberale e sociale:
  • Libertà da: nello stato liberale si tutelano i diritti civili, questo stato garantisce una libertà negativa (libertà da), la libertà da è quel tipo di libertà al quale ci appelliamo quando non vogliamo essere ostacolati da nulla (dallo stato, dai cittadini in quanto sono un individuo libero).
  • Libertà di: invece è propria dello stato sociale , è quello stato che riconosce i diritti sociali, promuove la libertà positiva, significa che lo stato si impegna per permettere a tutti i cittadini di avere tutte quelle libertà necessarie per poter realizzare tutte le aspirazioni e soddisfare i bisogni. La libertà tutelata dal welfare state è la libertà di , ossia la libertà positiva; e comprende la libertà: di istruirsi, ricevere una retribuzione equa… Questi diritti vengono sviluppati attraverso dei servizi che il welfare state finanza attraverso l’imposizione di tasse, di imposte: tributi.

La condizione in cui opera il welfare non è stata sempre la stessa, per un periodo duraturo di tempo per la tutela dei bisogni dei cittadini non interveniva lo stato, ma intervenivano le associazioni caritatevoli ; chiamate anche solidaristiche. Addirittura intervenivano i membri della stessa famiglia, in particolare la donna che si faceva a carico dei soggetti più fragili (dei diversamente abili, i bambini, gli anziani…). Lo stato in tutto questo interveniva nelle situazioni di disagio in modo blando, uno di questi interventi è stato fatto per la prima volta in Inghilterra ed è chiamata la legislazione dei poveri (poor’s law) ; è stata emanata a più riprese in Gran Bretagna tra 18 e 19 secolo e prevedeva delle forme di beneficenza per poveri e anziani. Questa beneficienza non la erogava direttamente lo stato, ma veniva erogata dalle parrocchie. Dalla seconda rivoluzione industriale… Con la seconda rivoluzione industriale (avvenuta negli ultimi 30 anni dell’800), vi è un miglioramento dell’intervento dello stato nella vita sociale. Grandi masse di lavoratori dalle campagne si ammassano nelle città, ma questi non vivevano una condizione florida da un punto di vista economico e sociale. Essi sono troppi e questo rende difficile l’intervento della chiesa. La chiesa interveniva solo negli ambienti rurali, nelle piccole realtà, mentre in una grande città non è possibile che si attuino interventi in modo proficuo. Le risorse umane sono poche mentre le persone sono troppe. Le donne ( angelo del focolare ) non possono più aiutare i più poveri, perché esse cominciano a lavorare e non ci sono più le tradizionali forme di solidarietà familiare e il mutuo soccorso. Nel contesto dell’industrializzazione emergono nuovi problemi , molto più spinosi rispetto al sistema educativo e del mutuo soccorso; e ne consegue un cambiamento della visione della società:

  • Le condizione di vita nelle fabbriche sono critiche: aumenta la possibilità di avere incidenti, le condizioni non erano salubri, vi era molta probabilità di contrare malattie, non c’erano le condizioni di sicurezza che ci sono oggi. Tutto questo pone il problema di iniziare a tutelare il lavoratore e verso la metà del 1800 vengono varate per la prima volta delle iniziative per limitare il lavoro delle donne e dei bambini nelle fabbriche.
  • I bambini nel 1800 vengono considerati come una forza lavoro che non ha valore (i bambini sono meno soggetti a fatica rispetto agli adulti); non esisteva il diritto al gioco, all’istruzione. C’è molta natalità e i bambini vengono usati per il lavoro, considerati come merce, venendo sfruttati prima nei campi e successivamente nelle fabbriche. Svolgono dei lavori manuali che per l’uomo sarebbero impossibili da svolgere.
  • Le donne non godevano di diritti, ma solo doveri. Venivano considerate come merce e forza lavoro. Non esistevano le associazioni, il diritto di sciopero, non si poteva chiedere una diminuzione delle ore lavorative… A metà del 1800 si inizia a prendere coscienza della condizione pessima delle donne e dei bambini, e vengono varate per la prima volta iniziative legislative per limitarne il lavoro. Nascono e vengono riconosciute giuridicamente le società di mutuo soccorso (associazioni fondate dai lavoratori e servono a sostenere economicamente le vittime delle malattie, di incidenti sul lavoro e le loro famiglie) - offrono sostegno e assumono gradualmente un significato sempre più ampio. Questo significato si sviluppa portando assistenza anche ai derelitti (senzatetto), questo sostegno non ha una come motivazione la promozione del benessere di queste persone, ma ha solo motivazioni religiose. Successivamente diventeranno motivazioni politiche e ci sarà un intervento sistematico dello stato, regolamentato da leggi e finalizzato a garantire il benessere della collettività. Film Charlie Chaplin tempi moderni film

La 104 deve essere richiesta tramite un procedimento complesso: c’è una commissione che valuta la gravità della disabilità, (commissione formata dal medico, psicologo e dall’assistente sociale). La visita consiste in delle domande per verificare se esiste davvero la disabilità.

WELFARE E MALATTIA MENTALE

Il welfare deve soddisfare i bisogni fondamentali del cittadino, per questo si occupa anche di soddisfare il bisogno delle cure da un punto di vista psichico. La malattia mentale è una sindrome o modalità comportamentale o psicologica, clinicamente significativa, associata a un malessere o a una menomazione, da considerarsi manifestazione di una disfunzione comportamentale, psicologica o biologica della persona. Freud è stato il fondatore della psicanalisi e sosteneva che la normalità in senso stretto non esiste, in quanto la normalità era relativa alla società e alla cultura di appartenenza di un soggetto. Ciò che era considerato normale in una cultura e in un certo contesto socio culturale non lo è in un altro. Freud è stato il primo a occuparsi di curare una sofferenza psichica profonda e lo fa attraverso diversi metodi; tra le quali: l’ipnosi (oggi usata nei casi strettamente necessari), il metodo del colloquio, la libera associazione, i questionari, i test, l’interpretazione dei sogni… Soprattutto il colloquio, l’interpretazione dei sogni e l’ipnosi sono i metodi maggiormente usati per portare a livello di coscienza un sentimento represso nell’inconscio. La sofferenza psichica non viene vista come qualcosa di negativo, per Freud la sofferenza psichica era la conseguenza delle psicosi. Viene esercitata una differenziazione tra: LA PSICOSI: riguarda i disturbi psichiatrici rari che riguardano la psiche che si manifestano attraverso delle anomalie psichiche. Si verifica la perdita del rapporto del soggetto con la realtà. Questo porta ad una destrutturazione della personalità. Il soggetto può avere dei deliri, delle allucinazioni, tutto questo si riflette sul suo modo di essere e di agire. LA NEVROSI: determina un disordine mentale di natura prevalentemente psicologica, derivato da un conflitto inconscio tra l'individuo e l'ambiente. Sono dei disturbi psichici definiti come abbastanza comuni; generano una sofferenza abbastanza intensa nell’individuo; ma a differenza della psicosi non compromettono il rapporto con la realtà; il soggetto non vede la realtà in modo distorto. Freud in uno dei suoi primi scritti cura un caso di psicosi di Anna O. La sofferenza psichica La sofferenza psichica è necessaria per la costruzione e lo sviluppo di un individuo maturo. Non è detto che tutti coloro che hanno una sofferenza psichica e mentale debba essere per forza classificata come una nevrosi o psicosi. La sofferenza psichica può portare ad un risvolto positivo, a una spinta ad andare avanti e a superare il momento negativo. La sofferenza psichica deriva da un disturbo mentale ed entra nel campo della patologia; non è facile distinguere ciò che è normale da ciò è patologico. È difficile distinguere la normalità dalla pazzia, ma purtroppo le patologie psichiche esistono e devono essere curate. Dunque il welfare ha istituito dei presidi gratuiti che permettono la cura di queste malattie. Prima si chiamavano istituti psichiatrici, oggi vengono denominati come istituti per la cura mentale; che mirano al reinserimento della persona nella società. Nei manicomi invece la cura era la stessa per ogni persona, le medicine e la cura non era differenziata in base alla malattia mentale, non c’era attenzione all’individuo. Con Basaglia questo cambia.

All’interno dei centri di salute mentale dopo essere guarita puoi uscire, vieni seguito da un equipe specializzata (come lo psicologo, lo psichiatra, il nutrizionista, l’educatore…), viene messo al centro del processo la persona come singolo. Le cure sono mirate e di norma vengono prescritti gli psicofarmaci con un dosaggio non casuale - dipende dal peso della persona. Nei centri per la salute mentale non entrano solo gli adulti, esiste la neuropsichiatria infantile (fino ai 18 anni). Prima con i manicomi non vi era distinzione nemmeno rispetto all’eta anagrafica. WELFARE STATE: ASPETTI E PROBLEMI pagina 470 Il Welfare non ha avuto successo per molti anni e ha prodotto grandi cambiamenti all’interno del sistema sociale:

  • ha portato all’allungamento della durata media della vita degli individui,
  • avrebbe dovuto garantire l’uguaglianza da un punto di vista sociale del libero mercato,
  • ha migliorato le condizioni di vita dei cittadini,
  • ha portato delle prospettive per un futuro migliore. Il Welfare è stato in grado di sviluppare la mobilità sociale ascendente : si tratta della possibilità di poter passare da una condizione sociale ad un’altra, in un sistema di stratificazione sociale. La mobilità sociale può essere di due tipi:
  • (^) Discendente : sono quei fattori che peggiorano le condizioni di vita dell’individuo (es. i soggetti benestanti possono perdere il loro patrimonio a seguito di tracolli finanziari)
  • (^) Ascendente : si tratta di un mutamento verso l’alto, porta l’individuo a vivere una condizione sociale migliore, (es. un lavoratore dipendente può ottenere promozioni o diventare imprenditore). Da un punto di vista teorico, il Welfare risulta il sistema politico migliore possibile (deve guardare al benessere di tutti i cittadini), sul piano dell’apparato statale invece ha avuto dei periodo di ombre. L’ apparato statale e soprattutto quello burocratico , hanno portato a dei ritardi rispetto ai servizi offerti al cittadino (burocrazia lunga e tempi biblici), sul piano sociale ed economico il Welfare può comportare una riduzione dell’efficienza del servizio (lunghe attese per fruire di un servizio sanitario). Ha, inoltre, causato un incremento della pressione fiscale che porta a un deficit del bilancio dello stato. Deficit: si tratta di una mancanza del PIL del paese (prodotto interno lordo), i soldi spesi per erogare dei servizi non sostengono le entrate. Se le uscite superano le entrate significa che da un punto di vista economico vi è un rischio: lo stato potrebbe anche non essere in grado di rispettare gli accordi internazionali fatti precedentemente. Crisi del Welfare + schede sulla crisi: Questi problemi hanno portato dalla fine degli anni 70 del ‘900 alla crisi del Welfare state, che ha portato a un percorso di riorganizzazione dei rapporti tra stato e società, tra il pubblico e il privato. Lo stato non riusciva più a farsi carico completamente delle formule per portare il benessere ai cittadini, di conseguenza sono subentrate le istituzioni private. Questo ingresso delle istituzioni private per mantenere il benessere dei cittadini, è dovuta a una fase di stagflazione , termine usato dagli economisti per designare una situazione in cui aumentano i prezzi e contemporaneamente l’economia ristagna. Questo periodo è iniziato dalla fine degli accordi di Bretton Woods , accordi stipulati nel 1971 che hanno reciso il legame tra il dollaro e le altre valute, questi accordi sono poi stati tagliati nel 1974. Questi accordi hanno indebolito il prezzo del petrolio, che già nel 1973 (anno della crisi energetica) aveva avuto un periodo di crisi.

Queste forme di tutela sono state introdotte grazie la crisi del Welfare in quanto lo Stato sociale non è più stato in grado di mantenere il benessere dei cittadini. È stato alla fine degli anni 80-90 in Italia si stava bene, esisteva la classe media che si era rafforzata ed inseguito è entrata in crisi per ragioni di carattere economico, sociale, politico…

CRISI DEGLI AMBITI DEL WELFARE

Entrano in crisi gli ambiti del welfare ossia: l’istruzione, la previdenza sociale e la sanità:

Istruzione

Secondo la teoria del welfare dovrebbe essere obbligatoria (in modo diverso a seconda dei diversi paesi). (Es. in Italia vige l’obbligo fino ai 16 anni). L’istruzione deve produrre sia lavoratori qualificati (attraverso scuole tecniche), che servono a far funzionare l’apparato industriale. Ma serve sopratutto per creare cittadini. Il welfare definisce l’istruzione come uno strumento di emancipazione sociale : che porta i cittadini ad essere consapevoli dei propri diritti e doveri. Di norma i paesi che hanno uno sviluppo economico maggiormente ampio e hanno risentito in misura minore i periodi di crisi sviluppate nel 1900, sono i paesi che hanno un livello di istruzione più alto. Questi paesi hanno modelli di istruzione migliori, partendo dalle scuole primarie fino all’università. Al contrario tutti quei paesi che non hanno livelli di istruzione elevati, non porteranno mai i propri cittadini a sviluppare capacità innovative, competitive (o organizzative) a livello economico. Es. in Africa prima di costruire le industrie formano le persone, perché non sono abituate a lavorare; dunque è necessaria una loro formazione preliminare. L’istruzione: si tratta del conferimento o l’acquisizione dei dati relativi a una preparazione tecnica o culturale, mediante un insegnamento più o meno organico. È un punto cardine di una società, e da essa parte il sistema sociale, economico e produttivo…

Previdenza sociale

La previdenza sociale è compresa nelle politiche sociali e contempla diverse forme di tutela ed assistenza dei lavoratori che si traducono nell’erogazione di prestazioni di somme di denaro o altre utilità. Predisposte in relazione a situazioni di bisogno in cui i lavoratori stessi o i loro famigliari possono venire a trovarsi in seguito al verificarsi di determinati eventi riconducibili o meno allo svolgimento dell’attività lavorativa e finalizzate a garantire la continuità del reddito. Tali eventi comportano prevalentemente l’interruzione dell’attività lavorativa, interruzione che può avere carattere temporaneo, come nel caso della malattia o dell’infortunio, oppure permanente. In Italia questa previdenza sociale è obbligatoria e pubblica, è una forma che riguarda i lavori indipendenti ed è finanziata dai datori di lavoro. Le pensioni rappresentano la parte principale di questa previdenza sociale (vi sono pensioni di invalidità, vecchiaia). Le pensioni di anzianità consistono nell’aver lavorato un tempo minimo. Per andare in pensione servono almeno 41 anni di contributi versati (qualunque sia l'età del richiedente) o 35 anni di contributi se il richiedente ha almeno 58 anni Le pensioni sono finanziate secondo due criteri:

  • Vige un sistema pensionistico a “ripartizione”: vale a dire che sono^ finanziate^ con le imposte ossia attraverso i contributi pagati dai lavoratori e dalle imprese sono destinati al pagamento delle pensioni di coloro che hanno già cessato la loro attività lavorativa. Capitalizzazione: è il processo per cui il risparmio si trasforma in capitale e quindi una quota dei beni prodotti nel flusso annuale del prodotto interno lordo è destinata a impieghi produttivi per creare flussi di beni futuri; (in altri termini la pensione viene pagata con gli interessi del capitale che il lavoratore ha progressivamente accantonato durante gli anni lavorativi - TFA: trattamento fine rapporto).

Es. insegnanti precari a fine giugno viene dato il tra perché non si sa se verranno riassunti l’anno dopo. NASPI In Italia esistono dal primo gennaio 2012, due modi su cui si basa il sistema pensionistico:

  • La pensione di vecchiaia
  • La pensione anticipata (per coloro che non sono più abili a lavorare), l’importo sarà inferiore rispetto a quella di vecchiaia. Per tutti i lavoratori viene usato il metodo del calcolo contributivo: il soggetto riceve la sua pensione in base ad un calcolo operato dall’Ines basato sulle ultime contribuzioni che ha percepito (contribuzioni effettive che sono state versate dall’ente per cui lavori). Se le ultime contribuzioni corrispondo a un livello lavorativo più alto, il soggetto percepisce una pensione più alta.

Sanitario

In Italia, Inghilterra, Irlanda vi è un sistema sanitario nazionale , attraverso cui con un’organizzazione capillare sul territorio nazionale i servizi sono erogati dalle Aziende sanitarie locali, dalle Aziende ospedaliere e da strutture che si prendono carico del mantenimento e il recupero della salute fisica e psichica di tutti i cittadini. I cittadini dovrebbero avere accesso illimitato alle cure pubbliche (pagando solo il ticket). In Italia però i tempi di attesa sono lunghi e accade che spesso i cittadini si affidano a enti provati. Finché si tratta di esami di routine i costi non sono elevati (e possono essere detratti con la dichiarazione del reddito). Negli Stati Uniti vi è un sistema sanitario privato, chi non ha un’assicurazione non riceve le cure. Esistono due eccezioni: per i poveri e per gli anziani. Il presidente Obama, ha riformato in parte il sistema sanitario: volendolo avvicinare al modello europeo. Questa riforma non ha avuto i risultati sperati. In Italia e in Occidente, il diritto alla salute è legato al valore non negoziabile della vita umana (la vita non ha un valore economico), ma l’assistenza sanitaria presenta delle grandi fratture da un a parte da un punto di vista della cura e dall’alta parte non viene sottoposto ai sistemi di controllo. Accade così che alcuni reparti vengano chiusi e altri dovrebbero essere modernizzati (queste mancanze non ci sono in quella privata). Le migliori strutture sanitario si trovano al nord (cardiologia migliore a Bergamo), mentre al sud queste mancanze sono accentuate. CRISI DEI TRE AMBITI E MOTIVAZIONI

  • fotocopie pagina 472 I tre ambiti entrano in crisi perché non c’è più la possibilità da parte dello stato di garantire l’uguaglianza sociale da un punto di vista sanitario, dell’istruzione e della previdenza sociale. La crisi ha ragioni sia interne alla forma dello stato Sociale sia esterne:
  • Cause esterne : va ricordata la congiuntura economica internazionale che, proprio negli anni 70 del 900, ha cominciato a mostrare forti segnali di crisi, avviando una prolungata fase di “stagflazione”, ovvero di stagnazione dei consumi e di inflazione monetaria.
  • Cause interne: le richieste di tutela da parte dei cittadini sono aumentate e si è manifestata un’insoddisfazione per un servizio giudicato inadeguato e insufficiente. Allo stesso momento il servizio vien visto come un sistema omologato. Il sistema inizia ad avere un malfunzionamento da un punto di vista organizzativo, non rispondendo più ai bisogni del cittadino. Alla crisi del welfare: i governi hanno prevalentemente risposto con politiche di restrizione della spesa pubblica; con una conseguente privatizzazione di alcuni servizi che prima erano svolti dallo Stato. Dall’altro hanno operato dei tagli di spesa sul sistema del pubblico impiego, della sanità, dell’istruzione.

Il terzo settore collabora in modo molto forte con le istituzioni statali, ma ha un’entità indipendente, le organizzazioni del terzo settore sono le ONLUS le quali non hanno scopo di lucro. Per mantenersi queste associazioni svolgono delle attività predisposte da loro stesse (Caritas). Il carattere innovativo del terzo settore : vuole soddisfare i bisogni materiali dei soggetti che comprendono anche i bisogni relazionari, di appartenenza e di identità (bisogni fondamentali dell’uomo). I soggetti del terzo settore non hanno scopo di lucro, hanno una natura giudica privata e una funzione collettiva. I SOGGETTI DEL TERZO SETTORE (pagina 2010) Le istituzioni che fanno parte del terzo settore:

  • cooperative sociali: disciplinata dalla legge 80, si pone il fine di portare i soggetti più svantaggiati all’inserimento lavorativo (anche i disabili), prende il nome anche di cooperative di tipo B e assume un ruolo sempre più rilevante all’interno della nostra società. Specialmente in Italia, l’inserimento nel mondo del lavoro ha avuto origine da quelle che inizialmente prendevano il nome di società di muto soccorso: sorte per fornire un lavoro o prestare assistenza alle persone più indigenti. Con la legge del 1991 acquisiscono una funzione altruistica e solidaristica. Per far parte di queste cooperative bisognava esserne soci, ma con la legge del 91 viene promulgato l’accesso alle cooperativa anche ai non soci (alla comunità sociale) e dunque la tipologia dei soci viene ampliata.
  • associazioni di volontariato: si tratta di associazioni private che perseguono un’azione solidarista di tipo pubblico, possono essere riconosciute o non da un punto di vista legislativo. Questo riconoscimento è avvenuto con una legge specifica dell’agosto del 91, la legge 266, (pagina 211 Art. 2 importante di questa legge).
  • banche del tempo: in cui ogni iscritto mette a disposizione parte del proprio tempo, parte delle sue abilita sociali affinché altri soggetti ne possano disporre. In cambio ricevono un tempo equivalentemente competente da parte di altri soci della banca del tempo. All’interno di queste banche c’è una forma organizzativa che permette ai soggetti di mettersi in relazione fra di loro, di ricevere servizi che necessitano da parte di altri soggetti e di dare dei servizi ad altri soggetti. È un sistema in cui le persone si scambiano reciprocamente i servizi, il sapere, attività. Sono delle associazioni tra persone che si auto organizzano, si scambiano del tempo per aiutarsi soprattutto nelle piccole attività.
  • gruppi di mutuo aiuto: nascono intorno al 1933 in Italia, con lo scopo di sostenere persone che hanno la dipendenza dall’alcool. Hanno un’accelerazione molto forte intorno agli anni 70 in Italia che culmina con la legge 382 del 2000, la quale riconosce i gruppi di mutuo aiuto come una risorsa fondamentale nel terzo settore, seppur non abbiano una normativa specifica. Dei gruppi di mutuo aiuto ricordiamo gli alcolisti anonimi, gruppi per i separati… e sono formati da soggetti che mettono insieme le loro problematiche e arrivano a condividere gli obbiettivi comuni per uscire da questa situazione.
  • fondazioni pro sociali: enti di diritto privato creati da uno o più fondatori. Hanno un patrimonio da destinare a degli scopi, il singolo decido che parte dal suo patrimonio sarà impiegato per promuovere il benessere. Hanno una forma organizzativa specifica, e sono cresciuti molto per rilevanza nel terzo settore, di norma vengono definite come delle organizzazioni di natura privata senza scopo di lucro e la principale fonte di reddito deriva dal patrimonio di cui sono state dotate. Ne esistono due forme: - Di erogazione: si devolvono dei contributi finanziari a delle organizzazioni che collaborano con la propria fondazione. - Finalità operativa: ha come scopo quello di perseguire direttamente delle finalità pubbliche e di utilità sociale. Il soggetto in prima persona finanzia, no si appoggia ad altre associati. Le organizzazioni sono: organizzazioni di volontariato, enti filantropici, imprese sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, le ONLUL, tutti quei soggetti privati che agiscono senza scopo di lucro. Quelle realtà che appartengono al terzo settore non appartengono né a quello pubblico, né a quello privato.

Fino a qualche decennio fa, negli anni 90, le organizzazioni del terzo settore erano marginali e non venivano riconosciute. Dagli anni 90 hanno assunto rilevanza nel settore e panorama sociale ed economico. Il terzo settore è cresciuto nel momento in cui ha iniziato ad assolvere delle funzioni socio assistenziali; ha iniziato a svolgere quelle funzioni trascurate dal settore pubblico: funzioni culturali, sportive, attività ricreative, assistenziali… Alla fine del 1900, c’è stato uno squilibrio tra le esigenze dei cittadini e l’offerta dei servizi data dallo stato, che era insufficiente. Il terzo settore si è posto al vertice degli interessi: basati sul benessere, sull'evoluzione della comunità, sull’assistenzialismo individuale, sul recupero. Il terzo settore opera su molti campi per sviluppare l’interesse generale. Tutte queste organizzazioni sono obbligate a redigere il bilancio di esercizio: sono obbligate a dichiarare i redditi che hanno acquisito in modo che lo stato si assicuri che non abbiano acquisito degli utili e che tutto il guadagno sia stato speso per attività di tipo sociale. Questi enti ultimamente hanno iniziato ad operare nel campo dello viluppo sostenibile, si sono rivolti alla lotta contro la povertà, allo sviluppo del potenziale umano, alla valorizzazione della biodiversità e alla collaborazione tra le istituzioni e lo stato. LOTTA ALLA POVERTÀ Il terzo settore interviene con il sostentamento alimentare (es. il banco alimentare, banco farmaceutico, le mense gestite da enti religiosi, la mensa dei poveri, oppure gestite da associazioni laiche). Altre soluzioni sono la creazione dei dormitori per i senza tetto, vi sono dormitori maschili e femminili, ed è una prevenzione per situazioni di disagio per i senzatetto. L’unico limite imposto è che i letti sono limitati e aprono a una certa ora altre alla quale non si può accedere. All’interno di una realtà sociale molto spesso come la nostra l’opera del terzo settore e di questi enti risulta inefficiente: le richieste sono eccessivamente superiori a quanto si riesce ad offrire. Questo con riferimento anche per la struttura sanitaria o dell’istruzione scolastica. Il terzo settore si occupa anche di dare una dignità alle prostituite: viene impomato del personale specializzato che si avvicina a loro. Si vuole portare all’emancipazione sociale, economico queste donne che vivono una condizione di disagio. Sanità: la sanità privata ha costi elevanti mentre quella pubblica prevede dei tempi di attesa lunghissimi. Il terzo settore ha creato delle strutture di benessere: i consultori. Il terzo settore si occupa anche della carenza d’acqua, attraverso la sensibilizzazione dei governi, ma la carenza di acqua porta a una condizione negativa anche nei paesi sviluppati. Si occupa anche dei gestione dei rifugi, urgenze in ambito urbano, ad esempio il terzo settore si occupa della gestione degli spazi. (Orti urbani: spazi di terreno affittati dallo stato a enti provati, a singoli individui in cui ti è permesso coltivare). Sviluppo sostenibile: monopattini o uso delle biciclette o car sharing.

  • concezione di Ivan Illicich elogio alla bicicletta Enti più importanti del terzo settore:
  • organizzazioni di volontariato, che non possono essere costituite da meno di 7 persone fisiche,

Tra questa, la teoria psicanalitica sostiene che le reazioni d’ansia sono dovute al fallimento dei meccanismi di difesa. C’è uno scontro tra quello che io voglio fare e quello che posso fare, c’è uno scontro tra l’es (principio piacere), l’io (principio della realtà) e il super io (norma morali). Secondo questa teoria l’es e il super io si scontrano sempre in quanto l’individuo è sempre in lotta tra quello che vuole fare e ciò che la realtà gli dice di fare. Principio del piacere, rappresenta la ricerca istintiva del piacere e la spinta per evitare il dolore, al fine di soddisfare le esigenze biologiche e psicologiche. L’io funge da mediatore per far star bene il soggetto da un punto di vista psichico. Quando le frustrazioni esterne sono troppo forti da permettere una vita equilibrata, intervengono i meccanismi di difesa dall’ansia. Essi sono automatici, inconsci e involontari:

  • Inconsci: derivano dall’inconscio;
  • Involontari: non possono essere controllati;
  • Automatici: intervengono ogni volta che la psiche del soggetto è in sofferenza. Secondo la teoria psicoanalitica l’ansia deriva da un funzionamento scorretto dei meccanismi di difesa. In psichiatria molti disturbi sono riconducibili all’ansia patologica:
  1. Attacchi di panico : episodi di forte paura associati ad una sensazione di catastrofe, hanno una durata media di 10 minuti, provocano palpitazioni, sensi di soffocamento e la percezione di essere distaccati da sé stessi.
  2. Disturbi fobici : consistono in persistenti, irragionevoli, intense paure (fobie) relative a situazioni, circostanze o oggetti specifici. Es: l’agorafobia (paura degli spazi aperti e affollati). Deriva da Agora, il luogo dove si riunivano i cittadini greci. L’agorafobia viene anche definita fobia sociale perché il soggetto ha paura ad interagire con persone sconosciute, ha paura che le persone lo possano giudicare e questa crea una situazione d’ansia che il soggetto non può gestire e sostenere.
  3. Disturbo ossessivo compulsivo : è caratterizzato da pensieri, immagini o impulsi ricorrenti. Questi innescano ansia e “obbligano” la persona mettere in atto degli atteggiamenti e ad attuare azioni ripetitive materiali o mentali per tranquillizzarsi (come se fossero dei rituali). Es: riordinare la casa, mettere gli oggetti sempre nello stesso posto, assicurarsi che la porta sia chiusa, mettere le ciabatte vicino al letto, andare a controllare che le luci siano spente più volte al giorno.
  4. Disturbo d’ansia generalizzato : dura almeno 6 mesi, il soggetto ha difficoltà a controllare il proprio stato affettivo ed emotivo, ha difficoltà ad avere rapporti sociali sia con i familiari, sia con i soggetti esterni. Questo determina problemi sia nello studio sia nel lavoro. Si manifesta con comportamenti irascibili e irritabili da parte del soggetto. I DISTURBI DELL’UMONE Nel DSM 5: vengono trattati anche i disturbi dell’umore, con riferimento a una tonalità (parte) dell’affettività. Le persone equilibrate hanno una personalità equilibrata e stabile e non passano repentinamente da un umore ad un altro, da una situazione tranquilla a una aggressiva.

DEPRESSIONE

Questa situazione di squilibrio si manifestano soprattutto nelle persone depresse : in cui vi è uno squilibrio permanente dei sentimenti; nel corso della giornata passano da un tono di umore ad un altro. Attraverso la depressione una persona è profondamente e quasi del tutto concentrata sulle proprie mancanze e frustrazioni. Il mondo esterno non è che un riflesso di quello interno, e appare minaccioso e rifiutante. Le persone depresse hanno delle caratteristiche evidenti:

  1. Sono demotivate e disinteressate verso la vita futura (per loro vale solo il qui e ora), non hanno prospettive e la loro vita è come se fosse prova di significato ed è superflua.
  1. Fanno fatica anche a portare a termine i loro bisogni primari. Hanno un’incapacità totale nel compiere i gesti più nomali e semplici.
  2. Svolgono la ruminazione : si accusano spesso e volentieri di colpe passate e insufficienze, si sentono inferiori agli altri. Per questo si rifugiano progressivamente in universo sempre più chiuso ed evitante, apparentemente immobile ma in realtà pieno di conflitti interni così profondi e dolorosi da farli piombare nell’apatia, modo di non sentire nulla e ripararsi indirettamente da una sofferenza ritenuta eccessiva.
  3. Provoca una situazione nel quale il soggetto vorrebbe solo dormire, il sonno è un meccanismo di difesa con cui il soggetto si estranea dalla realtà esterna per allontanare questi pensieri (Freud).
  4. Ci sono anche delle alterazioni dell’appetito : il soggetto si abbuffa per scappare dei problemi, non mangia perché si auto colpevolizza e auto penalizza. Diversamente rifiuta il cibo. Una delle spie più evidenti che una persona è depressa, al di là dell’apatia e della poca voglia di prendere iniziative, si trova proprio nei suoi discorsi. Ci sono frasi che ci devono mettere in allarme, soprattutto se ripetute spesso: non valgo, perché devo vivere in questa situazione, se sparissi sarebbe meglio per tutti… Cause della depressione:
  • Eventi stressanti: licenziamento, lutti, maternità, separazioni o divorzi al quale il soggetto non riesce a reagire; i meccanismi di difesa dell’ansia non svolgono il loro lavoro. (Secondo Freud: i meccanismi di difesa dovrebbero garantire una vita esterna equilibrata, nel momento in cui falliscono e le frustrazioni esterne sono troppo forti, è come se il soggetto venisse schiacciato e non gli permettessero una vita equilibrata). La depressione si presenta come un episodio isolato a cui segue un periodo più o meno lungo privo di sintomi che prende il nome di periodo di remissione. Per i famigliari e gli amici spesso è difficile scoprire le prime avvisaglie della depressione in una persona a loro cara. Si tende a sottovalutare il disagio, pensando che passerà da solo oppure i sintomi possono essere confusi con noia e sconforto. La depressione può essere riconosciuta nel momento in cui si manifesta in determinati momenti della giornata: il depresso si sente meglio nei primi momenti della mattina e negli ultimi della sera, mentre nel resto della giornata manifesta sintomi allarmanti. Alcune ricerche evidenziano che la depressione sia ereditaria, e le donne sono maggiormente colpite. La sua manifestazione può avvenire a qualsiasi età, persino nell’infanzia (soprattutto nelle società industriali, nelle società in cui lo stile di vita è stressante e non rilassato, non segue i ritmi della natura, in cui l’uomo è frenetico). Il soggetto depresso deve prendere consapevolezza di ciò che sta vivendo, della sua condizione e deve essere riconosciuto. I primi che si dovrebbero accorgere della situazione critica vissuta del depresso sono i famigliari, che non sono impotenti, ma se possono rivolgersi e chiedere aiuto ad associazioni, numeri di telefono…, il soggetto viene aiutato attraverso un approccio di psicoterapia , (sostenuto da psicologi e farmaci).
  • Se il soggetto depresso è minorenne il famigliare che esercita la patria potestà può portarlo nei centri specializzati di psicoterapia per iniziare il trattamento (ma i genitori possono anche sminuire il problema e sostenere che il figlio non sia affetto da alcun disturbo psichico).
  • Mentre il soggetto maggiorenne può decidere di non voler essere sottoposto alle cure, a meno che non diventi pericoloso per sé stesso e gli altri, e in questo caso i famigliari optano per il TSO (trattamento sanitario obbligatorio).

MANIA

È una manifestazione esagerata dell’affettività. Si tratta di soggetti con un’autostima esagerata e una percezione distorta della realtà (pensano di non fallire mai). I sintomi caratterizzanti sono:

Questo disturbo si rifà al mito di Narciso: innamorato del suo riflesso nel fiume e nell’intento di abbracciare la propria immagine o accarezzare il proprio volto riflesso cade in acqua e affoga. Questo disturbo si manifesta prevalentemente nei maschi.

Disturbo dipendente di personalità: la persona vuole essere sempre accudita, non riesce a

prendere nessuna decisione in modo autonomo (un famigliare prende tutte le decisioni al posto suo: chi frequentare, dove andare a scuola…). Queste persone hanno paura che gli altri non approvino le loro scelte e per paura di essere criticati o giudicati non esprimono la loro opinione e non si assumono le loro responsabilità; hanno un’autostima molto bassa, sono remissivi, quando si interrompe una relazione ne cercano un’altra pur di non rimanere da soli (anche se sbagliata o tossica). Questo disturbo può derivare da un rapporto educativo iper-protettivo con al madre in età infantile. In passato questi disturbi venivano considerati come disturbi mentali e curati attraverso le medesime cure. Oggi esistono degli psicofarmaci specifici per ogni disturbo. Inoltre prima che il soggetto venga sottoposto ai farmaci segue l’iter terapeutico (psicologo, colloquio, test…) e dopo che il disturbo è stato diagnosticato il soggetto viene indirizzato verso lo specialista, lo psichiatra.

Disturbo psicotici: opera una distinzione tra nevrosi e psicosi:

  • (^) Disturbi psicotici: scissione del soggetto con la realtà esterna, il soggetto perde qualsiasi contatto e ha un rapporto distorto della realtà esterna. Il comportamento regredisce ad uno stadio precedente, primitivo, è come se ci fosse una fusioni e simbiosi tra il proprio corpo e l’ambiente estero. Il soggetto non riconosce i propri pensieri, vi è un’alterazione del linguaggio, non c’è pensiero logico e un nesso logico tra i suoi pensieri e i suoi discorsi. I soggetti affetti da disturbi psicotici sono in preda ad allucinazioni e deliri:
    • Allucinazioni: percezione che qualcosa esista, riguarda la sfera sensoriale (vedo e sento cose che non esistono). Non devono essere confuse con le illusioni, esse infatti sono una percezione confusa di qualcosa che esiste realmente.
    • Deliri: si tratta di idee stravaganti che non hanno alcuna attinenza con la realtà (persona pensa di essere Napoleone e si comporta come se fosse lui). I disturbi psicotici vengono distinti in 2 parti:
  • (^) Psicosi organiche: hanno un’origine biologica, possono essere acute o croniche. Es. psicosi arteriosclerotica, è causata da un’errata circolazione del sangue perché le arterie celebrali sono degenerate.
  • (^) Psicosi endogene (endogene: base organica conosciuta, predisposizione congenita): come la schizofrenia, in cui il soggetto è dissociato e non comprende quali sono i confini tra sé stesso e la realtà esterna. Sente delle voci e delle alterazioni uditive, che sono prodotte dalla sua mente. Il linguaggio non è logico. Psicosi reattive : causate da traumi psichici, il termine reattivo infatti indica una reazione a un trauma o evento esterno doloroso. Possono essere:
  1. Psicosi da lutto: causate dalla perdita di una persona cara;
  2. Psicosi da detenzione: tipiche di chi ha trascorso molti anni in carcere;
  3. Psicosi gravidiche: causate da reazioni conflittuali alla gravidanza (cambia corpo, umore, non voglio il figlio, paura del parto, paura di avere un ruolo materno…).