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William Shakespeare e sonetti, Slide di Letteratura Inglese

Riassunto William Shakespeare, sonetti, tematiche

Tipologia: Slide

2019/2020

Caricato il 02/05/2020

Francescaaaaaaa24
Francescaaaaaaa24 🇮🇹

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WILLIAM SHAKESPEARE: TRACCE, POEMETTI, SONETTI
Unit 1 - Chi era William Shakespeare?
2. Shakespeare-mania
Se si cerca la voce «Shakespeare» su Google fino a qualche anno fa eravamo già a 130 milioni di
risultati circa, aumentati a dismisura sicuramente in maniera esponenziale quando nel 2016 tutto il
mondo ha festeggiato i 400 anni dalla morte del Bardo più celebre del mondo. La sua eredità ha
contaminato i generi più vari, dalla musica classica alla pittura, dal melodramma al cinema, dalla
letteratura all’arte contemporanea. Migliaia di compagnie al mondo recitano Shakespeare, che ha
anche una sua compagnia ufficiale, la Royal Shakespeare Company, fondata nel 1961 e ogni anno
ha festival interamente dedicati ai drammi shakespeariani come Shakespeare al parco al Central
Park di New York e in infinite altre locations. Basti pensare che versioni del Globe Theatre
attualmente funzionanti sono sparse per il mondo, solo per citarne alcune basti pensare a Londra,
Chicago, Tokyo, Praga, Roma, San Diego.
3. Una biografia incerta
Il grande paradosso è che di Shakespeare si parli molto, ma non si sappia altrettanto.
Certo è che di un bambino con quel nome fu registrato il battesimo 26 aprile del 1564 a
Stratford-upon-Avon. Si crede però egli sia nato il 23 aprile( giorno di San Giorgio, patrono
dell’Inghilterra) e si dice la morte sia avvenuta esattamente nello stesso giorno del 1616
(probabilmente per costruire il mito di un’icona culturale che rappresenta l’Inghilterra
stessa). Figlio di un guantaio, Shakespeare avrebbe frequentato la Grammar School locale
dove imparò il latino. Si sposò con una donna più grande di lui, Anne Hathaway, a 18 anni
ed ebbero 3 figli: Susanna, Hamnet e Judith. Del matrimonio si sa poco, gli anni tra il 1585-
1591 vengono definiti gli «anni perduti» perché non si hanno testimonianze su dove egli
fosse o cosa facesse, ma ciò che si sa è che nei primi anni ‘90 Shakespeare abbandona il
tetto coniugale di Stratford e arriva a Londra, dove inizia la sua carriera come
drammaturgo e attore.
4. Gli anni della poesia e i primi ingaggi importanti
Mentre però Shakespeare sta muovendo i primi passi nella capitale inglese tra il 1592-94
si assiste alla chiusura teatri per la peste, ciò lo costringe a prendere una pausa dal teatro
per cimentarsi con la poesia. La scelta è dettata dalla necessità di guadagnare qualcosa ed
è per questo che riesce a garantirsi il Conte di Southempton come protettore ( presto lo
definirà «the first heir of my invention») al quale infatti egli dedica alcune delle sue opere
poetiche che vedremo nella seconda unità.
Una volta riaperti i teatri nel 1594 entrò a far parte dei Lord Chamberlain’s Men, di cui
diventa anche azionista e solo nel 1599 si trasferisce al Globe, appena costruito dove ha
inizio la produzione dei cosiddetti «drammi romani». Nel 1594 sembra vengano pubblicati
in forma anonima le sue due prime opere, il Titus Andronicus e l’Henry VI.
Nel 1595, appare poi la sigla W.S. su La pietosa tragedia di Locrino, probabilmente però
apocrifo.
5. Paradosso editoriale e canone shakespeariano
Sicuramente si può considerare come molti drammi dell’epoca, nella forma in cui li
leggiamo secoli dopo, siano il prodotto di più voci autoriali che collaboravano nella
costruzione dei testi. Attori, drammaturghi, trascrittori erano le tre anime di un testo
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WILLIAM SHAKESPEARE: TRACCE, POEMETTI, SONETTI

Unit 1 - Chi era William Shakespeare?

2. Shakespeare-mania

Se si cerca la voce «Shakespeare» su Google fino a qualche anno fa eravamo già a 130 milioni di

risultati circa, aumentati a dismisura sicuramente in maniera esponenziale quando nel 2016 tutto il

mondo ha festeggiato i 400 anni dalla morte del Bardo più celebre del mondo. La sua eredità ha

contaminato i generi più vari, dalla musica classica alla pittura, dal melodramma al cinema, dalla

letteratura all’arte contemporanea. Migliaia di compagnie al mondo recitano Shakespeare, che ha

anche una sua compagnia ufficiale, la Royal Shakespeare Company, fondata nel 1961 e ogni anno

ha festival interamente dedicati ai drammi shakespeariani come Shakespeare al parco al Central

Park di New York e in infinite altre locations. Basti pensare che versioni del Globe Theatre

attualmente funzionanti sono sparse per il mondo, solo per citarne alcune basti pensare a Londra,

Chicago, Tokyo, Praga, Roma, San Diego.

3. Una biografia incerta

Il grande paradosso è che di Shakespeare si parli molto, ma non si sappia altrettanto. Certo è che di un bambino con quel nome fu registrato il battesimo 26 aprile del 1564 a Stratford-upon-Avon. Si crede però egli sia nato il 23 aprile( giorno di San Giorgio, patrono dell’Inghilterra) e si dice la morte sia avvenuta esattamente nello stesso giorno del 1616 (probabilmente per costruire il mito di un’icona culturale che rappresenta l’Inghilterra stessa). Figlio di un guantaio, Shakespeare avrebbe frequentato la Grammar School locale dove imparò il latino. Si sposò con una donna più grande di lui, Anne Hathaway, a 18 anni ed ebbero 3 figli: Susanna, Hamnet e Judith. Del matrimonio si sa poco, gli anni tra il 1585- 1591 vengono definiti gli «anni perduti» perché non si hanno testimonianze su dove egli fosse o cosa facesse, ma ciò che si sa è che nei primi anni ‘90 Shakespeare abbandona il tetto coniugale di Stratford e arriva a Londra, dove inizia la sua carriera come drammaturgo e attore.

4. Gli anni della poesia e i primi ingaggi importanti

Mentre però Shakespeare sta muovendo i primi passi nella capitale inglese tra il 1592- si assiste alla chiusura teatri per la peste, ciò lo costringe a prendere una pausa dal teatro per cimentarsi con la poesia. La scelta è dettata dalla necessità di guadagnare qualcosa ed è per questo che riesce a garantirsi il Conte di Southempton come protettore ( presto lo definirà «the first heir of my invention») al quale infatti egli dedica alcune delle sue opere poetiche che vedremo nella seconda unità. Una volta riaperti i teatri nel 1594 entrò a far parte dei Lord Chamberlain’s Men, di cui diventa anche azionista e solo nel 1599 si trasferisce al Globe, appena costruito dove ha inizio la produzione dei cosiddetti «drammi romani». Nel 1594 sembra vengano pubblicati in forma anonima le sue due prime opere, il Titus Andronicus e l’Henry VI. Nel 1595, appare poi la sigla W.S. su La pietosa tragedia di Locrino, probabilmente però apocrifo.

5. Paradosso editoriale e canone shakespeariano

Sicuramente si può considerare come molti drammi dell’epoca, nella forma in cui li leggiamo secoli dopo, siano il prodotto di più voci autoriali che collaboravano nella costruzione dei testi. Attori, drammaturghi, trascrittori erano le tre anime di un testo

attraverso dei meccanismi di collaborazione o sovrascrittura: il drammaturgo scriveva il copione, recitato dagli attori che aggiungevano qualcosa durante l’interpretazione e il testo dello spettacolo finale veniva trascritto man mano nella sua versione finale messa in scena da dei trascrittori presenti nel teatro. Come afferma il Professor Stanco nel libro di testo, infatti, si può parlare di «Fluidità del canone shakespeariano collegabile al contesto in cui le opere furono prodotte». Shakespeare, al contrario di Jonson, non si preoccupò mai di curare la pubblicazione delle sue opere, né abbiamo opere manoscritte, il che ha alimentato le speculazioni addirittura sull’esistenza stessa di Shakespeare.

6. Le speculazioni

Alcune teorie fantasiose immaginano addirittura fosse un nobile dell’epoca, come il conte di Oxford o proprio il conte di Southampton, o anche Kit Marlowe, o addirittura la regina Elisabetta ad aver scritto dietro lo pseudonimo «preso in prestito» dal figlio di un guantaio di Stratford Upon Avon che voleva fare l’attore. Ma, come detto, sono più che altro, teorie fantasiose. Vero è che sembra strano un uomo di tali umili origini sia stato in grado di scriver tra i testi teatrali più significativi dell’intero panorama letterario globale, con finissimi riferimenti alla letteratura classica o europea, ma è anche vero che, come appena visto, il risultato di un’opera fosse frutto di un lungo processo plurale, contaminato in maniera originale da più storie, voci, ruoli. In più è anche vero che molte delle trame shakespeariane, pur nella loro magnificenza, non sono che riscritture di storie già esistenti (novelle italiane, commedie latine, tragedie greche o spagnole) a cui egli attingeva a piene mani con un lessico originale e talvolta coniato appositamente per il nuovo dramma (egli creò un numero considerevole di neologismi).

7. Come costruire il canone

Come fare allora, come studiosi di letteratura, a definire un canone shakespeariano? La critica si basa su due criteri principali visto che non è pervenuto nessun manoscritto autoriale, attraverso due tipi di documenti: 1)Le External evidences : insieme di documenti dell’epoca Anagrafici/legali/amministrativi

  1. La Internal evidences : indagine tematica e stilometrica dei testi pervenuti. Tra i documenti dell’epoca ad esempio si può leggere come Robert Greene, un drammaturgo dell’epoca, scrisse un pamphlet dal titolo "Groats-worth of Witte, bought with a million of Repentance" in cui contestava come: «Un corvo venuto dal basso, abbellitosi con le nostre piume, che, col suo cuore di tigre avvolto in pelle d’attore , ritiene di poter dar fiato a un verso sciolto come il migliore di voi e, non essendo altro che un Giovanni Factotum, crede di essere l’unico Scuoti-scena [ SHAKE-SCENE ] del paese».

8. Gli University Wits

L’attacco di Greene probabilmente era legato al suo far parte dei cosiddetti University Wits , un gruppo di drammaturghi e scrittori, attivi alla fine del ‘500 in Inghilterra. La maggior parte aveva compiuto studi universitari a Oxford e Cambridge, da cui il nome. Anche se non si riconobbero mai come gruppo a sé, ma l'associazione tra loro deriva da uno studio successivo che li ha associati tra questi ritroviamo Christopher Marlowe, Robert Greene, Thomas Nashe, Thomas Lodge, John Lyly, ed altri tra coloro i quali furono tra i più celebri e rappresentati drammaturghi del teatro elisabettiano. Mentre però con Thomas Kyd, nonostante la formazione differente, non ci furono ostilità di alcun tipo nei confronti di Shakespeare, di umili studi e origini, ci furono, come testimonia lo scritto di Greene, numerosi pregiudizi. Nell’ «insulto» che gli riserva riprende la formula presente nell’ Henry VI, in cui è la regina Margherita che viene definita « tiger’s heart wrapped in a woman’s hide ».

Figura 3: frontespizio del Third Folio.

11. Un'indagine continua

Shakespeare quindi non curò mai direttamente a pubblicazione dei suoi drammi, pensati unicamente per il palcoscenico, ed è per questo che la critica shakespeariana continua ad interrogarsi su alcune attribuzioni, come nei casi del Sir Thomas More e del Edward III. In più pare esistesse un’opera dal titolo "Love’s Labour’s Won" andata smarrita, la cui esistenza è stata scoperta solo nel 1953 grazie al ritrovamento di una rilegatura del 1637- 38 con la trascrizione di un elenco di drammi venduti da un libraio inglese che la attribuiva a Shakespeare. In più solo nel 2010 è stata attribuita al Bardo l’opera Il Cardenio Recitata a corte nel 1613 dai King’s Man. Comparsa nel 1653 sullo Stationers’ Register e attribuita a Shakespeare e Fletcher, probabilmente non fu mai stampata. Nel 1727 Lewis Theobald lo mette in scena come opera shakespeariana con la modifica nel nome del personaggio (da Cardenio a Julio), ma solo nel 2010 la Arden Shakespeare lo pubblica con il titolo "Cardenio or Double Falsehood" di Wiliam Shakespeare.

12. Attribuzioni Commedie

Complessivamente si attribuiscono oggi a William Shakespeare queste opere teatrali (le cui specifiche vedremo quando studieremo i generi nelle prossime settimane, come cosa voglia dire che si passi dalla storia inglese alla storia romana, o cosa sono le dark comedies e i problem plays ). Commedie:  I due gentiluomini di Verona (1590-1595)  La commedia degli errori (1592)  La bisbetica domata (1593)  Pene d'amore perdute (1593-1596)  Il mercante di Venezia (1594-1597)

 Sogno di una notte di mezza estate (1595)  Molto rumore per nulla (1598-1599)  Come vi piace (1599-1600)  La dodicesima notte (1599-1601)  Le allegre comari di Windsor (1599-1601)  Tutto è bene quel che finisce bene (1602-1603)*  Misura per misura (1603)*  Pericle principe di Tiro (1607-1608)  La tempesta (1611)  Il racconto d'inverno (1610-1611)

13. Attribuzioni Tragedie

Tragedie:  Tito Andronico (1589-1593)  Romeo e Giulietta (1594-1596)  Giulio Cesare (1599)-Passaggio da Storia Inglese a Storia Romana  Amleto (1600-1601)  Troilo e Cressida (1602)*  Otello (1603-4)  Re Lear (1605-1606)  Timone di Atene (1605-1608)  Macbeth (1606)  Antonio e Cleopatra (1607)  Coriolano (1607-1608)  Cimbelino (1609)

14. Attribuzioni Drammi storici

Drammi storici:  Enrico VI, parte I (1588-1590)  Enrico VI, parte II (1588-1592)  Enrico VI, parte III (1588-1592)  Riccardo III (1591-1592)  Riccardo II (1595)  Enrico V (1598-1599)  Enrico IV, parte I (1597)  Enrico IV, parte II (1598)  Enrico VIII (1612-1613)  Re Giovanni (1590-1597)

2. Le opere poetiche (I poemetti)

Alle opere teatrali si aggiungono i Sonnets (raccolta registrata nello Stationers’ Register nel 1609) e i Poemetti (The Rape of Lucrece, Venus and Adonis, A Lover’s Complaint, The Phoenix and the Turtle) composti principalmente tra il 1592-94 vista la chiusura dei teatri per la peste. Venere e Adone e Lucrezia , due epilli di argomento mitologico-erotico, si rifanno al modello ovidiano e petrarchesco mantenendo la tematica della dialettica amorosa attraverso giochi di parole sagaci e densi di spirito a tratti brioso a tratti farsesco. Entrambi si aprono con la dedica al protettore di Shakespeare, Henry Wriothesley, III conte di Southampton, e risultano come unici due casi in cui fu lo stesso Shakespaere a curarne la stampa al fine di inserire le due lettere di dedica in apertura.

sarebbe morta sola, e tu mai nato… Che idea ti fai di me, che mi disprezzi? Deturpi le tue labbra, se mi baci? Parlami, o dolce; ma sii dolce o taci…» VS La passione di Venere che lo bacia come fosse una fiera insaziabile : «Come aquila famelica a digiuno Strazia col becco piume, carne ed ossa, scotendo l’ali e divorando in fretta, finché gozzo sia pieno o preda estinta così gli bacia fronte, gote, mento e a dove finisce ricomincia»

6. Lucrezia

Registrato nel 1594 nello Stationers’ Register col solo titolo di "Lucrece" questo epillio è composto da 1855 versi in strofe di 7 versi rimanti, una rima chiamata royal rhyme. Come il titolo completo racconta, quello dell’edizione del 1594 The "Rape of Lucrece", il poemetto è basato sulla storia della violenza subita da Lucrezia da Tarquinio, ripresa già da Chaucher nella "Legend of Good Women". Lucrezia, abusata da Tarquinio, prima di suicidarsi dalla vergogna denuncia l’avvenuto. Ciò che che è interessante è come Shakespeare restituisca, attraverso toni cupi e un metro sincopato, la tragicità de momento della violenza. La costruzione dei versi restituisce una sorta di claustrofobia crescente nell’impossibilità di scappare della donna dall’incombente sopraffazione, utilizzando nuovamente figure ferine per significare la dinamica come simile a una trappola subita da Lucrezia dalla quale non c’è via di fuga, se non la sua successiva e coraggiosa denuncia.

7. The Phoenix and the Turtle

Contenuto in "Loves Martyr", una pubblicazione di Robert Chester del 1601 dedicata a John e Ursula Salusbury, una coppia di nobili di corte che purtroppo morirono senza eredi. La fenice e la tortora sono entrambi simboli allegorici dell'amore. Alcuni l’hanno definito un esempio di poesia metafisica che ispirò i poeti appartenenti a quella corrente, vista la tematica e la quantità di immagini simboliche che lo caratterizano. La poesia si conclude con una preghiera per gli amanti morti poiché nel poema si narra di come siano rimasti una cosa sola: « Two distincts, division none ». Death is now the Phoenix' nest, And the Turtle's loyal breast To eternity doth rest. Leaving no posterity, 'Twas not their infirmity: It was married chastity. Truth may seem, but cannot be; Beauty brag, but 'tis not she: Truth and Beauty buried be. To this urn let those repair That are either true or fair: For these dead birds sigh a prayer.

8. A Lover’s Complaint e I Sonnets

"A Lover’s Complaint" fu stampato in appendice alla prima versione dei Sonnets nel 1609 ed è composto da 47 strofe in settenari con lo stesso schema di Lucrece. Tratta la Storia di una dama sedotta e abbandonata, ma attribuzione rimane dubbia, per quanto pubblicata in chiusura dei Sonetti registrati nello Sationers’ Register con il titolo Shakespeares

Sonnets, con una dedica misteriora a tale W.H. (probabilmente sempre Henry Wriothesley, III conte di Southampton) da parte dello stampatore Thomas Thorpe (T. T).

9. Temi e destinatari fittizi

Shakespeare usa il modello fissato da Sidney in "Astrophil e Stella": 3 quartine e distico rimato, tranne in qualche raro caso (99, 126, 145 hanno struttura differente). Il distico finale ha una funzione incisiva talvolta a ribaltare il senso stesso del sonetto. Trattano principalmente le contraddizioni del mondo contemporaneo e inquietudine dell’uomo moderno e tra i temi principali troviamo erotismo, passionalità e desiderio esplicitati. Poesia di tipo teatrale evidenziata dall’interlocuzione costante con una seconda persona plurale a cui ci si rivolge in cui torna spesso la metafora del mondo come teatro. Moltissimi (tra cui il 18, 19,55, 60,63,65,74,77,101,107) sono sul valore eternante della poesia, chiamati anche «Sonetti dell’immortalità»: la poesia rende eterno ciò che il Tempo (spesso personificato e perciò scritto con la T maiuscola) prova a distruggere. Hanno tre destinatari fittizi:  Il Fair Youth  La Dark Lady  Il poeta rivale.

10. Ripartizioni e caratteristiche

Dall’ 1 al 126 dedicati al Fair Youth , giovane dai tratti angelici che ricorda le fattezze del Conte di Southempton (mai dichiarato esplicitamente nei testi che fosse lui, ma da molti supposto viste le molte somiglianze). Dal 1 al 17 vengono chiamati «Sonetti matrimoniali» perché c’è esortazione al giovane a riprodurre le proprie qualità generando figli. Nel 1640 fu creata addirittura una nuova versione curata da John Benson che interviene pesantemente come nelle sostituzioni tra gli he e gli she, poi fortunatamente successivamente ripristinate. I sonetti tra il 78-80/80-86 però sono dedicati al « poeta rivale », di cui Shakespeare invidia le abilità poetiche. Anche del poeta rivale l’identità è solo immaginabile, ma mai dichiarata. Dal 127 al 152 viene presentata la Dark lady, figura femminile anticonvenzionale per l’epoca nel carattere e nelle fattezze, tentatrice nei confronti di Shakespeare, che ne ricambia le attenzioni pur trovandola talvolta malvagia, e che talvolta minaccia di sottrargli le attenzioni del fair youth stesso come nel sonetto 144. Altro protagonista sempre presente è il Time crudele che il poeta combatte attraverso la poesia.

11. SONETTO 1 (Sonetto matrimoniale che esorta alla riproduzione )

Seguono alcuni sonetti esemplificativi delle varie tematiche. From fairest creatures we desire increase, That thereby beauty's rose might never die, But as the riper should by time decease, His tender heir might bear his memory; But thou, contracted to thine own bright eyes, Feed'st thy light's flame with self-substantial fuel, Making a famine where abundance lies, Thyself thy foe, to thy sweet self too cruel. Thou, that art now the world's fresh ornament

si vantano della loro giovinezza questa e' gia' sfiorita,e non rimane che il ricordo della vigoria giovanile; allora il pensiero di questo stato di precarieta' mi riporta in mente la tua traboccante gioventu', in cui l'inesorabile distruzione del tempo si adopera per trasformare il tuo giorno di oggi nella notte di domani. E dichiarando guerra al Tempo, per amore vostro, quello che egli ti toglie, io te lo restituisco.

13. SONETTO 18 (amore per il Fair Youth e promessa di renderlo

immortale con la poesia)

Shall I compare thee to a summer's day?

Thou art more lovely and more temperate.

Rough winds do shake the darling buds of May,

And summer's lease hath all too short a date.

Sometime too hot the eye of heaven shines,

And often is his gold complexion dimmed,

And every fair from fair sometime declines,

By chance or nature's changing course

untrimmed;

But thy eternal summer shall not fade,

Nor lose possession of that fair thou owest;

Nor shall Death brag thou wand'rest in his

shade,

When in eternal lines to time thou grow’st:

So long as men can breathe or eyes can see,

So long lives this and this gives life to thee.

Dovrei paragonarti a un giorno d'Estate?

Tu sei più amabile e più mite.

Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di

Maggio,

E il corso dell'estate ha vita troppo breve:

Talvolta troppo cocente splende l'occhio del

cielo,

E spesso la sua pelle dorata s'oscura;

Ed ogni cosa bella la bellezza talora declina,

spogliata per caso o per il mutevole corso della

natura.

Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire,

Né perder la bellezza che possiedi,

Né dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella

sua ombra,

Quando in eterni versi nel tempo tu crescerai:

Finché ci sarà un respiro o occhi potran vedere,

Queste parole vivranno, e daranno vita a te.

14. SONETTO 116 (Amore e Poesia vs il Tempo)

Let me not to the marriage of true minds Admit impediments. Love is not love Which alters when it alteration finds, Or bends with the remover to remove. O no! it is an ever-fixed mark That looks on tempests and is never shaken; It is the star to every wand'ring bark, Whose worth's unknown, although his height be taken. Love's not Time's fool, though rosy lips and cheeks Within his bending sickle's compass come; Love alters not with his brief hours and weeks, But bears it out even to the edge of doom. If this be error and upon me prov'd, I never writ, nor no man ever lov'd. Non sia mai ch'io ponga impedimenti all'unione di anime fedeli; Amore non e' Amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana.Oh no! Amore e' un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;e' la stella-guida di ogni sperduta barca,il cui valore e' sconosciuto, benche' nota la distanza. Amore non e' soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote dovran cadere sotto la sua curva lama; Amore non muta in poche ore o settimane,ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio. Se questo e' errore e mi sara' provato, Io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

15. Sonetto 130 (la Dark Lady e la sua femminilità anticonvenzionale)

My mistress' eyes are nothing like the sun; Coral is far more red, than her lips red: If snow be white, why then her breasts are dun; If hairs be wires, black wires grow on her head. I have seen roses damask'd, red and white, But no such roses see I in her cheeks; And in some perfumes is there more delight Than in the breath that from my mistress reeks. I love to hear her speak, yet well I know That music hath a far more pleasing sound: I grant I never saw a goddess go,— My mistress, when she walks, treads on the ground:

17. SONETTO 80 (Dedicato al Poeta rivale che ruba la musa mentre

Will è preso dai suoi due amori)

O, how I faint when I of you do write,

Knowing a better spirit doth use your name,

And in the praise thereof spends all his

might,

To make me tongue-tied, speaking of your

fame!

But since your worth, wide as the ocean is,

The humble as the proudest sail doth bear,

My saucy bark inferior far to his

On your broad main doth wilfully appear.

Your shallowest help will hold me up afloat,

Whilst he upon your soundless deep doth

ride;

Or being wreck’d, I am a worthless boat,

He of tall building and of goodly pride:

Then if he thrive and I be cast away,

The worst was this; my love was my decay.

Quanta umiliazione provo quando scrivo,

sapendo che un più alto genio celebra il tuo

nome

e nella tua lode spende ogni suo potere,

costringendomi al silenzio se canto la tua

gloria!

Ma poiché il tuo merito, grande come

l’oceano,

sorregge sia l’umile che la più superba vela,

la mia impudente barca, alla sua tanto

inferiore,

si affaccia con fiducia al tuo immenso mare.

Il tuo aiuto più fortuito potrà tenermi a galla

mentre egli solca il tuo mare sconfinato;

o, se sarò sommerso, non son che legno

misero,

egli è d’alta struttura e di lodevol pregio.

Se egli avrà fortuna ed io naufragherò

il peggio sarà questo: l’amor mio fu mia rovina.