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Workaholism tesina esame, Tesine universitarie di Psicologia del Lavoro

Workaholism tesina esame psicologia del lavoro

Tipologia: Tesine universitarie

2018/2019

Caricato il 31/05/2022

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andrea-caputo 🇮🇹

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA
DIPARIMENTO DI FILOSOFIA, SCIENZE SOCIALI, UMANE E DELLA FORMAZIONE
Corso di laurea in Filosofia e Scienze Tecniche Psicologiche
TESINA DI PSICOLOGIA DEL LAVORO
Il fenomeno del Workaholism.
CAPUTO ANDREA
MATRICOLA 300392
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

DIPARIMENTO DI FILOSOFIA, SCIENZE SOCIALI, UMANE E DELLA FORMAZIONE

Corso di laurea in Filosofia e Scienze Tecniche Psicologiche TESINA DI PSICOLOGIA DEL LAVORO Il fenomeno del Workaholism. CAPUTO ANDREA MATRICOLA 300392

INDICE

INTRODUZIONE

  1. Workaholism: Definizione e sviluppo del fenomeno…………………………………
  2. Rischi per il benessere………………………………………………………………...
  3. Correlazione con tratti della personalità………………………………………………. CONCLUSIONE BIBLIOGRAFIA

1. WORKAHOLISM: DEFINIZIONE E SVILUPPO DEL FENOMENO.

Con il termine workaholism, si intende un eccessivo impegno, sforzo e coinvolgimento delle persone nelle attività lavorative. Questi individui intrattengono relazioni di lavoro, tramite i loro dispositivi elettronici, duranti viaggi o nei week-end preparando risposte da dare. Riguardo il workaholism esistono molte definizioni. Oates: “Il workaholic, in analogia con la dipendenza da alcool, come una persona che sente una compulsione a lavorare in modo prolungato, nonostante le conseguenze negative sulla sua salute e sulle sue relazioni interpersonali.” Una seconda versione più recente è quella di Schaufeli, Shimazu e Taris (2009): “Il Workaholism denota, quindi, una tendenza ossessiva verso il lavoro che si traduce nel dedicare un’elevata quantità di tempo alle attività lavorative. Tale costrutto prevede la compresenza della dimensione del Lavorare Compulsivamente, ovvero una componente cognitiva che si manifesta attraverso pensieri persistenti e preoccupazione incessante per le attività lavorative anche al di fuori dell’orario di lavoro, e la dimensione del Lavorare Eccessivamente, la componente comportamentale che si esplica nel lavorare molto duramente e per lungo tempo.” Talvolta, queste persone sembrano contente delle loro situazioni e sono giudicati molto produttivi e di successo. In altri casi esse sembrano ossessionate, infelici e incapaci di riposarsi. Questa dipendenza dal lavoro, si manifesta tra persone che ricoprono posizioni di responsabilità manageriale o lavoratori autonomi che si mantengono concentrati per raggiungere risultati importanti. Riguardo al workaholism possiamo individuare tipi diversi di workaholist. Una prima

connotazione è data dalla compulsività il quale indica un modo di vivere la relazione con il proprio lavoro, ciò corrisponde a un bisogno di arrivare a un risultato. Successivamente possiamo notare come continui sforzi e il perfezionismo della condotta lavorativa, derivano dal bisogno di un meticoloso controllo della situazione. Infine, l’ultima connotazione riguarda una tensione competitiva per la crescita professionale e il rafforzamento della propria identità di carriera. I lavoratori workaholic presentano un orientamento alla sicurezza e all’evitamento dei fallimenti e delle perdite. Tale orientamento si caratterizza per il rilievo attribuito ai risultati non desiderati. Il mancato raggiungimento degli obiettivi è associato a sentimenti di disagio e paura, mentre il successo porta a soddisfazione e alleviamento della tensione. Questa tendenza motivazionale viene applicata in strategie di evitamento del fallimento. Quindi, lavorare in modo eccessivo si conferma come una modalità per il raggiungimento degli obiettivi.

  1. RISCHI PER IL BENESSERE. In una situazione di workaholism è presente una sottovalutazione dei rischi sia psicofisici sia di isolamento affettivo e sociale che possono portare a impatti negativi sul benessere, la vita, le relazioni interpersonali e la vita sociale. Possiamo trovare stretti legami tra workaholism e stress, in cui alti valori nella dimensione motivazionale corrispondono a bassi livelli di benessere emotivo, mentre alti livelli del piacere di lavorare permettono una minore presenza di stress. Anche altri legami tra workaholism e stati emotivi di natura negativa, come pessimismo o scoraggiamento, sono stati esaminati in un campione di lavoratori tra cui libero-professionisti, imprenditori, manager. Inoltre, il workaholism non va confuso con l’engagement, l’entusiasmo per il lavoro,

totalizzato più punti riguardo i sintomi psichiatrici a differenza dei non maniaci del lavoro. Il 32,7% ha avuto una comorbilità con i criteri dell'ADHD (12,7% tra i non maniaci del lavoro). Il 25,6 % con i criteri DOC (8,7 % tra i non maniaci del lavoro). Il 33,8% con i criteri di ansia (11,9% tra i non maniaci del lavoro). L'8,9% con i criteri di depressione (2,6% tra i non maniaci del lavoro). Di conseguenza, assumere un eccessivo impegno riguardante un’attività lavorativa, può portare a problemi psicologici o emotivi gravi. Secondo Schou Andreassen: "In attesa di ulteriori ricerche, i medici non dovrebbero dare per scontato che un maniaco del lavoro apparentemente di successo non abbia caratteristiche cliniche correlate all'ADHD o di altro tipo. Le loro considerazioni influenzano sia l'identificazione che il trattamento di questi disturbi" Alcuni ricercatori hanno utilizzato la Bergen Work Addiction Scale per indicare sette criteri diagnostici validi per tracciare il confine tra comportamento di dipendenza e non dipendenza. Inoltre, i punteggi di ciascun item variano da 1, mai, a 5, sempre.  Pensi a come ottenere più tempo per lavorare.  Lavori più tempo di quanto inizialmente previsto.  Lavori per limitare i sensi di colpa, ansia, impotenza o depressione.  Capita che altre persone vi consigliano di ridurre il lavoro senza ascoltarli.

 Sei stressato se ti vietano di lavorare.  Non dai importanza agli hobby, alle attività ricreative, all'esercizio fisico a causa del tuo lavoro.  Lavori così tanto da influenzare negativamente la tua salute. Con un punteggio da quattro a cinque in almeno di quattro dei sette criteri si identifica un workaholic. Di conseguenza, la Bergen Work Addiction Scale riesce a distinguere maniaci del lavoro e no. Inoltre, è considerato come un ottimo strumento di screening che può facilitare sia il trattamento del problema nella popolazione di tutto il mondo. CONCLUSIONE. Concludo l’elaborato affermando che nonostante la presenza di molte ricerche, molti aspetti del workaholism sono ancora poco studiati e una versione definitiva è ancora assente. Inoltre, aspetti riguardo il workaholism, non sono supportati scientificamente. A tale problema potrebbe far seguito il riconoscimento del fenomeno del workaholism come disturbo all’interno del DSM. Inoltre, si può sostenere che, se nello sviluppo del workaholism predominano meccanismi di apprendimento, si potranno adottare, più facilmente, strumenti per un possibile cambiamento della situazione. Inoltre,

Innanen et al., 2014 LAVORO, IL FORTE INVESTIMENTO NEL, and ENGAGEMENT AL WORKAHOLISM DAL WORK. "I. Introduzione." Loscalzo, Yura, and Marco Giannini. "Workaholism: Cosa c’è di nuovo? [Workaholism: What’s new?]." Counseling: Giornale Italiano di Ricerca e Applicazioni 8.3 (2015): 29-43. Patel et al. 2012 Matsudaira et al., 2013; Wojdylo et al., 2013 Sarchielli, G., & Fraccaroli, F. (2017). Introduzione alla psicologia del lavoro. Società editrice il Mulino. Schaufeli, Shimazu e Taris 2009 Schaufeli, Taris & Van Rhenen, 2008 Shimazu, Demerouti, Bakker, Shimada e Kawakami, 2011 Università di Bergen. "Maniaco del lavoro legato a disturbi psichiatrici". ScienceDaily. ScienceDaily, 25 Maggio 2016. <www.sciencedaily.com/releases/2016/05/160525084547.htm>. https://rivistedigitali.erickson.it/counseling/archivio/vol-8-n-3/workaholism-cosa-ce-di-nuovo/