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Zoologia generale e speciale, relazioni fauna-territorio. Phylum, Classi, Sottoclassi e Ordini.
Tipologia: Sbobinature
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La zoologia è una materia presente in maniera molto diffusa all'interno di numerosi settori lavorativi nei quali il laureato in Tutela e Benessere Animale e in Medicina Veterinaria potranno trovare occupazione.
L’ecosistema è l'insieme delle specie viventi (componenti biotici) e degli elementi non viventi (componenti abiotici) che coesistono in un'area. Può essere:
La tassonomia è la scienza che classifica gli organismi viventi, permette di identificarli, nominarli e raggrupparli in base a caratteristiche comuni. Il primo a proporre un metodo di classificazione fu Aristotele (384-322 a.C.), che suddivise gli animali in base all’ambiente in cui vivevano (terra, acqua, aria) e alla presenza o assenza di sangue (gruppo enaima, con sangue e gruppo anaima, senza sangue). Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) raccolse informazioni su animali, piante e fenomeni naturali (mescolando osservazioni scientifiche con elementi mitologici e popolari) nella sua opera “Storia Naturale”. Carlo Linneo (1707-1778) introdusse un sistema di classificazione scientifica stabile e universale (nomenclatura binaria), nel quale ogni specie vivente è identificata da 2 parole in latino:
Diblastici (es. meduse): animali con 2 foglietti embrionali (ectoderma e endoderma), sono i più primitivi Triblastici: animali con 3 foglietti embrionali (ectoderma, mesoderma che permette lo sviluppo di organi e muscoli, endoderma). I triblastici si sono evoluti dai diblastici. All’interno dei triblastici, si distinguono 3 tipi in base alla cavità corporea:
La mitosi è una divisione cellulare che produce 2 cellule figlie identiche a quella di partenza, le cellule prodotte sono diploidi, cioè con lo stesso numero di cromosomi della cellula madre. La meiosi è una divisione cellulare che avviene nelle cellule germinali che producono le cellule sessuali, i gameti. La riproduzione cellulare può essere suddivisa in:
Nella maggior parte degli animali si parla di gonocorismo, cioè l’esistenza di individui distinti in maschi e femmine, ognuno con i propri organi riproduttivi. Nei maschi la produzione di spermatozoi avviene attraverso la spermatogenesi, nelle femmine la produzione degli ovuli avviene attraverso la oogenesi. Riproduzione sessuale:
La partenogenesi è la capacità di un organismo femminile di produrre discendenti da un ovulo non fecondato, può essere:
La biosfera:
Le specie autoctone sono originarie del territorio e vivono in equilibrio con l’ambiente, ma possono essere minacciate da specie arrivate da altri luoghi. Le specie alloctone sono introdotte dall’uomo in ambienti dove prima non c’erano, volontariamente o per errore. In natura esistono molte specie di piante e animali che sono nate e cresciute in un territorio o arrivano da fuori, altre ancora causano problemi. Le specie invasive sono alcune specie alloctone che diventano invasive: si diffondono troppo, danneggiano le specie autoctone, alterano gli ecosistemi, trasmettono malattie e causano danni economici (es. lo scoiattolo grigio, che sta sostituendo il nostro scoiattolo rosso). Per controllarle, l’UE ha adottato un Regolamento e l’Italia un Decreto Legislativo che vietano introduzione, commercio e rilascio di 88 specie invasive. Le specie endemiche sono uniche di un territorio, spesso nate da un isolamento evolutivo e sono fragili e facili da minacciare (es. italiani la luscengola e il camoscio appenninico). Per tutelare la biodiversità, servono:
Un bioindicatore è una specie animale selvatica o che vive vicino all’uomo (sintropica) in grado di fornire informazioni sullo stato dell’ambiente. Lo studio dei bioindicatori può basarsi sulla presenza o assenza di una specie in un certo ambiente, oppure sull’analisi di carcasse o di prodotti derivati (es. miele). Alcuni animali sono considerati ottimi bioindicatori perché accumulano nei loro tessuti o prodotti sostanze tossiche (bioaccumulo), che aumentano di concentrazione lungo la catena alimentare (biomagnificazione). Le sostanze più studiate nei bioindicatori includono metalli pesanti (come mercurio, cadmio, cromo e piombo), pesticidi, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e persino radionuclidi come il cesio 137. I bioindicatori sono utili per valutare la salute dell’ecosistema, monitorare la biodiversità e individuare eventuali rischi anche per l’uomo.
Ogni specie animale o vegetale vive in un ecosistema e intrattiene relazioni (interazioni biotiche) con altre specie che ne garantiscono la sopravvivenza. Le interazioni biotiche si dividono in: intraspecifiche (tra individui della stessa specie) e interspecifiche (tra specie diverse). Ogni interazione tra specie ha conseguenze e può avere un impatto positivo, negativo o neutro sugli organismi coinvolti. Le relazioni possono essere obbligate o facoltative e avvenire in modo diretto o indiretto. Relazioni intraspecifiche:
Le cure parentali sono i comportamenti messi in atto da 1 o entrambi i genitori per aiutare i propri piccoli a sopravvivere. Queste azioni richiedono tempo ed energie, quindi riducono la possibilità dei genitori di avere altri figli. Le cure possono essere:
Le cure parentali non escludono conflitti, i fratelli possono lottare per cibo e spazio e in condizioni difficili, può avvenire il sibicidio: un fratello uccide gli altri, direttamente o indirettamente, per aumentare le proprie chance di sopravvivenza (es. l’ape mellifera, la nuova regina elimina le altre prima che nascano o le combatte appena nate). Nei mammiferi si prende cura dei piccoli solo la madre, il padre è presente nel 10% delle specie. Negli uccelli, il 90% dei casi entrambi i genitori collaborano. Nei pesci, il 20% delle specie presentano cure parentali molto variabili: nel 50% dei casi solo il padre si occupa dei figli, il 30% solo femmina e il 20% entrambi. L’infanticidio è l’uccisione dei piccoli da parte di 1 o entrambi i genitori, le cause possono essere: