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Zoologia completa!!!, Sbobinature di Zoologia

Zoologia generale e speciale, relazioni fauna-territorio. Phylum, Classi, Sottoclassi e Ordini.

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

In vendita dal 27/05/2025

gaiademar
gaiademar 🇮🇹

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Scarica Zoologia completa!!! e più Sbobinature in PDF di Zoologia solo su Docsity!

Zoologia

La zoologia è una materia presente in maniera molto diffusa all'interno di numerosi settori lavorativi nei quali il laureato in Tutela e Benessere Animale e in Medicina Veterinaria potranno trovare occupazione.

  • Medicina e gestione dei nuovi pets da compagnia
  • Medicina, gestione e conservazione delle specie animali all'interno di bioparchi e acquari
  • Medicina e gestione delle popolazioni selvatiche all'interno di parchi nazionali, oasi e riserve
  • La nuova zootecnia: acquacoltura d'acqua dolce e marina, apicoltura, allevamento dei ratiti (struzzi), elicicoltura
  • Controllo e ispezione degli alimenti di origine animale (terrestri e acquatici)
  • Gestione delle specie animali invasive, alloctone e potenzialmente vettrici di malattie
  • Forze armate quali il Corpo Forestale dello Stato, sezione CITES
  • Partecipazione all'interno dei progetti di protezione e conservazione nazionali e internazionale (es. LIFE)
  • Partecipazione in progetti di studio sulla qualità ambientale attraverso lo studio di animali bioindicatori
  • Lavorare all'interno dei musei e delle collezioni zoologiche

L’ecosistema è l'insieme delle specie viventi (componenti biotici) e degli elementi non viventi (componenti abiotici) che coesistono in un'area. Può essere:

  • microsistema: es. una foglia
  • mesosistema: es. un bosco
  • macrosistema: es. il mare Adriatico Componenti biotici: animali, piante, funghi, microrganismi Componenti abiotici: clima, aria, acqua, suolo, nutrienti Il sistema che trasferisce energia tra organismi (catena alimentare) si divide in:
  • produttori primari (autotrofi)
  • consumatori (eterotrofi) Gli organismi autotrofi producono da soli il proprio nutrimento da composti inorganici grazie alla fotosintesi (es. piante, alghe). Gli organismi eterotrofi dipendono dagli autotrofi per il nutrimento e sono divisi in:
    • consumatori primari: erbivori
    • consumatori secondari: carnivori che mangiano erbivori
    • consumatori terziari: carnivori che mangiano altri carnivori Gli onnivori possono occupare più livelli trofici (es. orso marsicano).

La tassonomia è la scienza che classifica gli organismi viventi, permette di identificarli, nominarli e raggrupparli in base a caratteristiche comuni. Il primo a proporre un metodo di classificazione fu Aristotele (384-322 a.C.), che suddivise gli animali in base all’ambiente in cui vivevano (terra, acqua, aria) e alla presenza o assenza di sangue (gruppo enaima, con sangue e gruppo anaima, senza sangue). Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) raccolse informazioni su animali, piante e fenomeni naturali (mescolando osservazioni scientifiche con elementi mitologici e popolari) nella sua opera “Storia Naturale”. Carlo Linneo (1707-1778) introdusse un sistema di classificazione scientifica stabile e universale (nomenclatura binaria), nel quale ogni specie vivente è identificata da 2 parole in latino:

  • la prima parola indica il Genere (con l’iniziale maiuscola)
  • la seconda parola, chiamata epiteto specifico, indica la specie ed è scritta in minuscolo Il sistema linneano prevede che ogni organismo sia inserito in categorie tassonomiche (taxa) disposte in ordine gerarchico, dal livello più ampio a quello più specifico: Regno -> Phylum -> Classe -> Ordine -> Famiglia -> Genere -> Specie Specie: organismi simili capaci di generare prole feconda Sottospecie: popolazioni locali con tratti distintivi Ibrido: incrocio tra specie diverse

Diblastici (es. meduse): animali con 2 foglietti embrionali (ectoderma e endoderma), sono i più primitivi Triblastici: animali con 3 foglietti embrionali (ectoderma, mesoderma che permette lo sviluppo di organi e muscoli, endoderma). I triblastici si sono evoluti dai diblastici. All’interno dei triblastici, si distinguono 3 tipi in base alla cavità corporea:

  • acelomati: nessuna cavità corporea vera tra gli organi e la parete del corpo (es. vermi piatti)
  • pseudocelomati: cavità presente, ma non completamente rivestita dal mesoderma (es. nematodi)
  • celomati: cavità corporea (celoma) completamente rivestita da mesoderma (es. anellidi) L’evoluzione del celoma permette lo sviluppo di organi complessi, maggiore mobilità interna e protezione degli organi. Tra i celomati, c’è una distinzione fondamentale nel modo in cui si sviluppa l’embrione:
  • protostomi: la bocca si forma per prima dall’apertura embrionale (blastoporo)
  • deuterostomi: il blastoporo diventa l’ano e la bocca si forma dopo (es. cordati) Protostomi e deuterostomi si sono separati da un antenato comune celomato, entrambi sono gruppi altamente evoluti, ma con sviluppo embrionale diverso.

La mitosi è una divisione cellulare che produce 2 cellule figlie identiche a quella di partenza, le cellule prodotte sono diploidi, cioè con lo stesso numero di cromosomi della cellula madre. La meiosi è una divisione cellulare che avviene nelle cellule germinali che producono le cellule sessuali, i gameti. La riproduzione cellulare può essere suddivisa in:

  • asessuale (agamica) che comprende diversi processi (scissione binaria, scissione multipla, gemmazione)
  • sessuale (gamica) che può seguire diverse forme (gonocorismo, ermafroditismo, partenogenesi, metagenesi) I gameti maschili sono gli spermatozoi e quelli femminili sono le cellule uovo (o ovuli). Con la meiosi si ottengono cellule aploidi, cioè con la metà dei cromosomi. Le cellule germinali sono poste all’interno delle gonadi (organi), le gonadi maschili sono i testicoli e le gonadi femminili sono le ovaie.

Nella maggior parte degli animali si parla di gonocorismo, cioè l’esistenza di individui distinti in maschi e femmine, ognuno con i propri organi riproduttivi. Nei maschi la produzione di spermatozoi avviene attraverso la spermatogenesi, nelle femmine la produzione degli ovuli avviene attraverso la oogenesi. Riproduzione sessuale:

  • è un processo in cui 2 gameti si uniscono durante la fecondazione, formando uno zigote che darà origine a un nuovo individuo
  • comporta il mescolamento del materiale genetico dei 2 gameti, producendo una discendenza geneticamente variabile La spermatogenesi avviene nei tubuli seminiferi dei testicoli a partire da cellule germinali diploidi che si dividono prima per mitosi e poi per meiosi, producendo 4 spermatozoi aploidi. La oogenesi avviene nelle ovaie a partire da cellule germinali che iniziano la divisione meiotica già prima della nascita. La maturazione degli ovuli avviene solo dopo la pubertà e in modo ciclico e limitato (di solito un ovulo per ciclo mestruale). Produce un oocita apolide.

La partenogenesi è la capacità di un organismo femminile di produrre discendenti da un ovulo non fecondato, può essere:

  • obbligata: solo uova non fecondate
  • facoltativa: può avvenire sia con che senza fecondazione
  • accidentale: sviluppo raro da uova non fecondate L’ermafroditismo è la presenza di organi sessuali maschili e femminili nello stesso individuo, può essere:
    • simultaneo, l’animale ha entrambi i sessi attivi e può autofecondarsi o scambiare spermatozoi con un partner
    • sequenziale, l’animale cambia sesso durante la vita È utile quando è difficile trovare un partner, perché permette di aumentare le possibilità di riproduzione. Proterandria: prima maschio poi femmina Proteroginia: prima femmina poi maschio La metagenesi è l’alternanza di una generazione sessuata (che produce gameti) e una asessuata (che si riproduce per mitosi).

La biosfera:

  • è l'insieme di tutti gli ecosistemi della Terra, comprende la litosfera (terra), idrosfera (acqua) e atmosfera (aria) dove vivono organismi
  • è uno strato sottile di circa 20 km, ma la vita attiva si concentra nei primi 3-4 km di altezza e nei primi 200 m di profondità marina. I biomi:
  • sono grandi aree geografiche con ecosistemi simili, influenzati da clima e vegetazione dominante
  • possono essere terrestri (tundra, foreste, praterie, deserti) o acquatici (marini e di acqua dolce) L’ecosistema:
  • è l'insieme di organismi e ambiente fisico che interagiscono
  • include produttori (piante), consumatori (animali) e decompositori (funghi e batteri), tutti scambiano energia e materia
  • può evolversi nel tempo fino a uno stato stabile detto climax Il biotopo:
  • è l'ambiente fisico in cui vive una popolazione di una specie (es. lago, bosco, pozzanghera)
  • le sue dimensioni dipendono dai rapporti tra organismi e ambiente La biocenosi:
  • è l'insieme di organismi animali e vegetali in un biotopo che interagiscono tra loro e con l'ambiente
  • cambiamenti possono portare a una successione biologica che si stabilizza in un climax

Le specie autoctone sono originarie del territorio e vivono in equilibrio con l’ambiente, ma possono essere minacciate da specie arrivate da altri luoghi. Le specie alloctone sono introdotte dall’uomo in ambienti dove prima non c’erano, volontariamente o per errore. In natura esistono molte specie di piante e animali che sono nate e cresciute in un territorio o arrivano da fuori, altre ancora causano problemi. Le specie invasive sono alcune specie alloctone che diventano invasive: si diffondono troppo, danneggiano le specie autoctone, alterano gli ecosistemi, trasmettono malattie e causano danni economici (es. lo scoiattolo grigio, che sta sostituendo il nostro scoiattolo rosso). Per controllarle, l’UE ha adottato un Regolamento e l’Italia un Decreto Legislativo che vietano introduzione, commercio e rilascio di 88 specie invasive. Le specie endemiche sono uniche di un territorio, spesso nate da un isolamento evolutivo e sono fragili e facili da minacciare (es. italiani la luscengola e il camoscio appenninico). Per tutelare la biodiversità, servono:

  • controlli e quarantene su piante e animali importati
  • eradicazione precoce delle specie invasive
  • informazione ai cittadini, che non devono liberare animali esotici in natura

Un bioindicatore è una specie animale selvatica o che vive vicino all’uomo (sintropica) in grado di fornire informazioni sullo stato dell’ambiente. Lo studio dei bioindicatori può basarsi sulla presenza o assenza di una specie in un certo ambiente, oppure sull’analisi di carcasse o di prodotti derivati (es. miele). Alcuni animali sono considerati ottimi bioindicatori perché accumulano nei loro tessuti o prodotti sostanze tossiche (bioaccumulo), che aumentano di concentrazione lungo la catena alimentare (biomagnificazione). Le sostanze più studiate nei bioindicatori includono metalli pesanti (come mercurio, cadmio, cromo e piombo), pesticidi, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e persino radionuclidi come il cesio 137. I bioindicatori sono utili per valutare la salute dell’ecosistema, monitorare la biodiversità e individuare eventuali rischi anche per l’uomo.

Ogni specie animale o vegetale vive in un ecosistema e intrattiene relazioni (interazioni biotiche) con altre specie che ne garantiscono la sopravvivenza. Le interazioni biotiche si dividono in: intraspecifiche (tra individui della stessa specie) e interspecifiche (tra specie diverse). Ogni interazione tra specie ha conseguenze e può avere un impatto positivo, negativo o neutro sugli organismi coinvolti. Le relazioni possono essere obbligate o facoltative e avvenire in modo diretto o indiretto. Relazioni intraspecifiche:

  • riproduzione
  • gregarismo
  • cure parentali
  • cannibalismo
  • cooperazione Relazioni interspecifiche:
  • mutualismo (forma di simbiosi)
  • commensalismo (forma di simbiosi)
  • parassitismo (forma di simbiosi)
  • foresia
  • predazione
  • competizione
  • amensalismo

Le cure parentali sono i comportamenti messi in atto da 1 o entrambi i genitori per aiutare i propri piccoli a sopravvivere. Queste azioni richiedono tempo ed energie, quindi riducono la possibilità dei genitori di avere altri figli. Le cure possono essere:

  • dirette: come incubare le uova, nutrire, trasportare o accudire i piccoli
  • indirette: come difendere il territorio, mantenere buone condizioni fisiche, o prendersi cura delle femmine Riprodursi è già un’attività costosa in termini di energia, tempo e rischio, aggiungere le cure parentali raddoppia questi costi quindi si attuano solo se aumentano davvero le possibilità di successo riproduttivo. Le strategie riproduttive delle specie animali sono:
    • gruppo R (es. pesci, insetti), puntano sulla quantità
    • gruppo K (es. elefanti), puntano sulla qualità Le specie R:
    • producono molti piccoli
    • hanno vita breve
    • alta mortalità nei piccoli
    • cure parentali quasi assenti Le specie K:
    • fanno pochi figli
    • hanno vita lunga
    • bassa mortalità infantile
    • cure parentali intense

Le cure parentali non escludono conflitti, i fratelli possono lottare per cibo e spazio e in condizioni difficili, può avvenire il sibicidio: un fratello uccide gli altri, direttamente o indirettamente, per aumentare le proprie chance di sopravvivenza (es. l’ape mellifera, la nuova regina elimina le altre prima che nascano o le combatte appena nate). Nei mammiferi si prende cura dei piccoli solo la madre, il padre è presente nel 10% delle specie. Negli uccelli, il 90% dei casi entrambi i genitori collaborano. Nei pesci, il 20% delle specie presentano cure parentali molto variabili: nel 50% dei casi solo il padre si occupa dei figli, il 30% solo femmina e il 20% entrambi. L’infanticidio è l’uccisione dei piccoli da parte di 1 o entrambi i genitori, le cause possono essere:

  • conflitto genitori-figli per il cibo
  • nuovo maschio nel gruppo: uccide i piccoli per far riprodurre di nuovo la femmina
  • stress in situazioni difficili o ambienti domestici