Domande e risposte di contabilità generale e bilancio, Esercitazioni e Esercizi di Contabilità Finanziaria. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Domande e risposte di contabilità generale e bilancio, Esercitazioni e Esercizi di Contabilità Finanziaria. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

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Domande e risposte ai principali quesiti di contabilità generale e bilancio
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DOMANDE POSSIBILI: CONTABILITA’ GENERALE

COME POSSONO ESSERE CLASSIFICATI I VALORI NEL SISTEMA DEI VALORI DELLA CONTABILIA’ GENERALE?

I valori composti a sistema possono essere classificati in:

Valori elementari e valori di sintesi: deriva dal riferimento a singole operazioni ovvero a processi economici e soprattutto a combinazioni economiche parziali e generali. Esempi di valori elementari sono i valori che sono rilevati in connessione a singole operazioni di acquisto e di vendita di merci, materie prime, prodotti finiti. Esempi di valori di sintesi sono il reddito d’esercizio ed il capitale di funzionamento.

Quantità economiche , stime e congetture: le quantità economiche sono i valori caratterizzati da un maggior grado di oggettività . le stime sono necessarie per definire ipotesi di previsione connesse all’andamento favorevole o sfavorevole di determinanti processi economici in corso di svolgimento: ad esempio può essere necessario stimare le perdite presunte su crediti sorti verso i clienti. le congetture invece si basano su ipotesi di finzione , ossia su ipotesi inerenti la formazione e suddivisione di redditi lordi in corso di formazione tra differenti periodi amministrativi( ad esempio le rimanenze finali d’esercizio)

Valori finanziari e valori economici: il valori finanziari rilevano l’aspetto originario in quanto si assume di rilevare i valori derivanti dagli scambi monetari nel momento della variazione della moneta o del credito ( esempio banca c/c). i valori economici invece rilevano l’aspetto derivato , ossia i valori che sorgono in connessione all’aspetto originario ( esempio merci c/vendite).

COME SONO SOTTO CLASSIFICATI I VALORI FINANZIARI ED ECONOMICI?

I valori finanziari sono sotto classificati in:Valori numerari certi: ossia,valori inerenti alle riscossioni ed i pagamenti di moneta.

Valori numerari assimilati: ossia, crediti e debiti di regolamento , temporaneamente sostitutivi della moneta.

Valori numerari presunti: ossia crediti e debiti di regolamento espressi originariamente in moneta non di conto e che necessitano di un processo di traduzione in moneta di conto.

Crediti e debiti di finanziamento o di prestito: ossia valori di prestiti concessi o ottenuti che a differenza di quelli di regolamento hanno per oggetto di scambio la disponibilità di moneta e di risorse finanziarie.

I valori economici invece sono sotto classificati in:

Valori di reddito: sono costi e ricavi d’esercizio che si rilevano a seguito dei tradizionali cicli economici di acquisizione dei fattori produttivi, di cessione dei prodotti e servizi prestati a terzi , di remunerazione dei lavoratori dipendenti e autonomi. Inoltre sono quei valori che partecipano alla determinazione del reddito .

Valori di capitale: sono valori relativi al capitale netto suddiviso nelle sue parti ideali; sono il capitale sociale, le riserve e i redditi indivisi.

IPRINCIPI DELLA PARTITA DOPPIA?

Il metodo della partita doppia: osserva le operazioni sotto due profili( finanziario ed economico) e rileva i connessi valori in due corrispondenti serie di conti(finanziari ed economici). Tale metodologia si qualifica per i seguenti principi: - ogni operazione è osservata sotto due aspetti: l’aspetto originario(finanziario) e l’aspetto derivato ( economico) – si attivano due serie di conti, in relazione ai due profili d’osservazione delle operazioni d’impresa:conti originari ( finanziari) e conti derivati ( economici) – ogni conto ha due sezioni distinte: sezione dare, a sinistra e sezione avere , a destra. – le due serie funzionano il modo antitetico. –le rilevazioni in tutti i conti devono essere effettuate con un'unica monete, la moneta di conto.

CHE COSA SI INTENDE PER COMPETENZA ECONOMICA?

Per competenza economica si intende che devono essere iscritti al bilancio soltanto ricavi realizzati e i costi sostenuti che hanno concorso al conseguimento di detti ricavi. Un ricavo è di competenza se per esso è avvenuto lo scambio e, quindi se si è verificato il trasferimento della proprietà. Un costo è di competenza quando è stato sostenuto per il consumo o l’utilizzo di risorse impiegate nella produzione di quel bene o servizio per il quale si è verificato il ricavo, indipendentemente dal fatto che per esso si sia verificata una uscita finanziaria.

EFFETTI ATTIVI E PASSIVI?

Sono titoli di natura esecutiva , ossia garantiscono azioni di recupero da parte del creditore, ed inoltre possono essere protestate, girate o scontate. Al momento della loro emissione necessitano del pagamento di spese di bollo su cui non si applica l’IVA.

RICEVUTE BANCARIE ?

Costituiscono semplicemente dei documenti che permettono ad un impresa di incassare i crediti commerciali dalla propria clientela ad una certa data, e che vengono consegnate alla banca al fine di eseguire la relativa riscossione, proprio per tale ultima caratteristica non si determina l’obbligo di alcuna ulteriore registrazione contabile.

NOTA DI CREDITO?

E’ quel documento mediante il quale, si dà rilievo al venir meno, in tutto o in parte, del credito nei confronti del soggetto acquirente e del ricavo conseguente alla vendita.

LE IMMOBILIZZAZIONI?

Sono quelle condizioni di produzione , materiali o immateriali, comuni a più esercizi in quanto destinate a non vedere esaurita la propria utilità nel corso di un solo esercizio. Essi sono fattori pluriennali che vengo acquistati, o prodotti internamente , al fine di essere impiegati all’interno dei processi produttivi svolti in più periodi amministrativi, per cui si rende necessario , al termine di ciascun periodo di utilizzo, determinare la quota del costo di tali fattori, detta quota di ammortamento, che si correla ai ricavi del solo periodo amministrativo considerato e imputarla all’esercizio.

VALORE NETTO CONTABILE?

E’ dato dalla differenza tra il costo storico del bene ed il relativo valore del fondo ammortamento, e rappresenta la supposta e congetturata utilità che il bene è ancora in grado di fornire ai processi produttivi in atto. La differenza tra il prezzo di vendita del bene immobilizzato ed il suo valore netto contabile, se positiva, rappresenterà una variazione economica positiva, ossia un ricavo, ascrivibile alla categoria delle plusvalenze in quanto riconducibile ad una componente di reddito. La stessa differenza, se è negativa, qualora cioè il valore netto contabile dell’immobilizzazione sia di ammontare superiore al prezzo di vendita del medesimo, determinerà una minusvalenza, ossia un componente di reddito rappresentato da una variazione

economica negativa, testimoniante il “ cattivo affare” per avere venduto il bene ad un valore inferiore a quello supposto.

FATTORE LAVORO?

Il complesso rapporto che si instaura fra datore di lavoro e lavoratore subordinato origina una serie di rilevazioni contabili elementari e complesse. Le rilevazioni contabili elementari ,qualitative e quantitative, sono effettuate su appositi registri, tra i quali i più importanti sono:

libro matricola: è costituito dall’elenco nominativo, integrato con dati anagrafici dei lavoratori subordinati assunti dall’impresa;

libro paga: ove vengono riportate tutte le informazioni necessarie alla determinazione della retribuzione, ovverosia ore ordinarie lavorate, ore straordinarie lavorate .

La valorizzazione quantitativa della prestazione consiste nella determinazione del valore da attribuire alla prestazione di lavoro subordinato resa, la quale costituisce la remunerazione spettante al lavoratore dipendente; può essere calcolata in tre modi principali:

a tempo : la retribuzione è commisurata al tempo di prestazione del servizio

a cottimo: la remunerazione del lavoro è funzione del raggiungimento di u n predeterminato risultato produttivo

a premio: il salario si compone di due parti: la prima determinata da una remunerazione fissa calcolata in base a parametri stabiliti contrattualmente e la seconda costituita da maggiorazione ragguagliata al rendimento effettivo del lavoratore dipendente.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Costituisce una ulteriore forma di remunerazione del personale dipendente che si caratterizza per la differenza temporale fra il momento di liquidazione e quello di pagamento. Esso si determina in funzione della durata del rapporto di lavoro e viene contabilmente accantonato, per competenza economica al termine di ogni esercizio, anche se sarà corrisposto all’atto dell’interruzione definitiva del contratto di lavoro dipendente.

IL CAPITALE PROPRIO

Il capitale viene conferito senza obblighi temporali di restituzione da parte del titolare nell’impresa individuale e dei soci nelle società ( capitale di rischio).

IL CAPITALE DI TERZI

Il capitale viene attribuito da soggetti finanziatori, solitamente banche, secondo modalità prestabilite di durata ed onerosità ( capitale di credito). Al fine di perseguire l’equilibrio economico-finanziario si rende necessaria una costante economica copertura del fabbisogno finanziario d’impresa. A sua volta il capitale di terzi si distingue in :

Debiti di finanziamento: nascono in funzione della negoziazione di prestiti tra l’azienda e terzi finanziatori e comportano il rimborso del debito a determinate scadenze contrattuali e una remunerazione predefinita.

Debiti di funzionamento : sorgono in funzione del regolamento degli scambi monetari nell’ambito dei normali processi di approvvigionamento e sostituiscono temporaneamente la moneta.

SCRITTURE D’ASSESTAMENTO : sono delle rilevazioni di fine periodo in cui si trasformano i valori di conto in valori di bilancio, esso si distingue in:

Scritture di integrazione è il riconoscimento di costi e ricavi che non hanno avuto manifestazione finanziaria e pertanto non sono stati rilevati, ma che sono, in tutto o in parte di competenza dell’esercizio e devono incidere sul reddito del periodo. Esempio ratei.

Scritture di storno con le quali si rinviano a futuri esercizi costi e ricavi, già rilevati dal sistema contabile per l’avvenuta variazione finanziaria ma non di competenza dell’esercizio esempio i risconti.

I RATEI ATTIVI E PASSIVI

Indicano cicli economici non conclusi comuni a due esercizi, collegati a una variazione finanziaria posticipata. Esprimono quote di costi e di ricavi maturati di competenza dell’esercizio, ma la cui manifestazione finanziaria si avrà nell’esercizio successivo.

I RISCONTI ATTIVI E PASSIVI

Sono quote di costi o di ricavi che hanno avuto manifestazione finanziaria nell’esercizio in chiusura, ma che attengono a i processi produttivi che troveranno compimento nel futuro esercizio. Si tratta di costi e ricavi rilevati in via anticipata la cui competenza è associata in parte all’esercizio successivo.

I PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO - I principi di redazione del bilancio d’esercizio sono contenuti nell’art. 2423 bis c.c.; essi possono essere sintetizzati nei seguenti :

Principio della continuità: il bilancio deve essere redatto considerando la prospettiva di funzionamento dell’azienda.

Principio di prudenza: ha l’obbiettivo di evitare sopravvalutazioni del risultato di periodo e quindi del capitale netto.

Principio di competenza: devono essere iscritti soltanto i ricavi realizzati e i costi sostenuti che hanno concorso al conseguimento di detti ricavi.

Principio della valutazione separata: degli elementi dello stato patrimoniale e del conto economico eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente.

Principio della costanza: i criteri di valutazione adottati devono essere mantenuti nel tempo per poter confrontare i bilanci nel tempo e poterne valutare correttamente le variazioni.

L’AMMORTAMENTO è un procedimento economico-contabile avente per oggetto i beni a fecondità ripetuta, ossia quei beni strumentali che cedono la loro utilità economica in più esercizi. Attraverso l'ammortamento, quindi, il costo pluriennale di tali beni viene ripartito in più esercizi in funzione della loro durata economica. Infatti, quando un'azienda acquista un bene destinato a essere utilizzato per più anni, ad esempio un macchinario , il relativo costo sostenuto viene ripartito in funzione del numero di anni per l'acquisto in tante quote quanti sono gli esercizi nei quali il macchinario sarà presumibilmente impiegato. Se così non fosse il costo verrebbe imputato interamente nell'esercizio in cui viene acquistato disattendendo il principio della competenza economica dei componenti reddituali.

COSTI DI CAPITALIZZAZIONE E COSTRUZIONI IN ECONOMIA- La costruzione interna in economia si verifica quando l’impresa produce in proprio le immobilizzazioni tecniche. I motivi possono essere di necessità o di convenienza. I costi relativi all’utilizzo dei fattori produttivi

(mano d’opera, materie prime, ecc.) necessari per tali produzioni vengono rilevati secondo la loro natura e confluiscono tutti nel Conto Economico, fra le voci di costo, per i loro importi complessivi. Capitalizzare un costo significa non considerare tale costo come componente di reddito dell’esercizio ma, attraverso il suo rinvio ai successivi esercizi, considerarlo invece un ELEMENTO ATTIVO del capitale di funzionamento.

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