domande e risposte sociologia dell'educazione, Domande di esame di Sociologia dell'Educazione. Università Cattolica del Sacro Cuore - Brescia
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domande e risposte sociologia dell'educazione, Domande di esame di Sociologia dell'Educazione. Università Cattolica del Sacro Cuore - Brescia

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riassunto in domande e risposte di sociologia cultura ed educazione della materia sociologia dell'educazione primo anno parziale
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Domande d’esame:

1)Che cosa significa : La doppia anima della sociologia? Una riguarda la sociologia in generale quindi lo studio della società in termini oggettivi, l’altra riguarda l’educazione, è una branca della sociologia generale e studia il rapporto tra educazione e società, molto simile alla pedagogia ma si differenzia perché una ha un carattere prescrittivo ovvero come dovrebbe essere l’altra ha un carattere descrittivo ovvero come è.

2) quali sono le caratteristiche principali della società moderna? La società moderna ha inizio con due grandi rivoluzioni, che sono punti culminanti di processi che hanno avuto origine nei secoli precedenti. Si sviluppano accelerati processi di trasformazione della vita sociale. La realtà sociale ha delle caratteristiche: storicità, relatività (cambia nel tempo e nello spazio), mutamento (si sviluppa in direzione di un progresso).

3) Perché la società, moderna è una “società problema”? La realtà non è data più per scontata. Nel 18° secolo sono culminati i processi che hanno origine nei secoli precedenti, si sviluppano accelerati processi di trasformazione di vita sociale e di problemi di integrazione. I fattori di modernizzazione sono: macchinizzazione, aumento demografico, capitalismo, illuminismo. La società moderna fa nascere il bisogno di educare il cittadino e formare il lavoratore.

4) La società moderna fa nascere bisogni di istruzione, educazione e formazione nuovi, quali? Sorgono due esigenze fondamentali: formare il lavoratore (domanda-offerta di istruzione e qualificazione e di formazione di una classe dirigente) educare il cittadino (nasce il concetto di cittadinanza, società civile, nasce l’alfabetizzazione e scolarizzazione).

5) Cosa sono le istituzioni educative? Ogni società sente il bisogno di educare secondo il principio universalistico (tutti allo stesso modo) e in riferimento a un ideale educativo. In risposta alla domanda di formazione, sorgono Istituzioni educative, organizzazioni sociali che garantiscono continuità e stabilità e che sono finalizzate all’inculturazione e incorporazione dei membri di una società.

6) Perché oggi attraversano una crisi endogena? perché non esiste più un modello di educazione unico e comune per tutti, ogni giorno l’educatore deve verificare i risultati ottenuti perché non sono più certi. E il progetto educativo di base non è più valido nella nuova società.

7)Come si definisce la Sociologia dell’educazione? la sociologia dell’educazione si definisce la scienza che studia il rapporto tra educazione e società. Ha attraversato diversi sviluppi: fase fondativa: attenzione generalizzata al bambino, teorica. riscoperta sociale: nel dopo guerra bisogna ricostruire la società ed educare persone diverse riflessione teorica: trovare un metodo educativo diverso, pensano a cosa possa significare istruzione. In questa fase nasce l’idea di mobilità sociale (ovvero se nasci contadino puoi diventare operaio o dirigente. fase di consolidamento: nuovo sistema di multimedialità e multi-canalità

8) Per risolvere quali problemi sorge una riflessione sociologica sull’educazione nell’Ottocento? il progresso porta a grandi passi in avanti ma ha anche una doppia faccia della medaglia perchè porta meno stabilità più difficoltà di integrazione, la sociologia infatti si occupa di questo. Si voleva ritrovare le basi dell’ordine e della solidarietà sociale, volevano formare il lavoratore e il cittadino volevano formare una nuova classe dirigente.

9) Cosa significa «riscoperta» sociale dell’educazione? l’800 è il secolo dell’infanzia, ci si concentra molto sull’educazione dei figli. a seguito della modernizzazione nasce una riflessione vera e propria sull’educazione, questa è una vera e propria seconda nascita della sociologia e si crea una branca apposta per studiarla.

10) Qual è il periodo d’oro della Sociologia dell’educazione e perché? tra gli anni ’70 e ’80 in cui la sociologia dell’educazione grazie a diverse analisi in precedenza si concentra nello studio della fase di transito tra scuola e lavoro

11) Come si sviluppa in Italia la sociologia dell’educazione? Nasce intorno agli anni ’60, grazie ad un convegno chiamato: “la scuola e la società italiana in cui rileva Cesareo una serie di contributi teorici e di ricerca a cui ancora oggi si fa riferimento. Si è creata perché c’era una crisi dei sitemi di istruzione. Anche se è arrivata in Italia tardi segue un panorama internazionale e porta anche risultati originali.

12) Perché alla soglia del Terzo millennio il suo statuto disciplinare si indebolisce? perché la scuola perde il suo policentrismo formativo, ovvero non c’è più un solo luogo in cui andare a scuola, finanziato da un solo ente ma ci sono pluralità di agenzie e spazi o di occasioni formative. Ogni spazio sociale possiede una sua valenza educativa.

13) in che senso il rapporto educazione-società fonda il rapporto individuo-società? parlare di rapporto educazione-società vuol dire parlare del rapporto individuo società, poiché l’educazione è un modello normativo e fondamentale che, producendo individui educati e istruiti, forma la società.

14) Cosa a si intende per “linearità” nel rapporto educazione-società? La prima fase individuata dagli studiosi è quella della dipendenza. Il rapporto è di tipo lineare in quanto l’educazione dipende dalla società ed è strumento funzionale dell’integrazione. Il sistema di educazione si impone sugli individui con una forza irresistibile. Tra educazione e società si instaura un rapporto di reciprocità e dipendenza.

15) Cosa si intende per discontinuità nel rapporto educazione-società? Con discontinuità si intende la rottura del rapporto di linearità della fase precedente. La pluralità di spazi e occasioni formative porta a un pluralismo culturale e a un policentrismo formativo, in quanto la scuola perde la sua centralità.

16) Quali sono le caratteristiche della cultura contemporanea? La cultura contemporanea è caratterizzata dalla complessità sociale, dal pluralismo culturale e dai processi di globalizzazione

17) Qual è l’approccio più adeguato a interpretare il complesso rapporto educazione-società nella società contemporanea? Nella società contemporanea non è più possibile un riscontro del rapporto educazione-società nella forma della pura dipendenza; piuttosto, la complessità sociale, il pluralismo culturale, i processi di globalizzazione sviluppano modalità di implicazione reciproca tra processi e istituzioni nella forma dell’interdipendenza, una modalità che restituisce ai soggetti un ruolo attivo nella costruzione di cultura e di società.

18) Cosa comporta l’interdipendenza tra educazione e società? La fase dell’interdipendenza è la fase in cui vi è un recupero di quel rapporto di linearità e reciprocità tra educazione e società che caratterizzava la prima fase. Interdipendenza comporta reciproca influenza e strutturazione, e il riconoscimento che le istituzioni educative sono luogo di costruzione di cultura e di socialità oltre che ambito di valorizzazione della società e della sua cultura.

19) Che cosa avviene nel rapporto individuo-società secondo un approccio olistico? Secondo l’approccio olistico la società è un tutto che sovrasta l’individuo, che è prodotto della società stessa.

20) cosa avviene nel rapporto individuo-società secondo un approccio conflittualistico? Secondo l’approccio conflittualistico la società diventa arena di scontro tra interessi di classi sociali. L’individuo p gruppi di individui sono contrapposti in diverse strutture sociali che li condizionano.

21) cosa avviene nel rapporto individuo-società secondo un approccio dualistico? Secondo l’approccio dualistico la società preme sull’individuo che resta comunque un soggetto attivo, che malgrado risenta dei vincoli sociali, da vita a strutture sociali nuove.

22) Come si evolve la reciprocità individuo-società nelle tre fasi? prima fase: legame stretto diretto porta ad una reciprocità funzionale complementare, seconda fase:

legame discontinuo o conflittuale porta ad una reciprocità dialettica, terza fase: legame di interdipendenza porta ad una reciprocità discorsiva.

23) cosa si intende per ambivalenza sociale? Oggi vi è una compresenza di dimensioni, di istanze contrapposte, irriducibili l’una all’altra, ma al contempo l’una la garanzia dell’esistenza dell’altra.

24) che cosa si intende per complessità sociale? Per complessità sociale si intende l’aumento di opportunità, di opzioni, di autonomia ma anche delle interdipendenze e delle implicazioni reciproche.

25) A quale periodo storico corrisponde un’educazione conforme al modello sociale? tra la metà dell’800 e i primi decenni del ‘900.

26) Cosa comporta la crescita di ambivalenza e di complessità sociale? la crescita di ambivalenza e di complessità sociali dipendono dal fatto che la cultura non è più definibile in un insieme unitario di valori, l’educazione quindi risulta essere sempre più imprevedibili e puntano più che a comunicare a trasmettere.

27) Fatto sociale in Durkheim il fatto sociale è ogni modo di fare, di pensare o di sentire più o meno consolidato capace di esercitare sull’individuo una costrizione esterna. È generale nell’estensione di una società data ma ha un’esistenza propria indipendente dalle manifestazioni individuali in cui si esprime.

28 )Concetto di solidarietà in Durkehim. In Durkehim il potere coercitivo dei fatti sociali (modi di pensare e di fare capaci di esercitare sull’individuo una costrizione esterna) si esprime attraverso le norme. Dalle norme deriva la morale, ovvero l’insieme delle norme alle quali ciascuno membro della società è vincolato.)La solidarietà sociale non è altro che un vincolo morale che lega l’uomo alla società. Durkehim distingue la solidarietà meccanica delle società premoderne, dove vi è somiglianza tra individui, e solidarietà organica tipica delle società industriali dove vi è differenza tra individui.

29) Coscienza collettiva in Durkheim nella società segmentaria (semplice) la coscienza collettiva pervade quella individuale, si differenzia poco dal sentire e dal pensare comune. Nella società organica (complessa) la coscienza individuale si sviluppa mentre quella collettiva si restringe e si specializza.

30) In che cosa consiste il paradigma funzionalista? Da una visione della società come organismo ben funzionante deriva un modello di socializzazione conosciuto come paradigma funzionalista (o integrazionista per la particolare enfasi posta sull’integrazione nella società) Per “funzione” si intende un compito svolto da una parte per il tutto ed è legato al bisogno e alla aspettative.E’ importante, in questa fase, quindi, capire quali sono i fattori che fanno funzionare bene la società come organismo, ovvero come le singole parti debbano interagire per garantire un efficiente funzionamento complessivo e un equilibrio armonico.

31) Che cosa significa visione “organicistica”? Come in un organismo, nella società ogni elemento singolo funziona per il bisogno dell’insieme.

32) Qual’ è il rapporto educazione-società che si evince dal pensiero di Durkehim? L’educazione e l’istruzione sono lo strumento fondamentale attraverso cui la società rinnova le condizioni della propria esistenza; l’educazione e la società fanno dell’uomo un essere sociale in quanto l’individuo lascia to a se stesso rimarrebbe solo ed egoista.

33) Che cosa avviene nel passaggio da una società semplice a una complessa? Durkehim distingue due tipi di società: nel passaggio tra società semplice(segmentaria) a complessa (organica) cambia sostanzialmente il rapporto tra coscienza collettiva e coscienza individuale. Nella società premoderna la coscienza collettiva pervade la coscienza individuale che poco si differenzia dal pensare comune. Nella società industriale la coscienza individuale si sviluppa e la coscienza collettiva si restringe e si specializza. La legge della storia fa si che le società si trasformino da segmentarie ad organiche.

34) Che fine ha l’educazione in Durkehim? La stabilità e la continuità della società costituiscono il fine ultimo dell’educazione. “L’uomo che l’educazione deve realizzare in noi non è l’uomo come la natura l’ha fatto ma come la società vuole che sia”.Gli obbiettivi e il fine dell’educazione dipenderanno dall’ambito sociale in cui ci si trova: l’obiettivo della scuola è quello di far acquisire valori comuni; l’obiettivo delle corporazioni o associazioni professionali per la formazione al lavoro e ai valori specifici professionali è strutturare competenze specifiche e acquisire i valori professionali di riferimento.

35) Dialettica in Marx la dialettica è un termine Hegeliano, rappresenta un movimento del pensiero o della realtà che attraverso la negazione di una precedente affermazione conduce ad un superamento di entrambe. Marx per superamento intende uscita dalla contraddizione.

36) Alienazione in Marx corrisponde a un processo di oggettivizzazione, l’oggetto è altro rispetto al soggetto. Il soggetto dell’attività perde il controllo dell’oggetto che ha prodotto e che acquista in questo modo resistenza e gli contrappone. L’oggettivizzazione porta all’alienazione solo in condizioni di sfruttamento

37. ) Quali sono le radici del conflitto secondo Marx? La società capitalistica ha una struttura stratificata e dualistica: c’è chi possiede i mezzi di produzione e chi non li possiede. E’ una contraddizione che vede da una parte l’aumentare delle ricchezze totali, dall’altra la miseria crescente del proletariato. Le classi sociali (insieme di individui che condividono la stessa posizione all’interno dei rapporti di produzione tipici di un modo di produzione dato) della borghesia e del proletariato perseguono interessi diversi, ed è ciò che origina il conflitto.

38) Perché l’educazione è strumento di dominio? L’educazione in Marx è strumento di presa di coscienza e di riappropriazione della propria umanità da parte del proletariato e quindi strumento importante per la rivoluzione e l’avvento di una società senza classi.

39) Come può il proletariato riscattarsi dal dominio e dall’alienazione? La classe del proletariato deve emanciparsi, deve diventare da “classe in sé” a “classe per sé “, cioè classe che ha preso coscienza di appartenere a determinate condizioni di interessi comuni. Solo in questo modo si realizza un processo dialettico di trasformazione che porta alla risoluzione del conflitto tra esistenza e essenza/fra oggettivazione e affermazione soggettiva/ fra necessità e libertà.

40) Quale rapporto tra struttura e coscienza? (Per struttura si intende l’insieme dei rapporti di produzione (modo di produzione e relazioni di lavoro) e delle forze produttive (mezzi di produzione). Secondo Marx il modo di produzione della vita materiale condiziona i processi sociali politici e spirituali della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è il loro essere sociale che determina la loro coscienza (Diverso da Durkehim e la sua coscienza collettiva come mezzo di integrazione sociale))Per Marx la coscienza individuale dipende dai modi di produzione (costituenti la struttura economica della società) che definiscono l’essere sociale e quindi la sua coscienza individuale.

41) Educazione come sovrastruttura L’educazione appartiene alla dimensione sovrastrutturale e dipende dalla struttura economica.

42) Le due visioni dell’educazione in Marx. Marx critica l’educazione borghese, poiché finalizzata al mantenimento del dominio, e quella popolare delle masse, finalizzata alle mansioni lavorative (educazione unilaterale). C’è bisogno di una nuova prassi educativa tesa allo sviluppo dell’uomo onnilaterale.

43)Agire sociale in Weber per Weber l’azione sociale è intenzionale e dotata di senso. È riferita all’atteggiamento di altri individui. Ci sono diversi tipi di azioni sociali: azione razionale rispetto allo scopo, rispetto al valore, rispetto agli affetti, o alle tradizioni.

44) Stratificazione sociale in Weber Weber divide la società in tre tipi di orientamenti:

F 0 E 0- economico classe sociale, insieme di individui che condividono possibilità di procurarsi beni economici F 0 E 0- politico partito, raggruppamento in base a ideologie opinioni F 0 E 0- culturale ceto, effettivo privilegiamento positivo o negativo nella considerazione sociale.

45) Classe sociale in Weber insieme di individui che condividono le possibilità analoghe di procurarsi beni economici ( stratificazione sociale dal punto di vista della ricchezza) Weber distingue due classi sociali POSSIDENTE (che non interagisce con il mercato) ACQUISITIVA (che

F 0 E 0interagisce con il mercato) quelli che perseguono interessi economici simili. Imprenditori e lavoratori.

46) Ceto sociale in Weber ha un effettivo privilegio negativo o positivo nella considerazione sociale. Rappresenta l’appartenenza originaria che definisce lo stile di vita ecc. in particolare lo status.

47) Potere in Weber il potere è un’autorità, una possibilità di comando che abbia determinati contenuti e trovi obbedienza entro un gruppo sociale.

48 )IL RAPPORTO TRA POTERE E ISTRUZIONE Il potere carismatico prevede una cultura orale, il potere tradizionale una cultura scritta, ed il potere legale razionale una cultura tecnico-pratica

49) Qual è la visione di Weber sul capitalismo? Weber vede il capitalismo come un sistema economico fondato sull’organizzazione del lavoro formalmente libero. Un agire che persegue in modo continuativo un profitto razionale. Coglie uno spirito capitalismo che enfatizza la professione come vocazione e reinvestimento come suo carattere razionale.

50) Marx e Weber appartengono entrambi al conflittualismo: quale somiglianza e quali differenze? La somiglianza tra Weber e Marx è la concezione della società come società divisa: in Marx vi sono borghesia e proletariato che entrano in conflitto tra di loro poiché perseguono fini diversi, mentre in Weber ceti partiti e classi entrano in conflitto per il predominio e il prestigio.Tra le differenze abbiamo: 1) Marx proviene dalla classe del proletariato ed è ebreo, mentre Weber proviene da alta borghesia ed è protestante. 2) In Marx l’organizzazione della società è definita dalla struttura economica e quindi Marx mette in luce il rapporto economia società in termini economici. Per Weber non esiste un’azione svolta solo per interessi economici e da ciò deriva uno studio della struttura sociale in termini multidimensionali (economici, politici, culturali) e sociali. 3) Secondo Marx esiste una legge della storia che è la dialettica, che risolve i conflitti di contraddizione. Per Weber non esiste una legge della storia, in quanto Weber è influenzato dallo stoicismo.4) Per Marx l’educazione è semplicemente un fatto sovrastrutturale rispetto alla struttura economica, quindi un corollario o una conseguenza di come risultano essere i rapporti economici. Weber intende, per contro, far emergere come esista una dipendenza tra struttura sociale ed educazione, ma come i diversi elementi di analisi messi in campo (classe, ceto, partito) interagiscano nel definire di volta in volta anche la configurazione dell’educazione.

51) Quale differenza tra visione conflittualistica dell’educazione e la posizione di Durkehim? Per Durkehim l’educazione dipende dalla società ed è funzionale ad essa. Attraverso l’educazione la società rinnova le condizioni della sua esistenza. L’individuo istruito e formato possiede una coscienza individuale che lo distingue dagli animai. Senza istruzione l ‘uomo rimarrebbe solo ed egoista, mentre con l’educazione si integra e viene a far parte della società. Secondo un modello conflittualista, invece, l’educazione è un meccanismo occulto che produce e riproduce le disuguaglianze di classe e i membri dei ceti svantaggiati possono utilizzarla come strumento di emancipazione.

52) Differenza tra Potenza e Potere in Weber Il potere è l’autorità, è la possibilità che un comando, avente determinati contenuti, trova ubbidienza entro un gruppo sociale. (Il potere definisce un ideale educativo, tenta di diffondere una propria cultura e spossiede una base di legittimazione.) La Potenza è la forza, è la possibilità, nell’ambito delle relazioni sociali, di far valere la propria posizione anche di fronte a un’opposizione.

53) Concetto di legittimazione in Weber In Weber un comando viene considerato legittimo quando il suo senso viene compreso da chi lo deve eseguire.

54) Che cosa differenzia le tre forme di legittimazione? Le tre forme di legittimazione si differenziano per il tipo di potere: dal potere carismatico deriva una legittimazione basata sul carisma, da quello tradizionale deriva una legittimazione basata sulla tradizione, dal potere legale-razionale deriva una legittimazione basata sulla legge.

55) Cosa differenzia i tre ideali educativi in weber? I tre ideali educativi si differenziano per tipo di cultura e di potere. Un potere carismatico definisce l’ideale educativo dell’iniziato e diffonde la cultura per via orale e possiede una base, fragile, di legittimazione che è il carisma, un tipo di personalità non trasmissibile. Il potere tradizionale nasce a seguito del depotenziamento del potere carismatico. Definisce l’ideale educativo dell’uomo colto, ha una base di legittimazione che è la tradizione e la trasmette la cultura attraverso la scrittura. Il potere legale- razionale definisce l’ideale educativo dello specialista, trasmetta una cultura tecnico-pratica e ha una base di legittimazione che è la legge.

56) I tre a-priori nella vita sociale in Simmel Simmel individua degli a-priori della vita associata, definiti come “condizioni del processo di socializzazione” senza i quali la società non potrebbe esistere.A-priori della parzialità:” ogni individuo vede l’altro non nella sua totalità ma nella sua specifica collocazione sociale”, l’altro viene colto in quanto parte di un tutto che ci sfugge.A-priori dell’alterità: “ciascuno di noi fa parte della società ma c’è una parte che non può essere assimilata da essa”, noi siamo frammenti non soltanto dell’uomo in generale ma anche di noi stessi.A-priori della differenziazione:” ciascuno di noi guarda la società nella sua totalità, ma essa al suo interno è scomposta da elementi diseguali, è un intreccio di funzioni e ciascuno di noi sembra occupare una posizione ben determinata.

57) Vita e forma nel pensiero di Simmel Secondo Simmel gli individui associandosi (esprimendo il loro spirito soggettivo) trasformano il contenuto vitale della società in forme specifiche dello stare insieme, in cui si realizza un o scambio di flussi che porta alla formazione dello spirito oggettivo. Vita (spirito soggettivo) e forma (spirito oggettivo) hanno una differenza ontologica, esistenziale. La vita si espanderebbe a dismisura e in modo disordinato se on ci fosse la forma a contenerla. La Tensione vita-forma provoca uno squilibrio ed equilibrio costante.

58) Quali sono gli elementi che accomunano il pensiero di Simmel a quello di Weber? In Weber l’azione sociale è relazione, in quanto riferita ad altri individui e come tale va studiata. Anche Simmel considera la società a partire dall’azione e inter-azione degli individui tra loro.

59) Rapporto individuo-società in Simmel Simmel propone delle considerazioni suggestive riguardo alla “cultura metropolitana”, che è caratterizzata dalla preponderanza dello spirito oggettivo sullo spirito soggettivo (tensione vita-forma). La modernità è fonte di grandi occasioni ma anche di pericolo: i continui stimoli e le alte aspettative portano al rischio di ottundimento. L’individuo cerca di difendere la propria unicità e cerca di sviluppare la propria individualità a fronte delle pressioni delle forme della vita moderna della metropoli. Simmel parla di “conflitto della cultura moderna” per sottolineare la tensione tra forme oggettive della cultura e i processi vitali generativi della cultura stessa.

60) Qual è la visione della modernità in Simmel? La modernità è una progressiva intellettualizzazione che porta l’individuo a sviluppare l’intelletto come capacitò logico-combinatorie. C’è preponderanza dell’oggettivazione sulla soggettivazione anche nelle relazioni e i rapporti fra gli uomini. Il mondo cambia troppo velocemente e l’individuo non riesce a stare dietro al continuo mutamento ed è in balia del determinismo poiché cerca di affermarsi in un mondo in cui le aspettative sono sempre più alte. La modernità corrisponde anche ad un progressivo allargamento delle cerchie sociali (vita delle città). Tanto più è univoca e stretta l’appartenenza, tanto più è debole l’autonomia del soggetto.

61) In che senso in Simmel si colgono gli elementi fondanti del paradigma interazionista/comunicativo della società? Il punto di partenza della prospettiva interazionista è che l’uomo “costruisce attivamente la realtà

sociale: le sue azioni non sono determinate soltanto dalle forze sociali che agiscono su di lui e la sua condotta non è semplicemente una reazione alle direttive di certe sottoculture o alle pressioni che derivano dai sistemi di stratificazione sociale “. Secondo Simmel l’uomo, associandosi, produce simboli, segni, significati (forme). L’azione umana è sociale perché simbolica. L’interazionismo simbolico accentua l’analisi del processo comunicativo. L’individuo non si può annullare, grazie alla sua capacità di riflettere, egli è capace di fare se stesso come oggetto di pensiero.

62) Quali sono gli obiettivi educativi per Simmel? L’educazione in Simmel occupa un ruolo fondamentale. Per lui l’educazione aiuta lo sviluppo di una capacità riflessiva del soggetto, promuove la piena umanità in cui la “coscienza si senta a casa propria” (resistenza all’inglobamento). Egli dice che l’educazione dei secoli precedenti, che mirava a formare l’individuo (educazione di valore personale), è diventata una formazione impersonale e determinata dal mercato. Non fa più leva sulle abilità del singolo, ma sulla capacità di calcolo: non è “educazione in quanto vita”. La concezione che propone Simmel si avvicina all’ideale emancipatorio di Marx e all’educazione morale di Durkheim, che sola rende l’uomo pienamente uomo. Ma a differenza di Marx e Durkheim, Simmel va al di là dell’educazione in quanto addestramento, supera le loro idee per dare ampio spazio alla dimensione etica del soggetto, che sia in grado di sviluppare uno spirito soggettivo autonomo. L’educazione per Simmel ha due obiettivi: mantenere l’autonomia critica del soggetto e far sì che la soggettività si adatti all’oggettività (altrimenti avremo individui privi di coscienza)

63) Concetto di riflessività in Simmel il soggetto che riflette è capace di dare risposte (con riserva) in ogni rapporto sociale sarebbe a dire elaborazione personale e creatrice.

64) Differenze tra concezione totale e parziale dell’ideologia Mannheim conduce uno studio sulle condizioni sociali che favoriscono la diffusione delle idee e la produzione del pensiero (sociologia del pensiero). Nella sua analisi sull’ideologia egli distingue una ideologia particolare e una ideologia totale. La prima vede un tipo di interpretazione della realtà con possibili deformazioni che, tuttavia, non deformano la struttura mentale del soggetto. La seconda, invece, si riferisce a una interpretazione della realtà da parte del soggetto, determinato dalla sua posizione storica o sociale, che nasconde a sé e agli altri lo stato reale delle cose (per esempio l’ideologia borghese criticata da Marx).

65) L’utopia in Mannheim Mannheim collega gli individui subordinati alla cosiddetta utopia, in quanto essi risultano “impegnati nella trasformazione di una determinata condizione sociale, tanto da non riuscire a scorgere nella realtà se non quegli elementi che essi tendono a negare”. Per questi individui il pensiero risulta totalmente orientato all’azione volta a trasformare la realtà. L’” inconscio collettivo” è prigioniero dei condizionamenti sociali.

66) Qual è la differenza tra ideologia e utopia in Mannheim? L’ideologia esercita una funzione conservatrice, mentre l’utopia spinge verso la prassi rivoluzionaria, verso il cambiamento.

67) Il concetto di generazione La generazione secondo Mannheim è una categoria biologica che va pensata in termini di collazione sociale. “Definisce lo spazio storico in cui ogni individuo si trova a compiere delle scelte in affinità con quelli che attraversano lo stesso spazio”. Il cambiamento spetta alle nuove generazioni, il cui inserimento nei processi culturali è fondamentale per accedere al patrimonio accumulato dei posteri (importante è il ruolo della memoria).

68) L’educazione alla democrazia secondo Mannheim Mannheim è preoccupato per il destino della democrazia nelle società europee e propone una “pianificazione democratica”, come reinterpretazione delle varie forme di libertà che vi sono state nella storia e come presentazione della sua concezione di educazione. Emerge un’analisi del rapporto tra conoscenza e struttura sociale per definire un ideale educativo. Come Durkheim e Weber, Mannheim è convinto che ogni forma educativa sia collocabile storicamente e abbia un valore relativo al tipo di società nella quale si realizza. Egli sottolinea anche il ruolo dell’intellettuali, capaci di mettere in luce gli aspetti irrazionali che di solito entrano nelle scelte politiche e l’importanza dell’educazione come unico strumento in gradi di influire sui sistemi di vita e sulla “mentalità”.

69) Che cosa studia la fenomenologia sociale? La fenomenologia sociale, così come l’interazionismo simbolico, porta all’attenzione della sociologia l’analisi dell’intersoggettività e dei rapporti interpersonali, all’interno dei quali si riproducono i significati e le concezioni della realtà.Il mondo della vita quotidiana, come mondo in cui ci troviamo in perfetta sintonia, il linguaggio, l’interazione, strutturano l’esperienza conoscitiva e comunicativa del soggetto. La quotidianità è un mondo pieno di punti di riferimento sicuri, la nostra realtà per eccellenza. E’ una realtà data per scontata dove noi siamo immersi in un pensiero di senso comune che tralascia il dubbio. Esiste una pluralità di realtà e quindi una pluralizzazione del senso comune e questo comporta disorientamento quando si passa da una realtà ad un’altra. Secondo la fenomenologia sociale la realtà è una costruzione sociale.

70) Che importanza dà l’interazionismo simbolico al sé? Per l’interazionsimo simbolico il “Sé “è un costrutto personale che si struttura nell’interazione con gli altri, nasce dall’esperienza sociale: non esiste un sé disgiunto da questo tipo di esperienza.

71) che cos’è il Self per G.H.Mead? G.H.Mead è considerato il fondatore dell’interazionismo simbolico. Egli studia il Self sociale come prodotto dell’interazione con gli altri. Il Sé di Mead è costituito da due parti che devono stare in equilibrio tra loro ma mai disgiungersi: l’IO e il ME. Il primo costituisce la parte creativa del soggetto, la forza vitale e resistente; il secondo corrisponde alla interiorizzazione degli atteggiamenti degli altri, è ciò che ci lega di più agli altri, è la parte socializzata di noi stessi.

72) In che modo avviene l socializzazione in Mead? Secondo Mead la socializzazione è il processo di costruzione della nostra appartenenza sociale (costruzione del Self), attraverso “l’interiorizzazione dell’altro”. Attraverso la fase del gioco spontaneo (play) avviene l’interiorizzazione dell’altro significativo, ovvero le persone con cui c’è totale fusione e rispecchiamento (genitori); attraverso la fase del gioco organizzato (game) avviene l’interiorizzazione dell’altro nella sua forma generale, della società e delle sue regole.Il processo di interiorizzazione non è un condizionamento, ma una partecipazione sociale e sottolinea il legame tra individuo e comunità di appartenenza.

73) In che modo avviene la socializzazione in Berger e Luckmann? Secondo Berger e Luckmann la socializzazione avviene in due fasi: la prima fase è quella della socializzazione primaria, ovvero l’interiorizzazione della realtà in forma tipizzata da parte del bambino (per lui esiste un’unica realtà) attraverso l’imitazione e l’identificazione, è la fase in cui il bambino diventa soggetto capace di agire; la seconda fase vede un tipo di socializzazione secondaria attraverso la problematizzazione della realtà precedentemente appresa e la capacità di rielaborare e costruirne un’altra (il bambino inizia a comprendere che il mondo dei genitori non è l’unico esistente, ma ha una collocazione sociale ben precisa).

74) Caratteristiche del modello interazionista-comunicativo di socializzazione Il modello interazionista-comunicativo è un modello non prescrittivo ma situazionale che trova il suo fondamento nell’assunto che “la società è intersoggettività e comunicazione”. Il punto di partenza della prospettiva comunicativa è l’attenzione sull’interazione come interiorizzazione di competenze da parte del soggetto grazie alle quali “egli costruisce attivamente la sua realtà sociale”; pone la necessità di capire i significati individuali (educazione per costruire il sé) e si sviluppa attraverso le teorie dell’interazionismo simbolico e l’importanza della proprietà riflessiva dell’IO

75) Che risposta dà il modello funzionalista al problema dell’ordine sociale? Il paradigma funzionalista si propone di rispondere in modo peculiare al problema hobbesiano dell’ordine sociale, arrivando a definire l’ordine sociale come il risultato di una reciprocità, intesa come complementarietà delle aspettative sociali (ego-alter). Le motivazioni del soggetto devono corrispondere con le aspettative e i bisogni della società.

76) Che cos’è inter-azione per Parsons? Analizzando l’azione sociale, Parsons arriva a sottolineare come essa prevede la complementarietà degli attori, nella teoria della doppia contingenza (l’attore è sia soggetto agente che oggetto dell’azione altrui), e la reciprocità delle aspettative, in un rapporto ben definito “ego-alter”, dove tutti i soggetti ricevono gratificazione.

77) Quali sono gli elementi portanti del modello di socializzazione funzionalista? Il paradigma funzionalista: -è fondato sulla conformità delle aspettative sociali -è rivolto all’integrazione del soggetto nei ruoli sociali -è un modello prescrittivo normativo -necessita di trasmettere un patrimonio culturale -esprime una chiara progettualità sociale e di funzionamento

78) Che cosa avviene durante l socializzazione primaria di Parsons? Parsons distingue due tipi di socializzazione, intesa come acquisizione di orientamenti di valore richiesti per un funzionamento soddisfacente in un ruolo. Per socializzazione primaria si intende l’acquisizione di orientamenti generali di valore, che vanno a costituire la personalità di base della persona. L’agenzia di socializzazione primaria è la famiglia, che svolge un’azione diffusa e particolaristica, trasmette lo status ascritto, fornisce i valori di base, ha una funzione di mediazione tra sistema sociale e sistema della personalità, restringe le proprie funzioni tradizionali, ma si specializza nella socializzazione dei figli e nella stabilizzazione della personalità degli adulti. La famiglia ha un ruolo fondamentale che non può essere svolto da altre agenzie (differenza rispetto a Durkheim!)Il modello dominante è quello dell’identificazione.

79) Qual è il meccanismo di apprendimento più importante nella socializzazione primaria e perché? Il meccanismo di apprendimento più importante nella socializzazione primaria è quello dell’identificazione, ovvero l’interiorizzazione dei valori del modello e una stretta relazione reciproca tra coloro che entrano nel processo di interazione.

80)Che differenza c’è tra socializzazione primaria e secondaria? Parsons distingue tra socializzazione primaria e socializzazione secondaria al fine di chiarire sia gli scopi da conseguire sia i meccanismi da mettere in atto nelle diverse tappe di crescita. Per quanto riguarda gli scopi, si coglia una differenza sostanziale tra le due. Nel corso della socializzazione primaria vengono interiorizzati gli orientamenti generali di valore, mediante i quali si struttura la personalità fondamentale. Nel corso della socializzazione secondaria avviene una specificazione, su base situale, degli orientamenti di ruolo precedentemente interiorizzati. Vengono apprese motivazioni e capacità richieste nel corso dei futuri ruoli adulti. (La socializzazione primaria avviene nella famiglia che svolge un’azione diffusa e particolaristica, trasmette lo status ascritto, fornisce i valori di base. La socializzazione secondaria, invece, si riferisce a un sistema quale la scuola, che svolge un’azione specialistica e universalistica, fornisce indicazioni generalizzate su come comportarsi e trasmetto lo status acquisito).

81) Che importanza dà Parsons alla scuola? La scuola, per Parsons, si inserisce tra la famiglia e il mondo del lavoro e vede la figura centrale dell’insegnate, che mette in atto un processo di prova e di differenziazione degli alunni in base al criterio dell’achievement e delle relative ricompense.

82) Almeno due argomenti critici contro il modello/teoria funzionalista della socializzazione riduzione della personalità al ruolo che è l’unica via per l’integrazione, eccesso di determinismo da parte della società il bambino è ultra-socializzato l’apparato socializzativo/ integrativo è visto come pervasivo e l’individuo è visto come duttile, non oppone resistenza, soggetto a sovranità limitata.

83) Concezione funzionalista della socializzazione (Durkheim e Parsons) il funzionalismo per Durkheim è la dipendenza della scuola dalla società mentre per Parsons è il superamento della dipendenza con l’introduzione della volontà.

84)Azione sociale in Parsons L’azione sociale è intesa come azione svolta da un’agente, in vista di un fine, in base a una valutazione di possibili alternative, secondo un criterio chiamato normativo che costituisce guida all’azione. Per comprendere tali azioni e come i soggetti agiscono entro un sistema sociale bisogna considerare la struttura sociale, ovvero l’insieme di tutti i legami che collegano tra loro gli elementi di una società, così che per comprendere un elemento devo considerare tutti i rapporti che esso ha con gli altri e la funzione che egli svolge per l’insieme.

85) Struttura sociale in Parsons requisiti centri di integrazione funzionali adattamento sistema biologico

scopo sistema personalità integrazione sistema sociale latenza sistema culturale educativo

86) Sistema in Parsons è un insieme interrelato di parti che interagisce con l’ambiente ed è capace di autoregolazione. È un insieme di ruoli da svolgere. Ogni parte svolge una funzione necessaria alla riproduzione dell’intero sistema.

87) ruolo in Parsons sono sistemi di comportamenti attesi regolati da norme attraverso cui l’individuo interagisce con altri che hanno ruoli complementari. Un individuo può svolgere più ruoli contemporaneamente. E l’insieme di ruoli fondamentali definisce lo status cioè la posizione che l’individuo occupa complessivamente nella società.

88) Norma in Parsons le norme sono modelli di condotta, prescrizioni che implicano l’esistenza di sanzioni per chi non ci si adegua.

89) Cosa intende Parsons per “AZIONE NORMATIVAMENTE ORIENTATA” l'azione sociale come ogni comportamento motivato e influenzato da precise cause che consistono nello scopo di raggiungere determinati obiettivi.

90) Definire i valori secondo Parsons e collocarli nello schema agil i valori sono ciò a cui le norme si ispirano, corrispondono ad orientamenti e atteggiamenti culturali di fondo che danno il significato all’esistenza.

91) Il modello agil F 0 E 0Adattamento sistema economico

F 0 E 0Goal attainment (scopo) sistema politico F 0 E 0Integrazione sistema giuridico

F 0 E 0Latenza sistema culturale

92) Definizione di personalità di base Per personalità di base si intende il tipo di personalità più diffuso in una data società, il tipo che è che più congruente alle aspettative e che è accettato socialmente. Ogni soggetto si avvicina più o meno alla personalità di base in quanto declina le attese sociali mediante molti fattori di differenziazione. Parsons dice:” E’ impossibile per una società mettere a capo un soggetto rigorosamente uniforme”. La personalità di base è “definita, ma non totalmente strutturata dalla società.

93) Definizione di carattere sociale Reisman definisce il carattere sociale “la parte di carattere che è propria di gruppi sociali rilevanti”. A diversi tipi di società corrispondono diversi modelli (ideal-tipi) e diverse strategie identitarie (per conformità, ovvero il voler assomigliare gli altri, o per creatività, ovvero il voler essere più diversi possibile). Ogni tipo di società sviluppa un diverso tipo di carattere sociale, quello di cui ha più bisogno.

94) Caratteri tipici della personalità sociale in epoca moderna concetto non autonomo nel soggetto o nella società bensì va collocato dentro la relazione io mondo sociale.

95)Caratteri tipici della personalità sociale in epoca post-moderna identità come spazio e come narrazione, come etica della responsabilità e come ricomposizione.

96) Cosa cambia nel passaggio da un paradigma funzionalista a un paradigma comunicativo dell’identità? L’Id di Parsons, rappresentante del paradigma funzionalista-integrazionista, era visto come una “struttura di codici” agganciata al sistema della personalità, un dato acquisito. Nel paradigma comunicativo- interazionista di Mead, invece, l’Id è considerato un io multiplo e variabile che si adegua alle situazioni e l’identità sociale diviene un progetto da realizzare.

97) Che cosa significa che l’IDENTITà sociale è una variabile indipendente? Dire che l’identità sociale è una variabile indipendente significa concordare non solo che l’origine sociale

dell’identità è sociale, ma anche che essa rimane indipendente perché l’individuo moderno: -è capace di selezionare valori e norme -è capace di assumerli in modo variabile -resiste ai condizionamenti -può provocare mutamento sociale

98) Che ruolo gioca l’alterità per definire l’identità? ogni istaurazione di un confine o di proprietà identificative si ha bisogno dell’altro e del fuori per costruirsi al proprio interno.

99) Come si definisce l’identità sociale nell’era post-moderna? si definisce identità processuale perché può divergere dalla primaria e ha molte identificazioni anche non sovrapposte.

100) Concetto di devianza sono comportamenti non conformi al modello sono visti come patologie della personalità o dati non rilevanti dal punto di vista della normalità sociale (eccezione che conferma la regola)

101) Concetto di controllo sociale è l’insieme più o meno organizzato delle reazioni formali e informali coercitive o persuasive messe in atto nei confronti dei comportamenti ritenuti devianti e dirette a stabilire e mantenere l’ordine sociale.

102)Cosa si intende per “socializzazione non riuscita”? società tradizionale società complessa identità riconoscibili socializzazione non riuscita frequente socializzazione prevedibile pluralismo di mondi vitali soc. non riuscita non frequente eterogeneità dei socializzatori esito del deviante rinuncia a ruolo varie divergenze, esito di riuscita e no

103) La devianza per Parsons comportamenti non conformi al modello visti come patologie della personalità

104) La devianza per Berger e Luckmann il problema delle norme è rimandato al tipo di personalità che prevale.

105) A quale periodo storico corrisponde un'educazione conforme al modello sociale ? nella modernità lo spazio societario aveva un confine nazionale si culturale che per le istituzioni di riferimento, con l’avvento dell’individualismo disgregatore c’è una sperimentazione continua del sé.

106) Effetti della socializzazione nella società di oggi (complessa e ambivalente) ha effetti di disponibilità di più io con i quali identificarsi, ci possono essere possibili tradimenti di sé stessi, c’è una diffusione sociale dell’individualismo e il cambiamento continuo di ruoli, utilizzo funzionalistico del ruolo a mo’ di maschera assunzione a freddo e rischio di manipolazione reciproca.

107) Cosa si intende per “società de-normativizzata”? una società de-normativizzata è una società individualista, incoerente e insicura in cui le istituzioni regolative sono sempre più deboli, gli agenti mediatori sono più deboli e l’incontro con l’alterità comporta difficoltà di riconoscimento, ma la complementarietà è sempre più necessaria.

108) Cosa si intende per «Individualismo disgregatore»? c’è una sperimentazione continua del sé, persone esposte a crisi di identità (personalità fragili) sofferenza del singolo ma anche del corpo sociale.

109) Cosa si intende per incoerenza del soggetto nella società odierna e a cosa è dovuta? contraddittorietà di atteggiamenti: misure repressive per qualunque forma di devianza, svalutazione della legge come inutile

110) Che cosa si intende per “domanda e offerta” di legalità? le domande proposte dalle persone e le offerte di legalità che le associazioni propongono ad esempio: domanda di rispetto della persona offerta di istituzioni trasparenti domanda di coerenza tra principi e atti offerta di inflazione legislativa

domanda di sicurezza bisogno di far funzionare le istituzioni per facilitare lo sviluppo. Questo comporta il tramonto del legalismo quindi il rispetto acritico della norma ed un sovraccarico degli organismi giudiziari, con scarsa cultura legalitaria e civismo debole.

111) Perché si dice che gli agenti mediatori delle regole oggi sono “deboli”? famiglia: meno capacità sanzionatoria scuola: ambigua, enfasi sulla disciplina e imparzialità sul giudizio realtà formative e aggregative extrascolastiche mass media cultura partecipativa orizzontale traslazione tra online e offline. La rete e non il soggetto fa da filtro.

112) Cos’è l’inflazione legislativa? troppe leggi alla fine ce ne sarà una che non riesco a rispettare.

113) La cultura legalitaria degli italiani non esiste una netta predominante posizione morale: relativismo assolutismo e assolutismo attenuato dividono la popolazione in tre gruppi equivalenti.

114) Qual è il ruolo della legge secondo la sociologia? le leggi servono per ridurre la complessità sociale e per mediare i significati sociali per la comprensione reciproca.

115) Cosa è cambiato nel modo di educare della società? Confronta regime sociale moderno-postmoderno centralità delle società e delle aspettative Prima vi era: -centralità dell’adulto -condivisione di valori e norme (il linguaggio del dovere) -scelte vincolanti -legami sociali forti -controllo sociale forte e continuo -spinta alla crescita, a diventare adulto ECCESSO DI RIGIDITA’ Oggi invece: -centralità del soggetto e della sua autorealizzazione -centralità del bambino (viene per primo) -pluralismo di valori -il linguaggio del volere -legami sociali deboli e discontinui -adultità rimandata e paura di invecchiare ECCESSO DI FLESSIBILITA’

116) I tre modelli di socializzazione Modello di socializzazione integrazionista-funzionalista: -Carattere normativo-prescrittivo -Parte dai bisogni della società

F 0 E 0-Visione lineare del rapporto educazione società “tale società tale educazione” -Educazione e formazione sono strumento attraverso cui la società rinnova la propria esistenza -Educazione e istruzione fanno dell’uomo un essere sociale -Risultati educativi prevedibili

F 0 E 0-Preoccupazione di tenere insieme “il corpo sociale” il socializzatore è attento a tenere insieme il corpo sociale -Trasmissione del patrimonio “dato” -Richiede una personalità forte, stabile, conforme alle aspettative -Continuità fra agenzie -Valori: achievement, conformità, adattamento, integrazione sociale

Modello di socializzazione conflittualista: F 0 E 0-Visione discontinua del rapporto educazione-società ” l’educazione può modificare i rapporti sociali,

emancipare le classi svantaggiate, creare una nuova società” -Parte dai bisogni della classe sociale

-Processi di differenziazione e discriminazione sociale dovuti dall’educazione (la scuola produce disuguaglianze e allora occorre un’educazione popolare)

F 0 E 0-Discontinuità tra agenzie policentrismo formativo (la scuola perde la sua centralità) -Valori: critica dei condizionamenti, affermazione dei diritti, ideale emancipatorio

Modello di socializzazione interazionista-comunicativo: -Carattere non normativo ma situazionale

F 0 E 0-Scambio tra educazione e società ” l’uomo costruisce attivamente la sua realtà sociale” -Parte dai bisogni dell’individuo -L’educazione non cambia la società, ma la influenza attraverso l’azione dei singoli -Eccedenza di opportunità (complessità sociale) -Necessità di capire i significati individuali (educazione per costruire il sé) -Risultati educativi incerti -Linguaggio, simboli come strumento di comunicazione e socializzazione -Ricerca di identità come prodotto interazione io-altri -Richiede una personalità debole, multipla e imprevedibile - Divergenza tra agenzie -Valori: interazione simbolica, competenza comunicativa, riflessività

117) Perché si dice che gli agenti mediatori delle regole oggi sono “deboli”?

118) In che senso la famiglia è un agente mediatore di regole «debole»? Perchè le famiglie hanno meno capacità sanzionatoria (problemi nel dare punizioni, i genitori temono di perdere il loro amore)

119)In che senso la scuola è un agente mediatore di regole «debole»? comportamento sanzionatorio blando; neutralità per i valori (compromesso tra le culture politiche) ; curricolo nascosto (insegnamento sottaciuto che viene trasmesso dagli insegnanti, dicono di essere imparziali ma non lo sono, i ragazzi non si adeguano alle regole dichiarate)

120)In che senso le realtà aggregative extrascolastiche sono agenti mediatori di regole «deboli»? Perchè raccolgono una minoranza e giovani; turn over delle figure di riferimento

121)In che senso i social media sono agenti mediatori di regole «deboli»? Perchè vi è una traslazione tra online e offline, eccessiva convergenza: è la rete e non il soggetto che fa da filtro.

122)Quale rapporto hanno gli adolescenti con la legalità? mettono alla prove la regole, non le prendono per via diretta ma indiretta (lo farò quando avrò capito a cosa serve la regola)

123)Le fonti normative dirette ed indirette fonti normative DIRETTE (testimonial vivi, scuola e famiglia) ed INDIRETTE (sapere circolante, valori che si raccolgono con la città, la tv ecc)

124)Qual è l’oggetto della socializzazione normativa? L’interazione con le figure istituzionali del controllo sociale, della rappresentanza e del diritto.

125)Cosa avviene durante la socializzazione normativa? Gli adolescenti si trovano di fronte alle fonti dirette ed indirette, a delle precise modalità di trasmissione della legge (agenti normatori) e all’esperienza della legge (cinismo, idealismo)

126)Cosa si intende per «ruolo moratorium» degli adolescenti? È la sospensione tra infanzia e maturità, tra dipendenza e indipendenza; dilatazione dei tempi di definizione del sé (self) quindi di assunzione di responsabilità verso gli altri

127) Come viene interpretata la trasgressione nei tre modelli di socializzazione la trasgressione viene vista nei 3 modelli di socializzazion: modello integrazionista: socializzazione fallita utile in misura fiosiologica, funzionale a ribadire la norma se no irrilevante

modello conflittuarista: inevitabile, ribellione che nasce da esclusione, porta a emancipazione, disordine, movimento sciale modello interazionista simbolico: collocata entro le relazioni sociale, etichettamento, forma di comunicazione/mutamento sociale

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