Domande e Risposte Esame Geografia De Vecchis, Domande di esame di Geografia. Università degli Studi di Roma La Sapienza
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Lenne.Vislaf5 settembre 2015

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Domande e Risposte Esame Geografia De Vecchis, Domande di esame di Geografia. Università degli Studi di Roma La Sapienza

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Elenco di tutte le domande fin'ora fatte (orali e scritte) e relative risposte dell'Esame De Vecchis, incentrato su 3 libri: La forma di Roma Per una geografia del Lazio Introduzione alla Geografia (aggiornato a Lu...
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DOMANDE LAZIO

DOMANDE PER UNA GEOGRAFIA DEL LAZIONE (DE VECCHIS) Di cosa parla il capitolo di Claudio Caputo “Aspetti geomorfologici del Lazio” ? Caputo evidenzia la disomogeneità naturale del Lazio, poiché il territorio è formato da elementi orografici, morfologici, geologici e idrografici molto differenti che danno luogo a paesaggi diversi tra loro. Analizza in oltre anche altri aspetti tipici: il paesaggio vulcanico (distinto in 3 distinti gruppi morfologici: a chimismo acido, a chimismo alcalino-potassico con attività centrale e a chimismo alcalino-potassico con attività areale); il paesaggio costiero, suddiviso in 5 settori con differenti caratteri fisiografici e rocciosi, con particolare rilevanza alle pianure costiere (di cui l'agro Romano -o Pianura Pontina- è la più ampia del Lazio); il fenomeno del carsismo (ipogeo ed epogeo), diffuso in tutta l'area appenninica laziale; il paesaggio glaciale, la cui morfologia è ormai poco visibile; ed infine accenna ai dissesti, causati principalmente dalle improvvise precipitazioni, dalll'urbanizzazione e dall'impoverimento dello spessore del suolo. Di cosa parla il capitolo di Andrea Pavesi, “Gli ambienti del Lazio”? Pavesi descrive i vari ambienti del Lazio, parlando delle componenti biologiche, fisiche, chimiche e antropiche. Gli ambienti presi in esame sono 12: l'ambiente marino, sabbioso, retrodunale, salino, di pianura, dei travertini, fluviale, lacustre, di macchia mediterranea, bosco misto a caducifoglie, la faggeta, di prateria montana e l'ambiente urbano. La costruzione della Regione? Ha inizio nel 1870 con l’annessione al Regno di Italia dei cinque circondari di Roma (Viterbo, Velletri, Comarca, Frosinone, Civitavecchia), riuniti sotto un unica provincia con “il nome vetustissimo di Lazio” (cit. Roberto Almagiò). Nel 1923 viene annessa Rieti. Nel 1927 la provincia laziale viene divisa in 4 parti ( Roma, Rieti, Frosinone, Viterbo) e si estendo verso meridione con la soppressione della provincia di Caserta. In seguito alla bonifica pontina di unisce anche la provincia di Littoria, che dal '45 assume il nome di Latina. Il Lazio così costituitosi si presenta come “un mosaico di tessere residuali di altre regioni” (cit. G. De Vecchis), al punto che Almagiò la definisce come “la meno omogenea tra le regioni d'Italia. Rapporto tra Roma e le altre province del Lazio? Roma è egemone e agisce come grosso centro unitario che estende numerose propaggini verso le altre provincie, che tra di loro non presentano un grande legame. Roma infatti ha un ruolo direzionale in quasi tutti i settori economici, soprattutto dei servizi, come il settore industriale e quello turistico; mentre Latina si occupa del settore industriale e agro-industriale, la Ciociaria risente delle industrie storiche nel settore manufatturiero. Dal punto di vista dei settori, in confronto a Roma, il Reatino è più arretrato, si evolve infatti solo nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica. Come si chiamava Latina? Littoria. Come veniva chiamata la Campagna Romana? Comarca. Come si chiama la regione della provincia di Frosinone? Ciociaria. Come si chiamava il viterbese? Patrimonio di San Pietro. Distribuzione della popolazione laziale? Dal 51 al 2001 l’incremento demografico della popolazione laziale è aumentato del 50%. Al censimento di questo periodo il 19% della popolazione è montana e il peso demografico della provincia di Roma è pari al 72%; si evidenzia una progressiva perdita del peso demografico della provincia di Frosinone (dovuta alla senilizzazione e migrazione dei giovani). Dopo la bonifica l'area pontina si popola a sfavore della montagna reatina. Altro fattore di spopolamento della montagna è il trasferimento dei residenti verso la fascia costiera, dove sono aumentati più del 50 %. Infine, un forte impatto nella struttura insediativa è stato dato dalle seconde case (usate prima nei weekend e poi adibite a dimore fisse). La litoralizzazione? E’ la congestione e concentrazione degli abitanti sulla fascia costiera, innestata da un forte abusivismo edilizio con effetti devastanti sul territorio soprattutto per l’alternarsi dei carichi demografici dovuti al cambio delle stagioni. La senilità nel Lazio? Il Lazio, come tutto il Paese, sta subendo un progressivo invecchiamento (abbassamento del tasso di natalità e alzamento di quello di mortalità), soprattutto l’Alto Lazio (in particolare il Reatino), mentre la provincia più vivace è Latina per la sua giovane età. La montagna laziale? Dal 1971 la montagna laziale ha avuto un andamento positivo, infatti, la popolazione montana è cresciuta più rapidamente di quella laziale; ma analizzando il dato a livello provinciale si vede come il movimento sia positivo solo per la provincia di Roma, evidenziando una forte disomogeneità tra i diversi contesti montani. Come si può valorizzare la montagna laziale? Per rivitalizzare lo spazio montano si dovrebbe puntare sul turismo, migliorando la qualità dell’offerta, diversificando le modalità ricettive e riorganizzando e riqualificando gli spazi urbani, insieme all'agricoltura montana, con promozioni delle produzioni locali. Come rappresenta Cesare Ripa la regione Lazio? Nell’iconologia del Seicento era solito rappresentare le varie regioni tramite figure allegoriche, principalmente femminili. Queste erano definite “Donne di Carta”. Tra queste rappresentazioni allegoriche, quella che spicca maggiormente fu disegnata da Cesare Ripa, poiché compare non solo una figura femminile, ma anche una maschile. Queste due figure rappresentano il rapporto inscindibile tra la città di Roma e la regione Lazio: Saturno nella grotta rappresenta il Lazio e al di sopra si erge la figura dominante femminile, rappresentante Roma, che trasferisce al Lazio stesso lo splendore della sua gloria. Per questa allegoria Ripa

ha fatto riferimento ad alcuni scritti latini, tra cui l'Eneide virgiliana e i Fasti di Ovidio. Chi descrive il fenomeno del carsismo epigeo? Lo geografo Aldo Sestini Chi descrive la risorgiva di Ninfa? Guido Piovene, nel suo viaggio attraverso l’Italia per conto della RAI dal 1953 al 1956. Egli parla anche dell’idrostruttura del carsismo laziale di Ninfa. Chi porta la testimonianza della presenza di Benedetto da Norcia nella Regione? Lo storico Ferdinand Gregorovius, che scrive un giornale di viaggio delle vicende di Benedetto da Norcia. Chi porta la testimonianza della presenza di San Francesco? Guido Piovene, seguendolo nei suoi passi nella valle Santa di Rieti. Chi descrive le necropoli di Tarquinia e Cerveteri? Guido Piovene. Come descrive Vincenzo Cardarelli il paesaggio etrusco del tufo? Ricoperte di scarsa vegetazione, ma nascondenti il tesoro di tombe istoriate. Come è descritto il monte Soratte da Goethe? Solo e pittoresco Come è descritto il Monte Soratte da Byron? Simile ad un onda maestosa che si allunga e che, prossima a frangersi e giunta al culmine, si arresta sospesa. Chi descrive il paesaggio del Monte Cavo? Stendhal, nelle Cronache Italiane, dà un duplice sguardo prospettico del Monte Cavo: il primo è ciò che si vede dal Monte, il secondo invece è da dove si vede il Monte (un po' tutta la Campagna romana fino alla costa del Tirreno). Chi descrive il paesaggio di Tuscolo? Guido Piovene Come è descritta la regione dei Castelli attraverso la canzone “Nannì” di Ettore Petrolini? Descrive una gioiosa gita ai Castelli Romani resi paradisiaci dal profumo dei fiori Caratteristici dei Castelli sono i laghi, il cibo ed il vino (a cui è legata la sagra dell'uva), che viene definito migliore dello Champagne. Chi è il primo autore a dare il via al topos letterario della palude come luogo di dannazione? Dante, nel settimo canto dell' Inferno. Come è descritta la foresta del Circeo da Omero? Coperta di fitti querceti e dalla selva. Come è descritta la foresta del Circeo da Virgilio? Come dei boschi inviolati. Chi descrive il territorio paludoso della Via Appia nel II sec. a.C.? Orazio. Chi descrive la situazione delle paludi nel XVIII sec? Vincenzo Monti Come descrive Goethe l’opera di bonifica? Come un'opera volta alla redenzione dell'uomo, che tanto danno arreca alla natura e pertanto perfetta per la visione profetica di un Faust morente. Chi parla della malaria nell’Agro Pontino? Madame de Steal. Come descrive la palude Gioacchino Belli in “Er Deserto”? Come un ambiente nefasto, desolato, silenzioso e probabilmente infestato dai briganti. Chi descrive il nuovo assetto del territorio pontino negli anni ’50? Guido Piovene.

DOMANDE LA FORMA DI ROMA Livio “Ad Urbe condita” Nel V libro dell’opera “Ab Urbe Condita”, Tito Livio offre una descrizione geografica del sito su cui è sorta Roma: a parlare è Camillo, considerato il secondo fondatore di Roma, che incita i Romani a rifondare la città, dopo il saccheggio dei Galli, sul sito originale. Nel passo Tito Livio parla di un “paesaggio familiare alla vista” che sembra anticipare la codificazione di una geografia della percezione arricchita di valori psicologici, nata solo nel’900. Del paesaggio famigliare descritto da Tito Livio è ancora presente l’immagine del Tevere, mentre è quasi assente quella della verticalità dei colli. Cicerone “De Re Publica” Cicerone spiega in modo dettagliato i fattori che hanno spinto a situare la città nel sito originale. Innanzitutto, la posizione né troppo vicina, né troppo lontana dal mare sembrava ottimale per controllare attacchi marittimi; il fiume poi, rendeva la posizione strategica per gli scambi commerciali, mentre i colli consentivano di sfuggire alle esalazioni malariche delle vallate paludose. La fondazione di Roma tra leggenda e realtà Tito Livio ha tramandato, nell’opera “Ab Urbe Condita”, la leggenda legata alla fondazione di Roma. La vicenda si sviluppa tra i pastori latini, discendenti di Enea e suo figlio Iulo fondatore di Albalonga. Sul trono di Albalonga salì Proca, il quale generò Numitore e Amulio. Amulio cacciò Numitore e regnò dopo averne ucciso i discendenti maschi. Costrinse la figlia femmina, Rea Silvia, a diventare sacerdotessa di Vesta, ma diede alla luce due gemelli attribuendone la paternità al dio Marte. Amulio la fece imprigionare e ordinò di annegare i neonati nel Tevere. Il fiume, però, era straripato e i servi del re lasciarono la cesta coi fanciulli in una pozza. Quando le acque si ritirarono, la leggenda vuole che una lupa scese dai monti e li allattò dopo aver sentito i vagiti. In

seguito li ritrovò il pastore Faustolo, che li prese e li allevò insieme alla moglie Acca Larenzia. Una volta cresciuti, Numitore li riconobbe come suoi nipoti e con l’aiuto dei pastori uccisero Amulio. I gemelli fondarono una città nello stesso posto in cui furono educati, e prese il nome da Romolo quando Remo morì. La fondazione di Roma sarebbe avvenuta il 21 aprile del 753 a.c. Tito Livio afferma che il nome della città deriva da quello del suo primo re, mentre in realtà dovrebbe derivare dall’etrusco Rumon o Ruma, ovvero “città del fiume”. Alcuni scavi della metà del ‘900 confermerebbero il fatto che, come dice la leggenda, Roma sia stata fondata sul colle Palatino: lì, infatti, sono stati ritrovati i resti di tre capanne dell’età del ferro, proprio dove doveva essere situata la casa Romuli. Il pomerio e i suoi ampliamenti Tito Livio parla del pomerio, che nella Roma antica era uno spazio di terreno esterno e intorno alle mura della città, considerato sacro e in cui non era lecito costruire e arare. Questo divenne presto un confine giuridico, che segnò la prima forma della città. Il pomerio di Romolo ebbe origine nell’area del Foro Boario, sulle sponde del Tevere e vicino all’isola Tiberina, un’area importante a livello economico-commerciale, nella quale s’incrociavano genti e culture diverse; proprio questi movimenti commerciali hanno contribuito alla veloce espansione dell’importanza economica e culturale della città. Il pomerio iniziò dal mercato dei buoi -o Foro Boario- (per mano di Romolo) per arrivare, negli anni, fino al foro e al Campidoglio (per mano di Tito Tazio). Servio Tullio Servio Tullio, successore di Tarquinio Prisco, unisce ai quartieri più antichi (Palatino e Subura) l’Esquilino: in seguito aggiungerà il Viminale ed il Quirinale, che andranno a formare il quarto quartiere di Roma. La Roma cinta dalle Mura Serviane sarà la più grande città dell’epoca. Il Quirinale, in ogni caso, era già nel VI secolo a.c. centro di una città indipendente che fronteggiava quella palatina. A lui si deve anche la costruzione dei templi della Fortuna e della MaterMatuta nel ForoBoario. I Tarquini TarquinioPrisco fu il primo dei re Tarquini. A lui si deve la bonifica della zona paludosa dove poi sarebbero sorti il Foro Boario e il Foro Olitorio. Roma, durante il periodo monarchico (soprattutto sotto il regno dei Tarquini) si arricchisce di templi. Il più importante è quello etrusco-italico sul Campidoglio, dedicato a Giove, Giunone e Minerva. A Tarquinioil Superbo, si deve il prosciugamento della Valle Murcia e il primo tracciato del Circo Massimo nella stessa. Colli Romani I colli che connotano il panorama della Roma attuale, sono: Aventino, Campidoglio, Celio, Esquilino, Palatino, Quirinale e Viminale. Roma repubblicana Nel primo periodo repubblicano anche il colle Aventino diventa oggetto di edilizia, grazie ad una legge che lo assegna alla plebe. Nel frattempo il Campo Marzio comincia ad urbanizzarsi: poiché particolarmente adatto ad un’edilizia di rappresentanza, vi vengono collocati, oltre ad un tempio di Apollo, i Saepta e la Villa Publica. In seguito al saccheggio dei Galli intorno al 390 a.C., Roma viene riedificata, anche se in modo caotico e disordinato. Viene pertanto innalzata una nuova cinta muraria, che include anche il colle Aventino, viene costruito il primo acquedotto, Aqua Appia, ad opera di Appio Claudio, il quale inaugura anche il primo tratto consolare della via Appia. Nel III secolo a.C. viene costruito il secondo acquedotto, l’Anio Vetus, ad opera di Curio Dentato e Fulvio Flacco; e viene edificato il Circo Flaminio, nella zona sud del Campo Marzio, ad opera di Flaminio Nepote, utilizzato per i concilia plebis. Nel II secolo a.C., in particolare grazie al vittoria di Roma su Cartagine e alla sua potenza affermatasi nel Mediterraneo, la città si sviluppa anche al suo interno. S’introduce così il “Quadriportico”, una specie di piazza porticata. Quello più famoso giunto a noi, anche se solo in parte, è il Portico di Ottavia. Il tempio di Giove del Portico di Ottavia è il primo ad essere costruito interamente in marmo. Si comincia poi ad utilizzare un nuovo ed importante materiale da costruzione: il calcestruzzo. Un’altra novità architettonica è la basilica, ovvero un grande spazio coperto che aveva le funzioni del foro durante la cattiva stagione. L’unica del periodo repubblicano di cui ci pervengono i resti è la basilica Emilia. Nella pianura prospiciente al Tevere si sviluppa una zona commerciale e un quartiere collegato al porto fluviale di Ripagrande. Nel I secolo a.C., in età Sillana, la popolazione di Roma si era fortemente incrementata e si avvertiva l’esigenza di edilizia abitativa popolare. Allo stesso modo acquista sempre più importanza l’opera pubblica, come ci testimonia il Tabularium, l’archivio più antico dello stato romano dove venivano conservate le tavole bronzee dei trattati con altri stati. Il Tabularium introduce la novità degli archi inquadrati da semicolonne in ordine architettonico, caratteristica che sarà ripresa nel Colosseo. Roma di Augusto Augusto riorganizza l'amministrazione (suddivide l'urbe in 14 rioni e il territorio italico in 11 regiones), interviene con opere di pubblica utilità (miglioramento dei servizi e della rete viaria interna), crea il sistema delle centralità contigue (dà un assetto definitivo al foro di Cesare e al Foro Romano e realizza i Fori Imperiali), decongestiona l'area centrale cittadina (acquistando le aree edificabile e costruendoci il Foro di Augusto), amplia la città verso nord-ovest (bonifica la zona paludosa del Campo Marzio), colonizza monumentalmente il Campo Marzio (Portici, Teatro di Pompeo, Teatro di Balbo, Teatro di Marcello) e -ritenuta sacra la zona dell'attuale Tridente- vi pone i sepolcri di personaggi illustri ed il suo Mausoleo. Augusto continua l’opera cominciata da Cesare nella costruzione dei Saepta Iulia (aggiunge i portici di Meleagro e degli Argonauti e il genero Agrippa vi edificherà il Pantheon, la Basilica di Nettuno e le Terme, alimentate dal nuovo acquedotto dell’Acqua Vergine), risana e riqualifica la parte orientale del colle Esquilino (vi istituisce la quinta regione e la trasforma in un’aristocratica zona residenziale, costruendo la Porticus Liviae), rende omaggio al colle Palatino (fa costruire la sua dimora accanto ai resti della CasaRomuli) e rende Trans Tiberium la quattordicesima regione (qui fa realizzare la Naumachia Augusti, destinata alle battaglie navali). Ager Vaticanus Caligola, Agrippina e Nerone bonificarono l’Ager Vaticanus e vi collocarono le loro dimore. In quest'area, Caligola e Nerone fecero costruire un circo privato con obelisco ed eressero la Meta Romuli. Meta Romuli e meta Remi La Meta Romuli era una sepoltura monumentale situata nell'Ager Vaticanus, vicino alla Basilica di San Pietro, e fu denominata anche "Piramide vaticana". Il suo nome era dovuto alla credenza popolare che la collegava alla piramide Cestia (meta Remi), identificandole con i sepolcri dei due mitici fondatori e facendole oggetto di varie leggende. Tradizionalmente si credeva che il

luogo del martirio di San Pietro fosse posto nel punto di mezzo tra le due piramidi e conseguentemente la piramide fu rappresentata per secoli nelle raffigurazioni del martirio. La Meta Remi (o Piramide di Caio Cestio) è una piramide di stile egizio sita vicino a Porta San Paolo e al cimitero acattolico, la cui costruzione fu completata nel 12 a.C. Fu demolita a partire dal 1499, su ordine di papa Alessandro VI, per l'apertura della nuova via Alessandrina che collegava l'area del Vaticano con il ponte sul Tevere. Nerone Con Nerone avvengono grandi interventi urbanistici: edifica il Macellum Magnum, completa le Terme nel Campo Marzio, valorizza la zona paludosa tra il Palatino e il Celio privatizzandola, espande la sua residenza sul Palatino e i suoi possedimenti sull’Esquilino (dove realizza la Domus Transitoria) e aumenta le strutture abitative perlopiù di legno (soggette ad incendi, come ci dimostra l'incendio del 64, che colpì ben dieci regiones). Colosseo Edificato da Vespasiano e Tito, prosciugando il Lacus Neronis, anticamente aveva l'unico nome di Anfiteatro Flavio. Il Colosseo ha da subito dominato incontrastato il paesaggio circostante. Traiano Con Traiano, nel II secolo, Roma raggiunge la massima espansione dell’impero. Il sistema di Fori si accresce, anche grazie al Foro di Traiano con la monumentale basilica Ulpia e la Colonna Traiana (che diventa un elemento caratteristico della verticalità del paesaggio romano). In oltre fa edificare i Mercati Traianei e costruisce l’acquedotto Traiano. Adriano Elio Adriano compie opere di consolidamento dei confini dell'Impero e arricchisce Roma di opere monumentali (Mole Adriana- oggi Castel Sant’Angelo-, Pantheon), crea un polo civile di attrazione nell’Ager Vaticanus, fa costruire il ponte Elio (per accedere alla Mole) e realizza la sua dimora (Villa Adriana) fuori dai confini urbani . Pantheon Fu iniziato da Agrippa in età augustea, ma ci pensò Adriano a terminarlo, modificando la pianta da rettangolare a circolare, fissando la forma ideale del tempio rotondo con copertura a calotta, ornata da lacunari posti prospetticamente fino al foro centrare dell'impluvium. Mole La mole Adriana, oggi conosciuta come Castel Sant’Angelo, era stata costruita sotto ordine di Adriano sul modello del Mausoleo di Augusto, come tomba degli Antonini: per accedervi, egli fa costruire il ponte Elio, che durante il medioevo sarà di passaggio obbligatorio per i pellegrini verso la Basilica di S. Pietro. Cosa comprendevano le Mura serviane? Le Mura serviane sono le prime mura di Roma del VI secolo a.C. Fatte costruire da Tarquinio Prisco e poi ampliate e dotate di un ampio fossato dal successore, Servio Tullio, dal quale presero il nome. La recinzione con le mura fu il culmine di un'intensa attività urbanistica, fondata sulla delimitazione territoriale della città in quattro parti (la "Roma quadrifaria"). Si tratta di una cinta muraria di almeno 7 km, in blocchi squadrati di cappellaccio di tufo. I territori al suo interno erano Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio, Palatino, Aventino e parte del Foro Boario. Cosa comprendevano le Mura aureliane? Aureliano costruisce la nuova cinta muraria, 19 km, che definisce l'ampliamento del pomerio tra il 270 e il 275. Le Mura Aureliane delimitano tutt’ora il centro storico di Roma: comprende la Città del Vaticano, i sette colli e la zona del Tevere con l'isola Tiberina. Qui si trovano i principali monumenti come il Colosseo e il Circo Massimo e le principali piazze come Piazza Venezia, Campo de Fiori, Piazza del Quirinale, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Piazza Navona e Piazza della Repubblica. Quali sono le strutture ipogee di Roma? La Roma sotterranea è ancora tutta da scoprire. Nei primi strati ipogei si trovano resti di case, palazzi e ville dei primi quattro secoli d.C.: grazie agli scavi sono state ritrovate strutture della Domus Faustae, l’abitazione di Costantino, e la Domus Aurea, l’abitazione di Nerone, che Traiano utilizzò come fondamenta delle sue terme. Ritroviamo poi i Ninfei, ossia ambienti a pianta basilicale con abside, al cui interno vi era una monumentale fontana, dedicati alle Ninfe. Troviamo inoltre cisterne e i Mitrei, templi di divinità d’importazione orientale: questi sono stati rinvenuti in notevoli profondità, poiché erano già allora sotterranei. Le Catacombe, più di cinquanta rinvenute nell’area romana, costituiscono un vero reticolo di cunicoli scavati nello strato di tufo. Questi sono cimiteri sotterranei, il cui nome deriva dal cimitero di San Sebastiano sulla via Appia antica, il cui sito presentava probabilmente parecchi avvallamenti. Quartiere dei Goti Testimonianze della presenza dei Goti le ritroviamo nel quartiere dei Goti, intorno alla chiesa di Sant’Agata dei Goti, eretta nel V secolo e testimonianza del culto ariano praticato da una loro comunità. Cosa comprende la Città Leonina? Papa Leone IV fa cingere di mura il territorio che comprendeva la basilica di San Pietro, il Borgo e la Mole Adriana, dando luce alla Civitas Leonina Le torri della Roma medievale Lo skyline della Roma medievale è fatto di torri, emblema di potere e di possedimenti. Le due torri più alte, e dunque più importanti, erano la Torre delle Milizie e la Torre dei Conti. Quando le famiglie venivano sopraffatte da altre, le loro torri venivano mozzate e degli archi venivano gettati da una proprietà immobiliare all’altra, che ancora si possono ritrovare, come l’Arco dei Banchi, in via del Banco di Santo Spirito. Quando è stata fondata la prima Università? La prima università fu fondata nel 1295, da Bonifacio VIII che istituì lo Studium Urbis, ovvero l’università di medicina e diritto situata in Trastevere. Nel 1432 fu spostata nel Palazzo della Sapienza, nell’attuale Corso del Rinascimento, da papa Eugenio IV. Restò lì fino a ché nel 1935, durante il Ventennio Fascista, fu costruita la Città Universitaria, tutt’ora sede della Sapienza. Cosa ha fatto Ludovico il Bavaro?

Ludovico il Bavaro fu scelto come imperatore contro Federico III il Bello -duca d'Austria-, ma non venne riconosciuto da Papa Giovanni XXII, che lo scomunicò. Egli allora marciò verso Roma nel 1327, si fece incoronare dal popolo romano (1328) e dichiarò deposto il papa per eresia, nominando l'antipapa Niccolò V. La funzione della piazza nella Roma rinascimentale La piazza romana, da sempre il fulcro della vita comunitaria, nel Rinascimento diventa un'estensione del palazzo del signore, uno spazio di rappresentanza. Descriptio Urbis Romae Il Descriptio urbis Romae è un libro di Leon Battista Alberti, scritto attorno al 1445, in cui una lista di 175 punti salienti della città di Roma corrispondono alle coordinate polari attraverso le quali è possibile una ricostruzione della topografia di Roma antica. Queste coordinate radiali partono dalla torre del Campidoglio, eletta a fulcro della città e della sua rappresentazione. Palazzo Venezia Inizialmente era il palazzo del cardinale veneziano Pietro Barbo, poi di papa Paolo II. Questo edificio diventerà molto importante per alcune tappe critiche della storia Italiana: dalla finestra di questo, infatti, Mussolini terrà i discorsi più importanti come l’annunciazione dell’entrata in guerra. È il modelo dell'architettura civile del primo Rinascimento a Roma. Palazzo della Cancelleria È stato eretto a cavallo dei secoli Quattrocento e Cinquecento, prima come dimora del cardinale Raffaele Riario, poi destinato ad ospitare gli uffici della Cancelleria Apostolica. Palazzo Farnese È stato eretto per il cardinale Alessandro Farnese, poi papa Paolo III, costruito dai più grandi architetti del periodo, tra cui Michelangelo. Il “dado Farnese”, si presenta oggi su una piazza aristocratica ed appartata, originariamente animata dalle contrattazioni commerciali dei mercanti di campagna. Sisto IV A compiere la prima opera urbanistica sistematica è Sisto IV (a lui si devono la CappellaSistina e la BibliotecaApostolicaVaticana). Ripristina il decoro urbano affidandosi alla sponsorizzazione delle famiglie nobiliari dando loro permessi speciali, con la bolla urbanistica Et si cunctarum civitatum, come facilitazioni per costruire o ampliare i loro palazzi. Per alleggerire il traffico sul ponte Sant’Angelo, fa costruire il ponte Sisto. Fa ampliare, inoltre, l’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, risistemandolo e dandogli persino pregio artistico, oltre ad una nuova corsia per ospitare i malati di febbre malarica. Papi Fiorentini Con Sisto IV e GiulioII e soprattutto PapaLeoneX (prima Cardinale de’ Medici), si crea in città una nuova classe di banchieri al seguito dei papi liguri e fiorentini. Leone X affida ai banchieri fiorentini le finanze papali e crea per i suoi concittadini un quartiere dei fiorentini, in zona rione Ponte verso il fiume. Fa costruire in via Giulia una chiesa per i fiorentini, “San Giovanni dei Fiorentini”. Paolo III Paolo III ammoderna l’assetto urbanistico e viario in occasione dell’ingresso trionfale a Roma dell'imperatore Carlo V. Al suo pontificato si deve il volto attuale del Campidoglio, risistemato da Michelangelo. Nell’area del Palazzo di Tiberio sul Palatino fa costruire gli Orti Farnesiani. Controriforma (ghetto)? Un intervento che fa poco onore è quello di Paolo IV Carafa, il quale con la bolla Cum nimis absurdum del 1555 istituisce il ghetto degli Ebrei, un’area sulla sinistra del Tevere all’altezza dell’isola Tiberina e intorno al portico di Ottavia. Intorno al ghetto viene innalzato un muro con tre porte d’accesso. Civitas Pia La Civitas Pia nasce sotto il pontificato di Pio IV, dal quale prende il nome, ed è una vasta area che comprende i confini della vecchia Città Leonina, i Borghi Nuovi (il Borgo Pio, il Borgo Vittorio e il Borgo Angelico) che rispecchiano l’andamento rettilineo delle strade rinascimentali, ed i bastioni pentagonali intorno a Castel Sant’Angelo. Il Borgo angelico aveva come sfondo la monumentale Porta Angelica. Palazzo del Quirinale Gregorio XIII Boncompagni trasferisce la sede pontificia sul Quirinale distaccandola da ogni struttura ecclesiale, facendo edificare su parte della villa del Cardinale Ippolito d’Este il nucleo del Palazzo del Quirinale, prima sede dei papi, poi dei Savoia, e infine della Presidenza della Repubblica. Sisto V Il Papa Sisto V è stato quello che ha più inciso nella trasformazione di Roma. Ha incoraggiato le tecniche innovative, il commercio e le imprese artigiane. Per la prima volta, riesce a dare alla città un servizio di smaltimento dei rifiuti solidi e pavimenta la maggior parte delle strade. Libera la Pianura Pontina dalle acque infauste e ripristina l’acquedotto Alessandrino. Nei pressi di piazzale Aldo Moro troviamo l’arco di Sisto V, in realtà uno dei fornici dell'acquedotto trasformato in arco per celebrare le sue imprese, come l’apertura di due strade che conducevano alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e di Santa Maria Maggiore. In oltre definisce l’assetto urbanistico impostandolo sulle basiliche cristiane: in questa struttura urbana gli obelischi costituiscono i perni che segnalano le piazze e i punti di snodo dei principali assi viari. Riscuote infatti molto successo l’obelisco in piazza San Pietro. A lui si deve anche la cupola di San Pietro e l’asse Sistino, che unisce la Trinità dei Monti a Santa Maria Maggiore, raggiungendo San Giovanni in Laterano. Leone X Leone X realizza sul Campo Marzio il “Tridente”, ovvero un modello urbanistico caratterizzato da tre strade rettilinee che si dipartono a raggiera da piazza del Popolo. Fa aprire la via Leonina, diventata poi via Ripetta; in seguito sarà papa Clemente VII a completare il tridente con l’apertura della via Clementina, oggi via del Babuino. Papi Barocchi Paolo V, Gregorio XV, Urbano VIII, Innocenzo X, Alessandro VII

Villa Borghese Il cardinale Scipione Borghese fa edificare la Villa Borghese, il parco urbano più vasto dell’area centrale di Roma. L’edificio principale della villa è la sede del Museo e della Galleria Borghese. Villa Ludovisi Il cardinale Ludovico Ludovisi crea Villa Ludovisi nell'area dell'attuale via Veneto e sembra che fosse la più bella villa suburbana di Roma. Fontanone sul Gianicolo Fu voluto da Paolo V. La fontana (o fontanone) si trova sulla sommità del Gianicolo, poco prima di porta San Pancrazio, ed è la mostra terminale dell’acquedotto dell’ “Acqua Paola”. È il "fontanone" a cui fa riferimento Antonello Venditti nella canzone "Roma Capoccia" del 1972. Fontana dei quattro fiumi Innocenzo X Pamphili richiede l'abbellimento di piazza Navona con una fontana geografica: la Fontana dei Fiumi (Danubio, Nilo, Gange, Rio de la Plata). Con questa, ad opera di Bernini, che ci fa capire quali fossero i continenti allora noti, abbiamo la massima espressione artistica dell’utilizzo dell’acqua nell’arte della fontana, che associa uomo e natura, terre e acque. Piazza San Pietro Con Alessandro II Chigi, lo spazio diventa teatro barocco. Lo spazio teatrale più famoso è quello di Piazza San Pietro, affidato a Bernini: il palco è la pavimentazione a sampietrini, il tetto è il cielo, verso cui punta l’obelisco come per indicare la via sicura, gli attori i pellegrini e gli spettatori sono le statue dei 140 santi. Porto della Ripetta Con papa Clemente XI Albani, ai primi del settecento, la concezione barocca dei prospetti scenografici si completa con la realizzazione del porto fluviale Clementino o di Ripetta, interrato alla fine dell’ottocento per costruire i muraglioni per l’imbrigliamento del tratto urbano del Tevere. Scalinata della Trinità dei Monti Fu voluta da Papa Innocenzo XIII Conti per colmare il dislivello presente tra la Trinità dei Monti e Piazza di Spagna. Fontana di Trevi La scenografia barocca incontra il recupero della classicità con la Fontana di Trevi, iniziata da Nicola Salvi con papa Clemente XII Corsini e terminata da Giuseppe Pannini. Piazza Sant’Ignazio La scenografia teatrale è utilizzata per Piazza di Sant’Ignazio ideata da Filippo Raguzzini, in stile rococò. È situata nella zona in cui, durante l’occupazione napoleonica, dovevano trovarsi gli uffici amministrativi, i bureaux, dai quali deriverebbe il toponimo di “via dei Burrò”. Roma napoleonica Nella Roma dei primi dell’Ottocento (1809/13), quella di Napoleone, seconda capitale dell’impero, si assiste ad una radicale riorganizzazione burocratico-amministrativa. Si creano due dipartimenti, ovvero quello del Tevere e quello del Trasimeno, al loro interno suddivisi in sottoparti sempre più piccole fino ad arrivare ai Comuni: a questo modo si vuole dare un impulso energico all’economia della città. La politica di Napoleone si traduce in un epoca di crisi e di decremento di popolazione. Nel frattempo vengono confiscati i patrimoni ecclesiastici e Napoleone istituisce una “Commission pour les ambellissements de la ville de Rome”, con artisti come Antonio Canova. L’”abbellimento più importante” che viene effettuato è la ridefinizione in stile neoclassico di Piazza del Popolo e della terrazza del Pincio, così come appaiono oggi. Il piazzale del Pincio è ancora intitolato a Napoleone I. Ultimo Papa-Re Pio IX Matai Ferretti concede nel 1848 lo Statuto e invia le truppe in guerra contro l’Austria, ma gli eventi lo portano poi a riparare a Gaeta protetto dal re di Napoli, mentre nel frattempo viene proclamata la Repubblica Romana, che avrà breve durata. Il papa torna e con lui torna lo sviluppo: le luci a gas sostituiscono quelle a olio, comincia la costruzione di un quartiere in via Nazionale e della stazione Termini e viene ripristinata l’Acqua Pia, la cui mostra venne inaugurata nell'attuale piazza della Repubblica. L’intervento più importante, tuttavia, è la creazione del Quartiere Mastai nella zona Trastevere, nei pressi del quale fa edificare la manifattura Tabacchi e “Piazza Mastai”. Costruisce le case per gli operai e apre un rettifilo di collegamento tra l’area della chiesa di San Francesco a Ripa e quella di San Cosimato, fino alle pendici de Gianicolo. Come si presentava Roma ai piemontesi nel 1870? Si presentava una Roma in cui la vita scorreva come in campagna: canto dei galli, ragli degli asini, belati delle pecore, una vaccheria nel centro. Erano gli anni in cui esisteva ancora il connubio Città-Campagna. In questo quadro va considerato anche il Tevere, le cui piene causarono una disastrosa inondazione che colpì il centro storico e richiedeva urgenti provvedimenti. In oltre i piemontesi trovano un'aristocrazia contraria ai mutamenti dell'assetto sociale ed urbano. Arte ministeriale Con “arte ministeriale” si intende lo stile eclettico dei nuovi mastodontici edifici, destinati ad accogliere uffici ministeriali e governativi. Cafoni e buzzurri L’edilizia aveva come obiettivo principale quello di edificare case per la borghesia ministeriale, ossia: i “cafoni” costruivano case per i “buzzurri”. Cafoni: contadini che dalle campagne del Lazio meridionale (Ciociaria), dell'Abruzzo e della Campagna si trasferivano a Roma per coprire la forte richiesta di manodopera edilizia. Buzzurri: coloro che venivano a stabilirsi a Roma dal nord Italia. Piemontesizzazione: strade Nel centro storico vengono aperte strade larghe e rettificate per consentire una maggiore velocità negli spostamenti. È così che nascono l’asse di via Nazionale, via IV Novembre, corso Vittorio Emanuele, via Cavour, via del Tritone, via Arenula, via Tomacelli e viale del Re, tutte strade che collegano tra loro punti cruciali della città.

Piemontesizzazione: case d’affitto La piemontesizzazione delle case si ispira all'edilizia torinese ottocentesca: sono di quattro o cinque piani, senza balconi e di color ocra. Piemontesizzazione: piazze-giardino Gli architetti piemontesi creano tre nuove piazze-giardino d’ispirazione londinese: piazza Vittorio Emanuele II, piazza dell’Indipendenza e piazza Cavour. L’esempio che più si avvicina al modello torinese è piazza Vittorio Emanuele II, la più grande piazza romana, rettangolare e porticata. È la piazza che ha ospitato il mercato della capitale, di cui Carlo Emilio Gadda parla nel romanzo “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana”. Arginatura del Tevere L’arginatura del Tevere è un intervento che cambierà definitivamente il volto di Roma. Dopo l’alluvione del 1870 l’ingegnere Raffaele Canevari fa iniziare la costruzione delle arginature con muraglioni alti 19 metri, lungo i quali vengono aperti i viali alberati del Lungotevere. Il Tevere così non poteva fare danni, ma scompariva dalla percezione secolare dei romani. Roma Umbertina Con Umberto I, la piemontesizzazione di Roma si consolida, tant’è che si parla di una “Roma Umbertina” riguardo lo sviluppo urbanistico. Nel 1883 abbiamo la presentazione di un nuovo Piano Regolatore, che prevede il completamento di edifici destinati all’amministrazione della giustizia, alla sanità, alle esposizioni artistiche e alla produzione di carte valori, e inoltre la costruzione di zone residenziali, previste sulle pendici del Celio, del Gianicolo e dell’Aventino. La Villa Borghese passa allo Stato, che la cede al comune, mentre la Villa Ludovisi viene trasformata dal principe Ludovisi nel il rione Ludovisi. Negli anni 80 si ha una febbre speculativa ed edilizia, i cafoni lasciano i campi per lavorare nel settore terziario, che inizia a caratterizzare l'economia romana, e nel 1892 si ha lo scandalo della Banca Romana. Scandalo della Banca Romana (1892) La Banca Romana era una delle due banche di Roma a poter stampare cartamoneta. Lo scandalo coinvolge uomini politici che avevano fatto ricorso alla banca per poter finanziare le proprie campagne elettorali, come Giolitti, che, costretto a dimettersi, viene sostituito da Crispi. Quali sono le principali novità dei primi del 900? Nei primi del Novecento c'è un nuovo re: Vittorio Emanuele III. Roma ha una buona ripresa e nascono i primi quartieri popolari, mentre tranvieri, ferrovieri e netturbini danno vita alle prime cooperative edilizie. Nel 1903 nasce l’Istituto Case Popolari, che porta a termine il quartiere operaio di Testaccio. Per velocizzare il traffico viene creato il Traforo da via del Tritone a via Nazionale. In seguito al nuovo Piano Regolatore i caseggiati si espandono oltre le mura in modo alternato, non più a macchia d’olio. Nel 1911, con i 50 anni di unità d’Italia, si inaugura il monumento a Vittorio Emanuele II, il Vittoriano o Altare della Patria, progettato da Giuseppe Sacconi, il quale per farlo costruire ha dovuto far cambiare l’assetto di piazza Venezia. Il “Palazzetto di Venezia”, inoltre, viene demolito e ricostruito affianco alla chiesa di San Marco, mentre Palazzo Torlonia viene sostituito con il Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia. Rettificazione strade, papi Sisto IV, Giulio II, Paolo III, Pio IV, Gregorio XIII, Sisto V Tridente Il Tridente è il complesso stradale costituito da tre vie rettilinee di Roma che partono da piazza del Popolo e divergono in direzione sud, assumendo la forma di un tridente. Sono via di Ripetta , viadelCorso, viadelBabuino . Quartieri modello: Garbatella è il quartiere modello dei ceti popolari, che si sviluppa fuori Porta San Paolo. Vi sono abitazioni circondate da spazi verdi e destinate alla classe operaia, che così poteva raggiungere velocemente la vicina zona industriale della via Ostiense. Quartieri modello: Monte sacro Fatto imitando il modello inglese della Garden City, è un quartiere destinato al ceto medio. Rispetta la configurazione del terreno e ha villini con giardini. Quartieri modello: Verbano Fu creato per il ceto impiegatizio. I palazzi sono a 5 piani, con grandi cortili alberati interni. Vicino c'è il parco pubblico di Nemorense. Come è il quartiere Coppedè? Il quartiere Dora, compiuto dall’architetto Gino Coppedè, è un esperimento estetico. Vi si accede da un arcone con lampadario pendente che si apre su via Tagliamento: l’ambiente è quasi fiabesco, fatto di villini decorati in modo estremamente fantasioso. Quali sono le principali demolizioni del ventennio fascista? Con il ventennio fascista la campagna di demolizioni riprende velocemente. Si procede alla “haussmannizzazione” di Roma. I vastissimi interventi effettuati furono: Scavi e demolizioni intorno ai Mercati e al Foro di Traiano, di Cesare e di Augusto, nell’area del Velabro per isolare i templi della Fortuna Virile e di Vesta; demolizioni per la creazione di largo Argentina e l’isolamento dei ruderi d’età repubblicana; demolizioni per l’isolamento del Mausoleo di Augusto; demolizioni per l’apertura di Corso del Rinascimento; distruzione della “Spina di Borgo”. Piano Regolatore 1931 (opere fasciste) Nel 1931 Roma ha quasi un milione di abitanti e il PianoRegolatore di Marcello Piacentini è ideato proprio per il forte incremento demografico. Sulla riva destra del Tevere, nei Prati della Farnesina sulle pendici di Monte Mario viene edificato il Foro Mussolini, oggi Foro Italico, nel quale si riunivano le principali strutture sportive come lo StadiodeiMarmi, il PalazzodelleTerme, l’ex Accademia di Educazione Fisica, l’ex Accademia di Musica e lo Stadio dei cipressi, diventato lo Stadio Olimpico. La Città Universitaria viene costruita negli anni ’30 nell’area di San Lorenzo. Questa ospita la Biblioteca Universitaria Alessandrina. Si edificano nuovi quartieri e la Cristoforo Colombo (1937) che collega Roma col Lido di Ostia. Borgate La decisione fascista in assoluto più negativa è stata quella di disseminare per la campagna romana le borgate popolari. Il termine

borgata viene ufficializzato per definire la borgata di Acilia, costruita in zona malarica a 15km da Roma, per gli abitanti della zona dei Fori. L’istituto Case Popolari fa costruire tre borgate dette “rapidissime”, ovvero Borgata di San Basilio, Prenestina e Gordiani, allineati lungo strade non asfaltate; successivamente ne verranno costruite altre, ma in situazioni meno degradate. Le borgate sorgevano sempre vicino ad un forte militare in modo che fossero perennemente vigilate dalla milizia nazionale. Dopo il ’54 le borgate saranno risanate e perderanno l’appellativo di borgata. Dopoguerra La capitale Italiana del dopoguerra è distrutta socialmente e umanamente, è ferita dai bombardamenti in molti quartieri, soprattutto San Lorenzo. Il 2 giugno 1946 l'Italia non è più monarchica e Roma diventa capitale della Repubblica Italiana. Sul piano urbanistico, tornano i principali proprietari di terreni edificabili, e sono ancora in posizione di forza. Viene realizzato un asse di accesso a Roma, viale Gregorio VII, proseguimento della via Aurelia a sud del Vaticano. Per l’espansione verso ovest si è dovuto sbancare parte dei Monti Vaticani, dove sorgeranno i nuovi quartieri soggetti alla speculazione edilizia dei “palazzinari”. Il termine deriva dalla “palazzina”, abitazione di quattro o cinque piani con attico, balconi e giardino antistante. Nella vallata tra Salaria e Nomentana viene bonificata la marrana preesistente e coperta con l’asse di Corso Trieste- viale Eritrea – viale Libia, che porta all’edificazione del cosiddetto “quartiere africano”. L’olimpiade del 1960 porta l’INCIS a costruire il Villaggio Olimpico, si crea la via Olimpica, strada di scorrimento da ovest a nord fino a via Salaria. Si crea il viadotto di Corso Francia, il pontedelleValli e il ponteLanciani; s’inaugura, infine, l’aeroporto “Leonardo da Vinci” a Fiumicino. Piano Regolatore 1962 Roma nel 1961 conta più di 2 milioni di abitanti: così l'anno dopo viene approvato il Piano Regolatore. Tra gli obiettivi principali del Piano c'è quello di migliorare la viabilità, focalizzando l’attenzione sullo sviluppo del trasporto su gomma e sul sistema viario. Bisognava, poi, decentrare le funzioni direzionali per decongestionare il centro storico. Questo piano resta in vigore per circa quarant’anni ma non riesce a regolare l’abusivismo edilizio e la nascita di quartieri-dormitorio e palazzi-mostro. Quali erano i principali fotografi attivi a Roma? La “CasaAnderson” fu fondata a Roma dal pittore inglese James Anderson, il quale si occupa di vedute classiche. Per le loro foto gli Anderson compivano vere e proprie imprese, servendosi di grandi impalcature. Le loro lastre andranno a finire nel vastissimo archivio dei fratelli Alinari. CasaBrogi, fondata dal fiorentino Giacomo Brogi, si dedica perlopiù al ritratto, importantissimo per capire la realtà della Roma di tutti i giorni, fatta di ambientazioni povere, volti segnati e quasi caricaturali. Anche le loro lastre andranno all’archivio degli Alinari. Il loro archivio è un’importantissima banca-dati che testimonia l’evoluzione urbanistica di Roma dalla fine dell’Ottocento. Le migliaia di foto vengono raccolte in due voluminosi cataloghi. Alessandro Vasari, invece, diventa fotografo della Real Casa, con studio in via Condotti e fama nazionale. Confronto foto Mettere a confronto due fotografie di diverse epoche raffiguranti lo stesso luogo aiuta benissimo a capire i cambiamenti. Un esempio si può fare esaminando due lastre del fondo iconografico del Dipartimento di Geografia Umana dell’Università “La Sapienza”. Tutt’e due le fotografie ritraggono l’Arco di Costantino visto dai piani superiori del Colosseo. La prima raffigura il monumento in un paesaggio agreste: è così che la zona dell’arco di Costantino appariva ai primi del Novecento. In quest’immagine appare ancora la “Meta Sudante”, la fontana che venne smantellata già nei primi anni venti. Dietro l’arco s’intravede l’antica “via Triumphalis”, mentre la collina rivestita di orti è il versante nord-orientale del Palatino occupato fin dal Seicento dalla Vigna Barberini. Nell’immagine attuale, invece, manca la Meta Sudante, il versante del Palatino non ha più un aspetto agreste; sotto i fornici dell’arco non si può transitare, mentre ai primi del Novecento era ancora possibile. Forma Urbis Romae La Forma Urbis Romae è un enorme rappresentazione marmorea dettagliata, a grane scala, della Roma degli inizi del 200 d.C; era incisa su 150 lastre di marmo, per un totale di 20 metri di larghezza e 13 di altezza, poste sul TemplumPacis, nel foro di Vespasiano. Risale a Settimio Severo ed è in scala 1:240, orientata con il sud in alto. Anche se ai nostri giorni ne è giunta solo una parte, il confronto con una cartina moderna evidenzia le trasformazioni importanti avvenute e permette di cogliere gli aspetti di una Roma ormai scomparsa. Veduta compendiata e Roma deserta Con Costantino Roma raggiunge 1 milione di abitanti, ma dopo gli attacchi dei Barbari diventano solo 30 mila. La città quindi, appare disabitata, con i soli monumenti a troneggiare. Per questo le immagini di Roma altomedievali si limitano alla rappresentazione grafica su i manoscritti delle Basiliche Cristiane e dei monumenti della Roma Classica, edifici che venivano elencati nelle Mirabilia Urbis Romae, un tipo di guida per i pellegrini. In questi manoscritti Roma è rappresentata attraverso i suoi monumenti più famosi in uno spazio deserto oppure compendiati in un quadrato o in cerchio di mura. Questo tipo di rappresentazione probabilmente deriva dalla Bolla D’oro di Carlo Magno, ovvero un sigillo d’oro che raffigura i monumenti più famosi in una veduta compendiata, che si presenta da nord, dalla porta del popolo. A destra si distingue il fiume con i quattro ponti e sulla sua sponda destra si notano il Mausoleo di Adriano, la Basilica di San Pietro, la MetaRomuli e la MetaRemi, mentre oltre la porta vediamo il Pantheon, la TorrediNerone, la Colonna Traiana, il PalazzoSenatorio, il Colosseo, la BasilicadiSanGiovanniinLaterano e l’ArcodiTito. Prima mappa prospettica di Roma La prima immagine di Roma prospettica e riprodotta a stampa è una xilografia della fine del 400, contenuta nel Supplementum Chronicarum di Jacopo Foresti, ed è una veduta compendiata. Osservando questa veduta abbiamo subito l’idea delle abitazioni di Roma entro le mura, mentre al di fuori di esse era già aperta campagna. È una delle prime vedute in cui notiamo la presenza di umani e animali; Roma sembra quasi una città portuale come Genova e si nota la morfologia collinare. Un particolare interessante è dato dalla presenza del Ponte Elio prima della trasformazione del Bernini.

Prime mappe dal Gianicolo Dalla metà del 500 in poi le carte prospettiche saranno tutte viste dal Gianicolo, con il Nord a sinistra e l'ovest in basso. La pianta del Bufalini risale al 1551 ed è la più antica delle piante monumentali a stampa. Pianta di Roma moderna. PirroLogorio Nella “Pianta di Roma moderna” di PirroLogorio si possono distinguere i sette colli e tutte le altre alture. Notiamo che le zone del Campo Marzio, nell’ansa del Tevere e del rione Trastevere sono tutte molto abitate, mentre oltre il Colosseo le abitazioni si diradano sempre più. La basilica di San Pietro non ha ancora il suo “Cupolone” e l’obelisco è ancora nel Circo di Nerone. Sul Pincio, la chiesa della Trinità dei Monti non ha ancora il suo aspetto definitivo e manca la scalinata. Il Foro Romano viene raffigurato, erroneamente, perpendicolare alla via Sacra. Antonio Tempesta Una delle più importanti piante di Roma del Cinquecento è quella di Antonio Tempesta, che si distingue dalle altre per l’impostazione pittorica e la ricchezza di particolari. Il particolare in esame ritrae piazza del Popolo, nella conformazione trapezoidale. Notiamo la presenza della fontana di Giacomo della Porta, ora in piazza Nicosia. Il Pincio era rivestito di orti, era detto infatti CollisHortulorum, ed era occupato dal convento della chiesa di Santa Maria del Popolo. L’altro particolare in esame mostra come si presentava la zona Trinità dei Monti. Al lato di piazza di Spagna si vede lo slargo di Piazza Mignanelli, in cui manca però la Colonna dell’Immacolata Concezione. Il lato sinistro della piazza era denominato Piazza della Trinità. In basso si vedono le strade parallele che si raccordano con via del Corso. Sul colle è ben visibile la Strada Gregoriana mentre a destra inizia la Strada Felice. Parco letterario Il “Parco letterario” è un’area d’interesse che ha ispirato pagine d’autore e comprende luoghi che vanno rivisitati, valorizzati e protetti, coinvolgendo abitanti e amministrazioni. È l'occasione per la riscoperta della memoria collettiva e dell'identità della popolazione. A Roma vi è una sconfinata produzione letteraria che ha per sfondo la Città Eterna: Roma sarebbe dunque il risultato di vari parchi letterari che si intersecano tra loro, un parco letterario sui generis. Tuttavia Roma è impossibile da conoscere tutta e dunque andrebbero valorizzati gli itinerari più alternativi. Stanno avendo successo, infatti, i percorsi turistici sui luoghi letterari, con l’obiettivo di cogliere le differenze tra le atmosfere “lette” e quelle che ancora oggi si respirano nei luoghi descritti, ma anche i cambiamenti degli assetti urbani. Quale autore descrive per la prima volta Roma dal Gianicolo nel I sec.? Il primo a parlare di Roma dal Gianicolo è Marziale nel I sec. Egli, parlando della villa del suo omonimo amico ci spiega quanto quella zona elevata fosse utile a calcolare l’estensione di Roma. Descrivendo il panorama, egli esprime il suo amore per una campagna che definirebbe quasi “casa”. Chi descrive Roma da Gianicolo nel 700? Charles De Brosses cita la presenza sia della Fontana che della Chiesa di San Pietro in Montorio. L’autore, inoltre, parla del Gianicolo come l’unico colle dal profilo netto. Definisce la fontana “Un Arco di Trionfo a cinque porte”. Descrizione dal Gianicolo di Mario De Quarto Mario De Quarto descrive il Gianicolo con l’assetto attuale, che ha assunto dopo il 1870. Parla di un paesaggio da favola, di un meraviglioso caos, un aggregato informe di palazzi, chiese, cupole, case, torri, campanili, anfiteatri, rovine imponenti, terrazzi, ecc., dove ogni dettaglio appare diverso dagli altri e l'armonia si perde. Parla di Roma come di un luogo emozionante, fondato in un tempo di miserie e splendori. Descrive una Roma divisa a metà, con la parte inferiore invasa dalla valle del Tevere con dentro la città antica, barocca, medievale; sempre qui, guardando in alto, si ha una città nascosta da tetti e profili di edifici ottocenteschi e novecenteschi, dove ben poco si riconosce della basilica di S. Giovanni in Laterano e delle periferie. L'altra metà, quella sopra il Tevere, appare azzurra e informe da quel punto di osservazione, ma salendo con lo sguardo si vede molto più: i monti Soratte, Lucretilli, Tivoli, Prenestini, i Colli Albani. In oltre scorge l'Appennino e i punti che lo caratterizzano: Terminillo, Velino, Duchessa. In fine, De Quarto si chiede quanti dei tanti che si affacciano dal Gianicolo capiscono effettivamente cosa stanno vedendo: una valle, piena di storia e geografia. Quella di De Quarto è una descrizione quasi topografica e poetica. La vista a “volo di uccello” di Calvino Italo Calvino rappresenta con la letteratura una pianta a volo di uccello, nella quale si intravede più la Roma Vecchia che quella Antica; una Roma nella quale si accostano elementi aulici ad elementi popolari. Nel brano elenca dettagliatamente tutto ciò che vede, dalle antenne televisive, alle cupole delle Basiliche. Afferma, infine, che questo suo analizzare la superficie gli è necessario per cercare quello che c’è sotto: nel caso di Roma però la superficie delle cose è già inesauribile. I rumori di Roma Il primo approccio ad un paesaggio geografico avviene grazie alla percezione sensoriale; un paesaggio sonoro oppure olfattivo è importantissimo per l’attribuzione di un’identità ad un luogo. Il paesaggio sonoro della Roma contemporanea, anche se offuscato dai i rumori della metropoli, è ancora distinguibile per il particolare suono delle campane di San Pietro e dello scroscio dell’acqua sulla pietra delle fontane. OttorinoRespighi, infatti, scrive il poema sinfonico “le Fontane di Roma” che insieme a “i Pini di Roma”e “Feste Romane” esprime le sensazioni suggerite dalle bellezze romane, attraverso un colorismo sinfonico e di strumentazione. GiacomoPuccini, inoltre, evoca nell’ultimo atto della Tosca “La Serena Pace dell’Alba in una Roma che si sveglia a poco a poco dopo la quiete notturna”. Marziale, in un epigramma ci parla di una Roma molto rumorosa e laboriosa. Afferma addirittura che in città non ci fosse posto per riposare o meditare: per fare questo occorreva andare in campagna. Belli (Piazza navona) Le Piazze soprattutto con il Barocco sono diventati luoghi d’arte e di bellezza, tanto che molti poeti vi hanno trovato fonte di ispirazione. Tra questi Gioacchino Belli, che descrive Piazza Navona come simbolo del teatro della vita popolare quotidiana. La poesia che ne trae è un’interpretazione della piazza sotto il profilo della geografia umana, sintetizzando il rapporto del popolo con la piazza. Piazza Navona, tra l’altro, è una piazza particolare dal punto di vista geografico, poiché la sua è una forma preordinata dalla natura. È perfettamente orientata in direzione nord-sud: Bellini, infatti, ci dice che la piazza si sviluppa dal nord della piazza Sant’Apollinare e al sud della “Cuccagna”. A metà, invece, c’era la Corsìa agonale. In piazza Navona il popolo assisteva al

teatrino e faceva acquisti al mercato. Già dal Seicento, la piazza d’estate veniva allagata con l’acqua dell’Acqua Vergine. La poesia si conclude con l’immagine della fustigatura con nerbo di bue, alla quale il popolo assisteva presso la fontana del Moro, dove veniva innalzato il palco. Pavese (Piazza di Spagna) Piazza di Spagna sembra essere il paesaggio interiore di Cesare Pavese. La piazza sfuma lentamente e si trasfigura nel sentimento dell’attesa di ritrovare l’amata. il poeta s’immerge con tutti i sensi nella piazza e i dati sensoriali (uditivi, olfattivi e visivi), vengono filtrati dalla sensibilità del poeta, sulla quale influisce lo stato d’animo di quel preciso momento, così il paesaggio si trasfigura e sembra descritto con pennellate impressioniste. Come descrive Roma Leopardi? L’epistolografia è un’importante fonte di documentazione, di testimonianze dirette delle percezioni degli scrittori, pittori, letterati o geografi, in contatto con la realtà multiforme di Roma. Leopardi visse un rapporto conflittuale con Roma: ebbe solo tre brevi soggiorni: dell’ultimo non abbiamo testimonianze scritte, se non dell’amico Ranieri che parla di un Leopardi molto malato. Nelle due lettere in esame, Leopardi esprime il suo enorme disagio nel vivere la “metropoli”: secondo il poeta, il tutto è troppo grande, non a misura d’uomo, il quale in queste strade e piazze immense non riesce ad avere contatti sociali. Un altro elemento che spaventa il poeta è il Cupolone, che gli sembra già esageratamente grande da lontano. Come descrive Roma Goethe? Goethe nel 1786 vede Roma come la stessa che conosceva dalle stampe: lo scrittore, dunque, sottolinea l’importanza di guardare direttamente ciò che si è studiato e osservato in precedenza. Risulta esse estremamente affascinato dalle rovine classiche, tanto da enfatizzare il danno di chi le ha sommerse per edificare nuove costruzioni: “difficile è discernere come Roma succeda a Roma”. Quale autore usa l’espressione Amor di Roma? Libero De Libero annota la percezione di Roma che hanno gli scrittori e afferma che “amor di Roma altro non può essere che amor di conoscenza” Primeriprese cinematografiche Le primeriprese cinematografiche in movimento vengono realizzate dai fratelliLumière nel 1896 a Venezia. Il cinema nasce come connubio tra scienza e creatività artistica e si diffonde rapidamente in tutto il mondo, soprattutto dal 1927, quando il cinema diventa sonoro. La città è subito location dei racconti cinematografici, ma il paesaggio descritto è scomposto, trasposto e ricomposto, con risultato irreale, a-spaziale ed a-temporale. Luoghi nella realtà fisica distanti possono essere resi vicini e così via. Tuttavia, è un’importante fonte di documentazione geografica. Geografia cinematografica La Geografia Cinematografia delle città è una geografia di immagini idealizzate, la descrizione di un assetto urbano quasi sempre falsificato. Primo film a Roma La prima proiezione a Roma delle riprese dei fratelli Lumière viene organizzata nel 1896 in un locale davanti piazza San Silvestro, davanti ad un pubblico d’elite. Il Film era “L'arrivo di un treno”. filone dei film monumentali Il cinema a Roma comincia su Roma: il primo film sulla capitale, nel 1905, è “La presa di Roma”. gli albori del cinema coincidono con gli albori di Roma capitale d’Italia. Vengono realizzati “film monumentali” con la storia della Roma Imperiale, come “Quo vadis?”, “NeroneeAgrippina”, “Cabiria” e il moderno “Ilgladiatore”, che, oltre ad alimentare l’interesse per la storia, contribuivano a dare un’immagine stereotipata di Roma. il cinema nel ventennio fascista (Cinecittà, LUCE, propaganda, scuola) Il Duce riteneva il cinema “l’arma più forte”, ottimo strumento di diffusione della cultura. Provvede dunque con l’istituzione del LUCE, che con mini-documentari prima dei film pubblicizzava le grandezze del regime. Ancora nel periodo fascista, nacque il Centro Sperimentale di Cinematografia e nel 1937 viene inaugurata Cinecittà. Il primo film del regime è Scipione l'Africano, denso di propaganda. commedia romanesca Il filone della “Commedia romanesca” aveva attori come Aldo Fabrizi e Anna Magnani in film come “avanti c’è posto”, “Campode’ Fiori”, “L’ultima carrozzella” e “Bellissima”. Roma papalina Un altro tipo di film di ricostruzione storica è quello relativo alla Roma pontificia dell’Ottocento. Il maggiore esponente di questo genere è Luigi Magni. Realizza la commedia musicale “Rugantino” e una trilogia papalina: “Nell’annodelSignore”, “In nome del Papa Re” e “In nome del popolo sovrano”. La colonna sonora riveste un ruolo importantissimo, come le musiche di Armando Trovajoli (ad esempio “Roma nun fa la stupida stasera”, del film Rugantino), che sono ispirate agli stornelli romani. Roma città aperta Negli anni in cui Cinecittà era stata smantellata, i registi trovano uno stimolo in più per filmare all’aperto fuori dagli studi. Un esempio è il capolavoro di Rossellini, “Romacittàaperta”, film che ritrae una Roma occupata dai nazisti, che vive nella paura dei bombardamenti. Il dolore dell’opera è stata paragonata alla drammaticità del luminismo di Caravaggio, soprattutto nella scena in cui la protagonista Pina, interpretata da una magistrale Anna Magnani, mentre corre su una via del quartiere Prenestino, viene colpita dal mitra sotto gli occhi di suo figlio. Il volto umano di Roma è proprio quello di Anna Magnani, una Grande Madre fiera e popolare. Ladri di biciclette Lo stesso luminismo drammatico Carevaggesco lo troviamo in “Ladri di biciclette” di VittorioDeSica. Tutte le vicende portano in varie zone della città, facendo capo al Tufello, oggi urbanisticamente riqualificato. Nel film appaiono le case popolari, le strade non asfaltate, ma anche il Tevere, il Lungotevere e la zona dello Stadio Nazionale, primo stadio di Roma. Qui tutta la città è protagonista e si dimostra indifferente verso i drammi che vi maturano dentro, creando un “vuoto spaziale”, una totale assenza di solidarietà fra i sopravvissuti alla guerra.

I film di Fellini Federico Fellini a Cinecittà ha riprodotto via Veneto nella “Dolce Vita”: in questo film, però, la ripresa più famosa è stata girata alla fontana di Trevi. Roma è presente anche in “Lo sceicco bianco e I vitelloni”, “Le notti di Cabiria”, e “Boccaccia70”. Fellini evidenzia l’atmosfera moderna che si basa sulla celebrazione dell’antico, l’atmosfera fredda e rarefatta delle domeniche deserte. Il film che meglio sintetizza il rapporto di Fellini con Roma è appunto “Roma”, una carrellata di immagini distorte della città, con un effetto di precarietà e provvisorietà urbanistica. I film di Pasolini Pier Paolo Pasolini affronta la tematica della Roma suburbana, come modello negativo di periferia, in cui il sottoproletariato viene emarginato e non aveva possibilità di riscatto. Molte realtà immortalate da Pasolini oggi non esistono più, come ad esempio la Borgata Gordiani, totalmente riedificata. In “Accattone”, il protagonista è un ragazzo del sottoproletariato, che si fa mantenere da una prostituta e compie piccoli furti. Trova lavoro per amore di una ragazza, ma ricade subito nel baratro della delinquenza. In “MammaRoma” abbiamo una Anna Magnani nelle vesti di una prostituta che tenta di raggiungere lo stile di vita piccolo- borghese per dare un’esistenza più dignitosa al figlio, ma quest’ultimo scopre il “lavoro” della madre e si da alla delinquenza, morendo di lì a breve. Il film testimonia l’espansione periferica di Roma negli anni ’60, anche grazie ai palazzi dell’Ina-Casa, in uno dei quali abita la Mamma Roma del film. Raccordo Anualre Il GrandeRaccordoAnulare fu completato nel 1970. Il GRA non marca più la simbolica linea di confine che aveva sostituito le Mura Aureliane e l’edificato al suo interno è compatto e discontinuo. Gentrificazione Dal centro alle periferie, non è più possibile fare distinzioni tra ceti o gruppi sociali: si stanno verificando, infatti, negli ultimi trent'anni i fenomeni di “gentrificazione”, ovvero la sostituzione di abitanti di condizioni meno agiate con abitanti più ricchi, soprattutto in edifici d’epoca nel centro storico. Molte strutture, dunque, una volta riqualificate, hanno subito un accrescimento notevole del valore: scatta così la speculazione e troviamo al posto di botteghe artigiane, nei rioni antichi, negozi di griffes, pub e ristoranti etnici. Enclavi etniche Il fenomeno delle enclave etniche si verifica quando alcune zone centrali rimangono disabitate e dunque degradano di valore, diventando accessibili soprattutto a gruppi di immigrati che stabiliscono un nucleo forte. Un esempio può essere l’enclave cinese nella strade del rione Esquilino vicine alla Stazione Termini. Piano regolatore 2003 L’obiettivo generale del Piano Regolatore del 2003 è quello di modernizzare Roma, senza intaccare la sua identità storica, artistica e culturale, arrivando ad una “trasformazione qualitativa” della città. I principi ispiratori sono la sostenibilità per garantire la salvaguardia dell’ambiente e la sussidiarietà per consentire che le decisioni siano prese al livello più possibile vicino ai cittadini. Va quindi realizzato a livello dei municipi. Il Piano vuole anche rilanciare la basi economiche, portando una certa attenzione verso i nuclei urbani e metropolitani, ormai centri di interessi economici che ruotano attorno ai settori della moda, cinema, informazione e multimedialità: il turismo, tuttavia, resterà il punto forte dell’economia di Roma. Sistema delle centralità Una novità del Piano Regolatore Generale sono le “centralità”, ovvero “magneti locali capaci di attrarre attività rivitalizzanti e qualificanti” introdotti dal centro storico fino all’area periferica, capaci quindi di attrarre posti di lavoro grazie ad un programmato potenziamento del sistema della mobilità. Queste alleggeriscono le funzioni che oggi gravitano nel centro, decongestionandolo. Questo intervento, dunque, richiederà anche la ristrutturazione di edifici esistenti, compresi quelli d’epoca e i periferici. Dovrebbe essere realizzata questa configurazione: Centralità esterne, Centralità metropolitane, Centralità urbane, Municipi, Microcittà. Città contigue Si prefigura il sistema di “città contigue”, in cui si distingue il tessuto della “città storica”, della “città consolidata” e della “città della trasformazione”, ovvero la parte di città che cresce, si ridisegna e che deve ancora essere messa in programma. A questo proposito sono state studiate procedure che vedono il coinvolgimento dei cittadini, affinché essi possano esprimere le loro esigenze. Sviluppo sostenibile della città I principi dello sviluppo sostenibile promuovono uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche e delle politiche di protezione e miglioramento dell’ambiente. Questi principi prevedono una gestione del territorio compatibile con la conservazione delle risorse naturali, la tutela del patrimonio paesaggistico e storico-monumentale. Un modello di città sostenibile è quello della “ruota verde” costituita da un cerchio di parchi regionali e aree dell’Agro Romano e da raggi di altri parchi che si incuneano fino al cuore della città. La strategia ambientale non può prescindere dal problema del traffico e del relativo inquinamento e la soluzione si trova nella “cura di ferro”, prevista con l’intervento di enti privati per il completamento delle reti ferroviarie, che devono raggiungere una capillarizzazione tale da permettere agli abitanti all’interno del Grande Raccordo Anulare di raggiungere una stazione di trasporto su ferro ad un raggio di 500 metri dalla propria abitazione. Il piano prevede anche politiche “rigenerazione ecologica” della città, ovvero una tutela e rigenerazione della risorsa suolo, aria, acqua e risparmio di fonti energetiche. Dives in Misericordia Roma mira a conservare il parco ecologico e ad accogliere le opere della grande architettura moderna, soprattutto nell’area periferica. Un esempio è l’agglomerato urbano di Tor Tre Teste sulla via Casilina, dove Richard Meier ha costruito la chiesa “Dives in Misericordia”: le sue tre vele bianche, che simboleggiano la barca della chiesa che traghetta i fedeli verso il nuovo millennio, sono di cemento e caratterizzano lo skyline della Roma moderna e guidano i pellegrini. La chiesa è stata voluta da Papa Giovanni Paolo II, in memoria del giubileo del 2000.

Un altro esempio di nuova architettura è l’Auditorium di RenzoPiano, il “Parco della Musica” nel quartiere Flaminio. Nella stessa zona è in realizzazione il MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, ad opera dell’architetto ZahaHadid. Lo stesso vale per le opere di MassimilianoFuksas, il quale ha progettato il Centro Congressi, che sorgerà all’EUR e avrà positivi risvolti economici nel settore del turismo.

DOMANDE INTRODUZIONE ALLA GEOGRAFIA Da dove proviene la rosa dei venti? Dalla necessità di definire graficamente i punti cardinali e i venti, così da arrivare a dividere il piano terrestre in più parti. Nel XIII secolo è stato applicato un ago calamitato alla rosa dei venti, creando la bussola. Cos'è il plancton e dove si può trovare? Il plancton è costituito da organismi acquatici che si dividono in zooplacton e fitoplacton e si trova negli ambienti marini Per cosa sono ricordati Von Humboldt e Ritter? Per aver contribuito a dare alla geografia quei caratteri di scientificità che l'hanno resa una disciplina moderna. Il loro è stato un rapporto epistemologico riguardo le relazioni tra uomo e natura, tra i principi di interdipendenza e di comparazione. Humboldt si è occupato in particolare della localizzazione e distribuzione spaziale dei fenomeni, della loro reciprocità e casualità. Ritter riteneva che la terra fosse indipendente dall'uomo e il rapporto uomo-natura fosse disposto in un disegno della provvidenza. Lo sviluppo dell'ambiente naturale è quindi rintracciabile attraverso lo sviluppo nel tempo dei diversi popoli, le cui condizioni economiche e sociali sono criticamente collegate alla natura; l'elemento storico assume, così grande rilievo. Cos'è la cintura di fuoco? La cintura di fuoco è una zona caratterizzata da frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche, tutto intorno all'oceano Pacifico, con una forma che ricorda grossolanamente un ferro di cavallo. È caratterizzata dalla presenza di numerosissimi archi insulari, fosse oceaniche e catene montuose vulcaniche. Latitudine e longitudine? La latitudine è la distanza angolare di un punto dall'Equatore, considerato il parallelo zero di riferimento, ed è misurata in gradi (da 0 a 90 sud o nord dal Equatore). La longitudine è la distanza angolare di un punto dal meridiano di Greenwich, considerato il meridiano zero di riferimento, ed è misurata in gradi (da 0 a 180 est o ovest dal meridiano zero). Insieme formano il reticolo geografico, fondamentale per stabilire con precisione la posizione di qualsiasi località della superficie terrestre. Cos'è il regime di un fiume? Il regime di un fiume è l'andamento della portata di un fiume nel corso dell'anno. La portata è il volume d’acqua che passa in una sezione del fiume in una determinata unità di tempo. Cosa si misura in millibar? La pressione si misura in millibar. Cosa studia la geomorfologia? Il termine geomorfologia fu utilizzato per la prima volta nel 1888 da William John McGee, per indicare la scienza che studia le forme del rilievo, sia subaereo sia subacqueo, ed i processi di modellamento riguardanti la parte superficiale della crosta terrestre. Cos'è il saldo migratorio? Il saldo migratorio è la differenza tra il tasso di immigrazione ed il tasso di emigrazione riferito ad una determinata zona in un determinato periodo. Cos'è la bilancia commerciale? La bilancia commerciale rappresenta la differenza di valore tra le esportazioni e le importazioni di merci. Telerilevamento? Il telerilevamento è uno strumento di indagine che fornisce immagini della superficie terrestre Carte geografiche? Le cartegeografiche sono il disegno approssimativo su piano di parte o tutta la superficie terrestre. Si basano su un linguaggiogeograficouniversale e su tre proprietà, non presenti tutte e tre contemporaneamente: equidistanza (corrispondenza nel rapporto tra lunghezze grafiche della carta e quelle reali), equivalenza (corrispondenza nel rapporto tra le aree grafiche della carta e quelle reali) e isogonia (corrispondenza rea i valori angolari). Scala numerica? Rapporto tra le distanze sulla carta e nella realtà, espresso con una frazione sul cui numeratore vi è sempre il numero 1 e sul denominatore il numero delle volte in cui le distanze sono state ridotte. Aumentando il numero al denominatore, il valore del rapporto tende a diminuire. Viceversa, tanto è piccolo il numero al denominatore, tanto è maggiore la superficie rappresentata. Le carte a grande scala (superiori al rapporto 1 : 10.000) hanno quindi un piccolo denominatore, mentre quelle a piccola scala (tra 1 : 200.000 e 1 : 1.000.000) ne hanno uno grande. Carta topografica? Carte la cui scala è compresa tra 1 : 10.000 e 1 : 150.000 e in cui sono raffigurati con accuratezza il rilievo, l'idrografia, i diversi tipi di insediamenti, le vie di comunicazione, lo strato di vegetazione, ecc. Carte tematiche? Una carta tematica è un tipo di carta geografica che fornisce informazioni su uno o più aspetti particolari del territorio rappresentato, utilizzando opportuni simboli e colori in modo da permettere una visione d'insieme immediata del fenomeno o del territorio. Una carta tematica può mettere in rilievo gli aspetti fisici, antropici, economici, archeologici e dell'utilizzo del territorio. Carte Storiche? Ogni rappresentazione cartografica può dirsi storica, dal momento che ogni carta geografica si presenta a un'interpretazione diacronica del paesaggio rappresentato. La storia dell'evoluzione della cartografia si deve a Tolomeo (diede regole precise per la costruzione di globi terrestri e planisferi), Mercatore (ha messo a punto al proiezione cilindrica) e Magini (il più grande cartografo del Cinquecento, rappresentò l'Italia in 61 tavole di rame).

Elementi strutturali indispensabili per una carta geografica: Nome delle tavoletta, numero della tavoletta, indicazione del Nord, scala grafica e numerica, legenda, valore dell'equidistanza, valori latitudine e longitudine, listarelle e reticolato geografico. Declinazionemagnetica: Differenza in gradi tra il nord geografico e quello magnetico. Nord reticolato: Punto di convergenza dei merdiani-rete del reticolato geografico. Paralleli e meridiani: servono a calcolare il valore delle coordinate geografiche. Atlante? Gli atlanti sono raccolte sistematiche ed organiche di carte geografiche a piccola scala. Il primo atlante moderno fu pubblicato ad Aversa nel 1570 a nome di Abraham Ortels, ma il nome di Atlante compare per la prima volta con l'opera cartografica di Gerardo Mercatore, mentre le primissima raccolta di questo tipo si deve a Claudio Tolomeo e risale al 1477. Mappamondo a T? Il mappamondo a T mostrava la parte allora conosciuta dell'emisfero settentrionale, in cui viene privileggiata la visione del mondo cattolico-cristiana a danno della precisione geografica: il Mediterraneo era rappresentato a forma di T e divideva i tre continenti Asia, Africa e Europa, tutti circondati dal grande oceano. A centro vi era Gerusalemme. Definizione di orientarsi. È la capacità di determinare la direzione giusta tramite i punti cardinali. Etimologia del lazio. Lazio deriva da Latium, nome dato alla regione dai Latini, così chiamati perché stabilitisi su di un territorio largo/esteso ("latus"), con il significato di "paese pianeggiante". Perché il lazio è una regione residuale? Il Lazio è una regione residuale perché costituita da un'aggregazione di spazi e di popolazioni diversi tra loro, al punto che Almagiò la definisce come “la meno omogenea tra le regioni d'Italia”. Di che luogo parla il Belli nella sua poesia er deserto? Della campagna romana. Come ci si orienta col sole e l'orologio? Ponendo la lancetta corta in direzione del sole e posando un bastoncino sul quadrante in modo che passi per il centro dell'orologio e sia a metà tra il numero 12 e la punta della lancetta delle ore. In quella direzione il bastoncino indicherà il Sud, dalla parte opposta, a rigor di logica, avremo invece il Nord. Il tutto va fatto togliendo un ora da quella dell'orologio, in caso sia in vigore l'ora legale.

Quali sono i luoghi legati a San Benedetto? (per una geografia del Lazio) Quali sono i luoghi legati a San Francesco? (per una geografia del Lazio) Cos'è un dagherrotipo? (la forma di Roma) Piccolo tridente e grande tridente? (la forma di Roma) Quali sono le torri più grandi della Roma medievale? (la forma di Roma)

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