Domande Esame Diritto Privato con risposte, Domande di esame di Diritto Privato. Università degli Studi di Milano-Bicocca
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Domande Esame Diritto Privato con risposte, Domande di esame di Diritto Privato. Università degli Studi di Milano-Bicocca

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Domande poste all'esame di Diritto Privato (corso in Economia e Commercio dell'Università di Milano - Bicocca) con relative risposte. Diversi docenti. Domande e risposte di diritto privato.
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ESAME DIRITTO PRIVATO – DOMANDE

ESAME DIRITTO PRIVATO – DOMANDE 1. Prescrizione La prescrizione è l’estinzione di un diritto nel caso in cui il titolare non lo esercita nel termine fissato dalla legge. E’ a fondamento della certezza dei rapporti giuridici. La prescrizione può essere:

- Estintiva : produce l’effetto dell’estinzione del diritto soggettivo per effetto dell’inerzia del titolare del diritto stesso che non lo esercita.

- Presuntiva : è fondata sulla presunzione di adempimento dell’obbligo. Si ha decorso della prescrizione quando:

- Interruzione : il titolare del diritto inizia ad esercitarlo. - Sospensione : il titolare del diritto si trova nell’impossibilità di esercitarlo.

Salvo i casi previsti dall’art. 2946 e quelli per cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono in 10 anni per prescrizione. 2. Pubblicità La pubblicità si ha quando l’ordinamento è interessato a che atti e fatti siano resi pubblici, cioè conoscibili ai terzi. Le diverse tipologie di pubblicità sono:

- Pubblicità notizia : ha il solo scopo di rendere nota la notizia ai terzi. - Pubblicità costitutiva : ha lo scopo di rendere nota la vicenda ai terzi ed elemento integrante di

una fattispecie negoziale. - Pubblicità dichiarativa : determina la possibilità di opporre un determinato atto nei confronti dei

terzi, che prima della pubblicità è come se non fosse stato compiuto. 3. Morte presunta La morte presunta è causa di estinzione della persona fisica ed dichiarata con sentenza dal giudice passati 10 anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia. Produce gli stessi effetti giuridici della morte naturale, per cui coloro che avevano ottenuto il possesso temporaneo dei beni, possono ora disporne liberamente, mentre il coniuge è libero di stato e può contrarre nuovo matrimonio. 4. Diritti personalissimi I diritti personalissimi proteggono l’uomo come individuo e come membro della società civile. Alcuni di questi sono garantiti direttamente dalla Costituzione (libertà personale, religiosa, di espressione e divulgazione del pensiero, di associazione). Caratteristiche sono:

- assoluti (esercitabili erga omnes) - inviolabili - indisponibili (il titolare non ne può disporre) - intrasmissibili - inalienabili (non hanno contenuto patrimoniale) - imprescrittibili (non si perdono per non uso)

Sono diritti della personalità: - il diritto alla vita e all’integrità (ne consegue il divieto di trapianto di organi tra persone viventi) - il diritto al nome e allo pseudonimo - l’immagine e il ritratto - il diritto all’identità personale (tutti gli elementi che concorrono a formare la personalità

dell’individuo) - il diritto all’onore e alla reputazione - il diritto alla riservatezza

5. Validità di un negozio Un negozio valido è l’atto idoneo a produrre gli effetti giuridici previsti dall’ordinamento. Il negozio è valido se presenta tutti gli elementi essenziali del negozio (volontà, oggetto, causa e forma, se richiesta) e se non comporta la violazione di una norma dettata. 6. Differenza tra nullità e annullabilità di un negozio giuridico La nullità è dovuta alla mancanza di uno degli elementi essenziali, l’annullabilità alla violazione di una norma dettata. La nullità è a protezione di un interesse generale, l’annullabilità a protezione di un interesse particolare riferito ad un particolare soggetto. La nullità può essere fatta valere da chiunque mentre l’annullabilità solo dal soggetto protetto. La nullità è imprescrivibile mentre l’annullabilità si prescrive in 5 anni. Un atto nullo non è mai convalidabile mentre quelle annullabile può essere convalidato. Un negozio nullo non produce effetti fin dalla sua formazione, per cui la nullità ha effetto retroattivo. Il negozio annullabile produce effetti fino a quando non viene esercitata con successo l’azione di annullamento.

La nullità del negozio sacrifica i diritti di tutti i terzi, salvo gli effetti sull’usucapione; mentre il contratto stipulato da un incapace è annullabile per proteggerlo. 7. Vizi della volontà (errore, errore di calcolo, dolo, violenza) I vizi non permettono la formazione di una volontà negoziale libera e consapevole. Tra i vizi di volontà ci sono:

- Errore : è una falsa conoscenza della realtà che impedisce alla volontà negoziale di formarsi in modo libero e consapevole. Per essere causa di annullamento, l’errore deve essere essenziale e riconoscibile. L’errore può essere errore vizio (se attiene al processo formativo) o errore ostativo (se attiene alla discordanza tra manifestazione di volontà e l’espressione che di essa si ha nella stessa manifestazione). L’errore di calcolo è un errore ostativo che non dà luogo all’annullamento del contratto ma solamente alla rettifica dell’errore.

- Violenza : è una minaccia di un male ingiusto diretta alla stipulazione di un contratto che altrimenti non si sarebbe stipulato. La violenza deve essere tale da far impressione su una persona sensata. Si distingue tra violenza fisica (esclude o cancella ogni volontà, determina la nullità del negozio) e morale (che determina l’annullabilità del negozio). Può essere anche generata dal contraente o dal terzo (timore reverenziale e metus ab intrinseco).

- Dolo : consiste in artifici e raggiri posti in essere per coartare o alterare la volontà negoziale della vittima. Può essere determinante (senza di esso il contratto non si sarebbe concluso; è causa di annullamento solo se essenziale o riconoscibile) e incidente (contratto sarebbe stato concluso comunque, ma a condizioni diverse; contratto resta valido ma vengono pagati i danni). Il donus bonus non produce alcun effetto giuridico.

8. Invalidità del matrimonio; Tempi entro cui far valere la nullità Le cause di invalidità del matrimonio possono essere:

- Attinenti alla situazione soggettiva degli sposi - libertà di stato - assenza: il coniuge dell’assente non può dirsi libero di stato ma il suo matrimonio non può

essere impugnato finché dura l’assenza. - morte presunta: l’altro coniuge può contrarre nuovo matrimonio. Se il morto presunto torna, il

matrimonio diventa discutibile e il primo matrimonio rivive nella sua pienezza, solo se un soggetto legittimato impugna il secondo matrimonio. Non può essere impugnato qualora si accerti la morte dell’ex coniuge, anche se in data successiva al nuovo matrimonio.

- vincolo di parentela: (gli ascendenti in linea retta, gli affini in linea retta (anche di matrimonio dichiarato nullo), lo zio e la nipote, affini in linea collaterale in secondo grado, l’adottato e i figli dell’adottante o il suo coniuge, i fratelli e le sorelle (anche adottivi)). Durante il promo anno può essere impugnato dai coniugi, dagli ascendenti prossimi, dal p.m. e da tutti coloro che abbiano un interesse legittimo. Trascorso un anno occorre distinguere tra i divieti in cui si sarebbe potuta accordare l’autorizzazione (diventa inattaccabile) e quelli in cui non poteva essere in ogni caso concessa (stessi legittimazione del primo anno)

- delitto: è invalidato e impugnabile il matrimonio tra le persone delle quali una sia stata condannata per omicidio tentato o consumato sul coniuge dell’altra. Se celebrato, è invalido, non ci sono limiti per la contestazione ed è insanabile.

- divieto tempo temporaneo di nuove nozze: la donna non può contrarre matrimonio se non dopo il 300° giorno dallo scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio (ratio del c.d. lutto vedovile)

- Invalidità miste - età: non può contrarre matrimonio il minore di 18 anni, salvo decreto di emancipazione del

Tribunale dei minorenni. Può essere impugnato da chi ha contratto matrimonio essendo minore entro un anno dal compimento dei 18 anni, dopo diventa intoccabile.

- interdizione: può essere impugnato dal tutore, dal p.m. e tutti coloro che ne abbiano interesse legittimo. Anche dall’interdetto, qualora l’interdizione sia stata revocata.

- Invalidità consensuali - incapacità di intendere e di volere: può essere impugnato solamente dallo sposo che fu al

momento incapace, entro un anno dal recupero della pienezza della facoltà mentale ma solo se in quell’anno non ha coabitato in stato di “ebbrezza”.

- violenza e timore: il timore deve derivare da cause esterne allo sposo che lo prova e deve essere di eccezionale gravità. Dal coniuge il cui consenso è stato estorto con la violenza o determinato dal timore, entro un anno da quando è cessata se nel frattempo non abbia coabitato.

- errore: sull’identità della persona, sulle qualità (malattia psichica/fisica o anomalia o deviazione sessuale), sentenza per omicidio o prostituzione. Solo il coniuge se non ha vissuto per 1 anno dopo la scoperta dell’errore insieme all’altro coniuge.

- simulazione: se gli sposi, al momento della celebrazione, hanno convenuto di non adempiere agli obblighi.

9. Doppio matrimonio Il matrimonio contratto da chi sia legato da un precedente matrimonio è oggetto di illecito penale per bigamia e di invalidità per illecito civile. La nullità del primo matrimonio rende il coniuge libero di stato e fa cadere il vizio del secondo matrimonio. 10.Tutti i tipi di parentela vengono trattati allo stesso modo per la nullità del

matrimonio? No, non vengono trattati tutti allo stesso modo.Il tribunale, su ricorso degli interessati, può autorizzare il matrimonio tra zio e nipote, quello tra affini in linea retta (se il matrimonio è dichiarato nullo) e quello tra gli affini in linea collaterale in secondo grado. 11. Immunità matrimoniali ??? 12.Doveri derivanti dal matrimonio Marito e moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo alla fedeltà, all’esistenza morale e materiale ed alla collaborazione all’interesse della famiglia. Concordano tra loro l’indirizzo della vita famigliare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi. Hanno l’obbligo di mantenere, istruire ed educare i propri figli. 13.Separazione La separazione è l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza o il grave pregiudizio all’educazione della prole. Il diritto di chiedere la separazione spetta solo ai coniugi. Può essere:

• Consensuale : i coniugi, che sono d’accordo sulla separazione, negoziano con l’aiuto di un avvocato le modalità della separazione e, una volta raggiunto l’accordo, lo sottopongono congiuntamente al giudice. Senza omologazione del giudice la separazione non ha alcun effetto.

• Giudiziale : in mancanza di accordo, il coniuge che persegue la volontà di separarsi può iniziare in Tribunale un processo contenzioso, diretto ad ottenere una pronuncia di separazione giudiziale. Il presupposto non è la cola, ma il verificarsi di fatti tali da rendere intollerabile la convivenza. E’ possibile che il giudice pronunci anche l’addebitabilità della separazione a uno dei coniugi, in considerazione del suo comportamento.

• Di fatto : è l’interruzione della convivenza che si forma su base volontaria e vi si realizza senza la pronuncia di separazione di qualsiasi tipo. Non produce gli effetti della separazione giudiziale, ma non ne è nemmeno del tutto priva.

14.Come può avere fine lo stato di separazione dei coniugi? Lo stato di separazione può avere fine con la riconciliazione o con la sentenza di divorzio. 15.Riconciliazione La riconciliazione si sostanzia nella ricostituzione della comunione spirituale dei coniugi e comporta l’abbandono della domanda di separazione personale. 16.Divorzio Il divorzio è il fallimento del matrimonio. E’ pronunciato dal giudice quando, esperito inutilmente il tentativo di conciliazione, accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può più essere ricostruita. Il divorzio può essere chiesto nei seguenti casi:

• l’altro coniuge, dopo la celebrazione, è stato condannato all’ergastolo, a qualsiasi pena detentiva o per omicidio volontario di un figlio:

• l’altro coniuge è’ stato assolto per vizio totale di mente; • sono passati 3 anni dall’omologazione della separazione; • l’altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero l’annullamento.

La pronuncia di divorzio ha effetto estintivo, ma non retroattivo; gli ex coniugi riacquistano la libertà di stato e la donna perde il cognome che aveva aggiunto al suo; il Tribunale attribuisce un assegno all’ex coniuge più debole fino a quando non passa a nuove nozze; permane l’obbligo di mantenere, educare ed istruire i figli nati o adottati durante il matrimonio; il Tribunale dichiara a quale genitore vengono affidati i figli. 17.Differenza fra scioglimento e annullamento del matrimonio Il matrimonio nullo non produce alcun effetto. La nullità retroagisce al momento della celebrazione.

Il matrimonio putativo (matrimonio nullo contratto in buona fede, ignorando l’esistenza di una causa di invalidità) produce gli effetti di un matrimonio valido dalla celebrazione alla sentenza che ne accerta la nullità. Il matrimonio inesistente non è mai esistito come istituto giuridico. 18.Addebito della separazione L’addebito della separazione è pronunciato dal giudice durante la sentenza di separazione giudiziale, al coniuge il cui comportamento ha portato alla separazione. Esso comporta, per il coniuge a cui è stata attribuita, il solo diritto agli alimenti e non al mantenimento. Inoltre, perde ogni diritto di successione. 19.Figli legittimi e naturali I figli legittimi sono coloro che nascono in costanza di matrimonio, i figli naturali sono coloro che nascono al di fuori del matrimonio. 20.Presunzione di concepimento e presunzione di paternità Presunzione di concepimento: si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato trascorsi almeno 180 giorni dalla data di celebrazione e non ancora 300 giorni dalla data di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili. Presunzione di paternità: il marito è il padre del figlio concepito durante il matrimonio. 21.Differenza tra figli legittimi ed illegittimi I figli naturali riconosciuti hanno gli stessi diritti dei figli legittimi. La legittimazione dei figli naturali può avvenire anche in seguito per susseguente matrimonio o per provvedimento del giudice. 22.E’ necessario il riconoscimento per i figli naturali? E per i figli legittimi? Il figlio naturale è riconoscibile dalla madre, dal padre o da entrambi, ma il riconoscimento non è obbligatorio. Per i figli legittimi non è necessario il riconoscimento per via delle presunzioni di concepimento e paternità. Tuttavia il marito ha diritto all’azione di disconoscimento della paternità in caso: non abbia coabitato tra il 300esimo e 180esimo giorno prima della nascita; era affetto da impotenza in quel periodo; la donna abbia commesso adulterio o abbia tenuto celata la propria gravidanza e la nascita del figlio in quel periodo. 23.Figli nati da un matrimonio nullo Il figlio nato da un matrimonio nullo è da considerarsi figlio naturale in quanto il matrimonio non ha prodotto alcun effetto. Unica eccezione il figlio nato da matrimonio putativo. 24.Successione testamentaria e legittima La successione testamentaria è la successione che ha titolo nel testamento, mentre la successione legittima è la successione che ha titolo nella legge quando manca, del tutto o in parte, un testamento. 25.Chi sono le persone legittime? Persone legittime sono: il coniuge, i discendenti legittimi e naturali, gli ascendenti legittimi, i collaterali, gli altri parenti e lo Stato. 26.Successori legittimari I successori legittimari sono le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione: il coniuge, i figli legittimi e naturali e gli ascendenti legittimi. Tutti i legittimari sono anche eredi legittimi mentre il contrario non si verifica. 27. Il coniuge ha diritto alla successione? A che titolo? Il coniuge ha diritto alla successione a titolo di eredità. 28.Forme del testamento Il testamento può essere:

• Olografo : deve scritto per intero, dettato e sottoscritto di mano del testatore. • Pubblico : è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni. Il testatore dichiara al notaio la sua

volontà, la quale è ridotta in iscritto dal notaio stesso. Questi dà lettura del testamento al testatore in presenza dei testimoni. Deve indicare luogo, data del ricevimento e ora della sottoscrizione da parte del testatore, dei testimoni e del notaio.

• Segreto : può essere scritto dal testatore o da un terzo (in questo caso deve essere sottoscritto dal testatore alla fine delle disposizioni). Il testamento segreto viene sigillato e consegnato al notaio, il quale redige l’atto di ricevimento in cui viene menzionata la dichiarazione del testatore che nel plico sigillato è contenuto il suo testamento.

29.Caso non sottoscritto dal notaio Il testamento olografo non necessita della sottoscrizione del notaio, mentre il testamento pubblico è nullo se non sottoscritto dal notaio e dal testatore. Il testamento pubblico non sottoscritto dal notaio, è valido però come testamento olografo. 30.Testamento segreto

Il testamento segreto può essere scritto dal testatore o da un terzo (in questo caso deve essere sottoscritto dal testatore alla fine delle disposizioni). Il testamento segreto viene sigillato e consegnato al notaio, il quale redige l’atto di ricevimento in cui viene menzionata la dichiarazione del testatore che nel plico sigillato è contenuto il suo testamento. 31. Il testamento è valido se si disereda un erede legittimo? Sì, il testamento è valido ma, qualora l’erede legittimo sia un legittimario, subentrerà la successione necessaria per tutelarne gli interessi. 32.Eredità beni legittimi e illegittimi Il patrimonio indisponibile è la quota del patrimonio riservata ai legittimari, mentre il patrimonio disponibile è la quota di patrimonio di cui il de cuius può liberamente disporre. 33.La quota di legittima può essere oggetto di rinuncia? La quota di legittima può essere oggetto di rinuncia in caso di legato in sostituzione di legittima. Esso è un’attribuzione testamentaria a titolo particolare (legato) che tacita il diritto alla quota riservata del legittimario; il legittimato, che segue il legato, perde il diritto di chiedere la legittima, agendo in riduzione. 34.Posso fare azione di rinuncia mentre il testatore è ancora in vita? No, non posso fare azione di rinuncia perché significherebbe che conosco già volontà del testatore quand’esso è ancora in vita. (Divieto patti successori) 35.Cos’è un legato? Il legato è una disposizione testamentaria a titolo particolare, di un bene specifico. 36.Differenze tra legatario ed erede L’erede è stato istituito per l’universalità dei beni o per una quota di essi, subentra sia nei rapporti attivi che passivi e risponde delle passività anche ultra vires. Il legatario è colui che ha ricevuto un bene specifico, subentra soltanto in uno o più rapporti determinati e non risponde delle passività ereditarie. 37.Azione di riduzione contro eredi e legatari L’azione di riduzione può essere esercitata o nei confronti di disposizioni testamentarie o nei confronti di donazioni. Ha come fine il fare acquistare al legittimario pretermesso la quota riservata. E’ un’azione di accertamento costitutivo: accerta la qualità di erede del legittimario. 38.Accettazioni di eredità L’eredità si acquista con l’accettazione, la quale può essere:

• Espressa : quando, in un atto pubblico o in una scrittura privata, il chiamato all’eredità ha dichiarato di accettarla, oppure ha assunto il titolo di erede.

• Tacita : quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.

• Con beneficio d’inventario : si fa mediante una dichiarazione, la quale deve essere preceduta o seguita dall’inventario. E’ obbligatoria se vi sono eredi minori di età.

Qualsiasi di dichiarazione di accettazione sotto condizione o a termine è nulla. Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni. 39.Donazione La donazione è un contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. E’ un contratto consensuale, gratuito, a prestazioni a carico del solo donante, formale (per iscritto sotto pena di nullità) e ad esecuzione istantanea. E’ necessaria la piena capacità di disporre dei propri beni e può comprendere solo i beni presenti nel patrimonio del donante (non futuri). Per essere perfetta, è necessaria l’accettazione che può fatta nell’atto stesso o in uno successivo. Può essere impugnata solo per errore sul motivo, mentre il motivo illecito la rende nulla. Il donante non garantisce nulla né è responsabile per i vizi della cosa, a meno che non sia stato in dolo. Può essere revocata solo per ingratitudine del donatario e per sopravvenienza dei figli. Alcuni tipi di donazione sono: la donazione remuneratoria, fatta in riguardo di un futuro matrimonio, modale e indiretta. 40.Beni fungibili; Cose determinate solo nel genere I beni fungibili sono quelli che si possono sostituire gli uni agli altri. Vengono detti anche di genere. 41.Proprietà La proprietà è il diritto di godere e di disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico. E’ un diritto reale in re propria. 42.Modi di acquisto della proprietà (a titolo derivato e a titolo originario) La proprietà può essere acquisita:

• A titolo originario : si giustifica e trova il suo fondamento in un rapporto diretto della persona con la cosa, indipendentemente da ogni rapporto con il precedente proprietario

• Occupazione: consiste nella presa di possesso della cosa (mobile) priva di proprietario con la volontà di impadronirsene.

• Invenzione: è basato sul ritrovamento della cosa mobile smarrita. Chi la ritrova deve restituirla al proprietario o, se non lo conosce, al Sindaco il quale pubblica il ritrovamento. Se dopo 1 anno nessuna la rivendica, diventa di proprietà di chi l’ha ritrovata; altrimenti questi ha diritto a un premio.

• Accessione: qualunque piantagione, costruzione od opera esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario del suolo.

• A titolo derivato : deriva da un precedente rapporto di proprietà cosicché l’acquirente del diritto di proprietà succede al precedente titolare; ad esempio contratti o successioni.

43.Cos’è il possesso? Il possesso è il potere di fatto sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale. Non basta avere la cosa materiale nella propria disponibilità, occorre avere anche l’animo di possedere (animus possidendi). 44.Proprietà e possesso coincidono? Nella maggior parte dei casi possesso e proprietà fanno capo alla stessa persona. Tuttavia la proprietà è un diritto reale sulla cosa mentre il possesso è una signoria di fatto sulla cosa medesima. 45. Il possesso è tutelato dalla legge? Come? Perché? Il possesso è tutelato dalla legge tramite le azioni a difesa del possesso (di reintegrazione-spoglio, di manutenzione, di denuncia di nuova opera, di denuncia di danno temuto). E’ tutelato perché: nella maggior parte dei casi il possessore è anche proprietario, e così facendo si difende la proprietà in maniera più rapida; difendendo il possesso, si difende la pace sociale, frustrando le fraudolente pretese di chi accampa falsamente diritti, e si facilita il traffico. 46.Differenza tra possesso, detenzione e proprietà La proprietà si differenzia dal possesso in quanto è un diritto reale sulla cosa, mentre il possesso è una signoria di fatto sulla cosa stessa. Il possesso si differenzia dalla detenzione per l’animus del soggetto: il possessore ha l’animus possidendi, mentre il detentore ha l’animus detinendi (significa detenere la cosa sulla base di un titolo che implica il riconoscimento dell’altrui possesso). 47.Azione di reintegrazione-spoglio E’ diretta a tutelare il possessore contro lo spoglio violento o clandestino del possesso. Mira alla reintegrazione del possesso, cioè a fare riacquistare il possesso a chi ne è stato privato. 48.Usucapione E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario. Si basa sul possesso della cosa continuato nel tempo. Il possesso ad usucapionem deve essere continuo, non interrotto, pacifico, pubblico, non equivoco e con l’animo di tenere la cosa come propria. L’acquisto del titolo di proprietà si ha:

• Dopo 20 anni per i beni immobili • Dopo 10 anni per i beni mobili, se il possesso si è acquistato in buona fede • Dopo 20 anni per i beni mobili, se il possesso si è acquistato in mala fede

Il possesso ad usucapionem è considerato interrotto quando il possessore sia privato del possesso della cosa per oltre un anno. 49.Usufrutto E’ un diritto reale in re aliena di godimento. Consiste nel diritto di godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica. Permette la separazione temporanea del godimento dalla proprietà rispetto ad uno stesso bene (nuda proprietà). La durata non può eccedere l’intera vita dell’usufruttuario ed costituito per legge, per volontà dell’uomo (testamento o contratto) o per usucapione. Fa nascere per il proprietario i diritti di: possesso della cosa; godimento dei frutti della cosa; possibilità di concludere locazioni e di cedere il diritto. Gli obblighi nascenti sono invece: la diligenza del buon padre di famiglia nell’uso della cosa; la restituzione delle cose date all’estinzione del diritto; obbligo di inventario. Si estingue per: prescrizione; confusione; totale perimento della cosa; morte dell’usufruttuario; per abuso dell’usufruttuario; per scadenza del termine. 50.Servitù Consiste in un peso imposto sul fondo servente per l’utilità del fondo dominante. L’utilità è uno dei requisiti della servitù e può consistere in qualunque vantaggio che migliori l’utilizzazione del fondo dominante (anche un vantaggio futuro). I presupposti necessari sono: fondi contigui; diversa proprietà dei fondi; utilità arrecata al fondo dominante; peso che grava sul fondo servente. 51.Da cosa possono nascere le servitù? Le servitù possono nascere:

• da contratto • da testamento

• dalla legge • per destinazione del padre di famiglia : quando due fondi, attualmente divisi, sono stati posseduti

dallo stesso proprietario ed egli ha lasciato o posto le cose nello stato dal quale derivi la servitù. • per usucapione

52.Servitù coattive Le servitù coattive sono quelle che il proprietario del fondo dominante può, in virtù della legge, ottenere coattivamente dal proprietario del fondo servente per l’utilità del proprio fondo. Esse sono: dell’acquedotto e dello scarico; dell’appoggio e dell’infissione di chiusa; della somministrazione coattiva di acqua; del passaggio coattivo. 53.Obbligazione e principi L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale il debitore è tenuto verso il creditore a una prestazione, positiva o negativa. L’obbligazione deriva da contratto, fatto illecito o ogni altro atto o fatto idoneo a produrle. I principi delle obbligazioni sono: la coercibilità dell’obbligazione; la prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica, deve corrispondere ad un interesse (anche non patrimoniale) del creditore e deve essere possibile, lecita e determinata o determinabile. 54.Obbligazioni plurisoggettive ??? 55.Obbligazioni solidali e parziali Con le obbligazioni solidali, in caso di una pluralità di debitori, i condebitori sono tenuti in solido, se dalla legge o dal titolo non risulta altrimenti. Ciascun debitore è tenuto ad adempiere per intero. La solidarietà può essere attiva (più creditori verso un solo debitore) o passiva (più debitori verso un solo creditore; vige una presunzione generale di solidarietà passiva). L’obbligazione parziaria si ha quando il creditore deve chiedere a ciascuno dei debitori il pagamento della loro “quota” di debito. Ciascun debitore è obbligato a eseguire la propria prestazione per la propria parte nei confronti del creditore. 56.Obbligazioni a favore di terzi Nel contratto a favore di terzi lo stipulante designa un terzo quale avente diritto alla prestazioni dovute dalla controparte. E’ valida la stipulazione a favore di un terzo qualora lo stipulante vi abbia interesse (altrimenti è nullo). Non è un contratto trilaterale perché il terzo non partecipa alla formazione, anche se beneficerà, se lo vorrà, degli effetti. L’indicazione del terzo beneficiario è revocabile fino a che questo non dichiara di volerne profittare. 57.Promessa di obbligazione in favore di terzi (domanda di ragionamento: il

terzo deve chiedere un indennizzo ad A) Nella promessa del fatto al terzo si ha il carattere meramente obbligatorio inerente all’adempimento del fatto del terzo. Se il terzo rifiuta di obbligarsi o non compie il fatto promesso, colui che ha promesso è tenuto ad un indennizzo. 58.Obbligazioni derivanti dalla legge Le obbligazioni derivanti dalla legge sono situazioni, atti o fatti che l’ordinamento qualifica come fonti di rapporti obbligatori. Esse sono:

• Promessa di pagamento : dispensa colui a favore del quale è fatta dell’onere di provare il rapporto fondamentale.

• Ricognizione di debito : dispensa colui a favore del quale è fatta dell’onere di provare il rapporto fondamentale.

• Promessa al pubblico : colui che, rivolgendosi al pubblico, promette una prestazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione, è vincolato dalla promessa non appena questa è resa pubblica.

• Gestione d’affari : colui che, senza esservi obbligato, assume scientemente la gestione di un affari altrui, è tenuto a continuarla e portarla a termine finché l’interessato non sia in grado di provvedervi da sé stesso.

• Pagamento dell’indebito : chi ha eseguito un pagamento non dovuto, ha diritto di ripetere ciò che ha pagato.

• Arricchimento senza causa : chi, senza giusta causa, si è arricchito a danno di un’altra persona è tenuto, nei limiti dell’arricchimento, a indennizzare quest’ultima della correlativa diminuzione patrimoniale.

59.Quando il debitore decade dal beneficio del termine Il debitore decade dal beneficio del termine se è divenuto insolvente o ha diminuito, per fatto proprio, le garanzie che aveva dato e quindi il creditore può esigere immediatamente la prestazione.

60.Contratti (Inadempimento del contratto, Contratti con atti pubblici) [XXXX] Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Elementi essenziali di un contratto sono: l’accordo tra le parti; la causa; l’oggetto; la forma, se risulta prescritta dalla legge sotto pena di nullità. Elementi accidentali invece sono: condizione, termine e modo. Si distinguono in contratti tipici, la cui disciplina è stata regolata espressamente dal legislatore, e in contratti atipici, che sono i contratti nuovi creati dalle parti, al di fuori degli schemi tipici, come esplicazione del principio di autonomia privata. Il contratto si forma nel momento in cui chi ha fatto la proposta (proponente) ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte (oblato), cioè nel momento in cui si crea il consenso negoziale. Tra la volontà del preponente e quella dell’oblato vi deve essere perfetta congruenza, l’accettazione difforme dalla proposta vale come nuova proposta. Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno. La risoluzione è legata all’inadempimento colpevole, ed esso non deve essere di scarsa importanza avuto riguardo all’interesse dell’altra parte. La colpa dell’inadempimento è presunta. E’ possibile chiedere la risoluzione del contratto dopo che si è chiesto l’adempimento, ma non viceversa. La risoluzione determina lo scioglimento del contratto con effetto retroattivo e, qualora la parte che l’ha richiesta ha già adempiuto (anche parzialmente), ha diritto alla restituzione di quanto prestato (non nei contratti di durata). La risoluzione può avvenire automaticamente (di diritto) senza l’intervento del giudice nei casi di: diffida ad adempiere, clausola risolutiva espressa e termine essenziale. Nonostante nel nostro ordinamento viga il principio della forma libera, la maggior parte dei contratti richiedono la forma scritta sotto pena di nullità. La forma scritta richiesta può essere: ad substantiam (necessaria ai fini della validità dell’atto) o ad probationem (non richiesta per la validità dell’atto, ma per la prova). Altri contratti ancora deve essere resi pubblici con la trascrizione; essi sono:

• Contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili • Contratti che costituiscono, trasferiscono o modificano il diritto di usufrutto su beni immobili, il

diritto di superficie, i diritti del concedente e dell’enfiteuta • Contratti che costituiscono la comunione dei diritti menzionati sopra

61.Contratti consensuali I contratti consensuali sono i contratti che si formano con il semplice consenso delle parti. 62.Contratto e responsabilità extra contrattuale Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto se non per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi se non nei casi previsti dalla legge. La responsabilità extra contrattuale (aquiliana) non trova fonte in un obbligo contrattuale che lega le parti, ma nasce dalla violazione di un obbligo generale di neminem laedere. Nasce quindi dalla commissione di un atto illecito, e questo comporta che:

• Il danneggiato deve provare il fatto dannoso (evento), il danno, il dolo o la colpa grave del danneggiante. (responsabilità contrattuale: titolo, inadempimento e danno)

• Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in 5 anni. (responsabilità contrattuale: 10 anni) • La reintegrazione in forma specifica è ammessa in linea generale. (responsabilità contrattuale:

eccezione) 63.Differenza fra nullità e annullabilità La nullità attiene alla violazione di una norma imperativa, alla mancanza di uno degli elementi essenziali, all’illiceità della causa o dei motivi o alla mancanza dell’oggetto. Protegge un interesse generale e quindi può essere fatta valere da chiunque, senza prescrizione. Un contratto nullo non produce alcun effetto fin dalla sua formazione. Non può essere convalidato ma può essere convertito. La natura della sentenza è di accertamento. L’annullabilità attiene all’incapacità e ai vizi del consenso. Protegge un interesse generale, riferito ad un determinato soggetto, che quindi è l’unico legittimato ad agire. Si prescrive in 5 anni. Può essere convalidato dal soggetto al quale spetta l’azione di annullamento. E’efficace, salvo il successo dell’azione di annullamento. La sentenza è di natura costitutiva ed ha efficacia retroattiva. 64.Cause di annullabilità del contratto (capacità legale diversa da quella naturale) Cause di annullabilità del contratto sono:

• Incapacità legale (minore età; interdizione; inabilitazione) • Incapacità naturale • Vizi del consenso (errore, solo se essenziale e riconoscibile; violenza morale o psichica, la vis

absoluta è causa di nullità; dolo) 65.La sentenza di annullabilità è costitutiva? Perché?

La sentenza di annullabilità è costitutiva perché costituisce una situazione giuridica non possibile prima di detta sentenza. 66.Simulazione Nella simulazione le parti fingono di porre in essere un negozio (contratto simulato) mentre non ne vogliono porre in essere nessuno (simulazione assoluta) oppure fingono di porre in essere un negozio, mentre in realtà ne vogliono un altro, diverso, denominato contratto dissimulato, quale risulta in un patto, destinato a rimanere segreto, e denominato controdichiarazione (simulazione relativa). Il contratto simulato non produce effetto tra le parti. La causa simulandi è il motivo concreto per le quali le parti pongono in essere il contratto simulato, diverso da quello in realtà voluto, dando così vita ad una mera apparenza. 67. Interposizione fittizia di persona L’interposizione fittizia di persona è una simulazione soggettiva, la simulazione riguarda cioè i soggetti. Essa richiede la partecipazione all’accordo simulatorio non solo del soggetto interponente e di quello interposto, ma anche del terzo contraente, chiamato ad esprimere la propria adesione all’intesa raggiunta dai primi due. Richiede l’accordo simulatorio di tutte e tre le parti. 68.Negozio simulato (validità) Il negozio simulato, qualora sia provata la simulazione, non è mai valido. Nel caso di simulazione assoluta, l’assetto giuridico non viene mutato e quindi prevale l’accordo simulatorio; nel caso di simulazione relativa, vale il contratto dissimulato, cioè quelle che erano le reali intenzioni delle parti. 69.Proposta irrevocabile Il proponente può, se vuole, qualificare la sua proposta come “irrevocabile” (per un determinato periodo di tempo). Il termine si configura come elemento essenziale della proposta irrevocabile. 70.Prelazione Con la prelazione, il promittente si obbliga a preferire, se deciderà di stipulare, un determinato contraente ad altri, a parità di condizioni. Non crea un obbligo a contrarre, ma un obbligo a preferire un determinato soggetto ad altri (ha quindi natura obbligatoria). La denuntiatio si ha quando, chi ha concesso la prelazione, si decide a vendere e deve dare notizia, a chi ha diritto alla prelazione, delle offerte formulate dal terzo, cosicché egli possa esercitare la prelazione. Essa comporta la comunicazione dei precisi termini del contratto che si desidera concludere col terzo. 71.Cos’è l’opzione? L’opzione è un contratto nel quale le parti convengono che una di esse rimane vincolata dalla propria dichiarazione mentre l’altra si riserva la facoltà di accettarla o meno. Può essere a titolo oneroso o gratuito. Gli elementi della proposta devono essere necessariamente completi. L’effetto definitivo si verifica con l’accettazione della proposta contrattuale contenuta nel patto di opzione (l’accettazione è idonea a perfezionare il contratto). Ha natura di negozio giuridico bilaterale. 72.Differenza fra proposta irrevocabile e opzione La proposta irrevocabile è un negozio giuridico unilaterale, mentre l’opzione bilaterale. L’irrevocabilità della proposta irrevocabile dipende unicamente dalla volontà del proponente; mentre nell’opzione dipende da una convenzione tra le parti, le cui volontà devo quindi essere espresse ed incontrarsi. Nella proposta irrevocabile è necessaria la stipulazione del contratto definitivo; mentre nell’opzione è sufficiente l’accettazione affinché si verifichi l’effetto definitivo. 73.Ricondurre il contratto ad equità Nel caso in cui il contratto sia diventato eccessivamente oneroso, è possibile evitare la risoluzione riconducendo il contratto ad equità, cioè l’offerta di modificare equamente le condizioni del contratto. 74.Garanzia per vizi Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. E’ un rimedio apprestato per eliminare nel contratto lo squilibrio tra le attribuzioni patrimoniali determinato dall’inadempimento del venditore. Cause di esclusione della garanzia sono: patto di esclusione della garanzia; conoscenza, da parte del compratore, dei vizi della cosa; vizi facilmente riconoscibili. 75.Tipi di azione per la tutela della garanzia e termini Le azioni per la tutela della garanzia sono:

• Azione redibitoria : mira alla risoluzione del contratto. Il venditore deve restituire il prezzo e rimborsare al compratore le spesi e i pagamenti legittimamente fatti per la vendita; il compratore deve restituire la cosa, se questa non è perita in conseguenza dei vizi.

• Azione estimatoria (actio quanti minoris) : mira a conservare il contratto, attraverso una diminuzione di prezzo. Ha lo scopo di risarcire al compratore l’interesse negativo costituito dalla

differenza di valore determinata dal vizio della cosa, ristabilendo l’equilibrio economico delle prestazioni contrattuali.

In ogni caso, il venditore è tenuto al risarcimento del danno, se non prova di aver ignorato senza colpa i vizi della cosa. Il diritto alla denuncia del vizio decade a 8 giorni della scoperta, salvo diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge (la denuncia non è dovuta se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o lo ha occultato). L’azione in garanzia per i vizi della cosa si prescrive invece in un anno dalla consegna. Ulteriori rimedi, messi in atto dal compratore per sopperire al breve termine di decadenza e prescrizione, sono:

• Mancanza di qualità promesse : il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto, purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.

• Aliud pro alio : si verifica quando la cosa consegnata (res tradita) sia completamente diversa da quella pattuita, in quanto risulti funzionalmente del tutto inidonea ad assolvere alla destinazione economico-sociale della res vendita. In questo caso si può attivare l’ordinaria azione contrattuale di risoluzione e di adempimento.

76.Risoluzione del contratto [XXXX] La risoluzione è un rimedio che permette di sciogliere un contratto a prestazione corrispettive per un’anomalia funzionale. La risoluzione del contratto può avvenire: - per inadempimento: è legata all’inadempimento colpevole, che non sia di scarsa importanza avuto

riguardo all’interesse dell’altra parte. La colpa è presunta. Lo scioglimento del contratto ha effetto retroattivo e la parte che ha chiesto la risoluzione è liberata dalla propria obbligazione. Se ha già adempiuto (anche parzialmente), ha diritto alla restituzione di quanto ha prestato (non per i contratti di durata), oltre al risarcimento del danno.

- di diritto: nelle ipotesi di diffida ad adempiere, clausola risolutiva espressa, termine essenziale - per impossibilità sopravvenuta: è un’impossibilità funzionale, non esistente al momento della

stipulazione del contratto. L’impossibilità totale determina la risoluzione del contratto, mentre l’impossibilità parziale richiede una valutazione: occorre valutare se vi sia un interesse alla riduzione della prestazione oppure se anche la riduzione della prestazione non corrisponda ad un interesse delle parti e quindi si possa dar luogo alla risoluzione del contratto.

- per eccessiva onerosità: si applica ai contratti ad esecuzione continuata o periodica o ad esecuzione differita, nel caso in cui la prestazione di una delle parti sia divenuta eccessivamente onerosa (tale da non rientrare nell’alea normale del contratto) per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili.

77.Come evitare l’intervento del giudice per la risoluzione del contratto? Si può evitare l’intervento del giudice per la risoluzione del contratto utilizzando le ipotesi di risoluzione automatica (o di diritto): diffida ad adempiere, termine essenziale e clausola risolutiva espressa. 78.Diffida ad adempiere La parte intimo per iscritto la parte inadempiente ad adempiere entro congruo termine, con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto si intenderà senz’altro risoluto. E’ un atto unilaterale recettizio, quindi produce i suoi effetti indipendentemente dall’accettazione. Il termine non deve essere inferiore ai 15 giorni. 79.Termine essenziale Se il termine deve considerarsi essenziale, il contratto si risolve di diritto alla scadenza del termine stesso. L’efficacia risolutiva del termine essenziale essere evitata solo a mezzo di una dichiarazione contraria al creditore. 80.Clausola risolutiva espressa Le parti fissano in una clausola il principio che se una prestazione non sarà adempiuta secondo le modalità stabilite, il contratto si risolverà di diritto. La clausola non opera automaticamente ma, la parte che intende avvalersene, deve comunicare alla parte inadempiente la propria intenzione. Non impedisce di chiedere la risoluzione per fatti diversi da quelli previsti dalla clausola. 81.L’inadempimento porta sempre alla risoluzione del contratto? No, l’inadempimento non porta sempre alla risoluzione del contratto. Innanzitutto l’inadempimento deve essere colpevole, in caso di inadempimento incolpevole non si può esercitare l’azione di risoluzione. Inoltre la parte adempiente, o che si appresta ad adempiere, può chiedere l’adempimento anziché la risoluzione. 82.Si può chiedere la risoluzione se si è già chiesto l’adempimento? E

viceversa? Si può chiedere la risoluzione qualora si sia già chiesto l’adempimento, qualora l’altra parte rimanga inadempiente. Non è ammesso invece chiedere l’adempimento qualora si sia già richiesta la risoluzione.

83. Inadempimento [XX] L’inadempimento è qualsiasi discordanza tra promesso ed adempiuto. 84.Difese dall’inadempimento; Mora [XXXX] A difesa dell’inadempimento vi è la mora, per il ritardo colpevole nell’adempimento dell’obbligazione. La mora può essere ex persona (occorre un atto del creditore che inviti ad adempiere) o ex re (scatta automaticamente per il solo fatto del ritardo nell’adempimento). La mora può essere inoltre:

• del debitore • del creditore (mora accipiendi) : quando, senza motivo legittimo, non riceve il pagamento

offertogli nei modi indicati dalla legge o non compie quanto è necessario affinché il debitore possa adempiere l’obbligazione. Presupposti sono: la necessità di cooperazione del creditore e la costituzione in mora mediante offerta valida o intimazione di compiere necessari atti di cooperazione. Gli effetti sono:

- è a suo carico l’impossibilità sopravvenuta - non sono più dovuti gli interessi - non sono più dovuti i frutti della cosa - tenuto a risarcire i danni derivanti dalla mora - tenuto a sostenere le spese per la custodia e la conservazione della cosa dovuta.

85.Mora del debitore In questo caso il debitore ha l’obbligo di risarcire il danno da ritardo e di perpetuatio obligationis. Il danno è costituito dal danno emergente, che consiste nell’effettiva diminuzione del patrimonio subita dal creditore; e dal lucro cessante, che rappresenta il guadagno che il creditore avrebbe avuto dall’esatto adempimento. Il criterio per la determinazione del danno risarcibile in ipotesi di inadempimento è quella di regolarità causale. Si incontrano quindi due limiti:

- Il danno va risarcito in quanto sia conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento; - Il danno va risarcito nei limiti in cui era prevedibile al momento in cui è sorta l’obbligazione.

L’onere di provare il danno grava sul creditore che l’ha subito e, qualora non riesca a provarlo nel suo preciso ammontare, autorizza il giudice a liquidarlo con valutazione equitativa. 86.Compravendita La compravendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo. E’ un contratto consensuale, oneroso, a prestazione corrispettive, ad effetti reali, a forma libera salvo i casi previsti dalla legge. La causa è il trasferimento della proprietà o di un altro diritto verso un prezzo; l’oggetto è la cosa o il diritto compravenduto verso il prezzo. Il prezzo è elemento essenziale. 87.Quando si verifica l’effetto di traslativo [X] Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata, la costituzione o il trasferimento di un diritto reale ovvero il trasferimento di un altro diritto, la proprietà o il diritto si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato. I contratti ad effetti reali si perfezionano con la consegna (traditio della cosa), quelli consensuali con il semplice consenso. L’effetto traslativo della proprietà di una cosa determinata solo nel genere si ha con l’individuazione. 88.Compravendita ad effetti reali e obbligatori La compravendita ad effetti reali implica l’immediato trasferimento della proprietà; mentre in quella ad effetti obbligatori il venditore ha l’ “obbligazione” di trasferire, successivamente al consenso, la proprietà, in quanto l’effetto reale non ha potuto verificarsi. Sono ipotesi di vendita obbligatoria: vendita di cose determinate solo nel genere; vendita di cosa futura; vendita di cosa altrui; vendita a rate con riserva di proprietà; vendita sottoposta a condizione sospensiva. 89.Rappresentanza La rappresentanza è l’istituto giuridico con cui un soggetto (rappresentato) attribuisce ad un altro soggetto (rappresentante) il potere di sostituirsi a lui nel compimento di una attività giuridica, cosicché gli effetti risalgono direttamente nella sua sfera giuridica. Può essere legale, volontaria o organica; diretta o indiretta. 90.Rappresentanza in caso di falsus procurator [XXX] Colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto. Il contratto stipulato dal falsus procurator è inefficace, ma può essere ratificato, con effetto retroattivo, dall’interessato (o nel caso, dai suoi eredi). Il terzo ha il diritto di interrogare il rappresentato sulla ratifica o può, di consenso col falsus procurator, sciogliere il contratto prima della ratifica. Diverso il caso di rappresentanza organica e contratto concluso senza poteri: il

contratto tra il terzo e la società rimane valido, mentre la società ha azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore, diretta al ristoro del danno subito. 91.Contratto con conflitto d’interesse Il contratto concluso in conflitto d’interessi con il rappresentato può essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o conoscibile dal terzo. Il rappresentante, anziché tendere alla tutela del rappresentato, persegue interessi propri, suoi personali o anche di terzi, inconciliabili con quelli del rappresentato. 92.Procura (generale e speciale) La procura è un atto unilaterale con il quale si conferisce il potere di rappresentanza. E’ speciale se conferita per uno specifico affare, generale se conferita per una pluralità di affari. La forma richiesta è per relationem (in relazione alla forma del contratto che il rappresentante deve concludere). 93.Mandato Il mandato è il contratto col quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra (mandante). E’ attributivo di poteri di rappresentanza volontaria e può essere diretta (mandatario agisce in nome del mandante) o indiretta (mandatario agisce in nome proprio e si obbliga a ritrasferire il diritto acquisito con un secondo atto). La causa è il compimento di uno o più atti giuridici da parte del mandatario per conto del mandante. L’oggetto è una prestazione di fare. Se generale, non comprende gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione non espressamente indicati, altrimenti è speciale. La forma richiesta è per relationem. Solitamente è nel solo interesse del mandante (salvo il diritto al compenso del mandatario), ma esiste anche il mandato in rem propriam, nel quale sono presenti interessi anche per il mandatario. 94.Contratto di mediazione E’ mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, dipendenza o rappresentanza. E’ quindi un interposizione naturale ed imparziale fra due persone per agevolare la conclusione di un affare. Elemento caratteristico ed indefettibile è l’indipendenza del mediatore dalle parti, indipendentemente dalle modalità di conferimento dell’incarico. E’ un contratto consensuale, oneroso, a prestazioni corrispettive, ad effetti obbligatori, solitamente ad esecuzione istantanea. Il mediatore ha diritto alla provvigione da entrambi le parti, nella misura in cui deve gravare su ciascheduna di esse, anche se l’affare non viene concluso. 95.Contratto di comodato Il comodato è il contratto col quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta. E’ un contratto reale, essenzialmente gratuito, unilaterale (obbligazioni per il solo comodatario), ad effetti obbligatori, di durata. La gratuità è un carattere essenziale del contratto, al quale, però, può essere posto un modo. Se il comodatario non adempie alle proprie obbligazioni (custodia, conservazione, uso limitato, …), il comodante ha diritto a richiedere l’immediata restituzione della cosa data in comodato e il risarcimento dei danni. E’ possibile il comodato-precario, cioè un comodato in cui il comodante si riserva la facoltà di chiedere la restituzione della cosa quando vorrà (non subordinata ad un evento futuro ed incerto). Qualora si verifichi il trasferimento di proprietà della cosa data in comodato, il nuovo proprietario ha diritto di richiedere la restituzione della cosa. 96.Mutuo Il mutuo è il contratto col quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di danaro o altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità. E’ uno dei più tradizionali contratti di finanziamento. E’ un contratto reale (si perfeziona quando la cosa data in mutuo entra nella disponibilità giuridica del mutuatario), naturalmente oneroso (ma può essere anche gratuito), ad effetti reali, in forma libera (ma è consigliabile quella scritta se oneroso), di durata. Esiste anche il mutuo di scopo, in cui lo scopo entra a far parte del sinallagma contrattuale. Il mancato pagamento degli interessi (o di una rata nel caso di restituzione rateale della cosa data in mutuo) può portare alla risoluzione del contratto e alla restituzione della cosa al mutuante. 97.A che titolo vengono forniti i beni con il mutuo? Essendo un contratto ad effetti reali, si ha l’effetto traslativo di proprietà per il danaro o le altre cose fungibili date in mutuo. 98.Come si perfeziona il contratto di mutuo? Il contratto di mutuo si perfeziona con la consegna (traditio) o comunque quando il danaro, o le altre cose fungibili, entrano nella disponibilità giuridica del mutuatario. 99.Corrispettivo del mutuo Il corrispettivo del mutuo è l’interesse mutuatario. Qualora il contratto non sia espressamente specificato come gratuito, il mutuatario deve corrispondere gli interessi convenzionali (salvo il limite degli interessi usurari) o, in mancanza, quelli legali (1,5%).

100. Il mutuo è oneroso o gratuito, se non specificato? Il mutuo, se non specificato, è oneroso. 101. Limite agli interessi Il limite agli interessi è quello degli interessi usurari, cioè quelli con tasso fortemente superiore al tasso legale. Il legislatore ha fissato esso stesso il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari (sono usurari quelli che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi cono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal loro pagamento. 102. Responsabilità (civile, contrattuale, extracontrattuale) La responsabilità civile è la responsabilità che deriva da fatto illecito civile e comporta il trasferimento del danno, dal danneggiato al danneggiante, sulla base del principio della colpa. La responsabilità contrattuale presuppone l’esistenza tra le parti di un contratto e si fonda sulla violazione di un obbligo che nasce dal contratto (inadempimento di un’obbligazione contrattuale). La responsabilità extra contrattuale (aquiliana) non trova fonte in un obbligo contrattuale che lega le parti, ma nasce dalla violazione di un obbligo generale di neminem laedere. Nasce quindi dalla commissione di un atto illecito. 103. Azione surrogatoria (diversa da surrogazione) Il creditore, per assicurare che siano soddisfatte e conservate le sue ragioni, può esercitare i diritti e le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitori, e che questi trascura di esercitare. Presuppone l’esistenza del credito, l’inerzia del debitore e la natura patrimoniale dei diritti azionabili in surrogazione. Ha efficacia recuperatoria (effetto di incrementare il patrimonio del debitore di quei beni oggetto dei diritti che egli trascurava di esercitare) e, se l’esperimento fosse vittorioso, comporta dei vantaggi per tutti. 104. Fideiussione Con il contratto di fideiussione il terzo si affianca al debitore principale, garantendo con il proprio patrimonio l’obbligazione del debitore principale. E’ stipulato tra il creditore e il terzo ed è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza. Non richiede l’accettazione espressa del creditore garantito, ma l’espressa volontà di prestare del fideiussore. Per provarne l’esistenza occorre l’esistenza di un atto attraverso il quale la parte manifesti in modo inequivocabile la volontà di prestare garanzia. Causa: funzione di garanzia dell’adempimento dell’obbligazione mediante l’allargamento della base soggettiva, la quale è del tutto indipendente dall’effettivo rischio di inadempimento. Può essere prestata anche per un’obbligazione condizionale o futura (in quest’ultimo caso deve essere previsto l’importo massimo garantito). Non è valida se non è valida l’obbligazione principale. Può essere prestata anche per il fideiussore del debitore principale. Non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore. Il fideiussore deve essere persona capace, che possieda beni sufficienti a garantire l’obbligazione e che abbia o elegga domicilio nella giurisdizione della Corte d’Appello in cui la fideiussione si deve prestare. Nel caso diventi insolvente, il debitore è tenuto a darne un altro, salvo che la fideiussione sia stata prestata da persona voluta dal creditore. Il fideiussore è obbligato in solido al debitore principale, ma le parti possono convenire che si proceda prima all’escussione del debitore. Se ci sono più fideiussori a garanzia del medesimo debito, ognuno è obbligato per intero, salvo che sia stato pattuito il beneficio della divisione. Il fideiussore che paga il debito è surrogato nei diritti che il creditore aveva contro il debitore e ha, nei suoi confronti, azione di regresso. La fideiussione si estingue per: liberazione del fideiussore per fatto del creditore (non può avere effetto la surrogazione del fideiussore nei diritti del creditore); liberazione del fideiussore per obbligazione futura (quando il creditore, senza speciale autorizzazione del fideiussore, ha fatto credito al terzo, pur conoscendo che le condizioni patrimoniali di quest’ultimo erano divenute tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito). 105. Elementi di illecito [XXX] Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un fatto ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Il diritto al risarcimento si prescrive in 5 anni, salvo che il fatto sia considerato reato dalla legge ed essa ne stabilisca una prescrizione più lunga. Elementi dell’illecito sono: il fatto; il danno ingiusto (antigiuridicità); il nesso di causalità; la capacità di intendere e di volere (imputabilità); il dolo o la colpa (principio di nessuna responsabilità senza colpa). Cause di giustificazione sono: la legittima difesa; lo stato di necessità; l’esercizio di un diritto; l’adempimento di un dovere; il consenso dell’avente diritto. 106. Indebito oggettivo e soggettivo; Ripetizione dell’indebito; Conseguenze

pagamento indebito [XXX]

Nell’indebito oggettivo, chi ha prestato senza causa ha diritto alla ripetizione. Ho adempiuto nell’erronea convinzione di dovere una prestazione che, in realtà, non dovevo. Nell’indebito oggettivo si presta a chi non è creditore. Chi ha pagato un debito altrui, credendosi debitore in base a un errore scusabile, può ripetere ciò che ha pagato. 107. Diversi tipi di impresa L’impresa può essere commerciale o agricola, media-grande o piccola. L’appartenenza a una diversa categoria comporta diverse obbligazioni per l’imprenditore. 108. Doveri d’impresa I doveri principali per un imprenditore commerciale sono l’obbligo di tenere una particolare documentazione relativa alla loro attività; una particolare procedura concorsuale collettiva (fallimento) oppure l’amministrazione controllata, oppure concordato preventivo o successivo, diretta a fare in modo che tutti i creditori possano partecipare ai resti della liquidazione dell’azienda; l’obbligo di iscrizione nel registro delle Imprese. Questi doveri non valgono per l’imprenditore agricolo, ma nemmeno per il piccolo imprenditore. 109. Accettazione dell’eredità fallimentari ???

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