Domande esame elementi di economia "Mankiw, L’essenziale di economia", Domande di esame di Economia. Università degli Studi di Milano-Bicocca
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Domande esame elementi di economia "Mankiw, L’essenziale di economia", Domande di esame di Economia. Università degli Studi di Milano-Bicocca

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Domande in preparazione all'esame di elementi di economia dal capitolo 9 al capitolo 11. Domande basate sul testo di Mankiw, L’essenziale di economia
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17. Cos’è la domanda e l’offerta. Considera il mercato della birra di Laramie in Wyoming (circa

30000 abitanti, di cui 10000 sono studenti alla università of Wyoming) e ipotizza che esso sia in

equilibrio. Descrivi come si modifica l'equilibrio di mercato quando a fine corsi gli studenti

tornano a casa per le vacanze estive e spiega come si raggiunge il nuovo equilibrio. In generale,

descrivi quali fattori possono causare spostamenti della curva di domanda.

La domanda è la quantità di un determinato bene che i compratori vogliono e possono acquistare, una delle principali

determinanti della domanda è il prezzo. Infatti la domanda ha un andamento tale per cui a parità di altre condizioni, la

quantità domandata di un bene diminuisce all’aumentare del suo prezzo e aumenta al diminuire del suo prezzo,

questo andamento è conosciuto come legge della domanda. La domanda viene rappresentata graficamente con la

curva di domanda che illustra la relazione tra il prezzo di un bene e la quantità domandata. Tale curva ha pendenza

negativa perché a una diminuzione del prezzo corrisponde un aumento della quantità domandata. Oltre al prezzo del

bene, le altre determinanti della quantità domandata sono il reddito, i prezzi dei beni sostituti e complementari, le

preferenze, le aspettative e il numero di compratori. Se varia una di queste determinanti, la curva di domanda si

sposta. Più la curva di domanda tende ad essere parallela all’asse delle y più è anelastica.

L’offerta è la quantità che i venditori vogliono e possono vendere, una delle principali determinanti dell’offerta è il

prezzo. Infatti l’andamento dell’offerta, secondo la legge dell’offerta, è tale per cui, a parità di condizioni, se il prezzo

di un bene aumenta, aumenta anche la quantità offerta e se il prezzo diminuisce, diminuisce anche la quantità offerta.

L’offerta viene rappresentata graficamente con la curva di offerta che illustra la relazione tra il prezzo di un bene e la

quantità offerta. Tale curva ha pendenza positiva poiché, a parità di altre condizioni, a prezzi più elevati corrisponde

una quantità offerta maggiore. Oltre al prezzo del bene, le altre determinanti della quantità offerta sono il prezzo dei

fattori di produzione, la tecnologia disponibile, le aspettative e il numero di venditori. Al variare di una di queste

determinanti, la curva di offerta si sposta. Più la curva di offerta tende ad essere parallela all’asse delle y più è elastica.

Il punto di intersezione delle curve di domanda e offerta determina l’equilibrio di mercato. Al prezzo di equilibrio, la

quantità domandata è uguale a quella offerta. Il comportamento di compratori e venditori (domanda e offerta)

conduce automaticamente il mercato verso l’equilibrio. Quando il prezzo di mercato è superiore a quello di equilibrio

si ha un eccesso di offerta, che provoca una flessione del prezzo stesso; se il prezzo di mercato è inferiore a quello di

equilibrio, si genera un eccesso di domanda, che esercita pressioni al rialzo sul prezzo.

Durante il periodo estivo, dato che gli studenti lasciano l’università per le vacanze, la domanda subisce un

decremento. Al calare della domanda, incomincia a calare anche il prezzo. Spinti dal basso prezzo, molte persone

decideranno di comprare più birra, incrementando così la domanda. All’incremento della domanda corrisponde

l’incremento del prezzo e ne consegue una diminuzione della domanda. Questi spostamenti avvengono fino a trovare

l’equilibrio di mercato, cioè quando l’offerta soddisferà la domanda.

I fattori che possono causare spostamenti della curva di domanda sono:

- il reddito: che si traduce nella capacità di spesa dei soggetti

- i prezzi dei beni sostituti e complementari

- le preferenze dei consumatori

- le aspettative dei consumatori, se presumano ci possano essere più spese, tenderanno a risparmiare e quindi

l’offerta si riduce.

- il numero di compratori: meno compratori corrisponde a meno domanda

Al variare di una di queste determinanti, la curva di offerta si sposta.

DOMANDE ELEMENTI DI ECONOMIA CAP 9-11bis

1. Considerate un paese piccolo e la sua decisione di aprirsi

agli scambi con l’estero nel mercato dei tessuti. Una volta

aperti gli scambi l’equilibrio di partenza si modifica come

riportato in figura. Il paese aveva un vantaggio comparato?

Perché? A che prezzo vengono scambiati i tessuti nel paese?

Come si modifica in termini di surplus il benessere in

conseguenza all’apertura agli scambi internazionali?

Considerando che il prezzo in presenza di scambi internazionali è

maggiore rispetto al prezzo in assenza di scambi internazionali si può

dire che il paese aveva un vantaggio comparato in quanto produceva

tessuti a un costo basso. In assenza di scambi internazionali il prezzo dei tessuti è quello di equilibrio tra

domanda e offerta. In presenza di scambi internazionali, il paese in questione è price-taker ovvero subisce il

prezzo mondiale il che significa che se il prezzo mondiale è superiore a quello in assenza di scambi

internazionali allora saranno i produttori a guadagnarci, al contrario, saranno i compratori.

In seguito all’apertura delle frontiere, il prezzo interno aumenta fino a eguagliare il prezzo mondiale.

L’aumento del prezzo interno avvantaggia i venditori, il surplus del venditore aumenta da C a B+C+D e

arreca un danno ai compratori, il surplus del consumatore diminuisce da A+B ad A. tuttavia il surplus totale

aumenta di un quantitativo pari all’area D, aumentando il benessere complessivo.

2. Considerate un paese piccolo e la sua decisione di aprirsi agli scambi

con l’estero nel mercato dei tessuti. Una volta aperti gli scambi

l’equilibrio di partenza si modifica come riportato in figura. Il paese

aveva un vantaggio comparato? Perché? A che prezzo vengono scambiati

i tessuti nel paese? Come si modifica in termini di surplus il benessere in

conseguenza all’apertura agli scambi internazionali?

Considerando che il prezzo in presenza di scambi internazionali è minore

rispetto al prezzo in assenza di scambi internazionali si può dire che il

paese non aveva un vantaggio comparato in quanto produceva tessuti a

un costo alto. In assenza di scambi internazionali il prezzo dei tessuti è

quello di equilibrio tra domanda e offerta. In presenza di scambi internazionali, il paese in questione è

price-taker ovvero subisce il prezzo mondiale il che significa che se il prezzo mondiale è superiore a quello

in assenza di scambi internazionali allora saranno i produttori a guadagnarci, al contrario, saranno i

compratori. In seguito all’apertura delle frontiere, il prezzo interno diminuisce fino a eguagliare il prezzo

mondiale. La diminuzione del prezzo interno avvantaggia i compratori, il surplus del compratore aumenta

da A a A+B+D e arreca un danno ai venditori, il surplus del venditore diminuisce da C+B a C. tuttavia il

surplus totale aumenta di un quantitativo pari all’area D, aumentando il benessere complessivo.

3. Considerate un paese importatore e spiegate come

cambia in termini di surplus il benessere prima e

dopo l’introduzione di un dazio, utilizzando la figura

sotto (le aree saranno tutte grigie durante la verifica).

In assenza si dazio si ha che:

- Surplus del consumatore = A+B+C+D+E+F

- Surplus del produttore = G

- Surplus totale = A+B+C+D+E+F+G

- Non vi è nessuna entrata fiscale

Dopo l’introduzione di un dazio i surplus si modificano:

- Surplus del consumatore = A+B

- Surplus del produttore = C+G

- In questo caso le entrate fiscali ci sono = E

- Surplus totale= A+B+C+E+G

D e F rappresentano invece la perdita secca dovuta all’imposizione di un dazio.

4. Cosa sono le esternalità? Quali tipi di esternalità esistono? Che effetto hanno sul mercato? Come si

possono risolvere? Illustrate la risposta con un esempio relativo o alle esternalità di produzione negative

o alle esternalità di consumo positive.

L’esternalità è l’effetto dell’azione di un soggetto economico sul benessere di altri soggetti non coinvolti

direttamente nell’azione, se tale effetto è dannoso, avremo un’esternalità negativa, se l’effetto è benefico,

avremo un’esternalità positiva. Dato che compratori e venditori tendono a non considerare gli effetti

esterni delle proprie azioni nel determinare la quantità domandata o offerta, l’equilibrio del mercato non

riesce a massimizzare il beneficio totale per la società nel suo complesso.

Le esternalità negative inducono il mercato a produrre una quantità maggiore di quella socialmente

desiderabile. Le esternalità positive inducono il mercato a produrre una quantità minore di quella

socialmente desiderabile. Per risolvere il problema, il legislatore può internalizzare le esternalità tassando i

beni la cui produzione presenta esternalità negative e sussidiando quelli che generano esternalità positive.

Per fare un esempio sulle esternalità positive si può citare l’istruzione: una popolazione più istruita tende a

stimolare lo sviluppo e la diffusione di innovazioni tecnologiche, portando a una maggiore produttività e a

salari più elevati per tutti. È quindi logico che lo stato sia invogliato a sussidiare l’istruzione, spendendo

quindi risorse pubbliche per rinforzarla.

5. Cos’è il teorema di Coase? Che ipotesi è necessario imporre perché si verifichi quanto postulato dal

teorema? Sono ipotesi realistiche? Illustrate con un esempio.

Secondo il teorema di Coase, il mercato può essere molto efficace nella maggior parte delle circostanze.

Secondo il teorema, se le parti in causa possono negoziare senza costi l’allocazione delle risorse, il mercato

riesce sempre a risolvere il problema delle esternalità ed allocare le risorse in modo efficiente.

Per esempio un'impresa industriale su un territorio di sua proprietà, pur rispettando le normative di legge,

produce dagli stabilimenti un cattivo odore nei pressi della fabbrica. Gli abitanti residenti nei pressi sono

danneggiati da questa "esternalità negativa" e subiscono il danno nel minore giro d'affari, nella perdita del

valore patrimoniale delle case e nella minore qualità della vita. In questa situazione gli "inquinati" possono

negoziare con l'inquinatore una riduzione nella produzione offrendogli una compensazione economica.

Entrambi le parti hanno la convenienza economica a negoziare. Questo processo di scambio è basato

esclusivamente sul calcolo della convenienza privata e continua fino al punto di equilibrio ottimale senza

oltrepassarlo. Il processo si ferma nel punto ottimale in quanto, oltrepassandolo, la convenienza economica

viene meno. Pertanto le parti possono raggiungere un accordo ritenendosi soddisfatti, senza l’intervento

dello Stato.

6. Come si definiscono i beni pubblici? Che effetti hanno le loro caratteristiche sul mercato? Cosa si può

fare per risolvere il loro problema? Illustrate con un esempio.

I beni pubblici sono beni che non sono né esclusivi né rivali nel consumo, rispettivamente che il loro utilizzo

non può essere impedito a nessun individuo e che l’uso di un bene da parte di un individuo non limita la

possibilità di godimento da parte di un altro individuo. Il problema derivante dalle caratteristiche dei beni

pubblici è che vi è sempre uno o più free-rider ovvero individui che godono del beneficio di un bene e non

ne pagano il prezzo. Questo problema impedisce al mercato privato di fornire questi beni. Lo stato può

potenzialmente rimediare al problema. Se un’amministrazione pubblica stabilisce che i costi di un bene

pubblico sono inferiori ai benefici, può fornire il bene, finanziarlo con le entrate fiscali e accrescere il

benessere economico. Per esempio, un faro di segnalazione navale è un bene pubblico, infatti a nessuno

può essere impedito l’utilizzo. L’amministrazione pubblica potrebbe decidere che il beneficio (rendere la

costa ben visibile) superi il costo e quindi decidere di accollarsi i costi. Potrebbe altresì decidere di

aumentare le imposte locali per ripagare la costruzione e la manutenzione del faro oppure potrebbe

decidere di aumentare i prezzi dell’ormeggio al porto di sua proprietà.

7. Come si definiscono le risorse comuni? Che effetti hanno le loro caratteristiche sul mercato? Cosa si

può fare per risolvere il loro problema? Illustrate con un esempio.

le risorse collettive sono non esclusive e sono rivali ovvero sono disponibili gratuitamente per chiunque le

voglia sfruttare e che l’uso di una risorsa collettiva da parte di un individuo riduce la possibilità di altri

individui di goderne. Il problema si pone quando il bene è disponibile, a quel punto vi è il problema di

quanto e come viene utilizzato. Quando un individuo sfrutta una risorsa collettiva, impedisce ad altri di

goderne nella stessa misura. A causa di tale esternalità negativa le risorse collettive tendono a essere

sfruttate eccessivamente. Lo stato può risolvere il problema attraverso provvedimenti di regolamentazione

o introducendo forme di tassazione. In alternativa può trasformare la risorsa collettiva in bene privato.

L’esempio tipico è la “tragedia dei terreni comuni”. Un terreno comune limitrofo ad un villaggio è a

disposizione come pascolo per le pecore delle famiglie del paese. Con il passare degli anni, però, l’aumento

della popolazione del villaggio – e quindi delle pecore – impoverisce il terreno al punto che questi diviene

completamente sterile e tutto il paese, di conseguenza, si impoverisce. Evitare la distruzione del terreno

dipende dal comportamento collettivo degli allevatori; se gli allevatori agissero collettivamente,

manterrebbero la popolazione ovina entro limiti che possano essere sostenuti dal terreno senza danno ma

nessun allevatore, individualmente, ha un incentivo a ridurre la numerosità del proprio gregge perché

questo rappresenta solo una parte minima del problema.

8. Che cosa è il valore atteso? Illustrate con un esempio.

Il valore atteso è la media ponderata di tutti i possibili esiti di una situazione rischiosa, ovvero somma del

valore di tutti i possibili esiti, ciascuno moltiplicato per la probabilità a esso associata.

Es lancio una moneta: se viene testa vinco 100 euro, se viene croce non vinco nulla. Probabilità testa=1/2;

probabilità croce ½ VALORE ATTESO= ½* 100€ + ½ *0= 50€

9. Considerate un giovane neolaureato che deve scegliere tra un lavoro alle dipendenze che offre un

salario certo pari a 16.000 euro all’anno e un lavoro in proprio (come consulente) che in un caso su

quattro va male e offre un reddito pari a 4000 euro e in tre casi su quattro ha successo e offre un reddito

pari a 20000 euro. Spiegate come è possibile scegliere in presenza di rischio e calcolate il valore atteso.

Sulla base dell’esempio appena proposto, definite avversione, neutralità e propensione al rischio. Come

potreste convincere una persona avversa al rischio a scegliere la scelta rischiosa? Illustrate con un

esempio.

In presenza di rischio è necessario quantificarlo e calcolare il valore atteso di un evento futuro, cioè

calcolare la media ponderata di tutti i possibili esiti di una situazione rischiosa, ovvero somma del valore di

tutti i possibili esiti, ciascuno moltiplicato per la probabilità ad esso associata.

Quindi: (20000 * ¾) + (4000 * ¼) = 16000

Avversione: preferire sempre una somma certa a una somma aleatoria di pari valore, in questo caso:

scegliere il lavoro alle dipendenze con salario certo di 16mila.

Neutralità: essere indifferenti tra scommettere e ricevere una somma certa pari al valore atteso.

Propensione: preferire il risultato (aleatorio) di una scommessa con un dato valore atteso a una cifra certa

di pari ammontare. Quindi essere indifferente tra 16mila e 20mila

Se la somma certa è uguale al valore atteso della scommessa, la scommessa è detta “attuarialmente equa”,

come in questo caso. In base al comportamento, vedremo che chi è AVVERSO al RISCHIO non scommette,

chi è PROPENSO al RISCHIO scommette.

Per convincere una persona avvera al rischio a scommettere è necessario compensarla del disagio. Il

premio per il rischio deve essere sufficientemente alto.

In questo caso, per convincere il neolaureato a scegliere il lavoro di consulente basterebbe che il guadagno

in caso di esito negativo fosse pari a 8000

quindi: (20000 * ¾) + (8000 * ¼) = 17000

17000 – 16000 = 1000 che si traduce nel premio per il rischio.

*risultato aleatorio è quello del consulente, aleatorio = incerto

10. Definite l’avversione/neutralità/propensione al rischio.

- AVVERSO al RISCHIO: preferisce sempre una somma certa a una somma aleatoria di pari valore atteso.

Quindi non scommette.

- NEUTRALE al RISCHIO: indifferente tra scommettere e ricevere una somma certa pari al valore atteso

- PROPENSO al RISCHIO: preferisce risultato (aleatorio) di una scommessa con un dato valore atteso a una

cifra certa di pari ammontare. Quindi scommette.

11. Che cosa è l’asimmetria informativa? Quali sono i suoi effetti sul mercato? Date la definizione e

illustrate il problema con un esempio.

L’asimmetria informativa è una condizione in cui un'informazione non è condivisa integralmente fra gli

individui facenti parte del processo economico: una parte degli agenti interessati, dunque, ha maggiori

informazioni rispetto al resto dei partecipanti e può trarre un vantaggio da questa configurazione.

In questo caso il mercato non funziona bene. Sorgono due problemi:

SELEZIONE AVVERSA: PRIMA dell’inizio di una relazione contrattuale, un soggetto economico possiede

migliori informazioni rispetto all’altro sulle proprie caratteristiche, o sulla qualità del bene oggetto di

scambio.

AZZARDO MORALE: Condizione in cui un soggetto, esentato dalle eventuali conseguenze economiche

negative di un rischio, si comporta in modo diverso da come farebbe se invece dovesse subirle.

Per quanto riguarda la selezione avversa si ricorre all’esempio del modello del mercato delle auto usate. Gli

acquirenti di auto usate non sanno se stanno acquistando un "bidone" o un'auto buona, quindi saranno

disposti a pagare un prezzo compreso tra quello dei bidoni e quello delle auto buone, basato sulla

probabilità che l'auto messa in vendita sia un bidone. Se gli acquirenti disponessero di informazione

perfetta conoscerebbero con certezza il valore dell'auto, e pagherebbero semplicemente una somma

eguale a tale valore. I venditori (che conoscono la qualità delle auto) saranno meno disposti a vendere auto

buone, poiché il prezzo è troppo basso, ma venderanno più bidoni, perché su questi fanno un ottimo affare.

Gli acquirenti si accorgono di questa tendenza, e non sono più disposti a pagare il prezzo di prima. Il prezzo

scende sempre di più e sempre più bidoni sono messi in vendita. Nel caso estremo, le auto buone non sono

vendute affatto, e i bidoni dominano il mercato.

Le soluzioni:

- Quando i venditori cattivi scacciano quelli buoni è necessario diffondere informazioni credibili sulla

qualità dei beni.

- Le garanzie servono proprio a questo: la legislazione italiana prevede due anni di garanzia per le

vendite da imprese a privati.

- - La garanzia obbligatoria responsabilizza il venditore.

Per quanto riguarda l’azzardo morale consideriamo un’assicurazione contro il rischio di furto (es. bicicletta),

come cambia il comportamento dell’assicurato prima e dopo aver stipulato la polizza?

CASO (A): l’assicuratore può osservare come si comporta il soggetto e conoscere quindi il suo grado di

attenzione - grado di attenzione alto => premio basso - grado di attenzione basso => premio alto

se non ci sono problemi di asimmetria informativa, I contratti sono contingenti al grado di attenzione

CASO (B): l’assicuratore non può osservare (senza incorrere in costi eccessivi) come si comporta il soggetto

e conoscere quindi il suo grado di attenzione.

il premio non può essere contingente al grado di attenzione. se assumiamo che il prestare attenzione è

un’attività costosa, i soggetti tenderanno a modificare il proprio comportamento una volta assicurati (es.

saranno meno attenti a non lasciare la bici incustodita).

Ciò significa che la probabilità che il furto avvenga dipende dal comportamento dell’assicurato. Se la

stipula di una polizza riduce il grado di attenzione dell’assicurato, la probabilità aumenta, il rischio in cui

incorre l’assicuratore aumenta e i suoi profitti attesi diminuiscono.

L’assicuratore potrebbe decidere di non offrire contratti assicurativi: osserviamo quindi un

“malfunzionamento” del mercato imputabile a differenze nell’informazione a disposizione delle parti dopo

la stipula del contratto.

12. Che cosa è la selezione avversa? Quali possono essere i suoi effetti sul mercato? Date la definizione e

illustrate il problema con un esempio

SELEZIONE AVVERSA: PRIMA dell’inizio di una relazione contrattuale, un soggetto economico possiede

migliori informazioni rispetto all’altro sulle proprie caratteristiche, o sulla qualità del bene oggetto di

scambio.

Per quanto riguarda la selezione avversa si ricorre all’esempio del modello del mercato delle auto usate. Gli

acquirenti di auto usate non sanno se stanno acquistando un "bidone" o un'auto buona, quindi saranno

disposti a pagare un prezzo compreso tra quello dei bidoni e quello delle auto buone, basato sulla

probabilità che l'auto messa in vendita sia un bidone. Se gli acquirenti disponessero di informazione

perfetta conoscerebbero con certezza il valore dell'auto, e pagherebbero semplicemente una somma

eguale a tale valore. I venditori (che conoscono la qualità delle auto) saranno meno disposti a vendere auto

buone, poiché il prezzo è troppo basso, ma venderanno più bidoni, perché su questi fanno un ottimo affare.

Gli acquirenti si accorgono di questa tendenza, e non sono più disposti a pagare il prezzo di prima. Il prezzo

scende sempre di più e sempre più bidoni sono messi in vendita. Nel caso estremo, le auto buone non sono

vendute affatto, e i bidoni dominano il mercato.

Le soluzioni:

- Quando i venditori cattivi scacciano quelli buoni è necessario diffondere informazioni credibili sulla

qualità dei beni.

- Le garanzie servono proprio a questo: la legislazione italiana prevede due anni di garanzia per le

vendite da imprese a privati.

- - La garanzia obbligatoria responsabilizza il venditore.

13. Che cosa è l’azzardo morale? Quali possono essere i suoi effetti sul mercato? Date la definizione e

illustrate il problema con un esempio.

AZZARDO MORALE: Condizione in cui un soggetto, esentato dalle eventuali conseguenze economiche

negative di un rischio, si comporta in modo diverso da come farebbe se invece dovesse subirle.

Per quanto riguarda l’azzardo morale consideriamo un’assicurazione contro il rischio di furto (es. bicicletta),

come cambia il comportamento dell’assicurato prima e dopo aver stipulato la polizza?

CASO (A): l’assicuratore può osservare come si comporta il soggetto e conoscere quindi il suo grado di

attenzione - grado di attenzione alto => premio basso - grado di attenzione basso => premio alto

se non ci sono problemi di asimmetria informativa, I contratti sono contingenti al grado di attenzione

CASO (B): l’assicuratore non può osservare (senza incorrere in costi eccessivi) come si comporta il soggetto

e conoscere quindi il suo grado di attenzione.

il premio non può essere contingente al grado di attenzione. se assumiamo che il prestare attenzione è

un’attività costosa, i soggetti tenderanno a modificare il proprio comportamento una volta assicurati (es.

saranno meno attenti a non lasciare la bici incustodita).

Ciò significa che la probabilità che il furto avvenga dipende dal comportamento dell’assicurato. Se la

stipula di una polizza riduce il grado di attenzione dell’assicurato, la probabilità aumenta, il rischio in cui

incorre l’assicuratore aumenta e i suoi profitti attesi diminuiscono.

L’assicuratore potrebbe decidere di non offrire contratti assicurativi: osserviamo quindi un

“malfunzionamento” del mercato imputabile a differenze nell’informazione a disposizione delle parti dopo

la stipula del contratto.

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