Domande esame elementi di economia "Mankiw, L’essenziale di economia", Domande di esame di Economia. Università degli Studi di Milano-Bicocca
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Domande esame elementi di economia "Mankiw, L’essenziale di economia", Domande di esame di Economia. Università degli Studi di Milano-Bicocca

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Domande preparazione esame di elementi di economia, domande basate sul testo di Mankiw, L’essenziale di economia
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1. Descrivi il diagramma del flusso

circolare del reddito

Il diagramma di flusso circolare è una

rappresentazione schematica che descrive

l’organizzazione di tutte le transazioni che si

verificano tra individui e imprese in un sistema

economico. Il flusso è evidenziato da due. Un

anello rappresenta il flusso dei beni e dei fattori di

produzione tra individui e imprese cioè i fattori di

produzione che gli individui scambiano con le

imprese, utili a produrre beni che gli individui

acquisteranno con ciò che ricavano dallo scambio

con le imprese (lavoro). L’altro anello rappresenta

il corrispondente flusso di moneta: gli individui

spendono denaro per acquistare beni e sevizi delle

imprese, queste utilizzano parte del ricavato per

acquistare fattori di produzione; ciò che rimane è il

profitto, distribuito ai proprietari delle imprese,

che sono a loro volta individui.

2. Dai la definizione di frontiera delle possibilità di produzione e utilizzatela per spiegare il

concetto di efficienza, di trade-off, di costo opportunità e di crescita economica.

la frontiera di produzione è un grafico che mostra le combinazioni di produzione che un sistema economico può

raggiungere, dati i fattori di produzione disponibili e la tecnologia produttiva utilizzabile per trasformare le risorse in

beni di consumo.

- Con la frontiera di produzione si può individuare il punto il cui l’impresa è efficiente ovvero il punto in cui

ottiene il massimo risultato con le scarse risorse che ha a disposizione.

- La frontiera mette l’impresa di fronte a un trade-off, ovvero tra la scelta di alternative, cioè produrre una

quantità superiore di un bene piuttosto che un altro o viceversa.

- Nel grafico è ben visibile il concetto di costo opportunità perché ad ogni quantità di bene che decidiamo

produrre possiamo vedere la quantità a cui rinunciamo di un secondo bene, cioè a quanti pezzi di bene devo

rinunciare per produrne un altro.

- L’impresa deve decidere attentamente la quantità di beni da produrre e fare in modo che questa quantità

cresca perché all’aumentare dei beni prodotti si ha una crescita del reddito medio della società e quindi una

conseguente crescita economica.

3. Spiega che cosa significa avere un vantaggio comparato nella produzione di un bene o di

un servizio particolare e che cosa significa avere un vantaggio assoluto nella produzione

di un bene o di un servizio.

Per vantaggio comparato si intende la capacità di produrre un bene o un servizio a un costo opportunità inferiore

rispetto a un altro produttore.

Per vantaggio assoluto si intende la capacità di produrre un bene usando una minore quantità di fattori di produzione

rispetto a un altro produttore.

4. Spiega il legame tra vantaggio comparato e scambi, soffermandoti sui benefici generati dallo

scambio

Gli scambi apportano benefici a tutte le parti coinvolte, poiché permettono a ciascuno di specializzarsi nelle attività in

cui gode di un vantaggio comparato. Affinché lo scambio apporti benefici ad entrambi i soggetti, il prezzo deve

collocarsi tra i loro due costi opportunità. Così per esempio, se io produco più patate che carote, mentre un secondo

soggetto produce più carote che patate, io posso decidere di abbassare ulteriormente la produzione di carote così da

specializzarmi in quella di patate. Per contro, l’altro soggetto può decidere di specializzarsi nelle carote. Così facendo

possiamo instaurare un rapporto di scambio di risorse e trarne beneficio entrambi perché potrò avere più carote in

cambio di alcune mie patate e viceversa.

5. Dai la definizione di trade-off e illustrate il concetto con un esempio

Per trade-off si intende la rinuncia a qualcosa che si deve fare per ottenere qualcosa che piace. Ovvero, prendere una

decisione scegliendo tra alternative. L’esempio tipico di un trade-off nella società è quello tra efficienza e equità

ovvero tra ciò che permette alla società di ottenere il massimo risultato possibile, date le risorse scarse di cui risponde

e ciò che le permette di ripartire tra i propri membri secondo giustizia i benefici che derivano dall’uso di tali risorse.

Un esempio di trade-off in scala ridotta potrebbe essere uno studente che deve scegliere se impiegare il suo tempo

per studiare matematica o per studiare storia, oppure suddividere il tempo per entrambe le materie. Tutte le scelte

vengono tendenzialmente fatte tendendo conto del costo-opportunità.

6. Dai la definizione di costo opportunità e illustrate il concetto con un esempio

Il costo opportunità è ciò a cui si deve rinunciare per ottenere un determinato bene. Più genericamente ciò a cui si

deve rinunciare per prendere una determinata scelta. Per esempio, un ragazzo con i genitori che posseggono

un’azienda, deve decidere se proseguire gli studi e conseguire una laurea oppure iniziare sin da subito a lavorare

nell’azienda di famiglia in modo tale da accumulare esperienza e dirigere l’azienda in futuro. Il ragazzo sa che se

andasse a studiare rinuncerebbe ai soldi derivanti dallo stipendio e all’opportunità di accumulare esperienza e dirigere

l’azienda e se scegliesse di intraprendere la carriera lavorativa, avrebbe più soldi ma non conseguirebbe la laurea e

molto probabilmente nemmeno in futuro perché gestirà l’azienda di famiglia.

7. Descrivi le caratteristiche della curva di domanda di mercato e della curva di offerta di

mercato. Incrociandosi, esse determinano un equilibrio: descrivine le caratteristiche.

- La curva di domanda di mercato è una rappresentazione grafica della relazione tra il prezzo di un bene e la quantità

domandata, corrisponde alla somma di tutte le domande individuali di un dato bene o servizio. Ha pendenza negativa

perché, a parità di altre condizioni, a una diminuzione del prezzo corrisponde un aumento della domanda. Oltre al

prezzo del bene, le altre determinanti della quantità domandata sono il reddito, i prezzi dei beni sostituti e

complementari, le preferenze, le aspettative e il numero di compratori. Se varia una di queste determinanti, la curva

di domanda si sposta. Più la curva di domanda tende ad essere parallela all’asse delle y più è anelastica.

- La curva di offerta di mercato è una rappresentazione grafica della relazione tra il prezzo di un bene e la quantità

offerta, corrisponde alla somma delle offerte individuali di tutti i venditori. Ha pendenza positiva poiché, a parità di

altre condizioni, a prezzi più elevati corrisponde una quantità offerta maggiore. Oltre al prezzo del bene, le altre

determinanti della quantità offerta sono il prezzo dei fattori di produzione, la tecnologia disponibile, le aspettative e il

numero di venditori. Al variare di una di queste determinanti, la curva di offerta si sposta. Più la curva di offerta tende

ad essere parallela all’asse delle y più è elastica.

- il punto di intersezione delle curve di domanda e offerta determina l’equilibrio di mercato. Al prezzo di equilibrio, la

quantità domandata è uguale a quella offerta. Il comportamento di compratori e venditori (domanda e offerta)

conduce automaticamente il mercato verso l’equilibrio. Quando il prezzo di mercato è superiore a quello di equilibrio

si ha un eccesso di offerta, che provoca una flessione del prezzo stesso; se il prezzo di mercato è inferiore a quello di

equilibrio, si genera un eccesso di domanda, che esercita pressioni al rialzo sul prezzo.

8. Fornisci una spiegazione del motivo per cui la curva di domanda di mercato ha pendenza

negativa

Ha pendenza negativa perché, a parità di altre condizioni, a una diminuzione del prezzo corrisponde un aumento della

domanda. Questo avviene perché abbassando il prezzo si coinvolge nel mercato anche i compratori che prima erano

marginali e non potevano permettersi il bene.

9. Fornisci una spiegazione del motivo per cui la curva di offerta di mercato ha pendenza positiva

Ha pendenza positiva poiché, a parità di altre condizioni, a prezzi più elevati corrisponde una quantità offerta

maggiore. Questo avviene perché aumentando il prezzo aumenta il ricavo del venditore, che può permettersi di

produrre più unità dello stesso bene.

10. Descrivi come riesce un mercato a riassorbire un eccesso di offerta, aiutandoti se lo desideri

con un esempio.

Si ha un eccesso di offerta, ad esempio, quando il prezzo di vendita è più alto del prezzo di equilibrio. L'eccesso di

offerta spinge le imprese a ridurre il prezzo di vendita del bene. La riduzione del prezzo, riduce il ricavo economico

delle imprese e le induce a ridurre la quantità di produzione. Contemporaneamente, la riduzione del prezzo aumenta

la domanda di mercato del bene, riducendo l'eccesso di offerta sul mercato.

il processo dinamico di aggiustamento conduce verso l'equilibrio di mercato in cui, dato un prezzo di equilibrio, la

quantità offerta del bene è uguale alla quantità domandata del bene sul mercato. Quando il mercato è in equilibrio

l'eccesso di offerta si annulla.

11. Descrivi come riesce un mercato a riassorbire un eccesso di domanda, aiutandoti se lo

desideri con un esempio.

Si ha un eccesso di domanda quando la domanda è maggiore all'offerta. In un'economia di mercato l'eccesso di

domanda spinge al rialzo il prezzo del bene, l’aumento del prezzo riduce la domanda e aumenta l'offerta, fin quando il

mercato non giunge a una situazione di equilibrio.

il processo dinamico di aggiustamento conduce verso l'equilibrio di mercato in cui, dato un prezzo di equilibrio, la

quantità offerta del bene è uguale alla quantità domandata del bene sul mercato. Quando il mercato è in equilibrio

l'eccesso di domanda si annulla.

12. Argomenta se in presenza di un eccesso di domanda o di un eccesso di offerta, nei mercati

privati di beni e servizi ci sia la tendenza a spostarsi automaticamente verso i livelli di equilibrio

di prezzo e quantità

Certo, il mercato tende a equilibrarsi, quindi se vi è un eccesso di domanda viene alzato il prezzo, l’aumento del prezzo

riduce la domanda e aumenta l'offerta, fin quando il mercato non giunge a una situazione di equilibrio. Se vi è un

eccesso di offerta le imprese riducono il prezzo, che riduce il ricavo delle imprese, riducendo la quantità di produzione.

Allo stesso tempo la riduzione del prezzo aumenta la domanda riducendo l’eccesso.

13. Considera il mercato delle mele di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio. A

causa del clima particolarmente rigido il raccolto di mele si riduce. Descrivi come si modifica

l'equilibrio di mercato e come si raggiunge il nuovo equilibrio. In generale, descrivi quali fattori

possono causare spostamenti della curva di offerta.

A causa del clima, l’offerta si riduce e quindi la curva di offerta si sposta verso sinistra. La riduzione dell’offerta ne

aumenta il prezzo che conseguentemente esclude dal mercato chi non può o non vuole permettersi le mele,

riducendo quindi la domanda. La riduzione della domanda spinge gli agricoltori ad abbassare il prezzo, accrescendo di

nuovo la domanda e trovato un equilibrio.

I fattori che possono causare spostamenti della curva di offerta sono:

- il prezzo dei fattori di produzione: quanto costa al produttore produrre un determinato bene

- la tecnologia disponibile: che può facilitare la produzione riducendone i costi

- le aspettative: cosa si aspetta il venditore dal futuro. Se si aspetta che i prezzi del bene che produce

aumenteranno, aumenterà la sua produzione in modo tale da immagazzinarli e venderli quando i prezzi

saranno cambiati.

- Il numero di venditori: se un produttore smette di produrre il bene X, l’offerta di mercato diminuisce.

Al variare di una di queste determinanti, la curva di offerta si sposta.

14. Considera il mercato delle mele di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio. A

causa del clima particolarmente favorevole il raccolto di mele aumenta. Descrivi come si

modifica l'equilibrio di mercato e come si raggiunge il nuovo equilibrio. In generale, descrivi

quali fattori possono causare spostamenti della curva di offerta.

Grazie al clima favorevole il raccolto di mele aumenta e quindi aumenta l’offerta, la curva si sposta verso destra.

All’aumentare dell’offerta diminuisce il prezzo del bene che fa aumentare la domanda e diminuire i ricavi del

produttore. Il produttore per far fronte alla diminuzione dei ricavi, aumenta il prezzo delle mele, che ne fa diminuire la

domanda.

L’aumento della domanda dovuto alla riduzione del prezzo, fa naturalmente aumentare il prezzo che diminuisce

quindi la domanda, ritrovando il punto di equilibrio.

I fattori che possono causare spostamenti della curva di offerta sono:

- il prezzo dei fattori di produzione: quanto costa al produttore produrre un determinato bene

- la tecnologia disponibile: che può facilitare la produzione riducendone i costi

- le aspettative: cosa si aspetta il venditore dal futuro. Se si aspetta che i prezzi del bene che produce

aumenteranno, aumenterà la sua produzione in modo tale da immagazzinarli e venderli quando i prezzi

saranno cambiati.

- Il numero di venditori: se un produttore smette di produrre il bene X, l’offerta di mercato diminuisce.

Al variare di una di queste determinanti, la curva di offerta si sposta.

15. Considera il mercato delle zucchine di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio.

Una intensa campagna pubblicitaria invita la popolazione a consumare zucchine per prevenire

l'influenza. Descrivi come si modifica l'equilibrio di mercato e come si raggiunge il nuovo

equilibrio. In generale, descrivi quali fattori possono causare spostamenti della curva di

domanda.

La campagna pubblicitaria aumenta la domanda di zucchine. All’aumentare della domanda, il prezzo aumenta,

conseguentemente diminuisce la domanda che a sua volta fa diminuire il prezzo, che aumenta la domanda fino a

trovare l’equilibrio.

I fattori che possono causare spostamenti della curva di domanda sono:

- il reddito: che si traduce nella capacità di spesa dei soggetti

- i prezzi dei beni sostituti e complementari

- le preferenze dei consumatori

- le aspettative dei consumatori, se presumano ci possano essere più spese, tenderanno a risparmiare e quindi

l’offerta si riduce.

- il numero di compratori: meno compratori corrisponde a meno domanda

Al variare di una di queste determinanti, la curva di offerta si sposta.

16. Considera il mercato delle zucchine di un piccolo paese e ipotizza che esso sia in equilibrio.

Una intensa campagna pubblicitaria invita la popolazione a non consumare zucchine perché

contaminate dai pm10 eccessivi. Descrivi come si modifica l'equilibrio di mercato e come si

raggiunge il nuovo equilibrio. In generale, descrivi quali fattori possono causare spostamenti

della curva di domanda.

A causa della campagna pubblicitaria la domanda diminuisce e quindi la curva si sposta verso sinistra. Al calare della

domanda, diminuisce il prezzo che rende più accessibile il bene incrementando la domanda. L’incremento della

domanda porta a un conseguente incremento del prezzo che a sua volta porta a una riduzione della domanda. Tutto

ciò avviene fino a che il punto di equilibrio non viene raggiunto.

I fattori che possono causare spostamenti della curva di domanda sono:

- il reddito: che si traduce nella capacità di spesa dei soggetti

- i prezzi dei beni sostituti e complementari

- le preferenze dei consumatori

- le aspettative dei consumatori, se presumano ci possano essere più spese, tenderanno a risparmiare e quindi

l’offerta si riduce.

- il numero di compratori: meno compratori corrisponde a meno domanda

Al variare di una di queste determinanti, la curva di offerta si sposta.

17. Cos’è la domanda e l’offerta. Considera il mercato della birra di Laramie in Wyoming (circa

30000 abitanti, di cui 10000 sono studenti alla università of Wyoming) e ipotizza che esso sia in

equilibrio. Descrivi come si modifica l'equilibrio di mercato quando a fine corsi gli studenti

tornano a casa per le vacanze estive e spiega come si raggiunge il nuovo equilibrio. In generale,

descrivi quali fattori possono causare spostamenti della curva di domanda.

Durante il periodo estivo, dato che gli studenti lasciano l’università per le vacanze, la domanda subisce un

decremento. Al calare della domanda, incomincia a calare anche il prezzo. Spinti dal basso prezzo, molte persone

decideranno di comprare più birra, incrementando così la domanda. All’incremento della domanda corrisponde

l’incremento del prezzo e ne consegue una diminuzione della domanda. Questi spostamenti avvengono fino a trovare

l’equilibrio di mercato, cioè quando l’offerta soddisferà la domanda.

I fattori che possono causare spostamenti della curva di domanda sono:

- il reddito: che si traduce nella capacità di spesa dei soggetti

- i prezzi dei beni sostituti e complementari

- le preferenze dei consumatori

- le aspettative dei consumatori, se presumano ci possano essere più spese, tenderanno a risparmiare e quindi

l’offerta si riduce.

- il numero di compratori: meno compratori corrisponde a meno domanda

Al variare di una di queste determinanti, la curva di offerta si sposta.

18. Dopo avere definito il concetto di elasticità della domanda al prezzo, spiega perché

l’elasticità assume sempre un valore negativo e dì quando la domanda di un bene si dice elastica

- L’elasticità della domanda al prezzo è una misura della reattività della quantità domandata di un bene alle variazioni

del suo prezzo, calcolata come rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione

percentuale del prezzo.

- Poiché nei casi normali, ad aumenti del prezzo corrispondono riduzioni della quantità domandata, il segno

del rapporto è negativo. - La domanda di un bene si dice elastica quando il valore dell’elasticità è maggiore di 1 e quindi la variazione della

quantità è più che proporzionale a quella del prezzo. Infatti la domanda tende a essere più elastica: per i beni di lusso,

per i beni facilmente sostituibili, se il mercato è definito entro confini ristretti, se i consumatori hanno tempo

sufficiente per reagire alla variazione del prezzo.

19. Dopo avere definito il concetto di elasticità della offerta al prezzo, spiega perché l’elasticità

assume sempre un valore positivo e dì quando la l’offerta di un bene si dice elastica

- L’elasticità dell’offerta al prezzo è una misura della reattività della quantità offerta di un bene a variazioni del suo

prezzo, calcolata come il rapporto tra la variazione percentuale della quantità offerta e la variazione percentuale del

prezzo.

- Poiché quando il prezzo aumenta, aumenta anche l'offerta e viceversa, il coefficiente di elasticità dell'offerta ha

sempre valore positivo.

- l’offerta di un bene si dice elastica quando il valore dell’elasticità tende a infinito. L’offerta è elastica quando la

variazione percentuale dell'offerta è superiore rispetto alla variazione percentuale del prezzo. In alcuni mercati

l’elasticità dell’offerta non è costante ma varia lungo la curva di offerta. L’offerta è solitamente più elastica nei periodi

medio-lunghi. Nel breve periodo le imprese non possono adattare facilmente le dimensioni degli impianti a livelli di

produzione diversi da quelli pianificati quindi la quantità offerta non è reattiva alla variazione del prezzo. Nel lungo

periodo, le imprese possono aprire nuovi impianti o chiudere quelli esistenti, nuove imprese possono entrare nel

mercato e imprese esistenti possono cessare l’attività.

20. Definisci l’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo. Elenca e descrivi le sue determinanti.

L’elasticità dell’offerta al prezzo è una misura della reattività della quantità offerta di un bene a variazioni del suo

prezzo, calcolata come il rapporto tra la variazione percentuale della quantità offerta e la variazione percentuale del

prezzo

L’elasticità dell’offerta al prezzo dipende:

- Dalla flessibilità dei venditori nel modificare la quantità dei beni che producono. Per esempio se un

imprenditore ha un terreno sul quale edificare, non potrà estendere tale terreno mentre se produce beni tipo

libri può chiedere ai suoi dipendenti di fare gli straordinari aumentando la produzione.

- Dal lasso di tempo preso in considerazione. L’offerta è normalmente più elastica nel lungo che ne breve

periodo: nel breve periodo le imprese non possono adattare facilmente le dimensioni degli impianti a livelli di

produzione diversi da quelli pianificati quindi la quantità offerta non è reattiva alla variazione del prezzo. Nel

lungo periodo, le imprese possono aprire nuovi impianti o chiudere quelli esistenti, nuove imprese possono

entrare nel mercato e imprese esistenti possono cessare l’attività.

21. Definisci l'elasticità della domanda al prezzo ed elenca come possiamo classificare le curve

di domanda in base all’elasticità rispetto al prezzo.

L’elasticità della domanda al prezzo è una misura della reattività della quantità domandata di un bene alle variazioni

del suo prezzo, calcolata come rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione

percentuale del prezzo. Le curve si classificano in:

- Elastica: quando il valore dell’elasticità è maggiore di 1 e quindi la variazione della quantità è più che

proporzionale a quella del prezzo.

- Anelastica: quando il valore dell’elasticità è minore di 1, quindi la variazione della quantità è men che

proporzionale a quella del prezzo

- Elasticità unitaria: quando l’elasticità ha valore 1, la quantità reagisce nella medesima proporzione del prezzo.

- Perfettamente elastica: quando il valore dell’elasticità al prezzo tende all’infinito, quando la curva di

domanda è orizzontale e il minimo cambiamento del prezzo può provocare variazioni incommensurabili della

q di domanda.

- Perfettamente anelastica: quando ha valore zero, la domanda è verticale: a qualsiasi prezzo, la q di domanda rimane invariata.

22. Descrivi e definisci i benefici (surplus) che un mercato in concorrenza perfetta porta alle due

controparti dello scambio.

Il surplus del consumatore misura il beneficio che il consumatore riceve dall’acquisto di un bene come i

compratori stessi lo percepiscono. È la differenza tra la disponibilità a pagare e il prezzo effettivamente

pagato.

Il surplus del produttore misura il benessere economico dal punto di vista del venditore/produttore. È

definito come differenza tra il prezzo pagato al venditore e il costo da lui sostenuto

Un mercato in concorrenza perfetta alloca l’offerta di un bene ai compratori che gli attribuiscono il valore

più elevato, misurato in termini di disponibilità a pagare mercato; alloca la domanda di bene ai venditori

che possono produrlo al costo più contenuto; produce la quantità di bene che massimizza la somma dei

surplus del consumatore e del produttore.

23. Descrivi gli effetti che un livello minimo di prezzo (superiore al prezzo di equilibrio) può

avere sul mercato. Illustra con un esempio.

Quando viene imposto un prezzo minimo superiore al prezzo di equilibrio, si genera eccedenza perché l’offerta è

superiore alla domanda.

Per esempio: in un mercato si vendano 200 autovetture a un prezzo di 20 mila euro ciascuna, che corrisponde al

prezzo di equilibrio. Il governo introduce un prezzo minimo, 27mila, superiore al prezzo di equilibrio. l’innalzamento

del prezzo causa una diminuzione della domanda, perciò i venditori non riusciranno più a vendere 200 autovetture

che gli rimarranno posteggiate in garage, costituendo un’eccedenza. Questo provocherebbe effetti di razionamento,

così, per esempio, i venditori che si affidassero ai pregiudizi personali dei consumatori avrebbero migliore probabilità

di vendere i propri beni rispetto a chi si rifiutasse di farlo.

24. Descrivi gli effetti che un livello massimo di prezzo (inferiore al prezzo di equilibrio) può

avere sul mercato. Illustra con un esempio.

Quando viene imposto un prezzo massimo inferiore al prezzo di equilibrio, si genera penuria perché l’offerta è

inferiore alla domanda.

Ipotizziamo che in un mercato si vendano 200 autovetture a un prezzo di 20mila euro ciascuna, che corrisponde al

prezzo di equilibrio. il governo introduce un prezzo massimo, 15 mila euro, inferiore al prezzo di equilibrio.

l’abbassamento del prezzo causa una diminuzione della domanda, perciò i venditori non riusciranno a far fronte alla

richiesta di 200 vetture e questo genererà penuria del bene, costringendo i venditori a razionare il bene scarso tra un

gran numero di potenziali compratori. Il meccanismo di razionamento più diffuso è la coda: chi prima arriva compra il

bene. Ad ogni modo i meccanismi di razionamento che si sviluppano non sono desiderabili, per esempio le code sono

inefficienti perché fanno sprecare tempo all’individuo.

25. Confronta gli effetti di un'imposta sul consumo con quelli di un'imposta sulla produzione.

Descrivi infine come si modifica il mercato dopo l’introduzione di una imposta

Applicando un’imposta sulle vendite si verificano le seguenti cose:

- Inizialmente l’effetto si avrà sui venditori. Dato che l’imposta non grava sui consumatori, la quantità

domandata a ogni dato prezzo rimane invariata e la curva di domanda non si sposta.

- Dato che aumenta il costo di produzione del bene, l’imposta sulle vendite crea una diminuzione della

quantità offerta a ogni dato prezzo, provocando uno spostamento della curva di offerta verso sinistra.

- I venditori non potrebbero continuare a vendere il bene allo stesso prezzo perché non riuscirebbero più a

produrre la stessa quantità

- Per far sì che i venditori continuino a produrre la stessa quantità è necessario che maggiorino il prezzo del

bene. Il nuovo prezzo di equilibrio è maggiore di quello in assenza di imposta ma non copre l’ammontare

dell’imposta in quanto il venditore è costretto a diminuire il prezzo che, se coprisse l’ammontare

dell’imposta, sarebbe troppo elevato. Per tanto venditori e compratori si dividono l’onere dell’imposta poiché

i compratori spenderanno di più e i venditori ricaveranno di meno.

Applicando un’imposta sul consumo:

- L’effetto iniziale si avrà sulla domanda. Dato che l’imposta non grava sui venditori, la quantità offerta rimane

invariata. I consumatori dovranno corrispondere il prezzo del bene ai venditori e pagare l’imposta, pertanto si

verifica uno spostamento della curva di domanda verso sinistra.

- Dato che aumenta il prezzo, la domanda diminuisce. I venditori, vedendo la domanda diminuire, reagiscono

abbassando i prezzi. Il nuovo prezzo di equilibrio è maggiore del prezzo in assenza di imposte. Ne consegue

che i venditori ricaveranno meno per via dell’abbassamento del prezzo e i consumatori pagheranno di più.

Le imposte sul consumo e quelle sula produzione hanno effetti equivalenti sul mercato. In entrambi i casi l’imposta

viene pagata da entrambi i soggetti economici. In entrambi i casi compratori acquistano di meno e i venditori

producono di meno perché il loro surplus è minore. In ogni caso l’imposta riduce la dimensione del mercato.

26. Spiega cosa è e da cosa dipende la perdita secca di surplus generata da una imposta.

la perdita secca è la riduzione del surplus totale (surplus del venditore + surplus del consumatore) provocata da una

distorsione del mercato, come l’introduzione di un’imposta. Le imposte provocano una perdita secca perché

impediscono ad alcuni potenziali compratori e venditori di realizzare lo scambio e trarne il relativo beneficio.

La dimensione della perdita secca dipende dall’elasticità della domanda e dall’offerta al prezzo, in quanto misure della

sensibilità della quantità domandata e offerta alle variazioni del prezzo. Più l’offerta è elastica più la perdita secca è

maggiore perché più i compratori e i venditori sono reattivi alle variazioni del prezzo, tanto più la quantità di equilibrio

diminuisce.

27. Definisci il concetto di incidenza di una imposta e spiega che relazione può avere con

l’elasticità di domanda e offerta.

Incidenza dell’imposta si riferisce a come si divide l’onere dell’imposta su compratore e venditore. Tutto

dipende dalle elasticità delle curve di domanda e offerta. Si dimostra invece che, in termini di prezzi pagati

e ricevuti, e di quantità scambiate, il risultato di un’imposta sui consumi di valore t è uguale a quello di

un’imposta sulla produzione di medesimo ammontare!

- Se la curva di domanda è anelastica e la curva di offerta è elastica:

o l’imposta incide maggiormente sul consumatore

- Se la curva di domanda è elastica e la curva di offerta è anelastica:

o l’imposta incide maggiormente sul produttore

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