Domande esame psicologia dello sviluppo - unipg, Domande di esame di Psicologia Cognitiva. Università degli Studi di Perugia
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DOMANDE ESAME PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

DOMANDE ESAME

PSICOLOGIA DELLO

SVILUPPO - UNIPG

Cos’è lo sviluppo? In che termini è stata considerata l’infanzia nel corso della storia? Possiamo dire che lo sviluppo è costituito dalle dinamiche di quel processo di cambiamento che comincia con il concepimento e che dura per tutta l’arco della vita. Nel momento storico attuale lo sviluppo dei bambini è al centro dell’attenzione pubblica, ma storicamente l’interesse per lo sviluppo infantile è stato discontinuo. Attualmente l’infanzia è vista come un periodo particolare della vita, ma ad esempio nell’Europa Medievale non vi era differenza tra i crimini commessi da un minore e quelli di un adulto, i bambini appena nati erano visti come creature malvagie, e perciò venivano educati per dare loro salvezza (prospettiva del peccato originale). Locke ha invece formulato la prospettiva della tabula rasa, cioè riteneva che i bambini fossero come delle tavolette vuote sulle quali era possibile scrivere di tutto. Per lui le esperienze infantili erano molto importanti.

Mentre Rousseau formulò la prospettiva della bontà innata, secondo cui i bambini erano innatamente buoni, e per tale motivo dovrebbe esser permesso loro di crescere in maniera naturale.

Quali sono le caratteristiche fondamentali del moderno studio dello sviluppo? Lo studio dello sviluppo del bambino ha avuto inizio negli ultimi venticinque anni del diciannovesimo secolo, e si è evoluto fino a diventare una scienza sofisticata. L’approccio alla psicologia umana non era più strettamente filosofica, ma includeva osservazioni ed esperimenti. Furono molti gli scienziati che fecero degli studi, da Binet che studiò molti bambini tra cui le proprie figlie, fino a Hall che fu il pioniere dell’uso dei questionari. Dagli studi di questi esperti iniziò tutto. Col tempo si è visto che lo sviluppo non riguarza soltanto il periodo che va dalla nascita fino all’adolescenza, ma riguarda anche fasi dell’età adulta.

Quali sono alcune delle attuali problematiche legate alla cura dei bambini? La cura del bambino attualmente è molto importante, e dipende da diversi fattori, che sono: -Salute e benessere: attualmente si indagano il ruolo che gioca lo stile di vita e quello che gioca la condizione psicologica nel determinare lo stile di vita dell’individuo. -Parenting: i genitori sono molto importanti nello sviluppo del bambino. Infatti i genitori che sono impegnati a crescere i propri figli in un ambiente caldo e stimolante gettano le basi per lo sviluppo completo del bambino, che lo permette di diventare un uomo. Molti sono i genitori che imparano le pratiche genitoriali dai propri genitori, così facendo vengono tramandate sia le pratiche positive che quelle negative. -Educazione: l’educazione è molto importante per il bambino, ma non solo per lui, anche per la civiltà in cui vive. -Contesto: la salute, il benessere, l’educazione del bambino sono influenzati dal contesto. Per contesto si intende i setting influenzati da fattori storici, economici,

sociali e culturali, nei quali avviene lo sviluppo. -Cultura: essa comprende i tipi di comportamento, le credenze, e tutti gli altri prodotti di un gruppo, che sono trasmessi da una generazione all’altra. -Etnicità: è basata su eredità culturale, nazionalità, religione, linguaggio e razza. -Studi cross-culturali: sarebbero confronti tra una cultura e un’altra. Questi studi ci danno informazioni sul grado con cui lo sviluppo dei bambini è simile. -Status socioeconomico: ci riferisce la condizione sociale della persona, la sua posizione nella società. -Genere: le caratteristiche delle persone in quanto maschi o femmine.

Quali sono i tre processi evolutivi chiave? I tre processi evolutivi sono: processi biologici, processi cognitivi e processi socio- emotivi. I processi biologici sono quelli che producono cambiamenti nel corpo dell’individuo. Per esempio i geni ereditati, lo sviluppo del cervello o l’aumento del peso.

I processi cognitivi invece sono quelli che ci provocano cambiamenti nel pensiero, nell’intelligenza e nel linguaggio dell’individuo. Per esempio la capacità di mettere insieme delle frasi, di ricordare una poesia, di risolvere un problema matematico. Infine i processi socio-emotivi sono quelli che includono cambiamenti nelle relazioni dell’individuo con altre persone, cambiamenti nella sfera emotiva e cambiamenti nella personalità. Per esempio il sorriso di un neonato alla carezza della mamma o l’agressione di un bambino a un compagno di giochi.

Quali sono i cinque principali periodi evolutivi? La classificazione più utilizzata divide lo sviluppo infantile nei seguenti periodi: periodo prenatale, che è il periodo compreso tra il concepimento e la nascita. Nel durante una cellula cresce fino a diventare un organismo. Segue la prima infanzia che va dai 18 ai 24 mesi. Questo è un momento di indipendenza dagli adulti. Molte attività psicologiche

iniziano proprio in questo periodo, come per esempio la capacità di parlare o di coordinare le sensazioni. La seconda infanzia invece va dalla fine della prima fino ai 5-6 anni di età. I bambini diventano più autosufficienti e iniziano a prendersi cura di se stessi. In questo periodo sviluppano anche le capacità utili per la scuola. Molto del loro tempo è impiegato nel gioco. Poi abbiamo il periodo della fanciullezza che inizia a 6 anni e termina a 11. I bambini apprendono le capacità della lettura, dello scrivere e del contare. Il raggiungimento dei risultati è il tema centrale della vita del fanciullo. Infine abbiamo l’adolescenza, confine tra infanzia ed età adulta. Si ha l’inizio tra i 10-12 anni e la fine tra i 18 e i 22 anni. In questa parte della vita si hanno dei cambiamenti fisici molto rapidi. Si cerca l’indipendenza e la propria identità. Il tempo viene trascorso sempre più spesso al di fuori della famiglia.

Cos’è la questione natura-cultura?

Si parla del dibattito che deve stabilire se lo sviluppo è stato influenzato dalla natura o dalla cultura. Con il termine natura ci riferiamo all’eredità biologica dell’organismo, mentre con il termine cultura alle esperienze vissute in un certo ambiente. Chi sostiene la natura è convinto che l’influenza significativa sia venuta dall’eredità biologica. Invece i sostenitori della cultura affermano che le esperienze sono l’influenza più importante. Queste esperienze coinvolgono ogni esperienza della vita dell’individuo. Ma infine è l’interazione tra biologica e ambiente che contribuisce a determinare lo sviluppo.

Cos’è la questione continuità-discontinuità? Il dibattito continuità-discontinuità si prefigge lo scopo di determinare se lo sviluppo è costituito da cambiamenti graduali e cumulativi o da fasi distinte tra loro. I sostenitori della natura tendono a descrivere i cambiamenti come fasi distinte, mentre i

sostenitori della cultura credono che siano graduali e cumulativi.

Cos’è la questione delle prime esperienze- esperienze successive? La questione delle esperienze è quella relativa alla domanda se le prime esperienze (in particolar modo nella prima infanzia) o quelle successive sono il fattore determinante nello sviluppo infantile. Per i sostenitori delle prime la vita è un percorso ininterrotto nel quale una certa qualità psicologica può essere ricostruita a partire dalle sue origini. Mentre per i sostenitori delle successive è come un fiume che scorre sempre. Inoltre i primi sono convinti che la prima infanzia sia meno importante perché il bambino non sviluppa in maniera ottimale, mentre i secondi sono convinti che la prima infanzia sia importante come le altre.

Qual è la strategia migliore per valutare le questioni legate allo sviluppo? Lo sviluppo non può essere ricondotto unicamente alla natura o alla cultura, alla continuità oppure alla discontinuità, alle

prime esperienze o alle esperienze successive: queste componenti giocano tutte un ruolo importante nello sviluppo dell’individuo lungo il corso della sua vita. Inoltre esiste il dibattito se la mente sia dominio-generale oppure dominio-specifico, il primo ritiene che lo sviluppo coinvolga uniformemente tutta la mente, il secondo invece è convinto che siano coinvolte solo delle determinate aree.

Come possiamo definire la teoria psicoanalitica? Quali sono le due teorie psicanalitiche principali? Quali sono i punti di forza e le carenze delle teorie psicanalitiche? La teoria psicanalitica descrive lo sviluppo come prevalentemente inconscio e fortemente influenzato dalla sfera emotiva. I comportamenti sono caratteristiche di superficie e per essere compresi è necessario analizzare i meccanismi simbolici della mente. Le due teorie principali psicanalitiche sono quella di Freud e quella di Erikson. Freud analizzando i suoi pazienti si rese convinse che i loro problemi erano il risultato

di esperienze risalenti ai primi anni di vita. Era convinto che i bambini crescendo spostassero il loro punto di piacere da una parte all’altra del corpo. La nostra personalità adulta dipende da come affrontiamo queste fasi dello sviluppo. Se questo piacere non viene soddisfatto si manifesta il complesso di Edipo, cioè il desiderio di sostituirsi al genitore del suo stesso sesso e godere dell’affetto del genitore opposto. Invece la teoria di Erikson prevede otto fasi dello sviluppo umano. Ogni fase consiste in un compito evolutivo particolare che mette gli individui di fronte a una crisi da superare. Per Erikson l’individuo si sviluppa secondo fasi psico-sociali e non psico-sessuali. Per Erikson più un individuo riesce a superare la crisi con successo più sarà sano. Le teorie psicanalitiche si concentrano sui processi socio-emotivi dello sviluppo. Esse ci rivelano molto poco dei processi biologici o cognitivi. Hanno una mancanza di supporto scientifico, troppa enfasi su spiegazioni di tipo sessuale ed eccessivo credito dato alla parte inconscia della mente.

Inoltre si ritiene che la teoria di Freud presenti un’immagine troppo negativa dei bambini.

Quali sono le tre teorie cognitive principali? Quali sono i punti di forza e le carenze delle teorie cognitive? Innanzitutto possiamo dire che le teorie cognitive si soffermano sui pensieri consci. Le tre teorie cognitive principali sono: la teoria di Piaget sullo sviluppo cognitivo, la teoria socio-culturale di Vygotskij e la teoria sull’elaborazione delle informazioni. La teoria di Piaget afferma che i bambini costruiscono in modo attivo la loro conoscenza del mondo e facendolo attraversano quattro fasi di sviluppo cognitivo. I processi alla base di questa costruzione cognitiva sono: l’organizzazione e l’adattamento. A ogni età corrisponde una fase, e le fasi sono: -stadio sensomotorio (nascita-2 anni) -stadio preoperatorio (2-7 anni) -stadio operatorio concreto (7-11 anni) -stadio operatorio formale (11 anni in poi)

Invece la teoria di Vygotskij è una teoria socioculturale che mette in evidenza il modo in cui la cultura e le interazioni sociali guidano lo spiluppo cognitivo. Infine vi è la teoria dell’elaborazione delle informazioni, che mette in evidenza come gli individui manipolino le informazioni , le controllino e creino delle strategie sulla base di esse. Essa non divide lo sviluppo in fasi. Secondo questa teoria i processi legati alla memoria e al pensiero sono centrali. I contributi positivi delle teorie cognitive includono un’immagine positiva dello sviluppo e l’enfasi sulla costruzione attiva della conoscenza da parte dell’individuo. Ma vi sono anche delle critiche, ad esempio lo scetticismo sulla purezza degli stadi di Piaget e il fatto che queste teorie non riservano sufficiente attenzione alle variazioni individuali nello sviluppo cognitivo.

Quali sono le tre teorie comportamentali e socio-cognitive? Quali sono i punti di forza e le carenze di queste teorie? Le tre versioni dell’approccio comportamentista sono il condizionamento

classico di Pavlov, il condizionamento operante di Skinner e la teoria socio-cognitiva di Bandura. Pavlov scoprì il principio del condizionamento classico, cioè se uno stimolo neutro viene associato a uno stimolo che produce una reazione automatica, quella reazione sarà causata anche solo dallo stimolo che in precedenza era neutro. Mentre nel condizionamento operante di Skinner le conseguenze di un comportamento producono cambiamenti nella probabilità che questo comportamento venga ripetuto. Un comportamento che è seguito da una gratifica ha più probabilità di ripetersi di un comportamento seguito da una punizione. Anche per Skinner l’aspetto chiave dello sviluppo è il comportamento. Infine la teoria socio-cognitiva sostiene che il comportamento, l’ambiente e la cognizione sono fattori importanti per lo sviluppo. Tra i contributi dati dalle teorie comportamentali e socio-cognitive si ricorda l’enfasi sulla ricerca scientifica e sui determinanti ambientali del comportamento. Tra le critiche invece troviamo il fatto che la

teoria di Skinner non includa il fatto il prender in considerazione la cognizione e non presti attenzione ai cambiamenti evolutivi e ai fondamenti biologici del comportamento.

Cos’è la teoria etologica? Quali sono i punti di forza e le carenze di questa teoria? La teoria etologica sostiene che il comportamento è fortemente influenzato dalla biologia, è legato all’evoluzione ed è caratterizzato da periodi critici o sensibili. Ha focalizzato l’attenzione sulle basi biologiche ed evoluzionistiche dello sviluppo e ha utilizzato osservazioni accurate in setting naturali. Ma per alcuni è posta troppa enfasi sulle basi biologiche dello sviluppo e i concetti di periodo critico e sensibile sono troppo rigidi.

Cos’è la teoria ecologica? Quali sono i punti di forza e le carenze di questa teoria? La teoria ecologica di Bronfenbrenner afferma che lo sviluppo è influenzato da diversi sistemi ambientali, più precisamente cinque, che sono: Il microsistema, rappresentato dai

contesti in cui l’individuo vive (famiglia,coetanei). Il mesosistema, che include le relazioni tra microsistemi. L’esosistema, che è chiamato in causa quando le esperienze vissute in altri contesti sociali influenzano ciò che l’individuo vive nel suo contesto più immediato. Il macrosistema, che è rapprensetato dalla cultura in cui l’individuo vive. Infine il cronosistema, che include i cambiamenti causati da eventi ambientali e dalle transizioni che avvengono nel corso della vita. I contributi positivi includono l’esame sistematico delle dimensioni micro e macro dei sistemi ambientali. Un altro contributo sta nella enfasi su contesti sociali capaci di influenzare lo sviluppo. Le critiche invece includono il non aver prestato la giusta attenzione alle basi biologiche dello sviluppo, e anche l’insufficiente considerazione dei fattori cognitivi.

Che cos’è un approccio teoretico eclettico?

Un approccio teoretico eclettico è un orientamento che non segue un unico approccio teorico, ma sceglie ed utilizza da ogni teoria gli elementi che ritiene migliori.

Come possiamo descrivere la selezione naturale e l’adattamento? 
 La selezione naturale è il processo evolutivo che favorisce quegli individui delle specie che sono più adatti a sopravvivere e a riprodursi. Gli individui che sopravvivono e si riproducono trasmettono le loro caratteristiche genetiche alla generazione successiva. 
 Secondo Darwin questi soggetti si erano adattati al meglio al loro ambiente rispetto a coloro che non sopravvivevano: quelli che si adattano meglio, sopravvivono, generando un maggior numero di figli. Tutti gli organismi devono adattarsi a luoghi, climi, fonti di nutrimento e modi di vivere specifici. Un comportamento adattivo è un comportamento che promuove la sopravvivenza di un individuo, quindi di una specie, nel suo habitat naturale. 
 



 Cos’è la psicologia evoluzionista? Quali sono alcune delle idee fondamentali sullo sviluppo umano esposte dagli psicologi evoluzionisti? Quali valutazioni possiamo dare della psicologia evoluzionista? 
 La psicologia evoluzionista sottolinea l'importanza dell'adattamento, della riproduzione e della "sopravvivenza del più forte" nell'influenzare il comportamento. David Buss afferma che l'evoluzione domina profondamente il modo in cui prendiamo decisioni, la nostra aggressività, le nostre paure e le nostre dinamiche di accoppiamento, così come interferisce nelle nostre caratteristiche fisiche. L'applicazione dei concetti della psicologia evoluzionista ai cambiamenti che si manifestano durante lo sviluppo dell'individuo, ha suscitato positivi riscontri. Secondo le principali teorie portate avanti dagli studiosi della psicologia evoluzionista, un periodo prolungato di "gioventù" si è evoluto in conseguenza della necessità, per gli esseri umani, di sviluppare un cervello di grandi dimensioni e di apprendere i complessi meccanismi delle

società umane; ancora, per quanto riguarda la preparazione all'età adulta, molti aspetti dell'infanzia costituiscono una preparazione alla vita adulta e sono stati selezionati nel corso dell'evoluzione. Alcune caratteristiche dell'infanzia, invece, sono state selezionate perché utili ad adattarsi a specifici periodi dello sviluppo, e non perché fossero finalizzati alla preparazione per l'età adulta. Molti meccanismi psicologici evolutivi sono specifici di un particolare dominio (detti anche "dominio- specifici"), vale a dire che l'essere umano contemporaneo ha ereditato dagli individui precursori, funzioni e capacità ben precise e distinte tra loro, atte a favorire la vita di comunità; altri meccanismi evolutivi, invece, non sempre favoriscono un armonico adattamento nella società contemporanea. Albert Bandura, padre della teoria sociocognitiva, ha mosso delle valutazioni in merito alla psicologia evoluzionista, affermando e confermando che l'evoluzione ha avuto un grande dominio sull'adattamento umano, ma si dissocia dal concetto di "evoluzionismo unilaterale" secondo cui il comportamento sarebbe un

derivato dell'evoluzione biologica; Bandura, piuttosto, condivide la prospettiva bidirezionale, ovvero, l'ambiente e la componente biologica si mescolano e si plasmano 


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