Domande Esame Strutture, Balducci unifi, Domande di esame di Scienze Sociali. Università degli Studi di Firenze
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Domande Esame Strutture, Balducci unifi, Domande di esame di Scienze Sociali. Università degli Studi di Firenze

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domande esame strutture prof balducci unifi
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Quali sono le competenze di una organizzazione, nei vari settori? • Autoorganizzazione: gestire la propria agenda di lavoro • Segretariato sociale: valutare ed orientare i bisogni dell’utente rapportandoli ai servizi e alle risorse

pubbliche e private disponibili • Sostegno economico: istituire le pratiche professionali necessarie per la concessione di contributi • Esenzioni: istituire pratiche necessarie per esenzioni per azioni tariffarie • Rapporti con l’autorità giudiziaria e con le forze di polizia: predisporre segnalazioni e relazioni sulla base

di quanto richiesto dalle stesse autorità. • Rapporti con le figure giuridiche (tutori e curatori): segnalare alla Magistratura i casi per l’attivazione del

procedimento e collaborare alla verifica dell’andamento della tutela. • Adozioni: effettuare indagini per l’idoneità dell’adozione, sovrintende l’affidamento, collaborate con

nell’autorità giudiziaria competente e con l’ufficio centrale • Affidamento: valutare e sostenere i nuclei affidatari, collaborare con l’autorità giudiziaria competente e con

l’ufficio centrale • Assistenza domiciliare: coordinare il personale di assistenza, tenere i rapporti con i servizi del territorio e

con gli utenti, eseguire i colloqui e gestire il programma organizzativo. • Coordinatore servizi di assistenza per handicappati: gestire un gruppo di lavoro ed i rapporti con le

famiglie, eseguire i colloqui ed organizzare il lavoro. • Servizi di sportello, per l’orientamento dei minori o di persone in situazione di svantaggio: saper

impostare un colloquio di conoscenza della persona ed effettuare un’analisi delle sue competenze, saper creare e sviluppare le reti, promuovere e ricercare opportunità presenti nel territorio.

Quali sono le competenze della società della salute? Innanzitutto le competenze della società della salute si possono suddividere in macro aree funzionali:

• Salute mentale, che ha come competenze la realizzazione di progetti di reinserimento lavorativo, di integrazione sociale, di sostegno alle famiglie ed assistere l’utente per un lungo periodo.

• SERT, opera per i tossicodipendenti, ed ha come competenze la realizzazione di progetti di inserimento in strutture di recupero residenziali e semi residenziali, sostegno alla famiglia, anche mediante contributi economici e reinserimento nel mondo del lavoro.

• Infezioni da Hiv, che ha come competenze il sostegno alla famiglia e alla persona, anche mediante accoglienza in strutture residenziali, in quanto necessita di una lunga assistenza.

• Disabilità, che ha come competenze la realizzazione di progetti per il sostegno alla famiglia mediante anche l’erogazione di contributi economici di lunga durata e l’inserimento nei centri diurni, oltre al sostegno alla persona mediante progetti interprofessionali, socializzazione e l’assistenza.

• Non autosufficienza, che ha come competenze il sostegno alle famiglie anche mediante l’inserimento in centri diurni, piani assistenziali domiciliari ed inoltre l’attivazione di progetti per la persona.

• Dimissioni ospedaliere, che ha come competenze realizzazione di percorsi ospedalieri nel territorio, di progetti di intervento e la creazione di una rete di rapporti con operatori sociali e sanitari del territorio.

Legge 40

Per quali criteri sono avvenuti dei tagli nelle aree per i fissi dimora?

In quali settori può lavorare l’assistente sociale? . I settore COMUNE: è il luogo in cui vi è collocata tutta l’assistenza, come: centro affidi, asilo nido, assistenza ai non sufficienti e reinserimento nel mondo del lavoro. . II settore USL: si occupa delle prestazioni di tipo integrativo e le paga finché l’ammalato non diventa cronico, e a quel punto deve pagare il Comune.

INAIL: si occupa dei lavoratori che si sono infortunati a lavoro INPS: si occupa delle prestazioni eseguite dall’USL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: sono affidati ai giudici la cura dei minori in caso di inadempimento dei doveri dei genitori, divorzi, accertamenti del detenuto appena arriva in carcere e si occupano delle misure alternative alla pena detentiva. MINISTERO DEGLI INTERNI: si occupa della gestione dei tossico dipendenti, ai quali viene proposto o l’arresto o la disintossicazione, in quest’ultimo caso viene affidato alla Procura.

. III settore è caratterizzato dal fatto che non ci sono utili, ovvero l’organizzazione remunera la prestazione ma non l’investimento. Come ad esempio l’ONLUS, che è un’associazione non a scopo di lucro, che possiede un regime fiscale molto rigido perché esercita a favore delle categorie disagiate. La regione Toscana aveva affidato il volontariato alla Misericordia e per questo è stata chiamata in giudizio dall’UE perché vi è la mancanza di professionalità. Perciò il volontariato non è no profit.

COOPERATIVA SOCIALE: sono regolate dalla Legge 142/2000. È costituita da soci, che eleggono un Consiglio di amministrazione e il Presidente ed insieme redigono lo statuto. Al socio lavoratore non può essere data una remunerazione inferiore rispetto ai contratti collettivi nazionali di quel settore, a meno che il Consiglio di amministrazione non lo decida dopo una riunione. Dispone di una quota di dipendenti e di soci. I soci hanno responsabilità illimitata e in caso di fallimento devono risponderne con il proprio patrimonio. L’ente non è una persona giuridica. LIBERO PROFESSIONISTA: fuori dall’Italia gli assistenti sociali non dipendono dai Comuni o dalle Provincie, perché in quei Paesi vige il principio del terzo pagante, secondo il quale chi riceve la prestazione non la paga, ma viene pagata dall’ente. In questo modo la produttività schizza perché l’assistente sociale non è pagato ad orario ma in base all’utilità che rende. Inoltre l’assistente passa dal ricoprire un ruolo di sostegno a quello di vigilanza nei confronti dell’assistito. In questo sistema non vi sono quei lunghi passaggi in caso di ricovero in ospedale ed il servizio è più efficiente. In Italia, l’assistente sociale è un prestatore di servizio la cui prestazione è erogata dal Comune, ma solo se il progetto viene autorizzato.

CHI PAGA I SERVIZI SOCIALI? 85% Comune 15% ASL

QUANTI SOLDI METTE IL COMUNE PER I SEVIZI SOCIALI? 30% del suo bilancio Il bilancio del Comune è costituito dal 75% che sono risorse proprie, mentre il 25% sono le risorse erogate dallo Stato per l’ente locale. Inoltre dopo la riforma del titolo V, vi è la creazione di un fondo di perequazione gestito dallo Stato e dalle Regioni. La competenza sui servizi sociali è delle Regioni. La regione Toscana non può regolamentare sul settore del diritto privato, e sui servizi sociali è molto difficile farlo. Prima le Regioni facevano leggi in base alla Legge Quadro del ’78 adesso questa non vige più grazie alla Riforma del 2001. Attualmente è difficile definire le competenze che concede la Legge 328/2000, infatti questa ha dato vita ad un innumerevole numero di conflitti di competenza tra Regione e Stato destinate alla Corte Costituzionale.

Quali sono gli organi di governo del comune? • Consiglio: approva il bilancio, le norme che hanno impatto sui cittadini ed il regolamento dei servizi sociali e

quello dei contributi. • Giunta: è formata dagli assessori che aiutano il sindaco, nell’attività esecutiva delegata da egli . inoltre

approva i regolamenti di organizzazione interna del Comune. • Sindaco: detiene il potere esecutivo

Nei Comuni con meno di 15.000 abitanti si può appartenere sia al Consiglio e sia alla Giunta. Vi può essere un direttore generale o il segretario comunale. ART.42 la Giunta può fare variazioni di bilancio solo in caso di urgenza e con l’approvazione del Consiglio.

COME SI UTILIZZA IL BILANCIO PUBBLICO? 1. ACCERTAMENTO: si valuta quanti soldi sono disponibili. Questa cifra non è certa ma è solo una stima,

perciò si tratta di qualcosa di ambiguo. 2. STANZIONAMENTO: consiste nella decisione degli assessori di come ripartire questi soldi per destinarli al

finanziamento dei servizi necessari. Qui può intervenire l’assistente sociale per indirizzare al meglio l’assessore nel settore di sua competenza.

3. IMPEGNA: l’assistente sociale prende una parte di questi soldi e li mette da parte, come se non esistessero, e va dal ragioniere per impegnarli in un servizio sociale. È compito dell’assistente sociale assicurarsi che tutto si svolga come accordato.

4. LIQUIDAZIONE: sarà qui l’assistente sociale che si prende la responsabilità per attuare l’accordo del servizio sociale.

5. ORDINATIVA: è la presentazione di tutti i documenti necessari per l’attuazione.

Differenza tra organizzazione moderna e tradizionale, e spiega le componenti di entrambe L'organizzazione patrimoniale è una organizzazione in grado di gestire un numero limitato di casi e di bassa complessità, basata sui rapporti personali e non sulla programmazione delle attività e, in quanto reagisce agli stimoli dell'ambiente anziché anticiparli. Le componenti sono:

procedure: non sono codificate, cambiano a seconda dei casi e dei funzionari, vengono trasmesse oralmente; 
 • struttura: il mansionario non esiste; 


risorse umane: basso livello di specializzazione professionale; assenza di procedure codificate, l'apprendimento avviene con il metodo dell'affiancamento, i profili professionali si confondono con il mansionario;

normativa: è orientata alla distribuzione dell'autorità specificando chi ha l'autorità di 
decidere su che cosa; 
 • gerarchia: segue tutto direttamente e decide su ogni caso. Modello a piramide. • burocrazia: svolge esclusivamente funzioni di memorizzazione e di certificazione 
tralasciando quelle di

coordinamento e di supporto decisionale. 
 L'organizzazione lineare è spersonalizzata, basata sulla programmazione delle attività, è in grado di gestire un numero molto alto di casi e di notevole complessità. Le componenti sono:

procedure: rappresentano la base dell'organizzazione, sono codificate e trasparenti;

struttura: è distinta dalle risorse umane, esiste un mansionario, i profili professionali si distinguono in base alle procedure;

risorse umane: notevole livello di specializzazione professionale; in presenza di procedure codificate, l'apprendimento avviene in aula; i profili professionali sono codificati; 


normativa: specifica cosa deve essere fatto, come, quando e da chi; • gerarchia: non c’è perché vi è la proceduralizzazione del lavoro e può contare su di un sistema burocratico di

reporting. • burocrazia: oltre alle funzioni di memorizzazione e di certificazione svolge quelle di coordinamento e di

supporto decisionale, mettendo a disposizione un adeguato sistema di reporting.

Inoltre questi due modelli differiscono anche in base al rapporto con l’ambiente e con l’utenza. • I rapporti con l’ambiente sono gli input, ovvero i rapporti in entrata, come ad esempio la posta, in che punto

arriva e chi ha la funzione di smistarla; e con gli output, ovvero chi firma gli atti che vincolano l'organizzazione con terzi. Nell’organizzazione patrimoniale , questi rapporti stanno al vertice dell'organizzazione, mentre nel modello lineare è possibile delegare la responsabilità della firma verso il basso, proprio per la trasparenza organizzativa.

• I rapporti con l'utenza: nell’organizzazione patrimoniale , sono di tipo diretto e tendenti a prevalere nei confronti della propria utenza; nell’organizzazione lineare non sono personalizzati.

Prima assistenza e quali sono i bisogni primari? La legge 41 del 2005, disciplina il sistema integrato di interventi e servizi sociali, Il servizio sanitario è garantito per tutti, in quanto è a carattere universalistico, mentre il servizio sociale non è rivolto a tutti, in quanto è legato al diritto di cittadinanza, ed è esteso a coloro che hanno permesso di soggiorno o quello comunitario, ai minori di qualsiasi nazionalità ed ai richiedenti asili o rifugio politico. La prima assistenza è garantita quando l’interessato o un famigliare fanno istanza per la tutela di questi, presso un “Punto insieme”. Dopodiché vi è la valutazione del caso da parte di un equipe multiprofessionale, composta da medico di distretto, assistente sociale ed infermiere. Questi, dopo essersi confrontati prendono le decisioni che riguardano l’intervento sociale più idoneo al caso, entro 90 giorni dalla richiesta.

Pronto intervento Il servizio del Pronto Intervento si propone di offrire una risposta concreta a situazioni impreviste, in quanto richiesti fuori degli orari d’accesso al consueto servizio d’assistenza sociale. È rivolto a uomini e donne, disabili o anziani con limitata autonomia e in condizioni d’improvvisa ed imprevista necessità assistenziale. Sono esclusi i soggetti non in regola, coloro che mettono in atto comportamenti pericolosi o che risultano in evidente stato di bisogno di cure ed assistenza sanitarie, per i quali sono previsti altri canali di intervento come il trattamento sanitario obbligatorio o il Soccorso 118. Il servizio è attivo dal Giugno 2002, prevede un’intesa tra Amministrazione Comunale, Volontariato, Prefettura e Forze dell’Ordine, quest’ultimo rileva il bisogno, attivando il servizio mediante segnalazione telefonica ad un Coordinamento Operativo di Soccorso, compilando e sottoscrivendo un verbale di rilevazione dell’emergenza (per ogni intervento è richiesto il consenso scritto dell’interessato). Si provvede quindi ad attivare le associazioni del volontariato che partecipano a tale progetto per effettuare l’accompagnamento della persona in condizione di bisogno presso una delle strutture d’accoglienza che conservano la disponibilità di alcuni posti. Si tratta di un’accoglienza temporanea, da un minimo di 3 ad un massimo di 15 giorni che prevede 2 alternative d’uscita: da una parte, se l’utente è residente nel comune di Firenze si provvede all’accompagnamento verso il

“territorio” per una presa in carico dei servizi pubblici cittadini, dall’altra, la persona è indirizzata, se è residente in un altro comune, alla città di provenienza. Lo spirito del Servizio di Pronto Intervento Sociale è offrire una prima risposta di bassa soglia all’emergenza, non rappresenta perciò un percorso sostitutivo, né una via preferenziale della presa in carico.

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