b23g

business case di marketing

ciao a tutti!..qualcuno di voi ha degli esempi di business case?? il mio esame consiste nella risoluzione di uno di essi ma (ovviamente) la prof non ha MAI fatto qualche esempio!!...vi ringrazio! ;)
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4 risposte

iandre
io dovrei averne, pero li devo cercare...scrivo domani qui e ti informo...
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mely070581
Ho trovato questo piccolo esempio un po' critico. Tra le tante americanate che negli ultimi 10 anni o forse piu’ abbiamo importato in Italia, c’e’ questa: il business case. Il fatto e’ che nelle aziende ci sono migliaia di farlocconi che si beano di espressioni come la suddetta, soprattutto se hanno l’opportunita’ di sciorinarle in pubblico… “dobbiamo fare il business case…”, “vediamo prima il business case…”, “ci vediamo alle 3 per discutere il business case…”. Fare, vedere, discutere? E fallo tu ragazzo mio, orsu’, fammi vedere come lo prepari ‘sto business case… mostrami il core dump dei tuoi pensieri, deliziami con la tua abilita’ nel tradurre impulsi elettrici tra neuroni in numeri su carta. La verita’ e’ che il business case e’ come la Siberia: tutti ne conoscono il nome, tutti sanno che fa un freddo boia, ma nessuno e’ mai andato a verificare di persona. Tutti dicono business case di qua e business case di la’ (ci sta anche bene su e giu’ e trick e track e cip e ciap). Poi se ne devono fare uno sul serio si sciolgono come budini al sole. Allora, facciamo cosi’: iniziamo dalla definizione, e vediamo di darne una piu’ abbordabile. Fare un busines case in italiano significa verificare se imbarcarsi in una specifica attivita’ commerciale convenga o meno, quanto meno dal punto di vista economico. In soldoni: “se faccio questa cosa, alla fine del giro, ci guadagno qualcosa, e quanto?”. Poi il concetto si puo’ allargare ad altri parametri, tipo, “vendere questa cosa a questo cliente non mi conviene perche’ ci perdo qualche soldo, pero’ guadagno visibilita’ perche’ questo e’ un grosso cliente, ed e’ molto utile essere presenti nella sua lista dei fornitori abituali”. Allora in questo caso si dice che il business case non c’e’ ma il business e’ strategico. NOTA: attenzione! Quando un capo vi dice che ha preso una decisione strategica, di solito significa che sta per arrivare un uccello padulo tutto per voi, come dire, personalizzato, col vostro nome, indirizzo e numero di telefono scritti sul becco! Torniamo a noi: come si fa un business case? Non e’ difficile, credetemi. Prendete un pezzo di carta, una penna e sedetevi da qualche parte. Se avete un foglio elettronico meglio ancora, ma dovete sedervi comunque, solo i cavalli fanno i business case stando in piedi. Poi, giusto per introdurre il tema, diciamo che vendiamo pentole, e che queste pentole di solito le vendiamo a 20 Euro al pezzo, ma un cliente ci ha chiesto una fornitura di 100.000 pezzi in 5 anni a 19 Euro al pezzo, tutto incluso (packaging, consegna, ecc…). Allora, moltiplichiamo 19 Euro per 100.000 e sappiamo subito quanto possiamo fatturare nell’arco dei 5 anni. Ora andiamo alla sezione costi, e vediamo di capire quanto ci costa produrre una pentola, incartarla e spedirla al cliente. Scopriamo che produrre una pentola (materie prime, lavorazione, finitura, verifica qualita’, imballaggio e spedizione) ci costa 16 Euro, quindi per ogni pentola potremmo guadagnare 3 Euro. Non male, si potrebbe anche fare, ma c’e’ un ma. Il caro e stimatissimo cliente ha chiesto una fornitura in 5 anni, quindi diciamo una media di 20.000 pezzi all’anno. Che facciamo? Produciamo tutti i 100.000 pezzi subito e li teniamo in magazzino oppure li produciamo un po’ alla volta? Business case! Quanto mi costa lo stoccaggio in magazzino? E quanto mi costa invece produrli un po’ alla volta, sapendo che i materiali e la mano d’opera di solito aumentano anno per anno? E se li produco subito, che succede se il cliente mi cancella l’ordine dopo due anni e mi ritrovo 80.000 pentole sul groppone? E se dopo 3 anni il cliente mi chiede di cambiare una parte del design? Adesso arriva la parte difficile, e gia’, perche’ in ogni business case che si rispetti, bisogna tenere conto anche dei costi indiretti. Finora abbiamo valutato quanto costa produrre, incartare e spedire. E l’affitto dell’ufficio chi lo paga? E le bollette, e i costi per la pubblicita’, e lo stipendio di tutti quelli che non sono coinvolti direttamene nella produzione ma che svolgono funzioni manageriale e/o amministrative (si chiamano overhead)? Di solito la cosa piu’ facile e’ stabilire mediamente in un anno quanto mi costa tutta ‘sta roba, cioe’ quanto spendo in costi indiretti, misurarla rispetto al fatturato e derivarne una percentuale. Si aggiungono almeno un paio di voci nel business case: una si chiama S&M (Sales & Marketing) e un’altra si chiama G&A (General & Availability). Se il business case e’ solo ad uso interno e non volete perdere troppo tempo, almeno non durante le prime stime, potete anche consolidare tutto in una sola voce. Tenere separato il dato e’ utile quando, piu’ tardi, andrete ad analizzare la performance dei singoli centri di costo. Insomma, per ogni business case, bisogna valutare tutte le opzioni. Nel caso delle pentole scoprirete che, nonostante tutto, converra’ produrle un po’ alla volta, magari firmando un accordo di fornitura delle materie prime a prezzo bloccato per almeno 3 anni. Solo quando si dispone di tutti gli scenari, si puo’ scegliere quello piu’ conveniente. E ci siamo limitati al caso dei pentolieri. Le cose diventano molto piu’ difficili quando ci si sposta dai prodotti ai servizi.
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