anastasia.g

Definizione ermetismo

Qualcuno potrebbe darmi una definizione concisa dell'ermetismo?

15 risposte

gizzi6_
Il termine “Ermetismo” deriva da un saggio del 1936, dal titolo “Poesia ermetica”, dove l’autore, il critico letterario Francesco Flora, lo utilizzò, con chiaro riferimento alla figura mitica di Ermete Trismegisto, per indicare una poesia oscura e complessa, che, con chiara ripresa dei canoni del decadentismo francese, e in particolare di Mallarmé, privilegiava l’analogia e altre figure retoriche di difficile interpretazione, era connotata da una forte componente simbolica ed esprimeva una condizione storica ed esistenziale segnata dall’angoscia e dalle difficoltà di cui l’atmosfera soffocante del regime fascista era la causa principale.
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kylie97
L'ermetismo nasce tra il 1920 e il 1930 a Ferrara, ed è una corrente letteraria caratterizzata da un linguaggio oscuro e di non immediata comprensione: non a caso, il termine "ermetico" significa proprio 'chiuso', 'misterioso'. I poeti ermetici abbandonano le espressioni retoriche e tutta quell'abbondanza di parole che era caratteristica dei loro predecessori. Utilizzano invece dei termini scelti con cura, in maniera unica ed essenziale, così da rendere veramente interessante un'opera, che deve suggerire ed evocare una realtà. Tutto questo, attraverso l'uso di metafore, analogie e sinestesie, che richiedono al lettore uno sforzo interpretativo per poter entrare nel mondo della poesia. Le principali tematiche trattate sono il senso della solitudine, la perdita di certezze e di valori, l'angoscia dell'uomo di fronte ai cambiamenti storici, a cui il poeta cerca di "resistere", cercando la salvezza del presente nella letteratura. I principali esponenti dell'Ermetismo sono Ungaretti, Montale e Quasimodo che, ognuno a modo proprio, cercano di evocare una realtà, ritrovando l'"ermetico" in contesti differenti. Ungaretti ad esempio, ritrova l'Ermetismo in versi brevi ed essenziali, spesso costituiti da un'unica parola molto espressiva. Montale invece, usa un linguaggio asciutto e privo di retorica con cui esprime la crisi dell'uomo del suo tempo. I temi trattati sono: la solitudine, il dolore, il dramma e il tormento dell'esistenza. Esiste un gruppo di poeti chiamati ermetici per via dell'oscurità e delle difficoltà riscontrate nella loro poesia. Questa definizione assunse, in un primo momento come connotazione negativa, quasi di disprezzo nei confronti di una poesia di difficile comprensione. Successivamente l'ermetismo iniziò ad essere una corrente poetica che prediligeva un linguaggio fortemente allusivo e analogico, affrontando i problemi dell'uomo alla radice dell' esistere: non descrisse la quotidianità e neppure stati d'animo particolari, come il dolore, la solitudine, calati nella realtà di una situazione universalmente condivisa (tipo i soldati descritti da Ungaretti). Il linguaggio poetico è analogico: il discorso è espresso preferibilmente da simboli, da metafore, da sinestesie e daanalogie. In un primo momento vennero definiti ermetici Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale che furono coloro che gettarono le basi dell'ermetismo. Tra gli ermetici ricordiamo: Sinisgalli, Gatto, che era particolarmente sensibile ai temi della resistenza, Serci e Mario Luzzi. ​ ​
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giacomo_zz
Ecco degli appunti sulla Definizione di ermetismo
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