Diritto privato: riforma patto di famiglia (legge 55/2006) 3 art. 2645 c.c ?

Ciao a tutti, sono Francesca.. Università di Bologna, Facoltà Giurisprudenza. Devo sostenere l'idoneità di diritto privato : riforma patto di famiglia (legge 55/2006) 3 art. 2645 c.c. ..avete qualcosa al riguardo? Grazie

Risposte (6)

Ciubi 16-05-2010
Ciubi - Università di Torino
Ciao, dimmi se va bene [big][b]Premessa[/b][/big] La novella introdotta con legge n. 55/2006 pone la problematica dell'esistenza o meno di possibili punti di contatto del 'Patto di famiglia' con quegli istituti negoziali definiti come 'alternativi al testamento' [nota 1], strumenti cioè idonei a porre in essere un ben definito assetto di interessi di natura patrimoniale in tempi anticipati rispetto all'evento dell'apertura della successione, prescindendo dal ricorso al tipico strumento di trasmissione della ricchezza, rappresentato dall'opzione testamentaria. In particolare è legittimo domandarsi se sia possibile parlare effettivamente in relazione al nuovo istituto in parola di negozio 'transmorte' in grado di attuare una cd. successione anomala. Se è evidente infatti che in senso lato e proprio in funzione della futura successione del disponente, il Patto di famiglia assolve ad una funzione preventiva e pregiudiziale rispetto all'assetto degli interessi e degli equilibri che - in mancanza del patto - verrebbe a delinearsi al momento del suo decesso, è altresì vero che va sottoposta a verifica l'intuizione di un possibile collegamento se non proprio di un'eventuale coincidenza, anche sul piano concettuale oltre che effettuale, del patto familiare da un lato e degli istituti alternativi all'opzione testamentaria dall'altro. [big][b]Patto di famiglia e trust[/b][/big] In modo diverso rispetto al Patto di famiglia, si atteggia anche il trust (definito all'art. 2 della Convenzione dell'Aja adottata il 1° luglio 1985 [nota 18] come il rapporto giuridico istituito da una persona – disponente – con atto tra vivi o mortis causa, allorquando i beni siano posti sotto il controllo di un trustee nell'interesse di un beneficiario o per un fine specifico), e ciò in quanto il patto familiare è un contratto che si perfeziona in forza di un preciso accordo negoziale, mentre l'atto istitutivo del trust è atto unilaterale avente un contenuto programmatico. [nota 19] Al riguardo non va sottaciuto che si reputa talora opportuno il ricorso a questo strumento (specie nella forma del family trust o in forme similari di trusts, come ad esempio i cd. trusts "liberali" [nota 20]), proprio per provvedere alla sistemazione in funzione successoria di situazioni patrimoniali già facenti capo al disponente, al fine di conservare l'unità del patrimonio familiare [nota 21] o singole entità o attività in esso rientranti, ed evitare così la loro dispersione o frammentazione tra una pletora di successibili, non tutti sempre in grado di serbare ed accrescere il 'valore aggiunto' conseguito dal titolare-disponente in vita e materializzato in uno specifico bene produttivo o in partecipazioni a specifiche società . [nota 22] Certamente, il trust in ambito familiare e segnatamente successorio è destinato ad occupare uno spazio sempre più importante nell'ambito della pianificazione della ricchezza familiare, soprattutto dopo i consensi espressi dalla giurisprudenza di merito [nota 23] nei confronti dei cd. trusts interni (nei quali l'unico elemento di estraneità è rappresentato dalla legge straniera scelta dal costituente o settlor, ma con soggetti, beneficiari, scopi e beni tutti siti in Italia). A ciò si aggiunga che di recente il D.l. 273/2005 convertito in legge 23 febbraio 2006 n. 51 ha introdotto nel nostro codice civile il nuovo art. 2645-ter per il quale è ora possibile provvedere alla trascrizione (ai fini della opponibilità ai terzi) di atti in forma pubblica con i quali venga impresso uno specifico vincolo di destinazione a beni immobili e beni mobili registrati, per un periodo non superiore a 90 anni o per la durata della vita di una persona fisica beneficiaria, allo scopo di realizzare interessi meritevoli di tutela in riferimento (non solo a disabili, pubbliche amministrazioni o ad altri enti, ma anche) a qualunque persona fisica, ricorrendo i requisiti di meritevolezza ex art. 1322 c.c. Fonte: http://elibrary.fondazionenotariato.it/articolo.asp?art=02/0221&mn=3
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m.cbr600 24-08-2013
m.cbr600 - Università di Cassino
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